L’occhio umano è un organo fantastico, lo sappiamo tutti e lo sanno benissimo i produttori che cercano di produrre sensori sempre più sofisticati, ma che ancora non tengono il passo del nostro sensore biologico.
Una ricerca recente ha scoperto che i nostri sensi sono molto più acuti di quel che si pensava prima. L’occhio umano di un giovano adulto e sano ha la capacità di rilevare la luce di una candela a circa 48km di distanza. Una capacità che sembra quella dei supereroi di tante storie, ma nella vita di tutti i giorni non ci accorgiamo di queste caratteristiche perché siamo costantemente distratti da qualcosa. In pratica quello che siamo in grado di fare in condizioni ideali non si riesce a ripetere nelle normali condizioni di vita. Interessante è l’esempio che trovate dopo il salto.
Un viaggio da sfogliare, nel ventre di una società affollata da individui anonimi e solitari, che vivono pigiati senza sfiorarsi, dormono in loculi degni di un’astronave, e attraversano gli stessi vicoli che devono aver ispirato la graduale trasformazione in uomo-macchina del visionario e claustrofobico Tetsuo di Shinya Tsukamoto.
Un lungo viaggio compiuto dal fotografo danese nelle ‘viscere’ di una Tokyo piena di individui morbosamente confinati nelle proprie intimità ed esistenze, che dalla strada ai momenti privati, emergono da un bianco e nero denso e vitale, raccolto in un libro conturbante, vincitore del Leica European Publishers’ Award nel 2008.
Un libro che vi consiglio di sfogliare alla prima occasione utile o direttamente on line sul sito del fotografo, in quello della Yossi Milo Gallery di New York che lo rappresenta, e ovviamente nella libreria delle meraviglie del Claxton Projects, appena aggiornata con una copia del 1974 della Diane Arbus di Doon Arbus e Marvin Israel.
Tra i ferventi appassionati della realtà virtuale e della pionieristica dimensione di Tron, in parecchi stanno aspettando Tron Legacy, il sequel di animazione della Disney, e ancora di più la colonna sonora dell’electro duo francese dei Daft Punk.
Per promuovere infatti il lieto evento, il bizzarro duo ha posato in abito di gala, casco e virtual glove styled by Robbie Spencer, per l’obiettivo di Sharif Hamza e l’editoriale che potete sbirciare anche nella gallery, ma consiglio di mettere a fuoco con gli occhialini adatti, allegati alla rivista.
Mamika vola sugli stereotipi della vecchiaia anche quando usa il tapis roulant o porta a spasso il cagnolino, spiana le rughe con la velocità, gli ostacoli con un sorriso e i limiti del quotidiano con tutta l’ironia di un ‘supereroe’ e la dolcezza di una nonna, portando aiuto alle creaturine indifese e coraggio ai poveri di spirito.
A 91 anni nonna Frederika ha indossato i panni di Mamika, un po’ controvoglia, solo per amore di suo nipote, il fotografo Sacha Goldberger, pronto a fare qualsiasi cosa per tirarle un po’ su il morale. I risultati li state guardando.
Scatto dopo scatto, uno più coinvolgente ed esilarante dell’altro, il trucco da eroina dei fumetti, vestitini e accessori sgargianti che mettono di buonumore solo a guardarli, set affollati di gente premurosa, e tutta l’energia che arriva sempre dal mettersi in gioco hanno fatto volare Super Mamika, fino in libreria e in galleria.
.. ma se volete approfondire la conoscenza di questa super nonna che ama il suo Mac e lo sci, tra le altre cose, consiglio di fare un salto sul suo myspace, dove vi accoglierà con tanto di tutù bianco e ali da angelo, oppure sul facebook provvisto di un ricco e divertente album fotografico. E via verso la prossima avventura !
Haiti, nel cuore e negli occhi del mondo intero per gli esiti disastrosi dell’ultimo terremoto, e ancora di più per i problemi ‘sepolti’ che questo ha riportato a galla, è protagonista di una mostra ‘sul prima e il dopo’, che contribuisce ad arricchire la riflessione.
“Haiti, the Melancholy of Shadows” e le fotografie di Moises Saman, non inquadrano solo le elezioni presidenziali del febbraio 2006, e il dopo sisma, ma accostano due facce della stessa medaglia, due momenti diversi e distanti dello stesso paese e della sua natura complessa e tormentata, al contempo tranquilla e turbolenta, arrendevole e violenta.
