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Articoli marcati con tag ‘anni settanta’

Viaggio a Modena: alla Galleria Civica di Modena con Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Davide Tranchino ..

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it Viaggio a Modena: alla Galleria Civica di Modena con Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Davide Tranchino ..

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Compiendo un Viaggio in Italia affine a quello che guidò Luigi Ghirri e il suo gruppo di fotografi interessati alle geografie del paesaggio più quotidiane e marginali, faccio tappa a Modena, tanto ricca di storia iconografica ed eventi pronti a condividerla, da richiedere più di una segnalazione e di sicuro tante riflessioni.

Questo piccolo viaggio nella Modena fotografata nella seconda metà del Novecento, parte dal gorilla del “Safari metropolitano” (Metropolitan Safari) di Davide Tranchino, e dalla vasta collezione permanente della Galleria Civica di Modena che resterà esposta al Palazzo Santa Margherita, fino al 7 luglio 2011.

In mostra, gli scorci e i paesaggi metropolitani immortalati dagli stessi fotografi che con Luigi Ghirri hanno compiuto un viaggio nelle geografie dell’Italia e del paesaggio fotografico, dalla città nell’occhio del mirino di Olivo Barbieri, al passato archeologico di Mimmo Jodice.

Una ricca mostra di disegni e fotografie alla quale non mancano gli spazi urbani di Gabriele Basilico, le personali visioni della Modena degli anni Settanta di Franco Fontana, e le sperimentazioni di Franco Vaccari .. e molto di più.

LA COLLEZIONE DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA
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Viaggio a Modena: alla Galleria Civica di Modena con Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Davide Tranchino .. é stato pubblicato su clickblog alle 17:35 di martedì 05 aprile 2011.

 Viaggio a Modena: alla Galleria Civica di Modena con Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Davide Tranchino ..
 Viaggio a Modena: alla Galleria Civica di Modena con Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Davide Tranchino ..

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New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross-Ho al MoMA

lunedì, 11 ottobre 2010
listen it it New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross Ho al MoMA

bda3b068be15aaea00bb28485eed783d New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross Ho al MoMA

Da sempre parlare di fotografia contemporanea richiede un lessico dello sguardo adeguatamente aperto alla sperimentazione, contaminazione e manipolazione di forme e linguaggi diversi, del resto alla base di quello fotografico sin dalle origini.

Arte concettuale, cultura pop, fotografia, pubblicità e industria cinematografica si trovano da così tanto tempo a condividere e scambiare tecniche, soggetti e suggestioni, sulle pagine di una rivista, le pareti di una galleria o quelle di uno schermo, da arrivare anche a modificare i termini della riflessione tra fotografia e immagine.

Una riflessione alla quale il MoMA di New York è sensibile da tempo e continua a dedicare attenzione con la collettiva New Photography 2010 e il contributo iconografico di un gruppo di artisti che usano la fotografia come ingrediente di un linguaggio e un immaginario contemporaneo complesso e articolato.

Se è vero che nell’epoca della riproducibilità tecnica dopo l’Arte Pop di Andy Warhol non ha più senso parlare di originale, e Richard Prince già negli anni settanta ri-fotografava le immagini pubblicitarie per i suoi collage, un ulteriore spunto alla riflessione arriva dai protagonisti della mostra organizzata da Roxana Marcoci, Curatore del Dipartimento di Fotografia, e ospitata nella Edward Steichen Photography Galleries del MoMA, fino al 10 gennaio 2011.

Tra citazioni, recuperi, libere interpretazioni e l’uso di foto altrui, la riflessione beneficia delle riproduzioni concettuali e commerciali di Roe Ethridge, dalla immagini fisse in movimento di Elad Lassry (che evocano il flusso narrativo al contrario delle fotografie de La Jetée di Marker), dai lavori commerciali di Amanda Ross-Ho realizzati spesso con fotografie prese da Amazon, o dalle narrazioni filmiche di Alex Prager e del debutto di Despair del quale abbiamo già parlato.

New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross-Ho al MoMA é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 11 ottobre 2010.

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“PENTH-MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti

lunedì, 24 maggio 2010
listen it it “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti

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Quando hai tutto ma ti sembra di aver perduto le cose importanti, è il momento di guardare altrove, lontano, o forse solo con più attenzione quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, alla quotidianità che non mente mai sulla nostra natura, sui bisogni imprescindibili che ci fanno percorrere tutti i giorni la strada giusta o quella sbagliata.

