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60 milioni di obiettivi Nikkor

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it 60 milioni di obiettivi Nikkor

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Continua la gara a suon di numeri fra Canon e Nikon. Proprio quest’ultima ha annunciato ieri di aver tagliato il traguardo dei 60 milioni di obiettivi Nikkor nel corso dello scorso mese, mentre Canon aveva raggiunto lo stesso traguardo proprio nel corso dello scorso gennaio.

Nikon ha raggiunto questa cifra considerevole contando tutti gli obiettivi prodotti a partire dal 1959 quando venne svelata la sua prima reflex. A contorno di tutto questo possiamo anche notare come il volume di produzione dell’azienda sia in aumento. La soglia dei 50 milioni si era raggiunta nel settembre 2009, mentre ai 55 milioni è arrivata lo scorso agosto.

Un incremento che è dovuto sia alla fine della crisi in molti paesi sia all’espansione di molti nuovi mercati.

Via | DPReview

60 milioni di obiettivi Nikkor é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 06 aprile 2011.

 60 milioni di obiettivi Nikkor
 60 milioni di obiettivi Nikkor

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 60 milioni di obiettivi Nikkor

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Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

giovedì, 20 gennaio 2011
listen it it Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

0db8cf85e2c36248b45d8c1f8c3e7eb8 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

Come premesso, le Officine Fotografiche di Roma inaugurano il 2011 con una gallery di sguardi e affinità illuminanti, che contemplano anche il premio Pulitzer Rick Loomis e diversi vincitori del World Press Photo come Pietro Masturzo e il medaglia d’oro “Robert Capa” Ashley Gilbertson, tra i protagonisti della collettiva “Gli Scatti della crisi, da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon”, e testimoni di cause ed effetti di questa crisi globale che ha radici profonde e derive lontane.

Un caleidoscopio di sguardi rivolti al nuovo millennio, che contempla vittime e protagonisti, conflitti e disastri, antitesi e similitudini, i funerali di un giovane militante della jihad islamica e la liberazione di Aung San Suu Kyi, cortei finiti nel sangue e clochard che dormono in letti di cartone, le nubi color ruggine delle miniere indiane e i rifiuti di Scampia.

Dal 21 gennaio al 21 febbraio, la sede delle Officine Fotografiche di via G. Limetta 1, ospiterà 19 testimoni del nostro tempo e una ‘cartografia della crisi’ alla quale non sfuggono conseguenze e trasformazioni, analisi e riflessioni, approfondite da dibattiti e incontri che partono dalla crisi globale per arrivare a quella del giornalismo e della fotografia.

Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon
25dd75eaaa96d39effc9ca5e2ce2d107 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma d39f2732d1ff831b78edbcd174eecb84 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma 25e58bb7c13194c51872566bb09e2b23 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma 4c9704838cc99ea838322347220d0f5f Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

La collettiva organizzata dalla rivista Loop con il contributo della Provincia di Roma, si aprirà venerdì 21 gennaio con il vernissage inaugurato dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, il consigliere provinciale Gianluca Peciola e il direttore di Loop Luciano Ummarino.

42d3e38756c2ba590bac728e51e30c78 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma f6aacbfdf101277fa755b1d6e63d305a Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma ca37811c61e0e7facbaca2ace6deae28 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma 8e7bae075cee0facc1373b8b01f5272e Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

Un’occasione ideale per contemplare da vicino il minatore che emerge dalla polvere delle miniere indiane di Marco Bulgarelli, o i sostenitori del sindaco Andry Rajoelina che fuggono dai gas lacrimogeni durante un corteo degenerato in scontri tra polizia e dimostranti di Walter Astrada, insieme ai contributi di Giancarlo Ceraudo, Giampiero Codogni, Paolo Contursi, Alfredo Covino, Ashley Gilbertson, Rick Loomis, Myriam Meloni, Pietro Masturzo, Sara Prestianni, Alessandra Quadri, Andrea Star Reese, Reza, Riccardo Scibetta, Aldo Soligno, Mario Spada, Riccardo Venturi, Maria Zorzon.

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Ad arricchire di stimoli “Gli Scatti della crisi” anche una performance teatrale (4 febbraio), la presentazione del nuovo numero di Loop dedicato al declino dell’era berlusconiana con un dibattito sulle mafie cui prenderà parte Francesco Forgiane (11 febbraio), fino alla tavola rotonda su “Crisi dell’editoria, fotografia e citizen journalism” (18 febbraio).

Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma é stato pubblicato su clickblog alle 09:30 di mercoledì 19 gennaio 2011.

 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma
 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma  Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

 Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

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Larry Clark: Kiss the past hello

martedì, 16 novembre 2010
listen it it Larry Clark: Kiss the past hello

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Cultura di strada e musica rock, droga, sesso, pistole e ricerca di se… sono parte integrante della confusione dirompente e violenta che caratterizza la generazione adolescente ritratta in modo ‘esplicito’ da Larry Clark nell’ultimo quarantennio.

Dalla fotografia al cinema, da Kids (1995), Bully (2001) e Ken Park (2002), agli scatti senza veli e ipocrisie di Tulsa (1971) e Teenage Lust (1983), dagli Skateboarders di New York al ghetto latino di Los Angeles, Larry Clark ha inquadrato per anni quello che l’America conformista e perbenista non vuole guardare, e sembra avere il potere di “scandalizzare” il comune di Parigi.

Ora questo patrimonio iconografico inestimabile “vietato ai minori”, che tiene gli occhi aperti e la coscienza sveglia sulla stagione della vita che sarebbe bene non dimenticare mai e guardare in faccia senza ipocrisie e scandalizzati perbenismi, si arricchisce di materiale ‘ancora’ inedito (forse questo è davvero scandaloso), tra scatti e il film realizzato in 16mm sulla vita dei tossicodipendenti a Tulsa nel 1968, in mostra con Kiss the past hello al Musée d’art moderne de la ville de Paris, fino al 2 Gennaio 2010.

Larry Clark Kiss the past hello
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Larry Clark: Kiss the past hello é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di martedì 09 novembre 2010.

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COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

venerdì, 5 novembre 2010
listen it it COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

Dialoghi visivi con il cinema
di Michelangelo Antonioni

A CURA DI PUNTO DI SVISTA
Inaugurazione
sabato 20 novembre 2010, ore 18.00

A Seguire l’incontro con l’autrice, ore 19.00.

INTERVENGONO:
Sandro Bernardi, Docente di Storia e Critica del Cinema, Università di Firenze
Valentina Trisolino, Storica della Fotografia, curatrice

MODERA:
Maurizio G. De Bonis, direttore CultFrame – Arti Visive e presidente di Punto di Svista

Da diversi anni Orith Youdovich dirige il proprio sguardo creativo sul mondo in un continuo processo di analisi del rapporto tra sguardo soggettivo e paesaggio. Nell’ambito di questa ricerca l’autrice ha individuato nella condizione di crisi esistenziale soggettiva e nel decadimento della relazione interiore tra individuo e società, i due elementi di sofferenza della realtà sociale. Il paesaggio diviene così non solo contenitore ovvio di questo disagio ma anche vero e proprio personaggio della rappresentazione della crisi individuale e della conseguente deriva collettiva. Era dunque inevitabile che, effettuando questo suo percorso autonomo, Orith Youdovich incontrasse l’opera filmica e la poetica di Michelangelo Antonioni, cineasta dalla chiara impostazione visuale che con assoluta determinazione affrontò le questioni relative alla psicologia umana, all’incomunicabiltà, alla devastante crisi dei rapporti interpersonali.

Come devo vivere è un’esperienza visiva composta da trenta immagini fotografiche di diverso formato che rappresentano l’incontro, sia a livello tematico che espressivo, tra la visione dolorosa, quanto rigorosa, di Orith Youdovich e la lucida e tragica analisi dell’universo umano effettuata da Michelangelo Antonioni.
Il paesaggio diviene in Come devo vivere luogo “altro” della riflessione sull’esistenza, spazio psicologico e apertura severa, dunque priva di qualsiasi tendenza estetizzante, verso quell’abisso straniante che caratterizza la relazione tra individuo e mondo, abisso che la moderna società dei consumi ha totalmente rimosso.

