Articoli marcati con tag ‘artista’
martedì, 16 novembre 2010

Il fascino intramontabile delle istantanee Polaroid, della superficie che si impressiona lentamente sotto lo sguardo, questa volta in grande formato, colorate a mano ed in parte inedite, si rinnova con le Polaroids di Julian Schnabel, tra luoghi familiari e abbracci intimi con colleghi e amici.
Un viaggio suggestivo negli studi del pittore e fuori dal set del regista (Basquiat, Prima che sia notte, Lo scafandro e la farfalla, Miral), con Lou Reed e Mickey Rourke, Takashi Muratami e Christopher Walken, l’appena scomparso Dennis Hopper e l’amato cane, tra self volutamente sfocati e ritratti quasi spettrali, come quello di Plácido Domingo nei panni di Simon Boccanegra.
Polaroid gigantesche che si spingono in una dimensione lontana dalle coordinate spazio-temporali più convenzionali, anche se sono state realizzate in pieno giorno con una vecchia e ingombrante macchina fotografica fatta a mano, nello studio newyorkese di Palazzo Chupi, progettato e decorato dall’artista stesso. Nel video a seguire.
Polaroids

Immagini delle quali potete avere un assaggio in questa gallery (Julian Schnabel / Courtesy Bernheimer Fine Art Photography, 20 x 24 ins Polaroid Camera), raccolte in una edizione Prestel tutta da sfogliare, ed in mostra ancora per qualche giorno con Polaroids: Beyond Infinity and Grandview alla galleria Colnaghi di Londra.

Polaroid: colorate a mano e in formato gigante con Julian Schnabel é stato pubblicato su clickblog alle 13:39 di mercoledì 10 novembre 2010.
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giovedì, 4 novembre 2010

Non è facile stare dietro agli spostamenti di Jr, e al patrimonio di ritratti colossali e sguardi difficili da ignorare, che appaiono e scompaiono sulle pareti di palazzi e città, in giro per il mondo.
Volti silenziosi che hanno la forza di farsi ascoltare, come quelli della memoria di Wrinkles of the City ????, fotografati ed esposti in una metropoli urbana in frenetica trasformazione come Shanghai, e di nuovo fotografati ed esposti alla Magda Danysz Gallery fino all’11 dicembre 2010.
Volti segnati dal tempo e dalla vita, attraversati da rughe e ricordi, che guardano la città in trasformazione da edifici diroccati che dovranno presto lasciare il posto a qualcos’altro, che oggi ci sono e domani chissà, come i nostri anziani e la memoria che troppo spesso perdiamo con loro.
Wrinkles of the City

Un progetto sulla memoria delle persone e dei luoghi a dir poco coinvolgente, che affianca le riprese di Women are Heroes e il lungo cammino di un artista che saprà far fruttare al meglio il TEDprize appena assegnato, continuando a dare un volto e una voce a chi non ne ha.

JR in Cina: Wrinkles of the City ???? é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 04 novembre 2010.
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martedì, 5 ottobre 2010

In attesa che il sito di NIPPON. Tra mito e realtà: arte e cultura nel Paese del Sol levante sia finalmente navigabile (non prima del 23 ottobre) e Lugano si riempia di miti e realtà del Paese del Sol levante, continuiamo la nostra piccola esplorazione dell’autunno svizzero dal sapore decisamente orientale, passando dalle origini della fotografia alle sue espressioni più contemporanee.
Dall’ineffabile perfezione delle stampe fotografiche del XIX secolo ospitate a Villa Ciani, ad Araki Love and Death allestita al Museo d’Arte di Lugano, il viaggio è decisamente lungo ma sorprendentemente ricco di stimoli, intriganti legami e conturbanti connessioni.
Le due mostre fotografiche vicine e distanti, rendono ancora più evidenti la bellezza caduca dei fiori, il mutare delle stagioni e la sensualità femminile dei Sentimental Journey di Nobuyoshi Araki, quanto dei suoi discussi panorami urbani e “umani” spesso senza veli, costanti imprescindibili tanto dell’arte giapponese più antica e della sua cultura millenaria, quanto delle sue espressioni più contemporanee.
ARAKI Love and Death

Legami tanto più sorprendenti, in quanto emergono dalla ricca, eclettica, discussa e quasi ‘urgente’ produzione dell’artista giapponese, offerta dalla retrospettiva curata da Fuyumi Namioka, e arricchita da una serie di scatti inediti realizzati nelle settimane immediatamente precedenti la mostra ed esposti a Lugano in assoluta anteprima.

