In occasione della VIII edizione di FotoGrafia – festival internazionale di Roma, Officine Fotografiche ospita nei suoi spazi la mostra del fotografo reggiano Pietro Millenotti, dal titolo “Impronte sull’acquaâ€. Inaugurazione il 4 giugno 2009 alle 19, alla presenza dell’autore.
Il lavoro è il risultato della indagine fotografica, lunga un anno, condotta da Pietro Millenotti sul territorio che va dalla provincia di Piacenza a quella di Ferrara, seguendo il tracciato del fiume Po. Il progetto è stato completamente realizzato sfruttando un punto d’osservazione privilegiato, quello degli argini maestri che, come mura naturali, separano un naturale da un contaminato. Il fotografo si è mosso su di essi, alla ricerca di simbologie, iconografie, tracce della presenza umana e delle sue attività , e di come queste hanno modificato e trasformato il paesaggio. Da qui ha preso corpo quello che è diventato il tema dominante del progetto: indagare luoghi della memoria, dove presente e passato, primigenio e acquisito coesistono e coabitano, in una sovrapposizione infinita.
Queste immagini si propongono come documentazione di un territorio con profondi bisogni e mancanze, su cui tutti si devono interrogare; fotografia che si pone come testimone che non giudica, ma permette di giudicare.
Pietro Millenotti è nato a Reggiolo (RE) nel 1973. Fotografo non-professionista, nel 2000 ha frequentato il Corso biennale di Regia presso l’Accademia Nazionale Arti Cinematografiche di Bologna. Nel 2007 è stato selezionato per esporre al MUSAE – Museo Urbano Sperimentale d’Arte Emergente (Fidenza – collettiva). Nel 2008 ha esposto alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea del MuVi – Musei di Viadana ed a Fotografia Europea – Reggio Emilia 2008.
Officine Fotografiche Ass.ne Culturale
Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
Tel. +39 06 5125019
www.officinefotografiche.org
inaugurazione giovedì 4 giugno ore 19
dal 5 al 19 giugno 2009 ingresso gratuito con orario
dal lunedì al venerdì 16.00 – 19.30
sabato 10.00 – 13.00
Ufficio Stampa
Elena Giorgieri
press@officinefotografiche.org
ORARI                                    Martedì-Sabato 10/13 – 15.30/19.30
PaciArte contemporary presenta uno dei maggiori artisti Brasiliani di fama internazionale: Mario Cravo Neto.
La sua fotografia attraverso l’eleganza delle linee e la raffinatezza del bianco e nero ci trasporta in una dimensione sospesa ed ovattata, dove i corpi e gli oggetti assumono un aspetto intimo e mistico, trasmettendo un senso di pace.
Le sue opere, realizzate attraverso un chiaroscuro dai toni scurissimi ed un bianco candido, si rivelano con la luce come fossero bassorilievi, in una serie di ritratti che mostrano una faccia del Brasile e le sue tradizioni.
Attraverso corpi che ci ricordano le radici africane di Bahia, una sensualità intrinseca ed un misticismo che richiama il rapporto tra l’uomo e la natura.
La mostra ripercorrerà gli ultimi venti anni del suo lavoro, attraverso le opere più significative, tra le quali ad esempio: Eduardo with dagger, Voodoo Child, Sacrifice II….