Orith Youdovich, nata a Tel Aviv, vive e lavora a Roma. Diplomata in Fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma (ISF,1992). Ha esposto in varie mostre personali: “Interno-Esterno” (Roma); “Mistery Train” (Roma); “Il Pigneto” (Roma); “Cortili e chiostri – angoli di vita nascosti della città” (Roma) e in mostre collettive: “Moravia – sulle orme dello scrittore in Ciociaria” (Sarajevo, Latina); “I centri storici della Calabria” (Scalea – CS); Immagini sul tema dell’incontro di culture diverse nei paesi della Calabria (Roma). Ha vinto il primo premio della sezione bianco e nero al concorso “Chia – Passato e presente” (1993). Da diversi anni ha abbandonato il reportage sociale per dedicarsi alla fotografia di tipo concettuale. Nell’ambito di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma ha curato la mostra “Fotografia Israeliana Contemporanea”, allestita presso il Museo Andersen della Galleria d’Arte Moderna di Roma (2005), e ha co-curato la mostra “Cronache del quotidiano. David Perlov – Fotografie e Film” presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e Palazzo delle Esposizioni (2008). Ha co-curato le mostre “Terra sospesa – Fotografie di Alfredo Covino” presso Officine Fotografiche (2009) e “Testamento geometrico – Fotografie di Andrea Papi” (FotoLeggendo 2010). Ha curato il libro “Fotografia Israeliana Contemporanea” edito da FPM Edizioni (2005). Giornalista, nel 2000 ha co-fondato la testata giornalistica online CultFrame – Arti Visive di cui è caporedattore. Dal 2009 è direttore responsabile della testata giornalistica Punto di Svista – Arti visive in Italia, organo dell’Associazione culturale Punto di Svista.

INFORMAZIONI TECNICHE:

Inaugurazione: Sabato, 20 novembre 2010, ore 18:00
La mostra di Orith Youdovich prosegue:

Dal 20 novembre al 10 dicembre 2010
Giorni: Dal lunedì al venerdì
Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20
Presso:
Officine Fotografiche, via G. Libetta, 1 00154 – Roma
Tel. + 39 06 512 5019
Ingresso libero
CONTATTI:
Punto di Svista – www.puntodisvista.net
Email: puntodisvista@gmail.com
Officine Fotografiche – www.officinefotografiche.org

Comunicazione e Ufficio Stampa Officine Fotografiche
Renata De Renzo
Mobile: +39.3804356552
Email: press@officinefotografiche.org

1e555085aac1dd238295f1d83345ff67 COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

come devo vivere

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Conversazioni di fotografia: Incontro con Massimo Berruti ed Emiliano Mancuso

venerdì, 15 ottobre 2010
listen it it Conversazioni di fotografia: Incontro con Massimo Berruti ed Emiliano Mancuso

Associazione Culturale WSP

presenta

Conversazioni di fotografia

“Visioni dal mondo”
Incontro con Massimo Berruti ed Emiliano Mancuso

Martedì 19 ottobre 2010 – ore 19.30
Oblomov – Via Macerata 58 – Roma
INGRESSO GRATUITO

fee7f545c4501409b49c10766393b42a Conversazioni di fotografia: Incontro con Massimo Berruti ed Emiliano Mancuso
Due fotografi a confronto, due stili diversi, un’amicizia profonda, una passione totalizzante: la fotografia. Amato e agognato da molti giovani, il mestiere di fotoreporter sta vivendo un momento di profondo cambiamento che si scontra con un settore in affanno in un Paese, come l’Italia, che forse più di altri sta scontando gli effetti di una crisi mondiale, sociale e valoriale, prima che economica. La fotografia può diventare allora lo strumento attraverso cui raccontare o immaginare un Paese, con tutte le contraddizioni, le paure, le angosce e le prospettive future.

Massimo Berruti smette di studiare biologia dopo aver frequentato un breve corso di fotografia. Fotografo freelance dal 2004, vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali tra cui Il World Press Photo, attualmente vive a Roma ma il suo cuore batte in Pakistan, dove ha trascorso gran parte degli ultimi mesi, documentando la dignità e le contraddizioni di un popolo in bilico tra guerra e pace.
Emiliano Mancuso dopo una laurea in filosofia, inizia a interessarsi all’immagine come mezzo espressivo di rappresentazione della realtà. Negli ultimi anni i suoi lavori si concentrano su un’analisi approfondita della situazione politica, economica e sociale che sta vivendo la nostra penisola. Prima con il libro “Terre di Sud” e ora con l’associazione “Extra media” fotografa con occhio attento e scevro da pregiudizi la quotidianità e la criticità in cui vessa attualmente il nostro Paese.

