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PREMIO ARTE LAGUNA, TERMINE ISCRIZIONI: 10 DICEMBR

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it PREMIO ARTE LAGUNA, TERMINE ISCRIZIONI: 10 DICEMBR

Titolo Evento: PREMIO ARTE LAGUNA, TERMINE ISCRIZIONI: 10 DICEMBR
Autore: PREMIO ARTE LAGUNA
Data Evento: 1 Luglio 2010 fine 10-November 10 (Evento Continuativo)

È iniziato il conto alla rovescia per iscriversi al 5° Premio Internazionale Arte Laguna e avere la possibilità di esporre in una location unica al mondo: l’Arsenale di Venezia, sede di eventi della Biennale.

La prestigiosa giuria internazionale, che ogni anno ha saputo scoprire nuovi talenti, è pronta a scegliere i protagonisti di questa edizione.

Moltissime le opportunità offerte, c’è tempo fino al 30 novembre via posta, oppure fino al 10 dicembre on-line.

Ricordiamo inoltre che altre 4 nuove gallerie si sono aggiunte al circuito di 35 spazi che realizzeranno altrettante mostre personali. Le new entry sono:
- Galerija Fotografija di Lubiana Slovenia
- Giudecca 795 Art Gallery di Venezia
- Zaion gallery di Biella
- Cell63 di Berlino

Chiusura iscrizioni: 10 Dicembre 2010
Dotazione: € 100.000
Sezioni: pittura, scultura, arte fotografica, video arte e performance

Partecipazione: il concorso è aperto a tutti senza limiti di età, sesso o nazionalità ed è a tema libero
Finalisti: 110 Artisti
Esposizioni Istituzionali: Arsenale di Venezia, Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia
Premi Speciali: 33 Gallerie internazionali (New York, Shangai, Las Vegas, Roma, Firenze, …), Tina B di Praga e Open di Venezia
Residenze d’Arte: Fondazione Claudio Buziol Venezia, Scuola del Vetro Abate Zanetti Murano, Museo Carlo Zauli Faenza, Art Stays Ptuj Slovenia
Business for Art “ReiL”: Residenza e Intervento artistico presso un resort a Bahia Brasile
Premio Speciale Sala Stampa: Menzione di merito conferita da una commissione composta da importanti nomi nel panorama della stampa

Curatore del Premio: Igor Zanti – Critico d’arte
Giuria:
Chiara Barbieri – Direttore pubblicazioni, Collezione Peggy Guggenheim
Rossella Bertolazzi – Direttrice Istituto Europeo di Design di Milano
Monika Burian – Direttrice Festival Internazionale d’Arte Contemporanea Tina B di Praga
Gianfranco Maraniello – Direttore Museo MAMbo di Bologna
Luca Panaro – Critico d’arte
Ludovico Pratesi – Direttore Centro Arti Visive Peschiera di Pesaro
Maja Skerbot – Critico d’arte e curatore di Berlino
Valentina Tanni – Critico e co-fondatore di Exibart
Matteo Zauli – Direttore Museo Zauli di Faenza

Bando: http://www.premioartelaguna.it/index.php/i…2010/bando.html

Iscrizione: http://www.premioartelaguna.it/index.php/iscrizione.html

INFO
Premio Internazionale Arte Laguna
c/o ARTE LAGUNA – Via Roma, 29/A – 31021 Mogliano V.to (TV)
tel. 041 5937242 – fax 041 8627948
info@premioartelaguna.it www.premioartelaguna.it

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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immagini inquietanti disquieting images alla Triennale di Milano

venerdì, 22 ottobre 2010
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È più inquietante il riflesso della società sull’identità femminile di Gina, agli occhi e l’obiettivo dalla sorella Lise Sarfati, o quello impresso sulla pelle delle donne irachene sfigurate, come Sahla di Paolo Pellegrin, le bambole iper-realistiche che danno un corpo ‘sintetico’ agli Still Lovers di Elena Dorfman (nella prima foto della gallery), o gli incontri sessuali al buio, tra sconosciuti, nei parchi giapponesi di Kohei Yoshiyuki ..?