lunedì 4 maggio 2009 ore 17.00 Auditorium Museo delle Genti d’Abruzzo
via delle Caserme 22, Pescara
Presentazione del volume BIENNALE DEL PAESAGGIO MEDITERRANEO
Presentazione di
Franco Farinelli, Associazione dei Geografi Italiani
Interventi di
Giuseppe De Dominicis, Presidente della Provincia di Pescara Sante Di Paolo, Assessore all’Ambiente e alla Valorizzazione del Territorio della Provincia di Pescara Pierluigi Della Valle, Direttore Servizio Pianificazione del Territorio Provincia di Pescara Enrico Di Paolo, Architetto Antonio Angelillo, ACMA Centro Italiano di Architettura
Al termine
Forum Lineamenti per la ricostruzione del paesaggio aquilano con relatori, partecipanti alla Biennale, rappresentanti di istituzioni, associazioni di categoria, organizzazioni di base, rappresentanti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – direzione PARC
La pubblicazione dei documenti (contribuiti scientifici, interventi, mostra fotografica, mostre di architettura del paesaggio) presentati alla Biennale del Paesaggio Mediterraneo organizzata dalla Provincia di Pescara nel maggio 2005 rappresenta una opportunità non solo per dialogare con gli organizzatori e i protagonisti di quell’evento ma per contribuire – partecipando attivamente al dibattito – alla costruzione di un punto di partenza consapevole e condiviso per una pianificazione maggiormente attenta al paesaggio e ai beni culturali, in un momento così delicato per l’evoluzione del territorio abruzzese. Oggi più che mai il Mediterraneo rappresenta una metafora della transizione verso la dimensione globale, dell’incrocio dei flussi migratori e del relativo recupero delle identità locali, dello scambio inarrestabile di conoscenze e di tecniche, del riversarsi dei processi economici e produttivi sul supporto geografico.
È necessario che l’auspicata partecipazione delle collettività locali alle procedure che sottendono la tutela e la valorizzazione del paesaggio si trasformino in azioni politiche, in progetti concreti che possano coniugare le attese di sviluppo economico con le qualità della vita (ambientali e culturali) che il Mediterraneo ha finora offerto.
Per informazioni:
ACMA Centro di Architettura via Antonio Grossich 16, 20131 Milano Tel. +39 02.70639293 Fax.+39 02.70639761 acma@acmaweb.com | www.acmaweb.com
Il nuovo Padiglione Italia all’Arsenale, che sarà ingrandito inglobando agli spazi dell’ex Padiglione Italiano un secondo edificio e passerà così dagli attuali 800 mq. a 1.800 mq. di superficie affacciandosi sull’adiacente Giardino delle Vergini, costituirà una delle principali innovazioni della 53. Esposizione della Biennale di Venezia.
Nel comunicare l’elenco degli artisti selezionati, i curatori Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice hanno voluto sottolineare alcuni degli elementi alla base della loro scelta. Innanzitutto la logica da cui la scelta stessa è derivata: “non una semplice selezione di artisti ma una vera e propria mostra, che risponde a un tema specifico, a un concept. Punto di partenza – proseguono i curatori – è l’omaggio a Filippo Tommaso Marinetti, che di Collaudi è il nume tutelare. E’ la vitalità nel presente che ci interessa del Futurismo, prima e unica avanguardia italiana del ’900. Un movimento aperto alla coesistenza di tutti i linguaggi, da quelli storici come la pittura e la scultura, alle sperimentazioni del cinema d’artista, della fotografia, della performance, dei materiali anomali. Questa visione senza barriere precostituite è esattamente quella che abbiamo voluto adottare, prestando molta attenzione alle opere, progettate e realizzate per l’occasione, non al simulacro dell’opera o al nome dell’artista. Il nostro sguardo – concludono Beatrice e Buscaroli – si è concentrato soprattutto sulla generazione dei quaranta-quarantacinquenni, arricchendolo con alcune proposte più giovani e con maestri che rappresentano punti di riferimento visivo e culturale”.
“Applaudo al ritorno del Padiglione Italia – ha dichiarato il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi – raddoppiato negli spazi grazie alla fruttuosa collaborazione con la Fondazione La Biennale di Venezia. La creatività italiana torna così al centro della Esposizione Internazionale d’Arte, recuperando un ruolo cruciale in una fra le maggiori manifestazioni al mondo dedicate al contemporaneo. Ringrazio Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli per il prezioso lavoro finora realizzato e auguro loro ogni successo nel proseguimento dell’opera”.