“Araki Love and Death” a Nippon Lugano é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di martedì 05 ottobre 2010.
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giovedì, 30 settembre 2010

Prospettiva e percezione, tra i fattori responsabili del modo nel quale ‘vediamo’ il mondo, tanto reale quanto immaginario, possono essere influenzati da tanti fattori e meccanismi, ieri come oggi.
È stato proprio guardando al trittico della Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, e alle tecniche prospettiche che creano visioni multiple all’interno della stessa scena statica di eserciti pronti alla battaglia, che Matteo Basilé ha realizzato Thishumanity.
Regole prospettiche rivoluzionarie per la pittura quattrocentesca, che il digitare di Basilè ha utilizzato per creare il frame successivo, lo scontro fisico, di una battaglia combattuta al femminile nel sud est asiatico, dove da tempo l’artista italiano vive e lavora.
Thishumanity

Thishumanity utilizza tecniche fotografiche digitali di post produzione per dare un ‘volto’ alle storie di donne pronte allo scontro, per svelare e salvare la propria identità, per sfuggire a un destino che le spinge ad assomigliare al sesso opposto.
Storie di donne, abissi, mostri e identità in lotta, in mostra alla Galleria Pack di Milano, dal 9 novembre 2010 al 15 gennaio 2011, e successivamente dal Singapore Art Museum, accompagnate da un catalogo edito da Damiani.
“He who fights with monsters might take care lest he thereby
become a monster.
And if you gaze for long into an abyss, the abyss gaze also
into you”
Friedrich Nietzsche
Thishumanity di Matteo Basilé é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 30 settembre 2010.
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lunedì, 27 settembre 2010

Testa sostenuta dal finestrino della metropolitana Tokyo-Kamakura e dal paesaggio che scorre lungo i binari, sguardo celato dalle lenti scure dei Raiban, monocromatismi resi ancora più intensi dal bianco e nero del ritratto, rendono Hippie Crime e il bel tenebroso Naoki Mori, l’icona perfetta per le Visioni del mondo di Daid? Moriyama, protagoniste della prima grande retrospettiva italiana del fotografo giapponese.
La mostra allestita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena nell’Ex Ospedale Sant’Agostino, fino al 14 novembre 2010, raccoglie oltre 450 frammenti di “quell’esperienza parziale e permanente” della realtà che questo fotografo on the road, libero da limiti e convenzioni, ha immortalato per anni in un numero impressionante di scatti.
Scatti randagi e ‘dannati’, volutamente graffiati o sfocati, sovraesposti o sgranati, come lo sguardo di Stray Dog scattato a Misawa nel 1971 e battuto all’asta della newyorkese Christie’s per 10/15 mila dollari nell’aprile scorso, o le 37 stampe di Farewell Photography pubblicate nel ‘68 da Provoke, la rivista innovativa e trasgressiva portavoce del malessere giovanile dell’epoca e in aperta contestazione con l’ipocrisia del sistema sociale e politico.
Daido Moriyama. Visioni del mondo

La mostra a cura di Filippo Maggia, proposta nell’ambito del progetto Fondazione Fotografia, e inserita nell’ambito del festivalfilosofia dedicato alla ‘fortuna’, della quale Moriyama fornisce una personale interpretazione con 32 immagini, è anche arricchita dalle 448 pagine del volume omonimo edito da Skira, che affianca a molte delle opere in mostra, anche un’intervista a cura di Filippo Maggia (della quale potete leggere un estratto on line), un testo critico di Akira Hasegawa e una biografia approfondita redatta da Francesca Lazzarini.

Per rendere lo sguardo modenese sul Giappone e sulla fotografia contemporanea ancora più ricco, soprattutto se avete perso Nippon K?b? al Forma di Milano, contemporaneamente a Daido Moriyama – Visioni del Mondo il Fotomuseo Giuseppe Panini ospiterà con Japan Contemporary fotografie e video di Nobuyoshi Araki, Maiko Haruki, Ryuji Miyamoto, Daido Moriyama, Hiroshi Sugimoto, Risaku Suzuki e Miwa Yanagi.

