PARADOSSI E DISARMONIE NELLE SCIENZE E NELLE ARTI
A cura di: Mimma Bresciani Califano
Editore: Olschki
Collana: Fondazione Carlo Marchi – Quaderni, vol. 35
Pagine: X – 204
Illustrazioni: 33 figure nel testo
Formato: 17 × 24 cm
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-222-5750-5
Prezzo (di copertina): 22,00 Euro
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Dal paradosso del mentitore al paradosso di Russell fino al paradosso EPR al quale si lega l’enigmatico mondo dei quanti. Dall’importanza della simmetria nella struttura degli oggetti del mondo naturale al problema della rottura della simmetria e ai rapporti tra materia e antimateria. La modernità linguistica e paradossale di Queneau e una lettura filosofica della Meditazione milanese di Gadda. I fenomeni artistici, una contraddittoria analisi intellettuale. Il comico e il tragico in filosofia. Aspetti contraddittori nello studio dell’identità personale.
SOMMARIO
Mimma Bresciani Califano, Introduzione. Paradossi e disarmonie nelle scienze e nelle arti
Sergio Bernini, Paradossi logici
Maria Luisa Dalla Chiara, Roberto Giuntini, Giuliano Toraldo Di Francia, Paradossi e enigmi nel mondo dei quanti
Salvatore Califano, Simmetrie e asimmetrie nel mondo fisico
Piero Tani, Alcuni paradossi nella teoria delle decisioni
Mimma Bresciani, Raymond Queneau e il gusto del paradosso
Manlio Iofrida, Le disarmonie di Gadda: una lettura della meditazione milanese
Roberto Casati, Che cosa spiega una teoria dell’arte?
Alessandro Pagnini, Il filosofo e il comico
Arnaldo Ballerini, I paradossi della identità personale
Elena Esposito, I paradossi della moda
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LE STANZE DI GUIDO RENI. DISEGNI DEL MAESTRO E DELLA SCUOLA
A cura di: Babette Bohn
Editore: Olschki
Collana: Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi – Cataloghi, vol. 95
Pagine: LII – 190
Formato: 21,5 × 29 cm
Illustrazioni: 188 figure nel testo, di cui 112 a colori
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-222-5777-2
Prezzo (di copertina): 48,00 Euro
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L’ormai storica collana dei cataloghi di mostra del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, giunta al novantacinquesimo numero, inaugura una nuova veste editoriale con un formato di maggior respiro, arricchita da un corredo iconografico a colori. Il volume trascende quindi il ruolo di mero catalogo delle 112 opere esposte in mostra, e – corredato da un’appendice che esamina un nucleo di ulteriori 76 disegni – aspira a documentare in forma estesa la produzione grafica di un disegnatore senza posa quale fu Guido Reni e di molti altri artisti della sua scuola, presenti soprattutto nella collezione fiorentina.
Nell’alterna fortuna critica dell’arte di Guido Reni, segnata dall’ammirazione dei contemporanei, dall’entusiasmo degli acquirenti del Grand Tour, ma anche dalla svalutazione e dall’oblio, il volume segna un’occasione di rivalutazione di un artista dal tratto sublime, studiandone il percorso artistico e le diverse funzioni della attività disegnativa attraverso le testimonianze più antiche, a iniziare dalla biografia che ne stese l’erudito bolognese Carlo Cesare Malvasia nella sua Felsina Pittrice (1678). L’utilizzo della fonte seicentesca ha guidato lo scandaglio del fondo grafico degli Uffizi alla ricerca di disegni ascritti ab antiquo a Reni e ai suoi allievi più fidati e a quelli più disinvolti che si accalcavano nelle stanze del maestro. Il volume, presentato da Cristina Acidini, soprintendente, e da Marzia Faietti, direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, contiene un saggio introduttivo del noto studioso Charles Dempsey.
BABETTE BOHN è Professore di Storia dell’Arte alla Texas Christian University di Fort Worth, in Texas. Specialista della storia della grafica emiliana di Cinque e Seicento, è autrice di diverse pubblicazioni sulla cultura figurativa bolognese del periodo, culminate nella recente monografia sui disegni di Ludovico Carracci.
