Fotografie di Tommaso Bonaventura, Stefano Cerio, Lorenzo Cicconi Massi, Daniele Dainelli, Massimo Siragusa, Angelo R. Turetta
29 marzo – 23 aprile 2011
Officine fotografiche
Inaugura martedì 29 marzo alle 18:30 presso la sede di Officine fotografiche a Roma la mostraPiù falso del vero. Fotografie di Tommaso Bonaventura, Stefano Cerio, Lorenzo Cicconi Massi, Daniele Dainelli, Massimo Siragusa, Angelo R. Turetta. La mostra, a cura di Alessandra Mauro, è organizzata da Soluzioni Arte in collaborazione con Contrasto.
Le diciotto immagini esposte propongono una serie di progetti visivi che giocano con la sottile linea di confine tra la verità e l’illusione.
Siamo portati a credere che la fotografia sia rappresentazione fedele della realtà, quando invece il confine fra inganno e finzione, vero e autentico, è molto più labile e si nasconde dietro le lenti dell’obiettivo e nelle scelte delle inquadrature. È invece necessario superare l’idea che la fotografia riproduca l’oggetto della sua indagine così com’è poiché, come dice Michele Smargiassi, questo linguaggio “non è in grado di mentire negando il vero” ma più spesso lo fa affermando il falso, creando delle visioni che se per certi aspetti restano fedeli al reale, per altri sono terribilmente infedeli.
In mostra ci sono i bagnanti di Cicconi Massi, che fluttuano per le spiagge dell’Adriatico in una luce tanto abbagliante da renderli forme visibili, quasi senza dimensione fisica; le ville e i giardini di Massimo Siragusa, sempre in bilico tra rappresentazioni oniriche e visioni della realtà.
Del resto, i sosia di Mao ritratti da Tommaso Bonaventura sono certamente veri, come veri sono gli edifici che Stefano Cerio ha ripreso nelle periferie delle nostre città ma che risultano talmente falsi da finire per esserlo veramente.
E se siamo disposti a riconoscere come finzione la messa in scena dei set cinematografici di Angelo Turetta, possiamo dichiarare veramente false anche le immagini di Daniele Dainelli, che riprendono scene bucoliche incollate in grandi poster metropolitani, lungo i muri di una città caotica come Pechino.
Ognuno a suo modo, i sei diversi autori hanno cercato di raccontare l’ambiguità ma anche la meraviglia che l’illusione della realtà può creare davanti all’obiettivo fotografico per la gioia dei nostri sensi, pronti a lasciarsi consapevolmente ingannare dalla fotografia. “Vi chiedo di non credere più ciecamente alle fotografie, vi chiedo però di credere ancora nelle fotografie”
Domenica 28 giugno 2009 alle ore 18,30 verrà inaugurata presso le sale di palazzo Tarallo a Ballarò “Ventodarte”, la mostra personale di Kino Mistral, artista milanese che esporrà così nella sua città d’elezione . L’esposizione sarà visitabile dal 28 giugno al 18 luglio.
Il 28 giugno alle ore 18,30 si terrà un vernissage durante il quale sarà offerto agli ospiti dai partners dell’evento una litografia 30×20 dell’Artista, una borsa in tela di Pandolfo con il rinfresco di Pizzo&Pizzo e con i vini Tenuta Mariano, etichetta vinicola siciliana vicina all’Arte e alla cultura. Durante l’evento verrà inoltre distribuita una copia omaggio del volume di Andrea Camilleri “Maruzza Musumeci” edito da Sellerio, la storia di un giovane e ricco pittore, alla ricerca di un amore autentico.
Ventodarte vuole rivivere l’intera esperienza artistica di Kino Mistral in un percorso scandito da quaranta dipinti che delineano lo stile acquisito dal maestro negli anni vissuti lontano da Milano. Nelle opere sono rintracciabili le influenze della Pop Art e quelle dell’ Espressionismo Astratto, frutto del soggiorno a New York e dell’incontro con Andy Warhol e Robert Rauschenberg, il tutto filtrato dal profondo amore per i costumi e i vividi colori siciliani della “sua” Palermo e dalla sua attività di architetto. Queste ultime due esperienze spiegano perfettamente, come afferma il critico Aurelio Pes, l’attrazione per le «fluorescenze artificiali e intense» l’attribuzione di un «risalto talora metallico e fortemente incisivo ai tratti umani, agli oggetti, ai paesaggi urbani, alle dure torsioni delle strutture meccaniche ed architettoniche».
Al vernissage sarà presentata la rivista Zero91, nuovo mensile Siciliano.
Partner fondamentale della galleria Artem di Palermo per la promozione di Kino Mistral è Pietro Barbaro Group, da sempre vicino all’attività del pittore.
 Il vortice frenetico che avviluppa normalmente le nostre esistenze impedisce l’attenzione di soffermarsi sul mondo in cui viviamo causando un pericoloso deficit di riflessioni indispensabili per una vita serena e costruttiva.
