Scrivi un articolo su questo Blog (Log In)
Nikon Club Italia Canon Club Italia Sony Alpha Community Fuji Club Italia REGISTRATI

Nota bene: l'accesso ai forum in elenco va effettuato con le stesse credenziali (email e password) in quanto fanno parte dello stesso Network


Articoli marcati con tag ‘bambini’

Perchè anche i Dadaisti mi sono sempre stati simpatici

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it Perchè anche i Dadaisti mi sono sempre stati simpatici
c1eca6a11eae3f7996cc787738547e04 Perchè anche i Dadaisti mi sono sempre stati simpatici
C. Madoz, 1998

Io ADORO Chema Madoz. E se c’è chi dice che fotografare un frigo di notte non ha senso, figuriamoci cosa dirà di uno che mette i piatti nella griglia di un tombino! Pazienza. Madoz che sa mettere così in discussione gli oggetti, chissà con i pensieri cosa farà! Questo stile puro, sobrio, “serio” dà un risvolto del tutto personale al delizioso sense of humour di questo fotografo spagnolo. Le sue immagini sembrano dire: “Io faccio still life, semplici still life”: è così e allo stesso tempo sono un’interpretazione del mondo, della vita.
Vedete, in questo periodo storico di precarietà globale, non solo lavorativa, penso che se non ci fosse stata quella cosa lì, io sarei morta, quella cosa lì è l’ironia, è la capacità di “muovere i pensieri”, di reinventarsi, di rimescolare le carte, di non accettare quelle che stanno sul banco. Prendiamoci la libertà di mandare al diavolo tutto ciò che è prestabilito, “che è così perché è così”, “perchè il mondo gira così” ah sì? Bene, io giro dall’altra parte. Fate almeno una volta all’anno qualcosa che non ha senso: urlate a squarciagola in motorino, fate la linguaccia ai bambini in metropolitana, ballate sotto la pioggia, fotografate spazzolini da denti dentro a vasi di piante. Qualcosa che ci dia il senso – ecco qui giustamente – di essere vivi e non replicanti. Whatever works.


fdd5137faf9846a4dff7a65ab2cb204b Perchè anche i Dadaisti mi sono sempre stati simpatici
C. Madoz, 1998
6e5ddd7962ded17570457ca474241610 Perchè anche i Dadaisti mi sono sempre stati simpatici
C. Madoz, 1995
fc96782cb33d1f44170b54b1a8dee1c2 Perchè anche i Dadaisti mi sono sempre stati simpatici
C. Madoz, 1995
 Perchè anche i Dadaisti mi sono sempre stati simpatici
C. Madoz, 1995

234e2 2825144264345807491 8596804497599955966?l=aboutaphoto.blogspot Perchè anche i Dadaisti mi sono sempre stati simpatici

Autore Articolo: Anna Mole
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Come le telecamere ci possono rubare l’anima

giovedì, 24 febbraio 2011
listen it it Come le telecamere ci possono rubare lanima

La fotografia è in grado di catturare l’anima delle persone attraverso le loro espressioni che fanno trasparire le emozioni di un attimo.

Purtroppo nel mondo moderno si tende ad esasperare certi comportamenti con effetti che sono ben visibili a tutti. Il filmato qui sopra racconta una storia vera che dovrebbe farci riflettere molto.

Alcuni bambini hanno realizzato delle finte videocamere di cartone ed hanno iniziato ad atteggiarsi come se fossero dei reporter d’assalto e morbosi. In poco tempo hanno iniziato a non comportarsi più come bambini, ma come network in competizione fra loro dimenticando di essere bambini e volendo imitare i grandi.

Via | PetaPixel

Come le telecamere ci possono rubare l’anima é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di giovedì 24 febbraio 2011.

 Come le telecamere ci possono rubare lanima
 Come le telecamere ci possono rubare lanima

 Come le telecamere ci possono rubare lanima  Come le telecamere ci possono rubare lanima

 Come le telecamere ci possono rubare lanima

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Tom Stone: American Outsiders

venerdì, 5 novembre 2010
listen it it Tom Stone: American Outsiders

7b1a8abb562dde21a40255e1ee9a1804 Tom Stone: American Outsiders

Volti segnati dagli stenti e dalla strada, sguardi sopraffatti da bisogni ed mozioni, dalla Patrizia di Matteo Bastianelli agli American Outsiders di Tom Stone, una delle cose più difficili è guardare in faccia la realtà e le facce che la portano impressa.

