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SENO – L’IMMAGINARIO DEL SENO FEMMINILE NELLA FOTOGRAFIA D’AUTORE

mercoledì, 16 settembre 2009

QUELL’INSTABILE OGGETTO DEL DESIDERIO

L’IMMAGINARIO DEL SENO FEMMINILE NELLA D’AUTORE

Edito da: Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della
Distribuito da: Alinari 24 ORE
Collana: la racconta

A cura di: A. Pluchinotta
Testi di: A. Pluchinotta, U. Veronesi, J. Taal, M. Yalom

Caratteristiche tecniche: formato cm 24×29, 160 pagine, 118 fotografie.
Rilegato in brossura. Testi in italiano e inglese

Tra i miti della società contemporanea quello del seno femminile è uno dei più discutibili e di fatto discussi. Considerazioni individuali e sociali, rese complesse da componenti emotive e psicologiche diverse, naufragano in una miriade di luoghi comuni condizionati da motivazioni morali ed estetiche, e di recente anche commerciali.

Organo della femminilità che non può né deve essere disgiunto dal corpo cui appartiene, il seno è un argomento topico che sconfina oltre i limiti della sua originaria funzione di allattamento e della sua peculiare carica estetica. Tra realtà e immaginario, quest’ultimo rimane comunque predominante e solo apparentemente arduo da trattare con la . La è realtà ma al stesso anche inventiva, documento oggettivo capace di divenire soggettivo laddove essa suggerisce e lascia spazio all’immaginazione.

Fra le del catalogo vi sono fotografie savie, ma anche fotografie pazze e provocatorie che stimolano lo spirito di osservazione e favoriscono la riflessione. Fotografie comunque coinvolgenti, che ci insegnano a vedere ciò che guardiamo.

Considerando che molte fotografie sul seno indugiano volentieri sul nudo estetico, questo volume si sofferma invece sul seno velato, che maggiormente stimola l’immaginazione.

Il seno non si presta a facili semplificazioni. Anche quando si vogliono analizzare singolarmente i suoi principali elementi distintivi (forma, funzione, simbolo, …) ci si imbatte in rinvii sia sociali (etnici, culturali, …) che individuali (morali, intellettuali, …).

Per quanto le fotografie proposte siano nell’insieme singolari, talora sorprendenti e dotate di un loro linguaggio autonomo, alcune di esse sono state accostate alla letteratura e alla saggistica. Una scelta soggettiva nella convinzione che l’alleanza tra e pensiero facilitino una visione d’insieme.

Nel corpo della donna, che l’uomo desidera impulsivamente con lo spirito non meno che con i sensi, si manifesta l’amarezza dell’inappagato, di ciò che sembra raggiunto e si rivela irraggiungibile, di ciò che è attuale proprio perché trascorso o solo intravisto.

Prezzo di copertina €uro 40,00                             ISBN 978-88-95849-07-2 COD. EDV0062

Giorgio de Polo
Ufficio commerciale
ALINARI 24 ORE
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tel. +39-055-2395203
fax +39-055-2382857
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STORIA DELL’ARTE DEI GIARDINI. DUE VOLUMI. I. DALL’EGITTO AL RINASCIMENTO IN ITALIA, SPAGNA E PORTOGALLO. II. DAL RINASCIMENTO IN FRANCIA FINO AI NOSTRI GIORNI