Il ciclo “Conversazioni di fotografia” prevede una serie di dibattiti con esponenti del mondo della fotografia, fotografi, docenti, esperti di fotografia ed artisti emergenti per parlare e discutere di fotografia con contributi audio, video e racconti di esperienze professionali e non solo. Scopo degli incontri è quello di creare gruppi di pensiero e momenti di condivisione che, attraverso il racconto di esperienze e immagini, accrescano la cultura fotografica di ogni partecipante, fornendo spunti di riflessione, idee per nuovi lavori, nonché consigli pratici per tramutare passione in professione.

more info: www.collettivowsp.wordpress.com

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"Daido Moriyama. Visioni del mondo" & Japan Contemporary: il Giappone a Modena

lunedì, 27 settembre 2010
listen it it "Daido Moriyama. Visioni del mondo" & Japan Contemporary: il Giappone a Modena

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Testa sostenuta dal finestrino della metropolitana Tokyo-Kamakura e dal paesaggio che scorre lungo i binari, sguardo celato dalle lenti scure dei Raiban, monocromatismi resi ancora più intensi dal bianco e nero del ritratto, rendono Hippie Crime e il bel tenebroso Naoki Mori, l’icona perfetta per le Visioni del mondo di Daid? Moriyama, protagoniste della prima grande retrospettiva italiana del fotografo giapponese.

La mostra allestita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena nell’Ex Ospedale Sant’Agostino, fino al 14 novembre 2010, raccoglie oltre 450 frammenti di “quell’esperienza parziale e permanente” della realtà che questo fotografo on the road, libero da limiti e convenzioni, ha immortalato per anni in un numero impressionante di scatti.

Scatti randagi e ‘dannati’, volutamente graffiati o sfocati, sovraesposti o sgranati, come lo sguardo di Stray Dog scattato a Misawa nel 1971 e battuto all’asta della newyorkese Christie’s per 10/15 mila dollari nell’aprile scorso, o le 37 stampe di Farewell Photography pubblicate nel ‘68 da Provoke, la rivista innovativa e trasgressiva portavoce del malessere giovanile dell’epoca e in aperta contestazione con l’ipocrisia del sistema sociale e politico.

Daido Moriyama. Visioni del mondo
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La mostra a cura di Filippo Maggia, proposta nell’ambito del progetto Fondazione Fotografia, e inserita nell’ambito del festivalfilosofia dedicato alla ‘fortuna’, della quale Moriyama fornisce una personale interpretazione con 32 immagini, è anche arricchita dalle 448 pagine del volume omonimo edito da Skira, che affianca a molte delle opere in mostra, anche un’intervista a cura di Filippo Maggia (della quale potete leggere un estratto on line), un testo critico di Akira Hasegawa e una biografia approfondita redatta da Francesca Lazzarini.

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Per rendere lo sguardo modenese sul Giappone e sulla fotografia contemporanea ancora più ricco, soprattutto se avete perso Nippon K?b? al Forma di Milano, contemporaneamente a Daido Moriyama – Visioni del Mondo il Fotomuseo Giuseppe Panini ospiterà con Japan Contemporary fotografie e video di Nobuyoshi Araki, Maiko Haruki, Ryuji Miyamoto, Daido Moriyama, Hiroshi Sugimoto, Risaku Suzuki e Miwa Yanagi.

3a7ea2f3eaf969fbe7a07f3b4fc55be8 "Daido Moriyama. Visioni del mondo" & Japan Contemporary: il Giappone a Modena 2733bfafa951c589fc6ed4d9323763e9 "Daido Moriyama. Visioni del mondo" & Japan Contemporary: il Giappone a Modena 696050045b4f0409cbea0af8f250b31c "Daido Moriyama. Visioni del mondo" & Japan Contemporary: il Giappone a Modena 85d86a9f4761b2a38070a26c473de409 "Daido Moriyama. Visioni del mondo" & Japan Contemporary: il Giappone a Modena

Nella gallery:

01.
Daido Moriyama
Tokyo, 1978
fotografia b/n, courtesy l’artista

02.
Daido Moriyama
On the Bed I, Tokyo, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista

03.
Daido Moriyama
Silent Theater, 1965
fotografia b/n, courtesy l’artista

04.
Daido Moriyama
Shonan, 1967
fotografia b/n, courtesy l’artista

05.
Daido Moriyama
Hippie Crime, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista

06.
Daido Moriyama
Hippie Crime, 1970
fotografia b/n, courtesy l’artista

07.
Daido Moriyama
Shinjuku, 2002
fotografia b/n, courtesy l’artista

08.
Daido Moriyama
Nippontheater, 1968
fotografia b/n, courtesy l’artista

09.
Daido Moriyama
After School, Ishikawa, Japan, 1971
fotografia b/n, courtesy l’artista

10.
Daido Moriyama
Tokyo, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista

11.
Daido Moriyama
Highway, Shizuoka, Japan, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista

12.
Daido Moriyama
Daido. Hysteric N.6, 1994
fotografia b/n, courtesy l’artista

“Daido Moriyama. Visioni del mondo” & Japan Contemporary: il Giappone a Modena é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 22 settembre 2010.

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55 milioni di obiettivi Nikkor

domenica, 19 settembre 2010
listen it it 55 milioni di obiettivi Nikkor

6eef50c75f141672823a96798b5b196b 55 milioni di obiettivi NikkorNikon ha annunciato che nel corso del mese di agosto la sua produzione di obiettivi è arrivata a superare la soglia di 55 milioni.

Una cifra di tutto rispetto che arriva a circa un anno di distanza dal superamento dei 50 milioni. Ai 45 milioni di obiettivi sono arrivati nel corso dell’agosto del 2008 e quindi nonostante la crisi Nikon è riuscita a piazzare obiettivi per smaltire una produzione di 5 milioni di pezzi all’anno. In media vengono quindi venduti più di 13.500 obiettivo ogni singolo giorno.

Se si considerano solo gli obiettivi dotati del motore di messa a fuoco Silent Wave Motor (SWM) hanno superato i 20 milioni di pezzi. Una strada molto lunga dal primo obiettivo NIKKOR-S Auto 5cm f/2 prodotto nel 1959.

Via | TheDigitalPicture

55 milioni di obiettivi Nikkor é stato pubblicato su clickblog alle 12:30 di giovedì 16 settembre 2010.

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“Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile

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Mentre la malnutrizione infantile continua a debilitare e uccide il presente e il futuro di bambini disseminati in giro per il mondo, la campagna internazionale e multimediale “Starved for Attention: il cibo non basta” di Medici Senza Frontiere (MSF) e VII Photo con il sostegno di LG Electronics, cerca di denunciare con documentari e reportages una crisi dimenticata che peggiora giorno dopo giorno.

Nel tentativo di porre in evidenza le cause meno note della malnutrizione e approcci innovativi per affrontarla, la campagna propone storie e immagini raccolte dai fotografi dell’agenzia VII, Marcus Bleasdale, Jessica Dimmock, Ron Haviv, Antonin Kratochvil, Franco Pagetti, Stephanie Sinclair e John Stanmeyer, in quei luoghi dove il problema è più sentito.

Immagini e storie che arrivano da Bangladesh, Burkina Faso, Repubblica Democratica del Congo, Gibuti, India, Messico e Stati Uniti, portate in giro per il mondo con una campagna itinerante, partita da New York il 2 giugno, che farà tappa il 23 giugno 2010 al Forma di Milano insieme ai fotografi di VII Photo: Franco Pagetti e Jessica Dimmock, raggiungendo il 1 ottobre il Festival di Internazionale a Ferrara.

Starved for Attention: il cibo non basta
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“Starved for attention” è una campagna itinerante sostenuta dal supporto finanziario di LG Electronics e dalla fornitura di televisori di ultima generazione INFINIA per proiettare i mini-documentari che accompagnano la mostra dei reportage, pubblicati on line sul sito ogni settimana, per sette settimane, sito dove è anche possibile sostenere la campagna firmando la petizione globale dal titolo “Vincere la malnutrizione: il tempo di agire è ora”.

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“Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 21 giugno 2010.

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Occhirossi Festival 2010 a Roma

venerdì, 21 maggio 2010
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Per una tre giorni dedicata alla cultura fotografia in tutte le sue tutte derive e applicazioni, le fresche e cunicolari gallerie del CSOA Forte Predestino di Roma torneranno ad ospitare i centosessanta fotografi che parteciperanno alla seconda edizione del Festival indipendente di fotografia Occhirossi.

