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Articoli marcati con tag ‘cerco’

Nikon Evil: moltiplicatore 2,6x

lunedì, 9 maggio 2011
listen it it Nikon Evil: moltiplicatore 2,6x

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Ormai sappiamo per cerco che Nikon ha un sistema senza specchio pronto al lancio, ma che è stato rimandato all’autunno per colpa dei danni subiti dalle fabbriche dopo il sisma e lo tsunami che hanno colpito il Giappone.

Se già qualche mese fa avevamo ipotizzato un sensore più piccolo della concorrenza sbirciando nei brevetti registrati ora abbiamo una indiscrezione che parla espressamente di un fattore di moltiplicazione 2,6x. Quindi il sensore, con un diametro di 17mm, sarà più piccolo anche del micro quattro terzi. Una scelta, questa di Nikon, che vuole probabilmente evitare di cannibalizzare il suo mercato di reflex.

Nel grafico qui sopra potete vedere la dimensione dei vari formati di sensori per capire meglio la differenza fra i vari modelli. Ci sono ancora voci discordanti sulla possibilità che questo sistema sia di tipo amatoriale o professionale.

Via | NikonRumors

Nikon Evil: moltiplicatore 2,6x é stato pubblicato su Clickblog.it alle 10:00 di lunedì 09 maggio 2011.

 Nikon Evil: moltiplicatore 2,6x
 Nikon Evil: moltiplicatore 2,6x

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 Nikon Evil: moltiplicatore 2,6x

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workshop (cercasi)

martedì, 1 marzo 2011
listen it it workshop (cercasi)

cerco un sito (quello della nital gia visto) che tratti di workshop (possibilmente nikon o possibilmente nel lazio, se possibile sennò fa niente)

Grazie

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Mostra Viaggio nelle Alpi

giovedì, 13 maggio 2010
listen it it Mostra Viaggio nelle Alpi

Dal Lunedi 3 Maggio
Viaggio nelle Alpi
Mostra fotografica di Mirko Sotgiu
www.alpinfoto.it

presso

TEN ristorante e vino
www.tenristorante.it
Via Gabriele D’annunzio 2
Rignano Flaminio Roma

“Mirko Sotgiu è innanzitutto un paesaggista. Anzi, innanzitutto un amante della montagna. Uno che in montagna vive e lavora, e della montagna sa celebrare le doti di forza e purezza…………..”
da Oasis feb 2008

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Cerco e amo le montagne soprattutto quelle meno conosciute. Sono anche un amante dell’immenso,per questo il mio obbiettivo ideale è il grandangolo estremo….
Passo molto del mio tempo a studiare osservare L’arco che compie il sole e il clima.  Di solito previsualizzo un’immagine che richiederà tempo e pazienza per essere realizzata

Biografia

Mirko Sotgiu Mirko Sotgiu nasce nel 1977 a Genova, la montagna è una passione che ha fin da ragazzo e poco è bastato
per avvicinarsi alla fotografia dei paesaggi prima, di natura poi, fino a portare un semplice passatempo a un
livello di professione. La sua carriera comincia nella sua città natale come montatore video e operatore TV.
Nello stesso periodo finisce gli studi alla scuola di cinema, realizzando cortometraggi fra cui “Furto non
calcolato”, “Le scarpe magiche” e prosegue gli studi seguendo maestri fotografi professionisti. Con gli anni la
maturata esperienza tecnica e la continua ricerca artistica lo portano a iniziare l’attività di fotografo e regista,
cineoperatore seguendo temi sull’ambiente alpino, la natura e il viaggio. Ha lavorato e lavora ancora oggi,
realizzando servizi fotografici e documentari, con riviste del settore del turismo, montagna, natura e
importanti reti televisive. Il viaggio fotografico che è iniziato con delle semplici fotografie di reportage è
diventato nel tempo una ricerca della luce, dei colori e dell’ambientazione nelle varie stagioni, del momento
ottimale in cui un paesaggio o una pianta esprime fotograficamente l’impressione più emozionante. La
natura in montagna, infatti, va vissuta come una parte della propria vita, tutto l’anno. Bisogna fare proprio
ogni soggetto ed esserne tutt’uno per apprezzare e trovarne i lati migliori da riprendere, siano essi paesaggi,
animali, rocce o piante. Solo la profonda conoscenza del clima e dei meccanismi biologici che ci circondano
aiutano, oltre che a realizzare buone immagini, anche a trasmettere agli altri le stesse emozioni che si
provano nel momento dello “scatto”.
Sito web: http://www.alpinfoto.it
Referenze:
Articoli e fotografie sono state pubblicati su:
Bell’Europa, Digi Photo (CK), ALP GM, Meridiani, Meridiani Montagne, Ev Magazine, WeekEnd & Viaggi,
Asferico, Oasis, Vivalda Editori, Piemonte Parchi, Natura parchi & riserve, Naturalmente natura,
Telemarktribe, Eco del Verbano, Vivere la montagna (CH), Edinat, Montagnard, Orobie, Lo Scarpone, La
rivista del CAI. Web: Photorevolt, Bellefoto, Alpinia.net, Telemarktribe, virgilio.it, Natural-Time.
Collaborazione con: Parco Adamello Brenta, Parco Orobie Valtellinesi, Parco Nazionale della Valgrande,
Comunità montana Val Formazza-Antigorio, WWF Italia, Mountain Wilderness. UNEP United Nations
Envinronment Programme for mountains, Ev K2 CNR.
Le mie immagini sono rappresentate in Italia da Pandaphoto e K3 photo Agency
Membro della Associazione fotografi professionisti TAU VISUAL

