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Articoli marcati con tag ‘bianco e nero’

È arrivato il tempo di fotocamere dotate di App

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it È arrivato il tempo di fotocamere dotate di App

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Quelle che noi chiamiamo App, intendendo piccole applicazioni, hanno ormai invaso il mondo attraverso tablet, smartphone e persino portatili e netbook. Ci riproponiamo allora una domanda che ci gira in testa da un po’ di tempo. Perché le fotocamere, nonostante la tecnologia di cui sono dotate, ne sono prive?

Tutti i sistemi attuali sono in realtà dei sistemi chiusi. Il software è sviluppato solo dal produttore e nessuno può metterci mano, anche se non mancano alcuni casi di modding esterno riusciti come il CHDK per le compatte Canon, Magic Lantern per la Canon 5D mark II ed il firmware modificato per le Panasonic GH1. Purtroppo rappresentano una rarità anziché una normalità.

Provate ad immaginare la possibilità di poter installare app anche sulla vostra fotocamera (reflex, evil o compattona) scegliendo quella che meglio si adatta alle vostre esigenze. Gli sviluppatori indipendenti o software house potrebbero proporre delle applicazioni in grado di aggiungere funzionalità, mentre i fotografi avrebbero la possibilità di far fare alla propria fotocamera esattamente quello che desiderano.

Il risultato sarebbe piuttosto ovvio. Più scelta, più funzioni e la possibilità di limare il nostro workflow perdendo meno tempo. Pensate magari ad un HDR fatto con un numero di scatti scelto da voi, oppure il bracketing per espandere la profondità di campo e perché non qualche opzione per creare dei bianco e nero direttamente dalla fotocamera? I limiti sono solo la vostra fantasia e le prestazioni hardware.

Il lavoro di sviluppo non sarebbe neanche così impegnativo perché esistono già sistemi operativi che si possono usare senza troppi problemi per l’adattamento come Android. Basterebbe scrivere qualche libreria che consenta di accedere al sistema di messa a fuoco automatico, alle funzioni che regolano l’esposizione ed i supporti fisici su cui scrivere. A quel punto lo schermo diventerebbe obbligatoriamente touch-screen, ma sulla reflex sarebbe opportuno mantenere comunque tasti funzione rapidi per non dover staccare l’occhio dal mirino.

Si potrebbe pensare anche all’integrazione di una scheda WiFi per una maggiore integrazione con i software di elaborazione che girano sul proprio computer. Le possibilità sono decisamente interessanti non appena si inizia a vedere il software che gira sulla fotocamera come un elemento personalizzabile a piacimento.

Alla base della questa scelta di mantenere le fotocamere come delle scatole chiuse ed impenetrabili potrebbe esserci il nazionalismo giapponese che non vede di buon occhio i prodotti esterni. Già ora con l’elettronica l’import, anche se viene rimarchiato, supera la produzione interna. Basterebbe essere un po’ lungimiranti per venire premiati dai fotografi e fotoamatori di tutto il mondo.

Portando questo all’estremo si può vedere la fotocamera come un semplice gruppo di obiettivo e sensore che si collega, via WiFi, al vostro portatile o computer per l’elaborazione vera e propria. Qualcosa di simile a quello che abbiamo già visto con il Wireless Viewfinder Interchangeable Lens
.

Continuando su questo filone i fotografi di eventi potrebbero, quindi, posizionare fotocamere più economiche e gestirle tutte da una singola posizione attraverso un portatile od un tablet.

Alla fine la domanda è molto semplice. Se con i cellulari si può fare quel che si vuole, perché le altre fotocamere non offrono lo stesso grado di flessibilità? Voi cosa vorreste poter fare con la vostra macchina fotografica?

Via | Hp

È arrivato il tempo di fotocamere dotate di App é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di giovedì 10 marzo 2011.