Questo bisogno di arricchire il proprio sguardo di quotidianità e punti di vista diversi può condurre ovunque, dal marciapiede sotto casa al villaggio aborigeno, ma puntare lo sguardo sul profondo legame che abbiamo con la terra, il territorio e quelle pratiche millenarie che hanno attraversato le soglie del tempo e resistito alle derive del progresso, ha il potere di mostrare l’essenziale, quello di cui abbiamo sempre avuto bisogno e dovremmo riscoprire o non dimenticare.

Un legame che la sensibilità di alcuni fotografi individua meglio di altri, e alle volte finisce per caratterizzarne lo sguardo e gli obiettivi, come nel caso dell’ingegnere e fotografo trentino Christian Cristoforetti, Mountain Forum Global Prize 2007 “ICIMOD”, che collaborando con istituti di ricerca etnografica e sociale e case editrici nazionali ed internazionali, ha ritratto tradizioni artigianali ed esistenze profondamente legate alla terra e ai suoi frutti, ha seguito le tracce dei grandi greggi transumanti dell’arco alpino, e raccontato la quotidianità dell’Africa rurale nel progetto in progress “PENTH-MI. Piazza della parola”.

PENTH-MI
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Dopo un ampio lavoro di indagine condotto tra i pastori “nomadi” dell’arco alpino nel quadro del progetto Alpinet Gheep, raccolto nel volume edito da Giunti “PASTORI NELLE ALPI. Storia e testimonianze” e in mostra al 57° Trento Film Festival, Christian Cristoforetti è partito per l’Africa, con l’obiettivo di condividere con il mondo intero le immagini, i ritmi e i rituali di un paese profondamente legato alla madre terra, sicuramente in antitesi con quello occidentale, ma forse proprio per questo da salvaguardare.

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Mentre una parte del mondo muore per far vivere a pochi un vita effimera, e l’Africa si impoverisce a causa di politiche economiche e sociali votate al profitto di paesi che contraccambiano con briciole e rifiuti, PENTH-MI, in lingua wolof (o Uolof) “piazza della parola” e nome della storica radio che nel corso degli anni settanta ha dato voce ai contadini del sud del Senegal, si propone di mostrare da una prospettiva diversa modelli di esistenza alternativi a quelli occidentali.

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Nel progetto rivolto alle comunità senegalesi che orbitano attorno al villaggio di Burukundà, nella fascia semi-desertica del Sahel, dove i villaggi rurali sorgono attorno al pozzo comune dell’acqua, e la comunità di agricoltori, pastori, pescatori, lavoratori stagionali e piccoli artigiani di popolazioni indigene provvede ad ogni bisogno, lontana anni luce da asfalto, illuminazione, criminalità e discriminazione, la fotografia in bianco e nero di Christian Cristoforetti, scelta per riproporre toni e atmosfere dei villaggi rurali africani di oggi come nelle immagini di inizio secolo, mostra le emozioni e i ritmi della quotidianità, rafforzata da interviste, leggende, proverbi e canzoni locali, nel tentativo di salvaguardarne una cultura tradizionale esclusivamente orale.

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Un grande progetto con l’obiettivo di “distribuire farmaci e vestiario di prima necessità, favorire la scolarizzazione di base, sviluppare un percorso di mediazione culturale, avviare un progetto di indipendenza alimentare che punta sullo sviluppo dell’allevamento e dell’agricoltura sostenibile, la realizzazione un nuovo pozzo comunitario per i villaggi, la costruzione di un piccolo magazzino per lo stoccaggio dei prodotti comuni dell’agricoltura, e la fornitura di bestiame e sementi per sanare la situazione di insufficienza alimentare, che interessa l’intera regione sin dalla siccità degli anni Settanta”.

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Un progetto in progress che beneficia del sostegno dell’associazione rurale Box Suxali Sunu Gox, partner locale del progetto “KOM – KOM”, promosso dalla Onlus di volontariato “La Savana”, che opera in Senegal con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, Assessorato alla Solidarietà Internazionale e alla Convivenza.