In una gamma estremamente varia di modi, forme e situazioni, ognuno di noi ha familiarità con l’inquietudine, tanto viscerale e spontanea quanto allarmante e contagiosa, tanto singolare quanto condivisibile, la stessa che anima la collettiva immagini inquietanti disquieting images a cura di Germano Celant e Melissa Harris, ospitata alla Triennele di Milano, fino al 9 gennaio 2011.

Sesso, guerra, violenza, abusi, ossessioni .. sono solo alcune delle ragioni scatenanti del senso di inquietudine che pervade le opere in mostra, e gli sguardi di artisti tanto diversi quanto lo sono i paesi, i soggetti e le atmosfere che inquadrano, dagli anni ‘70 ad oggi, da Diane Arbus a Zalmai, passando per Nan Goldin, Sally Mann, Robert Mapplethorpe, Mary Ellen Mark ..

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In mostra e nel catalogo Skira, tante opere inquietanti ‘vietate ai minori di 14 anni’ realizzate da: Julio Cesar Aguilar Fuentes, Diane Arbus, Letizia Battaglia, Nina Berman, Elena Dorfman, Donna Ferrato, Nan Goldin, Philip Jones Griffiths, Pieter Hugo, Alfredo Jaar, Yoshiyuki Kohei, Sally Mann, Robert Mapplethorpe, Mary Ellen Mark, Richard Misrach, James Nachtwey, Michael Nichols, Paolo Pellegrin, Gilles Peress, Eugene Richards, Lise Sarfati, Stephanie Sinclair, Brian Weil, Zalmai. E a voi cosa inquieta di più?

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immagini inquietanti disquieting images alla Triennale di Milano é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di venerdì 22 ottobre 2010.

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Astronauta NASA denuncia la cantante Dido

lunedì, 11 ottobre 2010
listen it it Astronauta NASA denuncia la cantante Dido

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Un astronauta della NASA, Bruce McCandless II, ha deciso di citare la cantante Dido per aver utilizzato una sua foto come copertina del suo album Safe Trip Home.

La foto, che vedete in copertina, è stata scattata nel 1984 mentre Bruce era in orbita sopra alla terra. La curiosità sta nel tipo di denuncia, non per infrazione di copyright perché l’immagina è di pubblico dominio ma per l’uso abusivo della sua persona per la promozione dell’album.

Secondo McCandless, lui sarebbe riconoscibile nella foto in quanto primo uomo ad essersi allontanato così tanto dalla sicurezza della navetta spaziale. Nel passato si era già fatto pagare per l’uso di questa foto e probabilmente vorrà una fetta degli incassi del cd di Dido che andò molto bene. Se foste i giudici a chi dareste ragione?

Via | Guardian

Astronauta NASA denuncia la cantante Dido é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di sabato 09 ottobre 2010.

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Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

Appello da Niyamgiri

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Ti Moun Yo, Children of Haiti di Albertina d’Urso

lunedì, 7 giugno 2010
listen it it Ti Moun Yo, Children of Haiti di Albertina dUrso

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La miseria di Haiti, aggravata dallo scatenarsi degli elementi su un territorio che fa le spese delle peggiori attitudini umane, è oggetto di studio, riflessione e sostegno internazionale da molto tempo.

Un sistema politico instabile sostenuto da interessi imperialisti, lotte intestine, colpi di stato, il dilagare di criminalità e corruzione, hanno impoverito, asservito, affamato e ucciso, preparando il terreno ad una lunga serie di tifoni, uragani, fino l’ultimo terremoto.

A fare le spese di questo sistema malato sono da sempre le fasce più deboli e indifese della popolazione, i bambini in particolare, in creolo Ti Moun Yo, minacciati e uccisi da malnutrizione, AIDS, malattie, sfruttamento, ignoranza e abusi di ogni genere. Ti Moun Yo come quelli fotografati da Albertina d’Urso.

Ti Moun Yo, Children of Haiti Albertina d’Urso
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La fotografa italiana che da anni realizza reportage sociali ed umanitari in giro per il mondo, ha documentato il lavoro svolto dalla Fondazione Francesca Rava – N.P.H. onlus, che gestisce ad Haiti un ospedale pediatrico, un centro di riabilitazione per bambini handicappati, un orfanotrofio e 16 scuole per aiutare i bambini di strada.

