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Articoli marcati con tag ‘Che’

Una fotografia contro i ladri

domenica, 5 settembre 2010

edfa9ddc75012b78bf20e90bc2d17a6f Una fotografia contro i ladri

Quella che vedete in copertina è una foto ricordo della famiglia Myers scattata con la loro Canon G7.

Uno scatto come tanti a prima vista, ma se guardate meglio sullo sfondo a destra c’è un uomo che allunga le mani sul borsone incustodito del quartetto ritratto. Quando si sono accorti del furto hanno riguardato le foto e si sono accorti che il ladro era stato colto con le mani sul fatto.

Dopo aver consegnato alla polizia le foto in poco tempo hanno ritrovato il ladro e recuperato la refurtiva.

Via | Gizmodo

Una fotografia contro i ladri é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di lunedì 30 agosto 2010.

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Mars Society e Nadav Neuhaus dal pianeta Terra

domenica, 5 settembre 2010

Mars_Desert_Research_Station_desert_of_Utah_©Nadav_Neuhaus

Dopo i paesaggi marziani e la tecnologia 3D per esplorarli, angoli remoti di mondo, spesso ostili e inospitali, dal deserto dello Utah all’isola di Devon nell’arcipelago artico canadese, sono diventati terreno ideale per missioni esplorative altrettanto avventurose e ‘spaziali’.

È infatti in luoghi del genere che la Mars Society e l’obiettivo di Nadav Neuhaus hanno trovato le condizioni atmosferiche ideali per inquadrare sul pianeta terra quelle che potrebbero essere le future avventure intergalattiche sul mitico pianeta rosso.

Quelli fotografati da Nadav Neuhaus sono spazi ‘alieni’ non molto diversi da quelli raccolti da Outerland di Allison Davies, e molto meno metaforici di quelli inquadrati da Alienation di Graziano Panfili, tracciati comunque anche da Google Map! Buona esplorazione!

Mars Society e Nadav Neuhaus dal pianeta Terra é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 26 agosto 2010.

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I paesaggi urbani di Sander Meisner

domenica, 5 settembre 2010

Sander Meisner Gallery

Sander Meisner è un esploratore urbano che ama muoversi di notte, e si prende volentieri tutto il tempo necessario per cogliere le sfumature del paesaggio e fotografarne le sorprendenti peculiarità.

Ogni fotografia mostra la bellezza, il mistero e la poetica di zone dismesse, tunnel, viadotti e più in generale del paesaggio urbano più industriale e desolato, frutto di una presenza umana ‘assente’ che riempie spazi apparentemente vuoti.

La luce che gioca con i riflessi, le ombre, le linee delle architetture industriali e le superfici apparentemente immobili, e il punto di vista che rende intrigante ogni paesaggio del fotografo autodidatta di Amsterdam, si possono ammirare alla Brandt gallery con la collettiva Group Dynamics, insieme a quelli di Mireille Loup e Ole Marius Jørgensen, fino al 19 settembre 2010.

Sander Meisner Gallery
Sander Meisner Gallery Sander Meisner Gallery Sander Meisner Gallery Sander Meisner Gallery

Sander Meisner Gallery Sander Meisner Gallery Sander Meisner Gallery Sander Meisner Gallery

I paesaggi urbani di Sander Meisner é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di martedì 31 agosto 2010.

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E’ morta Corinne Day, la fotografa che scoprì Kate Moss

domenica, 5 settembre 2010

Corinne Day, The Face e Kate Moss - 1990

E’ morta venerdì Corinne Day.

Malata da alcuni anni, era diventata famosa negli anni Novanta per due ragioni: aver scoperto una giovanissima Kate Moss e aver contribuito a generare uno stile, quello dell’heroin chic, molto discusso all’epoca, ma in seguito di grande successo.

A dispetto di uno stile fotografico classico e patinato, tipico delle riviste di moda, la Day propose un genere crudo, non ritoccato, personale, diverso. Come diversa era la bellezza ricercata dalla fotografa, che quasi impose a riviste e agenti, la giovane Kate Moss.

Sembra strano dirlo, ma la modella rappresentava qualcosa di atipico, rispetto ai canoni estetici del tempo, i primi anni Novanta, l’epoca delle top model. Nessuno quindi la voleva o ricercava.

La copertina che fece “esplodere” il tutto fu quella del 1990 scattata per The Face. Ma passeranno ancora alcuni anni, prima che il fenomeno diventi allargato e ufficializzato tanto da arrivare nel 1993 sulle pagine di Vogue.

Corinne Day non fu sola in questo percorso. Senza altri colleghi e soprattutto senza le riviste inglesi come The Face e ID tutto questo non sarebbe stato possibile. La Day non c’è più, come anche The Face. E le altre (riviste intendo) non se la passano bene.

E’ morta Corinne Day, la fotografa che scoprì Kate Moss é stato pubblicato su artsblog alle 11:12 di mercoledì 01 settembre 2010.

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Kodachrome Test del 1922

mercoledì, 25 agosto 2010

Il video che potete vedere in copertina vi mostra i primi filmati mai stati realizzati a colori prima ancora dell’arrivo del sonoro. Il materiale è conservato alla George Eastman House e docuemtna i primi esperimenti effettuati dalla Eastman Kodak Company.

Il risultato che vedete è stato ottenuto con la tecnica Two-Color Kodachrome Process che è nata nel 1914 e consisteva nell’uso di fotocamere con due obiettivi.

Via | 1000Words

Kodachrome Test del 1922 é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di mercoledì 25 agosto 2010.

