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Articoli marcati con tag ‘capitali’

Lisbona. Rifare paesaggi

martedì, 1 giugno 2010
listen it it Lisbona. Rifare paesaggi

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Seminario internazionale di progettazione

LISBONA, 20 – 30 LUGLIO 2010

Dopo più di un decennio di politiche urbane incerte che hanno favorito uno sviluppo immobiliare disarticolato, causa dell’occupazione edilizia di più dell’80% del suolo comunale e un preoccupante decremento demografico, Lisbona intende proporsi come la capitale dell’area metropolitana più estesa e dinamica della Penisola Iberica, facendo leva su una immagine profondamente legata alla storia dei suoi spazi pubblici, i suoi parchi e i suoi giardini ma impiegando anche i più avanzati modelli dell’architettura del paesaggio contemporaneo. Lo spostamento dell’aeroporto internazionale e l’arrivo dell’alta velocità, la realizzazione del terzo ponte sull’estuario del Tago e la liberazione di aree demaniali, tra cui oltre il 50% di 19 chilometri lineari di attrezzature portuali che hanno precluso nell’epoca industriale il rapporto tra la città e il fiume: tra le capitali europee Lisbona sembra disporre di maggiori opportunità di crescita anche grazie ad una amministrazione che intende incentivare la progettazione urbana come strumento di coinvolgimento dei privati in operazioni di riqualificazione utili alla collettività.

ATTIVITA’/ PROGRAMMA
Il seminario sarà strutturato in quattro fasi: conoscenza del territorio e più specificatamente dell’area di progetto; approfondimento degli aspetti tecnici e teorici della problematica in questione; laboratorio di progettazione in gruppi di studio e discussioni generali; esposizione dei lavori e comunicazione dei risultati al pubblico. Le attività dei laboratori si svolgeranno prevalentemente presso le strutture delle locali istituzioni coinvolte. Lingue ufficiali del seminario: italiano e portoghese.

ISCRIZIONI
Il seminario è destinato principalmente a neolaureati e studenti in architettura ma proposto anche a tecnici e professionisti come momento di aggiornamento professionale. Il seminario di 100 ore fa parte del programma di Formazione Continua della UPC di Barcellona. La sua frequenza prevede il conseguimento di 10 crediti ECTS spendibili anche all’interno del programma del Master in Architettura del Paesaggio della UPC di Barcellona che ACMA organizza a partire dal 2009 a Milano. Le iscrizioni verranno raccolte fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto.

Per informazioni e iscrizioni:

ACMA Centro di Architettura
via Conte Rosso 34 – Zona Ventura, 20134 Milano
Tel. +39 02.70639293 Fax.+39 02.70639761
acma@acmaweb.com | www.acmaweb.com

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Galleria Aus18_Die Lücke_Donatella Simonetti_Giovedì 18 giugno 2009

domenica, 14 giugno 2009
listen it it Galleria Aus18 Die Lücke Donatella Simonetti Giovedì 18 giugno 2009

e37163c7a5fa0c490b2eccdd64905d7b Galleria Aus18 Die Lücke Donatella Simonetti Giovedì 18 giugno 2009

Die Lücke

Donatella Simonetti

a cura di Barbara Meneghel

Inaugurazione
giovedì 18 giugno 2009
ore 19.00
via Ausonio, 18 _ Milano

18 giugno – 25 luglio 2009

Nella fotografia figurativa contemporanea, una città può essere letta come un campo quasi-neutro di forze visive ed emozionali. Per la sua prima personale da Aus18, Donatella Simonetti presenta una serie di scatti urbani il cui impatto formale si colloca al limite dell’astrazione, cromatica e geometrica. Realizzate a Berlino nell’arco dell’ultimo anno, le immagini raccontano angoli della città scarnificati ma d’impatto, strappano al contesto squarci di colore e di forme essenziali, e privilegiano un cromatismo piatto e deciso.

Proseguendo la sua linea di ricerca sull’architettura contemporanea (dopo aver studiato, in passato, le città spagnole e Milano), l’artista propone un approccio essenziale e asciutto alla capitale tedesca, di cui sembra nello stesso tempo voler succhiare l’essenza visiva ed esistenziale. Se quindi prevalgono nell’immagine il rigore delle linee geometriche e la purezza del colore, gli scatti assumono anche un significato emotivo che rimanda alle connotazioni di vuoto spaziale, imponenza, e vastità proprie di alcune metropoli contemporanee, di Berlino in particolare.
Una parete colorata, il dettaglio di un aeroporto, le scie allucinate dei fari delle auto di notte sono universali e particolari al tempo stesso, rimandano a un non-luogo che appartiene al mondo esterno e interno. La figura umana è del tutto assente: il senso di vuoto e di angoscia heideggeriana, mescolati a sensazioni positive di dinamismo e rigore contemporaneo, sono delegati alla sensibilità dello spettatore, che ritrova nel grande formato quello stesso senso di sublime e imponenza che avverte tra le strade di alcune capitali. Godendo nel frattempo della perfezione tecnica della fotografia pura.

