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Articoli marcati con tag ‘dante’

Serata audiovisivi Duilio Costa

giovedì, 23 dicembre 2010
listen it it Serata audiovisivi Duilio Costa

Titolo Evento: Serata audiovisivi Duilio Costa
Autore: viandante
Data Evento: 12 Febbraio 2011 (Evento singolo giornaliero)

Ciao a tutti, volevo comunicarvi il mio prossimo appuntamento fotografico.
Sabato 12 febbraio 2011 alle ore 21 presso il salone della Croce Verde in via Garibaldi a Viareggio, proporrò 5 diaproiezioni aventi per temi: Sentiero Roma e Alta via della Valamalenco, un reportage in India, il trekking della Valle dei Molini a Lappago (Alto Adige), il trekking dell’Isola del Giglio e l’Alta via delle Grigne. La manifestazione è organizzata dal gruppo Amici della Montagna di Camaiore. Visitando il mio sito www.duiliocosta.it potrete scaricare il programma e la mappa per giungere a destinazione. Per gli appassionati di montagna e fotografia è un’occasione da non perdere, grazie. Duilio Costa.

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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MaXu presenta…Worshop Nudo Artistico con Corinne

mercoledì, 17 novembre 2010
listen it it MaXu presenta...Worshop Nudo Artistico con Corinne

Il prossimo workshop si svolgera’ a ROMA, nel mio studio nei pressi di P.zza Bologna, (fermata metro B “BOLOGNA”) Lo studio, abbondantemente attrezzato, ha una superficie di circa 70mq + camerino e servizi.

Questa volta vi propongo la conturbante modella fiorentina dagli occhi di ghiaccio: CORINNE.
Le sessioni saranno di due tipi: a luce continua o a luce flash.

Nelle sessioni a luce continua si scatta tutti insieme.
Nelle sessioni a luce flash si scatta con miniturni di 2 fotografi alla volta.

Ai partecipanti viene rilasciata liberatoria per portfolio personale (a fini NON commerciali).

Tutti i dettagli qui: http://www.workshopfotografico.com/Eventi.aspx

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Mostra di Duilio Costa "Il Sentiero del Viandante"

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Mostra di Duilio Costa "Il Sentiero del Viandante"

Titolo Evento: Mostra di Duilio Costa “Il Sentiero del Viandante”
Autore: viandante
Data Evento: 4 Novembre 2010 (Evento singolo giornaliero)

Ciao a tutti, volevo comunicarvi la data dell’inaugurazione della mia mostra fotografica avente per tema
“Il Sentiero del Viandante”, il più importante percorso escursionistico dell’area orientale del Lario.
Giovedì 4 novembre alle ore 21 presso la Sala del Camino presso il Comune di Malgrate in via Agudio 10 LC, la mostra verrà introdotta dallo scrittore e giornalista Angelo Sala. L’evento è proposto dal Fotoclub Lario Malgrate ed ha il patrocinio del Comune di Malgrate e dell’Assessorato al Turismo della Provincia di lecco.
La mostra resterà aperta tutti i giorni fino all’ 11 novembre dalle 15 alle 18. Grazie.

Duilio Costa

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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Camille Claudel e Auguste Rodin, Arte ed Eros, fotografati da Bruno Cattani

martedì, 5 ottobre 2010
listen it it Camille Claudel e Auguste Rodin, Arte ed Eros, fotografati da Bruno Cattani

1df077bac8bf6dfa307b099588888c98 Camille Claudel e Auguste Rodin, Arte ed Eros, fotografati da Bruno Cattani

Sentendomi come Dante davanti alle porte dell’Inferno, oggi il pensiero è corso a Rodin e al suo imponente Le Penseur, il pensatore che continua a riflettere nel museo parigino che porta il nome del suo creatore, ma molto presto anche a Legnano.

