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Articoli marcati con tag ‘cine’

Wollensak Cine-Velostigmat, un obiettivo di oltre un secolo

martedì, 21 dicembre 2010
listen it it Wollensak Cine Velostigmat, un obiettivo di oltre un secolo

Cosa fareste voi se trovaste un vecchio obiettivo Wollensak Cine-Velostigmat F5 di quelli che venivano utilizzati per la realizzazione dei film muti all’inizio del secolo? Non vi verrebbe voglia di vedere come vengono fuori degli scatti effettuati con questo esemplare?

Timur Civan ha avuto la possibilità di trovarne uno ed ha deciso di vedere come andava sulla sua Canon 5D mark II. Qui sopra potete trovare un video realizzato con questo Wollensak Cine-Velostigmat F5 che ha almeno 102 anni, ma potrebbe averne anche di più, mentre sul sito potrete trovare delle foto scattate sempre con lo stesso obiettivo.

C’è vignettatura, a volte le immagini sono contrastate altre molto slavate, non è semplice da utilizzare, ma la resa che offre è interessante. Secondo voi questi esperimenti sono inutili o vi piace vedere come si comportano questi antichi obiettivi ai giorni nostri?

Via | Planet5D

Wollensak Cine-Velostigmat, un obiettivo di oltre un secolo é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di martedì 21 dicembre 2010.

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Animal Regulation di Liu Di in tour con reGeneration2

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it Animal Regulation di Liu Di in tour con reGeneration2

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Cresciuta con i cartoni animati giapponesi, ed i conflitti tra i ritmi del progresso e quelli di madre natura, tali da svegliare mostri marini e generare godzilla distruttivi, sono rimasta piacevolmente colpita dall’Animal Regulation del giovane Liu Di, rappresentato dalla cinese Pekin Fine Arts.

Uno zoo metropolitano che conta un panda, una scimmia, una rana, un coniglio, un rinoceronte e un cervo, troppo grossi per essere ignorati, e troppo teneramente sproporzionati per integrarsi con il sovrasviluppo urbano cinese, che li ha generati e allevati.

Questa singolare e creativa visualizzazione del rapporto conflittuale tra natura e società, è comunque solo uno degli 80 punti di vista sulla realtà e sul futuro della fotografia selezionati dal Musée de l’Elysée di Losanna.

80 artisti di 30 diverse nazionalità, selezionati tra 700 candidati provenienti dalle scuole di fotografia più prestigiose del mondo, e il loro personalissimo modo di visualizzare gioie e paure, angosce e speranze, rituali e follia .. in mostra con reGeneration2: Tomorrow’s Photographers Today, l’esposizione itinerante che resterà alla Galleria Carla Sozzani di Milano fino al 9 gennaio 2011, per proseguire fino alla tappa finale all’Aperture Foundation di New York.

Animal Regulation di Liu Di in tour con reGeneration2 é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di lunedì 20 dicembre 2010.

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STAGE DI FOTOGRAFIA

mercoledì, 1 dicembre 2010
listen it it STAGE DI FOTOGRAFIA

Certamente vi sono corsi per ogni tipo di fotografia in tutti i paesi e in tutte le città. Lo STAGE di FINEART PHOTOGROUP si distingue dagli altri per il livello dei docenti e per la vastità degli argomenti trattati. Lo stage avrà la durata di DIECI015a467b1de5cdf168fdbf98fd6fd9f8 STAGE DI FOTOGRAFIA LEZIONI con cadenza settimanale che si terranno ogni sabato pomeriggio dall’8 gennaio 2011. I temi trattati andranno dalle nozioni elementari alla postproduzione attraverso esperienze di foto in studio con luci flash professionali per ritratto, moda e glamour e still life, e in location per natura e paesaggio, la camera oscura e il trattamento dei file in postproduzione. Sede dello stage sarà Blow-Up Studio nelle immediate vicinanze di Bologna ma molto comodo anche a Modena e Ferrara. Lo stage si avvale della direzione artistica di Franco Franceschi un professionista della Moda con all’attivo decine di copertine e migliaia di pagine sulle più importanti testate del mondo che seguirà i partecipandi ad ogni sessione di lavoro.

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Larry Clark: Kiss the past hello

martedì, 16 novembre 2010
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Cultura di strada e musica rock, droga, sesso, pistole e ricerca di se… sono parte integrante della confusione dirompente e violenta che caratterizza la generazione adolescente ritratta in modo ‘esplicito’ da Larry Clark nell’ultimo quarantennio.

