Scrivi un articolo su questo Blog (Log In)
Nikon Club Italia Canon Club Italia Sony Alpha Community Fuji Club Italia REGISTRATI

Nota bene: l'accesso ai forum in elenco va effettuato con le stesse credenziali (email e password) in quanto fanno parte dello stesso Network


Articoli marcati con tag ‘bini’

CORSO DI PROGETTAZIONE FOTOGRAFICA – Preiscrizioni fino al 31 Gennaio

mercoledì, 26 gennaio 2011
listen it it CORSO DI  PROGETTAZIONE FOTOGRAFICA   Preiscrizioni fino al 31 Gennaio

0bffffe400b2b371ed3b6aa9b64edb47 CORSO DI  PROGETTAZIONE FOTOGRAFICA   Preiscrizioni fino al 31 Gennaio

CORSO DI PROGETTAZIONE FOTOGRAFICA

Sono aperte fino al 31 Gennaio (ad esaurimento posti disponibili) le Preiscrizioni (gratuite e non impegnative) al Corso di Progettazione Fotografia organizzato da Deaphoto in collaborazione con il Quartiere 3 del Comune di Firenze. Il Corso (30 ore 300 Eu), condotto dal fotografo Sandro Bini ha come obbiettivo quello di sviluppare le capacità di visione e progettazione fotografica dei partecipanti. Le lezioni saranno finalizzate alla progettazione, realizzazione e presentazione in mostra di un progetto personale e si svolgeranno il Lunedì ore 21-23 presso Centro Giovani Gavinuppia, Via G. Bretagna 48 – Firenze, a partire da Lunedì 7 Febbraio. Per partecipare al Corso è necessaria una conoscenza base di tecnica e cultura fotografica.  Mostra finale e Attestato di Frequenza per tutti i partecipanti.

“Il percorso didattico è finalizzato allo sviluppo delle capacità progettuali degli studenti, attraverso un progressivo affinamento di elaborazione visiva e lettura critica della realtà e delle immagini, la riflessione teorica sul medium e la stimolante conoscenza delle tendenze e degli autori della fotografia contemporanea. I percorsi progettuali, partono dalla definizione personale dei temi della ricerca, proseguono con la realizzazione delle immagini, fino alla definizione delle procedure di installazione e valorizzazione espositiva e alla redazione dei testi di presentazione delle opere. Ogni studente viene seguito personalmente da un Tutor nella realizzazione del proprio progetto di ricerca ” (Sandro Bini – Deaphoto) RIUNIONE DI PRESENTAZIONE DEL CORSO (SOLO PER I PREISCRITTI) LUNEDI’ 31 GENNAIO


Calendario del Corso (Lunedì ore 21-23)
Febbraio 7-14-21-28 / Marzo 7-14-21-28
Aprile 4-11-18 / Maggio 2-9-16-23

Programma / Modalità di iscrizione
FOTOPROGETTI 010 (Galleria immagini Corso 2009-2010)

Informazioni e Preiscrizioni: tel 0550517721 / cell 338 8572459 / deaphoto@tin.it

Un caro saluto

DEAPHOTO STAFF

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

PHOTOISO 2011- DEAPHOTO “IN VIAGGIO” – COMUNICATO STAMPA-INVITO

martedì, 18 gennaio 2011
listen it it PHOTOISO 2011  DEAPHOTO IN VIAGGIO   COMUNICATO STAMPA INVITO

19d24bfc613ccbf425abdef1604af724 PHOTOISO 2011  DEAPHOTO IN VIAGGIO   COMUNICATO STAMPA INVITO

