Dopo tanta fantascienza, cartoni animati e reality show più artefatti degli effetti speciali, è quasi normale rimanere affascinati dalle architetture futuristiche edificate in tutto il mondo, che non risparmiano neanche le chiese, atterrate nei quartiere periferici delle città come astronavi fatta per stare in terra ed non in cielo.
90 edifici realizzati dal 1970 al 1990 nelle ex-repubbliche sovietiche, dall’Armenia alla Russia, da architetti spesso sconosciuti che hanno giocato con le forme ispirate dai film di fantascienza e dall’Espressionismo, dal Modernismo e dal Suprematismo russo, in un puzzle di stili che sintetizza l’eclettico cocktail di sogni ed ideologie che ha caratterizzato un grande paese isolato dal resto del mondo e il collasso dello stesso.
Il Prometheus youth camp di Bogatyr ispirato da un prototipo di base lunare, fiamme di cemento armato per il Crematorium di Kiev, o il disco volante atterrato sul tetto dell’Institute of Scientific Research ucraino, sono solo alcuni dei sorprendenti edifici fotografati dal 2003 al 2010 dall’editor-in-chief del magazine francese Citizen K, ed esposti in tutto il mondo, prima di approdare al ZKM | Museum of Contemporary Art di Karlsruhe (Germania), dal 29 gennaio al 27 marzo 2011, che ora potete anche sfogliare on line nella gustosa anteprima di 100 pagine.
Titolo Evento: Workshop fotografico “L’autunno” Autore: Nimahel Data Evento: 13 Novembre 2010 (Evento singolo giornaliero)
[INCONTRO] Fotografiamo l’autunno – Oriolo Romano, 13 novembre
L’Associazione culturale Prospettiva 8 propone “Le nostre stagioni”, un ciclo di quattro workshop fotografici con la fotografa Paola Casali al fine di riprendere il paesaggio che costantemente muta intorno a noi, così come mutano le atmosfere, i colori, la luce. Dal tiepido autunno che prepara al rigido freddo dell’ inverno, al dolce risveglio della primavera che preannuncia l’esplosione di vita dell’estate; ogni stagione è in grado di suscitare in noi grandi emozioni.
Obiettivo di ciascun workshop è di osservare lo spettacolo variegato che la natura ci offre e di raccontare attraverso la fotocamera le molteplici sensazioni che proviamo davanti allo scenario che si presenta ai nostri occhi: malinconia, gioia, vitalità, meraviglia. Per partecipare ai workshop è necessario possedere una fotocamera reflex ed una preparazione tecnica almeno di base.
L’autunno
Il primo appuntamento del ciclo “ Le nostre stagioni” è dedicato alle calde tonalità autunnali con un workshop fotografico alla faggeta e al borgo di Oriolo Romano. Nulla più di un magico bosco di faggi ci può immergere nell’incanto dell’autunno: gli alti fusti lisci e chiari del faggio e le folte chiome gialle che spiccano contro il cielo, il manto di foglie rossastre a fare da morbido tappeto, i primi venti che lasciano ondulare le foglie a terra, il silenzio… la pace di un piccolo borgo lontano dalla frenesia della città.
Quando: Sabato 13 Novembre 2010 Dove: Oriolo Romano Obiettivo: Documentare il luogo, l’atmosfera, le emozioni suscitate dal trionfo dei colori autunnali in un paesaggio affascinante e integro a pochi chilometri da Roma.
Programma
- h 8.30 Incontro con i partecipanti ad Oriolo Romano. Introduzione e breve cenno su tecniche e attrezzature che si possono utilizzare.
- h 9:30 Scatti in faggeta
- h 12:30 Ritorno nel borgo di Oriolo romano. Pausa pranzo. Confronto tra partecipanti e docente
- h 13:30 Scatti liberi tra i vicoli del borgo.
- h 15:30 Saluti
Ciascun partecipante potrà successivamente inviare una selezione di 3/4 foto alla docente per un’analisi valutativa. Per chi partecipa all’intero ciclo è previsto un incontro per selezionare le migliori immagini scattate durante i workshop al fine di valutare/progettare una mostra collettiva.
