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Conversazioni di fotografia: Incontro con Massimo Berruti ed Emiliano Mancuso

venerdì, 15 ottobre 2010
listen it it Conversazioni di fotografia: Incontro con Massimo Berruti ed Emiliano Mancuso

Associazione Culturale WSP

presenta

Conversazioni di fotografia

“Visioni dal mondo”
Incontro con Massimo Berruti ed Emiliano Mancuso

Martedì 19 ottobre 2010 – ore 19.30
Oblomov – Via Macerata 58 – Roma
INGRESSO GRATUITO

fee7f545c4501409b49c10766393b42a Conversazioni di fotografia: Incontro con Massimo Berruti ed Emiliano Mancuso
Due fotografi a confronto, due stili diversi, un’amicizia profonda, una passione totalizzante: la fotografia. Amato e agognato da molti giovani, il mestiere di fotoreporter sta vivendo un momento di profondo cambiamento che si scontra con un settore in affanno in un Paese, come l’Italia, che forse più di altri sta scontando gli effetti di una crisi mondiale, sociale e valoriale, prima che economica. La fotografia può diventare allora lo strumento attraverso cui raccontare o immaginare un Paese, con tutte le contraddizioni, le paure, le angosce e le prospettive future.

Massimo Berruti smette di studiare biologia dopo aver frequentato un breve corso di fotografia. Fotografo freelance dal 2004, vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali tra cui Il World Press Photo, attualmente vive a Roma ma il suo cuore batte in Pakistan, dove ha trascorso gran parte degli ultimi mesi, documentando la dignità e le contraddizioni di un popolo in bilico tra guerra e pace.
Emiliano Mancuso dopo una laurea in filosofia, inizia a interessarsi all’immagine come mezzo espressivo di rappresentazione della realtà. Negli ultimi anni i suoi lavori si concentrano su un’analisi approfondita della situazione politica, economica e sociale che sta vivendo la nostra penisola. Prima con il libro “Terre di Sud” e ora con l’associazione “Extra media” fotografa con occhio attento e scevro da pregiudizi la quotidianità e la criticità in cui vessa attualmente il nostro Paese.

Il ciclo “Conversazioni di fotografia” prevede una serie di dibattiti con esponenti del mondo della fotografia, fotografi, docenti, esperti di fotografia ed artisti emergenti per parlare e discutere di fotografia con contributi audio, video e racconti di esperienze professionali e non solo. Scopo degli incontri è quello di creare gruppi di pensiero e momenti di condivisione che, attraverso il racconto di esperienze e immagini, accrescano la cultura fotografica di ogni partecipante, fornendo spunti di riflessione, idee per nuovi lavori, nonché consigli pratici per tramutare passione in professione.

more info: www.collettivowsp.wordpress.com

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Visioni musicali

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Visioni musicali

Titolo Evento: Visioni musicali
Autore: Roberto Arleo
Data Evento: 1 Ottobre 2010 (Evento singolo giornaliero)

Visioni musicali è il titolo della mostra fotografica collettiva in cui i quindici fotografi raccontano e interpretano il tema della musica, ognuno in modo personale e unico.
La mostra, promossa dall’associazione culturale Prospettiva 8 e allestita da Roberta Bertini, verrà inaugurata il primo ottobre presso la Biblioteca Comunale Guglielmo Marconi di Roma e chiuderà i battenti il prossimo 13 ottobre.

[img]http://picasaweb.google.it/lh/photo/7iUu9kLhvcOHfwWlEgJQ5g?feat=directlink[/img]

Gli artisti/fotografi protagonisti della mostra sono: Maria Andreano, Roberto Arleo, Paolo Bramati, Giovanna Caiati, Carla Carinci, Romina Ceccani, Sara Dal Pont, Valentina Desideri, Francesca Filomia, Fabio Ghidini, Daniele Giovannoni, Luigi Orrù, Edoardo Papargiriou, Corine Veysselier, Giorgia Vincenti.

