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Articoli marcati con tag ‘citato’

About il "caso" Noah Kalina

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it About il "caso" Noah Kalina
Stavolta parlo di uno sconosciuto che quasi sicuramente conoscete tutti: Noah Kalina. So che ne hanno già parlato in tantissimi, ecc. pazienza.
Fotografo newyorkese di 31 anni che per 6 anni si è scattato un autoritratto al giorno, raggruppano il lavoro nello slideshow che potete vedere cliccando qui sopra, accompagnato dalla stupenda musica di Carly Comando.

2356 giorni, corrispondenti a 2356 immagini. 18913119 visualizzazioni a questo momento. Centinaia di articoli in tutto il mondo, un sito internet, migliaia di commenti e di fan in tutti i social network, i Simpson lo hanno citato (consacrazione ultima). Un lavoro ancora in corso. C’è chi parla di “visione quasi metafisica”, chi nota la sua posizione immobile, da statua, davanti al passare degli anni (dai 20 ai 26 non è che proprio sia un cambiamento epocale…), chi lo definisce “genio” e buonanotte al secchio.

Io ho visto il video e sinceramente mi sono stupita quando, ricercandolo su Google, ho scoperto che è un professionista (qualunque cosa ciò significhi nel 2011), che fa pure dei servizi interessanti e ha una buona base culturale. Mi chiedo quanti siano andati a cercare notizie su di lui prima di definirlo “genio”, ma va bhe… Me ne sono stupita perché credevo di stare osservando il classico “buddy” con tendenze un po’ ossessive ed ego riferito che faceva un esperimento divertente e se ci fa pure su dei soldi – mi son detta – buon per lui! Ma se io prendo una singola di quelle fotografie, senza pensare a tutto il resto, cosa vedo? Un ragazzo che si è autoritratto con una macchina fotografica, intuisco la stagione dell’anno dal colletto della maglietta/maglione/camicia, lo sfondo di un ambiente lavorativo, piuttosto che casalingo. Nient’altro. Mi si risponde “Anna ma tu sbagli, ci sono progetti artistici che vanno valutati nella loro totalità, giudicarne una singola parte sarebbe come giudicare un romanzo leggendo una pagina a caso.”. Non concordo e non trovo calzante l’esempio: è vero non posso giudicare un libro da una pagina, come una foto da un pixel, ma posso tranquillamente dire se uno scrittore mi piace o meno leggendo una sola sua opera e non 15. E se quell’opera per “stare in piedi” ha bisogno delle altre 14, bhe c’è qualcosa che non va… Comunque, ammettiamo pure il ragionamento del guardare il progetto (che parola inflazionata però…) nell’intero, mi rimangono dei dubbi… Se io ogni giorno per 6 anni cucino e mangio il filetto al pepe verde, questo fa di me una grande cuoca o una grande gastronoma o esperta di carni? Se io ogni giorno annoto che tempo fa e descrivo le mie sensazioni rapportate alle condizioni meteo, questo fa di me una grande scrittrice? Adesso non vorrei metterla giù troppo spessa, ma tempo fa avevo scritto un articolo su una designer che faceva gioielli con il ghiaccio: incastonava cubetti in fili d’oro, naturalmente il ghiaccio si scioglieva in poco tempo e rimaneva il supporto. Ora, se io sono un fruitore d’arte mi aspetto da un gioiello che sia un gioiello, è quasi una questione di onestà ontologica (l’ho scritto veramente!), non che sia del ghiaccio che si scioglie e “mi riflettere su quanto sia effimera la vanità”; così da una foto mi aspetto che sia una foto non che qui hai la barba e nella foto dopo no. Niente a che vedere, per esempio, con il lavoro che fa Cristina Nuñez con l’autoritratto.
Poi è pure interessante riflettere sul fatto che quasi 20 milioni di persone l’abbiano guardato: fanno più impressione i suoi 6 anni di autoscatti di un minuto al giorno, che i 12 anni che ha impiegato Proust per scrivere la Ricerca del tempo perduto oppure le 3 ore che Stieglitz passò nel 1893 sotto una tempesta di neve nella Fifth Avenue per scattare la celeberrima Winter on Fifth Avenue.
La mia non vuole essere una provocazione (non sono provocatoria, sono diversamente ironica), vorrei davvero confrontarmi con voi su questo tema. Chi passa ogni tanto di qua sa che non amo la fotografia perfetta tecnicamente ma sterile, solo che sono ancora legata all’idea che l’artista non è uno che fa cose strane, tanto per farle, è… chi è l’artista? Scusate le tante parole e i tanti puntini…