Modalità di iscrizione
Costi: 25 € per gli iscritti all’associazione Culturale Prospettiva 8 Per i non iscritti : 25 € + 30 € costo tessera associativa
e trasmetterla a workshop@prospettivaotto.it, unitamente alla ricevuta del versamento di 25 € che dovrà essere effettuato entro e non oltre il 5 novembre 2010 sul conto intestato:
Associazione Culturale Prospettiva 8 IBAN: IT69W0300205119000401392715 (causale: WS del 13 novembre 2010)
Verranno accettate le iscrizioni in rigoroso ordine di arrivo della scheda e della ricevuta del bonifico
L’associazione culturale “Prospettiva 8″
Prospettiva 8 è un’associazione culturale con sede a Roma nata con l’intento di indagare e promuovere l’arte contemporanea nelle sue variegate espressioni con particolare attenzione al mondo della fotografia.
L’associazione culturale Prospettiva 8:
* organizza corsi di fotografia individuali e collettivi sia in autonomia sia in collaborazione con Enti pubblici e privati. Sono inoltre previsti workshop, seminari, dibattiti;
* organizza eventi espositivi (personali e collettivi) di autori affermati e/o emergenti offrendo un servizio professionale (selezione delle opere, individuazione e scelta di spazi espositivi, allestimento e presentazione critica del lavoro da parte di un nostro esperto). Il servizio prevede inoltre la realizzazione di materiale informativo e la sua diffusione (tramite newsletter, redazione e invio di comunicati stampa a giornali, a riviste e a siti specializzati), compilazione di un testo di presentazione critica del lavoro;
* promuove progetti fotografici finalizzati alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico con l’obiettivo di creare, altresì, un organico archivio fotografico che documenti e interpreti le trasformazioni del paesaggio urbano ed extraurbano.
A questo fine, l’Associazione ha costituito al proprio interno uno Staff operativo composto da fotografe, architetti, docenti di discipline artistiche e fotografiche che hanno maturato una profonda esperienza nel settore dell’arte e nella fotografia artistica.
CASARTARC – La casa per l’Arte e l’Architettura – in collaborazione con plug_in – laboratorio di arti multimediali – e con il Comune di Settimo Torinese (TO) con il patrocinio della Fondazione ECM di Settimo Torinese, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, Ordine degli Architetti e Paesaggisti della provincia di Torino, Brasil Ministério da Cultura e la Associação dos Amigos dos Moinhos do Vale do Taquari, organizza un Workshop dal titolo “Architettare il paesaggio rurale”. Il Workshop è rivolto a tutte le figure professionali che, a vario titolo, risultano coinvolte nei processi di trasformazione dei luoghi a differenti livelli di scala, dalla pianificazione alla progettazione ed alla realizzazione degli interventi, con specifico riferimento al contesto urbano-rurale; potranno partecipare architetti, ingegneri, paesaggisti, designer, ma anche funzionari e tecnici di Enti pubblici ed amministratori. Il Workshop avrà luogo con il raggiungimento di un numero minimo di 20 partecipanti e sarà limitato ad un numero massimo di 30 partecipanti: per l’iscrizione farà fede la data di ricevimento del fax o dell’e-mail con la domanda di partecipazione debitamente compilata. Nel caso in cui non venisse raggiunto il numero minimo di partecipanti le quote di iscrizione già versate verranno interamente restituite. Il Workshop si terrà nel Comune Settimo Torinese (TO) presso i locali della Giardinera – Via Italia n.90 bis nei giorni 28-29-30 giugno 2010.
Le finalità
Il Workshop nasce in relazione alla MOSTRA DEL BRASIL ARQUITETURA A ROMA
A TRADIÇÃO DO NOVO / LA TRADIZIONE DEL NUOVO
Il museo del Pane e altri progetti.