Il comune lombardo in provincia di Milano, dedicherà infatti una speciale attenzione alle opere del grande scultore e pittore francese con la mostra Rodin. Le origini del genio (1864-1884), ospitata al Palazzo Leone da Perego, dal 20 novembre 2010 al 20 marzo 2011.

In mostra però, oltre a capolavori scultorei come il Pensatore, il Bacio, le Grandi Ombre o Giovanni Battista … ci saranno anche gli scatti in bianco e nero di Bruno Cattani, e tutta l’arte & l’eros scaturito dalla relazione artistica tra Camille Claudel e Auguste Rodin.

La geniale allieva e il grande maestro, scultori e amanti, e i capolavori di entrambi fotografati da Bruno Cattani per il Musée Rodin nel triennio 1999-2001, resteranno esposti con Claudel e Auguste Rodin, arte ed eros, 1999-2001, nel salone delle mostre della Banca di Legnano. Altra cosa interessante su cui riflettere oggi.

Bruno Cattani, Camille Claudel e Auguste Rodin, arte ed eros, 1999-2001
c9147ac2ea8f63247e307ccf733426db Camille Claudel e Auguste Rodin, Arte ed Eros, fotografati da Bruno Cattani a352eaa000a055c193faa23ad932a91e Camille Claudel e Auguste Rodin, Arte ed Eros, fotografati da Bruno Cattani 193de38709b4a1efe0b6eddc10ec4949 Camille Claudel e Auguste Rodin, Arte ed Eros, fotografati da Bruno Cattani fa958f4620e4654683998c9ba6e04151 Camille Claudel e Auguste Rodin, Arte ed Eros, fotografati da Bruno Cattani

Camille Claudel e Auguste Rodin, Arte ed Eros, fotografati da Bruno Cattani é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di sabato 02 ottobre 2010.

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Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

venerdì, 1 ottobre 2010
listen it it Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

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Scuola di Fotografia naturalistica e reportage www.photofarm.it

moz screenshot Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Organizza per il mese di Ottobre 2 corsi di fotografia in natura alla scoperta dei colori autunnali dei nostri boschi e uno esclusivo in grotta in Liguria.

Seguono i corsi e i link su programmi, costi e altre infomazioni.

Dal 23 al 24 Ottobre 2010 Workshop Parco Naturale dell’Aveto

 Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Nel Parco dell’Aveto alla scoperta dei segni lasciati dai ghiacciai. Quassù in questo angolo di entroterra ligure troviamo laghi dall’aspetto alpino attorniati da una ricca varietà di piante che colorano questo parco di tonalità molto calde. Il bosco di faggio è casa per molti animali, non è difficile osservare molti rapaci e anfibi. Le facili escursioni ci porteranno alla scoperta dell’Agoraie e il Monte Aiona, conosciuto per le sue particolari rocce. Un ambiente molto vario che passa dal bosco di latifoglie ai pascoli in quota da dove si può nelle belle giornate osservare buona parte dell’appennino Ligure. Il programma del corso prevede facili camminate per realizzare immagini di paesaggio il primo giorno e anfibi, funghi e sottobosco il secondo.

Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Christian Patrick Ricci

Quota di partecipazione: 240 euro
Supp.Singola: 50,00 euro
Quota di partecipazione Accompagnatore: 160,00 euro

INFO e ISCRIZIONIDETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – GALLERY

