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Il programma del corso prevede lezioni teorico-pratiche durante le escursioni, meeting serale con proiezioni, presentazione di attrezzature e accessori utili per la fotografia naturalistica.
UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI
domenica, 22 novembre 2009“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

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Mostra fotografica: “Cinecittà , il Cinema e altre illusioniâ€
sabato, 3 ottobre 2009 COMUNICATO STAMPA
Inserita nel ricco programma di
“Movieclub Film Festivalâ€
“Cinecittà , il Cinema e altre illusioniâ€
L’esposizione video-fotografica ideata da David Cardarelli, Emanuele Venditti e Alessandra Battaglia, rimarrà aperta fino al 10 ottobre 2009. La mostra, che vede figurare, tra i consulenti i nomi illustri di Giuseppe Berardini, Sofia Scandurra e Peppino Tomassi, è ospitata presso le sale del Circolo Culturale “R.Simeoni†(via Barberini n.28, Palestrina, Roma).
L’evento si configura come ideale prosecuzione della prima edizione del Movieclub Film Festival, il festival del cortometraggio organizzato dall’associazione culturale Movieclub Film.
Il percorso della Mostra è strutturato in tre grandi e spaziose sale, ed un ingresso curato nei minimi dettagli: oltre a maxi teli raffiguranti celebrità cinematografiche e registi di successo, si potrà ammirare la statua – riproduzione- del David di Donatello, premio assegnato in occasione di importanti riconoscimenti. Un viaggio culturale, un excursus nel mondo del cinema già a partire dalla Prima sala, allestita con dei ritratti di star di Hollywood e nostrane celebrità , immortalate dallo scatto del giornalista- telecineoperatore RAI Timoteo Salomone.
Esposti anche pezzi unici legati alla realizzazione delle pellicole cinematografiche di svariati anni fa: dalla “camera oscura portatile†, al libro dei sogni di Federico Fellini ed una collezione di francobolli “limited edition†con i volti più noti del cinema a cinque stelle.
Ci sono poi monitor, apparecchi audio video, a testimoniare quella “rivoluzione digitale†che ha permesso a molti di potersi cimentare con opere prime a costo praticamente zero, incentivando gli appassionati di cortometraggi.
Nella sala centrale, detta della Trifora, campeggia il suggestivo allestimento di una dozzina di gigantesche stampe su tela che ripropongono scene tra le più evocative del cinema italiano. Ultima, ma non meno importante la sala che accoglie la galleria di abiti, costumi ed accessori dedicati sia al mondo del cinema che a quello del teatro.
Gli organizzatori di “Cinecittà , il Cinema e altre illusioni†sono riusciti a portare, nel cuore di Palestrina, una serie di costumi autentici indossati da attrici ed attori che hanno fatto la storia del cinema, a cui si alternano creazioni di sartoria, realizzate per il teatro dal giovane costumista Nico Capogna.
In continuità con il Movieclub Film Festival, sarà inoltre possibile, su prenotazione, visionare alcuni cortometraggi della prima edizione della kermesse che ha riscosso grandissimo successo, con oltre 160 opere pervenute, 24 giunte in finale, 6 premiate dalla giuria del concorso, 1 da quella popolare e 3 menzioni speciali.
Nel corso delle proiezioni riservate alle scolaresche, vari ospiti e collaboratori della Mostra interverranno a commentare i cortometraggi.
Organizzazione a cura di
Associazione Culturale Movieclub
www.movieclubfilm.it
e-mail: info@movieclubfilm.it
Luogo
Circolo Culturale “R.Simeoniâ€
Barberini n.28, Palestrina, Roma
Orari
tutti i giorni (inclusi i festivi) dalle 10.00 alle 13.00
Pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00
ingresso libero
Chiusura
10 ottobre 2009
Visione cortometraggi a carattere didattico riservati alle scuole del Movieclub Film Festival
Solo su prenotazione
Referente Alessandra Battaglia
Tel. 3332570942
Addetto stampa
Roberta Spinelli
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Corso di Fotografia di Giulio di Meo
mercoledì, 30 settembre 2009
Corso di reportage fotografico Saharawi di Giulio di Meo
Programma e costo
Il corso prevede la permanenza nei campi profughi della Wilaya di El Ayoun. Gli studenti saranno ospiti presso le famiglie saharawi, in modo da conoscere da vicino le condizioni e le tradizioni di questo popolo. Il primo giorno, dopo la sistemazione e le presentazioni, verranno visionati i portfoli dei vari studenti e successivamente illustrate le tecniche e i consigli utili per introdurci nel mondo della fotografia sociale. Ogni giorno si andrà in giro per i campi profughi, tuffandosi in pieno deserto, nella quotidianità di questo splendido popolo; entreremo nelle loro tende, ascolteremo le loro storie, assaporeremo l’aroma dei loro buonissimi thè pronti ad imprimere su sali sensibili le nostre/loro emozioni. Dedicheremo poi le serate all’editing del lavoro svolto, discutendo e confrontando le varie fotografie. Da qui selezioneremo insieme le immagini che diventeranno alla fine il frutto del nostro viaggio. Ogni studente, comunque, alla fine del corso dovrà raccontare con un gruppo d’immagini la sua personale esperienza. Sarà inoltre realizzata una presentazione video con i migliori scatti dei partecipanti. La quota di partecipazione è di 1.500 euro e comprende viaggio, vitto e alloggio, assicurazione e spostamenti interni e ogni altro costo riferito alla realizzazione del corso in loco (sono esclusi i materiali dei singoli partecipanti mentre sono compresi tutti i materiali di gruppo). Al rientro in Italia, i migliori scatti saranno utilizzati per comporre una mostra fotografica che sarà promossa all’interno del circuito Arci.