Il volume, pubblicato in occasione della mostra presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, non si limita a studiare i disegni esposti ma approfondisce l’opera grafica di Guido Reni e dei suoi allievi analizzandone le opere conservate agli Uffizi. Babette Bohn, nota studiosa di arte bolognese di Cinque e Seicento, riesamina il legato reniano nel disegno partendo dalle principali fonti contemporanee, come la biografia che dell’artista stese Carlo Cesare Malvasia nella sua Felsina Pittrice (1678).
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I RICETTARI DI FEDERICO II. DAL MERIDIONALE AL LIBER DE COQUINA
Autore: Anna Martellotti
Editore: Olschki
Collana: Biblioteca dell’”Archivum Romanicum” – Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia, vol. 326
Formato: 17 × 24 cm
Pagine: 284
Anno: 2005
Codice ISBN: 88-222-5442-2
Prezzo (di copertina): 29,00 Euro
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L’attribuzione a Federico II del Liber de coquina e dei ricettari imparentati permette di scoprire la fastosa cucina della corte palermitana, ben radicata nel territorio, ricca di influssi arabi filtrati attraverso la mediazione normanna e sveva, ma aperta a suggerimenti nazionali e internazionali; all’inizio del Trecento, attraverso la mediazione toscana, questa prima cultura gastronomica ‘italiana’, sbocciata insieme alla poesia siciliana, si è ormai affermata da un capo all’altro della Penisola.
Un esame comparativo del Liber de coquina e dei ricettari imparentati (la raccolta Meridionale, la traduzione ‘Toscana’ e il trattato latino conservato nel ms. Palat. lat. 1768 della Biblioteca Vaticana, stampato qui per la prima volta insieme agli altri testi) permette di attribuirne la stesura al patrocinio di Federico II, tra il 1230 e il 1250.
Si scopre così la cucina della corte palermitana, ben radicata nel territorio, intrisa di influssi arabi trasformati dalla mediazione normanno- sveva, ma aperta a suggerimenti nazionali e internazionali, che ai prestigiosi piatti di carne e di pesce contrappone ricercate preparazioni di verdura e registra la prima affermazione delle paste alimentari, dei ravioli e delle torte ripiene.
Attraverso documenti e testimonianze diverse si ricostruisce il rapporto ambivalente dell’imperatore con il cibo, tra rivalutazione epicurea dei piaceri conviviali e preoccupazioni salutistiche; e se la sperimentazione gastronomica che culmina nel Meridionale ben si inquadra nella cornice festosa del banchetto accanto al fiorire della poesia siciliana, il Liber de coquina si presenta come un rigoroso trattato scientifico suddiviso in capitoli sul modello delle opere dietetiche.
La Toscana, erede dell’esperienza poetica in volgare, accoglie con entusiasmo la bella cucina sveva e, parafrasando Dante, si può affermare che intorno al 1300 tutto quello che gli italiani mangiano è ‘siciliano’.
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THE DERVENI PAPYRUS
Introduction and Commentary by: T. Kouremenos, G.M. Parássoglou, K. Tsantsanoglou
Editore: Olschki
Lingua: Inglese
Collana: Studi e testi per il “Corpus dei papiri filosofici greci e latini”, vol. 13
Pagine: XVI-310
Formato: 17 × 24 cm
Illustrazioni: 30 tavole fuori testo
Anno: 2006
Codice ISBN: 88-222-5567-4
Prezzo (di copertina): 37,00 Euro
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Tra le ceneri di un rogo funebre sparse sopra una sepoltura del IV secolo a.C., scoperta casualmente nel corso di lavori stradali presso la località di Derveni (una decina di km a nord-est di Salonicco, in Macedonia), fu rinvenuto più di quarant’anni fa, nel 1962, un rotolo carbonizzato di papiro, il primo che ci sia stato restituito dal suolo ellenico, e insieme il più antico “libro” in greco che, almeno parzialmente, si sia conservato.
Ricomposto in sequenza continuativa dai numerosi frammenti derivati dalle delicate operazioni di svolgimento, che ebbero luogo già negli anni immediatamente successivi alla scoperta, il rotolo si è rivelato essere un trattato, in cui lo sconosciuto autore espone le sue concezioni sul mondo e la natura delle cose, interpretando in chiave filosofica un testo cosmogonico in esametri di chiara matrice orfica. Evidente l’enorme importanza di questo testo per la storia dell’orfismo, della religione e del pensiero filosofico greco del periodo pre-aristotelico.