Dal 30 al 31 Ottobre 2010 Workshop in grotta

 Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Siamo da sempre abituati a pensare alla fotografia in esterno, al più subacquea, ma esiste anche una fotografia degli inferi della terra. Le grotte possono sembrare un posto ostile e buio, ma anche qui la natura è riuscita a intervenire, con microrganismi, sopratutto alghe, piccoli insetti, ragni e vertebrati. Molti abitanti delle grotte presentano adattamenti assai marcati: la riduzione degli occhi, lo sviluppo di altri organi sensibili e la depigmentazione. All’ingresso delle grotte, troviamo invece, animali che vivono all’esterno come i pipistrelli. Esplorare questo mondo non è facile; ecco perchè abbiamo scelto un luogo messo in sicurezza, aperto al pubblico e gestito dalle guide. Un’occasione per imparare le tecniche di ripresa senza le difficoltà della speleologia, quindi con calma e senza la necessaria, esperienza che richiederebbero cunicoli e caverne in grotte non attrezzate. La grotta di Valdemino a Borgio Verezzi (in Liguria) è conosciuta come la grotta più colorata d’Italia, un paesaggio sotto il paesaggio terrestre, una cattedrale fiabesca costruita dal lento processo delle piogge e non da fiumi sotterranei. Un’itinerario di 800m con 30m di dislivello verso il basso, un‘atmosfera irreale, a volte nebbiosa, 16°c di temperatura e il 90% di umidità. Quest’ultime rientrano tra le difficoltà tecniche che verranno risolte nell’ambito del nostro corso, in aggiunta a quelle compositive e alla complessa illuminazione dei contorti paesaggi sotterranei.
Il nostro corso prevede due uscite mattutine di 4h dentro le grotte, riservato esclusivamente al nostro gruppo fotografico. Il pomeriggio, dopo la pausa pranzo, si  prevedono percorsi in auto o a piedi della parte superiore, lungo i paesaggi a macchia mediterranea della costa ligure. Fino a sera avremo modo di visitare i borghi medioevali, di cui è ricca questa regione. Nel dopocena del primo giorno si prevede la visione degli scatti effettuati in grotta la mattina, per risolvere gli errori e ripetere la sessione il giorno successivo.

Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Fabio Liverani

Quota di partecipazione: 290 euro
Supp.Singola: 90,00 euro
Quota di partecipazione Accompagnatore: 170,00 euro

INFO e ISCRIZIONIDETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – PRENOTA (MAIL)

Dal 5 al 7 Novembre 2010 Workshop Foreste Casentinesi

 Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Una foresta magica. Un santuario di alberi come il faggio, l’abete bianco, l’acero. Un luogo dal sapore antico, preservato nei secoli. Le foreste Casentinesi conosciute per la loro bellezza nei secoli, già Dante le citava nei suoi scritti, un fascino millenario di cui ancora oggi possiamo godere. L’autunno è il mese più opportuno per vivere l’atmosfera della foresta, le piante caducifoglie, si colorano con tinte pastello, il giallo, rosso, marrone. Per il fotografo non c’è momento migliore per dedicarsi alla realizzazione di immagini di paesaggio, in autunno oltre al colore, il clima cambia spesso e regala interessanti fenomeni come le nebbie che se osservate nella foresta portano la nostra mente a pensare ai folletti e gli gnomi.

Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Fabio Liverani

Quota di partecipazione: 350,00 euro
Supp.Singola: 20,00 euro
Rid. 3° e 4° letto: 10,00 euro

INFO e ISCRIZIONIDETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – GALLERY

Per altre informazioni visita il nostro sito.

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End Frames di Alexander Morrison Atwater

mercoledì, 14 luglio 2010
listen it it End Frames di Alexander Morrison Atwater

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Geishe in technicolor, tutta la strabordante fisicità dei lottatori di Sumo, e quel mix di ciuffo alla Elvis (fonato in strada), tatuaggi yakuza e amore per il rock’n’roll anni ‘50 che rende singolari e inconfondibili i rockabillies di Tokyo, animano End Frames di Alexander Morrisson Atwater, una mostra interessante da sbirciare se vi trovate o passate da Londra.

Le fotografie, esposte alla Gallery 54 di Sheperd’s Market fino al 1 agosto, condensano bene le passioni del fotografo inglese, allevato in Gran Bretagna da madre italiana e padre americano, abituato sin dalla tenera età a sperimentare viaggi e culture, e in seguito le diverse tecniche di stampa.