IN VIAGGIO. PERCORSI DEL CORPO, TRAGITTI DELLA MENTE
Un progetto Deaphoto Expo a cura di Sandro Bini e Michelangelo Chiaramida
L’Associazione Culturale Deaphoto (www.deaphoto.it), invitata a partecipare alla Rassegna di
Fotografica ISOPHOTO 2011 promosso dal Quartiere 4 del Comune di Firenze, presenta in
mostra dal 26 Febbraio al 2 Marzo presso la Limonaia di Villa Vogel (Via….) i Progetti di nove
fotografi del Deaphoto Staff (Alberto Ianiro, Claudia Querci, Giovanni De Leo, Michelangelo
Chiaramida, Sabrina Ingrassia, Sandro Bini, Sara Severini, Silvia Berretta, Simone Cecchi) che
hanno sviluppato con differenti approcci stilistici e concettuali In viaggio. Tragitti del corpo,
percorsi della mente. Così se per Alberto Ianiro Firenze-Roma è pretesto per un percorso
personale nel tempo e nella memoria (Km 352) per Claudia Querci l’itinerario fotografico è
esperienza di verifica del grande rapporto fra uomo e architettura (Residui). Completamente
mentali, invece, i viaggi onirici di Giovanni De Leo (The Dreamer) e Sara Severini (Immagini da
un viaggio immaginario), mentre decisamente “on the road” sono i viaggi proposti da
Michelangelo Chiaramida (Gente d’Irlanda) e Sabrina Ingrassia (In Transito), Sandro Bini
(Viaggio in Sicilia) con i lavori dal taglio più reportagistico. Su un ambito più intimo e personale si
colloca il Diario di Viaggio di Silvia Berretta, vero e proprio “back-pack from Mexico”. Infine, ad
un’idea di viaggio come percorso di purificazione personale si lega il progetto seriale di Simone
Cecchi (Abluzione), unico fra i fotografi presentati a sviluppare il tema con un deciso e curato
approccio “fiction”. Inaugurazione Sabato 26 Marzo ore 18-20.
DEAPHOTO EXPO
In viaggio. Percorsi del corpo, tragitti della mente
26 Febbraio – 2 Marzo 2011-01
ISOPHOTO 2011 – LIMONAIA DI VILLA VOGEL (26 Febbraio 31 Marzo 2011)
Via delle Torri, 23 Firenze – Apertura mostra: Domenica 27 Febb ore 15-19
Lun 28 Febb ore 9-13, Mar 1 Marzo ore 9-13 e 15-19, Merc 2 Mar ore 9-13.
Inaugurazione Sabato 26 Marzo ore 18-20.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

WORKSHOP “FICTION PHOTOGRAPHY”

venerdì, 14 gennaio 2011
listen it it WORKSHOP FICTION PHOTOGRAPHY
9feac0943b9d622cb22191fa0c84d1db WORKSHOP FICTION PHOTOGRAPHY
WORKSHOP “FICTION PHOTOGRAPHY”
a cura di Sandro Bini e Francesca Ronconi

Sono aperte fino a Giovedì 20 Gennaio (ad esaurimento dei posti disponibili) le Preiscrizioni (gratuite e non impegnative) al Workshop “Fiction Photograhy” a cura di Sandro Bini e Francesca Ronconi. Il Workshop (8 ore – 160 Euro) si svolgerà Sabato 22 Gennaio ore 10-13 / 14-19 presso Centro Giovani Gavinuppia Via G.Bretagna 48  Firenze, e sarà finalizzato, alla progettazione, realizzazione ed editing dei lavori dei partecipanti e alla loro pubblicazione in una Galleria Immagini sul sito Deaphoto. Attestato di frequenza per tutti i partecipanti.