Un progetto che ha coinvolto 15 fotografi in una esposizione di foto-racconto-arte di alta valenza poetica.
La mostra attraverso le immagini che interpretano il tema della musica, mira a finanziare, tramite la vendita del catalogo, l’acquisto di una tac 64 multistrato da devolvere all’Ospedale del Bambino Gesù di Roma.
Per il vernissage sono previste le esibizioni del violinista Pierluigi Pietroniro, del chitarrista jazz Romualdo Panebianco e della danzatrice del ventre Alma de Flores.

dal 1 ottobre 2010 al 13 ottobre 2010
Visioni musicali
a cura di Prospettiva8
Autori: Maria Andreano, Roberto Arleo, Paolo Bramati, Giovanna Caiati, Carla Carinci, Romina Ceccani, Sara Dal Pont, Valentina Desideri, Francesca Filomia, Fabio Ghidini, Daniele Giovannoni, Luigi Orrù, Edoardo Papargiriou, Corine Veysselier, Giorgia Vincenti
Biblioteca Comunale Guglielmo Marconi
Via Gerolamo Cardano, 135 – 00146 Roma
Orario: lunedì ore 15.00-19.00; dal martedì al venerdì ore 9.00-19.00; sabato ore 9.00- 13.00
Ingresso: gratuito
Genere: fotografia
Info: Associazione culturale Prospettiva 8 info@prospettivaotto.it

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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Premio Arte Laguna collection In mostra una selez

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Premio Arte Laguna collection  In mostra una selez

Titolo Evento: Premio Arte Laguna collection In mostra una selez
Autore: PREMIO ARTE LAGUNA
Data Evento: 16 Ottobre 2010 18:30 (Evento singolo giornaliero)

Il Premio Internazionale Arte Laguna presenta presso il suggestivo spazio della Fornace di Asolo, in provincia di Treviso, un’importante rassegna che espone i lavori di alcuni degli artisti finalisti della Sezione Fotografia dell’edizione 2009 selezionati dal curatore Carlo Sala.
La mostra – che inaugura sabato 16 ottobre 2010 a partire dalle ore 17.30 e resterà aperta fino al prossimo 14 novembre – è organizzata dal Premio Arte Laguna, Comune di Asolo, Provincia di Treviso, La Fornace dell’Innovazione, nell’ambito di “RetEventi”, il festival plurale della Marca Trevigiana, coordinato dalla Provincia di Treviso in collaborazione con la Regione del Veneto, che vede coinvolti i 96 comuni e le 192 associazioni e istituzioni culturali del territorio e la città di Bassano del Grappa.
In mostra è esposta una selezione di lavori del Premio Internazionale Arte Laguna 2009, che testimoniano alcune delle principali tendenze della cultura visiva contemporanea e ripercorrono quelli che sono i più recenti e innovativi sviluppi del linguaggio fotografico degli ultimi anni.
L’esposizione presso la Fornace di Asolo, dedicata ai finalisti dell’edizione appena conclusa, è uno degli esempi di come il Premio Arte Laguna continui a seguire i propri artisti nel corso degli anni, creando nuove occasioni per fare conoscere il loro lavoro a un pubblico sempre più ampio.
Artisti in mostra
Guido Albanese, Massimo Attardi, Sergio Bruno Aresu, Luca Bellumore e Monia Marchionni, Franco Borrelli, Giuseppe Caleffi, Francesca Catastini, Simona Cavani, Cristina Cherchi, Manuela Cigliutti, Mauro Fiorese, Massimo Fiorito e Narcisa Fluturel, FRP2, Ho Yu Hu, Karl Kohn, Ariel Gabriele La Rosa, Sara Magni, Roberta Marroquin Doria, Sally Montana, Barbara Nati, Silvia Noferi, Luca Palatresi, Viola Pantano, Birthe Piontek, Filippo Scarpi, Sofia Silva, Roberto Toja, Roberto Tortellotti, Devis Venturelli, Alessandro Vitrone, Allison Wall, Dean West, Patrizia Burra, Angela Loveday, Luka Moncaleano, Mikol Zaghi

Info:
Premio Arte Laguna
Tel. + 39 041 5937242
info@premioartelaguna.it
www.premioartelaguna.it

RetEventi
Tel. +39 0423 524637; +39 0423 527839; +39 041 5937242
cultura@comune.asolo.tv.it
info@fondazionefornace.org
www.turismo.provincia.treviso.it

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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Inaugurazione attività fotografiche della Palude di Casalbeltrame

lunedì, 13 settembre 2010
listen it it Inaugurazione attività fotografiche della Palude di Casalbeltrame

Il parco lame del Sesia con Photofarm Scuola di fotografia naturalistica e reportage
in collaborazione con ATL Novara, EBN Novara.