giovedì, 10 settembre 2009
moz screenshot STORIA DELLARTE DEI GIARDINI. DUE VOLUMI. I. DALLEGITTO AL RINASCIMENTO IN ITALIA, SPAGNA E PORTOGALLO. II. DAL RINASCIMENTO IN FRANCIA FINO AI NOSTRI GIORNImoz screenshot 1 STORIA DELLARTE DEI GIARDINI. DUE VOLUMI. I. DALLEGITTO AL RINASCIMENTO IN ITALIA, SPAGNA E PORTOGALLO. II. DAL RINASCIMENTO IN FRANCIA FINO AI NOSTRI GIORNIlbgothein1STORIA DELL’ DEI GIARDINI. DUE VOLUMI. I. DALL’EGITTO AL RINASCIMENTO IN , SPAGNA E PORTOGALLO. II. DAL RINASCIMENTO IN FRANCIA FINO AI NOSTRI GIORNI
Autore: Marie Luise Gothein
A cura di: Massimo De Vico Fallani, Mario Bencivenni
Editore: Olschki
Collana: Giardini e paesaggio, vol. 16
Formato: 17 × 24 cm
Illustrazioni: 637 figure nel testo
Pagine: 2 tomi di complessive 1192 pagine
: 2006
Codice ISBN: 88-222-5579-8
Prezzo (di copertina): 103,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lbgothein.htm
Pubblicato la prima volta nel 1914 (del 1926 la seconda e definitiva edizione) Geschichte der Gartenkunst può essere considerato una pietra miliare nell’ambito della storiografia sui giardini. Dopo la serie ottocentesca di trattati, di carattere tecnico e di saggi limitati a temi specifici geografici o stilistici, la monumentale opera di M.L. Gothein (1863-1931) è stata la prima a porre il problema di una discussione globale sull’ dei Giardini di tutti i tempi.
Il suo intento è quello di affrancare questa materia dalla dimensione pittoresca e connetterla a quella scientifica: leggere l’ dei Giardini in chiave filologica sotto il profilo di uno sviluppo storico. Un risultato pienamente conseguito con i due volumi che illustrano, in sedici capitoli, un excursus di ampio respiro dai giardini nell’antichità alle principali correnti dello sviluppo dei giardini all’inizio del XX secolo. Un classico quindi la cui attualità è confermata anche dalle numerose riedizioni tedesche e dalla edizione anglo-americana, ma che non è mai stato tradotto in . L’edizione italiana colma questa lacuna e riproduce il testo della seconda e definitiva edizione tedesca del 1925, arricchito da un saggio introduttivo di M.De Vico Fallani dedicato alla personalità e all’opera della Gothein, da un aggiornamento sui giardini italiani nel ‘900 di Mario Bencivenni, e da apparati bibliografici e di indici dei nomi e dei luoghi.
Massimo de Vico Fallani è architetto funzionario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dove presta servizio dal 1980,occupandosi continuativamente dei parchi e giardini storici e di parchi archeologici. Ha pubblicato diversi saggi storici sui giardini pubblici, ed ha curato numerosi restauri di giardini e sistemazioni paesaggistiche di aree archeologiche romane.
Mario Bencivenni , docente al Liceo Artistico di Firenze e alla Facoltà di Architettura Civiledel Politecnico di Milano, accademico d’onore dell’Accademia delle del disegno di Firenze, nel 1999 è nominato Ispettore Onorario ai monumenti di Firenze. Ha all’attivo numerose pubblicazioni di storia dell’architettura, del restauro e della tutela, e di storia dei giardini pubblici.
L’INDICE DEI DUE VOLUMI: http://www.archimagazine.com/bookshop/lbgothein2.pdf
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lbgothein.htm
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Dalla Fotografia d’Arte all’Arte della Fotografia

giovedì, 10 settembre 2009
Dalla d’ all’ della

Editore: Alinari 24 ORE
Collana: monografie

A cura di: Fabio Castelli

Caratteristiche tecniche: cofanetto formato cm 21×30, 140 pagine, 136 fotografie.
Testi in italiano e inglese

Il Progetto “Dalla d’ all’ della ” è la straordinaria occasione per presentare nel 170° anniversario dell’invenzione della un’evoluzione unica dell’attività di Alinari: dalle prime fotografie d’ all’opera d’ che oggi i fotografi riescono con questo mezzo a creare.
L’operazione presuppone che gli artisti si rivolgano al passato come punto di partenza per un processo poetico-artistico che approda alla creazione d’ contemporanea.
Alinari, custode di un patrimonio che rappresenta ampiamente tutte le forme di , attraverso l’opera dei maestri offre l’opportunità ad un gruppo di fotografi e di collezionisti, di immergersi in questo mondo di alla ricerca di spunti di riflessione metalinguistica suggestivi e stimolanti: la diviene materia di cui appropriarsi, per restituire un prodotto nuovo che è esso stesso ed opera d’. Il percorso dalla all’ è quindi un cerchio che si chiude, e la storia continua…

Elenco fotografi:

Giampietro Agostini, Nunzio Battaglia, Francesca De Pieri, Paola Di Bello, Luigi Erba, Mauro Fiorese, Frances Lansing, Lelli e Masotti, Giorgio Majno, Tono Mucchi, Cristina Omenetto, Francesco Radino, Sara Rossi, Edward Rozzo, Pio Tarantini, Roberto Toja,
Alessandro Vicario

Cofanetto morbido €uro 35,00                              ISBN 978-88-6302-026-7 COD SET0102
Cofanetto rigido €uro 60,00                                   ISBN 978-88-6302-027-4 COD SET0101

Giorgio de Polo
Ufficio commerciale
ALINARI 24 ORE
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IL FUTURISMO NELLA FOTOGRAFIA

sabato, 5 settembre 2009

IL FUTURISMO NELLA


Edito da: Fratelli Alinari Fondazione  per la Storia della
Distribuito da: Alinari 24 ORE
Collana: Storia della
A cura di: Giovanni Lista

Caratteristiche tecniche: formato cm 24×29, 144 pagine, 126 fotografie.
Rilegato in brossura.