La Fiction photography è una delle principali tendenze della fotografia contemporanea, che allestisce i propri scenari, per riflettere sul rapporto fra realtà e immagine nella società postmoderna.
Il Workshop teorico-pratico è finalizzato alla realizzazione di una fiction di ambientazione urbana, attraverso l’analisi di modelli esemplari e la messa in scena di un soggetto originale.
RIUNIONE DI PRESENTAZIONE DEL WORSKSHOP GIOVEDI’ 20 GENNAIO (SOLO PER I PREISCRITTI)

Calendario del Workshop
Sabato 22 Gennaio ore 10-13 / 14-19
Programma / Modalità di iscrizione

Informazioni e Preiscrizioni:
Tel 0550517721 –  cell 338 8572459

Un caro saluto
DEAPHOTO STAFF
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

CORSO STREET PHOTOGRAPHY

giovedì, 13 gennaio 2011
listen it it CORSO STREET PHOTOGRAPHY
 CORSO STREET PHOTOGRAPHY
Sono prorogate fino a Mercoledì 19 Gennaio (ad esaurimento posti disponibili) le Preiscrizioni (gratuite e non impegnative) al Corso di Street Photography organizzato da Deaphoto in collaborazione con il Quartiere 3 del Comune di Firenze. Il Corso (20 ore 200 Eu), è condotto da Sandro Bini, e ha come obbiettivo quello di fornire una preparazione professionale sulle tipologie, i modelli e le tecniche narrative della fotografia di strada, attraverso la progettazione e la realizzazione di un reportage sul Territorio e la produzione di un video fotografico. Le lezioni in aula si svolgeranno presso il Villa Bandini, Via del Paradiso, 5 (Firenze), il Mercoledì ore 21-23 a partire da Mercoledì 19 Gennaio. E’ necessaria una conoscenza base di tecnica fotografica. Attestato di Frequenza per tutti i partecipanti.

 

Informazioni e Preiscrizioni: Tel 0550517721 / cell 338 8572459 – deaphoto@tin.it

Calendario del Corso (mercoledì ore 21-23)
Gennaio 19-26 / Febbraio 2-9-12*-16-19*23-26*/ Marzo 2
*Esercitazioni esterne Sabato ore 11-13

Programma dettagliato / Modalità di iscrizione.
Derive Urbane / Firenze DU010
(Video fotografico Corso 2009-2010)

Un caro saluto
DEAPHOTO STAFF
Tags: , , , , , , , ,

Tom Stone: American Outsiders

venerdì, 5 novembre 2010
listen it it Tom Stone: American Outsiders

7b1a8abb562dde21a40255e1ee9a1804 Tom Stone: American Outsiders

Volti segnati dagli stenti e dalla strada, sguardi sopraffatti da bisogni ed mozioni, dalla Patrizia di Matteo Bastianelli agli American Outsiders di Tom Stone, una delle cose più difficili è guardare in faccia la realtà e le facce che la portano impressa.

Tom Stone ha raccolto per anni una gallery strabiliante di ritratti dei poveri che vivono sulle strade di San Francisco, volti e storie di ogni uomini e donne di ogni età, invecchiati e stanchi, o solo debilitati da handicap, di giovani allo sbando o alla ricerca di qualcosa di migliore, ma anche famiglie con bambini che si sono ritrovate senza un tetto sulla testa.

Vite ai margini come quella di “Beavis”, a braccia grondanti sangue nella home page del fotografo, che al momento si è liberato dell’eroina ma continuerà a portarne i segni per tutta la vita, volti in mostra dal 6 al 9 novembre 2010 alla DNJ Gallery di Los Angeles, per non dimenticarci di guardare in faccia tutti quelli che incrociamo lungo la strada.

American Outsiders
942fb2a426fc3b9f665e1ce80bb796e6 Tom Stone: American Outsiders 30dcc4ca516ae04a4e131e73b3935ec5 Tom Stone: American Outsiders 83713b87cbd9d308953116aab6ce8b37 Tom Stone: American Outsiders 98f73cb901e3366eca2890ebd365f241 Tom Stone: American Outsiders

7cc15d6a618e3b099549a8c1574810aa Tom Stone: American Outsiders bbb52358a313662d028f33e37b3fd7cd Tom Stone: American Outsiders 9d40409f5870f2e9c23e1694c8b5c20d Tom Stone: American Outsiders ef41c185076e950b1ec3d2a805256138 Tom Stone: American Outsiders