Dopo varie anticipazioni più o meno complete, ma comunque non autorizzate, che si sono succedute nel corso degli ultimi quarant’anni, quella che qui si presenta è la prima edizione ufficiale del rotolo.
Gli autori forniscono il testo integrale in doppia trascrizione (diplomatica e letteraria) con apparato papirologico, traduzione completa e commento puntuale, con indice delle parole.
Parte integrante del volume sono le tavole fotografiche, che offrono per la prima volta le immagini
Una presentazione è prima di tutto un prodotto di comunicazione, con particolari vincoli, alcune interessanti possibilità e una rigorosa organizzazione interna. Ma per creare un prodotto veramente efficace è necessario fare un passo indietro e imparare a gestire correttamente le molte (troppe) possibilità tecniche offerte dai principali programmi per la creazione di slide. Occorre elaborare una strategia di comunicazione, costruire un’architettura adatta ai singoli scopi, individuare un concept adeguato, rispettare degli standard editoriali, usare in modo efficace le immagini e tenere sotto controllo gli aspetti grafici e testuali. Infine, occorre imparare a gestire il rapporto tra slide ed esposizione orale, per rendere coerenti e valorizzare reciprocamente i due canali comunicativi. Questo libro non è un manuale tecnico, ma una guida che vi aiuterà ad affrontare in modo semplice tutti gli aspetti comunicativi legati alla creazione di presentazioni efficaci in ambito professionale e didattico.
L’AUTORE
Giacomo Mason dopo la laurea in filosofia si è occupato di teoria della comunicazione, in particolare legata al mondo aziendale. Oggi è Web editor di una delle più vaste e attive intranet italiane e svolge attività di formazione. È autore del libro Intranet (Tecniche Nuove/Hops, 2003)
CODICE DELL’EDITORIA E DELLE COMUNICAZIONI. AUDIOVISIVI. TELECOMUNICAZIONI. INTERNET. PUBBLICITÀ. DIRITTO D’AUTORE
Autore: Paolo Stella. Hanno collaborato: Elena Novellini, Stefano Micheli, Piergiorgio Sposato
Editore: Led
Collana: Materiali
Pagine: 956
Formato: 14,5 x 21 cm
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-7916-370-5
Prezzo (di copertina): 45,00 Euro
CODICE DELL’EDITORIA E DELLE COMUNICAZIONI. AUDIOVISIVI. TELECOMUNICAZIONI. INTERNET. PUBBLICITÀ. DIRITTO D’AUTORE
Autore: Paolo Stella. Hanno collaborato: Elena Novellini, Stefano Micheli, Piergiorgio Sposato
Editore: Led
Collana: Materiali
Pagine: 956
Formato: 14,5 x 21 cm
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-7916-370-5
Prezzo (di copertina): 45,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/licoeditoria.htm
Il volume si pone l’obiettivo di raccogliere la normativa essenziale del variegato mondo delle comunicazioni nel quale, per effetto dell’incessante sviluppo delle nuove tecnologie, diviene sempre più difficile tracciare confini tra i vari settori. Questo codice è destinato essenzialmente alle esigenze professionali degli operatori del settore e alle esigenze della didattica universitaria nel settore del diritto delle comunicazioni, costituendo un rapido strumento di consultazione. La ricchezza della documentazione raccolta, non compromette la facilità di ricerca e di lettura. Il criterio di selezione del materiale normativo riprodotto, consiste nell’essenzialità dello stesso ovvero nella contiguità alla normativa fondamentale con l’obiettivo di specificarne o svilupparne il senso. Il codice si apre con il testo della Costituzione della Repubblica Italiana e con la raccolta delle norme internazionali fondamentali. La prima parte del volume è dedicata alla stampa, alla disciplina delle imprese editrici e alle provvidenze per il settore editoriale. La seconda parte raccoglie la normativa nazionale e comunitaria in materia di telecomunicazioni, Internet e commercio elettronico, mentre la terza parte si occupa del settore audiovisivo. La quarta parte è dedicata alla Comunicazione pubblica. Sono raccolte inoltre le norme relative al funzionamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. La settima parte del volume è dedicata al settore pubblicitario mentre l’ottava al diritto d’autore. L’appendice fiscale raccoglie la legislazione, la giurisprudenza e la prassi tributaria maggiormente significativa in materia di comunicazioni. Completano il volume, facilitandone la consultazione, un indice cronologico e un indice analitico.