Vi invitano all’inaugurazione della stagione di attività presso l’Oasi di Casalbeltrame

Domenica 19 Settembre 2010
Ore 9:00 – 17:30

2c994f8bbccfca2585b63ca02daf731e Inaugurazione attività fotografiche della Palude di Casalbeltrame

Scarica l’invito (PDF)


Inaugurazione dell’Oasi Palude di Casalbeltrame

La palude si rinnova.

Il 19 Settembre 2010

Appuntamento in oasi Ore 9:00

presso la palude.

Come raggiungere l’oasi

Programma:

Inaugurazione del programma della scuola con i fotografi di Oasis
Christian Patrick Ricci, Fabio Liverani, Mirko Sotgiu

Visita del nuovo tunnel completamente chiuso studiato per la fotografia naturalistica e osservazione ornitologica di 200m (lineari)

Presentazione del calendario photoday e workshop di fotografia naturalistica, digiscoping, presso la Palude per il 2011.

Presentazione dei corsi in aula di fotografia, base, avanzato, post produzione digitale, fine art printing

Sito dell’Oasi palude di Casalbeltrame: http://www.oasipalude.it


Evento Palude su Facebook – Official Page - Comunicato stampa

Giornalisti, fotografi, naturalisti e appassionati di ambienti incontaminati non possono perdere l’appuntamento con uno degli habitat più interessanti del pianeta, che si presenterà in una veste speciale per i visitatori del nord Italia. Casalbeltrame è una località che si trova nel Parco Naturale delle Lame del Sesia: un angolo di Piemonte del tutto remoto, dove acqua e terra si mescolano in un unicum che – anche in senso figurato – può definirsi un’oasi, ovvero l’omonima Palude.

L’invito è per domenica 19 settembre 2010 nel borgo novarese, che vedrà l’inaugurazione di una vera e propria scuola di natura, in pieno contesto: a partire dalle ore 9, presso il centro visite della palude, saranno presentate al pubblico nuove aree per la fruizione, la conoscenza e l’approfondimento dello studio di questo ambiente, che sono la summa di un approccio ecologico alla conservazione.

861b7840fa2144a8714eefa7f7cedaf3 Inaugurazione attività fotografiche della Palude di CasalbeltrameInnanzitutto, un tunnel nuovissimo – lungo duecento metri e completamente chiuso – per l’osservazione ornitologica e la fotografia naturalistica. Poi un’aula didattica, alimentata ad energia solare, che accoglierà lezioni per l’insegnamento delle scienze naturali e delle tecniche fotografiche. Oltre al personale del Parco delle Lame del Sesia, ente gestore di questo territorio dal punto di vista dei vincoli ambientali, a fare gli onori di casa saranno i fotografi professionisti della scuola di fotografia naturalistica e reportage PhotoFarm che assumono la direzione dei progetti di divulgazione fotografica, Fabio Liverani, Christian Patrick Ricci e Mirko Sotgiu: con l’occasione, presenteranno il calendario dei photoday e dei workshop di fotografia naturalistica e digiscoping organizzati per la stagione 2011 presso l’Oasi della Palude di Casalbeltrame; inoltre, corsi in aula di fotografia di livello base e avanzato, di postproduzione digitale e fine art printing.