Si tratta dell’unico volume del Centenario che affronta il tema specifico dei rapporti intercorsi tra l’ambiente artistico della e il futurismo inteso come approccio globale dell’, esulando quindi dalla microsociologia del movimento fondato da Marinetti.
Attraverso 126 corredate da una documentazione storica originale, il catalogo indaga le prime intuizioni formaliste e antinaturaliste di fine Ottocento, per analizzare poi la rivoluzione del fotodinamismo dei fratelli Bragaglia e i successivi esiti creativi che le teorie futuriste hanno prodotto nella italiana, aprendola alla modernità internazionale.
I generi espressivi esplorati sono la multipla, la ritrattistica, il fotodinamismo, l’immagine di stato d’animo, il fotomontaggio, il fotocollage, la manipolazione iconografica, la composizione e il camuffamento d’oggetti, la ricerca iconica, la -performance, ma anche la come strumento sociologico e ideologico, e infine come memoria o possibilità di scandire e fissare l’ufficialità e la vita interna del movimento futurista, le sue occasioni sociali o i riti che cimentavano la complicità del gruppo.
La ricchezza e la varietà degli intenti futuristi in ambito fotografico, pur collegandosi alle attività delle altre avanguardie europee, rappresentano un’esperienza unica, che applica in maniera innovativa i principi dell’ futurista: antipassatismo, sperimentazione formale e estetica, ricerca di una restituzione visiva dei valori psichici, volontà di catturare il dinamismo e il vitalismo del mondo contemporaneo.
Al di là del futurismo costituitosi intorno alla figura di Marinetti, il libro tratta così anche delle di una “cultura futurista” che ha preso forma in modo libero e indipendente, nei termini di uno sperimentalismo o di uno spirito avanguardista, investendo coscientemente la in quanto medium per eccellenza di una modernità legittimata tanto nel gesto quotidiano quanto nell’atto creativo.
Il catalogo vuole quindi rappresentare, con fotografie tratte dalle Raccolte Museali Fratelli Alinari e da molte importanti collezioni italiane sia pubbliche che private, un excursus fotografico attraverso uno dei movimenti artistici più significativi del Novecento.

Prezzo di copertina €uro 38,00                                      ISBN 978-88-95849-08-9 COD. EDV0061

Giorgio de Polo
Ufficio commerciale
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Paradossi e disarmonie nelle scienze e nelle arti

sabato, 25 luglio 2009

PARADOSSI E DISARMONIE NELLE SCIENZE E NELLE
A cura di: Mimma Bresciani Califano
Editore: Olschki
Collana: Fondazione Carlo Marchi – Quaderni, vol. 35
Pagine: X – 204
Illustrazioni: 33 figure nel testo
Formato: 17 × 24 cm
: 2008
Codice ISBN: 978-88-222-5750-5
Prezzo (di copertina): 22,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lfcalifano.htm
Dal paradosso del mentitore al paradosso di Russell fino al paradosso EPR al quale si lega l’enigmatico mondo dei quanti. Dall’importanza della simmetria nella struttura degli oggetti del mondo naturale al problema della rottura della simmetria e ai rapporti tra materia e antimateria. La modernità linguistica e paradossale di Queneau e una lettura filosofica della Meditazione milanese di Gadda. I fenomeni artistici, una contraddittoria analisi intellettuale. Il comico e il tragico in filosofia. Aspetti contraddittori nello studio dell’identità personale.
SOMMARIO
Mimma Bresciani Califano, Introduzione. Paradossi e disarmonie nelle scienze e nelle
Sergio Bernini, Paradossi logici
Maria Luisa Dalla Chiara, Roberto Giuntini, Giuliano Toraldo Di Francia, Paradossi e enigmi nel mondo dei quanti
Salvatore Califano, Simmetrie e asimmetrie nel mondo fisico
Piero Tani, Alcuni paradossi nella teoria delle decisioni
Mimma Bresciani, Raymond Queneau e il gusto del paradosso
Manlio Iofrida, Le disarmonie di Gadda: una lettura della meditazione milanese
Roberto Casati, Che cosa spiega una teoria dell’?
Alessandro Pagnini, Il filosofo e il comico
Arnaldo Ballerini, I paradossi della identità personale
Elena Esposito, I paradossi della moda
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Il giardino di Versailles. Natura, artificio, modello