Esposizione dei progetti dello studio Brasil Aquitetura di Marcelo Ferraz e Francisco Fanucci
Il Workshop è stato pensato come un vero e proprio laboratorio di progettazione sul campo, in particolare si analizzerà l’architettura rurale presente sul territorio in questione, interstiziale rispetto al paesaggio urbano, ed il suo riuso con destinazioni diverse e identificazione di nuovi e contemporanei elementi architettonici. Obbiettivo del workshop è di analizzare e sintetizzare i risultati dello stesso per individuare quali direzioni possa assumere un intervento architettonico contemporaneo di riconversione sostenibile della realtà edificata di tipo rurale. L’ambito d’interesse è stato individuato nella Cascina Bordina che si trova in un’area già oggetto di studi e destinata a future trasformazioni urbanistiche (progetto della Tangenziale Verde – P.R.U.S.S.T. 2010 Plan); il workshop si pone quindi come obbiettivo lo studio del riuso della cascina stessa e delle sue funzioni. Viene quindi proposta una progettazione attenta alla tipologia originaria ma che integri ed interpreti in chiave contemporanea la nuova destinazione e la sua fruizione. I risultati del Workshop potranno costituire la base per futuri approfondimenti progettuali da parte dell’Amministrazione comunale di Settimo Torinese: il materiale prodotto all’interno del Workshop potrà costituire documentazione informativa da utilizzare per una futura progettazione. CASARTARC, plug_in ed il Comune di Settimo Torinese nonché gli enti patrocinanti si riservano la facoltà di pubblicare, in tutto o in parte, i progetti prodotti dai partecipanti al Workshop, senza nulla dovere loro, salvo la citazione dell’autore. In ogni caso il materiale prodotto non costituirà titolo per l’assegnazione di incarichi di alcun genere. La docenza sarà rappresentata dagli architetti Marcelo Ferraz, Francisco Fanucci, Emanuele Piccardo e dal referente dell’amministrazione comunale.
Attestato di partecipazione ed esposizione lavori
Al termine del Workshop ai partecipanti sarà rilasciato un Attestato finale di frequenza. Durante la tavola rotonda d’inaugurazione della mostra, prevista per il giorno 01 luglio ore 18.30, si svolgerà la presentazione del lavoro svolto con relativo dibattito. Il progetti realizzati durante il workshop saranno oggetto di una mostra nei locali della Giardinera in Settimo Torinese.
Iscrizione
La partecipazione al Workshop è subordinata al versamento di una quota di iscrizionecomplessiva di Euro 200,00
Il versamento dovrà essere effettuato mediante bonifico bancariointestato a CASARTARC codice IBAN IT90Z0893031030000070130812 indicando come causale – “Iscrizione Workshop Architettare il paesaggio rurale”. Copia dell’avvenuto versamento dovrà essere inviata alla Segreteria di CASARTARC unitamente al modulo d’iscrizione scaricabile dal sito www.casartarc.org all’indirizzo info@casartarc.org o via fax al numero +39-011.8028253 entro e non oltre il giorno 15 giugno 2010. Il mancato ricevimento dei documenti dimostrativi l’avvenuto pagamento entro i termini stabiliti costituirà motivo di esclusione del richiedente dal Workshop.
La quota di iscrizione al Workshop comprende:
- l’iscrizione
- il materiale didattico
- i pranzi e i coffee-break
La quota di iscrizione al Workshop non comprende:
- i pernottamenti
- tutto quanto non espressamente indicato nel presente bando
La sottoscrizione del Modulo di iscrizione comporta l’accettazione espressa ed integrale del presente Bando di partecipazione. In nessun caso, ivi compreso quello di abbandono del Workshop da parte dei partecipanti, la quota d’iscrizione verrà rimborsata. Ulteriori dettagli verranno comunicati ad iscrizione avvenuta
CASARTARC – La casa per l’Arte e l’Architettura in collaborazione con plug_in – laboratorio di architettura e arti multimediali e con il Comune di Settimo Torinese (TO)
patrocinio della Fondazione ECM di Settimo Torinese, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, Ordine degli Architetti e Paesaggisti della provincia di Torino, Brasil Ministério da Cultura e la Associação dos Amigos dos Moinhos do Vale do Taquari
