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Articoli marcati con tag ‘atto’

Pezzi di strada (II)

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it Pezzi di strada (II)
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I. Calabrese, On the road

Ognuno segue la propria strada”, “andare sulla cattiva strada”. Una cosa che io penso da tempo è che non esistono “le strade”, anzi non esiste niente, a parte “la strada”. La strada di McCarthy lo descrive pienamente: ci sono i buoni,i cattivi, i cadaveri e i cannibali, ma sono tutti lì, nello stesso nulla: però alcuni cercano solo di sopravvivere, altri di vivere (vi ho incuriosito abbastanza?).
There is not way to happiness, happiness is the way” pare dicesse il Dalai Lama, bhe magari non è sempre e solo felicità, ma è un buon punto di vista. Io amo camminare, sia l’atto fisico che come metafora: mi piace pensare alle suole delle scarpe che si consumano, diventando parte del suolo e passandomi un po’ di quella terra. Mi piace pensare che “non puoi attraversare lo stesso fiume due volte” e che quindi a ogni passaggio cresci e cambi. Ricordo pezzi di strada percorsi da sola, con la testa affollata di pensieri, gli occhi pieni di lacrime, il cuore gonfio di astio; altri che correvano più veloci di me e io dovevo fermarmi a capire, osservare, fotografare; altri ancora che urlavano speranze, grandi speranze. L’importante è non fermarsi e andare andare andare.


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J. Mueller, The Road to Loneliness

3c441be767dceb49d3e62a0d6448c617 Pezzi di strada (II)
P. Pouliquin, On the road again
302aebe83307e945423f951e33f17efc Pezzi di strada (II)
F. Verdickt, dalla serie Totem II
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A. Mola, 6

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Autore Articolo: Anna Mole
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Albero di Natale… fotografico!

lunedì, 27 dicembre 2010
listen it it Albero di Natale... fotografico!

a68bf6cdec8becaadc07042f7610e25b Albero di Natale... fotografico!

L’albero di Natale nella tradizione popolare è fatto in un certo modo, ma è anche un simbolo e come tale viene spesso reinterpretato nei modi più curiosi.

Qui potete vedere un albero di Natale che potrebbe far dimenticare i regali che di solito vi si mettono sotto a qualsiasi fotografo per la quantità di attrezzatura utilizzata. Il costo è decisamente proibitivo:

  • 8 Nikon D3/D3s/D3x con 24-70mm f/2.8
  • 8 Canon 5D Mark II con 70-200mm f/2.8 L IS II o 300 mmf/2.8 L e 580 EX II
  • 2 Canon 600mm f/4 e 3 Nikon 200-400mm f/4
  • Arri Locaster LED lighting kit, Litepanels LED
  • Gary Fong Lightsphere Diffuser

Dopo il salto potete vedere il video della realizzazione.

Via | PetaPixel

Albero di Natale… fotografico! é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 27 dicembre 2010.

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Commenti alle foto

giovedì, 23 dicembre 2010
listen it it Commenti alle foto

E’ vero che non frequento molto questo forum ma ancora non sono riuscita a capire come contattare gli amici per far sapere che ho inserito qualche nuovo scatto ed avere così dei commenti che mi aiutino a migliorare. Mi sembra di aver già chiesto spiegazioni al riguardo ma la situazione è sempre la stessa. Mi piacerebbe avere uno scambio di idee e di consigli. Ho comprato pochi giorni fa una Nikon d3100 e vorrei poterla utilizzare al meglio anche grazie ai suggerimenti di utenti più esperti di me. Avrò una risposta? Me lo auguro. Intanto approfitto anche per fare gli auguri di Buone Feste a tutti quelli che avranno la bontà di leggere questo messaggio. bc2375f8dd3fd66fc6950bc0e5769b20 Commenti alle foto

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Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano

c5c727e8a8d81380d15bcc2b9b39c128 Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano

Una ‘passeggiata’ può essere solo una passeggiata o il ritratto di dettagli che rivelano ambienti, cultura, atmosfere ed emozioni. A volte è un fatto di prospettiva, sempre di percezione, nel caso di Frank Horvat di “istanti privilegiati” che lo emozionano conciliando la luce con l’umore, e trasformano in fotografie sorprendenti anche lenzuola sfatte o una tavola apparecchiata.