Nella gallery:
01.
Daido Moriyama
Tokyo, 1978
fotografia b/n, courtesy l’artista
02.
Daido Moriyama
On the Bed I, Tokyo, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista
03.
Daido Moriyama
Silent Theater, 1965
fotografia b/n, courtesy l’artista
04.
Daido Moriyama
Shonan, 1967
fotografia b/n, courtesy l’artista
05.
Daido Moriyama
Hippie Crime, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista
06.
Daido Moriyama
Hippie Crime, 1970
fotografia b/n, courtesy l’artista
07.
Daido Moriyama
Shinjuku, 2002
fotografia b/n, courtesy l’artista
08.
Daido Moriyama
Nippontheater, 1968
fotografia b/n, courtesy l’artista
09.
Daido Moriyama
After School, Ishikawa, Japan, 1971
fotografia b/n, courtesy l’artista
10.
Daido Moriyama
Tokyo, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista
11.
Daido Moriyama
Highway, Shizuoka, Japan, 1969
fotografia b/n, courtesy l’artista
12.
Daido Moriyama
Daido. Hysteric N.6, 1994
fotografia b/n, courtesy l’artista
“Daido Moriyama. Visioni del mondo” & Japan Contemporary: il Giappone a Modena é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 22 settembre 2010.
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giovedì, 19 agosto 2010

Uomini e donne, vecchi e bambini, famiglie ed esistenze intere immerse in acque bianche e lattiginose, quasi primordiali, come quelle del fiume sacro e vitale che sta per inondare le loro terre costringendoli a migrare per fare spazio ad una diga idroelettrica.
“Sena” (Dove? In lingua Nafaanra) di Devin Tepleski, in mostra fino al 4 settembre (prorogata) nella nuova sede della canadese Lúz Gallery, ritrae il popolo del Ghena che nel 2011 a causa della nuova diga perderà la propria terra, insieme a quel panorama economico e spirituale che li accompagna da secoli.
Un popolo dell’Africa nera immerso in un bianco abbagliante come la disgregazione del loro spazio vitale, un popolo che l’artista canadese ha inquadrato nel suo ampio progetto di laurea antropologica, con lo scopo di mettere in evidenza le proporzioni dell’impatto umano di tali cambiamenti, e di raccogliere fondi per sostenere la sopravvivenza di questi popoli.
L’acquisto di ogni bellissima stampa in edizione limitata, andrà quindi a sostenere i progetti di microfinanza locale e le iniziative educative così importanti per il sostentamento della comunità.
“Sena” l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 19 agosto 2010.
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mercoledì, 11 agosto 2010

Dopo l’installazione di Women are Heroes sui muri di Los Angeles, JR ha fatto un salto nella rigogliosa boscaglia per fornire un volto ‘amplificato’ di Patrice Babatunde Bart-Williams aka Patrice, autore tra le altre cose della colonna sonora del film Women are Heroes, e un’installazione al video di Ain’t Got No (I Got Life), cover di un brano di Nina Simone.
Nel video del singolo, che farà parte del nuovo album ONE in uscita il prossimo 10 settembre, il mix di hip-hop, blues, soul, reggae e folk dell’artista afro-tedesco emerge direttamente dal volto scultura realizzato da JR, assemblando amplificatori di diverse dimensioni e forme, e altrettanti frammenti fotografici del volto in bianco e nero di Patrice, il tutto con un pizzico di animazione in stop motion e atmosfera mistica. Godetevi il video dopo il salto!
Patrice – Ain't Got No (I Got Life)
Caricato da Patrice-Official. – Guarda altri video musicali in HD!
JR for Patrice – Ain’t Got No (I Got Life) é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di mercoledì 11 agosto 2010.
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lunedì, 9 agosto 2010
Stephen Wiltshire è un artista affetto da autismo e sindrome di savant. Viene praticamente considerato una fotocamera vivente per la sua capacità di ricordare ogni singolo dettaglio di qualsiasi panorama abbia visto anche per poco tempo.
In questo video potete vederlo mentre sorvola Roma e ne disegna, nei tre giorni seguenti, una panoramica straordinariamente precisa. Come potete constatare anche voi il termine “fotocamera umana” è decisamente appropriato.
Via | Photoxels
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venerdì, 6 agosto 2010