2a55fb5e8052ca7c671e87b0f0bbe8d4 About il "caso" Noah Kalina
N. Kalina, dalla serie Scenes
71080f8c32fab230a432cba89736fe11 About il "caso" Noah Kalina
N. Kalina, dalla serie Scenes
c117cf3caf24cfd181fa19283b46d0c5 About il "caso" Noah Kalina
N. Kalina, dalla serie Portraits

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Autore Articolo: Anna Mole
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Kenko, il giallo del prototipo scomparso

lunedì, 27 settembre 2010
listen it it Kenko, il giallo del prototipo scomparso

82a2eef03751f0a34b8d60c7c4ec4c05 Kenko, il giallo del prototipo scomparso

Kenko è un produttore noto soprattutto per i suoi accessori fotografici e moltiplicatori di focale.

In occasione del Photokina avrebbero dovuto mostrare il prototipo di una fotocamera digitale, ma tutto quel che si può vedere è la foto che trovate in copertina. L’esemplare è andato, in qualche modo, perso.

Queste le caratteristiche:

  • 35mm f/1,4
  • sensore da 14 megapixel e dimensioni 1/2,3″
  • Niente raw, solo jpg
  • corpo in lega di magnesio
  • annuncio nel febbraio 2011
  • il prezzo sarà di circa 350$

Il design, unito al piccolo sensore, che si ritiene sia il Sony, hanno suscitato un po’ di critiche. Voi cosa ne pensate?

Via | PhotoRumors

Kenko, il giallo del prototipo scomparso é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di domenica 26 settembre 2010.

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Un viaggiatore del tempo fra le foto di un museo?

martedì, 11 maggio 2010
listen it it Un viaggiatore del tempo fra le foto di un museo?

513a6fb7a0bdbc7f945eca363d555d84 Un viaggiatore del tempo fra le foto di un museo?

La descrizione di questa fotografia è “la riapertura del ponte South Fork dopo l’inondazione nel novembre 1940 o 1941″.

Non notate niente di strano, qualcosa che stona in quell’ambiente? Sulla destra è presente un uomo che indossa una maglietta con una stampa, degli occhiali da sole ed una fotocamera compatta.

In rete ha suscitato un po’ di discussioni perché qualcuno pensava veramente si trattasse della prova definitiva dei viaggi nel tempo.

In realtà spulciando nella storia tutto quanto indossato dall’uomo con un look così moderno era già presente 70 anni fa. Una circostanza piuttosto curiosa di cui ci si è resi conto solo recentemente.

Via | Forgetomori

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invito mostra trento

domenica, 26 aprile 2009
listen it it invito mostra trento

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“Ostinati e contrari”
Mostra fotografica di Giulio Di Meo

Palazzo della Regione Trentino-Alto Adige
Piazza Dante 16
Trento

Una Cuba lontana dagli stereotipi del sigaro di Fidel Castro, del basco con la stella del Che, del mojito di Hemingway e delle jineteros. Una Cuba più viva e più vera, intima e contraddittoria quella raccontata da Giulio Di Meo, fotografo free-lance, casertano residente a Bologna. Di Meo racconta un isola impegnata in un viaggio de andreiano, lo fa attraverso i volti della gente comune che naviga distante dalle “parole celebrative del nulla” del potere locale e straniero. Un popolo alla ricerca “ostinata” di un futuro migliore, un popolo che ostinatamente sopravvive con pacata e gioiosa umanità. Un popolo “contrario”, che non si è piegato al dominio americano, non ha svenduto la sua anima. Un popolo “resistente”, alle tante ingiustizie, ai vecchi e nuovi inganni, alle innumerevoli contraddizioni di un sistema troppo spesso inchiodato su se stesso. Un popolo che si ostina a navigare contro millenarie paure. Quelli cubani sono la prima parte di un progetto molto più vasto – “Riflessi Antagonisti”-, che riguarderà diversi paesi sudamericani. “Il titolo nasce dalla constatazione che la situazione sudamericana è la conseguenza, il riflesso, appunto, della politica di sfruttamento attuata prima dai colonizzatori europei e successivamente dai governi e dalle lobby economiche statunitensi”. Paesi con ampie zone al limite del sottosviluppo costantemente depredati delle proprie risorse naturali. In Sudamerica il 30% della popolazione è costretto a vivere con meno di un dollaro al giorno. Ho deciso di iniziare il mio progetto da Cuba come luogo simbolo di un continente che ha sempre cercato di ribellarsi.”. Cuba è un paese sottoposto da oltre 25 anni ad embargo da parte degli U.S.A., quindi sicuramente la condizione economica cubana ha subito notevoli “riflessi” e conseguenze. Nonostante quest’infamia dell’embargo, Cuba ha raggiunto importanti traguardi sociali: ha la media di vita più alta del continente (oltre 70 anni) e la più bassa mortalità infantile (9 per mille), la più alta alfabetizzazione dell’America Latina (96%, in Italia abbiamo il 98%). All’uscita dell’aeroporto dell’Avana c’è un cartello che dice “Oggi 200 milioni di bambini nel mondo dormono per strada, nessuno è cubano”. È propaganda politica, ma è un dato inconfutabile. Questa è la Cuba immortalata da Di Meo, una Cuba terra, come direbbe De Andrè, di “servi disobbedienti alle leggi del branco”, ma ormai anche isola insofferente al rosario di astuzie e meschinità recitato dalla maggioranza. Foto con un unico dovere, quello di registrare questi volti, queste gocce di umanità, queste anime “che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti”, come un’anomalia, come una distrazione……
Orari: 10.00-13.00; 15.00-19.00
Sabati e domeniche: chiuso.