sabato, 25 luglio 2009

IL GIARDINO DI VERSAILLES. NATURA, ARTIFICIO, MODELLO
Autore: Chiara Santini
Editore: Olschki
Collana: Giardini e paesaggio, vol. 19
Formato: 17 × 24 cm
Illustrazioni: 27 figure nel testo e 8 tavole fuori testo a colori
Pagine: 286
: 2007
Codice ISBN: 88-222-5646-1
Prezzo (di copertina): 28,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lbversailles.htm
Il giardino di Versailles fu il più straordinario dei giardini. Coniugando insieme le tecniche analitiche della geografia umana e della ricerca storica, in questo libro il progetto del re Sole viene analizzato in un’ottica originale: più che la propaganda politica e i programmi iconografici ideati dagli artisti di corte, vengono qui presi in esame i saperi, le tecniche, i disegni, le mappe, le idee e le forme. Versailles svela così un’immagine inedita e si configura come un modello di organizzazione del paesaggio.
Il Grand Siècle fu il secolo dei giardini. E il giardino di Versailles – teatro della vita di corte, spazio dipinto, inciso, tante volte descritto e immaginato – fu il più straordinario dei giardini.
Coniugando insieme le tecniche analitiche della geografia umana e della ricerca storica, in questo libro il progetto del re Sole viene analizzato in un’ottica originale. Più che la propaganda politica e i programmi iconografici ideati dagli artisti di corte, vengono qui presi in esame i saperi, le tecniche, i disegni, le mappe, le idee e le forme. Grazie a un approccio metodologico che ha concentrato l’analisi più sui metodi e gli strumenti impiegati per la costruzione del giardino che sul giardino costruito, più sugli esecutori che sul committente – insomma, più sui processi che sulle cose – Versailles svela un’immagine inedita. La ricca documentazione presa in esame mette in luce la centralità di alcune questioni che solo parzialmente hanno finora catturato l’attenzione degli studiosi: la specializzazione delle figure professionali (giardinieri, fontanieri e ingegneri delle fortificazioni) che nella fabbrica del giardino affinarono le loro competenze e la modernità della macchina burocratica e degli strumenti tecnici impiegati per l’esecuzione del progetto.
Sicché alla fine, in virtù dell’alta cifra storica e stilistica del monumento vegetale di cui nello specifico si rintraccia la genesi, ne risulta una lettura in grado di illuminare di una luce più generale, e per qualche verso inedita, non soltanto la realtà dei giardini storici ma anche la cultura delle tecniche di gestione del territorio in età moderna.
Chiara Santini, dottore di ricerca in Storia d’Europa: identità collettive,cittadinanza e territorio all’Università di Bologna e docteur in Histoire et civilisation de l’Europe all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi, ha una borsa di post-dottorato presso il Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Bologna. Svolge la sua attività didattica presso il di laurea specialistica in Geografia e Processi Territoriali. Le sue ricerche si concentrano nell’ambito della geografia storica. Ha pubblicato saggi sui giardini francesi e italiani del XVII e XVIII secolo.
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lbversailles.htm

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Le Stanze di Guido Reni. Disegni del maestro e della scuola