Il Brasile è sempre stato una terra crocevia di culture e etnie. Nell’epoca recente, l’immigrazione di comunità straniere, tra cui anche quella italiana, la più consistente, ha rappresentato un fenomeno significativo che ha contribuito a disegnare l’identità culturale e il paesaggio del Brasile moderno. Tracce evidenti delle culture popolari si ritrovano nelle campagne e nelle città brasiliane. Il Brasil Arquitetura, erede culturale di Lina Bo Bardi, ha fatto del recupero delle tradizionipopolari la sua cifra, affermandosi nella riconversione di strutture architettoniche popolari. Attraverso 3 progetti di architettura – il museo Rodin a Bahia (2004), il museo KKKK e il museo del Pane, primo progetto di recupero e di ristrutturazione dei mulini costruiti dalla comunità veneta nella regione del Rio Grande do Sul all’inizio del secolo scorso – e una selezionata collezione di mobili, la mostra ripercorre il lavoro del Brasil Arquitetura negli ultimi trent’anni per far conoscere al pubblico italiano una ricerca architettonica che lavora sulla complessità dei contesti storici dialogando con la contemporaneità. Tre sono i fili conduttori di questa ricerca: musei e memoria, antico e nuovo, cultura brasiliana e cultura straniera. CASARTARC ospita questa mostra itinerante ed i suoi protagonisti ed è la seconda tappa prevista del viaggio tra Roma e Parigi. L’inaugurazione della mostra prevede anche un momento dedicato al dibattito con gli architetti brasiliani per far conoscere al pubblico italiano la ricerca del Brasil Arquitetura e aprire un dibattito su l’architettura brasiliana moderna e contemporanea e per presentare la cultura degli italiani emigrati all’estero.
Gli architetti
Fannucci-Ferraz si sono affermati in Brasile per il recupero e la riconversione di strutture architettoniche che testimoniano la complessità etnica e culturale del paese. Hanno recentemente promosso e progettato la ristrutturazione del primo dei mulini costruiti dagli italiani emigrati nella regione del Rio Grande do Sul all’inizio del secolo scorso realizzando un Museo del Pane e dell’Immigrazione Italiana. La qualità del progetto ha generato dinamiche volte alla valorizzazione di un pezzo della storia recente del Brasile in particolare quella della comunità italiana e allo sviluppo turistico della regione con la ristrutturazione di ulteriori edifici costruiti da italiani. Il legame dello studio Brasil-Arquitetura con l’Italia va aldila’ del progetto del museo del Pane. Fannucci e Ferraz si sono formati con Lina Bo Bardi (in particolare hanno lavorato al Sesc-Pompei SP) dalla quale hanno assimilato lo sguardo “antropologico”. Dopo la sua morte Marcelo Ferraz in veste di direttore dell’Instituto Bo Bardi, per anni ha promosso il nome dell’architetta italiana nel mondo, grazie anche ad una bellissima mostra (e a un catalogo) che per ben otto anni ha girato nelle grandi città dell’Europa e degli USA, raccogliendo un notevole successo di pubblico e di stampa.
L’evento è ideato e organizzato da — CASARTARC Casa delle Arti e Dell’Architettura e plug_in – laboratorio di architettura e arti multimediali
con il sostegno della Città di Settimo Torinese e Fondazione ECM.
La prima edizione della Festa dell’Architettura,Index Urbis, curata dall’architetto Francesco Garofalo è un evento che celebra lo spazio, la progettazione e la costruzione degli edifici. La rassegna che si svolge dal 9 al 12 giugno 2010, propone una lettura della città e dell’architettura contemporanea. Un fitto programma di appuntamenti fatto di incontri, lezioni, mostre, convegni e conferenze, presentazioni di libri, rassegne di video e film, installazioni e anteprime di progetti, sarà presentato alla stampa venerdì 4 giugno 2010, alle ore 12.00, in Campidoglio.
I luoghi della Festa sono quattro: la casa dell’architettura – acquario romano, l’auditorium parco della musica, il maxxi museo nazionale delle arti del XXI secolo e il macro testaccio cui si aggiungono oltre cinquantaeventi collaterali. Tra questi anche Officine Fotografiche con un gruppo di fotografii quali attraverso sequenze di immagini hanno ripercorso e interpretato il territorio metropolitano dell’Eur, un quartiere della Capitale che tanto ha ispirato architetti, registi, artisti e fotografi.