Docente e fondatore della Scuola di fotografia naturalistica e reportage Photofarm http://www.photofarm.it

http://www.alpinfoto.it


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AL RIENTRO DAL TIBET LA MOSTRA FOTOGRAFICA “IMAGINE” CON ASTA DI BENEFICENZA

venerdì, 29 maggio 2009
listen it it AL RIENTRO DAL TIBET  LA MOSTRA FOTOGRAFICA IMAGINE CON ASTA DI BENEFICENZA

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri,
di San Benedetto del Tronto, partecipa al Festival della Pace con la
mostra “Imagine”, che si tiene dal 29 maggio al 7 giugno presso l’Hotel Calabresi in Piazza Giorgini a San Benedetto del Tronto, ingresso libero.
La mostra ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli
tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini.
La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata,
in una tensione carica di dignità , aspettando che il mondo reagisca in
maniera determinante.
Il 2 giugno alle ore 19.00 si terrà una asta di beneficenza delle foto ,
con battitore d’eccezione l’Assessore Paolo Canducci.
Il ricavato dell’asta andrà interamente devoluto dal Comune di San
Benedetto del Tronto al
SOCIAL WELFARE CENTRE BRIDDHASHRAM, che si trova a Pashupati, in Nepal.
E’ un centro che accoglie 245 anziani nepalesi, senza famiglia, o
abbandonati.
Il centro vive con aiuti e donazioni e parziale sostegno statale .
Associazioni di volontariato
internazionali mandano ragazzi e ragazze ad accudire gli anziani.
Le condizioni di questi anziani , documentate da Raffaella Milandri,
sono quanto mai precarie e miserevoli. Il centro si trova in un
complesso di templi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco:
all’interno di esso gli anziani possono pregare,
ma il sostegno della religione va rafforzato con aiuti umanitari
sostanziosi.
Ad esempio, non hanno una cucina ma solo fuoco di legna e pentoloni.
“Mi hanno profondamente toccato il cuore con i loro sorrisi disarmanti e
il loro bisogno di contatto umano, oltrechè di beni di prima necessità .
Grazie al Comune di San Benedetto, e ai partecipanti all’asta,
conto di infondere in loro nuovi sorrisi e conforto.”

IL RIENTRO DAL TIBET
“Ogni volta che parto, metto in cantiere la possibilità di perdere
tutto: bagaglio e salute.
I rischi sono sempre molti. Ma il furto del mio portafoglio (con soldi,
carta di credito e bancomat) a Lhasa mi ha colto alla sprovvista.
Non tutto il male viene per nuocere : ho scoperto tutto il calore
della generosità tibetana,
e l’immediatezza della generosità degli italiani su Facebook (che
seguivano il mio diario dal Tibet in diretta) .
La mia guida tibetana mi ha restituito la mancia che gli avevo dato, i
gestori tibetani dell’albergo mi
hanno offerto vitto e alloggio gratis. Decine di persone su Facebook si
sono mobilitate pronte a spedirmi
soldi , bonifici, aiuti. Una bella esperienza, grazie ancora a tutti,
dal profondo del mio cuore”
“Nel frattempo quando sono tornata in Nepal da Lhasa, era caduto il
governo nepalese e mi sono trovata
tra manifestazioni, scioperi, blocchi dei maoisti. In bocca al lupo ai
nepalesi per risolvere i loro problemi davvero gravosi.”