Le stesse stampe della mostra, disponibili in edizione limitata, utilizzano diverse tecniche di stampa, da quelle al selenio a quelle colorate a mano, passando per quelle alla gelatina d’argento. Altro viaggetto interessante lo offre il portfolio del fotografo specializzato fotografia di viaggio, ritratti e paesaggi, dalla guerriglia di Beirut, ai musicisti dell’Avana, dalle baraccopoli etiopi ai nudi femminili. Buon viaggio.

End Frames di Alexander Morrison Atwater é stato pubblicato su clickblog alle 16:00 di mercoledì 14 luglio 2010.

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IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA

venerdì, 28 maggio 2010
listen it it IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA

La prima edizione della Festa dell’Architettura, Index Urbis, curata dall’architetto Francesco Garofalo è un evento che celebra lo spazio, la progettazione e la costruzione degli edifici. La rassegna che si svolge dal 9 al 12 giugno 2010, propone una lettura della città e dell’architettura contemporanea. Un fitto programma di appuntamenti fatto di incontri, lezioni, mostre, convegni e conferenze, presentazioni di libri, rassegne di video e film, installazioni e anteprime di progetti, sarà presentato alla stampa venerdì 4 giugno 2010, alle ore 12.00, in Campidoglio.

I luoghi della Festa sono quattro: la casa dell’architettura – acquario romano, l’auditorium parco della musica, il maxxi museo nazionale delle arti del XXI secolo e il macro testaccio cui si aggiungono oltre cinquanta eventi collaterali.  Tra questi anche Officine Fotografiche con un gruppo di fotografi i quali attraverso sequenze di immagini hanno ripercorso e interpretato il territorio metropolitano dell’Eur, un quartiere della Capitale che tanto ha ispirato architetti, registi, artisti e fotografi.

L’EUR è un acronimo che ricorda che il quartiere fu ideato in occasione dell’esposizione universale di Roma. Nel quartiere Europa, così come indicato nella toponomastica del Comune di Roma, l’uomo è stato sempre figura di secondo piano rispetto agli elementi architettonici del paesaggio monumentale. IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA è un’indagine volta a fermare un periodo storico significativo del cambiamento in atto. Il rumore delle idrovore che pescano acqua dal fondo degli scavi, le sirene delle gru, il ferro che batte contro il ferro, il ruggito dei camion che entrano ed escono dai cantieri, il vociare lontano degli operai, rompono oggi quel silenzio assordante del passato proiettando il nuovo E2010 verso il futuro. La maestosità delle opere contemporanee si andrà a confrontare con un’idea del passato, frutto della volontà di grandezza di un regime, al pari di un avvenente modello che entra nella stessa vetrina dove un altro, un po’ datato, fa bella mostra di sé. La Nuvola di Fuksas, la Torre Giardino di Renzo Piano, l’Europarco, l’Acquarium virtuale Mare Nostrum, la Città dell’Acqua, sono gli ambiziosi progetti che segneranno la fine dell’epoca dei colletti bianchi rinchiusi nei loro cubi di travertino di vetro e ferro; del Velodromo Olimpico e del Parco Luneur, che hanno fatto gioire tanti giovani della seconda metà del secolo scorso. La mostra scaturita da questo impegno è l’insieme delle idee di dodici fotografi che hanno affidato ad articolate sequenze di tre fotogrammi, anziché a singoli scatti, sintesi documentarie, narrative e creative dei diversi stati d’animo che un quartiere come l’EUR è in grado di suscitare.

L‘evento promosso dall‘Associazione Culturale Officine Fotografiche è patrocinato dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF).

MOSTRA FOTOGRAFICA COLLETTIVA:

Partecipanti:

Massimo Bottarelli; Maurice Carucci; Luisa Cobianchi; Giuseppe D’Amico; Fulvia Delfino; Milka Gangemi; Luca Guerri; Daniele Loi; Giorgio Mazzacurati; Ernesto Notarantonio;  Alberto Placidoli; Angela Villari; Fabio Viscardi.