Dalla fotografia al cinema, da Kids (1995), Bully (2001) e Ken Park (2002), agli scatti senza veli e ipocrisie di Tulsa (1971) e Teenage Lust (1983), dagli Skateboarders di New York al ghetto latino di Los Angeles, Larry Clark ha inquadrato per anni quello che l’America conformista e perbenista non vuole guardare, e sembra avere il potere di “scandalizzare” il comune di Parigi.

Ora questo patrimonio iconografico inestimabile “vietato ai minori”, che tiene gli occhi aperti e la coscienza sveglia sulla stagione della vita che sarebbe bene non dimenticare mai e guardare in faccia senza ipocrisie e scandalizzati perbenismi, si arricchisce di materiale ‘ancora’ inedito (forse questo è davvero scandaloso), tra scatti e il film realizzato in 16mm sulla vita dei tossicodipendenti a Tulsa nel 1968, in mostra con Kiss the past hello al Musée d’art moderne de la ville de Paris, fino al 2 Gennaio 2010.

Larry Clark Kiss the past hello
f4579ae6ca472438192f8f2be5f7ba2d Larry Clark: Kiss the past hello 08dcab7a431b58fa756eacd6c42d28d5 Larry Clark: Kiss the past hello 2a63d5e8111ded13ee7a303a81faecf2 Larry Clark: Kiss the past hello 6e3b25fb02960d343a1617f9a28d2e4e Larry Clark: Kiss the past hello

ac9719220b825a7dbbbdbd16e1769e2f Larry Clark: Kiss the past hello 850d4e05ab98c92d20721b6924d5d50f Larry Clark: Kiss the past hello 7aa175886e7508b987260d85fdce9b6a Larry Clark: Kiss the past hello a89c0e5c1ae11869780a9b9d0005c616 Larry Clark: Kiss the past hello

Larry Clark: Kiss the past hello é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di martedì 09 novembre 2010.

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Eadweard Muybridge, The Human and Animal Locomotion Photographs

lunedì, 15 novembre 2010
listen it it Eadweard Muybridge, The Human and Animal Locomotion Photographs

176ab6b500ad0bdba2dae261ca7effeb Eadweard Muybridge, The Human and Animal Locomotion Photographs

Tutti i giorni una piccola scoperta, qualche volta anche quella ‘della cosiddetta acqua calda’, ci rivela la conoscenza superficiale che abbiamo di cose più o meno complesse che diamo per scontate.

Ricordo ancora l’emozionante scoperta degli studi visivi sulla locomozione di Eadweard Muybridge come una sorprendente rivelazione per lo sguardo della bambina cresciuta con Instamatic, Polaroid, Cinema e Televisione.

Una rivelazione sotto tanti punti di vista, con la quale la retrospettiva ospitata alla Tate Britain fino al 16 Gennaio 2011, e un nuovo volume della Taschen consentono di misurarsi.

Per chi non più approfittare delle mostra londinese, Eadweard Muybridge, The Human and Animal Locomotion Photographs offre un’incursione minuziosa nella vita e nelle opere di questo grande pioniere, pagina dopo pagina, con una bella preview on line tutta da sfogliare, attraverso le 781 tavole del rivoluzionario Animal Locomotion (1887), ma anche la riproduzione per intero del raro The Attitudes of Animals in Motion (1881).

Eadweard Muybridge, The Human and Animal Locomotion Photographs é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di lunedì 15 novembre 2010.

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COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

venerdì, 5 novembre 2010
listen it it COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

Dialoghi visivi con il cinema
di Michelangelo Antonioni

A CURA DI PUNTO DI SVISTA
Inaugurazione
sabato 20 novembre 2010, ore 18.00

A Seguire l’incontro con l’autrice, ore 19.00.

INTERVENGONO:
Sandro Bernardi, Docente di Storia e Critica del Cinema, Università di Firenze
Valentina Trisolino, Storica della Fotografia, curatrice

MODERA:
Maurizio G. De Bonis, direttore CultFrame – Arti Visive e presidente di Punto di Svista

Da diversi anni Orith Youdovich dirige il proprio sguardo creativo sul mondo in un continuo processo di analisi del rapporto tra sguardo soggettivo e paesaggio. Nell’ambito di questa ricerca l’autrice ha individuato nella condizione di crisi esistenziale soggettiva e nel decadimento della relazione interiore tra individuo e società, i due elementi di sofferenza della realtà sociale. Il paesaggio diviene così non solo contenitore ovvio di questo disagio ma anche vero e proprio personaggio della rappresentazione della crisi individuale e della conseguente deriva collettiva. Era dunque inevitabile che, effettuando questo suo percorso autonomo, Orith Youdovich incontrasse l’opera filmica e la poetica di Michelangelo Antonioni, cineasta dalla chiara impostazione visuale che con assoluta determinazione affrontò le questioni relative alla psicologia umana, all’incomunicabiltà, alla devastante crisi dei rapporti interpersonali.