Un fotografo che nella sua lunga carriera ha cercato e trovato emozioni ovunque, ritraendo cappelli di Givenchy e alberi, le sculture di Degas e il sapore del Gran Tour di Goethe in Sicilia, la folla della Gare Saint-Lazare e l’interno di celebri locali parigini, la silhouette di Coco Chanel con cane, e una finestra aperta sulle brume di Cotignac, dove abita.

Dopo la precedente esposizione di “Due serie di fotografie a mezzo secolo di distanza”, sarà ancora Lugano, dove il fotografo frequentò il Liceo durante la guerra, ad ospitare una retrospettiva di Frank Horvat e la sua eclettica produzione fotografica della quale trovate un assaggio in questa gallery.

Frank Horvat
e5f9d50fcdb5f84f40b419bfd63673ac Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano a0f913712befb37514cc151f94d98220 Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano d1887994314f610fd287a3d6a2f97ccf Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano 7cd79d7f99c574131bcdfb7f8c12d382 Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano

Dal 24 febbraio al 5 maggio 2011 la Galleria Photographica FineArt farà un’eccezione alla consuetudine di mettere a confronto gli artisti emergenti con i grandi maestri della fotografia mondiale, dedicando una retrospettiva al fotografo che formatosi in contesti culturali differenti, dall’Italia alla Francia, dalla Svizzera all’India, ha continuato a sperimentare, dai reportage per l’agenzia Magnum, ed i servizi di moda per Elle e Vogue, alla realtà del quotidiano, dalla pellicola al digitale.

Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano é stato pubblicato su clickblog alle 12:38 di lunedì 20 dicembre 2010.

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Vincitore della Fixepix Z300 del mese di Maggio 2010, vince: Magho

martedì, 8 giugno 2010
listen it it Vincitore della Fixepix Z300 del mese di Maggio 2010, vince: Magho

gallery 5681 15 309093 Vincitore della Fixepix Z300 del mese di Maggio 2010, vince: Magho


Inviata da: Magho il: May 14 2010, 10:58 PM
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Vince il concorso perpetuo per il mese di Maggio 2010 e riceve in premio come previsto una Fuji Finepix Z300:

post 3 1268669507 Vincitore della Fixepix Z300 del mese di Maggio 2010, vince: Magho

Finepix Z300, la prima fotocamera con funzione Touch Shot, che permette di scattare toccando il soggetto sul touchscreen. In modo simile al pulsante di scatto fisico, un primo tocco attiva la messa a fuoco, un secondo cattura l’immagine, caratteristica innovativa che distingue la Z300 da qualunque altra fotocamera sul mercato. Fujifilm FinePix Z300 è una fotocamera dal design sottile ed elegante con ottica interna al corpo macchina e nascosta da un coperchio a scorrimento diagonale. La Z300 ha un CCD da 1/2.3” con 10 Megapixel di risoluzione e sensibilità equivalente fino a 1600 ISO, zoom ottico stabilizzato, un 5x equivalente 36-180 mm nel formato 35 mm, (f/3.9-4.7), LCD touchscreen da 3” e 230.000 pixel di risoluzione, protetto da un rivestimento in vetro antigraffio e anti distorsione.

Poche e semplici regole per partecipare a questo concorso “perpetuo”…..

Partecipare è semplice, basta inserire i propri scatti all’interno delle sezioni tematiche della nostra galleria al seguente link:

http://www.fujiclubitalia.com/website/ipforum/gallery.html

Ogni settimana viene selezionata una foto e inserita tra le foto della settimana nella opportuna sezione e nella Home Page in evidenza.

Il mese successivo sarà selezionata tra le foto della settimana del mese precedente il vincitore a cui andrà spedita a casa una Fuji FINEPIX Z300.

La foto utilizzata per il contest deve essere “nuova”, cioè mai postata su questo portale.

Fuji Club Italia non può in alcun modo essere ritenuto responsabile di eventuali contestazioni riguardanti la paternità e l’autorizzazione alla pubblicazione; esse sono a totale carico dell’utente che ha inviato le immagini e che dichiara altresi’ di esserne Autore e detentore dei relativi Diritti di Pubblicazione.

Il limite massimo per un allegato è 400 KB, foto di maggiori dimensioni non verranno accettate dal sistema.

Le dimensioni delle foto, dovranno essere di lato maggiore non piu’ lungo di 900 pixel.