“Haiti, the Melancholy of Shadows”, ideata da Daria Bonera e curata da Chiara Oggioni Tiepolo, alla B>Gallery di Roma dal 06 al 27 ottobre 2010, mostra la faccia di un popolo povero ma ricco di ombre e tradizioni, che sa essere intenso e quasi mistico anche quando gestisce i momenti di caos.
Nella gallery un campione delle immagini esposte, ma per farvi un’idea di quello che sarà davvero in mostra, consiglio di guardare con calma i due reportage direttamente nel portfolio del fotoreporter peruviano, completi di credits e riferimenti spazio temporali preziosi, e ovviamente una volta lì concedersi una ricca esplorazione del resto.
Se Switzerland vs the World vi suona un tantino anticonvenzionale per la nuova guida della Svizzera edita dalla casa editrice Riverboom, evidentemente non vi siete ancora imbattuti in quella dell’Afghanistan che non lesina carri armati, o in quella del freddo Polo Nord, alla quale non manca ironia, trofei e paesaggi mozzafiato.
Quello che rende singolari e apprezzabili queste guide delle Edizioni Riverboom, ovvero Claude Baechtold, Paolo Woods, Serge Michel, Edoardo Delille e Gabriele Galimberti, e il ‘campionario’ di luoghi e cliché che mettono insieme, è proprio il modo nel quale evocano l’anima di un luogo e di chi lo vive e caratterizza, giocando con le piccole contraddizioni del mondo e gli stessi stereotipi ai quali ci hanno tristemente abituati (non tutti, molti).
Con un pizzico di ironia che diverte e ‘alleggerisce’, questa ultima guida inquadra e fotografa la Svizzera contro il resto del mondo che ne brama tranquillità e prosperità, in un match visivo che non lascia scampo: accatastamenti edilizi contro casette delle favole o un assortimento di cataste ordinate, nerboruti texani contro nani da giardino, barbe del Hindu-Kush contro quelle alpine, passeggiate in burka contro quelle in visone …
Concluso il tour milanese di presentazione dello scorso fine settimana, con la mostra alla Galleria Bel Vedere, la presentazione di nuovi progetti alla libreria Micamera, con tappa al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, se non avete mai sentito parlare di questa casa editrice e delle sue singolari guide consiglio una bella sbirciata, magari direttamente il libreria.
Chiunque abbia visitato personalmente il Cenacolo, l’opera di Leonardo da Vinci, saprà che non possibile fotografare l’affresco per la possibilità di rovinarlo.
Questa regola non vale se si fa parte della Casta, quell’insieme di persone che dovrebbero rappresentarci, ma che negli ultimi mesi sta mostrando il peggio di sé. Silvio Berlusconi e Dmitrij Medvedev si sono messi in posa davanti al Cenacolo e sono stati fotografati con i flash dai fotografi presenti con tanto di assenso da parte del responsabile:
Il presidente russo ha espresso il desiderio di una foto ricordo – si è giustificato il sovrintendente per i Beni Architettonici di Milano Alberto Artioli, presente alla visita – e considerato che io sono la persona in grado di dare l’autorizzazione, ho detto che non c’erano problemi.
Si potrebbe commentare che siamo tutti uguali davanti alla legge, ma “qualcuno” è più uguale di altri. Come se si sentisse la mancanza dell’ennesima ed insulsa foto in stile famiglia rossi in vacanza. Il problema è un altro. Se una cosa è vietata, dev’esserci un buon motivo e quindi tutti devono seguire le regole. Soprattutto chi dovrebbe dare il buon esempio.
Con le reflex moderne, poi, non sarebbe stato tanto difficile fare delle foto senza usare i flash, ma nessuno sembra averci pensato. Intanto abbiamo portato a casa l’ennesima figuraccia internazionale. Cosa ne pensate di questa vicenda?
L’aspetto da ragazzaccia sensuale ma sempre fashion di Kate Moss, capace di attraversare indenne le sfuriate di mode e scandali, e il look che strizza l’occhio al passato di Isabel Marant, caratterizzano il mix esplosivo della nuova collezione autunno inverno 2010/2011 del brand francese.