 È arrivato il tempo di fotocamere dotate di App
 È arrivato il tempo di fotocamere dotate di App

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 È arrivato il tempo di fotocamere dotate di App

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Workshop di Glamour a Roma 10/04 "la donna dei primi del 900"

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it Workshop di Glamour a Roma 10/04 "la donna dei primi del 900"

Max Giorgetta e Andrea Scardigli
Organizzano: Domenica 10 Aprile 2011 A Fiumicino (Roma)
Workshop indoor in Residenza Storica
La donna dei primi del 900

Progetto: luci H. Newton e il bianco e nero nel glamour

L’evento è rivolto a tutti i fotoamatori ed appassionati di fotografia, è richiesta la massima serietà da parte dei partecipanti ed è richiesta la maggiore età.
Per garantire la massima serietà non saranno ammessi accompagnatori o visitatori.
L’organizzazione si riserva il diritto di variazioni a causa di problematiche tecniche, o non da noi dipendenti. I partecipanti saranno a numero chiuso, max 10 fotografi a sessione saranno formati 2 gruppi di 5 e seguiti da 1 docente.
L’evento consisterà in 1 sessioni di scatto dedicati allo shooting estemporaneo in un contesto ambientato in una residenza storica con 1 modella professionista e sotto la guida di 2 fotografi esperti
Il progetto prevede 3 location con la modella e rispettivi cambi di trucco, lingerie ed accessori.
Inizio lavori alle ore 9,00 con Blondie modella professionista, che poserà per voi, nel contesto scenografico dei locali storici, il tutto illuminato con luce continua a 3200° K, potenza complessiva 8000w, e fine lavori alle 15,00 per chi vuole finire velocemente oppure alle 14,00 per chi vorrà restare per completare i lavori della giornata.

Generi: Portrait, glamour, topless
Location Hotel Chopin : a Fiumicino – sito: http://www.chopinaeroportofiumicino.com/
Per chi volesse, possibilità di pernottare in loco, c/o B&B a partire da 60 – maggiori info e foto della location e modella: www.maxgiorgetta.it/workshopb.htm

1 sessioni di scatto di 4 ore
Il Make-up e air stylist: sarà curato da MUA professionista, Roberta Carella.

Programma:
dalle 9,00 alle 9,15: Arrivo partecipanti, registrazione e presentazione e fasi preliminari, raggrupamento fotografi
dalle 9,15 alle 10,00: sarà possibile fotografare durante il Make-up inoltre daremo nozioni sulla gestione della luce in interno, per capire, interpretare e portare a proprio vantaggio i continui cambiamenti della luce …e delle ombre, introduzione alle location e modalità di scatto;
dalle ore 10,00 alle 14,00 – 1° sessione shooting Glamour, lingerie, portrait, topless e durante lo shooting affronteremo il tema dal punto di vista interpretativo mettendo la tecnica al servizio della creatività, verranno allestiti 3 set fotografici;
dalle 14,00 alle 14,30 Buffet – e cambio makeup
dalle 14,30 alle 15,30 lezione di fotoritocco con Photoshop cs5- verrà dimostrato come intervenire sulle immagini in post produzione – docente Max Giorgetta
alle 15,30 fine lavori e saluti

Costo: € 150,00 una sessione
Obbligo versamento del 50% alla prenotazione, per essere sicuri del posto, non saranno effettuate prenotazioni senza acconto. Le modalità del versamento vi verranno comunicate all’atto della prenotazione. Viene rilasciata liberatoria per scopi non commerciali
Per prenotazioni e info:info@maxgiorgetta.it oppure 388 5873872 Max

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Corso di Photoshop

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it Corso di Photoshop

Titolo Evento: Corso di Photoshop
Autore: Nimahel
Data Evento: 25 Marzo 2011 (Evento singolo giornaliero)

Laboratorio Photoshop per fotografi – 25 e 26 marzo 2011

Un laboratorio di Photoshop per fotografi finalizzato all’apprendimento degli strumenti base dell’elaborazione delle immagini digitali con il flusso di lavoro tipico della post produzione delle fotografie. E’ destinato a chiunque voglia apprendere gli aspetti fondamentali della post produzione per migliorare la qualità di un’immagine lavorando sul contrasto, sulla luce, sul colore, per la trasformazione in bianco e nero.