E’ severamente vietato postare foto porno o pedopornografiche…

NB NON VALGONO LE FOTO INSERITE NEGLI ALBUM PERSONALI E SUL FORUM PER LA SELEZIONE DELLA FOTO DELLA SETTIMANA E SUCCESSIVAMENTE DELLA FOTO VINCITRICE.


Questo concorso non ha scadenza e si rinnova tacitamente mese per mese, quindi più foto inserite nelle gallerie tematiche e maggiore sarà la probabilità di essere selezionato come foto vincitrice, vi preghiamo però di inserire immagini di qualità e non solo per “fare numero” , poichè appunto la selezione avviene tra le migliori foto postate nel mese precedente tra le foto della settimana.

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Brasil Aquitetura – A tradição do novo / La tradizione del nuovo

sabato, 5 giugno 2010
listen it it Brasil Aquitetura   A tradição do novo / La tradizione del nuovo

Esposizione dei progetti
dello studio Brasil Aquitetura
di Marcelo Ferraz e Francisco Fanucci

La Giardinera

sede di CASARTARC

Via Italia 90 bis

Settimo Torinese (TO)

La mostra

Il Brasile è sempre stato una terra crocevia di culture e etnie. Nell’epoca recente, l’immigrazione di comunità straniere, tra cui anche quella italiana, la più consistente, ha rappresentato un fenomeno significativo che ha contribuito a disegnare l’identità culturale e il paesaggio del Brasile moderno. Tracce evidenti delle culture popolari si ritrovano nelle campagne e nelle città brasiliane. Il Brasil Arquitetura, erede culturale di Lina Bo Bardi, ha fatto del recupero delle tradizionipopolari la sua cifra, affermandosi nella riconversione di strutture architettoniche popolari. Attraverso 3 progetti di architettura – il museo Rodin a Bahia (2004), il museo KKKK e il museo del Pane, primo progetto di recupero e di ristrutturazione dei mulini costruiti dalla comunità veneta nella regione del Rio Grande do Sul all’inizio del secolo scorso – e una selezionata collezione di mobili, la mostra ripercorre il lavoro del Brasil Arquitetura negli ultimi trent’anni per far conoscere al pubblico italiano una ricerca architettonica che lavora sulla complessità dei contesti storici dialogando con la contemporaneità. Tre sono i fili conduttori di questa ricerca: musei e memoria, antico e nuovo, cultura brasiliana e cultura straniera. CASARTARC ospita questa mostra itinerante ed i suoi protagonisti ed è la seconda tappa prevista del viaggio tra Roma e Parigi. L’inaugurazione della mostra prevede anche un momento dedicato al dibattito con gli architetti brasiliani per far conoscere al pubblico italiano la ricerca del Brasil Arquitetura e aprire un dibattito su l’architettura brasiliana moderna e contemporanea e per presentare la cultura degli italiani emigrati all’estero.

Gli architetti

Fannucci-Ferraz si sono affermati in Brasile per il recupero e la riconversione di strutture architettoniche che testimoniano la complessità etnica e culturale del paese. Hanno recentemente promosso e progettato la ristrutturazione del primo dei mulini costruiti dagli italiani emigrati nella regione del Rio Grande do Sul all’inizio del secolo scorso realizzando un Museo del Pane e dell’Immigrazione Italiana. La qualità del progetto ha generato dinamiche volte alla valorizzazione di un pezzo della storia recente del Brasile in particolare quella della comunità italiana e allo sviluppo turistico della regione con la ristrutturazione di ulteriori edifici costruiti da italiani. Il legame dello studio Brasil-Arquitetura con l’Italia va aldila’ del progetto del museo del Pane. Fannucci e Ferraz si sono formati con Lina Bo Bardi (in particolare hanno lavorato al Sesc-Pompei SP) dalla quale hanno assimilato lo sguardo “antropologico”. Dopo la sua morte Marcelo Ferraz in veste di direttore dell’Instituto Bo Bardi, per anni ha promosso il nome dell’architetta italiana nel mondo, grazie anche ad una bellissima mostra (e a un catalogo) che per ben otto anni ha girato nelle grandi città dell’Europa e degli USA, raccogliendo un notevole successo di pubblico e di stampa.