L’infanzia offesa, malnutrita, malata, che cerca di sopravvivere agli stenti, protagonista degli scatti in bianco e nero della d’Urso, già in mostra al Forma, e in un libro edito da Contrasto, con Ti Moun Yo, Children of Haiti continua a raccogliere fondi per la Fondazione Francesca Rava – N.P.H Italia Onlus, in mostra fino al 30 giugno al Castello svevo-aragonese che domina il paesaggio messinese medievaleggiante di Montalbano Elicona.

Un progetto utile e lodevole, perché il passato ci insegna che il futuro di Haiti ha bisogno di molto altro per riscattarsi da miseria e povertà, ma fornire oggi aiuto e sostegno ad una piccola vita, significa cominciare a lavorare per gli uomini e le donne di domani.

Ti Moun Yo, Children of Haiti di Albertina d’Urso é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 03 giugno 2010.

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La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri a favore della ILO 169

martedì, 22 settembre 2009
listen it it La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri  a favore della ILO 169
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La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà, senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)”
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità, assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensiva”
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agire”
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 ”
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.”
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.”
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. ”

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Codice dell’Editoria e delle Comunicazioni. Audiovisivi. Telecomunicazioni. Internet. Pubblicità. Diritto d’autore

sabato, 30 maggio 2009
listen it it Codice dellEditoria e delle Comunicazioni. Audiovisivi. Telecomunicazioni. Internet. Pubblicità. Diritto dautore

CODICE DELL’EDITORIA E DELLE COMUNICAZIONI. AUDIOVISIVI. TELECOMUNICAZIONI. INTERNET. PUBBLICITÀ. DIRITTO D’AUTORE
Autore: Paolo Stella. Hanno collaborato: Elena Novellini, Stefano Micheli, Piergiorgio Sposato
Editore: Led
Collana: Materiali
Pagine: 956
Formato: 14,5 x 21 cm
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-7916-370-5
Prezzo (di copertina): 45,00 Euro

PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/licoeditoria.htm

(continua…)

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World Wide Artists Gallery

domenica, 17 maggio 2009
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World Wide Artists Gallery

23 maggio — 2 giugno 2009
Tempio di Adriano -Piazza di Pietra -Roma
Abu Simbel: il salvataggio dei Templi, l’uomo e la tecnologia

Roma. Oltre 40 milioni di ore di lavoro, più di 5 anni di lavoro, oltre 4.000 blocchi di svariate tonnellate tagliati e riposizionati 65 metri più in alto ed oltre 200 metri lateralmente,
2000 operai, quasi tutti locali, 150 tecnici provenienti da tutto il mondo, 50 famiglie, 20 bambini, oltre 40 milioni di ore di lavoro senza neanche un incidente mortale. Questi alcuni numeri di una grande vittoria dell’uomo che, dal 1964 al 1968, riuscì a salvare i Templi di Abu Simbel, in Egitto, destinati alla definitiva scomparsa in seguito alla costruzione del El

Saad El Aali, la grande diga di Aswan. Promotore di questo progetto fu l’U.N.E.S.C.O., a cui parteciparono 119 nazioni per salvare gran parte dei monumenti della Nubia, e che nel 1979 riconobbe Abu Simbel come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il complesso archeologico è composto da due grandi Templi scavati nella roccia, nel fianco della montagna, fatti erigere dal faraone Ramses II nel XIII secolo a.C. lungo il Nilo. Tra i molti monumenti eretti dal Faraone il Grande Tempio è generalmente considerato il più imponente ed il più bello. Sulla facciata, alta 33 metri e larga 38, spiccano le quattro statue di Ramses II, ognuna delle quali alta 20 metri. (continua…)

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>inATTOvisivo< mostra collettiva brescia

venerdì, 1 maggio 2009
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Oggetto:

>inattovisivo< mostra fotografica collettiva allievi Scuolafotografia di Carla Cinelli

8-9-10 maggio, sala Cristo Re (Borgo Trento – Brescia)

Nell’ambito delle iniziative “Maggio Culturale” organizzate dalla Parrocchia Cristo Re di Brescia, Scuolafotografia della fotografa bresciana Carla Cinelli promuove, in collaborazione con Photogroup e Le8Quinte Galleries, presso la sala Cristo Re di via Fabio Filzi, 3 – (Borgo Trento) Brescia, una collettiva fotografica dal titolo >inattovisivo<.

