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Articoli marcati con tag ‘camion’

Dakar 2011

lunedì, 17 gennaio 2011
listen it it Dakar 2011

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La Dakar è una dei rally più importanti per il mondo dei motori e da 30 anni suscita sempre un grande fascino oltre a molte polemiche per le morti che avvengono fra i piloti con triste costanza.

BigPicture ha presentato come sempre una bellissima carrellata con 42 immagini che ripercorrono parte della strada fatta dai vari equipaggi. Più di 9500km nei paesaggi spettacoli che ci sono fra Cile ed Argentina a bordo di 200 moto, 140 auto e 67 camion, ma solo metà, circa, sono arrivati al traguardo.

A completare l’offerta di immagini per questo straordinario evento non potevano mancare le immagini raccolte da motoblog che ha coperto in maniera integrale tutte le vicende di questa corsa.

Via | BigPicture

Dakar 2011 é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di lunedì 17 gennaio 2011.

 Dakar 2011
 Dakar 2011

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 Dakar 2011

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IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA

venerdì, 28 maggio 2010
listen it it IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA

La prima edizione della Festa dell’Architettura, Index Urbis, curata dall’architetto Francesco Garofalo è un evento che celebra lo spazio, la progettazione e la costruzione degli edifici. La rassegna che si svolge dal 9 al 12 giugno 2010, propone una lettura della città e dell’architettura contemporanea. Un fitto programma di appuntamenti fatto di incontri, lezioni, mostre, convegni e conferenze, presentazioni di libri, rassegne di video e film, installazioni e anteprime di progetti, sarà presentato alla stampa venerdì 4 giugno 2010, alle ore 12.00, in Campidoglio.

I luoghi della Festa sono quattro: la casa dell’architettura – acquario romano, l’auditorium parco della musica, il maxxi museo nazionale delle arti del XXI secolo e il macro testaccio cui si aggiungono oltre cinquanta eventi collaterali.  Tra questi anche Officine Fotografiche con un gruppo di fotografi i quali attraverso sequenze di immagini hanno ripercorso e interpretato il territorio metropolitano dell’Eur, un quartiere della Capitale che tanto ha ispirato architetti, registi, artisti e fotografi.

L’EUR è un acronimo che ricorda che il quartiere fu ideato in occasione dell’esposizione universale di Roma. Nel quartiere Europa, così come indicato nella toponomastica del Comune di Roma, l’uomo è stato sempre figura di secondo piano rispetto agli elementi architettonici del paesaggio monumentale. IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA è un’indagine volta a fermare un periodo storico significativo del cambiamento in atto. Il rumore delle idrovore che pescano acqua dal fondo degli scavi, le sirene delle gru, il ferro che batte contro il ferro, il ruggito dei camion che entrano ed escono dai cantieri, il vociare lontano degli operai, rompono oggi quel silenzio assordante del passato proiettando il nuovo E2010 verso il futuro. La maestosità delle opere contemporanee si andrà a confrontare con un’idea del passato, frutto della volontà di grandezza di un regime, al pari di un avvenente modello che entra nella stessa vetrina dove un altro, un po’ datato, fa bella mostra di sé. La Nuvola di Fuksas, la Torre Giardino di Renzo Piano, l’Europarco, l’Acquarium virtuale Mare Nostrum, la Città dell’Acqua, sono gli ambiziosi progetti che segneranno la fine dell’epoca dei colletti bianchi rinchiusi nei loro cubi di travertino di vetro e ferro; del Velodromo Olimpico e del Parco Luneur, che hanno fatto gioire tanti giovani della seconda metà del secolo scorso. La mostra scaturita da questo impegno è l’insieme delle idee di dodici fotografi che hanno affidato ad articolate sequenze di tre fotogrammi, anziché a singoli scatti, sintesi documentarie, narrative e creative dei diversi stati d’animo che un quartiere come l’EUR è in grado di suscitare.

L‘evento promosso dall‘Associazione Culturale Officine Fotografiche è patrocinato dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF).

MOSTRA FOTOGRAFICA COLLETTIVA:

Partecipanti:

Massimo Bottarelli; Maurice Carucci; Luisa Cobianchi; Giuseppe D’Amico; Fulvia Delfino; Milka Gangemi; Luca Guerri; Daniele Loi; Giorgio Mazzacurati; Ernesto Notarantonio;  Alberto Placidoli; Angela Villari; Fabio Viscardi.