Atomi di cosmo impazzito, rimbalziamo senza una ragione plausibile perdendo di vista la bellezza di quei particolare che quotidianamente si presentano innanzi ai nostri occhi e con i quali potremmo arricchire il tesoro dell’anima. Fino a quando qualcuno, con calma e purezza, questo compito lo svolge in nostra vece regalandoci immagini che riportano i sensi in quella realtà spesso inafferrabile.
Renato D’Agostin è il demiurgo di questa apparentemente nuova esistenza e, con il silenzio della fotografia, recupera la nostra attenzione ammantandola di pace e serenità . Infatti, non è soltanto la bellezza di queste opere a stupirci: con la stessa intensità , il messaggio in esse contenuto, diventa immediatamente un invito a riprendere l’autentico controllo dell’esistenza. Scatti che da un’anima provengono e a tante altre si rivolgono, arricchendole con il garbo, la raffinatezza e l’esperienza e l’esperienza che, nonostante la giovane età , il nostro artista ha già accumulato riscuotendo successo e gratificazioni degne di chi, oltre che con la testa, lavora con il cuore. Fabrizio Boggiano
“Anestetizzato dal tempo che mi rende costantemente cosciente del momento reale delle cose, ascolto il silenzio che mi porta lontano dalle forme come scontate cornici degli oggetti, dai momenti come scontati attimi di una successione reale, dalla sintonia degli elementi che caratterizzano tutto ciò che mi circonda. Attimi di silenzio lineare e costante mi spingono ad indagare su qualcosa che ho visto altre volte, in altre prospettive, ma non ancora in quella, non ancora da quel punto di vista che mi emoziona, che suscita stupore per il non conosciuto, non vissuto, o non visto.
Escludo elementi che possano datare le due dimensioni dell’immagine, che possano far riferimento a quel luogo e momento, comprendendone altri che ne sintetizzano la forma.
Percezioni provenienti dalla strada e rielaborate in termini di spazio, forma, tonalità .
Percezioni dal mondo dove la realtà oggettiva, fisica dei luoghi perde i suoi contorni allineandosi ad all’altro mondo dai contorni sfocati dove vi è la ricerca di uno spazio immaginario, dove corpi mossi meccanicamente oscillano o ruotano, descrivendo figure per via cinetica.
E tutto rimane ovattato nello stesso silenzio.†Renato D’Agostin
Renato D’Agostin nasce nel 1983 a San Donà di Piave (Ve) e inizia la carriera di fotografo a Venezia nel 2001. L’atmosfera della città alimenta e accresce la sua curiosità nel catturare situazioni al limite del reale. Con lo stesso occhio fotografico nel 2002 compie un viaggio attraverso le capitali dell’Europa occidentale e rimane affascinato dalla città di Parigi. Tornato in Italia frequenta l’Istituto Italiano di Fotografia a Milano e inizia a collaborare con lo studio di produzione Maison Sabbatini. Nel 2005 frequenta il corso di Fine Print all’International Center of Photography di New York e nel 2006 è assistente di Ralph Gibson. Nel 2007 Renato D’Agostin presenta Metropolis alla Leica Gallery di New York. In Metropolis le cognizioni spaziali e temporali della città si trasfigurano, liberando immagini surreali e oniriche legate alle viscere emotive del nostro inconscio collettivo, spazio che Renato ha saputo cogliere e indagare con estrema acutezza. La purezza dei particolari sottolinea con forza aspetti che sfuggono alla visione comune, dimostrando come il bello risieda ovunque; anche nei luoghi inaspettati. Questa è la sua prima personale in Italia.
Inaugurazione giovedì 12 marzo dalle 18.00 alle 21.00
dal 13 marzo al 19 marzo 2009,  dal mercoledì al sabato 15.30 - 19.30 e su appuntamento VISION QUEST Contemporary Photography
Piazza Invrea 4r, 16123 Genova
Tel. 010 265629 – 3397534993  www.visionquest.it   info@visionquest.it
Nell’ inviare il comunicato stampa della mostra Carlo Mollino: a occhio nudo, vi ricordo che i vostri clienti hanno diritto all’igresso al MNAF con Bg. ridotto e lo sconto del 10% sul catalogo della mostra in corso e sugli altri volumi editi dalla F.lli Alinari24ore e Fondazione Alinari per la Storia della Fotografia .
Nell’occasione della Mostra di Mollino il prezzo del catalogo, già scontato del 30% ( 28,00 euro invece di 40,00), costerà 25,00 euro.
Fratelli Alinari
Fondazione per la Storia della Fotografia
CARLO MOLLINO – A OCCHIO NUDO L’OPERA FOTOGRAFICA 1934 -1973
Edito da: Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia
Distribuito da: Alinari 24 ORE
Collana: Monografie
A cura di: Fulvio e Napoleone Ferrari
Caratteristiche tecniche: formato cm 24×31, 184 pagine, 140 fotografie.