Dalle silhouette di filo spinato di Flavio Rivabella alle macerie aquilane di Janos, dal rebus di Y. Romagnoli A. Penso, J. Gonzales, alle esplorazioni urbane di Sigrid Herler o di Alice Cittadino, dai Luoghi & Persone di Maria Teresa Miletta, alla boxer Sonja Mirabelli di Renata Romagnoli … insieme a tantissimi altri che potete sbirciare in questa gallery e on line.

Il 21, 22, 23 maggio, grazie al sostegno e alla collaborazione di tante realtà, il già singolare spazio del CSOA si trasformerà in un viaggio per lo sguardo, con tante mostre fotografiche diverse per stile e tematiche, tecniche e formato, workshop e laboratori, incontri e seminarti, un contest dedicato alla memoria di Antonio Salerno Piccinino sul vasto tema del clima di crisi, fino alla festa di chiusura con djset swing/rockabilly e dress code ‘40/’50!!

OcchiRossi Festival Indipendente 2010
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Come nella precedente edizione, nel video a seguire, dopo questa prima fase di scambio e condivisione, ne seguirà una seconda, nei mesi di Giugno e Luglio 2010, durante i quali diversi esercizi commerciali, mercati e spazi sociali della città ospiteranno le mostre itineranti, che contribuiranno in questo modo a tappezzare la città dei numerosi sguardi di Occhirossi.

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Occchirossi Festival 2010 a Roma

giovedì, 20 maggio 2010
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Per una tre giorni dedicata alla cultura fotografia in tutte le sue tutte derive e applicazioni, le fresche e cunicolari gallerie del CSOA Forte Predestino di Roma torneranno ad ospitare i centosessanta fotografi che parteciperanno alla seconda edizione del Festival indipendente di fotografia Occhirossi.

Dalle silhouette di filo spinato di Flavio Rivabella alle macerie aquilane di Janos, dal rebus di Y. Romagnoli A. Penso, J. Gonzales, alle esplorazioni urbane di Sigrid Herler o di Alice Cittadino, dai Luoghi & Persone di Maria Teresa Miletta, alla boxer Sonja Mirabelli di Renata Romagnoli … insieme a tantissimi altri che potete sbirciare in questa gallery e on line.

Il 21, 22, 23 maggio, grazie al sostegno e alla collaborazione di tante realtà, il già singolare spazio del CSOA si trasformerà in un viaggio per lo sguardo, con tante mostre fotografiche diverse per stile e tematiche, tecniche e formato, workshop e laboratori, incontri e seminarti, un contest dedicato alla memoria di Antonio Salerno Piccinino sul vasto tema del clima di crisi, fino alla festa di chiusura con djset swing/rockabilly e dress code ‘40/’50!!

OcchiRossi Festival Indipendente 2010
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Come nella precedente edizione, nel video a seguire, dopo questa prima fase di scambio e condivisione, ne seguirà una seconda, nei mesi di Giugno e Luglio 2010, durante i quali diversi esercizi commerciali, mercati e spazi sociali della città ospiteranno le mostre itineranti, che contribuiranno in questo modo a tappezzare la città dei numerosi sguardi di Occhirossi.

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Lingering Whispers: il glam anti crisi esposto nella Cripta della Chiesa di San Pancrazio

martedì, 11 maggio 2010
listen it it Lingering Whispers: il glam anti crisi esposto nella Cripta della Chiesa di San Pancrazio

Dopo l’arte nella stazione della metropolitana di Waterloo, Predrag Pajdic ha scelto la Cripta della Chiesa di San Pancrazio per fondere l’arte con l’afflato delle anime dormienti, e il palcoscenico misterioso con l’antidoto alla crisi del momento di 40 artisti internazionali.

I cunicoli sepolcrali misteriosamente suggestivi della chiesa londinese di Euston Road sono stati scelti come set ideale per allestire le inebrianti fantasie, le illusioni, la vanità inespressa, i sogni e i desideri, dei poeti, artisti, stilisti e fotografi di Lingering Whispers, che designano il glamour come alternativa al buio e alla tristezza della crisi imperante.