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"Sena" l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski

giovedì, 19 agosto 2010

Sena_Devin-Tepleski_Lúz-Gallery

Uomini e donne, vecchi e bambini, famiglie ed esistenze intere immerse in acque bianche e lattiginose, quasi primordiali, come quelle del fiume sacro e vitale che sta per inondare le loro terre costringendoli a migrare per fare spazio ad una diga idroelettrica.

“Sena” (Dove? In lingua Nafaanra) di Devin Tepleski, in mostra fino al 4 settembre (prorogata) nella nuova sede della canadese Lúz Gallery, ritrae il popolo del Ghena che nel 2011 a causa della nuova diga perderà la propria terra, insieme a quel panorama economico e spirituale che li accompagna da secoli.

Un popolo dell’Africa nera immerso in un bianco abbagliante come la disgregazione del loro spazio vitale, un popolo che l’artista canadese ha inquadrato nel suo ampio progetto di laurea antropologica, con lo scopo di mettere in evidenza le proporzioni dell’impatto umano di tali cambiamenti, e di raccogliere fondi per sostenere la sopravvivenza di questi popoli.

L’acquisto di ogni bellissima stampa in edizione limitata, andrà quindi a sostenere i progetti di microfinanza locale e le iniziative educative così importanti per il sostentamento della comunità.

“Sena” l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 19 agosto 2010.

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Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

Appello da Niyamgiri

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Se usate una micro quattro terzi siete più sexy

giovedì, 12 agosto 2010

59c4fd14a6e025f9e4f7b3cd8c7ffb08 Se usate una micro quattro terzi siete più sexy

Questa è la conclusione, come potete vedere dalla copertina, a cui è arrivato un famoso sito per persone alla ricerca dell’anima gemella: okcupid.

La ricerca è stata completata con i dati di oltre 11 milioni di opinioni dei suoi utenti a cui è stato chiesto di valutare quale delle foto fosse più sexy fra quelle mostrate. A parte qualche rara eccezioni si dimostra che le foto fatte con le reflex sono più sexy di quelle fatte con le compatte che a loro volta sono più sexy di quelle scattate con i cellulari.

In cima, con un certo distacco troviamo proprio le micro quattro terzi che probabilmente si trovano in quella posizione perché acquistate dagli utenti più interessati alla fotografia e che, quindi, sanno fotografare meglio.

Noi sappiamo che il flash integrato nella fotocamera puntato sul soggetto spesso rovina la foto con la su luce dura, ma nella ricerca sono anche riusciti a calcolare che questo “effetto” vi fa sembrare sette anni più vecchi.

Via | OkCupid

Se usate una micro quattro terzi siete più sexy é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di giovedì 12 agosto 2010.

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Canon 7D contro una Barbie

martedì, 10 agosto 2010

Il mese scorso in rete è stato pubblicato un video che metteva a confronto una Canon 7D con un iPhone 4 generando parecchio traffico.

Brandon Bloch, filmmaker, ha deciso di ripetere il confronto usando questa volta una Barbie che all’interno del petto ha una vera e propria videocamera. La 7D resta sicuramente meglio, ma la versatilità della Barbie è sicuramente ineguagliabile ;)

Via | PetaPixel

Canon 7D contro una Barbie é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di martedì 10 agosto 2010.

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FOTOX1000 alla IX edizione di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma

lunedì, 9 agosto 2010

FOTOX1000_FRANCESCO AMOROSINO - CERCANDO LA STRADA

Festival: ‘Futurspectives. Può la fotografia predire il futuro? Esiste un futuro per la fotografia?’, la tematica scelta per la IX edizione di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma, al Macro di Testaccio dal 23 settembre al 24 ottobre 2010, sarà la stessa per tutto il circuito del festival, compresa la seconda edizione della collettiva fotografica FotoX1000.

Fotografi di tutte le età, gli stili e le nazioni, potranno essere tra quei mille esposti al Rising Love Club di Roma, inviando il proprio contributo fino al 15 settembre a Francesco Amorosino, curatore dell’evento e autore della foto che state guardando.

Per partecipare basta inviare all’indirizzo e-mail photox1000@gmail.com un massimo di 10 fotografie che abbiamo le proporzioni 10 x 15 centimetri in formato JPEG rinominando il file inserendo i propri dati nel modo seguente: ‘NOME – COGNOME – STATO DI RESIDENZA – TITOLO FOTO – E-MAIL.jpg’.

Come nella scorsa edizione i visitatori potranno portare via una fotografia (questa volta però durante il finissage) e poi potranno contattare l’autore di cui hanno scelto lo scatto. In allegato va inviato, inoltre, una breve descrizione di come le proprie foto si leghino al tema e una scheda dell’autore.

Tra tutte le fotografie arrivate saranno selezionate le mille che comporranno la mostra Fotox1000, scelte in base alla qualità dell’opera, ma anche in base al grado di innovazione e ovviamente all’aderenza al tema della mostra.

La partecipazione è totalmente gratuita e gli scatti vanno inviati entro il 15 settembre 2010. Gli autori delle foto selezionate verranno contattati per comunicare la modalità di invio delle fotografie stampate da esporre.

Gli scatti rimangono di proprietà dell’autore ma gli organizzatori si riservano il diritto di sceglierne alcuni per pubblicizzare l’evento. Le foto possono anche essere inserite nel gruppo su Flickr dedicato alla mostra, ma solo dopo averle inviate via e-mail.

FOTOX1000 alla IX edizione di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma é stato pubblicato su clickblog alle 08:11 di lunedì 09 agosto 2010.

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