La Berlino notturna e diurna in mostra diventa quindi uno spazio asettico artistico ed emotivo, che gioca sul confine tra la fotografia narrativa della tradizione (Gabriele Basilico, Luigi Ghirri) e arte contemporanea.

Donatella Simonetti è nata a Urbino nel 1982.
Vive e lavora tra Como, Berlino e la Svizzera.

Tra le principali mostre ricordiamo:

Das Weiche – Galerie Foto-Shop, Berlin (2009);

Com’On – Giovani artisti comaschi interpretano l’architettura – a cura di Roberto Borghi (2008);

Blu sospesi, Ex chiesa di San Pietro in Atrio, Como (2008);

Impressioni Spagnole, Spazio Tasca, Milano (2007).

18 giugno – 25 luglio 2009

Lun/Ven 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
Sabato su appuntamento _ Domenica chiuso

Galleria Aus18
Via Ausonio, 18 – Milano
+39.02.8375436
+39.339.4739699
www.aus18.it info@aus18.it
c.p. Via Ariberto, 19
20123 milano

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World Wide Artists Gallery

domenica, 17 maggio 2009
listen it it World Wide Artists Gallery

2b6dbbf3a81aa14049bc512ff97388fd World Wide Artists Gallery
World Wide Artists Gallery

23 maggio — 2 giugno 2009
Tempio di Adriano -Piazza di Pietra -Roma
Abu Simbel: il salvataggio dei Templi, l’uomo e la tecnologia

Roma. Oltre 40 milioni di ore di lavoro, più di 5 anni di lavoro, oltre 4.000 blocchi di svariate tonnellate tagliati e riposizionati 65 metri più in alto ed oltre 200 metri lateralmente,
2000 operai, quasi tutti locali, 150 tecnici provenienti da tutto il mondo, 50 famiglie, 20 bambini, oltre 40 milioni di ore di lavoro senza neanche un incidente mortale. Questi alcuni numeri di una grande vittoria dell’uomo che, dal 1964 al 1968, riuscì a salvare i Templi di Abu Simbel, in Egitto, destinati alla definitiva scomparsa in seguito alla costruzione del El

Saad El Aali, la grande diga di Aswan. Promotore di questo progetto fu l’U.N.E.S.C.O., a cui parteciparono 119 nazioni per salvare gran parte dei monumenti della Nubia, e che nel 1979 riconobbe Abu Simbel come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il complesso archeologico è composto da due grandi Templi scavati nella roccia, nel fianco della montagna, fatti erigere dal faraone Ramses II nel XIII secolo a.C. lungo il Nilo. Tra i molti monumenti eretti dal Faraone il Grande Tempio è generalmente considerato il più imponente ed il più bello. Sulla facciata, alta 33 metri e larga 38, spiccano le quattro statue di Ramses II, ognuna delle quali alta 20 metri. (continua…)

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Renato D’Agostin – “Metropolis”

sabato, 14 marzo 2009
listen it it Renato DAgostin   Metropolis

adc984222aeffced371d5652eb2e91d9 Renato DAgostin   Metropolis

Renato D’Agostin – “Metropolis”

Inaugurazione: giovedì 12 marzo 2009 dalle ore 18.00 alle ore 21.00

Periodo: 13 marzo 2009 – 19 aprile 2009

Sedi: VISION QUEST, Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova

Tel.: +39 339 7534993, +39 010 265629

Orario: dal mercoledì al sabato ore 15.30 – 19.30

e su appuntamento (tel. +39 3397534993)

Sito web: www.visionquest.it

Informazioni e-mail: info@visionquest.it

In collaborazione con MC2 Gallery

VISION QUEST Contemporary Photography è lieta di presentare la mostra personale di Renato D’Agostin “Metropolis”

(continua…)

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Vision Quest Contemporay Photography presenta “Metropolis” di Renato D’Agostin

giovedì, 5 marzo 2009
listen it it Vision Quest Contemporay Photography presenta Metropolis di Renato DAgostin

b5c447e536f62ee5205c3880dc51f1a6 Vision Quest Contemporay Photography presenta Metropolis di Renato DAgostin