>inattovisivo< prende spunto dall’idea di dare maggior visibilità ai numerosi giovani fotografi bresciani che hanno fatto dell’atto visivo, ovvero dello scatto che fissa la propria personale lettura del mondo in una fotografia, il proprio naturale linguaggio espressivo.

In mostra saranno esposte 33 stampe di grande formato (h. cm 150 x 120) e qualità, sia a colori che in bianco e nero, sia in pellicola che digitale ma anche Polaroid, tutte realizzate da allievi ed ex allievi della Scuolafotografia di Carla Cinelli. Gli autori, anch’essi 33, avranno modo di svelare al pubblico, attraverso la scelta accurata di un’unica immagine, la propria cifra stilistica.

Numerose le tecniche utilizzate dagli autori per eseguire lo scatto: higt key, lomografia, montaggio digitale, shallow depth of field, mosso creativo, defocalizzazione, tilt shift; come numerosi gli stili fotografici con cui si sono confrontati: dal ritratto all’autoscatto, dalla fotografia di reportage alla fotografia concettuale, dalla moda alla fotografia naturalistica, dalla macrofotografia alla foto di studio, dal paesaggio alla streetphotograpy, dalla fotografia di ricerca a quella di denuncia sociale, dal minimalismo all’immagine ridondante di particolari.

I motivi di interesse sono quindi molteplici, e l’occasione è ottima per tutti gli appassionati (e non) di arte fotografica che volessero toccare con mano il livello di avanzamento della produzione bresciana dell’immagine.

Autori in mostra:

Antonella Alberti, Roberta Alghisi, Alberto Alghisi, Alberto Aloisi, Marco Cataudo, Ivano Catini, Cristina Chiarini, Marco Ciccolella, Maurizio Cominotti, Cosimo Concilio, Paola De Giuseppe, Ernersto Di Betta, Igor Donati, Giorgio Festa, Igor Gabusi, Ivana Giangualano, Eleonora Incani, Mauro Maffina, Natascia Manessi, Michele Marchetti, Ezio Mereghetti, Valentina Massetti, Roberto Massini, Marco Oprescu, Emanuela Piardi, Laura Predolini, Paola Rassega, Giuseppe Reboldi, Stefano Rocco, Alice Tognazzi, Luciano Torri, Gabriele Verzeletti e Cristian Zambelli.

Curatori della mostra:

Scuolafotografia: Carla Cinelli, Ezio Mereghetti e Ivano Catini;

PhotoGroup e Le8Quinte Galleries: Mauro Maffina.

L’inaugurazione della mostra >inattovisivo< è prevista per venerdì 8 maggio alle ore 18:00, presso la sala Cristo Re di via Fabio Filzi, 3 – (Borgo Trento) Brescia, ed è aperta a tutti.

La mostra rimarrà aperta al pubblico sabato 9 maggio dalle ore 15:00 alle ore 20:00 e domenica 10 maggio dalle ore 9:00 alle ore 20:00.

Si ringrazia per il contributo alla realizzazione Parrocchia Cristo Re di Brescia.

per informazioni:

Scuolafotografia di Carla Cinelli

tel: 3395656777

e-mail: carla@carlacinelli.com

www.flickr.com/photos/scuolafotografia

ad3e19f0bd329182b2004ade109c1510 >inATTOvisivo< mostra collettiva brescia

mostra fotografica collettiva

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WORKSHOP “STREET PHOTOGRAPHY” A PADOVA

lunedì, 13 aprile 2009
listen it it WORKSHOP STREET PHOTOGRAPHY A PADOVA

WORKSHOP “STREET PHOTOGRAPHY” A PADOVA

Mignon, in collaborazione con il Punto Giovani Toselli,
organizza un workshop sulla “Street Photography”

Buongiorno a tutti,
sono aperte le preiscrizioni per il workshop a Padova ce si effettuerà nei mesi di Maggio e Giugno.

Il corso sarà cosi strutturato:
4 serate (10/12 ore)
1 uscita tecnica
Gli interessati, sono invitati a contattarci per ulteriori informazioni a: info@mignon.it

QuestI gli argomenti che verranno approfonditi:

Cos’è la Street Photography ?