Progetto “Deserto Rosaâ€
Una parte della quota sarà utilizzata per la seconda parte del progetto “Deserto Rosaâ€, con il completamento del laboratorio di fotografia digitale nella Scuola Olof Palme della Wilaya di El Ayoun.
Contenuti del Corso:
Lezioni Teoriche (2 lezioni di due ore):
o Introduzione al reportage; definizione e distinzione delle forme in cui si sviluppa il reportage, cenni di storia del reportage, sviluppo della fotografia documentaria in Europa e in USA;
o Il reportage del quotidiano, il “fattore umanoâ€, la fotografia di strada, il reportage delle piccole cose, il fotografo delle situazioni “normali†della gente “normaleâ€;
o Il comportamento del fotografo, il rispetto di chi si fotografa, il dialogo e la socializzazione con i soggetti, la spontaneità dei soggetti;
o La costruzione della storia, la soggettività sociale e politica, l’oggettività ;
Editing (4 lezioni di due ore):
• Sedute di critica e selezione.
Lezione Pratiche:
Uscite fotografiche giornaliere dalla mattina al tramonto.
Periodo: 26 Dicembre 2009- 03 Gennaio 2010
(date da confermare)
Info: www.attivarci.it www.giuliodimeo.it
campidilavoro@arci.it info@giuliodimeo.it

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La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri a favore della ILO 169
martedì, 22 settembre 2009
La mano di Raffaella e di una donna boscimane
La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà , senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)â€
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità , assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensivaâ€
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agireâ€
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 â€
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà , uguaglianza, sicurezza e dignità ; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.â€
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.â€
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. â€
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corsi e workshop di fotografia
sabato, 5 settembre 2009Dalla Lettura delle immagini alla progettazione di un Portfolio
Seminario a cura di Sandro Iovine
Direttore della rivista Il fotografo
Saper leggere un’immagine fotografica è ancor più importante della capacità di realizzare una fotografia tecnicamente corretta. Gli aspetti tecnici infatti si possono agevolmente acquisire con un po’ di pratica o addirittura affidandosi agli automatismi. Diverso il discorso della progettualità che conduce allo scatto e soprattutto alla fase di selezione, vero momento in cui il fotografo amatore, o professionista che sia, deve mettere a frutto la sua capacità di riconoscere gli scatti significativi da quelli non funzionali all’espressione delle sue idee. Saper analizzare con un metodo le fotografieche realizziamo e quelle degli altri ci conduce ad un continuo perfezionamento del nostro modus operandi e il saper ragionare in forma preventiva consente di ottenere contenuti leggibili in modo chiaro da chiunque, per la progettazione di un portfolio.
E’ prevista la visione dei lavori dei partecipanti, con commento critico.
Quota di partecipazione a titolo di rimborso spese euro 50,00
Il seminario si terrà una domenica pomeriggio di ottobre 2009, full immersion.
La data sarà comunicata agli iscritti entro la metà del mese di settembre 2009.
. Lettura Periodica dei Portfolio
Selezione Fotografi Emergenti Rassegna 2010
Tra le finalità prioritarie dell’A.F.I., vi è quella di promuovere la giovane fotografia, selezionando autori, under 35, da proporre in una rassegna annuale dal titolo: “ Fotografi Emergenti Italiani â€.
A tale scopo, nel periodo settembre-dicembre 2009, saranno programmati una serie di’incontri di lettura dei portfolio, con l’intento di scegliere i lavori più meritevoli da presentare nel 2010 alla villa Pomini.
I colloqui si terranno su appuntamento, prenotando la propria lettura con gli esperti A.F.I., telefonando o scrivendo ai riferimenti sotto riportati.