 Il vortice frenetico che avviluppa normalmente le nostre esistenze impedisce l’attenzione di soffermarsi sul mondo in cui viviamo causando un pericoloso deficit di riflessioni indispensabili per una vita serena e costruttiva.
Atomi di cosmo impazzito, rimbalziamo senza una ragione plausibile perdendo di vista la bellezza di quei particolare che quotidianamente  si presentano innanzi ai nostri occhi e con i quali potremmo arricchire il tesoro dell’anima. Fino a quando qualcuno, con calma e purezza, questo compito lo svolge in nostra vece regalandoci immagini che riportano i sensi in quella realtà spesso inafferrabile.
Renato D’Agostin è il demiurgo di questa apparentemente nuova esistenza e, con il silenzio della fotografia, recupera la nostra attenzione ammantandola di pace e serenità. Infatti, non è soltanto la bellezza di queste opere a stupirci: con la stessa intensità, il messaggio in esse contenuto, diventa immediatamente un invito a riprendere l’autentico controllo dell’esistenza. Scatti che da un’anima provengono e a tante altre si rivolgono, arricchendole con il garbo, la raffinatezza e l’esperienza e l’esperienza che, nonostante la giovane età, il nostro artista ha già accumulato riscuotendo successo e gratificazioni degne di chi, oltre che con la testa, lavora con il cuore.
Fabrizio Boggiano

“Anestetizzato dal tempo che mi rende costantemente cosciente del momento reale delle cose, ascolto il silenzio che mi porta lontano dalle forme come scontate cornici degli oggetti, dai momenti come scontati attimi di una successione reale, dalla sintonia degli elementi che caratterizzano tutto ciò che mi circonda. Attimi di silenzio lineare e costante mi spingono ad indagare su qualcosa che ho visto altre volte, in altre prospettive, ma non ancora in quella, non ancora da quel punto di vista che mi emoziona, che suscita stupore per il non conosciuto, non vissuto, o non visto.
Escludo elementi che possano datare le due dimensioni dell’immagine, che possano far riferimento a quel luogo e momento, comprendendone altri che ne sintetizzano la forma.
Percezioni provenienti dalla strada e rielaborate in termini di spazio, forma, tonalità.
Percezioni dal mondo dove la realtà oggettiva, fisica dei luoghi perde i suoi contorni allineandosi ad all’altro mondo dai contorni sfocati dove vi è la ricerca di uno spazio immaginario, dove corpi mossi meccanicamente oscillano o ruotano, descrivendo figure per via cinetica.
E tutto rimane ovattato nello stesso silenzio.”
Renato D’Agostin

Renato D’Agostin nasce nel 1983 a San Donà di Piave (Ve) e inizia la carriera di fotografo a Venezia nel 2001. L’atmosfera della città alimenta e accresce la sua curiosità nel catturare situazioni al limite del reale. Con lo stesso occhio fotografico nel 2002 compie un viaggio attraverso le capitali dell’Europa occidentale e rimane affascinato dalla città di Parigi. Tornato in Italia frequenta l’Istituto Italiano di Fotografia a Milano e inizia a collaborare con lo studio di produzione Maison Sabbatini. Nel 2005 frequenta il corso di Fine Print all’International Center of Photography di New York e nel 2006 è assistente di Ralph Gibson. Nel 2007 Renato D’Agostin presenta Metropolis alla Leica Gallery di New York. In Metropolis le cognizioni spaziali e temporali della città si trasfigurano, liberando immagini surreali e oniriche legate alle viscere emotive del nostro inconscio collettivo, spazio che Renato ha saputo cogliere e indagare con estrema acutezza. La purezza dei particolari sottolinea con forza aspetti che sfuggono alla visione comune, dimostrando come il bello risieda ovunque; anche nei luoghi inaspettati. Questa è la sua prima personale in Italia.

Inaugurazione giovedì 12 marzo dalle 18.00 alle 21.00
dal 13 marzo al 19 marzo 2009,  dal mercoledì al sabato  15.30 - 19.30 e su appuntamento
VISION QUEST Contemporary Photography
Piazza Invrea 4r, 16123 Genova
Tel. 010 265629 – 3397534993  
www.visionquest.it    info@visionquest.it

 

 

 

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gian butturini – incontrando l’umanità

domenica, 22 febbraio 2009
listen it it gian butturini   incontrando lumanità

sabato 7 marzo 2009

alle ore 19 presso

contemporanea

spazio per l’arte

loggia delle mercanzie

corsetto sant’agata 22 – brescia

inaugurazione della mostra di

gian butturini – incontrando l’umanità

mostra antologica 1969 -2006

a cura di luciano salodini e ken damy

in collaborazione con l’associazione amici di gian e il museo ken damy

testo critico di giulio toffoli

(continua…)