Tom Stone ha raccolto per anni una gallery strabiliante di ritratti dei poveri che vivono sulle strade di San Francisco, volti e storie di ogni uomini e donne di ogni età, invecchiati e stanchi, o solo debilitati da handicap, di giovani allo sbando o alla ricerca di qualcosa di migliore, ma anche famiglie con bambini che si sono ritrovate senza un tetto sulla testa.

Vite ai margini come quella di “Beavis”, a braccia grondanti sangue nella home page del fotografo, che al momento si è liberato dell’eroina ma continuerà a portarne i segni per tutta la vita, volti in mostra dal 6 al 9 novembre 2010 alla DNJ Gallery di Los Angeles, per non dimenticarci di guardare in faccia tutti quelli che incrociamo lungo la strada.

American Outsiders
942fb2a426fc3b9f665e1ce80bb796e6 Tom Stone: American Outsiders 30dcc4ca516ae04a4e131e73b3935ec5 Tom Stone: American Outsiders 83713b87cbd9d308953116aab6ce8b37 Tom Stone: American Outsiders 98f73cb901e3366eca2890ebd365f241 Tom Stone: American Outsiders

7cc15d6a618e3b099549a8c1574810aa Tom Stone: American Outsiders bbb52358a313662d028f33e37b3fd7cd Tom Stone: American Outsiders 9d40409f5870f2e9c23e1694c8b5c20d Tom Stone: American Outsiders ef41c185076e950b1ec3d2a805256138 Tom Stone: American Outsiders

Tom Stone: American Outsiders é stato pubblicato su clickblog alle 12:49 di venerdì 05 novembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

lunedì, 18 ottobre 2010
listen it it Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

b658ff1b761366946b50def1834d7935 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Appagando contemporaneamente le mie passioni per l’Africa, gli studi antropologici, la fotografia e le pubblicazioni fotografiche, oggi dedico una segnalazione ad Angela Fisher e Carol Beckwith, che da oltre trenta anni vivono a stretto contatto con le etnie indigene africane cercando di preservarne rituali e memorie che rischiano di scomparire.

Dopo tante foto e pubblicazioni straordinarie dedicate a quei riti e quelle tradizioni tribali millenarie, che la loro fondazione African Ceremonies Inc è impegnata a sostenere con i proventi di vendite e iniziative, alla pregevole collezione si aggiunge una nuova pubblicazione sui Dinka del Sudan Meridionale.

Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan, arricchire peraltro lo scaffale della Modernbook Editions, con immagini e i rituali di un popolo straordinario che ha prosperato con l’allevamento e il commercio di bestiame, fino a quando la guerra civile del Sudan ne ha messo a rischio usi e costumi. Immagini entusiasmanti in mostra alla Modernbook Gallery di San Francisco fino al 27 novembre, che grazie a loro potete sbirciare in questa gallery.

Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan
7402cceccbe50908cdd1c4ff5bfe3575 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan c6abee5a00047ab440cd53b21700c042 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan a30e8dcbbc1b6dbe1fc756a6b38e999e Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan af7684bc4e07930863c877ca53ac037d Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Nelle immagini, un popolo con un profondo legame fisico e spirituale con la terra e gli animali, e una devozione per le loro mucche dalle grandi corna addirittura leggendaria.

Una tribù di pastori che per anni ha proliferato in un territorio esteso tra il Nilo Bianco e gli affluenti Bahr el Ghazal a occidente e il Sobat a oriente, fra i distretti di Wau e Bor, dormendo e vivendo in mezzo alla mandria, dando ai bambini il nome dell’animale preferito dal genitore, e soffiano nella vagina delle mucche per favorirne la fertilità.