Durata: 9 h – ripartite in due giorni: 25 e 26 marzo 2011

Data e orari:

- Venerdì 25 marzo 2011 dalle 18.30 alle 20.30

- Sabato 26 marzo 2011 dalle 9,30 alle 17.30 (con interruzione dalle 13 alle 14)

N. massimo partecipanti: 10. Le iscrizioni si effettuano fino ad esaurimento dei posti disponibili.

PROGRAMMA:

CAMERA RAW

- Apertura del file con Camera Raw

- Nozioni di base su Camera Raw e differenze con il formato Jpg

- Ritocco di base con Camera Raw

- Effettuare il ritocco di base agendo su singole aree

- Profili di colore

PHOTOSHOP

- Foto storta o proporzioni errate: raddrizzare l’immagine e aggiustare le distorsioni della lente

- Ritocco generale (menu Regolazioni)

- Modificare il contrasto della luce

- Lavorare sul colore

- Lavorare con il bianco e nero

- Ritocco di precisione: strumenti toppa, timbro e pennello correttivo

- Ritocco di precisione: metodi di selezione

- Ritocco di precisione: strumenti avanzati

- Filtri ed effetti avanzati

- Tecniche avanzate per il ritratto

- Strumenti utili

- Salvataggio dell’immagine

Costi:

Quota di partecipazione: 70 € per gli iscritti alla Associazione Culturale Prospettiva 8

Per chi volesse iscriversi alla Associazione: http://www.prospettivaotto.it/associazione/iscrizione.asp

Per partecipare al Laboratorio di Photoshop:

Inviare una mail a corsi@prospettivaotto.it, unitamente alla ricevuta del versamento di 40 € come acconto di prenotazione che dovrà essere effettuato entro il 20 Marzo 2011, sul conto intestato alla Associazione Culturale Prospettiva 8, IBAN: IT03J0200805119000401392715

(causale: Laboratorio PS 25/26 marzo 2011).

L’unico requisito richiesto per la partecipazione è un pc con Adobe Photoshop installato.

Il Laboratorio sarà svolto solo previo raggiungimento del numero minimo di 6 partecipanti secondo una scelta irrevocabile dell’Associazione Prospettiva 8. In caso di annullamento, gli iscritti che avranno versato la quota di partecipazione saranno rimborsati per la quota versata.

Docenti: Gabriele Negri e Marco Esposito

Luogo di svolgimento del Laboratorio: sede della Associazione Prospettiva 8

Link al programma sul sito dell’Associazione http://www.prospettivaotto.it/attivita/attivita.asp?id=55

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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Alternating Weekends di Warren Harold

sabato, 5 marzo 2011
listen it it Alternating Weekends  di Warren Harold

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Oggi per molti inizia il weekend, una pausa dal lavoro e dagli impegni del tram tram quotidiano (tran tran sarebbe in effetti la forma corretta per questa espressione, ma non ditelo al mio cervello ‘errante’ che ogni volta che la sente sente sferragliare i tram), ma anche un momento da dedicare a se stessi e a tutto quello che abbiamo trascurato durante la settimana, e se sei reduce da separazioni anche quella famiglia che condividi con l’ex partner.

Io non so cosa significa essere figlio di una coppia divisa perché i miei hanno continuato a farsi la guerra senza mai lasciarsi, e forse anche per questo non saprò mai cosa significa essere un genitore divorziato, però tutti quelli che conosco e hanno sperimentato una delle due condizioni o entrambe, sembrano aver accusato il colpo, e spesso condiviso weekend e quotidianità a senso alternato.

Figlio di separati dall’età di sei anni, senza un rapporto con il padre, e genitore divorziato con figli, Warren Harold sembra il candidato ideale per esplorare consuetudini, sfumature e stati d’animo di questa particolare condizione degli affetti familiari, attraverso un progetto in progress dedicato proprio a questi Alternating Weekends, che condivide con un figlio nato dal suo precedente matrimonio.

Alternating Weekends
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Un weekend di circa 28 ore che Warren trascorre con il suo bambino che vive a 50 miglia di distanza, in un rapporto che cerca di recuperare quello padre-figlio che lui da figlio non mai avuto e suo figlio non deve assolutamente perdere, un rapporto tanto nuovo per entrambi da spingere l’uomo e il fotografo a documentarlo con questi scatti in bianco e nero, per coglierne e assaporarne dinamiche e peculiarità. In bocca al lupo Warren!

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Alternating Weekends di Warren Harold é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di venerdì 04 marzo 2011.

 Alternating Weekends  di Warren Harold
 Alternating Weekends  di Warren Harold

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 Alternating Weekends  di Warren Harold

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Una foto che poteva salvare molte vite

martedì, 1 marzo 2011
listen it it Una foto che poteva salvare molte vite

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Qui in copertina vedete una foto che è stata scattata da un agente in borghese del servizio segreto inglese ad un arabo sotto sorveglianza nel 2004. Entrambi i soggetti raffigurati sono responsabili degli attacchi terroristici del 7 luglio del 2005 a Londra. Addirittura il personaggio sulla destra era il capo della cellula terroristica.