L’EUR è un acronimo che ricorda che il quartiere fu ideato in occasione dell’esposizione universale di Roma. Nel quartiere Europa, così come indicato nella toponomastica del Comune di Roma, l’uomo è stato sempre figura di secondo piano rispetto agli elementi architettonici del paesaggio monumentale. IDEA EUR, LA STORIA CONTINUA è un’indagine volta a fermare un periodo storico significativo del cambiamento in atto. Il rumore delle idrovore che pescano acqua dal fondo degli scavi, le sirene delle gru, il ferro che batte contro il ferro, il ruggito dei camion che entrano ed escono dai cantieri, il vociare lontano degli operai, rompono oggi quel silenzio assordante del passato proiettando il nuovo E2010 verso il futuro. La maestosità delle opere contemporanee si andrà a confrontare con un’idea del passato, frutto della volontà di grandezza di un regime, al pari di un avvenente modello che entra nella stessa vetrina dove un altro, un po’ datato, fa bella mostra di sé. La Nuvola di Fuksas, la Torre Giardino di Renzo Piano, l’Europarco, l’Acquarium virtuale Mare Nostrum, la Città dell’Acqua, sono gli ambiziosi progetti che segneranno la fine dell’epoca dei colletti bianchi rinchiusi nei loro cubi di travertino di vetro e ferro; del Velodromo Olimpico e del Parco Luneur, che hanno fatto gioire tanti giovani della seconda metà del secolo scorso. La mostra scaturita da questo impegno è l’insieme delle idee di dodici fotografi che hanno affidato ad articolate sequenze di tre fotogrammi, anziché a singoli scatti, sintesi documentarie, narrative e creative dei diversi stati d’animo che un quartiere come l’EUR è in grado di suscitare.
L‘evento promosso dall‘Associazione Culturale Officine Fotografiche è patrocinato dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF).
GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE 2009 ORE 19
Triennale di Milano_Design Museum_Viale Alemagna 6 – Milano
Nell‘ambito della rassegna VideoAgorà a cura di Silvana Annichiarico verrà proiettato il documentario su Adriano Olivetti, prodotto da plug_in.
Lettera22 è un film documentario su Adriano Olivetti, industriale, politico, urbanista e intellettuale che ha segnato con la sua opera la storia del nostro paese. Adriano Olivetti ha contribuito per un trentennio alla formazione della classe dirigente italiana. Il suo pensiero, i suoi scritti e le sue opere sono state e sono tuttora all’avanguardia in Italia e nel mondo.
Lettera22 si è posto come obiettivo il racconto di questa straordinaria avventura umana, industriale, culturale e architettonica attraverso le opere rimaste e immediatamente riconoscibili: le architetture. Le architetture però non riuscivano a definire la complessa e poliedrica personalità di Olivetti per questo sono stati coinvolti uomini e donne che, al pari delle architetture, hanno vissuto l’esperienza olivettiana e hanno contribuito a renderla grande. Gli intellettuali: Furio Colombo, Franco Ferrarotti, Luciano Gallino; gli operai Noè Malerba e Fiorentina Vittonatti; i funzionari Cornelia Lombardo, Camillo Prelle, Adolfo Salvetti; le figlie di Adriano: Lidia e Laura; gli architetti Annibale Fiocchi, Aimaro Oreglia d’Isola, Eduardo Vittoria; Enrico Giacopelli (autore del progetto del Museo a cielo aperto dell’architettura moderna a Ivrea), l’architetto eporediese Luca Marraghini. Questi personaggi, insieme alle architetture, hanno composto la cornice che contiene Adriano Olivetti evitando una narrazione nostalgica e manierista come in parte succede ogni qualvolta si parli dell’imprenditore eporediese. Oggi affrontare un tema complesso come Olivetti non può prescindere da un’attenta ricognizione delle fonti orali e bibliografiche necessarie alla comprensione del personaggio. Soprattutto in un contesto politico e culturale contemporaneo nel quale facilmente ci si appropria di un’appartenenza al pensiero olivettiano senza averne compreso il contenuto etico e politico.
Lettera22 propone allo spettatore un viaggio all’interno di un mondo, quello olivettiano, che ha determinato l’evoluzione economica, sociale, politica e culturale dell’Italia del dopoguerra ancora oggi attuale come ha affermato Franco Ferrarotti, padre della sociologia italiana.