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Una selezione di immagini del reportage di “PENTH-MI”, è stata recentemente esposta nell’ambito della manifestazione di arte e giornalismo “Rintracciarti CARTA BIANCA: il diritto di sapere, il dovere di informare”, presso il Palazzo della Ragione di Mantova.

Dal 3 al 18 giugno, il Festival ECONOMIA di Trento ospiterà 37 stampe fine art (Epson Professional bianco nero, 50×70 cm) montate su lastra composita di alluminio (dibond) e 7 gigantografie su tela pittorica (180×180 cm) del reportage di Christian Cristoforetti negli spazi di palazzo Saracini Cresseri, ma le immagini itineranti a caccia di spazi pronti ad accoglierle e occhi desiderosi di guardare, potrebbero anche essere presto raccolte in un libro.

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Le fotografie raccontano l’arrivo nel villaggio di Burukundà e i ritmi della comunità nei giorni immediatamente successivi, e in un certo senso sono anche un omaggio a Mamadou, presidente della onlus “La Savana”, un tempo pastore peul del sud del Senegal, che la siccità ha spinto ad affrontare un viaggio clandestino attraverso l’Algeria, la Libia, la Grecia e infine l’Italia, e dopo quasi quaranta anni può far ritorno al suo villaggio portando con se un fotografo (Christian Cristoforetti), tanti progetti e un nuovo pozzo …

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CORPI MACCHINA:
Nikon D2X e D200

OBIETTIVI:
Nikon 10.5/2.8; 12-24/4; 18-200/3.5 – 5.6 VRII; 50/1.2; 300/2.8

LAMPEGGIATORI:
Flash Nikon SB900 e SB600

“PENTH-MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 24 maggio 2010.

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La fotografia degli anni ’70. L’esperienza e la testimonianza quotidiana

sabato, 25 luglio 2009
listen it it   La fotografia degli anni 70. Lesperienza e la testimonianza quotidiana

MAN DI NUORO
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La fotografia degli anni ’70. L’esperienza e la testimonianza quotidiana

Dal 23 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010
Ulteriori informazioni ed immagini: www.studioesseci.net

Comunicato Stampa

Anni Settanta, anni fatidici: eredi di un decennio tra i più rivoluzionari del dopoguerra e momento di incubazione di ciò che connoterà il poi e che disegna l’oggi.

Il MAN di Nuoro, diretto da Cristiana Collu, li “racconta” attraverso un mezzo, la fotografia, che in quel decennio si trovò a vivere un momento del tutto particolare, così come particolare è ciò che l’obiettivo ha inteso catturare: la quotidianità, lembi di vita reale e proprio per questo straordinaria testimonianza.

Fotografia e quotidianità sono termini il cui legame con gli anni ’70 è del tutto specifico. È stato in quel decennio, infatti, che la vita quotidiana irrompeva nella fotografia e, mentre si andava componendo la dicotomia arte/fotografia, nascevano nuove relazioni tra fotografia e arte contemporanea, superando divisioni prima marcate e trasformandole in contaminazioni e commistioni.

“La fotografia degli anni ’70. L’esperienza e la testimonianza quotidiana”, grazie ad una co-produzione internazionale che ha unito il polo espositivo sardo a La Fabrica/ PhotoEspaña 2009 e al Centro Andaluz de Arte Contemporaneo di Siviglia, propone dal 23 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010 uno sguardo retrospettivo su un gruppo di opere e di autori che contribuirono a definire gli anni Settanta come i più importanti e fecondi della storia recente della fotografia. Uno degli aspetti più singolari di questo periodo è il privilegio di cui la fotografia gode e che rende possibile una convergenza, non consueta in quel momento, tra l’ambito più specifico della fotografia e quello più vasto delle arti plastiche, testimoniato anche dal notevole numero di artisti. Prova ne sia il fatto che alla fotografia faranno ricorso tutti indistintamente. È importante sottolineare che questo rinnovato interesse per la fotografia passa soprattutto per la valorizzazione dell’idea di documento e dello stile documentale, come modello privilegiato e legittimo per la rappresentazione della quotidianità in combinazione tra la sfera pubblica e quella privata.