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CS mostra antologica Gian Butturini – Spazio Contemporanea – sabato 7 marzo 2009

sabato, 14 febbraio 2009
listen it it CS mostra antologica Gian Butturini   Spazio Contemporanea   sabato 7 marzo 2009

fc2b7c01bdf33ae040fbe13632c2b506 CS mostra antologica Gian Butturini   Spazio Contemporanea   sabato 7 marzo 2009

sabato 7 marzo 2009 alle ore 19 presso

contemporanea – spazio per l’arte

loggia delle mercanzie

corsetto sant’agata 22 – brescia

inaugurazione della mostra di gian butturini

“incontrando l’umanità”

mostra antologica 1969 -2006

a cura di luciano salodini e ken damy

in collaborazione con l’associazione amici di gian e il museo ken damy

testo critico di giulio toffoli

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GIFT SHOP di Pino Settanni

giovedì, 12 febbraio 2009
listen it it GIFT SHOP di Pino Settanni

6aad964df67eb302f726327636d36e28 GIFT SHOP di Pino Settanni

Carla Roncato
DERBYLIUS
Libreria Galleria Archivio Internazionale d’Arte

Presenta:

GIFT SHOP
Mostra fotografica di Pino Settanni

Opening: lunedì 2 Marzo 2009 – ore 18:30

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Mostra: “Ostinati e contari” di Giulio Di meo

mercoledì, 11 febbraio 2009
listen it it                 Mostra: “Ostinati e contari” di Giulio Di meo

86a9ca9f85f55ccac9ee06652527b2f4                 Mostra: “Ostinati e contari” di Giulio Di meoMostra fotografica di giulio di meo

“Ostinati e contari”

Una Cuba lontana da sigari e mojito,

da Castro e Hemingway.

All’ interno di un progetto più ampio che interessa tutto il Sudamerica,”Riflessi Antagonisti”, Giulio di Meo nel 2003 è a Cuba. Qui “riflettere” è stato innanzi tutto “piegare”. Il continente americano è composto da due masse legate da un istmo, se si ritagliasse un foglio di carta secondo il contorno e lo si piegasse secondo l’asse orizzontale si otterrebbe ciò che avviene a partire dal secolo scorso: sotto l’aspetto fisico sovrapposizione imperfetta , il nord schiaccia il sud, dal punto di vista metaforico si sviscererebbe il significato consequenziale del termine; la situazione cubana è anzitutto riflesso, conseguenza della politica prima europea poi statunitense,tra colonizzazione e capitalismo duro.
Cuba è un percorso portato avanti all ‘interno di una miscela di nazionalismo e comunismo,
in cui l ‘embargo è stato strumento di propaganda di regime e delegittimazione della democrazia,
un ‘ isola in cui il governo importa frutta tropicale (per i ristoranti turistici) dalle serre del Canada, un territorio che non rimane al buio solo grazie al petrolio barattato con Chavez.
I meccanismi di funzionamento mediatici comportano che contesti come quello cubano, legati indissolubilmente al mondo occidentale per storia e presente pur essendo altro da esso,costituiscano nella mentalità comune delle realtà latenti, teatro di conflitti intrinseci alla loro stessa natura, rimangono nella penombra per poi essere rispolverati nei titoli dei giornali, al centro della scena per un argomento ,un aspetto di politica o attualità.
Si torna ora a parlare di Guantanamo, di diritti umani e valori in una realtà dilaniata dalle contraddizioni,è fondamentale ma non è abbastanza.
Un’ estrapolazione da un punto di vista esterno porta il fruitore ad una ricezione quasi panoramica, che come tale perde il particolare, porta al fragore della notizia che si estingue in un paio di mesi.
Il contrario di un lavoro portato avanti da dentro,che sviscera il nocciolo partendo dal dettaglio, che sa creare un rapporto quanto procedere in silenzio,con discrezione e riflessione.
In un articolo pubblicato sulla stampa locale Castro sottolinea di aver avuto in questi due anni di convalescenza il privilegio di poter osservare con calma gli avvenimenti per così tanto tempo,”ricevo informazioni e rifletto sui fatti”.
Riflette. Viene da chiedersi quale sarebbe il suo reportage.