sabato, 25 luglio 2009

LE STANZE DI GUIDO RENI. DISEGNI DEL MAESTRO E DELLA SCUOLA
A cura di: Babette Bohn
Editore: Olschki
Collana: Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi – Cataloghi, vol. 95
Pagine: LII – 190
Formato: 21,5 × 29 cm
Illustrazioni: 188 figure nel testo, di cui 112 a colori
: 2008
Codice ISBN: 978-88-222-5777-2
Prezzo (di copertina): 48,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lpstanzereni.htm
L’ormai storica collana dei cataloghi di del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, giunta al novantacinquesimo numero, inaugura una nuova veste editoriale con un formato di maggior respiro, arricchita da un corredo iconografico a colori. Il volume trascende quindi il ruolo di mero catalogo delle 112 esposte in , e – corredato da un’appendice che esamina un nucleo di ulteriori 76 disegni – aspira a documentare in forma estesa la produzione grafica di un disegnatore senza posa quale fu Guido Reni e di molti altri artisti della sua scuola, presenti soprattutto nella collezione fiorentina.
Nell’alterna fortuna critica dell’ di Guido Reni, segnata dall’ammirazione dei contemporanei, dall’entusiasmo degli acquirenti del Grand Tour, ma anche dalla svalutazione e dall’oblio, il volume segna un’occasione di rivalutazione di un artista dal tratto sublime, studiandone il percorso artistico e le diverse funzioni della attività disegnativa attraverso le testimonianze più antiche, a iniziare dalla biografia che ne stese l’erudito bolognese Carlo Cesare Malvasia nella sua Felsina Pittrice (1678). L’utilizzo della fonte seicentesca ha guidato lo scandaglio del fondo grafico degli Uffizi alla ricerca di disegni ascritti ab antiquo a Reni e ai suoi allievi più fidati e a quelli più disinvolti che si accalcavano nelle stanze del maestro. Il volume, presentato da Cristina Acidini, soprintendente, e da Marzia Faietti, direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, contiene un saggio introduttivo del noto studioso Charles Dempsey.
BABETTE BOHN è Professore di Storia dell’ alla Texas Christian University di Fort Worth, in Texas. Specialista della storia della grafica emiliana di Cinque e Seicento, è autrice di diverse pubblicazioni sulla cultura figurativa bolognese del periodo, culminate nella recente monografia sui disegni di Ludovico Carracci.
Il volume, pubblicato in occasione della presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, non si limita a studiare i disegni esposti ma approfondisce l’opera grafica di Guido Reni e dei suoi allievi analizzandone le conservate agli Uffizi. Babette Bohn, nota studiosa di bolognese di Cinque e Seicento, riesamina il legato reniano nel disegno partendo dalle principali fonti contemporanee, come la biografia che dell’artista stese Carlo Cesare Malvasia nella sua Felsina Pittrice (1678).
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lpstanzereni.htm

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I Ricettari di Federico II. Dal Meridionale al Liber de coquina

sabato, 25 luglio 2009

I RICETTARI DI FEDERICO II. DAL MERIDIONALE AL LIBER DE COQUINA
Autore: Anna Martellotti
Editore: Olschki
Collana: Biblioteca dell’”Archivum Romanicum” – Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia, vol. 326
Formato: 17 × 24 cm
Pagine: 284
: 2005
Codice ISBN: 88-222-5442-2
Prezzo (di copertina): 29,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lvricettari.htm
L’attribuzione a Federico II del Liber de coquina e dei ricettari imparentati permette di scoprire la fastosa cucina della corte palermitana, ben radicata nel territorio, ricca di influssi arabi filtrati attraverso la mediazione normanna e sveva, ma aperta a suggerimenti nazionali e internazionali; all’inizio del Trecento, attraverso la mediazione toscana, questa prima cultura gastronomica ‘italiana’, sbocciata insieme alla poesia siciliana, si è ormai affermata da un capo all’altro della Penisola.
Un esame comparativo del Liber de coquina e dei ricettari imparentati (la raccolta Meridionale, la traduzione ‘Toscana’ e il trattato latino conservato nel ms. Palat. lat. 1768 della Biblioteca Vaticana, stampato qui per la prima volta insieme agli altri testi) permette di attribuirne la stesura al patrocinio di Federico II, tra il 1230 e il 1250.
Si scopre così la cucina della corte palermitana, ben radicata nel territorio, intrisa di influssi arabi trasformati dalla mediazione normanno- sveva, ma aperta a suggerimenti nazionali e internazionali, che ai prestigiosi piatti di carne e di pesce contrappone ricercate preparazioni di verdura e registra la prima affermazione delle paste alimentari, dei ravioli e delle torte ripiene.
Attraverso documenti e testimonianze diverse si ricostruisce il rapporto ambivalente dell’imperatore con il cibo, tra rivalutazione epicurea dei piaceri conviviali e preoccupazioni salutistiche; e se la sperimentazione gastronomica che culmina nel Meridionale ben si inquadra nella cornice festosa del banchetto accanto al fiorire della poesia siciliana, il Liber de coquina si presenta come un rigoroso trattato scientifico suddiviso in capitoli sul modello delle dietetiche.
La Toscana, erede dell’esperienza poetica in volgare, accoglie con entusiasmo la bella cucina sveva e, parafrasando Dante, si può affermare che intorno al 1300 tutto quello che gli italiani mangiano è ‘siciliano’.
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The Derveni Papyrus: il più antico libro in greco che si sia conservato. Per la prima volta le immagini e il testo integrale