Per quanto indefinibile possa essere il genere bisogna comunque distinguerlo dalla fotografia documentaria e sociale poiché, se i risultati possono essere gli stessi, è l’approccio del fotografo ad essere completamente diverso.

Sono molti i fotografi che hanno lasciato un segno su questa strada e bisogna distinguerli, fra inconsapevoli e consapevoli, di far parte di un certo modo di intendere la fotografia.

Mezzi operativi: Descrizione degli apparecchi e pellicole in base ai risultati che si desiderano ottenere.

Sistemi di ripresa e approccio: In questo genere è importante conoscere alcune norme comportamentali e delle tecniche operative che permettano al fotografo di passare il più possibile inosservato.

Storia e origini della Street Photography: si può dire che il genere è nato con la fotografia ma che ha potuto esprimersi solo con l’avvento di apparecchi versatili ed emulsioni veloci.

Street Photography e diritto: è opportuno essere al corrente delle leggi sui divieti a fotografare, soprattutto per non subire abusi di potere da chicchessia, contro il proprio diritto ad esprimersi liberamente.

Multivisioni: visione di alcuni lavori multimediali a cura del gruppo Mignon;

New York People con fotografie di cinque fotografi Mignon;

Angelo Tassitano lavoro personale di un componente Mignon;

Luciano Schiavon lavoro personale di un fotografo a cura del gruppo Mignon

Fotografie originali: come esempio di presentazione, scelta e cura dei materiali oltre che un discorso sul valore nel seguire tutte le fasi operative dalla ripresa alla camera oscura.

Documenti: è importante dare un senso al proprio lavoro organizzandolo per essere proposto in mostre o libri.

Formazione perenne: qualunque siano i risultati non ci si deve mai ritenere arrivati. Tenersi sempre informati sulle novità, studiare sui testi, visitare le mostre, confrontarsi con gli altri, il bello non è arrivare, ma partire sempre.

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Seravezza Fotografia, gli scatti d’autore al femminile si danno appuntamento in Versilia.

domenica, 5 aprile 2009
listen it it Seravezza Fotografia, gli scatti dautore al femminile si danno appuntamento in Versilia.

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Seravezza Fotografia, gli scatti d’autore al femminile si danno appuntamento in Versilia.

Dal 4 aprile al 7 giugno torna questa importante rassegna nazionale di fotografia e immagine digitale. Tra gli eventi la mostra del nuovo talento della fotografia tedesca Anke Merzbach, che per la prima volta espone in Italia. Previsti workshop, incontri, proiezioni, mostre di fotoamatori e bookshop.

Sesto anno consecutivo per ‘Seravezza Fotografia’ che si terrà a Palazzo Mediceo di Seravezza (Lucca) dal 4 aprile al 7 giugno che apre quest’edizione all’insegna del rinnovamento che da sempre contraddistingue la rassegna, che ora più che mai si propone in qualità di “trampolino di lancio” per talentuosi fotografi emergenti. Una scelta azzardata e controcorrente per una manifestazione ormai consolidata come “Seravezza Fotografia” che ha già riscosso un grande successo delle passate edizioni, che hanno visto nomi quali: Walter Rosemblum, Giovanni Umicini, Gianni Berengo Gardin, Joel Peter Witkin, Erwin Olaf, Janice Mehlman, Francesco Cito e Pepi Merisio.