Al MAN saranno presenti circa 200 sceltissime opere di una ventina di artisti che realmente hanno fatto la differenza nel campo delle arti visive di questo periodo, offrendo un ampio e diversificato ventaglio di immagini paradigmatiche e nello stesso tempo di attitudini estetiche e concettuali.
Tra loro, nomi di rilievo internazionale come David Goldblatt, Christian Boltanski, Anders Petersen, Cindy Sherman, insieme ad altri che, come Robert Adams, Laurie Anderson, Claudia Andújar, Victor Burgin, Sophie Calle, William Eggleston, Hans Peter Feldman, Alberto García-Alix, Karen Knorr, Víctor Kolár, Ana Mendieta, Fina Miralles, Gabriele & Helmut Nothhelfer, J.D. Okhai Ojeikere, Carlos Pazos, Eugene Richards, Allan Sekula, Malick Sidibé, Ed van der Elsken, Kohei Yoshiyuki, hanno percorso strade del tutto personali, di interesse assoluto. Ad uno solo di loro, Goldblatt, la mostra offre due diverse “isole”: nella prima l’artista si misura con il tema dell’apartheid, nella seconda conduce una ricerca sulle mani come altro viso di una persona.

La selezione di autori per questa mostra è “esemplare”, nell’accezione del termine “esempio”: sarebbe potuta essere qualunque altra, privilegiando però solo i “grandi”, coloro che hanno lasciato un’impronta nella storia della fotografia del decennio, lungo un percorso che prende idealmente inizio dalla serie di Eugene Richards Giorni di Rochester per concludersi con Víctor Burgin e le sue proposte di una vita differente.
Tutte ed ognuna delle immagini raccontano una storia “quotidiana”: la quotidiana monotonia dell’uscita degli operai da una fabbrica (Allan Sekula), oppure l’indagine sulle abitudini sociali, come fa il nigeriano Ojeikere con il rito della pettinatura; o la manifestazione dell’indifferenza sociale davanti ai problemi degli altri, come la serie di persone che guardano il sangue che esce sotto la porta di una casa, di Ana Mendieta. Sguardi sulle infinite quotidianità di un tempo che già mentre veniva catturato diventava passato.

MAN, Nuoro, via Satta 27, 08100 Nuoro

Orario: 10:00/13:00 – 16:30/20:30 dal martedì alla domenica.

Ingresso gratuito. Servizio gratuito di visita guidata (attivo dal martedì al sabato dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 19:30 e le ultime domeniche del mese).

Catalogo: Silvana editoriale

Informazioni e prenotazioni: MAN tel. & fax +39 0784 252110 info@museoman.it

Ufficio Stampa
MANUAL comunicazione informazione immaginazione / Paola Marino, tel. +39 3393449512 paola.manual@gmail.com
Studio ESSECI / Sergio Campagnolo, tel. +39 049 663499 / www.studioesseci.net / info@studioesseci.net

STUDIO ESSECI
Via San Mattia, 16
35121 Padova
Tel. 049 663499
WS: www.studioesseci.net

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Il lavoro di Simcha Shirman presentato da Maurizio G. De Bonis e Orith Youdovich – Venerdì 12 giugno 2009 alle ore 18.30 – Officine Fotografiche

lunedì, 8 giugno 2009
listen it it Il lavoro di Simcha Shirman presentato da Maurizio G. De Bonis e Orith Youdovich   Venerdì 12 giugno 2009 alle ore 18.30   Officine Fotografiche
f86997d22814b4bea885fec51d79ad60 Il lavoro di Simcha Shirman presentato da Maurizio G. De Bonis e Orith Youdovich   Venerdì 12 giugno 2009 alle ore 18.30   Officine Fotografiche

Simcha Shirman, White Horse, Acre, 1981

In anteprima sull’edizione 2009 di FotoLeggendo, il 12 giugno alle 18.30 Officine Fotografiche e Punto di Svista hanno organizzato una lezione su uno dei fotografi israeliani contemporanei più importanti: Simcha Shirman, che è stato invitato a ottobre a FotoLeggendo per condurre uno dei workshop in programma.
A presentare il suo lavoro saranno il critico fotografico e giornalista Maurizio G. De Bonis e la fotografa e curatrice Orith Youdovich, esperti di fotografia israeliana contemporanea.
Una lezione fondamentale per conoscere un artista complesso e anticonvenzionale come Simcha Shirman, uomo dalla personalità magnetica e raffinato fotografo, lontano dalle mode e dalla mondanità.