Curatori: Alberto Placidoli

Informazioni tecniche:

Dal 12 al 25 giugno  2010 – Dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle 20

Ingresso libero

Presso la sala espositiva di Officine Fotografiche

Via casale de Merode 17/A, 00147 –Roma

Tel/Fax 06 5125019

of@officinefotografiche.org

www.officinefotografiche.org

Tutte le informazioni sono anche sul sito internet ufficiale della Festa dell’Architettura di Roma www.indexurbis.it

Comunicazione e Ufficio Stampa

Ass. ne Culturale Officine Fotografiche

Renata De Renzo

Cell. +39 380 4356552

press@officinefotografiche.org

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Orso polare scappa con un treppiedi

lunedì, 19 aprile 2010
listen it it Orso polare scappa con un treppiedi

eff3a9baf2a5e5ae7c22d82357a78612 Orso polare scappa con un treppiedi

Peter Haworth stava facendo delle foto con un gruppo di americani su un’isola al largo dell’Alaska ed erano presenti alcuni orsi polari.

Uno di questi ad un certo punto ha iniziato a correre verso i fotografi e quando si è avvicinato troppo si sono nascosti in un camion. Alcuni di loro hanno lasciato sul ghiaccio i loro treppiedi ed è proprio uno di questi che ha attirato l’attenzione dell’orso.

Lo ha preso, morsicato, saltato sopra e solo dopo lo ha offerto come dono ad un altro orso. Dopo un po’ hanno preso entrambi interesse in quello strano aggeggio non commestibile e se ne sono andati. La testa a sfera è stata pesantemente danneggiata, mentre le gambe hanno resistito meglio all’aggressione.

Curioso come l’orso sia riuscito a scegliere proprio il più costoso dei modelli rimasti sul ghiaccio.

Via | Telegraph

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UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

domenica, 22 novembre 2009
listen it it  UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

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Il Castello di Racconigi apre le sue Sale in aiuto del Burkina Faso.

mercoledì, 6 maggio 2009
listen it it Il Castello di Racconigi apre le sue Sale in aiuto del Burkina Faso.

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Associazione Semi di Baobab, in collaborazione con Fondazione Artèvision, presenta:

Il Castello di Racconigi apre le sue Sale in aiuto del Burkina Faso.

Occasione unica per cenare in un posto suggestivo in un’atmosfera di grande fascino.

L’Associazione Semi di Baobab con la collaborazione della Fondazione Artèvision organizzano una raccolta fondi in favore del Centro “Nong Taaba”  in Burkina Faso.

Da quattro anni l’Associazione sviluppa un progetto di collaborazione col Burkina Faso favorendo la crescita di una comunità, con l’impegno di creare un luogo accogliente dove i ragazzi possano condividere esperienze e apprendere un mestiere.

Grazie ai Fratelli della Sacra Famiglia di Chieri, l’Associazione Semi di Baobab entra in contatto con la realtà del Burkina Faso, realizzando da subito, nella comunità “Nong Taaba” a Roulou, un Centro di formazione dove i giovani burkinabé possono specializzarsi in falegnameria, agricoltura, allevamento, panificazione, meccanica di auto, saldatura. Col contributo dell’Associazione è stato inoltre possibile dotare il Centro di una pompa idraulica, alimentata da moduli fotovoltaici, che garantisce oltre duemila litri d’acqua al giorno, fornendo al contempo un bacino molto più ampio di persone.

L’obiettivo fissato per il 2009 è l’installazione di altri moduli fotovoltaici per la fornitura di energia elettrica e il trasporto via nave di due container di alimenti e materiali da lavoro, da trasportare al centro “Nong Taaba” attraverso due camion, che saranno lasciati in dotazione ai ragazzi del centro, come mezzi di trasporto e lavoro.

Per la raccolta dei fondi necessari a completare l’iniziativa sarà proposta una serie di eventi, che avranno inizio con l’esposizione della collettiva Nong Taaba – Art pour l’Afrique presso gli spazi espositivi AV Art Gallerie della Fondazione Artèvision (in Via Santa Giulia 14/c, Torino), a partire dal 4/05 al 22/05. La collettiva – che include opere di Rodolfo Allasia, Mario Bergamo, Coco Cano, Marco Cazzato, Mariarosa Gaude, Anna Ferraresi, Piero Rasero, Carlo Sismonda, Silvia Turolla – proseguirà a Racconigi  in Piazza Vittorio Emanuele il 24/05 e a Carmagnola presso la chiesa di San Filippo inei giorni 30 e 31 maggio. L’evento si concluderà con la vendita all’asta delle opere esposte durante la  cena di beneficenza in data sabato 13 giugno 2009, presso le Serre Reali del Castello di Racconigi. L’intero incasso sarà devoluto a sostegno del progetto in corso nel Burkina Faso. Un’occasione per avere la possibilità di acquistare con l’arte solidarietà e appagamento.

Per partecipare alla Cena nel Castello, contattare per prenotazioni – entro fine maggio – i seguenti numeri telefonici: 3480926016 (Matteo Mondino) – 3338563196 (Silvia Morselli) – 0118115112 (Fondazione Artèvision). Per ulteriori informazioni scrivere a: semidibaobab@gmail.com

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