Un popolo infinitamente bello, se mi concedete l’espressione, proprio in virtù dei suoi colori e tradizioni, e quella pelle tanto nera come l’ebano quanto ‘bianca’, da guadagnarsi il termine di “ghostly” (fantasma) tra i primi esploratori, perché cosparsa della cenere bianca di sterco bovino per preservarla da morsi di insetti e malaria (la stessa con la quale si puliscono i denti), suggestivamente in linea con termini come “jieng” e “mony-jang”, ovvero “men of men”, con i quali i Dinka si fanno chiamare. Il fatto che sia altissimi, flessuosi e belli come dei, ovviamente contribuisce.

eb89f0e5e4c1fd851b809493e3faca07 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 2e7626c83c43f4059b4acae2832054b7 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 50d37ae79bcb7e3a193efe73f341aa80 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan bf7b168126b6161cf27324e652321c21 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Il libro edito da Rizzoli Usa nello scorso settembre, con i resoconti delle due fotografe e l’introduzione di Francis Deng, attuale consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite sulla prevenzione del genocidio, e le copie da collezione disponibili da ottobre in cofanetti impreziositi da una stampa a scelta tra le cinque contemplate (nell’ultima immagine della gallery), sono un po’ costosi, ma se pensate che il ricavato andrà a sostenere queste stesse comunità e le preziose tradizioni che rischiano di perdere, i prezzi in rapporto a quelli di questo genere di pubblicazioni appaiono irrisori, oltre che ben spesi.

e59b3683505d1bfa1fa51f0a16f6c14d Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan e66d509e3dfd2b72fdedf0da09eb5e1d Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 3b2898432321312d0ef836c59c319957 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 30defa3d1cd23301c3dcf81e45b95079 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

 

Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan é stato pubblicato su clickblog alle 13:10 di lunedì 18 ottobre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

"L’Afganistan, la guerra" di Francesco Cocco

lunedì, 11 ottobre 2010
listen it it "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco

c8742719a90bbae9b124530eb115f902 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco

Sono bambini quelli che guardano l’orizzonte di Kabul da una delle colline che dominano la città, una città piena di macerie vista dall’alto, dove le cicatrici e il paesaggio trivellato dalla guerra sembrano lontani.

L’orrore della guerra, le cicatrici delle sue vittime e un paesaggio abitato da sopravvissuti, sono i reali protagonisti del reportage realizzato da Francesco Cocco negli ospedali di Emergency in Afganistan, tra Burqa e Kalashnikov, e della mostra L’Afganistan, la Guerra ospitata al Museo Diocesano di Milano fino al 28 ottobre.

La mostra, realizzata in collaborazione con Contrasto, offre allo sguardo 24 immagini in bianco e nero, storie di vite spezzate, e un reportage sulla reale portata di oltre trent’anni di guerra su un paese allo stremo, forse troppo manipolato digitalmente per aggiudicarsi il XIII° Premio Internazionale di Fotografia Umanitaria Luis Valtueña, concesso e poi revocato, ma non per questo meno eloquente.

L’Afganistan, la Guerra
83b62aabaf810748db26890cae0ff1d6 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco 228d8817269a8ae87835b701ece73c98 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco e697a5cdabcd156499e1ad200bb66e24 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco 52fa177bdf9c68ff78f616b96afcc135 "LAfganistan, la guerra" di Francesco Cocco

“L’Afganistan, la guerra” di Francesco Cocco é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di sabato 09 ottobre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Robert Doisneau lungo la strada: "Dal mestiere all’opera" a "Palm Springs 1960" al Forma di Milano

mercoledì, 29 settembre 2010
listen it it Robert Doisneau lungo la strada: "Dal mestiere allopera" a "Palm Springs 1960" al Forma di Milano

Che tengo lo sguardo sulla strada, su chi la attraversa e fotografa, quanto sulle esplorazioni della quotidianità più casuale e spesso sorprendente, lo avete capito da tempo, quindi potete immaginare con quanta emozione posso accogliere non una ma due mostre dedicate a Robert Doisneau.

Un grande interprete di questo genere di fotografia, improvvisata o preparata come nel caso de Le Baiser de l’Hotel de Ville, ma sempre vitale, divertita, contagiosa ed emozionante, al quale la Fondazione Forma di Milano rende omaggio con due mostre nate dalla collaborazione con la famiglia Doisneau e la Fondation Cartier-Bresson di Parigi.

Un’occasione impedibile per attraversare le strade di Parigi in bianco e nero, tra amanti e bambini, ogni genere di passante e mezzo di trasporto, e quelle a colori della californiana Palm Springs, Dal mestiere all’opera a Palm Springs 1960, fino al 17 novembre.

Robert Doisneau lungo la strada: “Dal mestiere all’opera” a “Palm Springs 1960″ al Forma di Milano é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 29 settembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Takara Tomy, una fotocamera 3D per i più piccoli

mercoledì, 8 settembre 2010
listen it it Takara Tomy, una fotocamera 3D per i più piccoli

b78a953b08b65a2e59fc674a32709e8f Takara Tomy, una fotocamera 3D per i più piccoli

Il produttore nipponico di giocattoli per bambini Takara Tomy ha annunciato una fotocamera 3D per i più piccoli.