Curatori: Alberto Placidoli

Informazioni tecniche:

Dal 12 al 25 giugno  2010 – Dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle 20

Ingresso libero

Presso la sala espositiva di Officine Fotografiche

Via casale de Merode 17/A, 00147 –Roma

Tel/Fax 06 5125019

of@officinefotografiche.org

www.officinefotografiche.org

Tutte le informazioni sono anche sul sito internet ufficiale della Festa dell’Architettura di Roma www.indexurbis.it

Comunicazione e Ufficio Stampa

Ass. ne Culturale Officine Fotografiche

Renata De Renzo

Cell. +39 380 4356552

press@officinefotografiche.org

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UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

domenica, 22 novembre 2009
listen it it  UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

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I Ricettari di Federico II. Dal Meridionale al Liber de coquina

sabato, 25 luglio 2009
listen it it I Ricettari di Federico II. Dal Meridionale al Liber de coquina

I RICETTARI DI FEDERICO II. DAL MERIDIONALE AL LIBER DE COQUINA
Autore: Anna Martellotti
Editore: Olschki
Collana: Biblioteca dell’”Archivum Romanicum” – Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia, vol. 326
Formato: 17 × 24 cm
Pagine: 284
Anno: 2005
Codice ISBN: 88-222-5442-2
Prezzo (di copertina): 29,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lvricettari.htm
L’attribuzione a Federico II del Liber de coquina e dei ricettari imparentati permette di scoprire la fastosa cucina della corte palermitana, ben radicata nel territorio, ricca di influssi arabi filtrati attraverso la mediazione normanna e sveva, ma aperta a suggerimenti nazionali e internazionali; all’inizio del Trecento, attraverso la mediazione toscana, questa prima cultura gastronomica ‘italiana’, sbocciata insieme alla poesia siciliana, si è ormai affermata da un capo all’altro della Penisola.
Un esame comparativo del Liber de coquina e dei ricettari imparentati (la raccolta Meridionale, la traduzione ‘Toscana’ e il trattato latino conservato nel ms. Palat. lat. 1768 della Biblioteca Vaticana, stampato qui per la prima volta insieme agli altri testi) permette di attribuirne la stesura al patrocinio di Federico II, tra il 1230 e il 1250.
Si scopre così la cucina della corte palermitana, ben radicata nel territorio, intrisa di influssi arabi trasformati dalla mediazione normanno- sveva, ma aperta a suggerimenti nazionali e internazionali, che ai prestigiosi piatti di carne e di pesce contrappone ricercate preparazioni di verdura e registra la prima affermazione delle paste alimentari, dei ravioli e delle torte ripiene.
Attraverso documenti e testimonianze diverse si ricostruisce il rapporto ambivalente dell’imperatore con il cibo, tra rivalutazione epicurea dei piaceri conviviali e preoccupazioni salutistiche; e se la sperimentazione gastronomica che culmina nel Meridionale ben si inquadra nella cornice festosa del banchetto accanto al fiorire della poesia siciliana, il Liber de coquina si presenta come un rigoroso trattato scientifico suddiviso in capitoli sul modello delle opere dietetiche.
La Toscana, erede dell’esperienza poetica in volgare, accoglie con entusiasmo la bella cucina sveva e, parafrasando Dante, si può affermare che intorno al 1300 tutto quello che gli italiani mangiano è ‘siciliano’.
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lvricettari.htm

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>inATTOvisivo< mostra collettiva brescia

venerdì, 1 maggio 2009
listen it it >inATTOvisivo< mostra collettiva brescia

Oggetto:

>inattovisivo< mostra fotografica collettiva allievi Scuolafotografia di Carla Cinelli

8-9-10 maggio, sala Cristo Re (Borgo Trento – Brescia)

Nell’ambito delle iniziative “Maggio Culturale” organizzate dalla Parrocchia Cristo Re di Brescia, Scuolafotografia della fotografa bresciana Carla Cinelli promuove, in collaborazione con Photogroup e Le8Quinte Galleries, presso la sala Cristo Re di via Fabio Filzi, 3 – (Borgo Trento) Brescia, una collettiva fotografica dal titolo >inattovisivo<.