Come devo vivere è un’esperienza visiva composta da trenta immagini fotografiche di diverso formato che rappresentano l’incontro, sia a livello tematico che espressivo, tra la visione dolorosa, quanto rigorosa, di Orith Youdovich e la lucida e tragica analisi dell’universo umano effettuata da Michelangelo Antonioni.
Il paesaggio diviene in Come devo vivere luogo “altro” della riflessione sull’esistenza, spazio psicologico e apertura severa, dunque priva di qualsiasi tendenza estetizzante, verso quell’abisso straniante che caratterizza la relazione tra individuo e mondo, abisso che la moderna società dei consumi ha totalmente rimosso.

Orith Youdovich, nata a Tel Aviv, vive e lavora a Roma. Diplomata in Fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma (ISF,1992). Ha esposto in varie mostre personali: “Interno-Esterno” (Roma); “Mistery Train” (Roma); “Il Pigneto” (Roma); “Cortili e chiostri – angoli di vita nascosti della città” (Roma) e in mostre collettive: “Moravia – sulle orme dello scrittore in Ciociaria” (Sarajevo, Latina); “I centri storici della Calabria” (Scalea – CS); Immagini sul tema dell’incontro di culture diverse nei paesi della Calabria (Roma). Ha vinto il primo premio della sezione bianco e nero al concorso “Chia – Passato e presente” (1993). Da diversi anni ha abbandonato il reportage sociale per dedicarsi alla fotografia di tipo concettuale. Nell’ambito di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma ha curato la mostra “Fotografia Israeliana Contemporanea”, allestita presso il Museo Andersen della Galleria d’Arte Moderna di Roma (2005), e ha co-curato la mostra “Cronache del quotidiano. David Perlov – Fotografie e Film” presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e Palazzo delle Esposizioni (2008). Ha co-curato le mostre “Terra sospesa – Fotografie di Alfredo Covino” presso Officine Fotografiche (2009) e “Testamento geometrico – Fotografie di Andrea Papi” (FotoLeggendo 2010). Ha curato il libro “Fotografia Israeliana Contemporanea” edito da FPM Edizioni (2005). Giornalista, nel 2000 ha co-fondato la testata giornalistica online CultFrame – Arti Visive di cui è caporedattore. Dal 2009 è direttore responsabile della testata giornalistica Punto di Svista – Arti visive in Italia, organo dell’Associazione culturale Punto di Svista.

INFORMAZIONI TECNICHE:

Inaugurazione: Sabato, 20 novembre 2010, ore 18:00
La mostra di Orith Youdovich prosegue:

Dal 20 novembre al 10 dicembre 2010
Giorni: Dal lunedì al venerdì
Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20
Presso:
Officine Fotografiche, via G. Libetta, 1 00154 – Roma
Tel. + 39 06 512 5019
Ingresso libero
CONTATTI:
Punto di Svista – www.puntodisvista.net
Email: puntodisvista@gmail.com
Officine Fotografiche – www.officinefotografiche.org

Comunicazione e Ufficio Stampa Officine Fotografiche
Renata De Renzo
Mobile: +39.3804356552
Email: press@officinefotografiche.org

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come devo vivere

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La costruzione del libro fotografico

giovedì, 14 ottobre 2010
listen it it La costruzione del libro fotografico

Titolo Evento: La costruzione del libro fotografico
Autore: press officine
Data Evento: 15 Ottobre 2010 fine 30-October 10 (Evento Continuativo)

Nel maggio 2010 Rinko Kawauchi, supportata dalla supervisione tecnica di Claudio Palmisano del laboratorio di stampa 10b, Massimiliano Macini della Tipolitografia Trullo e Claudio Corrivetti della casa editrice Postcart, ha condotto presso l’ISFCI di Roma un workshop il cui fine era realizzare una maquette di libro fotografico e approfondire la differenza e le peculiarità progettuali che portano ad una produzione editoriale. Alla fine della settimana, che ha visto i 13 partecipanti costruire la maquette dei loro libri, rielaborando e in alcuni casi rivoluzionando i loro lavori di partenza, è stato anche decretato il vincitore del premio legato al workshop, Penny Klepuszewska, che consiste nella pubblicazione da parte della Postcart della maquette più riuscita, “Living Arrangements”, qui esposto già in forma di libro insieme alle ultime versioni delle maquettes degli altri partecipanti. Oltre al libro della Klepuszewska, il workshop di quest’anno ha visto anche la pubblicazione, sempre da parte della Postcart, del libro del collettivo [9]Photography dedicato al Villaggio Olimpico di Roma.
Partecipanti:
Hanno partecipato al workshop Maria Teresa Bilotta, Alberto di Cesare, Daniele Ciniciripini, Alessandra Dragoni, Marcello Fauci, Eudechio Feleppa, Marc Jahnen, Penny Klepuszewska, Lorena Morin, Antonio Muñoz de Mesa, Michela Palermo, Photography, Vader_Vroom.