Tavola rotonda di apertura —

Ecomuseo del Freidano

Via Ariosto, 36 bis — Settimo Torinese

ingresso gratuito

previo accredito — info@casartarc.org

segue aperitivo

Mostra

A tradição do novo

La tradizione del nuovo

1 Luglio — 25 Luglio 2010

Ven — dalle ore 16.00 alle ore 19.00

Sab e Dom — dalle ore 15.00 alle ore 19.00

Visite guidate su appuntamento

Ingresso gratuito

L’evento è ideato e organizzato da — CASARTARC Casa delle Arti e Dell’Architettura e plug_in – laboratorio di architettura e arti multimediali
con il sostegno della Città di Settimo Torinese e Fondazione ECM.

Ufficio Stampa — CASARTARC Barbara Salomone 011.80.28.391 — 3497658218 info@casartarc.org — www.casartarc.org

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Una fotocamera a forma di mitragliatrice

domenica, 30 maggio 2010
listen it it Una fotocamera a forma di mitragliatrice

a7e8ec04dc8a6050fb44cc112ba2996d Una fotocamera a forma di mitragliatrice

Quella che vedete in copertina è una fotocamera Mark III Hythe Machine Gun che è stata costruita per assomigliare il più possibile allea mitragliatrice Lewis.

Il progetto risale a 1915, durante la prima guerra mondiale, quando c’era bisogno di piloti da addestrare, ma le munizioni costavano ancora troppo per essere utilizzate durante i corsi. Al loro posto venivano usate queste fotocamere che scattavano con messa a fuoco, apertura e tempo di scatto fissi.

Gli istruttori sviluppavano poi le foto per controllare la precisione dei “colpi”. Una fotocamera decisamente originale.

Via | Gizmodo

Una fotocamera a forma di mitragliatrice é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di venerdì 28 maggio 2010.

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IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA

venerdì, 28 maggio 2010
listen it it IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA

La prima edizione della Festa dell’Architettura, Index Urbis, curata dall’architetto Francesco Garofalo è un evento che celebra lo spazio, la progettazione e la costruzione degli edifici. La rassegna che si svolge dal 9 al 12 giugno 2010, propone una lettura della città e dell’architettura contemporanea. Un fitto programma di appuntamenti fatto di incontri, lezioni, mostre, convegni e conferenze, presentazioni di libri, rassegne di video e film, installazioni e anteprime di progetti, sarà presentato alla stampa venerdì 4 giugno 2010, alle ore 12.00, in Campidoglio.

I luoghi della Festa sono quattro: la casa dell’architettura – acquario romano, l’auditorium parco della musica, il maxxi museo nazionale delle arti del XXI secolo e il macro testaccio cui si aggiungono oltre cinquanta eventi collaterali.  Tra questi anche Officine Fotografiche con un gruppo di fotografi i quali attraverso sequenze di immagini hanno ripercorso e interpretato il territorio metropolitano dell’Eur, un quartiere della Capitale che tanto ha ispirato architetti, registi, artisti e fotografi.

L’EUR è un acronimo che ricorda che il quartiere fu ideato in occasione dell’esposizione universale di Roma. Nel quartiere Europa, così come indicato nella toponomastica del Comune di Roma, l’uomo è stato sempre figura di secondo piano rispetto agli elementi architettonici del paesaggio monumentale. IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA è un’indagine volta a fermare un periodo storico significativo del cambiamento in atto. Il rumore delle idrovore che pescano acqua dal fondo degli scavi, le sirene delle gru, il ferro che batte contro il ferro, il ruggito dei camion che entrano ed escono dai cantieri, il vociare lontano degli operai, rompono oggi quel silenzio assordante del passato proiettando il nuovo E2010 verso il futuro. La maestosità delle opere contemporanee si andrà a confrontare con un’idea del passato, frutto della volontà di grandezza di un regime, al pari di un avvenente modello che entra nella stessa vetrina dove un altro, un po’ datato, fa bella mostra di sé. La Nuvola di Fuksas, la Torre Giardino di Renzo Piano, l’Europarco, l’Acquarium virtuale Mare Nostrum, la Città dell’Acqua, sono gli ambiziosi progetti che segneranno la fine dell’epoca dei colletti bianchi rinchiusi nei loro cubi di travertino di vetro e ferro; del Velodromo Olimpico e del Parco Luneur, che hanno fatto gioire tanti giovani della seconda metà del secolo scorso. La mostra scaturita da questo impegno è l’insieme delle idee di dodici fotografi che hanno affidato ad articolate sequenze di tre fotogrammi, anziché a singoli scatti, sintesi documentarie, narrative e creative dei diversi stati d’animo che un quartiere come l’EUR è in grado di suscitare.