Tom Stone: American Outsiders é stato pubblicato su clickblog alle 12:49 di venerdì 05 novembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

lunedì, 18 ottobre 2010
listen it it Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

b658ff1b761366946b50def1834d7935 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Appagando contemporaneamente le mie passioni per l’Africa, gli studi antropologici, la fotografia e le pubblicazioni fotografiche, oggi dedico una segnalazione ad Angela Fisher e Carol Beckwith, che da oltre trenta anni vivono a stretto contatto con le etnie indigene africane cercando di preservarne rituali e memorie che rischiano di scomparire.

Dopo tante foto e pubblicazioni straordinarie dedicate a quei riti e quelle tradizioni tribali millenarie, che la loro fondazione African Ceremonies Inc è impegnata a sostenere con i proventi di vendite e iniziative, alla pregevole collezione si aggiunge una nuova pubblicazione sui Dinka del Sudan Meridionale.

Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan, arricchire peraltro lo scaffale della Modernbook Editions, con immagini e i rituali di un popolo straordinario che ha prosperato con l’allevamento e il commercio di bestiame, fino a quando la guerra civile del Sudan ne ha messo a rischio usi e costumi. Immagini entusiasmanti in mostra alla Modernbook Gallery di San Francisco fino al 27 novembre, che grazie a loro potete sbirciare in questa gallery.

Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan
7402cceccbe50908cdd1c4ff5bfe3575 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan c6abee5a00047ab440cd53b21700c042 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan a30e8dcbbc1b6dbe1fc756a6b38e999e Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan af7684bc4e07930863c877ca53ac037d Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Nelle immagini, un popolo con un profondo legame fisico e spirituale con la terra e gli animali, e una devozione per le loro mucche dalle grandi corna addirittura leggendaria.

Una tribù di pastori che per anni ha proliferato in un territorio esteso tra il Nilo Bianco e gli affluenti Bahr el Ghazal a occidente e il Sobat a oriente, fra i distretti di Wau e Bor, dormendo e vivendo in mezzo alla mandria, dando ai bambini il nome dell’animale preferito dal genitore, e soffiano nella vagina delle mucche per favorirne la fertilità.

Un popolo infinitamente bello, se mi concedete l’espressione, proprio in virtù dei suoi colori e tradizioni, e quella pelle tanto nera come l’ebano quanto ‘bianca’, da guadagnarsi il termine di “ghostly” (fantasma) tra i primi esploratori, perché cosparsa della cenere bianca di sterco bovino per preservarla da morsi di insetti e malaria (la stessa con la quale si puliscono i denti), suggestivamente in linea con termini come “jieng” e “mony-jang”, ovvero “men of men”, con i quali i Dinka si fanno chiamare. Il fatto che sia altissimi, flessuosi e belli come dei, ovviamente contribuisce.

eb89f0e5e4c1fd851b809493e3faca07 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 2e7626c83c43f4059b4acae2832054b7 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 50d37ae79bcb7e3a193efe73f341aa80 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan bf7b168126b6161cf27324e652321c21 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Il libro edito da Rizzoli Usa nello scorso settembre, con i resoconti delle due fotografe e l’introduzione di Francis Deng, attuale consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite sulla prevenzione del genocidio, e le copie da collezione disponibili da ottobre in cofanetti impreziositi da una stampa a scelta tra le cinque contemplate (nell’ultima immagine della gallery), sono un po’ costosi, ma se pensate che il ricavato andrà a sostenere queste stesse comunità e le preziose tradizioni che rischiano di perdere, i prezzi in rapporto a quelli di questo genere di pubblicazioni appaiono irrisori, oltre che ben spesi.

e59b3683505d1bfa1fa51f0a16f6c14d Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan e66d509e3dfd2b72fdedf0da09eb5e1d Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 3b2898432321312d0ef836c59c319957 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 30defa3d1cd23301c3dcf81e45b95079 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

 

Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan é stato pubblicato su clickblog alle 13:10 di lunedì 18 ottobre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

"L’Afganistan, la guerra" di Francesco Cocco

lunedì, 11 ottobre 2010
listen it it "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco

c8742719a90bbae9b124530eb115f902 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco

Sono bambini quelli che guardano l’orizzonte di Kabul da una delle colline che dominano la città, una città piena di macerie vista dall’alto, dove le cicatrici e il paesaggio trivellato dalla guerra sembrano lontani.