Gaia Squarci

14 Febbraio - 1 Marzo 2009

Galleria Piccolo Formato, Via Marsala 20/a, Bologna

Info: www.piccoloformato.it                       www.giuliodimeo.it

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Da Gorizia all’Impero Ottomano. Antonio Lasciac Architetto. Fotografie dalle Collezioni Alinari

giovedì, 8 gennaio 2009
listen it it Da Gorizia allImpero Ottomano. Antonio Lasciac Architetto. Fotografie dalle Collezioni Alinari

Elenco dei libri disponibili nella stessa sezione

585d54de97cb646029ce24cfb2fd9587 Da Gorizia allImpero Ottomano. Antonio Lasciac Architetto. Fotografie dalle Collezioni Alinari

Titolo: Da Gorizia all’Impero Ottomano. Antonio Lasciac Architetto. Fotografie dalle Collezioni Alinari
Testi di: Silvia Bianco, Marco Chiozza
Editore: Fratelli Alinari
A cura di: Ezio Godoli
Pagine: 160
Lingua: italiano e inglese
Fotografie: 160 fotografie in bicromia
Rilegato in brossura
Formato: 24×29 cm
Codice ISBN: 88-7292-501-0
Prezzo (di copertina): 45,00 Euro

Clicca per procedere all’acquisto

Un importante volume che evidenzia, ancora una volta, il particolare rapporto esistente tra architettura e fotografia.

Antonio Lasciac, (1856-1946) architetto e ingegnere, poeta e musicista, uomo di grande ingegno, personaggio spesso dimenticato che ha lasciato una traccia indelebile del suo operato, un patrimonio di opere architettoniche non solo a Gorizia ma anche in parecchie capitali e città dell’oriente, soprattutto in Egitto. A sessanta anni dalla sua morte cresce un rinnovato interesse intorno al suo operato. Una vita intensissima, ricca di soddisfazioni, ma anche segnata da avversità, ingiustificate incomprensioni e lutti familiari.

160 le immagini, per lo più inedite, tratte da tre preziosi album custoditi da Alinari, che costituiscono il più ricco repertorio disponibile che illustra, documenta e porta a conoscenza il percorso professionale dell’architetto Goriziano in occasione dei 150 anni della sua nascita.

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Alla Jarach Gallery la prima mostra personale dedicata a Claudio Gobbi, dal titolo Persistence – A history of Europe. L’esposizione presenta 18 fotografie di medio e grande formato, tratte da una più ampia serie di immagini realizzate dall’artista all’interno di cinema, teatri e circoli di alcune capitali culturali d’Europa: da Berlino a Parigi, da Milano a Barcellona, da Praga a Varsavia.

domenica, 7 dicembre 2008
listen it it Alla Jarach Gallery la prima mostra personale dedicata a Claudio Gobbi, dal titolo Persistence   A history of Europe. Lesposizione presenta 18 fotografie di medio e grande formato, tratte da una più ampia serie di immagini realizzate dallartista allinterno di cinema, teatri e circoli di alcune capitali culturali dEuropa: da Berlino a Parigi, da Milano a Barcellona, da Praga a Varsavia.

Jarach Gallery

745f7056d9fb102bdbcd1b327e607735 Alla Jarach Gallery la prima mostra personale dedicata a Claudio Gobbi, dal titolo Persistence   A history of Europe. Lesposizione presenta 18 fotografie di medio e grande formato, tratte da una più ampia serie di immagini realizzate dallartista allinterno di cinema, teatri e circoli di alcune capitali culturali dEuropa: da Berlino a Parigi, da Milano a Barcellona, da Praga a Varsavia.
Claudio Gobbi
Persistence.
A history of Europe
-
A cura di Daniele De Luigi

13/12 2008 – 14/02 2009
inaugurazione 13 dicembre 2008, ore 18

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Marche e Umbria contribuiscono al progetto: Terra del Duca

sabato, 24 novembre 2007
listen it it Marche e Umbria contribuiscono al progetto: Terra del Duca

5fd114475cf32f0b07b2b13bc995cc84 Marche e Umbria contribuiscono al progetto: Terra del DucaUn nuovo riconoscimento per la Terra Del Duca, il progetto turistico e culturale interregionale per la valorizzazione del territorio dell’antico Ducato di Urbino, di cui Senigallia è il comune capofila.
dal Comune di Senigallia
www.comune.senigallia.an.it

Infatti il progetto “itinerari tra arte, cultura e gastronomia”, presentato per il biennio 2008-2009 dai comuni della Terra del Duca (che oltre a Senigallia sono Gubbio, Pesaro e Urbino) ha ottenuto un finanziamento complessivo di 150.000 euro da parte delle regioni Marche e Umbria.

L’obiettivo del progetto approvato è quello di attivare percorsi e promuovere iniziative che mettano in relazione le diverse espressioni della cultura contemporanea con quei valori del cibo che, specie in un territorio dalle antiche tradizioni storiche come quello della Terra del Duca, esprimono una parte importante dell’identità di una comunità.

(continua…)

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