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martedì, 27 settembre 2011
Dodici location nella Capitale per la settima edizione di FotoLeggendo. Dal 15 settembre trenta autori in mostra, diversi vincitori del World Press Photo e di altri prestigiosi contest, a partire da Vanessa Winship, premio alla carriera Henri Cartier-Bresson 2011. In questa edizione approda anche il cinema documentario indipendente, della regista statunitense Nina Rosenblum, che per l’occasione presenterà in anteprima mondiale il suo ultimo film. Attraverso le mostre e le proiezioni l’obbiettivo è puntato sul mondo e la società, ma anche sull’intimità e l’introspezione. Due mesi costellati di visioni, storie e creatività, per ascoltare e vivere la fotografia in tutte le sue declinazioni.
La fotografia a tutto campo. Da guardare, studiare ed esercitare. E, volendo, grazie alle letture del portfolio, ci si può mettere anche alla prova mostrando i propri scatti. FotoLeggendo quest’anno coinvolge, per due mesi, 12 spazi a Roma. Nato sette anni fa con l’idea di far emergere nuovi talenti, e ogni anno continua la sua mission offrendo la possibilità di mostrare i propri portofolio a critici, photo editor, fotografi, giornalisti e galleristi. Gli esperti, con colloqui individuali, forniscono un parere critico, consigli e suggerimenti. Le letture portfolio, in programma sabato e domenica 9 ottobre, termineranno con l’assegnazione del Premio FotoLeggendo cui seguiranno le premiazioni del Premio G. Tabò ed èchange Boutographies -FotoLeggendo.
La programmazione, distribuita in differenti spazi, avrà come quartier generale, dal 7 ottobre, l’ISA – Istituto Superiore Antincendi, gioiello di archeologia industriale e contenitore delle letture portfolio, premiazioni, diciotto mostre, tra cui i due lavori selezionati per il Premio G. Tabò, diverse proiezioni e incontri. Tra i fotografi la pluripremiata Vanessa Winship che nel 2011, per Black Sea ha ricevuto il riconoscimento alla carriera Henri Cartier-Bresson.Il lavoro, in mostra fino al 23 ottobre, descrive la storia dei diversi popoli millenari, delle sei nazioni, da sempre geograficamente unite dal Mar Nero. Chiamato il Ponto Exinus, “mare inospitale”, queste acque sono state da sempre navigate e le sue rive colonizzate. Il lavoro è dunque l’esplorazione di un popolo, del suo passato, delle vite e dei desideri al di là di tutto. Con Interrogations di Donald Weber e a cura di Gaia Tripoli, si va alla scoperta delle stanze degli interrogatori. Un luogo dove giustizia, pietà, speranza e disperazione vengono fabbricate, comprate, barattate e vendute. A cura di Contrasto, The Little People di James Withlow Delano. Il lavoro denuncia le devastanti conseguenze provocate dalla produzione del bio-diesel, un carburante “green” che si ottiene dalla coltivazione di una palma prodotta soprattutto in Malesia. Tutte le fotografie della mostra di James Withlow Delano, The little people, possono essere acquistate fino al 23 Ottobre. Il ricavato della vendita sarà devoluto alla onlus Sport Senza Frontiere, per l’integrazione sociale ed il diritto allo sport, a sostegno del progetto “La città dello sport senza frontiere”.
Il programma delle esposizioni continua al Museo di Roma in Trastevere (fino al 9 ottobre) Casa del Cinema, Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI), Officine Fotografiche, b>gallery, Label201, CameraOscura e gli studi di via Negri, il circolo Rising Love, Area10 Design, ars–imago e 10b Photography.