Adriano Olivetti cresce in un ambiente rivoluzionario di stampo socialista, in cui il livello di innovazione era già presente nel lavoro del padre Camillo, allievo di Galileo Ferraris. Come il padre il giovane Adriano compie alla fine degli anni venti un viaggio negli USA per imparare l’organizzazione del lavoro delle grandi fabbriche americane. Questa importante lezione l’applicherà a Ivrea unendo l’organizzazione del lavoro con una nuova concezione degli spazi industriali, progettati dagli architetti Luigi Figini e Gino Pollini. Da quel momento a Ivrea verrà realizzata la modernità, unico esempio di città moderna italiana finita dove, alla presenza della fabbrica, si uniscono le case per gli operai e i dirigenti, gli asili, le scuole, le colonie diurne, i centri servizi sociali realizzate dai migliori architetti italiani: Luigi Figini e Gino Pollini, Annibale Fiocchi, Ottavio Cascio, Marcello Nizzoli, Gian Mario Oliveri, Ignazio Gardella, Eduardo Vittoria, Marco Zanuso, Igino Cappai e Pietro Mainardis, Roberto Gabetti e Aimaro Isola, Mario Ridolfi e Wolfang Frankl,, Emilio Tarpino, Alberto Galardi, Giorgio Raineri. Inoltre Olivetti fece costruire colonie montane e marine per il soggiorno dei figli degli operai, le sedi distaccate e i negozi di rappresentanza in Italia e nel mondo, progettati da Carlo Scarpa, Kenzo Tange, James Stirling, Louis Kahn, BBPR, Gae Aulenti. Per non parlare degli intellettuali coinvolti nel progetto politico e nella rivista Comunità, tra i quali si ricordano: Luciano Gallino, Franco Ferrarotti, Furio Colombo, Geno Pampaloni, Eugenio Montale, Franco Fortini, Paolo Volponi, Nello Ajello, Enzo Golino e molti altri.
Lettera22 vuole testimoniare la validità di un progetto, contemporaneamente culturale e industriale, ancora oggi attuale a cinquant’anni, nel 2010, dalla scomparsa di Olivetti.
Lettera22 è patrocinato da: Fondazione Adriano Olivetti, Consiglio Nazionale degli Architetti, DO.CO.MO.MO. Italia
Lettera22 è realizzato con il sostegno di:
Consiglio Nazionale degli Architetti, Alma Mater Studiorum-Scuola Superiore di Studi sulla Città e il Territorio, Ordine Architetti PPC di Torino, Fondazione Ordine Architetti PPC di Torino, Ordine Architetti PPC di Genova, AXA Assicurazioni
giovedì 9 luglio_ore 19.00_inaugurazione nuova mostra
Studio Trickster
Filippo Borella | Karin Freschi
Confidenze personali
scegli una storia e ti sarà sussurrata
inaugurazione e performance giovedì 9 luglio alle ore 19.00
Tre immagini. Ogni immagine, una storia. Ogni storia, un racconto.
DA QUA DEVO SPARIRE – 12 settembre 2002
PICCHIATO DAI VIGILI URBANI DI MILANO – 11 novembre 2005
CERTE CAZZATE PROPRIO NON MI PIACCIONO – 7 novembre 2007
In mostra dal 9 al 16 luglio. Le performance avranno luogo SOLO il 9 e il 16 luglio a partire dalle 19.00; negli altri giorni sarà possibile ascoltare la registrazione audio del racconto
“Tre fatti personali e reali, piccoli frammenti della propria esistenza che diventano esperienza condivisa, alterabile e modificabile nella suggestione e nel racconto che gli altri ne possono fare.
Oscuri nella loro proposta, l’unico modo che si ha per ripercorrere il loro valore compiuto di storie è ascoltarli.  Ogni spettatore, che può – deve scegliere cosa farsi raccontare, partecipa in modo unico e nuovo a quella storia specifica che condividerà , come esperienza, con chi l’ha vissuta e con chi ne è stato messo al corrente prima di lui. Non più una – o tre storie -, ma mille nuove, rese uniche da un tempo che è sempre esclusivamente specifico ed irripetibile, sottomesso alla contingenza emotiva di chi narra e di chi ascolta. Esempio di come sia impossibile condividere con altri il noi e il nostro vivere, così anche il lasciarne una traccia. Ogni esperienza è allora realmente unica e irripetibile.† Matteo Galbiati
Studio Trickster è un gruppo mobile di artisti, performer e architetti le cui opere sono frutto di una collaborazione e di un processo di scambio, sia nell’ideazione che nella realizzazione. Studio Trickster indaga i confini tra pubblico e privato rovesciando la funzione sociale di spazi urbani e domestici, sperimentando situazioni e azioni atte a nuove resistenze.