Per informazioni e iscrizioni:
Corso di Paesaggio: tel. 347 5902640 e-mail: claudio.argentiero@alice.it
Corso Base: tel. 340 2603726 (ore 13/14 – 18/21) e-mail: fiorenzopellegatta@tiscali.it
Corso Base Digitale: tel. 348 4045892 e-mail: fabio_preda@yahoo.it
Corso Ritratto e Glamour: tel. 347 5902640 e-mail: claudio.argentiero@alice.it
Seminario con Sandro Iovine: tel. 347 5902640 e-mail: claudio.argentiero@alice.it
Lettura periodica Portfolio: tel. 347 5902640 e-mail: claudio.argentiero@alice.it
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CHANGING FLORENCE
sabato, 5 settembre 2009DEAPHOTO STAFF – CHANGING FLORENCE

Trasformazioni dell’area metropolitana fiorentina.
Si inaugura Giovedì 15 Ottobre alle ore 19 presso il Padiglione Fureria della
Fortezza da Basso di Firenze, la mostra fotografica “CHANGING FLORENCEâ€.
Il progetto, a cura di Deaphoto Expo, presenta nell’ambito del Festival della
Creatività 2009 “Città – Future City†(dal 15 al 18 Ottobre alla Fortezza da
Basso di Firenze), una indagine visiva sulle trasformazioni architettoniche,
urbanistiche, economiche e sociali dell’area metropolitana fiorentina. I progetti degli
otto fotografi del Deaphoto Staff (Sandro Bini, Giovanni De Leo, Simone Cecchi,
Paolo Contaldo, Filippo Brinati, Michelangelo Chiaramida, Lorenzo Rugiati, Silvia
Berretta) cercano di cogliere le dinamiche del mutamento in atto, in relazione
all’importante tessuto storico del territorio, in modo da sviluppare una visione e una
conoscenza critica sulla possibile città del futuro. Nell’ambito di un coordinamento
generale, ciascun fotografo ha individuato un tema e un’area di ricerca, e ha
sviluppato in autonomia il proprio lavoro (dalle modalità di ripresa, fino alle
procedure di allestimento finale). La mostra è accompagnata da un testo di
presentazione critica generale e da testi di presentazione individuali che
indicheranno le aree tematiche e geografiche delle diverse ricerche e le finalitÃ
progettuali delle singole indagini. Il titolo del progetto, è un omaggio al celebre libro
della fotografa americana Berenice Abbott (Changing New York, 1940) che portò
avanti un progetto simile, per quasi un decennio, sulle trasformazioni della metropoli
americana negli anni ‘30.
15-18 Ottobre
Festival della Creatività 2009 – Città Future City
Fortezza da Basso – Firenze – Padiglione Fureria
Giov 15 ore 15-24 – Ven 16, Sab 17 ore 10-24 – Dom 18 ore 10-21
Inaugurazione: Giovedì 15 Ottobre ore 19
ASSOCIAZIONE CULTURALE DEAPHOTO / Didattica e progettazione
fotografica – Via Pisana 224r – 50143 Firenze -Tel Fax 055707187 – Cell. 3388572459-
www.deaphoto.it – deaphoto@tin.it
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concorso fotografico promosso da Cidiu SpA e Arforma SpA con la collaborazione dell’associazione Vado al minimo lancia la seconda edizione 2009 dal titolo “Scatta la nuova energia”
sabato, 5 settembre 2009Post correlati
INCONTRI DI FOTOGRAFIA
sabato, 5 settembre 2009INCONTRI DI FOTOGRAFIA
(tutti a ingresso libero)
mercoledì 1 luglio
Spilimbergo, Gran Hotel President
Ore 17.00 Riunione dei Delegati Provinciali della FIAF del F.V.G.
parteciperanno all’incontro:
Fulvio Merlak, Presidente Nazionale della FIAF; Scilla Sora, Delegato
Regionale; Giovanni Viola, Delegato Provincia di Gorizia; Giangabriele
Mazzucco, Delegato Provincia di Pordenone; Claudio Urizzi, Delegato
Provincia di Trieste; Igino Durisotti, Delegato Provincia di Udine
Ore 21.00 Dal mestiere di fotografo alle nuove occasioni di lavoro
nell’era digitale
Interverrà Fabio Amodeo, giornalista, docente all’Università di Trieste
Con la partecipazione:
giovedì 2 luglio
Spilimbergo, Gran Hotel President
Ore 21.00 8 giovani fotografi spilimberghesi
Interverranno: Gianfranco Ellero professore;
Gianni Cesare Borghesan, fotografo
venerdì 3 luglio
San Vito al Tagliamento, Teatro Arrigoni
21.00 La Fotografia contemporanea nella Russia del Terzo Millennio
Interverranno: Andrey Baskakov, Presidente dell’Agenzia Soyuz di
Mosca, Andrey Martynov, Direttore della Fondazione Biennale di Mosca.
sabato 4 luglio
Spilimbergo, Palazzo di Sopra
Ore 19.00 Inaugurazione ufficiale della rassegna
Spilimbergo Fotografia 2009
Cerimonia di consegna del premio Amici del Craf a Frank Dituri, del
Premio FVG Fotografia a Guido Cecere, dell’International Award of
Photography ad Andrey Martynov
Presentazione della mostra Prima e Dopo il Muro.