Il sacrificio restituisce al mondo sacro ciò che l’uso servile ha degradato. (Georges Bataille)
In assenza è frutto di una lunga ricerca antropologica e architettonica. Il lavoro di Alessandro Lanzetta si sviluppa dall’osservazione del paesaggio urbano e del suo rapporto con le persone, i suoi abitanti, attraverso i quali la vera natura dei luoghi viene svelata e realizzata. L’autore, fotografo e architetto, si è mosso alla ricerca di tracce antropiche nel territorio metropolitano e si è soffermato proprio dove l’umano è assente. È l’assenza, infatti, che consente al rimosso di tornare alla luce, come durante una seduta di psicoanalisi.
Come sottolineava Bataille, ogni cosa ha un doppio uso, un uso alto, nobile, idealista, formale e un uso basso, informale e a volte disgustoso. È questa seconda natura che è indispensabile, quella che nelle necessità stringenti ha più peso, che trascina l’altra metà nella sua caduta liberatoria. Questa degradazione è come il sacrificio, che attraverso una alterazione allucinata della realtà conduce cruentamente al suo opposto: il Sacro.
La mostra è composta di undici immagini b/n e di una immagine a colori.
Il Laboratorio Fotografico Corsetti rappresenta la naturale prosecuzione del Laboratorio Fotografico Bassi e Corsetti, fondato nel 1971, che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per i professionisti italiani e stranieri. Il laboratorio è anche uno spazio espositivo e polifunzionale dove vecchie e nuove generazioni della fotografia possono incontrarsi e confrontarsi con workshop, mostre e conferenze.
Venerdì 20 Marzo 2009 alle ore 20,00 sara inaugurata la Mostra Fotografica Personale di Walter Gaberthuel di Roma dal titolo “Vedute e Visioni” presso la Galleria FIAF – Le Gru (Corso Vitt. Emanuele,214) di Valverde (CT).
La mostra, alla presenza dell’Autore, sarà presentata da Giuseppe Fichera (Presidente del G. F. Le Gru), da Enzo Gabriele Leanza (Consigliere Nazionale FIAF), da Santo Mongioì (Delegato Regionale FIAF) e da Pippo Pappalardo (Critico Fotografico); la stessa sarà possibile visitarla tutti i venerdì e lunedì fino al 6 Aprile 2009 dalle ore 20,00 alle ore 21,30.
Ulteriori informazioni sull’attività del Gruppo su www.fotoclublegru.it
I soggetti di partenza si rifanno a un tema classico della fotografia contemporanea dai Becher in avanti: spazi industriali abbandonati e carichi di memorie che la fotografia salva dall’oblio. Tutto il resto – cioè la parte più sostanziale del suo lavoro – è invece una sorta di elogio della mutazione, dove niente sembra stare esattamente al suo posto. Le immagini del giovane Luca Ruberti sono infatti dominate da una fantasiosa indistinguibilità tra realtà e finzione; da una radicale allergia a chiudersi seriose nello specifico fotografico che le trascina verso la pittura e finanche la grafica (si tratta di opere realizzate su legno usando fotografia e pittura acrilica, con aggiunte grafiche a volte quasi
mimetiche, a volte evidenti). Come in Alice nel paese delle meraviglie sono miscelati assieme in modo paradossale il piano razionale della veglia e quello semionirico dei nonsense – , così nelle opere di Ruberti il senso è come minimo doppio, per non dire multiplo, e allo spettatore tocca l’immaginifico compito di dipanare le sue intricate narrazioni multistrato. Egli non rinnega un approccio documentario, ma lo trascina, con la pittura e la fantasia, verso un futuro immaginario ricco di situazioni visive ibride e allegramente surreali. (Gigliola Foschi)
Luca Ruberti nasce a Busto Arsizio nel 1978, lavora a Milano. Nel 2001 si diploma in Comunicazione Visiva e Pubblicitaria. Dal 2002 al 2004 frequenta un master di specializzazione in Design&Multimedia. Dopo una formazione artistica ed un’esperienza da art director in agenzia pubblicitaria, approda negli anni 2007-2008 al mondo fotografico- artistico tramite Istituto Italiano di Fotografia. Nel 2005 vince il Concorso fotografico Internazionale Sappi Magno Intestity Challenge, nel 2008 espone alla Biennale Internazionale di Fotografia Foto&Photo2008 ed entra nella rosa degli artisti che hanno esposto presso il Museo della Permanente di Milano per il concorso
Profilo d’Arte 2008. La sua attività artistica “guarda al presente e al futuro†con occhi avanguardistici e nel contempo melanconici. Tutto ciò che “è stato†fruisce nel presente e viene rivisto, reinterpretato attraverso gli occhi del proprio caractère “HROBOT†per dar vita a una NUOVA realtà .