Rilegato in brossura.Testi in italiano e inglese
L’opera di Mollino è costituita sempre da “pezzi uniciâ€, sia che si tratti di mobili che di fotografie. L’elitario architetto non produsse mai alcuna edizione delle sue immagini e firmò nella sua vita meno di 40 fotografie, copie uniche spesso ritoccate.
Attraverso 140 opere che vanno dal 1936 al 1973, ed alcuni disegni e materiali storici a loro legati, il volume svela i “mondi fotografici†di Mollino: l’architettura, lo sci e, sopratutto, l’importante corpus dei ritratti femminili, scanditi da tre nette cesure temporali: l’anteguerra, gli anni ’50 e le Polaroid negli anni ’60/’70.
Fin dagli anni ’30 Mollino appunta la sua attenzione a cogliere il senso della fotografia, della sua specificità , che è ben disgiunta da quella della pittura. L’argomento è tutt’altro che scontato in quella prima metà del ‘900 e con grande perizia Mollino lo affronta e lo risolve, con i molti temi che toccano questa “nuova†arte.
Mollino, professore presso il Politecnico di Torino, fonda un laboratorio di fotografia nella Facoltà di Architettura. Considera la fotografia come opportuno strumento per intervenire ancora sulle proprie opere edificate esaltando con ogni artificio tecnico e persino letterario l’autentico spirito dei suoi interni e degli edifici.
Il vero soggetto delle sue fotografie appare essere costituito, salvo alcune eccezioni tra gli anni 30-40, esclusivamente da ritratti femminili ed è specificatamente molliniano nel suo nascondimento (Mollino “viveva†di notte, faceva perdere le sue tracce, non rispondeva volentieri al telefono). Sappiamo oggi che in decenni di lavorio fotografico egli non ha semplicemente ritratto modelle, ma ha preparato, per noi, il Messaggio dalla sua Camera Oscura: il progetto di una donna composta da centinaia di visi, di corpi e di espressioni. E’ una donna esclusivamente fotografica, l’autentico amore di Mollino.
Prezzo di copertina €uro 40,00                                  ISBN 978-88-95849-05-8 COD. EDV0058
Giorgio de Polo
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Titolo: Omaggio a Milano Testo di: C. Castellaneta Editore: Fratelli Alinari Pagine: 88 Fotografie: 40 fotografie stampate in bicromia
Carta patinata opaca
Legatura cartonata con rivestimento in Imitlin e sovracoperta a colori plastificata opaca Testi: in italiano e inglese Formato: 25 x 20 cm ISBN: 88-7292-481-2 Prezzo (di copertina): 25,00 Euro
Titolo: Memorie del Grand Tour nelle fotografie delle collezioni Alinari Testi di: V. Jolivet Editore: Fratelli Alinari Prefazione di: C. H. Favrod Pagine: 158 Fotografie: 168 fotografie in quadricromia
Rilegato in tela con sovracoperta Formato: 28×24 cm Codice ISBN: 88-7292-500-2 Prezzo (di copertina): 45,00 Euro
Con l’invenzione della fotografia le vedute dei monumenti si moltiplicano molto velocemente ed i siti archeologici italiani, frequentati da due secoli dai viaggiatori del “Grand Tourâ€, diventano motivo di predilezione dei fotografi, in particolare dei Fratelli Alinari.
Il volume ripercorre alcune fra le tappe principali del “Grand Tourâ€: dal nord al sud dell’Italia, da Susa a Segesta, fa scoprire al lettore l’immenso anfiteatro di Verona, Roma, mille volte glorificata, tra Palatino, Foro, Colosseo, Villa Adriana, il Tempio della Sibilla di Tivoli, le vestigia di Ercolano e soprattutto Pompei, che svela la sua immensità , i suoi interni decorati e anche i suoi morti, fissati nell’eternità , ma anche Paestum ed i suoi templi immersi nella solitudine o i siti della Sicilia ancora più selvaggi. Immagini singolari, portatrici allo stesso tempo di informazioni ed emozioni, tra lo scenario antico “autentico†ed il quadro pittoresco del XIX secolo, che sono le prime rappresentazioni di questi luoghi, che oggi percorriamo da turisti agiati, guide e macchine fotografiche alla mano, assai raramente da soli.
Titolo: Omaggio a Lecce Testi di: G. Indennitate Editore: Fratelli Alinari Lingua: Italiano e Inglese Pagine: 88 Fotografie: 40 fotografie stampate in bicromia
Rilegato in tela con sovracoperta Formato: 25 x 20 cm Codice ISBN: 88-7292-506-1 Prezzo (di copertina): 25,00 Euro
Titolo: Omaggio a Napoli Testi di: T. Marrone Editore: Fratelli Alinari A cura di: G. Lo Russo Lingua: Italiano e Inglese Pagine: 88 Fotografie: 40 fotografie stampate in bicromia
Rilegato in tela con sovraccoperta. Carta patinata opaca Formato: 25×20 cm Codice ISBN: 88-7292-509-6 Prezzo (di copertina): 25,00 Euro