A promuovere l’evento inaugurale di domenica 19 settembre 2010 sono l’Azienda Turistica Locale della Provincia di Novara, l’associazione di birdwatching italiano EBN Novara e, naturalmente, il Parco Regionale Lame del Sesia e la scuola di fotografia naturalistica e reportage PhotoFarm. La palude di Casalbeltrame è raggiungibile dall’uscita A4 di Biandrate-Vicolungo: www.oasipalude.it. Note biografiche e curriculari dei fotografi sono disponibili su www.photofarm.it. La riserva, che tutela un territorio di 640 ettari, è una palude artificiale fluviale in fase di naturalizzazione inserita in un ampio comprensorio risicolo, caratterizzata da ambiente umido e significativi elementi igrofili, oltre a una ricca avifauna migratoria che qui sverna e nidifica: www.lamedelsesia.vc.it.

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Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni adottata nella tribù dei Crow: ora è Raffaella Black Eagle, sorella adottiva di Barack Obama

domenica, 12 settembre 2010
listen it it Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni adottata nella tribù dei Crow:  ora è Raffaella Black Eagle, sorella adottiva di Barack Obama

Tornata dal suo ultimo viaggio in solitaria e fuoristrada in Montana,
incentrato sulla visita alle riserve indiane,
Raffaella Milandri, fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni,
è stata adottata come sorella da Cedric Black Eagle, il Presidente della Nazione della Tribù dei Crow.
Dice la Milandri: “Sono fiera di essere ora  Raffaella Black Eagle.Poichè il padre di Cedric ha adottato Barack Obama,
simbolicamente ora sono sorella anche del  Presidente americano.”
Anche il popolo di Facebook che segue in diretta i suoi viaggi è andato in visibilio.
Qui il link dove, durante la firma del Tribal Law and Order Act, che va a migliorare
il sistema di giustizia nella riserve indiane, il Presidente Obama racconta anche della
sua adozione come Barack Black Eagle.

http://www.youreporter.it/video_STOP_AI_CRIMINI_NELLE_RISERVE_INDIANE_1

Dice la Milandri : “L’adozione da parte dei Crow è stata molto commovente;
è uno dei loro rituali , ma è un privilegio riservato a pochi. Il mio impegno è e
sempre sarà affiancare i Crow, e tutti i popoli indigeni, nella lotta per i diritti umani e per la giustizia.”
La Milandri ha visitato i popoli dei nativi americani
Crow, Blackfeet e Salish e Kootenai, e anche l’ufficio del Governatore del Montana.
Per raccogliere dati e testimonianze sulla situazione dei nativi americani nelle riserve,
oggi. ” Vi sono nelle riserve indiane molte problematiche che si trascinano da decine di anni:
la disoccupazione, che arriva al tasso del 70%, l’alcolismo, e molte terre all’interno delle riserve che
sono state cedute tanti anni fa a non-indiani, creando alle volte un monopolio sfavorevole alle risorse
turistiche e del territorio. I governi tribali stanno cercando di  riacquistare queste terre,
ma ora il prezzo di queste terre che dovrebbero essere loro di diritto è esorbitante” aggiunge la fotografa umanitaria.
In Canada, invece, nelle riserve indiane non è permesso vivere a persone che non siano
membri riconosciuti delle tribù aventi diritto.
Il quotidiano più popolare del Montana, il Great Falls Tribune, ha dedicato alla viaggiatrice solitaria un
articolo speciale. ( visibile anche on line al link http://www.greatfallstribune.com/apps/pbcs.dll/article?AID=20109050308)
In modo del tutto autonomo e a scopo umanitario, la viaggiatrice porta
avanti una campagna di sensibilizzazione e di denuncia e ha avuto
contatti anche con il CERD(Commissariato per l’Eliminazione delle Discriminazioni razziali)
dell’ONU grazie al materiale raccolto.
Dice Raffaella Milandri:
“Sono a chiedere supporto e visibilità per la mia
campagna per i diritti umani dei popoli indigeni.
Sto anche divulgando alcune mie produzioni multimediali
(sui Boscimani del Kalahari e sugli Adivasi dell’Orissa), in modo
gratuito, per poter fare opera di sensibilizzazione. Con raccolta di
testimonianze e di denuncia per discriminazione dei diritti umani.”
Pochi giorni fa, la fotografa ha donato ben 140 sue foto per una iniziativa
internazionale a supporto di Save the Children,
curata dalla associazione Quarta Dimensione.