Interverranno: Roberto Koch, direttore di Contrasto;
Fabio Amodeo, giornalista.
giovedì 23 luglio
Spilimbergo, Gran Hotel President
Ore 20.00 Carlo Leidi. Notaio per dovere e fotografo per passione
Interverranno: Cesare Colombo, fotografo; Alfonso Modenesi, fotografo
venerdì 24 luglio
Maniago, Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie
Ore 21.00 Incontro con Cesare Colombo
Interverranno: Guido Cecere, docente all’Accademia di Venezia
Fulvio Merlak, Presidente Nazionale FIAF
SPILIMBERGOfotografia09
PROPAGANDA E ARTE NELLA FOTOGRAFIA SOVIETICA
NEGLI ANNI 1920-1940
3 luglio / 18 ottobre 2009
Inaugurazione: venerdì 3 luglio, ore 18.00
Chiesa di San Lorenzo, San Vito al Tagliamento
IL RITRATTO IN FOTOGRAFIA NELL’800 E NEL ‘900
DAGLI ARCHIVI DEL CRAF
4 luglio / 30 agosto 2009
Inaugurazione: sabato 4 luglio, ore 17.30
Corte Europa, Spilimbergo
PRIMA E DOPO IL MURO
4 luglio / 30 agosto 2009
Inaugurazione: sabato 4 luglio, ore 19.00
Cantina di Palazzo di Sopra, Spilimbergo
POLONIA SEMPER FIDELIS
fotografie di CARLO LEIDI
4 luglio / 30 agosto 2009
Villa Ciani, Lestans
CESARE COLOMBO
LIFE SIZE – LA MISURA DELLA VITA
10 luglio / 16 agosto 2009
Inaugurazione: venerdì 10 luglio, ore 18.00
Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, Maniago
9.NOVEMBER 1989 UND DIE TAGE DANACH
11 luglio / 23 agosto 2009
Inaugurazione: sabato 11 luglio, ore 17.30
Villa Sulis, località Costa, Castelnovo del Friuli
BRUNO BRUNI – TRA PASOLINI E “LA GONDOLA”
12 luglio / 30 agosto 2009
Inaugurazione: domenica 12 luglio, ore 17.30
Centro Studi Pier Paolo Pasolini, Casarsa della Delizia
Altre mostre del CRAF:
La fotografia del Novecento nel Friuli e nella Venezia Giulia,
Lubiana, Museo Etnografico (2 giugno-13 settembre), Capodistria,
Udine (autunno-inverno 2009-2010)
Italia 1946 – 2006. Dalla Ricostruzione al Nuovo millennio
e I luoghi Pasoliniani a Casarsa (Piergiorgio Branzi, Elio
Ciol, Frank Dituri) San Pietroburgo, Novosibirsk, Ekaterinburg,
Omsk, Kazan, Hanty Mansisk, Nizny Novgorod, Samara, Rostov,
Krasnojarsk, Mosca
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Copenhagen Fashion Week nella capitale danese, ora la mostra Vintage prosegue nella galleria dell’Istituto Italiano di Cultura della cittÃ
giovedì, 20 agosto 2009Presentata durante il Copenhagen Fashion Week nella capitale danese, ora la mostra Vintage prosegue nella galleria dell’Istituto Italiano di Cultura della città . Sono immagini di moda degli anni ‘80 e ‘90 tratte da servizi editoriali o pubblicitari. La stessa mostra è stata presentata con successo a Varsavia e San Francisco.-”Quando fotografa una persona, e per la gran parte si tratta di donne, e spesso di fanciulle, si instaura fra di loro un rapporto che nulla ha più a vedere con la professione, un rapporto fatto di passionalità , di ammirazione reciproca, dove la modella sembra aprirgli le braccia per affidargli con affetto e fiducia la propria immagine e, ancora di più, l’esplorazione del proprio subconscio e la responsabilità di mostrarlo. Dalle immagini traspare sempre un’atmosfera intima ed un segreto tra Franceschi e i suoi soggetti, anche quando non sono persone, ma paesaggi, case……
Da queste immagini di Vintage traspare il suo carattere, la sua passione per il cinema, per la simbologia. Nulla delle sue composizioni è dovuto al caso, i riferimenti sono sempre evidenti ed ancor di più lo sono quelli al cinema ed in particolare alla stagione del bianco e nero dove luci ed ombre recitavano assieme gli attori…”-
Nell’ultimo lembo della grande foresta che un 