Informazioni Tecniche:
Istituto Superiore di Fotografia
Via degli Ausoni, 1 – Roma
Vernissage: venerdì 15 ottobre ore 18.30
Dal 15 al 30 ottobre 2010
Giorni: dal lunedì al sabato
Orari: dalle 10/13 alle 15/19
Il sabato solo pomeriggio
www.isfci.com
www.fotoleggendo.it

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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Beauty Photography: A New Kind of Beauty & The Full Beauty Project

martedì, 12 ottobre 2010
listen it it Beauty Photography: A New Kind of Beauty & The Full Beauty Project

de950ec91606633d3b1f8b5cf7917a47 Beauty Photography: A New Kind of Beauty & The Full Beauty Project

I canoni estetici imperanti dettano le mode, ma ai margini si annidano spesso riflessioni interessanti sul nostro modo di percepire e adeguare corpi e sguardi a quello che ci sembra più o meno desiderabile. Essere & Sentirsi belli sono due cose diverse?

A New Kind of Beauty di Phillip Toledano & The Full Beauty Project di Yossi Loloi, si incontrano nella terra di mezzo degli eccessi o dei rischi? Della bellezza o della sua antitesi?

Le identità costruite a colpi di bisturi di Mr Toledano in mostra fino al 13 novembre alle Officine Fotografiche di Roma con Fotoleggendo 2010, e il culto della forme audacemente solide, delle pieghe carnose e delle onde sinuose di Yossi Loloi, in mostra dal 28 ottobre allo Studio Barbieri di Milano, parlano ancora di bellezza o dei rischi che può causare la rappresentazione della stessa?

Beauty Photography: A New Kind of Beauty & The Full Beauty Project é stato pubblicato su clickblog alle 12:30 di martedì 12 ottobre 2010.

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New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross-Ho al MoMA

lunedì, 11 ottobre 2010
listen it it New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross Ho al MoMA

bda3b068be15aaea00bb28485eed783d New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross Ho al MoMA

Da sempre parlare di fotografia contemporanea richiede un lessico dello sguardo adeguatamente aperto alla sperimentazione, contaminazione e manipolazione di forme e linguaggi diversi, del resto alla base di quello fotografico sin dalle origini.

Arte concettuale, cultura pop, fotografia, pubblicità e industria cinematografica si trovano da così tanto tempo a condividere e scambiare tecniche, soggetti e suggestioni, sulle pagine di una rivista, le pareti di una galleria o quelle di uno schermo, da arrivare anche a modificare i termini della riflessione tra fotografia e immagine.

Una riflessione alla quale il MoMA di New York è sensibile da tempo e continua a dedicare attenzione con la collettiva New Photography 2010 e il contributo iconografico di un gruppo di artisti che usano la fotografia come ingrediente di un linguaggio e un immaginario contemporaneo complesso e articolato.

Se è vero che nell’epoca della riproducibilità tecnica dopo l’Arte Pop di Andy Warhol non ha più senso parlare di originale, e Richard Prince già negli anni settanta ri-fotografava le immagini pubblicitarie per i suoi collage, un ulteriore spunto alla riflessione arriva dai protagonisti della mostra organizzata da Roxana Marcoci, Curatore del Dipartimento di Fotografia, e ospitata nella Edward Steichen Photography Galleries del MoMA, fino al 10 gennaio 2011.

Tra citazioni, recuperi, libere interpretazioni e l’uso di foto altrui, la riflessione beneficia delle riproduzioni concettuali e commerciali di Roe Ethridge, dalla immagini fisse in movimento di Elad Lassry (che evocano il flusso narrativo al contrario delle fotografie de La Jetée di Marker), dai lavori commerciali di Amanda Ross-Ho realizzati spesso con fotografie prese da Amazon, o dalle narrazioni filmiche di Alex Prager e del debutto di Despair del quale abbiamo già parlato.

New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross-Ho al MoMA é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 11 ottobre 2010.