0d084b68417a6626fff6269c4d05db26 Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni adottata nella tribù dei Crow:  ora è Raffaella Black Eagle, sorella adottiva di Barack Obama

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Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

Appello da Niyamgiri

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Heights of Observation: le vette di Vittorio Sella alla Panopticon Gallery

mercoledì, 11 agosto 2010
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Scalando vette da brivido come alpinista e fotografo, Vittorio Sella ha lasciato in eredità un patrimonio iconografico, che Ansel Adams non ha esitato ad associare alla definizione di ‘sublime’ per la viscerale intensità delle emozioni che è in grado di suscitare, in grado ancora oggi di insegnare molto sia agli esperti di alpinismo che di paesaggi fotografici.

Spostandosi con destrezza dalle Alpi alla catena Ruwenzori ugandese, dall’Alaska alla spedizione sul K2 di Luigi Amedeo Savoia Duca degli Abruzzi nel 1909, Vittorio Sella è arrivato a cogliere picchi vertiginosi, pareti elettrizzanti, crepacci profondi e spaventosi come l’infinito, insieme alle dimensione emozionale delle atmosfere nebbiose e lo sfolgorio della luce sulla neve e i vari strati di roccia, raccolti da Summit.

L’archivio di lastre e panorami, fragile ma ben conservato dalla Fondazione Sella di Biella, grazie anche alla speciale zaino inventato dallo stesso Sella per il trasporto dell’attrezzatura in alta quota e in luoghi remoti, sarà in parte esposto alla Panopticon Gallery di Boston con Heights of Observation e la selezione di fotografie delle sue spedizioni a cura di Tony Decaneas, visitabili dal 9 settembre all’8 novembre 2010.

Heights of Observation
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Heights of Observation: le vette di Vittorio Sella alla Panopticon Gallery é stato pubblicato su clickblog alle 11:11 di mercoledì 11 agosto 2010.

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South di Mark Steinmetz

lunedì, 2 agosto 2010
listen it it South di Mark Steinmetz

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Mentre il mondo intero mette in discussione il ‘progresso’ di sistemi economici, sociali e culturali come quello americano, in occasione del SI FEST Savignano Immagini Festival l’Associazione culturale MiCamera propone in anteprima europea le immagini di Mark Steinmetz, e il senso di delusione e isolamento delle nuove generazioni rimaste ai margini del grande sogno americano, protagonista degli scatti in bianco e nero di South.

Dal 10 settembre al 3 ottobre, la mostra a cura di Giulia Zorzi e Flavio Franzoni, raccoglierà lo sguardo del fotografo americano puntato a sud degli Stati Uniti, in Georgia, Tennessee e Louisiana, con la trilogia SOUTH: South Central (1991-1993), South East (1994-2001) e Greater Atlanta (1992-2008).

Contemporaneamente MiCamera assegnerà una borsa di studio del valore di 300€ per frequentare il workshop “Fotografia del presente: ritratti e paesaggi”, che Mark Steinmetz terrà da venerdì 1 a domenica 3 ottobre 2010, mentre spostandosi nella sede milanese di via Medardo Rosso (zona Isola), dal 30 settembre al 30 ottobre, l’associazione presenta invece l’omaggio del fotografo al nostro paese e al cinema di Antonioni, con le 15 fotografie di Cronaca di un amore.

South di Mark Steinmetz
90000e3f4e640285f80335baead7bc44 South di Mark Steinmetz ecf84b172bb923eda5144e82d59dd6ad South di Mark Steinmetz 408e9b50c4b85bf582f39ba7ad4edbdc South di Mark Steinmetz 90a6000cd76b67ff0e13b9703cdd44bf South di Mark Steinmetz

South di Mark Steinmetz é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 02 agosto 2010.

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Truffatore presenta fotoritocchi in tribunale, ma viene scoperto

venerdì, 23 luglio 2010
listen it it Truffatore presenta fotoritocchi in tribunale, ma viene scoperto

eaaa3fedd2b63e5d432862ac33f8f696 Truffatore presenta fotoritocchi in tribunale, ma viene scoperto

Un truffatore è stato condannato a 24 anni dopo aver provato ad ingannare anche durante il processo portando foto che lo ritraevano in opere di carità.