L‘evento promosso dall‘Associazione Culturale Officine Fotografiche è patrocinato dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF).

MOSTRA FOTOGRAFICA COLLETTIVA:

Partecipanti:

Massimo Bottarelli; Maurice Carucci; Luisa Cobianchi; Giuseppe D’Amico; Fulvia Delfino; Milka Gangemi; Luca Guerri; Daniele Loi; Giorgio Mazzacurati; Ernesto Notarantonio;  Alberto Placidoli; Angela Villari; Fabio Viscardi.

Curatori: Alberto Placidoli

Informazioni tecniche:

Dal 12 al 25 giugno  2010 – Dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle 20

Ingresso libero

Presso la sala espositiva di Officine Fotografiche

Via casale de Merode 17/A, 00147 –Roma

Tel/Fax 06 5125019

of@officinefotografiche.org

www.officinefotografiche.org

Tutte le informazioni sono anche sul sito internet ufficiale della Festa dell’Architettura di Roma www.indexurbis.it

Comunicazione e Ufficio Stampa

Ass. ne Culturale Officine Fotografiche

Renata De Renzo

Cell. +39 380 4356552

press@officinefotografiche.org

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“PENTH-MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti

lunedì, 24 maggio 2010
listen it it “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti

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Quando hai tutto ma ti sembra di aver perduto le cose importanti, è il momento di guardare altrove, lontano, o forse solo con più attenzione quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, alla quotidianità che non mente mai sulla nostra natura, sui bisogni imprescindibili che ci fanno percorrere tutti i giorni la strada giusta o quella sbagliata.

Questo bisogno di arricchire il proprio sguardo di quotidianità e punti di vista diversi può condurre ovunque, dal marciapiede sotto casa al villaggio aborigeno, ma puntare lo sguardo sul profondo legame che abbiamo con la terra, il territorio e quelle pratiche millenarie che hanno attraversato le soglie del tempo e resistito alle derive del progresso, ha il potere di mostrare l’essenziale, quello di cui abbiamo sempre avuto bisogno e dovremmo riscoprire o non dimenticare.

Un legame che la sensibilità di alcuni fotografi individua meglio di altri, e alle volte finisce per caratterizzarne lo sguardo e gli obiettivi, come nel caso dell’ingegnere e fotografo trentino Christian Cristoforetti, Mountain Forum Global Prize 2007 “ICIMOD”, che collaborando con istituti di ricerca etnografica e sociale e case editrici nazionali ed internazionali, ha ritratto tradizioni artigianali ed esistenze profondamente legate alla terra e ai suoi frutti, ha seguito le tracce dei grandi greggi transumanti dell’arco alpino, e raccontato la quotidianità dell’Africa rurale nel progetto in progress “PENTH-MI. Piazza della parola”.

PENTH-MI
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Dopo un ampio lavoro di indagine condotto tra i pastori “nomadi” dell’arco alpino nel quadro del progetto Alpinet Gheep, raccolto nel volume edito da Giunti “PASTORI NELLE ALPI. Storia e testimonianze” e in mostra al 57° Trento Film Festival, Christian Cristoforetti è partito per l’Africa, con l’obiettivo di condividere con il mondo intero le immagini, i ritmi e i rituali di un paese profondamente legato alla madre terra, sicuramente in antitesi con quello occidentale, ma forse proprio per questo da salvaguardare.

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Mentre una parte del mondo muore per far vivere a pochi un vita effimera, e l’Africa si impoverisce a causa di politiche economiche e sociali votate al profitto di paesi che contraccambiano con briciole e rifiuti, PENTH-MI, in lingua wolof (o Uolof) “piazza della parola” e nome della storica radio che nel corso degli anni settanta ha dato voce ai contadini del sud del Senegal, si propone di mostrare da una prospettiva diversa modelli di esistenza alternativi a quelli occidentali.