Una mostra arricchita da performance live, incontri con gli artisti, visite guidate con bicchiere di Champagne, fino all’inglese e sontuoso tè con amaretti couture, una dimensione dove la moda è arte, le paure più profonde diventano intimi capricci, la necessità accende il potere seduttivo e il glam spazza via la tristezza.

Tra le attrazioni anche il libro by The Pandorian che raccoglie più di 100 opere d’arte, 16 interviste, saggi e contributi di ogni genere, e un catalogo disponibile però solo presso all’esposizione.

L’evento spettacolare a cura di Predrag Pajdic, prodotto da Virginie Puértolas Syn-con, fino al 6 giugno esibisce le suggestioni ancti-crisi di Dom Agius, Errikos Andreu, Barney Ashton, Joachim Baldauf, Sang Bleu, Stefania Bonatelli, Wren Britton, Carolyn Cowan, Fran Dileo, Alexandra Eldridge, Devin Elia, Manuel Estevez, Roberto Foddai, Giga Al, Frances Goodman, Haleb Christophe, Katharina Hesse, Holfeld Daniel, Kobi Israel, Christina Kruse, Lafay Pascale, Laforge Scooter, Emiliano Lazzarotto, Mander Mark, Martir Tupac, Mootich Katarina, Michal Ohana-Cole, Passedouet Maflohé, Petra Reimann, Ricci / Forte, Pato Rivero, Yvonne De Rosa, Mauro Santucci, Schieferstein Iris, Soler Erick, Tapio Snellman, Wolfgang Stiller, Stribley Christopher Wagstaff Lee & Weiner Cyrille … dopo aver sbirciato ogni contributo on line quale trovate più congeniale al vostro punto di vista?

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PALLADIO E/A VENEZIA

sabato, 4 luglio 2009
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VERNICE STAMPA

VENERDI’ 3 LUGLIO 2009

DALLE 11 ALLE 14

Saranno presenti i curatori

PALLADIO E/A VENEZIA

Venezia, Museo Correr, secondo piano

4 luglio 2009 – 10 gennaio 2010

La mostra si realizza nell’ambito delle iniziative promosse e finanziate dalla Regione Veneto, coordinate dal Comitato Regionale per le celebrazioni del cinquecentenario palladiano. Organizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana, ripercorre i passi di Palladio a Venezia nei suoi non sempre univoci rapporti con il mondo veneziano, con la sua classe di governo, con gli intellettuali, gli ecclesiastici, gli ordini religiosi, le organizzazioni assistenziali e devozionali, gli editori. Presenta oltre 300 opere – tra edizioni a stampa, manoscritti, documenti e disegni – attraverso le quali si indagano l’ambiente veneziano di Palladio e la sua attività in città (da un lato l’opera teorica, dall’altro i lavori progettati, realizzati, scomparsi). Particolare rilievo è attribuito al peso degli interventi palladiani nel ridisegno della scena urbana più peculiare e simbolica di Venezia, il Bacino di San Marco, attraverso le facciata di San Giorgio Maggiore e, sull’isola della Giudecca, della Chiesa votiva del Redentore e del complesso delle Zitelle, con un risultato di straordinaria forza innovatrice.

Grazie alla collaborazione con l’Università IUAV di Venezia – Sistema dei Laboratori, una sezione della mostra presenta nuovi rilievi fotogrammetrici che consentono di confrontare per la prima volta tra loro le diverse facciate palladiane, mettendo a disposizione, in maniera multimediale, un’importante raccolta di dati tecnici, storici e scientifici che consentono di confrontare e visualizzare informazioni fino a oggi non disponibili, oltre a documentare com’è cambiato nel tempo il modo di vedere e di rappresentare l’opera di Palladio.

La curatela scientifica della mostra è di Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli, Andrea Bellieni.

Catalogo Fondazione Musei Civici di Venezia.

Nonostante all’apparenza si sia detto e mostrato tutto, biblioteche e archivi racchiudono ancora notizie, informazioni, suggestioni, suggerimenti e dati oggettivi per la miglior ricostruzione dell’attività e della personalità di Andrea Palladio, del suo ambiente e delle sue frequentazioni, dei suoi drammi e dei suoi trionfi, dei suoi dubbi, delle sue crisi, delle sue incertezze, anche nelle insidiose avventure veneziane.