Artista e fotografo israeliano attivo dagli anni settanta, Simcha Shirman ha esposto in mostre personali a New York, Johannesburg, San Francisco, Tel Aviv, Berlino e Roma. Nel 1999 è stato chiamato ad allestire, con un proprio progetto site specific, il Padiglione israeliano nell’ambito della Biennale di Venezia, mentre nel 1995 aveva già rappresentato il suo paese nella Biennale di Arte Contemporanea di Johannesburg. Le sue immagini sono state selezionate per prestigiose collettive a Parigi, Tokio, Roma, Gerusalemme, Milano, Haifa e New York.

Per ulteriori informazioni e per le modalità di iscrizione al workshop di Shirman di ottobre, si possono contattare le Associazioni Officine Fotografiche e Punto di Svista: info@fotoleggendo.it, tel. + 39 06 5125019 (Officine Fotografiche) e puntodisvista@gmail.com, tel. +39 334.8511811 (Punto di Svista).

Officine Fotografiche Ass.ne Culturale
Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
Tel. +39 06 5125019
www.officinefotografiche.org

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SCRITTURE DI LUCE – APPUNTAMENTI CON GLI AUTORI E I FOTOGRAFI

domenica, 22 marzo 2009
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DEAPHOTO EXPO / LA FELTRINELLI EVENTI FIRENZE
BRUNO MONDADORI / CONTRASTO

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SCRITTURE DI LUCE  -  APPUNTAMENTI CON GLI AUTORI E I FOTOGRAFI
Presentano: Sandro Bini e Michelangelo Chiaramida (Associazione Culturale Deaphoto)

Sabato 21 Marzo ore 17:30
la Feltrinelli | International – Via Cavour 12r / FIRENZE

(continua…)

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gian butturini – incontrando l’umanità

domenica, 22 febbraio 2009
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sabato 7 marzo 2009

alle ore 19 presso

contemporanea

spazio per l’arte

loggia delle mercanzie

corsetto sant’agata 22 – brescia

inaugurazione della mostra di

gian butturini – incontrando l’umanità

mostra antologica 1969 -2006

a cura di luciano salodini e ken damy

in collaborazione con l’associazione amici di gian e il museo ken damy

testo critico di giulio toffoli

(continua…)

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CS mostra antologica Gian Butturini – Spazio Contemporanea – sabato 7 marzo 2009

sabato, 14 febbraio 2009
listen it it CS mostra antologica Gian Butturini   Spazio Contemporanea   sabato 7 marzo 2009

fc2b7c01bdf33ae040fbe13632c2b506 CS mostra antologica Gian Butturini   Spazio Contemporanea   sabato 7 marzo 2009

sabato 7 marzo 2009 alle ore 19 presso

contemporanea – spazio per l’arte

loggia delle mercanzie

corsetto sant’agata 22 – brescia

inaugurazione della mostra di gian butturini

“incontrando l’umanità”

mostra antologica 1969 -2006

a cura di luciano salodini e ken damy

in collaborazione con l’associazione amici di gian e il museo ken damy

testo critico di giulio toffoli

(continua…)

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Henri Cartier-Bresson. Fotografo

giovedì, 8 gennaio 2009
listen it it Henri Cartier Bresson. Fotografo

I libri su Henri Cartier-Bresson acquistabili su archimagazine:
Henri Cartier-Bresson. Fotografo
Henri Cartier-Bresson. Disegni e acquerelli

Elenco dei libri disponibili nella stessa sezione

cd6f1c150414097ed4edd33339a429b1 Henri Cartier Bresson. Fotografo

Titolo: Henri Cartier-Bresson. Fotografo
Editore: Fratelli Alinari
A cura di: Y. Bonnefoy
Pagine: 344
Fotografie: 155
Formato: 30×30 cm
Rilegato in tela
Prezzo (di copertina): 77,47 Euro

Clicca per procedere all’acquisto

Oltre 50 anni di storia, dagli anni Venti agli anni Settanta, sono qui raccontati attraverso gli occhi attenti e veloci del grande maestro della fotografia, Henri Cartier-Bresson. Fondatore nel 1947, insieme a Capa, Seymour e Rodgers, della famosa agenzia fotografica Magnum, le sue immagini scattate in Europa, Asia, America, mostrano una straordinaria capacità nel cogliere i momenti decisivi e fissarli rapidamente nell’obiettivo. Catturare l’attimo fuggente, quell’istante di vita che può trasformare la fotografia in un’opera d’arte, è la grande maestria di Cartier-Bresson ed è a questa che rende omaggio il presente volume.