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Nel progetto rivolto alle comunità senegalesi che orbitano attorno al villaggio di Burukundà, nella fascia semi-desertica del Sahel, dove i villaggi rurali sorgono attorno al pozzo comune dell’acqua, e la comunità di agricoltori, pastori, pescatori, lavoratori stagionali e piccoli artigiani di popolazioni indigene provvede ad ogni bisogno, lontana anni luce da asfalto, illuminazione, criminalità e discriminazione, la fotografia in bianco e nero di Christian Cristoforetti, scelta per riproporre toni e atmosfere dei villaggi rurali africani di oggi come nelle immagini di inizio secolo, mostra le emozioni e i ritmi della quotidianità, rafforzata da interviste, leggende, proverbi e canzoni locali, nel tentativo di salvaguardarne una cultura tradizionale esclusivamente orale.

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Un grande progetto con l’obiettivo di “distribuire farmaci e vestiario di prima necessità, favorire la scolarizzazione di base, sviluppare un percorso di mediazione culturale, avviare un progetto di indipendenza alimentare che punta sullo sviluppo dell’allevamento e dell’agricoltura sostenibile, la realizzazione un nuovo pozzo comunitario per i villaggi, la costruzione di un piccolo magazzino per lo stoccaggio dei prodotti comuni dell’agricoltura, e la fornitura di bestiame e sementi per sanare la situazione di insufficienza alimentare, che interessa l’intera regione sin dalla siccità degli anni Settanta”.

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Un progetto in progress che beneficia del sostegno dell’associazione rurale Box Suxali Sunu Gox, partner locale del progetto “KOM – KOM”, promosso dalla Onlus di volontariato “La Savana”, che opera in Senegal con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, Assessorato alla Solidarietà Internazionale e alla Convivenza.

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Una selezione di immagini del reportage di “PENTH-MI”, è stata recentemente esposta nell’ambito della manifestazione di arte e giornalismo “Rintracciarti CARTA BIANCA: il diritto di sapere, il dovere di informare”, presso il Palazzo della Ragione di Mantova.

Dal 3 al 18 giugno, il Festival ECONOMIA di Trento ospiterà 37 stampe fine art (Epson Professional bianco nero, 50×70 cm) montate su lastra composita di alluminio (dibond) e 7 gigantografie su tela pittorica (180×180 cm) del reportage di Christian Cristoforetti negli spazi di palazzo Saracini Cresseri, ma le immagini itineranti a caccia di spazi pronti ad accoglierle e occhi desiderosi di guardare, potrebbero anche essere presto raccolte in un libro.

709007f7eb0c23f85a7167f20f6e48e9 “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti 34a705abf7490db5ffb5b59e45037648 “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti e1588208f81174608ec73832b47fc897 “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti 97ba10b30ccaef46f36c988a79743d1e “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti

Le fotografie raccontano l’arrivo nel villaggio di Burukundà e i ritmi della comunità nei giorni immediatamente successivi, e in un certo senso sono anche un omaggio a Mamadou, presidente della onlus “La Savana”, un tempo pastore peul del sud del Senegal, che la siccità ha spinto ad affrontare un viaggio clandestino attraverso l’Algeria, la Libia, la Grecia e infine l’Italia, e dopo quasi quaranta anni può far ritorno al suo villaggio portando con se un fotografo (Christian Cristoforetti), tanti progetti e un nuovo pozzo …

72143e5ea1d79199585ac13190daf215 “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti 4528233cfb25e0d1ac0683b21a0867cc “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti c99de67f6849fa99bcd25d5fb75a4927 “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti 31ace2341901f818bb6ca3899d4cff4d “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti

CORPI MACCHINA:
Nikon D2X e D200

OBIETTIVI:
Nikon 10.5/2.8; 12-24/4; 18-200/3.5 – 5.6 VRII; 50/1.2; 300/2.8

LAMPEGGIATORI:
Flash Nikon SB900 e SB600

“PENTH-MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 24 maggio 2010.

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Detroit Disassembled: Photographs by Andrew Moore, un libro e una mostra sulla "precarietà" dell’America

lunedì, 17 maggio 2010
listen it it Detroit Disassembled: Photographs by Andrew Moore, un libro e una mostra sulla "precarietà" dellAmerica

6c0c88d9911f7a99fbf863fc0ae3f2d4 Detroit Disassembled: Photographs by Andrew Moore, un libro e una mostra sulla "precarietà" dellAmerica

L’America più instabile e precaria, quella in rovina, degli edifici vuoti e abbandonati, devastati da un’economia fragile e corrotta, da vandalismi e incuria, dalla forza della naturale che tende a prevalere, abita le pagine di Detroit Disassembled, edito da Damiani.