La foto in bianco e nero e malamente scontornata è quella inviata all’FBI per farla vedere ad un infiltrato in Al Queda. È evidente che era praticamente impossibile riconoscere qualcuno con un lavoro del genere. Quello che si sta cercando di capire in Gran Bretagna è perché sia stata inviata un’immagine del genere quando sappiamo tutti che nel 2004 anche i software più economici erano in grado di effettuare lavori migliori.

Evitando questo errore si sarebbero potute salvare tutte le persone vittime degli attacchi del 7/7.

Via | AmateurPhotographer

Una foto che poteva salvare molte vite é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di lunedì 28 febbraio 2011.

 Una foto che poteva salvare molte vite
 Una foto che poteva salvare molte vite

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 Una foto che poteva salvare molte vite

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I, Tokyo di Jacob Aue Sobol

sabato, 19 febbraio 2011
listen it it I, Tokyo di Jacob Aue Sobol

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Avendolo avvistato di recente in libreria, e in quella on line del Claxton Projects, che come di consueto ne fornisce una slide da sbirciare, colgo l’occasione per segnalare I, Tokyo di Jacob Aue Sobol, edito da Dewi Lewis, e da Peliti Associati nella versione italiana.

Un viaggio da sfogliare, nel ventre di una società affollata da individui anonimi e solitari, che vivono pigiati senza sfiorarsi, dormono in loculi degni di un’astronave, e attraversano gli stessi vicoli che devono aver ispirato la graduale trasformazione in uomo-macchina del visionario e claustrofobico Tetsuo di Shinya Tsukamoto.

Un lungo viaggio compiuto dal fotografo danese nelle ‘viscere’ di una Tokyo piena di individui morbosamente confinati nelle proprie intimità ed esistenze, che dalla strada ai momenti privati, emergono da un bianco e nero denso e vitale, raccolto in un libro conturbante, vincitore del Leica European Publishers’ Award nel 2008.

Un libro che vi consiglio di sfogliare alla prima occasione utile o direttamente on line sul sito del fotografo, in quello della Yossi Milo Gallery di New York che lo rappresenta, e ovviamente nella libreria delle meraviglie del Claxton Projects, appena aggiornata con una copia del 1974 della Diane Arbus di Doon Arbus e Marvin Israel.

I, Tokyo di Jacob Aue Sobol é stato pubblicato su clickblog alle 08:10 di sabato 19 febbraio 2011.

 I, Tokyo di Jacob Aue Sobol
 I, Tokyo di Jacob Aue Sobol

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 I, Tokyo di Jacob Aue Sobol

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Hedi Slimane: da Diary ad Anthology of a Decade, da Fragments Americana a California Dreamin

venerdì, 18 febbraio 2011
listen it it Hedi Slimane: da Diary ad Anthology of a Decade, da Fragments Americana a California Dreamin

9ee27b8cc8a621879c336c30aada02d8 Hedi Slimane: da Diary ad Anthology of a Decade, da Fragments Americana a California Dreamin

Alcuni individui prendono appunti per non dimenticare, altri per avere il tempo di riflettere con calma su impressioni e sensazioni, Hedi Slimane da tempo tiene un diario fotografico dove finiscono tutti gli stimoli scovati da una personalità tanto eclettica quanto le attività a cui si dedica.

‘Appunti visivi’ sulla scena musicale, artistica e della moda, da quella più alta a quella di strada, che non fanno discriminazione tra lo scrittore Gore Vidal (nella foto), Robert De Niro, cultura giovanile, o un bicchiere mezzo pieno (o mezzo vuoto), e lasciano il blog per fare un giretto in mostra, e diventare protagonisti delle 240 pagine di Anthology of a Decade, edita da JRP Ringier.

La stessa varietà di ritratti, stimoli e suggestioni, rigorosamente in bianco e nero, saranno esposti con Fragments Americana, all’Almine Rech Gallery di Bruxelles, dal 25 febbraio al 26 marzo, mentre l’Almine Rech Gallery di Parigi ospiterà California Dreamin, Myths and legends of los Angeles, e la collettiva di opere realizzate da Dennis Hopper, Joel Morrison, Mike Kelley e John Baldessar, a cura di Hedi Slimane, dal 26 febbraio al 26 marzo 2011.