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Redazione in Cina: Matteo Damiani ( info@cinaoggi.itThis e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ), Dominique Musorrafiti( dominique@cinaoggi.itThis e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ) Hanno collaborato: Massimiliano Carponi ( massimiliano@cinaoggi.itThis e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ), Anouk Lim ( anouk@cinaoggi.itThis e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ), Alessandro De Toni, Valentina Pedone, Felix Shöber, Johannes Baumgartner, Chen Huiming (modella), Dogone (disegno del fumetto) Fotografie: Matteo Damiani, Felix Shöber, Xiao A, H. G. Esch RMJM, Atkins Architects, Massimiliano Carponi, Alessandro De Toni, iStock Ringraziamenti: Ambasciatore d’Italia in Cina Riccardo Sessa, Paola Paderni, Yan Yan Mak, Marco Ceresa, Carsick Cars, Zhou Mengtai, Xiao A, Sergio Piero, Atkins Architects, RMJM
Titolo: Fotologie. Scritti in onore di Italo Zannier A cura di: Nico Stringa Editore: Il Poligrafo Collana: Miscellanea Pagine: 450 Formato: 17 x 24 cm Illustrazioni: in bianco e nero e a colori Codice ISBN: 88-7115-522-X Prezzo (di copertina): 32,00 Euro
In questi saggi, dedicati alla figura e all’opera di un pioniere nel campo degli studi sull’arte fotografica come Italo Zannier, il posto centrale non poteva che essere occupato proprio dalla fotografia – e dalle molteplici relazioni che questa disciplina intrattiene con le più disparate espressioni artistiche: dalla pittura al cinema, dall’arte dei mosaici alla letteratura…
Ecco, quindi, che emergono nei differenti contributi le tante possibili sfaccettature dell’universo fotografico: l’interesse di autori come Verga, Belli, Henry James per questa nuova arte; uno sguardo alla variegata produzione di pittori e di fotografi contemporanei (Fenton, Vender, Bresolin…); un’incursione nella “filosofia del paesaggio†secondo Georg Simmel; un’analisi dei rapporti tra la fotografia italiana e la pittura metafisica; un parallelo tra la fotografia e le raffigurazioni musive medievali; la scoperta dei “dagherrotipi†del Liceo Foscarini di Venezia; una riflessione sulla tutela giuridica della fotografia come bene culturale; una ricognizione dei libri e delle riviste fotografiche in Italia dal dopoguerra ai giorni nostri; un’esame dell’indimenticabile figura di “Paparazzo†nella Dolce Vita di Fellini…Un affresco complesso e multiforme che oltre a evidenziare il valore della fotografia come autonomo strumento espressivo, ne sottolinea i legami con le principali correnti artistiche.
Tra i contributi presenti nel volume: Peter Galassi, Renato Barilli, Pietro Gibellini, Mario Isnenghi, Marina Miraglia, Paolo Puppa, Lionello Puppi, Vittorio Sgarbi…
Nico Stringa è docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Ca’ Foscari.