>inattovisivo< prende spunto dall’idea di dare maggior visibilità ai numerosi giovani fotografi bresciani che hanno fatto dell’atto visivo, ovvero dello scatto che fissa la propria personale lettura del mondo in una fotografia, il proprio naturale linguaggio espressivo.

In mostra saranno esposte 33 stampe di grande formato (h. cm 150 x 120) e qualità, sia a colori che in bianco e nero, sia in pellicola che digitale ma anche Polaroid, tutte realizzate da allievi ed ex allievi della Scuolafotografia di Carla Cinelli. Gli autori, anch’essi 33, avranno modo di svelare al pubblico, attraverso la scelta accurata di un’unica immagine, la propria cifra stilistica.

Numerose le tecniche utilizzate dagli autori per eseguire lo scatto: higt key, lomografia, montaggio digitale, shallow depth of field, mosso creativo, defocalizzazione, tilt shift; come numerosi gli stili fotografici con cui si sono confrontati: dal ritratto all’autoscatto, dalla fotografia di reportage alla fotografia concettuale, dalla moda alla fotografia naturalistica, dalla macrofotografia alla foto di studio, dal paesaggio alla streetphotograpy, dalla fotografia di ricerca a quella di denuncia sociale, dal minimalismo all’immagine ridondante di particolari.

I motivi di interesse sono quindi molteplici, e l’occasione è ottima per tutti gli appassionati (e non) di arte fotografica che volessero toccare con mano il livello di avanzamento della produzione bresciana dell’immagine.

Autori in mostra:

Antonella Alberti, Roberta Alghisi, Alberto Alghisi, Alberto Aloisi, Marco Cataudo, Ivano Catini, Cristina Chiarini, Marco Ciccolella, Maurizio Cominotti, Cosimo Concilio, Paola De Giuseppe, Ernersto Di Betta, Igor Donati, Giorgio Festa, Igor Gabusi, Ivana Giangualano, Eleonora Incani, Mauro Maffina, Natascia Manessi, Michele Marchetti, Ezio Mereghetti, Valentina Massetti, Roberto Massini, Marco Oprescu, Emanuela Piardi, Laura Predolini, Paola Rassega, Giuseppe Reboldi, Stefano Rocco, Alice Tognazzi, Luciano Torri, Gabriele Verzeletti e Cristian Zambelli.

Curatori della mostra:

Scuolafotografia: Carla Cinelli, Ezio Mereghetti e Ivano Catini;

PhotoGroup e Le8Quinte Galleries: Mauro Maffina.

L’inaugurazione della mostra >inattovisivo< è prevista per venerdì 8 maggio alle ore 18:00, presso la sala Cristo Re di via Fabio Filzi, 3 – (Borgo Trento) Brescia, ed è aperta a tutti.

La mostra rimarrà aperta al pubblico sabato 9 maggio dalle ore 15:00 alle ore 20:00 e domenica 10 maggio dalle ore 9:00 alle ore 20:00.

Si ringrazia per il contributo alla realizzazione Parrocchia Cristo Re di Brescia.

per informazioni:

Scuolafotografia di Carla Cinelli

tel: 3395656777

e-mail: carla@carlacinelli.com

www.flickr.com/photos/scuolafotografia

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mostra fotografica collettiva

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invito mostra trento

domenica, 26 aprile 2009
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“Ostinati e contrari”
Mostra fotografica di Giulio Di Meo