Proprio una ricchissima selezione di materiali provenienti dalla Biblioteca Correr, dalla Marciana, dalla Querini Stampalia di Venezia, dalla Bertoliana di Vicenza e dalla Biblioteca Civica di Treviso, costituisce il corpus della mostra, articolata in sei sezioni. In esse si documenta il rapporto di Palladio con la città lagunare, che si stabilisce fin dagli anni ‘50 tramite alcune figure di aristocratici colti e illuminati – soprattutto i fratelli Marcantonio e Daniele Barbaro – partecipi delle più alte sfere politiche e di governo della Serenissima. Questi patrocineranno, più o meno apertamente, tutte le sue imprese architettoniche veneziane. Palladio però, pur apprezzato e attivissimo in terraferma per ville patrizie, riuscirà a realizzare in città soprattutto edifici religiosi, trovando invece evidente resistenza per proposte residenziali e urbanistiche.

La mostra sottolinea inoltre il ruolo di fine intellettuale di Palladio, che pubblica a Venezia opere di carattere filologico e archeologico, oltre al fortunato trattato I Quattro Libri dell’Architettura del 1570. Pur inserito in un ambiente di altissimo profilo culturale, sociale e politico, egli non prenderà mai residenza a Venezia e non ne diverrà mai “cittadino”: forse per un’inconciliabilità profonda tra i suoi legami con la nobiltà di terraferma berica e i poteri forti di Venezia; forse per la sua scarsa attitudine al compromesso e un rigore che poteva apparire incontrollabile. O forse semplicemente perché Andrea amava sperimentare più di quanto un gruppo di governo pur colto e di grande qualità potesse e volesse permettersi di rischiare.

Su tutto questo, con attenzione, con rigore e con significative novità, indaga la mostra veneziana.

IMMAGINI per la stampa disponibili su www.museiciviciveneziani.it

Fondazione Musei Civici di Venezia, Ufficio Marketing, Comunicazione e Ufficio Stampa: Monica da Cortà Fumei, Riccardo Bon, Piero Calore, Silvia Negretti, Alessandro Paolinelli, Sofia Rinaldi

tel. +39 0412747607/08/14/18 fax /04; mkt.musei@comune.venezia.it; pressmusei@comune.venezia.it - www.museiciviciveneziani.it


PALLADIO E/A VENEZIA

Venezia, Museo Correr, secondo piano

4 luglio 2009- 10 gennaio 2010

INFORMAZIONI GENERALI

Sede: Museo Correr, Piazza San Marco, Venezia

Inaugurazione: venerdì 3 luglio 2009

Apertura al pubblico: 4 luglio 2009 – 10 gennaio 2010

Orario: 10/19 (biglietteria 10/18) fino al 31 ottobre; dal 1 novembre 10/17 (biglietteria 10/16)

BIGLIETTI

Ingresso con il biglietto del museo

Fino al 31 ottobre SAN MARCO PLUS
I MUSEI DI PIAZZA SAN MARCO + 1 dei Musei Civici Veneziani a scelta
Intero
13,00 euro

Ridotto 7,50 euro

ragazzi da 6 a 14 anni; studenti* dai 15 ai 29 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi o studenti (min. 10); cittadini ultrasessantacinquenni; personale* del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; titolari di Carta Rolling Venice; soci FAI

dal 1 novembre

I MUSEI DI PIAZZA SAN MARCO
Intero
12,00 euro

Ridotto 6,50 euro

Offerta Famiglie

Per Musei di Piazza San Marco e Museum Pass Musei Civici Veneziani
Per famiglie composte da due adulti e almeno un bambino: 1 biglietto intero e gli altri ridotti

Speciale pomeridiano
Valido solo il giorno di emissione, con ingresso ai Musei di Piazza San Marco dalle 13.00 alle 16.00.
Acquistabile solo su prenotazione con veniceconnected.com

Gratuito
residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici* che accompagnino gruppi; 2 gratuità ogni 25 biglietti (gruppi non scolastici) previa prenotazione; gli insegnanti che accompagnino i loro gruppi scolastici; membri I.C.O.M.

*è richiesto un documento

INFORMAZIONI

www.museiciviciveneziani.it

call center 0415209070

mkt.musei@comune.venezia.it

PRENOTAZIONI

www.museiciviciveneziani.it

call center 0415209070

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