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"Araki Love and Death" a Nippon Lugano

martedì, 5 ottobre 2010
listen it it "Araki Love and Death" a Nippon Lugano

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In attesa che il sito di NIPPON. Tra mito e realtà: arte e cultura nel Paese del Sol levante sia finalmente navigabile (non prima del 23 ottobre) e Lugano si riempia di miti e realtà del Paese del Sol levante, continuiamo la nostra piccola esplorazione dell’autunno svizzero dal sapore decisamente orientale, passando dalle origini della fotografia alle sue espressioni più contemporanee.

Dall’ineffabile perfezione delle stampe fotografiche del XIX secolo ospitate a Villa Ciani, ad Araki Love and Death allestita al Museo d’Arte di Lugano, il viaggio è decisamente lungo ma sorprendentemente ricco di stimoli, intriganti legami e conturbanti connessioni.

Le due mostre fotografiche vicine e distanti, rendono ancora più evidenti la bellezza caduca dei fiori, il mutare delle stagioni e la sensualità femminile dei Sentimental Journey di Nobuyoshi Araki, quanto dei suoi discussi panorami urbani e “umani” spesso senza veli, costanti imprescindibili tanto dell’arte giapponese più antica e della sua cultura millenaria, quanto delle sue espressioni più contemporanee.

ARAKI Love and Death
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Legami tanto più sorprendenti, in quanto emergono dalla ricca, eclettica, discussa e quasi ‘urgente’ produzione dell’artista giapponese, offerta dalla retrospettiva curata da Fuyumi Namioka, e arricchita da una serie di scatti inediti realizzati nelle settimane immediatamente precedenti la mostra ed esposti a Lugano in assoluta anteprima.

a79abc6d0a81f4f9b084ddb63540cc72 "Araki Love and Death" a Nippon Lugano 31292d224ee3b6f246c23c0daf8336e2 "Araki Love and Death" a Nippon Lugano b1cf4014e9fa7f43e1b3bd4c754bef51 "Araki Love and Death" a Nippon Lugano 11393adacbd4e462e6813cec547a6613 "Araki Love and Death" a Nippon Lugano

“Araki Love and Death” a Nippon Lugano é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di martedì 05 ottobre 2010.

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Canon 5D Mark II usata per filmare Iron Man 2

venerdì, 1 ottobre 2010
listen it it Canon 5D Mark II usata per filmare Iron Man 2

6cba040b1282213aae5a55b2e06b6e08 Canon 5D Mark II usata per filmare Iron Man 2

Canon ha annunciato che alcune Canon 5D mark II sono state utilizzate per filmare alcuni momenti chiavi del film Iron Man 2 come qualcuno aveva ventilato tempo fa.

Le scene nelle quali sono state utilizzate riguardano la partecipazione del protagonista, Tony Stark, allo storico gran premio di Montecarlo e del conseguente attacco dal cattivo di turno, Ivan Vanko.

Grazie alla qualità di questa reflex ed alla sua compattezza la squadra di ripresa ha potuto risparmiare molto tempo nella preparazione della scena rispetto alle cineprese tradizionali.

Via | BroadcastEngineering

Canon 5D Mark II usata per filmare Iron Man 2 é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di venerdì 01 ottobre 2010.

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Tetrafobia, la paura del numero 4 delle aziende giapponesi

domenica, 19 settembre 2010
listen it it Tetrafobia, la paura del numero 4 delle aziende giapponesi

791c23afe2b052c2aeea131055827b67 Tetrafobia, la paura del numero 4 delle aziende giapponesiCon il recente arrivo della Olympus E-5 abbiamo avuto l’ennesimo esempio di tetrafobia nel mondo fotografico giapponese. Questa reflex va a sostituire la Olympus E-3 e quindi per noi occidentali si sarebbe dovuta chiamare E-4, ma per cinesi, giapponesi e coreani non è così scontato.

In tutte e 3 le lingue la parola morte e la pronuncia del numero 4 hanno un suono molto simile che ha dato il via ad una forma di paura nei confronti di questo numero. Per questo motivo capita di non trovare questo numero nelle numerazioni di piani di palazzi, case e quindi anche nelle macchine fotografiche.

In occidente, soprattutto nella cultura anglosassone, è diffusa la paura del numero 13 (triscaidecafobia) e nella nostra cultura anche quello per il numero 17.

In copertina potete vedere l’elenco dei pulsanti di un ascensore all’interno di un palazzo nel quartiere residenziale di Shanghai da cui mancano il numero 0, 4, 13 e 14.

Foto | Wikimedia

Tetrafobia, la paura del numero 4 delle aziende giapponesi é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di martedì 14 settembre 2010.

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