Hedi Slimane: da Diary ad Anthology of a Decade, da Fragments Americana a California Dreamin é stato pubblicato su clickblog alle 16:56 di giovedì 17 febbraio 2011.

 Hedi Slimane: da Diary ad Anthology of a Decade, da Fragments Americana a California Dreamin
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 Hedi Slimane: da Diary ad Anthology of a Decade, da Fragments Americana a California Dreamin

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“Visions” di Simone Cecchetti: dalla Emozioni della Musica a quelle della Fotografia

mercoledì, 16 febbraio 2011
listen it it “Visions” di Simone Cecchetti: dalla Emozioni della Musica a quelle della Fotografia

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L’energia sprigionata dal Live, e tutte le vibranti performance ed emozioni catturate sui palchi di mezzo mondo da Simone Cecchetti, tornano protagoniste di un viaggio nella musica che si fa immagine, e di una mostra piena di fotografie che grondano musica.

“Visions” che emergono da un bianco e nero denso e vivido come la notte, colori scelti per esaltare le ombre, messe a fuoco che sottraggono, sfocature dinamiche che esaltano le emozioni in divenire, ed ebbrezze che non passano tanto presto.

Percezione, visione mistica, allucinazione .. protagoniste di 50 scatti in concerto e immagini musicali che continuano a trasmetterne le vibrazioni, esposti alla galleria d’arte Ex Roma Club Monti dal 16 al 27 febbraio 2011, e raccolti nel The Book del quale potete già sfogliare on line qualche pagina.

La lista degli ospiti è lunga e intrigante, dai R.E.M. al Teatro degli Orrori, passando per Pj Harvey, Madonna, Lady Gaga .. se volete conoscere Simone approfittate del vernissage, domani 16 febbraio dalle ore 18.00 nella galleria del Rione Monti, l’ingresso è libero, le immagini coinvolgenti, e se passate cercatemi, io sarò quella cut-tiva.

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“Visions” di Simone Cecchetti: dalla Emozioni della Musica a quelle della Fotografia é stato pubblicato su clickblog alle 17:00 di martedì 15 febbraio 2011.

 “Visions” di Simone Cecchetti: dalla Emozioni della Musica a quelle della Fotografia
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 “Visions” di Simone Cecchetti: dalla Emozioni della Musica a quelle della Fotografia

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Julie Blackmon & l’aniverso ludico in bianco e nero di Mind Games

martedì, 1 febbraio 2011
listen it it Julie Blackmon & laniverso ludico in bianco e nero di Mind Games

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Dopo aver apprezzato l’universo ludico di Domestic Vacations, e i nuovi ‘quadri di interni ed esterni con bambini’, realizzati da Julie Blackmon con la stessa ironia, dose di colore e di introspezioni ispirate dalle opere del pittore olandese Jan Steen, mi sono concessa una passeggiata nel mondo in bianco e nero di Mind Games.

Un mondo popolato da giovani sirene in piscina di gomma, Bubble Girl con tutù e hula hoop, sentieri di gesso, girotondi di stoffa, sandwich di gelato e lo stesso piccolo avventuriero in mutandine e mantello della serie predente.

Un mondo meno surreale ma altrettanto onirico e giocoso, per il quale la fotografa di Springfield ha utilizzato un registro cromatico che ha il pregio di restituire tutta l’intensità e spensieratezza della quotidianità a misura di bambino, profondamente debitrice di un immaginario fantastico che non conosce limiti.

Mind Games
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Julie Blackmon & l’aniverso ludico in bianco e nero di Mind Games é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di martedì 01 febbraio 2011.

 Julie Blackmon & laniverso ludico in bianco e nero di Mind Games
 Julie Blackmon & laniverso ludico in bianco e nero di Mind Games

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 Julie Blackmon & laniverso ludico in bianco e nero di Mind Games

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Ray K. Metzker, Intimations alla Laurence Miller Gallery di New York

sabato, 29 gennaio 2011
listen it it Ray K. Metzker, Intimations alla Laurence Miller Gallery di New York

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Tra gli sguardi più densi e articolati volti alla complessità urbana e alle sfumature che la caratterizzano, quello di Ray K. Metzker ha il pregevole merito di scovare prospettive e dinamiche intriganti mettendo a fuoco il contrasto tra fasci di luce accecante e distese di ombra impenetrabile.