sabato, 25 luglio 2009

THE DERVENI PAPYRUS
Introduction and Commentary by: T. Kouremenos, G.M. Parássoglou, K. Tsantsanoglou
Editore: Olschki
Lingua: Inglese
Collana: Studi e testi per il “Corpus dei papiri filosofici greci e latini”, vol. 13
Pagine: XVI-310
Formato: 17 × 24 cm
Illustrazioni: 30 tavole fuori testo
: 2006
Codice ISBN: 88-222-5567-4
Prezzo (di copertina): 37,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lgpapyrus.htm
Tra le ceneri di un rogo funebre sparse sopra una sepoltura del IV secolo a.C., scoperta casualmente nel di lavori stradali presso la località di Derveni (una decina di km a nord-est di Salonicco, in Macedonia), fu rinvenuto più di quarant’ fa, nel 1962, un rotolo carbonizzato di papiro, il primo che ci sia stato restituito dal suolo ellenico, e insieme il più antico “libro” in greco che, almeno parzialmente, si sia conservato.
Ricomposto in sequenza continuativa dai numerosi frammenti derivati dalle delicate operazioni di svolgimento, che ebbero luogo già negli immediatamente successivi alla scoperta, il rotolo si è rivelato essere un trattato, in cui lo sconosciuto autore espone le sue concezioni sul mondo e la natura delle cose, interpretando in chiave filosofica un testo cosmogonico in esametri di chiara matrice orfica. Evidente l’enorme importanza di questo testo per la storia dell’orfismo, della religione e del pensiero filosofico greco del periodo pre-aristotelico.
Dopo varie anticipazioni più o meno complete, ma comunque non autorizzate, che si sono succedute nel degli ultimi quarant’, quella che qui si presenta è la prima edizione ufficiale del rotolo.
Gli autori forniscono il testo integrale in doppia trascrizione (diplomatica e letteraria) con apparato papirologico, traduzione completa e commento puntuale, con indice delle parole.
Parte integrante del volume sono le tavole fotografiche, che offrono per la prima volta le

(continua…)

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CAMERA WORK – L’opera fotografica di Stieglitz, Steichen e Strand tra Europa e America

lunedì, 13 luglio 2009

CAMERA WORK – L’opera fotografica di Stieglitz, Steichen e Strand tra Europa e America

Editore: Alinari 24 ORE
Collana: Storia della

A cura di Pamela Roberts

Caratteristiche tecniche: formato cm 22×31, 128 pagine, 75 fotografie.
Rilegatura in brossura. Testi in italiano e inglese

Il catalogo permette una completa analisi e un approfondito esame delle singole personalità fotografiche che vennero invitate a pubblicare le loro nella rivista. Un’occasione per un’analisi dei contenuti della rivista stessa e allo stesso un inedito percorso estetico attraverso alcune delle più affascinanti fotografie della nostra storia, icone e capolavori del Novecento.
Tra tutte le riviste pubblicate tra la fine dell’Ottocento e i primi due decenni del Novecento, Camera Work emerge indiscutibilmente per i contenuti e gli argomenti trattati, ma soprattutto per la raffinata ed esclusiva cura editoriale (si pensi che ogni singolo fascicolo è numerato da 1 a 1000 e riservato solo ai sottoscrittori).
Fondata dal noto fotografo Alfred Stieglitz nel gennaio del 1903, fu pubblicata fino al mese di giugno del 1917 con un totale di 50 fascicoli all’interno dei quali sono raccolte ben 544 tavole illustrate.
Ogni fascicolo contiene tavole fotografiche, riprodotte con varie tecniche, per la maggior parte photogravure, realizzate dai maggiori esponenti della cultura fotografica dell’epoca, come Steichen, Stieglitz, Demachy, Käsebier, Langdon Coburn, Puyo, ma anche da autori appartenenti a generazioni precedenti come Margaret Cameron, David Octavius Hill. A queste fotografie di grandi artisti si affiancano le riproduzioni in photogravure dei disegni di grandi maestri dell’ contemporanea, come Picasso, Rodin e Matisse, completando così uno straordinario panorama della cultura figurativa del primo Novecento.

Prezzo di copertina €uro 35,00     ISBN 978-88-6302-028-1 COD VOL0657

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