Questa prima immagine (sulla sinistra) inaugura la campagna fotografata a Parigi dal duo artistico Inez van Lamsweerde & Vinoodh Matadin, dei quali consiglio di non perdere la mostra“Pretty much everything – Photographs 1985 – 2010″, dalla quale arriva Anastasia (il poster in maschera sulla destra).
La personale allestita al Foam di Amsterdam, fino al 15 settembre, compie un viaggio intrigante nei territori visuali esplorati nella lunga collaborazione dal team di fotografi olandesi, estremamente agile e sinuoso quando si tratta di attraversare generi, limiti e confini di fotografia artistica e fashion.
Quello che Laszló Moholy-Nagy ha fatto per la fotografia è storia, più o meno nota e ancora incredibilmente attuale e stimolante, che consiglio di rispolverare con testi come Pittura Fotografia Film, quello che ha fatto con l’habitat e il commercio legato alle aragoste di Littlehampton un po’ meno, ma altrettanto interessante.
Un film, una cronaca fotografica, messa insieme con materiali originali forniti dalla comunità locale, dal rappresentante per eccellenza della fotografia del Bauhaus negli anni trenta, un sito, un libro e film che ne ripercorrono passi ed esperienze oggi.
Il “libro” che raccoglie la ricostruzione documentale di Stephanie Bolt, si può sfogliare on line anche dopo il salto, o scaricare gratuitamente in formato pdf sul sito del progetto, e spulciare con calma mettendosi sulle tracce di un artista che ha ancora molto da insegnare sulla fotografia e sull’arte di ‘guardare’ la realtà.
2012 Summer Olympic Games, o se preferite i Giochi della XXX Olimpiade del 2012, hanno investito Londra e il Regno Unito di una mole di finanziamenti e speranze riposte negli atleti di casa, tali da creare una certa pressione, soprattutto tra le leve più giovani.
Tuffi, concentrazione, corpi tesi, pronti ad entrare in acqua o in procinto di tornare in superficie, bollicine di ossigeno che accarezzano giovani corpi immersi in acque nere e minacciose come la pressioni, le aspettative e i duri allenamenti ai quali sono sottoposti, caratterizzano gli scatti del progetto in progress Olympic Dreams di James Dodd.
Scatti del sogno olimpico della British junior diving team di Sheffield, che il giovane inglese fotografa da due anni, e continuerà a seguire fino al 2012, quando gli occhi puntati sul Regno Unito, le olimpiadi estive per la terza volta a Londra (1908 -1948 – 2012), e sui suoi giovani atleti, saranno quelli di tutto il mondo.
Nei mesi scorsi si è tornati a parlare di nucleare in Italia e vogliamo proporvi una raccolta di foto che documentano quel che rimane della zona attorno alla tristemente famosa centrale di ?ernobyl’.
Il 26 aprile 1986 durante un test di sicurezza in cui furono ignorate le più banali regole di sicurezza si innescò una reazione a catena che portò all’esplosione del reattore numero 4. Nubi di materiali radioattivi furono dispersi in una vasta area mentre le persone osservavano quello strano spettacolo. Furono evacuate 336.000 persone in un raggio di 30km senza informarle di quanto stava accadendo realmente.
Le nubi raggiunsero anche l’Europa e l’Italia. In un rapporto ufficiale dell’ONU si parla di 65 morti e 4000 presunti negli 80 anni a venire per tumori e leucemie. Le associazioni contro il nucleare replicano con 6.000.000 di morti in 70 anni su scala mondiale. A prescindere da quale sia il numero corretto non c’è da dimenticare il numero tristemente alto di giovani con malformazioni importanti.
Dopo il salto potete vedere un video realizzato con un robot che ci porta a vedere il piede d’elefante, il nome dato al nocciolo del reattore fuso che è penetrato nel piano sottostante. Vi consiglio di leggere lo storia dettagliata e lo stato attuale, non roseo, della struttura che rappresenta ancora oggi una serie e concreta minaccia per milioni di persone in tutta Europa.
In questo video potete vedere Deke McClelland che vi canta 101 consigli per Photoshop in soli 5 minuti di video.
In pratica in meno di 3 secondi per ogni consiglio vengono passate in rassegna tutte le caratteristiche del programma. Un modo un po’ diverso per imparare qualcosa di nuovo.