L’AUTRICE
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San
Benedetto del Tronto,
indaga tra popoli e culture con estrema curiosità , ritraendo momenti
carichi di intenso significato emozionale.
«Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano
che mi permette un temporaneo ma completo abbandono al modo di vivere
dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa
incontaminata nella loro cultura e respirarne l’essenza. Io mi
assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica,
perchè mi vedano come una di loro – non come un forestiero – adatto
sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.»
“La mia è street photography, pura fotografia di strada.
Nessuna posa, né situazione creata o artificiale: ritraggo le persone e le situazioni così come sono, magari appostandomi per ore fino a far parte del paesaggio locale. Quando viaggio ho talvolta dei colpi di fulmine : alcune persone che incontro mi diventano personaggi. E’ un innamoramento vero e proprio, il sorriso, lo sguardo, il modo di fare. Mi apposto e cerco di avvicinarmi con discrezione per poter fare una foto e sapere la loro storia.
L’autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha
all’attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa,
Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui
suoi viaggi.

Per comunicazioni e contatti 335 6126630
email info@europrinters.it

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WORKSHOP DI GIULIO DI MEO

mercoledì, 18 febbraio 2009
listen it it WORKSHOP DI GIULIO DI MEO

3fac3c2998eb33b885a826e8afb08ad3 WORKSHOP DI GIULIO DI MEO
Workshop di reportage fotografico Saharawi
di Giulio di Meo
Fotografia sociale. In un certo senso è strano rafforzare con il termine “sociale” uno strumento che in ogni caso racconta il mondo ai suoi abitanti. La fotografia è necessariamente sociale, anche se di strade per raccontare quello che succede intorno a noi ce ne sono diverse e purtroppo oggi se ne sceglie quasi sempre una banale, piena di clichè e di immagini che non ci fanno più stringere il cuore. Sarebbe bello se la fotografia potesse risvegliare la nostra indignazione e al tempo stesso restituire dignità a coloro che vivono ai margini di questa stessa società. Non è facile, ma ci si può riuscire. E’ questa quella che io amo definire la mia fotografia, ed è solo questa che cerco di insegnare durante i miei workshop. Vorrei semplicemente fornire uno strumento attraverso il quale ridare sollievo ai volti delle persone che incontro: si tratta di catturare in degli istanti sentimenti di lotta, rabbia, indignazione ma anche d’amore, passione, speranza…..Fotografare con uno spirito impregnato di intensa umanità è a mio avviso il solo modo per comprendere le storie delle persone che si incontrano per le strade del mondo, catturarle e restituirle dignitosamente agli occhi di chi non piange più quando si imbatte in una immagine che dovrebbe emozionare.

I Saharawi
Sarà a tutti gli effetti un viaggio attraverso il quale cercheremo di conoscere e raccontare la difficile realtà in cui sono costretti i Saharawi. L’odissea di questo popolo inizia nel 1975, quando il Marocco, nonostante il parere contrario delle Nazioni Unite e della Corte Internazionale di Giustizia, invade il Sahara Occidentale ex spagnolo. I primi campi profughi, ancora in territorio Sahariano, vengono bombardati con napalm e fosforo bianco, nell’indifferenza quasi totale dei governi e dell’opinione pubblica internazionale, come da miglior tradizione dei conflitti africani. Questo spinge la popolazione saharawi a chiedere ospitalità all’Algeria, e solo sotto la sua ala protettrice comincia a riorganizzarsi. Vengono costruiti i campi profughi dove tuttora vivono più di 300000 persone nonostante le terribili condizioni ambientali. I prodotti che i Saharawi ne ricavano sono appena sufficienti ad integrare l’alimentazione dei bambini e degli anziani, ma la sopravvivenza di questo popolo è strettamente legata all’invio di aiuti umanitari da parte delle nazioni europee. Le scuole e gli ospedali costruiti in pieno deserto Algerino testimoniano la determinazione e la voglia di vivere dei saharawi ed allo stesso tempo garantiscono un livello di istruzione che stupisce se si considerano le enormi difficoltà logistiche ed economiche con cui questo popolo deve quotidianamente misurarsi.

