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Articoli marcati con tag ‘da bambino’

Buona la prima: intervista a Daniele Tamagni

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it Buona la prima: intervista a Daniele Tamagni
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D. Tamagni, dalla serie Gentlemen of Bakongo

Anna/About A Photo: cosa volevi fare da bambino?
Daniele: Proprio da piccolo non ricordo, comunque ho sempre voluto fare un mestiere legato all’arte, per esempio il critico. Ho una laurea in storia dell’arte e una in conservazione di beni culturali; mi sarebbe anche piaciuto lavorare per il Ministero dei Beni Culturali.
A.: Una formazione molto istituzionale e classica. Come sei approdato al mondo della fotografia?
D.: Bhe la fotografia è comunque un’arte, dunque non mi sono così distanziato da quello che era il mio ambiente. Ho però voluto uscire da un mondo che mi sembrava un po’ chiuso, accademico e ho seguito l’istinto, comprendendo che il linguaggio in cui mi esprimo meglio è la fotografia. Sono così arrivato a raccontare storie contemporanee. All’inizio molti mi sconsigliavano questa strada, ma la passione e i successi ottenuti mi hanno incoraggiato e ho capito che era quello che volevo fare nella vita.
A.: C’è una tendenza nel reportage di oggi a realizzare immagini drammatiche, violente, dai toni cupi, nelle tue foto invece si respira un’atmosfera piacevole, divertente, ironica e coloratissima, pensi che questo sia un tuo punto di forza?
D.: Io fotografo le cose come le vedo io, non saprei fare in un altro modo. Sicuramente nella mia ricerca di reportage cerco di raccontare storie positive, anche ironiche, ma mai banali e superficiali. Ciò che mi attrae della fotografia come arte è proprio la possibilità di conoscere nuovi colori, sapori, nuove culture, e restituirle in immagini, in modo da abbattere certi stereotipi.
A.: Qual è il tuo rapporto con il mondo della fotografia (editori, galleristi, giornalisti, ecc.)?
D.: Non frequento molto, per problemi di tempo, quel mondo, partecipo volentieri agli eventi cui mi invitano e vado a vedere lavori che ritengo interessanti. In generale cerco di pormi con umiltà, perché ho ancora tanta strada da fare; credo che ognuno mi possa insegnare qualcosa e porsi in modo arrogante e da “arrivati” non porta a grandi risultati.
A.: Consiglieresti questo, dunque, a un ragazzo che si affaccia come emergente sulla scena della fotografia?
D.: Consiglio innanzitutto di non illudersi, ma anche di non cadere in preda al pessimismo; anche se per un periodo non ci sono lavori commissionati, non abbattersi e continuare nella ricerca personale, cercando sempre la massima espressione di sé. Consiglio inoltre di mantenere un atteggiamento aperto, modesto, disposto ad accettare le critiche, ciò non significa svendersi, certamente.
A.: Tu hai vinto, tra gli altri, due premi internazionali: l’ICP Infinity Award 2010 e il World Press Photo 2011, puoi spiegare a noi di About, che siamo un po’ informali e un po’ lontani da queste cose stratosferiche, come funziona? Cioè ti chiama il Signor WPP per dirti che hai vinto?
D.: Nel caso dell’ICP sì mi hanno telefonato e poi c’è stata la cerimonia a New York, mentre per il World Press mi hanno mandato una mail (io ho risposto “grazie”) e poi la premiazione ufficiale sarà il 7 maggio ad Amsterdam.

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D. Tamagni, Willy Covari

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D. Tamagni, KVV Mouzieto 


Grazie a Daniele Tamagni per la sua grandissima disponibilità e gentilezza. Sono veramente onorata che sia stato lui la prima persona che ho intervistato per il blog. Potete vedere le sue foto, per la prima volta a Milano, nella mostra “L’estetica della trasformazione” e dal 4 fino al 29 maggio presso la Galleria Carla Sozzani, con l’esposizione del World Press Photo 2011.

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D. Tamagni, The Flying Cholitas
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D. Tamagni, dalla serie Cholitas – las Diosas del Ring

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Autore Articolo: Anna Mole
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Back to the Future di Irina Werning

lunedì, 14 marzo 2011
listen it it Back to the Future di Irina Werning

37423649f0f6f8fd8e86798e66d593e4 Back to the Future di Irina Werning

Per menti capaci di rimuovere qualsiasi cosa, e tempi che cambiano alla velocità della luce, guardarsi a distanza di tempo con occhi nuovi riserva sempre qualche sorpresa e inaspettata scoperta.

Aprite il cassetto dei ricordi a caccia di qualche scatto datato e mettetelo a confronto con lo stesso soggetto di oggi e vedrete. Se poi vi fate prendere dallo stesso istinto comparativo che anima Back to the Future di Irina Werning, basta convincere tutti gli interessati a compiere un bel salto temporale davanti al vostro obiettivo.

Scatti realizzati a distanza di tempo, resuscitando gli stessi luoghi, abiti, espressioni, pose, e chissà forse anche le emozioni evocate dai ricordi, rendono singolare e intrigante il progetto in progress della fotografa di origine argentina, ma state pur certi che anche un tentativo meno sofisticato otterrà risultati altrettanto interessanti.