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VISION QUEST Contemporary Photography – Mostra collettiva di fotografia

domenica, 12 ottobre 2008
listen it it VISION QUEST Contemporary Photography   Mostra collettiva di fotografia

VISION QUEST Contemporary Photography

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COMUNICATO STAMPA

Mostra collettiva di fotografia

COLLETTIVO 180

Vasco ASCOLINI, Gianni BERENGO GARDIN, Giorgio BERGAMI,

Bruno CATTANI, Enzo CEI, Carla CERATI, Mario DONDERO, Michele D’OTTAVIO, Claudio ERNÈ, Uliano LUCAS, Christian MARTINELLI,

Giordano MORGANTI, Giacomo SAVIOZZI, Giovanni SESIA, Massimo STEFANETTI,

Filippo URBINI

7977634b05e58435416e4036911fd3a8 VISION QUEST Contemporary Photography   Mostra collettiva di fotografia

Curatore: Fabrizio Boggiano

Inaugurazione:  Giovedì 9 ottobre 2008 dalle ore 18.00 alle ore 24.00 presso la VISION QUEST

Venerdì 10 ottobre 2008 dalle ore 18.30 alle ore 22.30 presso l’Ex. o.p. di Quarto

Periodo:  9 ottobre – 30 novembre 2008

Sedi: VISION QUEST: Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova

Ex o.p. di Quarto: Via G. Maggio, 6, Genova

Tel.: +39 339 7534993

+39 010 265629

Orario: VISION QUEST: mercoledì, giovedì, venerdì ore 15.30 – 19.30

sabato ore 10.00 – 12.30 / 15.30 -19.30

oppure su appuntamento (tel. +39 3397534993)

Ex o.p. di Quarto: da lunedì a domenica dalle ore 08.00 alle ore 17.00

Sito web: www.visionquest.it

Informazioni e-mail: info@visionquest.it

Catalogo:  in galleria, bilingue (italiano/inglese), con testi di Fabrizio Boggiano e del Prof. Antonio Slavich, Edizioni VISION QUEST, Genova

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Gli artisti saranno presenti alle inaugurazioni

La Galleria VISION QUEST Contemporary Photography è lieta di inaugurare la stagione artistica 2008 – 2009 presentando la mostra collettiva di fotografia intitolata COLLETTIVO 180.

A trent’anni dall’approvazione della legge 180, detta anche “Legge Basaglia” dal nome dello psichiatra suo promotore, abbiamo sentito la necessità di realizzare una mostra che non fosse celebrativa ma, piuttosto, che potesse riaccendere l’attenzione su una tematica particolarmente importante quale è la salute mentale.

Gli anni Settanta sono stati il periodo più denso della nostra Repubblica, all’interno dei quali si sono dibattuti terrorismo, mafia, cattiva politica, ma anche ideali sociali nuovi e profonde battaglie civili, che condussero a importanti leggi dello Stato.

Oggi si vorrebbe dimenticare tutto e, tendenza ancora più grave, ridiscutere e ridimensionare proprio quelle leggi vanificando così l’importante percorso compiuto. Con questo spirito, pertanto, pensiamo di portare un piccolo, ma significativo contributo, finalizzato al recupero della memoria e alla consapevolezza di quanto alta debba essere mantenuta l’attenzione.

La mostra, pertanto, partirà proprio con le immagini storiche relative agli anni dal 1967 al 1970, quando, grazie a Franco Basaglia e ai suoi collaboratori, fu possibile, per alcuni, entrare negli ospedali psichiatrici e fotografare l’orrore esistente. Grazie a queste immagini crebbe l’attenzione per un universo fino a quel momento volutamente tenuto nascosto e molti fotografi iniziarono, e continuarono, a documentarne ogni aspetto.

Sono trascorsi ormai trent’anni dalla legge e quaranta dall’apertura dei primi reparti psichiatrici: molta strada è stata percorsa, ma molta di più è ancora quella che abbiamo innanzi.