Non può registrare video ed anziché due sensori da 10 megapixel ne sono presenti due da 0,3 megapixel. Le foto possono poi essere stampate per essere viste con un visore di cartoncino.

Un’idea carina, ma che ha un prezzo di ben 70$. Forse un po’ troppo alto per le caratteristiche offerte, anche se il target sono dei bambini.

Via | Endgadget

Takara Tomy, una fotocamera 3D per i più piccoli é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di mercoledì 08 settembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

"Sena" l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski

giovedì, 19 agosto 2010
listen it it "Sena" lAfrica in Bianco & Nero di Devin Tepleski

7204fb31d60f5765772625f8f84efeb8 "Sena" lAfrica in Bianco & Nero di Devin Tepleski

Uomini e donne, vecchi e bambini, famiglie ed esistenze intere immerse in acque bianche e lattiginose, quasi primordiali, come quelle del fiume sacro e vitale che sta per inondare le loro terre costringendoli a migrare per fare spazio ad una diga idroelettrica.

“Sena” (Dove? In lingua Nafaanra) di Devin Tepleski, in mostra fino al 4 settembre (prorogata) nella nuova sede della canadese Lúz Gallery, ritrae il popolo del Ghena che nel 2011 a causa della nuova diga perderà la propria terra, insieme a quel panorama economico e spirituale che li accompagna da secoli.

Un popolo dell’Africa nera immerso in un bianco abbagliante come la disgregazione del loro spazio vitale, un popolo che l’artista canadese ha inquadrato nel suo ampio progetto di laurea antropologica, con lo scopo di mettere in evidenza le proporzioni dell’impatto umano di tali cambiamenti, e di raccogliere fondi per sostenere la sopravvivenza di questi popoli.

L’acquisto di ogni bellissima stampa in edizione limitata, andrà quindi a sostenere i progetti di microfinanza locale e le iniziative educative così importanti per il sostentamento della comunità.

“Sena” l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 19 agosto 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

Appello da Niyamgiri

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

venerdì, 6 agosto 2010
listen it it La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

def8a6f2265a29d5ae5c172748554940 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

La mano dell’uomo di Sebastião Salgado è la mano che raccoglie, scava, costruisce,è il simbolo di culture, lavori ed esistenze raccontate dall’obiettivo e dallo sguardo del grande fotografo brasiliano in più di trenta reportage in giro per il mondo.

Sono mani di uomini, donne e bambini, che raccolgono tè nelle piantagioni del Ruanda e canna da zucchero a Cuba e in Brasile, mani che costruiscono l’Eurotunnel e canali d’irrigazione del Rajasthan. Sono le mani che scendono nelle miniere d’oro della Serra Pelada in Brasile e in quella di zolfo in Indonesia, che si temprano nelle acciaierie in Kazakhstan e in mare, nella tonnara siciliana.

La mano dell’uomo di Sebastião Salgado rimane una preziosa indagine antropologica, consacrata nel 1993 con una mostra ed un libro edito in Italia da Contrasto, che dopo aver fatto il giro del mondo, resterà in mostra con oltre sessanta fotografie in bianco e nero a Palazzo Pardi di Colonnella (TE).

Sebastia?o Salgado La mano dell’uomo
e1495d025465abd3b9cc5047c76f2a0b La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado 92c8f9808c349657d18319386087ca50 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado ad107783078dbad23b4ab2b83a2bf822 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado 0d6ff4b633678b9d995470b120b56f87 La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado

Una mostra ancora più preziosa alla luce di un’epoca in cui macchine e tecnologia prendono il posto delle mani, curata da Amazonas Images, la struttura autonoma fondata dallo stesso Salgado, e organizzata dal Comune di Colonnella in collaborazione con Contrasto, visitabile fino al 31 agosto 2010.