Filippo Borella è nato a Cantù (Co) il 13 maggio 1973. Laureato in archittettura, artista visivo, fondatore di Studio Trickster per la ricerca artistica nell’ambito relazionale.
Karin Freschi è  nata a Milano il 3 febbraio 1981. Laureata in comunicazione, attrice, performer, fotografa. Cofondatrice di Phoebe Zeitgeist Teatro e WaitressLab.
L’occasione di questo incontro è la mostra “Variazioni sul tema: La Bellezza†in corso fino al 19 luglio presso la galleria Wabi. Interverrà anche Maiter Ferrario, fondatrice di questa nuova galleria nel quartiere Isola, dove ci sposteremo dopo la presentazione per visitare la mostra e chiacchierare davanti a un aperitivo. Vi aspettiamo venerdì 10 luglio alle ore 19 presso MiCamera, in via Medardo Rosso 19 a Milano.
Chiara vive e lavora tra Marostica e Roma, dove ha esordito nel 1999 con la sua prima mostra personale.
Nei seguenti anni ha realizzato alcune mostre personali ed ha partecipato a diverse mostre collettive in spazi pubblici tra cui:
“Anteprima Q” Palazzo Reale, Napoli
“Italian Factory” Mostre Extra 50, 50 Biennale di Venezia, Venezia
“Mito Contemporaneo” Basilica Palladiana, Vicenza
“Melting Pop” Palazzo delle Papesse, Siena
“Sitting, standing,recicling” Modern Culture, New York
Nel 2002 vince il “Premio New York”, premio per l’arte contemporanea promosso dal “Ministero degli Esteri” e “Italian Academy at Columbia University” di New York.
Savignone (Ge), Colonia di Renesso 1-4 Luglio 2009
un workshop con
Stefano Boccalini, artista
Mario Galvagni, architetto
Lezioni di paesaggio #2 – sperimentazioni tra arte e architettura è un evento, in forma di workshop, al quale interverranno l‘artista Stefano Boccalini e l‘architetto Mario Galvagni. Nel 2008, durante la prima edizione di “Lezioni di Paesaggioâ€, la Colonia di Renesso ha ospitato incontri, conferenze ed happening sul tema del paesaggio. Quest‘anno, per la seconda edizione, abbiamo ideato un workshop che possa dare vita a un dialogo tra l‘arte e l‘architettura proprio a partire dal luogo che l‘ospiterà . La Colonia montana di Renesso, edificio del primo razionalismo italiano progettato dall’ingegnere Camillo Nardi Greco nel 1933, è una ex colonia femminile, oggi dismessa, inserita all‘interno di un parco. I temi che affronterà il workshop saranno le relazioni che si stabiliscono tra la memoria del luogo e il paesaggio.
Lezioni di paesaggio #2 vuole quindi mettere in relazione arte e architettura attraverso il confronto tra la ricerca sull‘ecologia della forma attuata dall‘architetto Mario Galvagni, ossia una disciplina applicativa sulle relazioni tra l’uomo e la morfologia socio-estetica del territorio, e la ricerca dell‘artista Stefano Boccalini che basa la sua riflessione sulla ridefinizione dell‘immaginario di un luogo coinvolgendo gli abitanti in una forma di arte pubblica (in quanto finalizzata ai cittadini) che genera l‘opera. L‘obiettivo è favorire un‘esperienza formativa nel confronto con un contesto sia architettonico che artistico partendo da approcci, sensibilità e apparati culturali differenti. L’iniziativa Lezioni di paesaggio #2 è organizzata nell’ambito del progetto di riqualificazione architettonica e culturale della Colonia in “Cantiere Sperimentale di Cultura Contemporaneaâ€, ideato dall’associazione culturale plug_in – laboratorio di architettura e arti multimediali in collaborazione con l’amministrazione comunale di Savignone, proprietaria dell’immobile. Il progetto mira a far diventare la Colonia di Renesso un luogo della cultura contemporanea, attraverso la promozione di iniziative che facciano interagire il futuro Cantiere Sperimentale con altre istituzioni culturali italiane ed europee, senza trascurare tuttavia il rapporto (permanente) con la comunità locale di riferimento.