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Romantic: Valeria Lamonea – Elisa Laraia – Paola Risoli

domenica, 26 aprile 2009
listen it it Romantic: Valeria Lamonea   Elisa Laraia   Paola Risoli

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con
Valeria Lamonea – Elisa Laraia – Paola Risoli

cura e testi
Gloria Gradassi

L’inaugurazione si terrà domenica 3 maggio alle 18:00
La mostra termina il 31 maggio
La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica

Valeria Lamonea e Elisa Laraia courtesy galleria Tekné di Potenza, Paola Risoli courtesy galleria Gas di Torino

Domenica 3 maggio alle 18.00, la Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta la collettiva Romantic, con i lavori di Valeria Lamonea, Elisa Laraia e Paola Risoli. La mostra, a cura di Gloria Gradassi, conclude la rassegna Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi.
“In Romantic, tre giovani artiste, percorrendo strade diverse per interessi e linguaggio, segnalano un comune bisogno di sentimento ed emotività.
Le loro opere attraggono perché vibrano di sensazioni, ricordi, verità che movimentano le percezioni.
(continua…)

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Robert Rauschenberg. Fotografia – 1949/1965

giovedì, 8 gennaio 2009
listen it it Robert Rauschenberg. Fotografia   1949/1965

La biografia di Robert Rauschenberg
E’ morto Robert Rauschenberg, protagonista dell’arte del Novecento
Robert Rauschenberg. Fotografia – 1949/1965

Elenco dei libri disponibili nella stessa sezione

49eee52fd68aad28d5d728de12c9b6bc Robert Rauschenberg. Fotografia   1949/1965

Titolo: Robert Rauschenberg. Fotografia – 1949/1965
Editore: Fratelli Alinari
Pagine: 144
Fotografie: 122
Formato: 21 x 30 cm
Rilegato in brossura
Prezzo (di copertina): 30,99 Euro

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L’opera fotografica di Robert Rauschenberg viene presentata con ricchezza di immagini: chi abbia seguito la sua attività artistica non può ignorare l’influenza che ha esercitato su di essa. Scopriamo così un fotografo di grande talento e questo volume ne presenta l’opera. Immagini quotidiane che creano una interrelazione di forme in cui la fisionomia umana si integra in un grafismo rigoroso e insieme rutilante, formando quadri in cui l’arte coincide con la vita.

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Editori di se stessi: il fenomeno Lulu – fonte ApogeOnline

martedì, 15 gennaio 2008
listen it it Editori di se stessi: il fenomeno Lulu   fonte ApogeOnline

d66bd731bfd3d34ace0c0c7198173960 Editori di se stessi: il fenomeno Lulu   fonte ApogeOnlinedi Pietro Izzo

Libri e Rete, un binomio consolidato nella cultura digitale degli ultimi 15 anni. Dal mercato “lungo” di Amazon alle reti sociali di aNobii e LibraryThing, fino al marketplace digitale dei manoscritti

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A pensarci bene, erano diversi anni che tutto puntava in questa direzione. Certo, negli Stati Uniti se ne sono accorti molto prima, mentre per noi in Europa c’è voluto ancora qualche anno. Il sistema editoriale è profondamente cambiato negli anni grazie ad Internet, soprattutto per via del fenomeno – ultimamente molto citato – della coda lunga dei mercati online. Volendo esprimere in due parole il concetto di coda lunga, si potrebbe dire così: in un sistema di distribuzione on line, i prodotti “di nicchia” possono vendere tutti insieme molto più di quei pochi prodotti “di punta” che la distribuzione tradizionale insiste a proporre al pubblico. Possono, e in genere lo fanno. È proprio Amazon a dimostrare, dati alla mano, che il modello funziona.

(continua…)

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