Le fotografie esposte percorrono questo arco di tempo fissando l’attenzione su questo mondo sollecitando, soprattutto, una riflessione sulla situazione odierna, che rischia di retrocedere tragicamente e continuare a cadere nell’indifferenza e in una vergognosa speculazione.

Anche per questo motivo una sezione della mostra verrà esposta all’interno dell’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, sempre a Genova, alla quale si affiancheranno filmati, incontri ed eventi.

Uno di questi sarà una vera e propria mostra nella mostra ”Quarto Occhio!”: giovani fotografi, insieme al personale della struttura e ad alcuni degenti, riceveranno una macchina fotografica “usa e getta” (uguale per tutti) con la quale poter liberamente fotografare all’interno dell’ambiente. Una selezione verrà quindi esposta nell’ex Ospedale Psichiatrico e pubblicata sul catalogo della mostra. Tutto questo a dimostrazione di quanto sia importante abbattere ogni tipo di barriera combattendo, nello stesso tempo, chi vorrebbe nuovamente nascondere, agli occhi della società, le persone che soffrono di un disagio mentale.

Non sarà mai possibile, infatti, contrastare questa ormai pericolosa società dell’apparenza se, ogni volta, lasceremo calare le bende sugli occhi restando in silenzio.

Fabrizio Boggiano

VISION QUEST Contemporary Photography

Piazza Invrea 4r, 16123 Genova

Tel. 010 265629 – 3397534093 www.visionquest.it info@visionquest.it

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Wilhelm von Plüschow

mercoledì, 20 febbraio 2008
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Wilhelm von Plüschow (o Guglielmo Plüschow, scritto anche Plueschow, o Pluschow, o Plueskow; Wismar, 18 agosto 1852 – Berlino, 3 gennaio 1930) è stato un fotografo tedesco trasferitosi in Italia, prima a Napoli e poi a Roma, e divenuto noto per le sue foto di nudo di giovani italiani, in preferenza maschili (ma anche femminili).

(continua…)

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Renè Burri

mercoledì, 20 febbraio 2008
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Renè Burri (Zurigo, 9 aprile 1933) è un fotografo svizzero.

Prima della fotografia le sue passioni furono quelle della pittura e del cinema e fu per tale motivo e per migliorare le sue conoscenze che decise di frequentare la scuola d’arte di Zurigo dove ebbe l’opportunità di studiare composizione, pittura e disegno.

Finità la scuola cerca di dare seguito a questa passione tentando il mondo del cinema, ma le opportunità date dalla Svizzera in quel periodo erano davvero limitate, decide quindi di dedicarsi alla fotografia che molto si avvicina al mondo del cinema. Nel 1950, all’età di 17 anni entra quindi alla scuola di fotografia della sua città. Fu in questi anni che iniziò a lavorare come regista ed a realizzare i suoi primi documentari, contemporaneamente inizia ad usare la sua prima macchina fotografica, una Leica.

Nel 1955 il suo amico Werner Bischof lo avvicina, mettendolo in contatto con l’agenzia Magnum Photos dove presenta il suo reportage sulla realtà dei bambini sordomuti. Il reportage, con grande soddisfazione dello stesso Burri, venne pubblicato sulla prestigiosa rivista Life nonché su altre importanti riviste europee. Entrato a far parte dell scuderia di Magnum Photos inizia la sua intensa attività come fotografo di reportage in giro per il mondo per realizzare i lavori commisionati da Magnum. Questi furono gli anni in cui Burri si recò in Italia, Cecoslovacchia, Turchia, Egitto ed altri paesi.

Nel 1959 diventò membro Magnum. Pubblica il suo lavoro sulla Germania a cura di Robert Delpire e con l’introduzione di Jean Boudrillard. Realizza sempre negli anni sessanta altri importanti repotage. Sono da ricordare infatti quello del 1963 su Picasso e successivamente quelli su Giacometti e Le Corbusier. Sempre nel 1963 realizza il ritratto di Fidel Castro e di Che Guevara. Nella seconda metà degli anni sessanta e negli anni settanta lavorò in Egitto, Israele, Vietnam e Beirut. Nel 1982 diventa presidente della Magnum Photos. Nel 1991 venne nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dallo Stato Francese e nel 2004 venne realizzata una grande retrospettiva che nel 2005 è arrivata anche in Italia.

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