Un ritratto di Detroit che le fotografie di Andrew Moore porteranno in mostra all’Akron Art Museum con Detroit Disassembled: Photographs by Andrew Moore, dal 5 giugno al 10 0ttobre 2010.

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Viaggio in solitaria…in 1000 su Facebook

sabato, 15 maggio 2010
listen it it Viaggio in solitaria...in 1000 su Facebook

Dopo Australia, Alaska, Botswana, Nepal, Tibet, Giappone etc
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa umanitaria,
parte il 17 maggio per l’ennesimo viaggio in solitaria,
questa volta in Orissa, nell’est dell’India.
In questa zona esiste un popolo indigeno che ha una
collina sacra (come in Avatar) piena di bauxite , ed è in pericolo di sopravvivenza.
La Milandri si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come
strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di
problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
La sua attenzione si concentra in particolare sui popoli indigeni,
vittime di un inesorabile processo di estinzione laddove le risorse delle
loro terre ancestrali scatena gli appetiti dei potenti.
Recentemente ha proposto un filmato “Tra la perduta Gente” in solidarietà
ai Boscimani del Kalahari. Dice l’autrice:
“Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”
-VIAGGI MEDIATICI
Ha già viaggiato su Facebook in diretta dai luoghi dei suoi viaggi, da
Tibet, Nepal e Botswana ,
con molto seguito di pubblico, curioso dei vari aspetti: donna sola in
viaggio, cultura, foto e filmati dei luoghi.
Questo nuovo viaggio, in compagnia virtuale di circa 1000 persone, è su
Facebook a questo link

http://www.facebook.com/event.php?eid=112992125406221&ref=mf

Durante il viaggio ci saranno collegamenti in Italia
sia webcam che radiofonici dalla viaggiatrice.

“ Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano:
mi “abbandono” ai modi di vivere dei popoli che sto visitando, mi
immergo “incontaminata”
nella loro cultura e ne respiro l’essenza, in una dimensione spirituale
ideale per la mia ricerca.
Adatto sempre i mie abiti e i miei gesti alla cultura locale.
Ho un profondo rispetto per le diverse religioni e culture in tutte le
loro esternazioni.
Viaggiare in solitaria può comportare vari contrattempi e pericoli , ad
esempio oltre
il Circolo Polare Artico ho dovuto abbandonare il fuoristrada in un
fiume, rischiando l’ipotermia”

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Navy Seal, addestramento con una Nikonos sconosciuta ai più

giovedì, 13 maggio 2010
listen it it Navy Seal, addestramento con una Nikonos sconosciuta ai più

def1ae52538d43288bfe4856ccbf9c7a Navy Seal, addestramento con una Nikonos sconosciuta ai piùLa foto che vedete in copertina è stata scattata nel 1998 e mostra una reflex Nikonos che nessuno riconosceva.

Le Nikonos erano una gamma di reflex per la fotografia subacquea che non avevano necessità di custodie aggiuntive per le immersioni. Questa reflex (Nikon/Kodak DCS 425), in particolare, era usata dai Navy Seal ed in grado di inviare le foto in tempo reale al comando con la latitudine e longitudine dello scatto.

Una reflex decisamente molto avanzata per i tempi in cui è stata scattata questa foto. Jarle Aasland di NikonWeb ne parlò in un articolo, ma le persone che intervistò risposerò che quella reflex non fu mai costruita.

Fu solo qualche anno più tardi quando ne trovò un esemplare in vendita su eBay che scoprì essere stata effettivamente realizzata.

Tempo dopo fu contattato da un ingegnere che gli spiegò che di quella reflex ne furono prodotti solo un centinaio di esemplari e vendute direttamente al Governo.

Purtroppo non vedremo molto presto una reflex così avanzata sul mercato di massa, ma lentamente le normali fotocamere si stanno avvicinando come funzionalità. GPS, WiFi e la possibilità di resistere fino a 10 metri sott’acqua sono caratteristiche che stanno diventando piuttosto comuni.

Via | NikonRumors

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