Il suo scopo era quello di vedersi ridotta la pena, ma ci si è accorti che le foto erano in realtà dei fotomontaggi digitali. Nelle due foto presentate al tribunale aveva utilizzato una sua singola immagine, che in uno dei due casi era stata semplicemente ribaltata.

Non bastava però per il truffatore che ha anche scritto finte lettere di associazioni che chiedevano clemenza al procuratore. Ora dovrà scontare 24 anni di carcere.

Foto | zzpza
Via | NyPost

Truffatore presenta fotoritocchi in tribunale, ma viene scoperto é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di venerdì 23 luglio 2010.

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San Firmino a Pamplona

giovedì, 15 luglio 2010
listen it it San Firmino a Pamplona

ee81c105e56e749fb11f4bdd806451d4 San Firmino a Pamplona

Ieri a Pamplona si è conclusa la tradizionale festa di San Firmino.

Anche quest’anno decine di migliaia di turisti sono arrivati per partecipare alla celebre corsa con i tori, encierro, e vedere la corrida. Nonostante le radici di questa festa siano forte ci sono alcune associazioni per la difesa degli animali che la vorrebbero cancellare.

Mentre la provincia della Catalogna sta discutendo se approvare una norma che metterebbe al bando i combattimenti con i tori, a Pamplona vigeva l’assoluto divieto per le vuvuzela.

Via | BigPicture

San Firmino a Pamplona é stato pubblicato su clickblog alle 08:30 di giovedì 15 luglio 2010.

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Una fotocamera che funziona anche da timbro

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it Una fotocamera che funziona anche da timbro

e681a51115d98488c29a92f49135d2f7 Una fotocamera che funziona anche da timbro

Perché creare una fotocamera che può essere utilizzate anche come timbro? Probabilmente solo per divertimento, ma è interessante vedere qualcosa di diverso dai soliti prodotti.

La Stampy Digital Camera è una fotocamera digitale compatta che ha un timbro vero e proprio associato. Dopo aver scattato, la foto viene trasferita sul timbro che viene poi utilizzato nel modo più classico.

Al momento è solo un concept, ma cosa ne pensate? Dopo il salto potete vedere una schema del funzionamento.

a2562049b04941d1de8720c4b66a5677 Una fotocamera che funziona anche da timbro

Via | YankoDesign

Una fotocamera che funziona anche da timbro é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di mercoledì 30 giugno 2010.

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Disastro di Chernobyl

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it Disastro di Chernobyl

6ddbec9d6fd79e17d34e757a59768030 Disastro di Chernobyl

Nei mesi scorsi si è tornati a parlare di nucleare in Italia e vogliamo proporvi una raccolta di foto che documentano quel che rimane della zona attorno alla tristemente famosa centrale di ?ernobyl’.

Il 26 aprile 1986 durante un test di sicurezza in cui furono ignorate le più banali regole di sicurezza si innescò una reazione a catena che portò all’esplosione del reattore numero 4. Nubi di materiali radioattivi furono dispersi in una vasta area mentre le persone osservavano quello strano spettacolo. Furono evacuate 336.000 persone in un raggio di 30km senza informarle di quanto stava accadendo realmente.

Le nubi raggiunsero anche l’Europa e l’Italia. In un rapporto ufficiale dell’ONU si parla di 65 morti e 4000 presunti negli 80 anni a venire per tumori e leucemie. Le associazioni contro il nucleare replicano con 6.000.000 di morti in 70 anni su scala mondiale. A prescindere da quale sia il numero corretto non c’è da dimenticare il numero tristemente alto di giovani con malformazioni importanti.

Dopo il salto potete vedere un video realizzato con un robot che ci porta a vedere il piede d’elefante, il nome dato al nocciolo del reattore fuso che è penetrato nel piano sottostante. Vi consiglio di leggere lo storia dettagliata e lo stato attuale, non roseo, della struttura che rappresenta ancora oggi una serie e concreta minaccia per milioni di persone in tutta Europa.

Via | Indipendent

Disastro di Chernobyl é stato pubblicato su clickblog alle 11:30 di domenica 27 giugno 2010.

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