4 minuti di disperazione inaugurano l’estetica vintage, audace, seducente e concettualmente sovversiva di Alex Prager dietro la macchina da presa, e “Despair”, il corto a seguire, porta a compimento la vocazione cinematografica delle atmosfere fotografiche dell’artista americana.
Mettendosi alla prova con un mezzo diverso, Alex Prager, concentra in 4 minuti la Los Angeles negli anni ’60, un omaggio a ‘La morte corre sul fiume’ di Charles Laughton, al balletto dalla favola di Andersen ‘Scarpette Rosse’, una bella dose di suggestioni Hitchcockiane, e le doti espressive di una Bryce Dallas Howard molto lontana di vampiri di ‘Eclipse’, doti evidentemente ereditate da papà Ron Howard, insieme ai capelli rossi.
Questa immagine e il corto di Alex Prager saranno in mostra alla Edward Steichen Photography Galleries del MOMA con la collettiva New Photography 2010, insieme a Elad Lassry, Roe Ethridge e Amanda Ross-Ho, dal 26 settembre 2010 al 10 gennaio 2011.
Despair di Alex Prager al MOMA é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 04 agosto 2010.
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giovedì, 15 luglio 2010
Quello che Laszló Moholy-Nagy ha fatto per la fotografia è storia, più o meno nota e ancora incredibilmente attuale e stimolante, che consiglio di rispolverare con testi come Pittura Fotografia Film, quello che ha fatto con l’habitat e il commercio legato alle aragoste di Littlehampton un po’ meno, ma altrettanto interessante.
Un film, una cronaca fotografica, messa insieme con materiali originali forniti dalla comunità locale, dal rappresentante per eccellenza della fotografia del Bauhaus negli anni trenta, un sito, un libro e film che ne ripercorrono passi ed esperienze oggi.
Il “libro” che raccoglie la ricostruzione documentale di Stephanie Bolt, si può sfogliare on line anche dopo il salto, o scaricare gratuitamente in formato pdf sul sito del progetto, e spulciare con calma mettendosi sulle tracce di un artista che ha ancora molto da insegnare sulla fotografia e sull’arte di ‘guardare’ la realtà.
Littlehamptons Lobsters: con le aragoste sulle tracce di Laszló Moholy-Nagy é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di sabato 10 luglio 2010.
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martedì, 11 maggio 2010

Error Color è il titolo della prima personale italiana di Sosaku Miyazaki che si inaugura giovedì 13 maggio all’Artspace di Via Tortona 17 alle ore 19 con aperitivo. Trattandosi di un artista poliedrico come Miyazaki, l’esibizione sarà votata a una forte multimedialità: in mostra disegni, elaborazioni fotografiche, sculture e due video dell’artista che è uno degli emergenti di punta della scena artistica nipponica.
Interprete naif dell’immaginario del suo tempo, Sosaku, nato nel 1976 e partito dalla street-art, dichiara che “la sperimentazione di linguaggi, tecniche e supporti è uno dei motori principali della mia ricerca” e che il suo principale obiettivo nel fare arte è quello di “rendere visibile la bellezza che si nasconde nella vita di ogni giorno, proprio sotto i nostri nasi.” Alla sua prima personale italiana l’artista si presenta forte di un’esperienza che lo ha visto esporre a Madrid, Barcelona, Berlino oltre a numerosi esibizioni a Tokyo, la sua città.
L’appuntamento, per conoscere il variegato e colorato mondo iconografico di questo artista nipponico è quindi in Via Tortona, per una serata che fa parte di Corto_Circuito una serie di inaugurazioni contemporanee (e di arte contemporanea) che animeranno Zona Tortona il 13 maggio. L’ingresso è gratuito, le Nastro Azzurro, ahimé, pure quindi è da mettere in conto una certa ressa mondana.
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lunedì, 3 maggio 2010

A Compton Verney, nello Warwickshire, Inghilterra, è stata allestita una piccola mostra per dimostrare un punto importante nella pittura di Francis Bacon e quindi per la percezione da parte del pubblico dei suoi lavori, e cioè il ruolo che la fotografia ha ricoperto negli studi preparatori pittorici dell’artista.
Bacon, il cui tema prevalente è stata la figura umana, raramente dipingeva dal vivo i nudi, piuttosto dipingeva direttamente sulla tela senza disegni preparatori. Si è spesso detto che il risultato finale fosse l’espressione di sue immagini inconsce.
La mostra, Francis Bacon: In Camera, vuole dimostrare come in realtà l’artista, per ogni nuova tela, partissse sempre da un’immagine preesistente trovata in una rivista o in un libro fotografico. Una volta trovata l’immagine ispiratrice, Bacon la utilizzava come stimolo o come mezzo per accedere al suo inconscio.
E’ la prima volta che una mostra si focalizza sul metodo di lavoro e sull’origine del materiale impiegato da Bacon. A parte alcuni dipinti significativi realizzati tra il 1944 e il 1989, l’esposizione comprende materiale d’archivio dello studio dell’artista, che si trovano oggi a Dublino, presso la City Gallery The Hugh Lane, oltre a spezzoni di video e still fotografici. Scatti di Muybridge e John Deakin sono stati disposti accanto ai dipinti, come punti di riferimento per capire il percorso di Bacon. Fino al 20 giugno.
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