Nella foto il piccolo Pancho ha fatto un viaggio nel tempo, o meglio ‘nel futuro’, dal 1983 al 2010, da bambino ad adulto, un po’ come è capitato a me guardando una vecchia foto di classe scattata in prima media dopo aver rivisto quegli stessi compagni di scuola ormai adulti. Sorprendente! Ovviamente se ci provate a noi fa sempre piacere condividere..

Back to the Future di Irina Werning é stato pubblicato su clickblog alle 16:30 di sabato 12 marzo 2011.

 Back to the Future di Irina Werning
 Back to the Future di Irina Werning

 Back to the Future di Irina Werning  Back to the Future di Irina Werning

 Back to the Future di Irina Werning

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ALESSANDRO DI GIAMPIETRO -13 APOSTOLI

mercoledì, 16 settembre 2009
listen it it ALESSANDRO DI GIAMPIETRO  13 APOSTOLI

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ALESSANDRO DI GIAMPIETRO -13 APOSTOLI
22.09.09 _ 17.10.09
Alessandro Di Giampietro è in costante ricerca dell’altro e di sé attraverso l’altro. Negli altri cerca la prova della sua esistenza fatta di paure, fobie, curiosità, voglia di vivere e disperato bisogno di essere accettato.
Gli apostoli sono dei personaggi della strada. Le immagini sono icone di santità con evidenti cicatrici dell’anima che si riflettono nelle strisce di luce sui fotogrammi ma anche nei ritratti stessi, che hanno in sé una sorta di interferenza mai decifrata e costantemente ambigua. D’altra parte, ciò che affascina qui è che la ricerca di sé e dell’altro è vera, reale, e non lascia spazio ad alcun (pre)giudizio. Di Giampietro opera in bilico, mantenendo un equilibrio apparentemente precario ma perfettamente funzionale tra sé e l’altro. Riesce, direi magicamente, a rivelarci l’altro mentre la ricerca riguardava soprattutto sé stesso.
Così, la parola centrale è ambiguità, che poi caratterizza l’intera produzione artistica di Di Giampietro e che si riflette anche nell’uso del naso da pagliaccio su ciascun ritratto; lungi dall’essere un elemento ironico, il naso fa pensare a film come Arancia Meccanica e in genere a un’anima oscura nascosta dietro la maschera. E’ l’espressione della paura; non solo quella nei confronti del pagliaccio, che Di Giampietro ha sin da bambino, ma quella che viene messa in gioco nel confronto con l’altro.
Lo scatto è molto veloce. Sono snapshot che non danno il tempo alla persona ritratta di impostarsi per la situazione, facendo quindi emergere la vera personalità dei soggetti. La ‘sorpresa’ è molto importante per il lavoro di Di Giampietro; è l’elemento fuori controllo, impossibile da ricreare nello scatto costruito. Se a volte disturba l’immagine, allo stesso tempo rende lo scatto più interessante, più vero.
Alessandro di Giampietro è nato a Pescara nel 1972, vive e lavora a Milano
in mostra dal 22 settembre al 17 ottobre 2009
inaugurazione martedì 22 settembre | ore 19.00
sarà presente l’artista
catalogo in mostra. testo di Marco Tagliafierro
MiCamera_photography and lens-based arts
via Medardo Rosso 19 | 20159 Milano | 02 4548 1569
aperto dal mercoledì al sabato 10_13 16_19 e su appuntamento
sponsor

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BATHROOM opening Giovedì 22 maggio 2008 – ore 19.00

domenica, 11 maggio 2008
listen it it BATHROOM opening Giovedì 22 maggio 2008   ore 19.00

c8251930a3fb874deee159483a045728 BATHROOM opening Giovedì 22 maggio 2008   ore 19.00

ONE PIECE CONTEMPORARY ART

BATHROOM

Claudio Abate

opening Giovedì 22 maggio 2008 – ore 19.00

(continua…)

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Stanley Kubrick

mercoledì, 20 febbraio 2008
listen it it Stanley Kubrick
acefa07b20ed80d514caef8568c3d2ed Stanley Kubrick « Talvolta la verità di una cosa non sta tanto nel pensiero di essa quanto nel modo di sentirla »
(Stanley Kubrick)

Stanley Kubrick (New York, 26 luglio 1928 – Harpenden, 7 marzo 1999) è stato un regista, fotografo e sceneggiatore statunitense naturalizzato britannico, considerato tra i maggiori cineasti del XX secolo.

Indice

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Biografia [modifica]

Le origini [modifica]

Nasce il 26 luglio 1928 nel quartiere newyorkese del Bronx da genitori ebrei. Il padre è un medico austriaco emigrato in America in seguito alla Prima guerra mondiale. Fin da bambino Kubrick si appassiona ai miti dell’antica Grecia ed alle fiabe nordiche, ma soprattutto al gioco degli scacchi e alla musica jazz. Per un certo periodo, prima di cominciare ad occuparsi di cinema, si guadagna da vivere grazie a gare di scacchi e impara a suonare la batteria.

(continua…)

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