Un campionario sofisticato di astrazioni e contrasti, antitesi e riflessioni, che rappresentandolo la Laurence Miller Gallery di New York propone con Intimations, e una selezione delle immagini che hanno già fatto un bel tour europeo con Light Lines, dalla netta distinzione tra universo maschile e femminile colta a Philadelphia nella serie City Whispers, alle meravigliose astrazioni di Cicago loop, che hanno lo stesso fascino conturbante delle architetture sghembe e proto-futuristiche dell’espressionismo tedesco.

Una bella occasione per esplorare da vicino gli elementi grafici che scandiscono la quotidianità, insieme alle rifrazioni che ne moltiplicano la complessità, l’elegante equilibrio tra luce e buio, ma anche le tonalità di grigio metropolitano, che scandiscono i ritmi non solo cromatici dell’anonimato urbano.

Intimations
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Per ulteriori approfondimenti e prolungare il piacere della visione, consiglio anche le 288 pagine tutte da sfogliare di Light Lines, scandite da un’accurata cronologia e arricchite da 245 immagini in bianco e nero, un saggio di William Ewing e una conversazione di Metzker con Nathalie Herschdorfer.

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Ray K. Metzker, Intimations alla Laurence Miller Gallery di New York é stato pubblicato su clickblog alle 16:52 di venerdì 28 gennaio 2011.

 Ray K. Metzker, Intimations alla Laurence Miller Gallery di New York
 Ray K. Metzker, Intimations alla Laurence Miller Gallery di New York

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 Ray K. Metzker, Intimations alla Laurence Miller Gallery di New York

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In the Street con Helen Levitt

venerdì, 28 gennaio 2011
listen it it In the Street con Helen Levitt

 

Sperando lo gradiate quanto me, oggi resto in strada, quella che attira consensi e critiche, insieme a stimoli e ispirazioni, fotografata per anni da Helen Levitt.

Una bella passeggiata in the street con una neworkese come la Levitt, affascinata dalla cultura di strada che si affaccia dalle finestre, suona sui marciapiedi, affolla cabine telefoniche e gradini, gioca o disegna l’asfalto con i gessetti.

Un universo metropolitano in bianco e nero e a colori, pieno di vita e sfumature, inquadrato on the road con la sua Leica 35mm e uno sguardo attento ad ogni particolare del quotidiano, che potete sfogliare anche nello straordinario In The Street: chalk drawings and messages, New York City 1938-1948.

Va precisato che in questo genere di video che veicolano reperti iconografici, per quanto apprezzabili, spesso di fa un po’ di confusione con la paternità delle fotografiche, come nel caso del video della Levitt che gli attribuisce foto non sue come:

Black boy in hat and brown overalls
Allie Mae Burroughs, By Walker Evans
Black woman at podium
Wedding picture

In ogni caso prima di lasciarvi a questo secondo video che ho trovato on line, e non è immune dagli stessi errori, vi invito ad esplorare la gallery di immagini della fotografa americana ospitate dalla Laurence Miller Gallery, che la rappresenta, e alla quale tornerò presto a dedicare la mia attenzione.

 

In the Street con Helen Levitt é stato pubblicato su clickblog alle 15:30 di giovedì 27 gennaio 2011.

 In the Street con Helen Levitt
 In the Street con Helen Levitt

 In the Street con Helen Levitt  In the Street con Helen Levitt

 In the Street con Helen Levitt

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Sulla strada con Laurent Roch

venerdì, 28 gennaio 2011
listen it it Sulla strada con Laurent Roch

Perfettamente in sintonia con passioni, inclinazioni e sguardi erranti, la strada che ci piace tanto, sorprendente e avvincente, spesso uguale e sempre diversa, è la protagonista indiscussa di questa slide di scatti in bianco e nero di Laurent Roch, dedicati agli incontri casuali, ai vicoli solitari, ai passanti incuranti e alle esistenze vagabonde, ai riflessi delle fontane e delle vetrine ..

Sulla strada con Laurent Roch é stato pubblicato su clickblog alle 12:27 di giovedì 27 gennaio 2011.

 Sulla strada con Laurent Roch
 Sulla strada con Laurent Roch

 Sulla strada con Laurent Roch  Sulla strada con Laurent Roch

 Sulla strada con Laurent Roch

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