Programma e costo
Il corso prevede la permanenza nei campi profughi della Wilaya di El Ayoun. Gli studenti saranno ospiti presso le famiglie saharawi, in modo da conoscere da vicino le condizioni e le tradizioni di questo popolo. Il primo giorno, dopo la sistemazione e le presentazioni, verranno visionati i portfoli dei vari studenti e successivamente illustrate le tecniche e i consigli utili per introdurci nel mondo della fotografia sociale. Ogni giorno si andrà in giro per i campi profughi, tuffandosi in pieno deserto, nella quotidianità di questo splendido popolo; entreremo nelle loro tende, ascolteremo le loro storie, assaporeremo l’aroma dei loro buonissimi thè pronti ad imprimere su sali sensibili le nostre/loro emozioni. Dedicheremo poi le serate all’editing del lavoro svolto, discutendo e confrontando le varie fotografie. Da qui selezioneremo insieme le immagini che diventeranno alla fine il frutto del nostro viaggio. Ogni studente, comunque, alla fine del corso dovrà raccontare con un gruppo d’immagini la sua personale esperienza. Sarà inoltre realizzata una presentazione video con i migliori scatti dei partecipanti. Al rientro in Italia, i migliori scatti saranno utilizzati per comporre una mostra fotografica che sarà promossa all’interno del circuito Arci.

Progetto “Deserto Rosa”
Una parte della quota sarà utilizzata per la realizzazione del progetto “Deserto Rosa”, che prevede la creazione di un laboratorio di fotografia digitale che sarà donato alla Scuola Olof Palme della Wilaya di El Ayoun. Il fotografo Giulio Di Meo terrà inoltre, un Corso di fotografia digitale per le donne e le ragazze saharawi. Le attrezzature indispensabili per la realizzazione del laboratorio di fotografia digitale sono: un computer portatile, 2 macchine fotografiche digitali, una stampante a sublimazione, carta e ricambi di cartucce.

Periodo: 4-11 Aprile 2009

Info: www.attivarci.it www.giuliodimeo.it

campidilavoro@arci.it info@giuliodimeo.it

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Seminario sulla “Fotografia Sociale” di Giulio Di Meo

domenica, 30 novembre 2008
listen it it Seminario sulla Fotografia Sociale di Giulio Di Meo

L’Associazione Diversamente

Presenta

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Seminario sulla “Fotografia Sociale” di Giulio Di Meo

Sabato 06 Dicembre 2008 dalle 18 alle 20:00

OFFICINA CULTURALE VIA LIBERA

Via dei Furi 25/27 – Quadraro

“In qualunque libro di tecnica fotografica  si può leggere il segreto di un paesaggio notturno nel quale brilla la luna piena, ma sulla mia retina c’è un bagno sensibile di altra natura”.

Ernesto “Che” Guevara

Credo che in queste due righe è racchiusa l’idea stessa di “fotografia sociale”, una fotografia che necessità di una sensibilità, di un etica, di un impegno particolare.

Ma può la strumento “fotografia” essere un mezzo per raccontare e denunciare ingiustizie sociali? Può essere un megafono per amplificare il grido di lotta di chi troppo spesso viene emarginato, isolato, ignorato? Può la fotografia risvegliare la nostra indignazione? Può, al tempo stesso, far tutto ciò attraverso immagini di vita quotidiana, di vita “normale” in realtà difficili? Io credo e spero di si. E’ questa la fotografia che amo, è questa la mia fotografia, che mi piace definire “sociale”. E questa è la “fotografia” che cerco di trasmettere nei miei workshop, una fotografia fatta di lotta, rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza….una fotografia impregnata da un’intensa umanità. Sono questi i temi che approfondiremo nel workshop, dove faremo un ampia panoramica sul reportage e sulla fotografia sociale.

Programma:

  • Introduzione al reportage
  • Il fotogiornalismo d’autore: Henri Cartier-Bresson e la Magnum.
  • Il fotogiornalismo oggi: Nuove tecnologie e trasformazione della professione.
  • Il  reportage del quotidiano: il reporter delle “pigole cose, delle cose “normali”.
  • Il “fattore umano”, la fotografia di strada, il fotografo sociale.
  • Il comportamento del fotografo: il rispetto di chi si fotografa, la conoscenza della realtà fotografata, la soggettività sociale e politica.
  • Definizione, etica e obiettivi del reportage sociale.
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D.G. Bandion

giovedì, 21 febbraio 2008
listen it it D.G. Bandion

68c7f5d6f6e061380e95c0aa7cba7c13 D.G. BandionColori, movimento, allegria, giochi di luci ed ombre. Momenti unici… Tutto ciò, attrae i miei occhi, i miei pensieri, la mia mente, suscitando in me intime emozioni. È questo che cerco nelle mie fotografie; è questo che vorrei vivere ogni giorno della mia vita …

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