L’orrore della guerra, le cicatrici delle sue vittime e un paesaggio abitato da sopravvissuti, sono i reali protagonisti del reportage realizzato da Francesco Cocco negli ospedali di Emergency in Afganistan, tra Burqa e Kalashnikov, e della mostra L’Afganistan, la Guerra ospitata al Museo Diocesano di Milano fino al 28 ottobre.

La mostra, realizzata in collaborazione con Contrasto, offre allo sguardo 24 immagini in bianco e nero, storie di vite spezzate, e un reportage sulla reale portata di oltre trent’anni di guerra su un paese allo stremo, forse troppo manipolato digitalmente per aggiudicarsi il XIII° Premio Internazionale di Fotografia Umanitaria Luis Valtueña, concesso e poi revocato, ma non per questo meno eloquente.

L’Afganistan, la Guerra
83b62aabaf810748db26890cae0ff1d6 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco 228d8817269a8ae87835b701ece73c98 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco e697a5cdabcd156499e1ad200bb66e24 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco 52fa177bdf9c68ff78f616b96afcc135 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco

“L’Afganistan, la guerra” di Francesco Cocco é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di sabato 09 ottobre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Robert Doisneau lungo la strada: "Dal mestiere all’opera" a "Palm Springs 1960" al Forma di Milano

mercoledì, 29 settembre 2010
listen it it Robert Doisneau lungo la strada: "Dal mestiere allopera" a "Palm Springs 1960" al Forma di Milano

Che tengo lo sguardo sulla strada, su chi la attraversa e fotografa, quanto sulle esplorazioni della quotidianità più casuale e spesso sorprendente, lo avete capito da tempo, quindi potete immaginare con quanta emozione posso accogliere non una ma due mostre dedicate a Robert Doisneau.

Un grande interprete di questo genere di fotografia, improvvisata o preparata come nel caso de Le Baiser de l’Hotel de Ville, ma sempre vitale, divertita, contagiosa ed emozionante, al quale la Fondazione Forma di Milano rende omaggio con due mostre nate dalla collaborazione con la famiglia Doisneau e la Fondation Cartier-Bresson di Parigi.

Un’occasione impedibile per attraversare le strade di Parigi in bianco e nero, tra amanti e bambini, ogni genere di passante e mezzo di trasporto, e quelle a colori della californiana Palm Springs, Dal mestiere all’opera a Palm Springs 1960, fino al 17 novembre.

Robert Doisneau lungo la strada: “Dal mestiere all’opera” a “Palm Springs 1960″ al Forma di Milano é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 29 settembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Takara Tomy, una fotocamera 3D per i più piccoli

mercoledì, 8 settembre 2010
listen it it Takara Tomy, una fotocamera 3D per i più piccoli

b78a953b08b65a2e59fc674a32709e8f Takara Tomy, una fotocamera 3D per i più piccoli

Il produttore nipponico di giocattoli per bambini Takara Tomy ha annunciato una fotocamera 3D per i più piccoli.

Non può registrare video ed anziché due sensori da 10 megapixel ne sono presenti due da 0,3 megapixel. Le foto possono poi essere stampate per essere viste con un visore di cartoncino.

Un’idea carina, ma che ha un prezzo di ben 70$. Forse un po’ troppo alto per le caratteristiche offerte, anche se il target sono dei bambini.