La partecipazione al workshop è limitata a 20 persone ed è rivolta a studenti delle Facoltà di Architettura e delle Accademie di Belle Arti, ad artisti e architetti, ma anche a cittadini e appassionati di architettura e arte contemporanea che sentano la necessità di vivere un‘esperienza spazio-sensoriale nel paesaggio.
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Scheda tecnica:
Titolo: Lezioni di paesaggio #2 – sperimentazioni tra arte e architettura
Ideazione: Emanuele Piccardo, Luisa Siotto/ plug_in – laboratorio di architettura e arti multimediali (www.plugin-lab.it)
Organizzazione e cura: Emanuele Piccardo
Con il sostegno di: DIPARC della Facoltà di Architettura di Genova
In collaborazione con: Archphoto.it_rivista digitale di architettura, arti visivee culture (www.archphoto.it)
Comunicazione web: Luisa Siotto/Archphoto.it
Quando: 1- 4 luglio 2009
Dove: Savignone (Ge)_Colonia di Renesso
Programma:
1-3 luglio_ workshop
4 luglio_ presentazione finale dei progettieconferenze aperte di Stefano Boccalinie Mario Galvagni
Il viaggio è rivolto ad architetti, giornalisti, redattori di riviste specializzate, docenti universitari, studiosi e cultori della materia. Sono previsti riduzioni per gruppi di almeno cinque persone, per gruppi provenienti dagli ordini professionali convenzionati con ACMA e per i Sostenitori ACMA. Le iscrizioni saranno raccolte fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Per informazioni e iscrizioni:
ACMA Centro di Architettura
via Antonio Grossich 16,
20131 Milano
Tel. +39 02.70639293
Fax.+39 02.70639761
acma@acmaweb.com www.acmaweb.com
lezioni di paesaggio _ conversazione aperta con gli autori
giovedì 12 febbraio 2009 ore 17
Ordine degli Architetti PPC di Genova _ piazza S. Matteo 18|Genova
Questo libro raccoglie una selezione significativa degli interventi che si sono
succeduti durante le giornate di lezioni di paesaggio, un evento costituito da
una serie di incontri, happening, mostre e installazioni temporanee
organizzato dall’associazione culturale plug_in nel maggio 2008 nella Colonia
montana di Renesso. Attraverso il coinvolgimento di architetti, artisti,
operatori culturali, direttori di musei, geografi, fotografi e scrittori,
le lezioni hanno reso esplicite le diverse declinazioni e definizioni che è
possibile dare al termine paesaggio e mirato a promuovere una maggiore
consapevolezza della nostra interazione con l’ambiente che ci circonda.
Già la scelta del luogo sede dell’iniziativa è stata una sorta di dichiarazione
di intenti.
Titolo: Architettura e fotografia. La scuola Fiorentina Testi di: G. Belli, C. H. Favrod, G. Fanelli, M. Maffioli, B. Mazza Editore: Fratelli Alinari Pagine: 80 Fotografie: 70 Formato: 24×26 cm
Rilegato in brossura Prezzo (di copertina): 23,24 Euro
Il volume non intende proporsi come antologia di immagini fotografiche delle architetture tra 800 e 900, da chiunque riprese, ma intende dimostrare alcuni aspetti e risultati del rapporto con la fotografia avuto da architetti e docenti delle scuole di architettura e poi delle facoltà universitaria di Firenze. Il volume si articola in diverse sezioni che a partire dalle emblematiche immagini realizzate dai Fratelli Alinari, segue con la raccolta fotografiche create dagli architetti trovando in quei documenti dei repertori sia di conoscenza che strumenti di progettazione, per continuare con la fotografia come supporto al lavoro di restauro e concludere con la fotografia come momento di creatività formale dello stesso architetto.