Una monografia complessiva sull’opera di Pirandello, di taglio saggistico e di impostazione ermeneutica, posta al confine fra letteratura, filosofia e teologia, in una diacronia intimamente tesa al racconto, alla scrittura rigorosa ma costantemente attenta al lettore comune e appassionato. Un libro che mira a dire una parola libera e nuova su Pirandello, discepolo della grande tradizione occidentale ma soprattutto autore di un’opera immensa, centrata e come ‘generata’ dall’icona del Cristo sofferente, tipica della tradizione popolare siciliana.
Nel pur ricchissimo panorama della critica pirandelliana mancava da tempo una monografia complessiva sull’opera dello scrittore agrigentino. Questo volume rappresenta in tal senso un tentativo inatteso e coraggioso, per la sua natura di saggio teso non alla sistematizzazione manualistica, bensì alla restituzione critica del testo come totalità ermeneutica, sulla scia di Gadamer e, ancor più originariamente, di Pascal. Collocato al confine fra letteratura, filosofia e teologia (con un apporto decisivo della psicoterapia gestaltica e della linguistica lessicografica), questo libro – scritto non solo per gli studiosi, ma per tutti gli ‘appassionati’ di Pirandello – ripercorre diacronicamente la produzione creativa dell’agrigentino, scegliendo la forma del ‘racconto’, quasi a condurre per mano il lettore ad un contatto nuovo coi testi intesi come fonti di bellezza e di senso.
Ne viene fuori un ritratto pirandelliano complesso e affascinante, sospeso fra tradizione e modernità , segnato dalla lezione della Scrittura e dei Padri, di Pascal e di Montaigne, di Dostoevskij (e Tolstoj) e di Nietzsche. Soprattutto, ne emerge un Pirandello libero da chiavi di lettura precodificate, segretamente (e gelosamente) ‘aggrappato’ a un nucleo semantico semplice e sorgivo, centrato sulla memoria infantile del “Cristo alla colonna”, l’Ecce Homo della tradizione popolare siciliana.
Antonio Sichera insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea nella Facoltà di Lingue dell’Università di Catania. Formatosi al confine fra ermeneutica, lessicografia concordanziale e Gestalt, ha scritto su questioni di teoria letteraria, clinica e filosofica oltre che su Foscolo, Pirandello, Montale, Pasolini e Pavese. È docente di Epistemologia ermeneutica nella Scuola di specializzazione post-universitaria dell’Istituto di Gestalt H.C.C. di Ragusa, ufficialmente riconosciuta dal Ministero dell’Università (sedi di Siracusa, Palermo, Roma e Venezia).
Titolo: ImmagineRai. Fotografie per cinquant’anni di televisione A cura di: M. Maffioli, S. Nespolesi Editore: Fratelli Alinari Testi di: E. Bernabei, S. Nespolesi, G. Veronesi Pagine: 80 Fotografie: 80 fotografie stampate in bicromia. Cartonato Formato: 21×20 cm Anno: 2004 Cod. VOL: 0507 Codice ISBN: 88-7292-460-X Prezzo (di copertina): 20,00 Euro
L’avvento della TV segna una vera e propria cesura storica e temporale nel nostro paese. Il televisore è diventato parte integrante dell’arredo domestico degli italiani: come il letto in camera oppure i fornelli in cucina. L’Italia si trasforma rapidamente e si modernizza. Per merito della televisione il difficile processo di unificazione linguistica riceve un’accelerazione decisiva. La veloce diffusione della televisione causa una rivoluzione culturale senza precedenti. Sono trascorsi cinquant’anni, e la RAI per festeggiare quest’anniversario ha pensato di far rivivere il proprio passato anche attraverso le fotografie. Dunque mediante immagini fisse, scelte in modo da innescare uno sguardo retrospettivo più profondo e attento sul miracolo delle immagini. I soggetti principali sono i protagonisti dello schermo televisivo, spesso sorpresi dietro le quinte oppure ripresi in primo piano, sulle scene dei programmi. Esistono aspetti, momenti, frammenti della nostra esperienza collettiva che hanno un solido denominatore comune, e le immagini dei programmi del servizio pubblico televisivo fanno parte di questo patrimonio. Il volume si propone di suscitare il meccanismo del ricordo individuale, attivando il piacere di partecipare ad una sorta di gioco nel riconoscere volti e situazioni vissute.