Via | Endgadget

Takara Tomy, una fotocamera 3D per i più piccoli é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di mercoledì 08 settembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

"Sena" l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski

giovedì, 19 agosto 2010
listen it it "Sena" lAfrica in Bianco & Nero di Devin Tepleski

7204fb31d60f5765772625f8f84efeb8 "Sena" lAfrica in Bianco & Nero di Devin Tepleski

Uomini e donne, vecchi e bambini, famiglie ed esistenze intere immerse in acque bianche e lattiginose, quasi primordiali, come quelle del fiume sacro e vitale che sta per inondare le loro terre costringendoli a migrare per fare spazio ad una diga idroelettrica.

“Sena” (Dove? In lingua Nafaanra) di Devin Tepleski, in mostra fino al 4 settembre (prorogata) nella nuova sede della canadese Lúz Gallery, ritrae il popolo del Ghena che nel 2011 a causa della nuova diga perderà la propria terra, insieme a quel panorama economico e spirituale che li accompagna da secoli.

Un popolo dell’Africa nera immerso in un bianco abbagliante come la disgregazione del loro spazio vitale, un popolo che l’artista canadese ha inquadrato nel suo ampio progetto di laurea antropologica, con lo scopo di mettere in evidenza le proporzioni dell’impatto umano di tali cambiamenti, e di raccogliere fondi per sostenere la sopravvivenza di questi popoli.

L’acquisto di ogni bellissima stampa in edizione limitata, andrà quindi a sostenere i progetti di microfinanza locale e le iniziative educative così importanti per il sostentamento della comunità.

“Sena” l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 19 agosto 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

Appello da Niyamgiri

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

venerdì, 6 agosto 2010
listen it it La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

def8a6f2265a29d5ae5c172748554940 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

La mano dell’uomo di Sebastião Salgado è la mano che raccoglie, scava, costruisce,è il simbolo di culture, lavori ed esistenze raccontate dall’obiettivo e dallo sguardo del grande fotografo brasiliano in più di trenta reportage in giro per il mondo.

Sono mani di uomini, donne e bambini, che raccolgono tè nelle piantagioni del Ruanda e canna da zucchero a Cuba e in Brasile, mani che costruiscono l’Eurotunnel e canali d’irrigazione del Rajasthan. Sono le mani che scendono nelle miniere d’oro della Serra Pelada in Brasile e in quella di zolfo in Indonesia, che si temprano nelle acciaierie in Kazakhstan e in mare, nella tonnara siciliana.

La mano dell’uomo di Sebastião Salgado rimane una preziosa indagine antropologica, consacrata nel 1993 con una mostra ed un libro edito in Italia da Contrasto, che dopo aver fatto il giro del mondo, resterà in mostra con oltre sessanta fotografie in bianco e nero a Palazzo Pardi di Colonnella (TE).

Sebastia?o Salgado La mano dell’uomo
e1495d025465abd3b9cc5047c76f2a0b La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado 92c8f9808c349657d18319386087ca50 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado ad107783078dbad23b4ab2b83a2bf822 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado 0d6ff4b633678b9d995470b120b56f87 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

Una mostra ancora più preziosa alla luce di un’epoca in cui macchine e tecnologia prendono il posto delle mani, curata da Amazonas Images, la struttura autonoma fondata dallo stesso Salgado, e organizzata dal Comune di Colonnella in collaborazione con Contrasto, visitabile fino al 31 agosto 2010.

In questa piccola gallery:

1_La raccoltà del te vicino a Cyangugu, Rwanda, 1991
2_Un gruppo di pescatori partono al mattino presto per la mattanza, Trapani, Sicilia, 1991
3_Una famiglia partecipa, come da tradizione, alla costruzione del canale, Rajasthan, India, 1989
4_le immagini esposte a Palazzo Pardi di Colonnella
5_la locandina della mostra affiancata dalla copertina del libro edito da contrasto

La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado é stato pubblicato su clickblog alle 11:27 di venerdì 06 agosto 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,