Palazzo della Regione Trentino-Alto Adige
Piazza Dante 16
Trento

Una Cuba lontana dagli stereotipi del sigaro di Fidel Castro, del basco con la stella del Che, del mojito di Hemingway e delle jineteros. Una Cuba più viva e più vera, intima e contraddittoria quella raccontata da Giulio Di Meo, fotografo free-lance, casertano residente a Bologna. Di Meo racconta un isola impegnata in un viaggio de andreiano, lo fa attraverso i volti della gente comune che naviga distante dalle “parole celebrative del nulla” del potere locale e straniero. Un popolo alla ricerca “ostinata” di un futuro migliore, un popolo che ostinatamente sopravvive con pacata e gioiosa umanità. Un popolo “contrario”, che non si è piegato al dominio americano, non ha svenduto la sua anima. Un popolo “resistente”, alle tante ingiustizie, ai vecchi e nuovi inganni, alle innumerevoli contraddizioni di un sistema troppo spesso inchiodato su se stesso. Un popolo che si ostina a navigare contro millenarie paure. Quelli cubani sono la prima parte di un progetto molto più vasto – “Riflessi Antagonisti”-, che riguarderà diversi paesi sudamericani. “Il titolo nasce dalla constatazione che la situazione sudamericana è la conseguenza, il riflesso, appunto, della politica di sfruttamento attuata prima dai colonizzatori europei e successivamente dai governi e dalle lobby economiche statunitensi”. Paesi con ampie zone al limite del sottosviluppo costantemente depredati delle proprie risorse naturali. In Sudamerica il 30% della popolazione è costretto a vivere con meno di un dollaro al giorno. Ho deciso di iniziare il mio progetto da Cuba come luogo simbolo di un continente che ha sempre cercato di ribellarsi.”. Cuba è un paese sottoposto da oltre 25 anni ad embargo da parte degli U.S.A., quindi sicuramente la condizione economica cubana ha subito notevoli “riflessi” e conseguenze. Nonostante quest’infamia dell’embargo, Cuba ha raggiunto importanti traguardi sociali: ha la media di vita più alta del continente (oltre 70 anni) e la più bassa mortalità infantile (9 per mille), la più alta alfabetizzazione dell’America Latina (96%, in Italia abbiamo il 98%). All’uscita dell’aeroporto dell’Avana c’è un cartello che dice “Oggi 200 milioni di bambini nel mondo dormono per strada, nessuno è cubano”. È propaganda politica, ma è un dato inconfutabile. Questa è la Cuba immortalata da Di Meo, una Cuba terra, come direbbe De Andrè, di “servi disobbedienti alle leggi del branco”, ma ormai anche isola insofferente al rosario di astuzie e meschinità recitato dalla maggioranza. Foto con un unico dovere, quello di registrare questi volti, queste gocce di umanità, queste anime “che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti”, come un’anomalia, come una distrazione……
Orari: 10.00-13.00; 15.00-19.00
Sabati e domeniche: chiuso.

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Romantic: Valeria Lamonea – Elisa Laraia – Paola Risoli

domenica, 26 aprile 2009
listen it it Romantic: Valeria Lamonea   Elisa Laraia   Paola Risoli

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con
Valeria Lamonea – Elisa Laraia – Paola Risoli

cura e testi
Gloria Gradassi

L’inaugurazione si terrà domenica 3 maggio alle 18:00
La mostra termina il 31 maggio
La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica

Valeria Lamonea e Elisa Laraia courtesy galleria Tekné di Potenza, Paola Risoli courtesy galleria Gas di Torino

Domenica 3 maggio alle 18.00, la Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta la collettiva Romantic, con i lavori di Valeria Lamonea, Elisa Laraia e Paola Risoli. La mostra, a cura di Gloria Gradassi, conclude la rassegna Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi.
“In Romantic, tre giovani artiste, percorrendo strade diverse per interessi e linguaggio, segnalano un comune bisogno di sentimento ed emotività.
Le loro opere attraggono perché vibrano di sensazioni, ricordi, verità che movimentano le percezioni.
(continua…)

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