In questa piccola gallery:

1_La raccoltà del te vicino a Cyangugu, Rwanda, 1991
2_Un gruppo di pescatori partono al mattino presto per la mattanza, Trapani, Sicilia, 1991
3_Una famiglia partecipa, come da tradizione, alla costruzione del canale, Rajasthan, India, 1989
4_le immagini esposte a Palazzo Pardi di Colonnella
5_la locandina della mostra affiancata dalla copertina del libro edito da contrasto

La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado é stato pubblicato su clickblog alle 11:27 di venerdì 06 agosto 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Progetto Einstein per aiutare i bambini profughi

giovedì, 15 luglio 2010
listen it it Progetto Einstein per aiutare i bambini profughi

2ff95e01bb39db9e2fb33b263fea1699 Progetto Einstein per aiutare i bambini profughi

Il Progetto Einstein è nato come un corso fotografico per i giovani di un campo profughi in Bangladesh. Il nome è stato scelto da uno dei partecipanti perché “nonostante Einstein fosse un profugo è riuscito a fare grandi cose”.

Ora il progetto si è espanso in altri stati come Sud Africa, Thailandia, Haiti e Guatemala e cerca di insegnare ai giovani in condizioni difficili l’arte e le tecniche per immortalare la propria terra. Alla fine del corso i lavori realizzati sono mostrati sia alla comunità locale sia a quella globale attraverso internet.

Lo scopo è quello di fornire a giovani una voce con cui farsi sentire per quanto riguarda i temi dell’educazione, diritti e sviluppo.

Via | BoingBoing

Progetto Einstein per aiutare i bambini profughi é stato pubblicato su clickblog alle 15:00 di martedì 13 luglio 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

“Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile

fa7f311449ce520c66e5608018a72232 “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile

Mentre la malnutrizione infantile continua a debilitare e uccide il presente e il futuro di bambini disseminati in giro per il mondo, la campagna internazionale e multimediale “Starved for Attention: il cibo non basta” di Medici Senza Frontiere (MSF) e VII Photo con il sostegno di LG Electronics, cerca di denunciare con documentari e reportages una crisi dimenticata che peggiora giorno dopo giorno.

Nel tentativo di porre in evidenza le cause meno note della malnutrizione e approcci innovativi per affrontarla, la campagna propone storie e immagini raccolte dai fotografi dell’agenzia VII, Marcus Bleasdale, Jessica Dimmock, Ron Haviv, Antonin Kratochvil, Franco Pagetti, Stephanie Sinclair e John Stanmeyer, in quei luoghi dove il problema è più sentito.

Immagini e storie che arrivano da Bangladesh, Burkina Faso, Repubblica Democratica del Congo, Gibuti, India, Messico e Stati Uniti, portate in giro per il mondo con una campagna itinerante, partita da New York il 2 giugno, che farà tappa il 23 giugno 2010 al Forma di Milano insieme ai fotografi di VII Photo: Franco Pagetti e Jessica Dimmock, raggiungendo il 1 ottobre il Festival di Internazionale a Ferrara.

Starved for Attention: il cibo non basta
ff40116083a47674933de52127f66eeb “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile 84235a233eff7b4a10c6db742ba16712 “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile e3e824a03784ef19c681704fc52b8ebd “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile 112d0a6f878ecc7b9d793afce1d8cd82 “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile

dbc48a08398f96ab590a42f893a0bca6 “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile 20cc02a02ddffe00164528a46292d381 “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile 512b19526359c36a0d4cffde2ed2ac56 “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile e6ada43d252dec392dd1e719507c975c “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile

“Starved for attention” è una campagna itinerante sostenuta dal supporto finanziario di LG Electronics e dalla fornitura di televisori di ultima generazione INFINIA per proiettare i mini-documentari che accompagnano la mostra dei reportage, pubblicati on line sul sito ogni settimana, per sette settimane, sito dove è anche possibile sostenere la campagna firmando la petizione globale dal titolo “Vincere la malnutrizione: il tempo di agire è ora”.

0831cb244dc211840d857975c1956f9a “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile 19ab76a667d7311c444d4c435426e416 “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile 733681cca2cd7a3ad5d240c41bacce5a “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile 2d3c7e9888bd353066df763c064d0ead “Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile

“Starved for Attention: il cibo non basta”: la campagna contro la malnutrizione infantile é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 21 giugno 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Questo sito è protetto dallo Spam / Scam / furto dati personali, grazie all'integrazione delle API di Stop Forum Spam.

Tutelare tutti gli iscritti ogni giorno e in tempo reale è la nostra missione.

Al momento nel database ci sono oltre 15 milioni di IP ed email fraudolente bloccate.