E’ proprio per questo forte desiderio d’innovazione che il curatore artistico Libero Musetti ha scelto come protagonista della mostra principale un nome (ancora per poco) sconosciuto al grande pubblico, la giovane fotografa tedesca Anke Merzbach (www.ankemerbach.de) , che sarà l’autrice della mostra principale di una manifestazione che avrà come filo conduttore la fotografia attraverso lo sguardo tutto al femminile delle autrici. Il suo è uno stile personalissimo dove i volti delle donne sono ritratti “a volte con sottofondi onirici, altre con intensioni trasgressive, altre ancora con richiami pittorici”, ha scritto di lei Giorgio Tani in una intervista pubblicata sul catalogo della mostra, aggiungendo che “il corpo femminile è spesso un mezzo per raccontare qualcosa di oltre”. In concomitanza alla mostra di Anke Merzbach, allestita presso Palazzo Mediceo, le Scuderie Granducali Medicee ospiteranno personali di tre fotografe a cura di Giorgio Tani, Presidente Onorario della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche: Cinzia Busi Thompson, dal 4 aprile al 19 aprile, Albertina Vago dal 30 aprile al 17 maggio e Annalisa Ceolin dal 23 maggio al 7 giugno. Tanti poi gli appuntamenti collaterali come gli “Incontri di Cultura Fotografica” a cura di Carlo Ciappi del Dipartimento Attività Culturali FIAF in programma tutti i lunedì di maggio; “Parliamo di fotografia con……. Giovanni Umicini, Pepi Merisio e Gabriele Basilico”, i workshop alle Scuderie Granducali tenuti da Roberto Galassini e Antonio Manta previsti sabato 25 e domenica 26 aprile e sabato 2 e domenica 3 maggio, gli incontri dedicati alla lettura di portfolio fotografici di sabato 18 e domenica 19 aprile.

La manifestazione è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza in collaborazione con il Circolo Fotografico “L’Altissimo” e la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). Book shop a cura di HF Distribuzione, foto stampate su carta CANSON Infinity realizzate da “Stampe d’Arte – Antonio Manta”. L’orario di apertura della mostra è dalle 15.00 – 19.30 (chiuso il lunedì ad eccezione del Lunedì dell’Angelo 13/04). Il prezzo del biglietto intero 5 euro ridotto 3 euro.

Per informazioni, Ufficio Cultura Comune di Seravezza: tel. 0584.757443 / 756100.

Ufficio Stampa

Agenzia ILOGO

Fabrizio Lucarini +39.340.7612178

email: press@ilogo.it

www.ilogo.it

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CODICE DELL’EDITORIA E DELLE COMUNICAZIONI. AUDIOVISIVI. TELECOMUNICAZIONI. INTERNET. PUBBLICITÀ. DIRITTO D’AUTORE

domenica, 29 marzo 2009
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CODICE DELL’EDITORIA E DELLE COMUNICAZIONI. AUDIOVISIVI. TELECOMUNICAZIONI. INTERNET. PUBBLICITÀ. DIRITTO D’AUTORE
Autore: Paolo Stella. Hanno collaborato: Elena Novellini, Stefano Micheli, Piergiorgio Sposato
Editore: Led
Collana: Materiali
Pagine: 956
Formato: 14,5 x 21 cm
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-7916-370-5
Prezzo (di copertina): 45,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/licoeditoria.htm
Il volume si pone l’obiettivo di raccogliere la normativa essenziale del variegato mondo delle comunicazioni nel quale, per effetto dell’incessante sviluppo delle nuove tecnologie, diviene sempre più difficile tracciare confini tra i vari settori. Questo codice è destinato essenzialmente alle esigenze professionali degli operatori del settore e alle esigenze della didattica universitaria nel settore del diritto delle comunicazioni, costituendo un rapido strumento di consultazione. La ricchezza della documentazione raccolta, non compromette la facilità di ricerca e di lettura. Il criterio di selezione del materiale normativo riprodotto, consiste nell’essenzialità dello stesso ovvero nella contiguità alla normativa fondamentale con l’obiettivo di specificarne o svilupparne il senso. Il codice si apre con il testo della Costituzione della Repubblica Italiana e con la raccolta delle norme internazionali fondamentali. La prima parte del volume è dedicata alla stampa, alla disciplina delle imprese editrici e alle provvidenze per il settore editoriale. La seconda parte raccoglie la normativa nazionale e comunitaria in materia di telecomunicazioni, Internet e commercio elettronico, mentre la terza parte si occupa del settore audiovisivo. La quarta parte è dedicata alla Comunicazione pubblica. Sono raccolte inoltre le norme relative al funzionamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. La settima parte del volume è dedicata al settore pubblicitario mentre l’ottava al diritto d’autore. L’appendice fiscale raccoglie la legislazione, la giurisprudenza e la prassi tributaria maggiormente significativa in materia di comunicazioni. Completano il volume, facilitandone la consultazione, un indice cronologico e un indice analitico.

(continua…)

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