In questa edizione approda anche il cinema documentario di Nina Rosenblum. Regista di fama internazionale e candidata all’Oscar nel 1992 con il film Liberators: Fighting on Two Fronts in World War II, il suo lavoro sarà al centro di una serie di proiezioni, incontri e seminari, curati da Manuela Fugenzi e ospitati dalla Casa del Cinema di Roma – struttura promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio e la gestione di Zètema Progetto Cultura. La rassegna, che coinvolge anche Officine Fotografiche e l’Università degli Studi Roma Tre, è in programma tra l’8 ottobre e il 3 novembre. Agli appuntamenti parteciperanno Nina Rosenblum e Daniel Allentuck, co-fondatore della casa di produzione indipendente Daedalus Productions Inc. Un’occasione unica per conoscere il lavoro della regista statunitense che negli anni ha realizzato documentari e inchieste di enorme impatto sull’opinione pubblica americana. Tra gli ospiti spicca il nome di John Morris, grande photo editor del nostro secolo che nella sua lunga carriera ha documentato i momenti più significativi della storia moderna. Fissati in un libro della Contrasto edizioni, Get the Picture: Una storia molto personale del fotogiornalismo, è un diario prezioso che attesta i retroscena di ogni scatto divenuto icona della storia del secolo scorso. Da segnalare anche la presenza di Renata Ferri (photo editor di Io Donna) e Massimo Razzi (Vicedirettore di Repubblica.it), che sabato 8 ottobre interverranno alla tavola rotonda “giornalismo e web” . A cura di Reportageitalia.it, il progetto, che nasce e vive sul web, è frutto del lavoro di un collettivo di giornalisti e fotografi di cui fa parte Emiliano Mancuso (Contrasto) e Laura Eduati, (giornalista).
L’iniziativa, organizzata da Officine Fotografiche, ha il contributo della Provincia di Roma è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Lazio, Assessorato Cultura, Arte e Sport, da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza ai Beni Culturali e dal Municipio Roma XI, Assessorato alle Politiche Culturali e della Memoria.
PROGRAMMA
Museo di Roma in Trastevere
Pino Settanni, Tarocchi
A cura di Tiziana Faraoni
Fino al 9 ottobre
Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI)
Olivier Roller, Figures du pouvoir
Inaugurazione 30 settembre ore 18.30
Dal 1 al 22 ottobre
Officine Fotografiche
Robert Huber, Stephan Vanfleteren, Elvis and Presley
Inaugurazione 1 ottobre ore 18.30
Dal 3 al 29 ottobre
ISA – ISTITUTO SUPERIORE ANTINCENDI
Dal 7 al 23 ottobre
Inaugurazione 7 ottobre ore 18.30
Fotografie di Aniello Barone | Carmelo Bongiorno | M. Bottarelli – E. Inversi | James Whitlow Delano| Alberto Di Cesare | Guido Gazzilli | Stefano Giogli | Lucia Herrero | Luca Locatelli | Lorenzo Meloni | M. Palazzi – A. Penso | Andrea Tonellotto | Donald Weber | Vanessa Winship | Gabriele Galimberti (Premio G.Tabò) | Adele G. Sarno (Premio G. Tabò) | Little big press | Gaialight
ISA - Istituto Superiore Antincendi
8-9 ottobre
letture di portfolio, incontri, proiezioni, presentazioni editoriali, eventi speciali
SPECIAL EVENT
ISA | Casa del Cinema | *Università degli Studi di Roma Tre
Rassegna documentaria diretta da Nina Rosenblum
8 ottobre – 3 novembre
b>gallery
Benjamin Lowy, Iraq Perspectives, a cura di Chiara Oggioni Tiepolo
Inaugurazione, 13 ottobre ore 19.00
Dal 14 ottobre al 10 novembre
Label201
Fabiano Parisi, Il mondo che non vedo volume due
Inaugurazione 14 ottobre ore 19.00
Dal 15 ottobre al 4 novembre
SPECIAL EVENT
Camera Oscura Open Studios
Inaugurazione, 15 ottobre dalle ore 18.00
Iniziativa che coinvolge gli studi presenti in via Negri: laboratorio Irfe, Area 63, Soulnest
Fotografie e video di Michael Ackerman, Lorenzo Castore, Adam Cohen + AA. VV.
Performance audio visive ed esibizioni live
Rising Love
Collettiva Officine Fotografiche, Movida
Luigi Orrù, Note da dentro. di te.
Inaugurazione, 15 ottobre ore 23.00
Dal 16 ottobre al 10 novembre
Area10 Design
Alessandra Zucconi e Luis do Rosario, Architettura contemporanea nel contesto urbano,
A cura di Andrea Mazzini
Inaugurazione, 20 ottobre ore 19
Dal 21 ottobre al 10 novembre
ars-imago international
network Polaroiders Italia, Forme Istantanee – Re-inquadrare la realtà
Inaugurazione 21 ottobre
Dal 23 ottobre al 18 novembre
Officine Fotografiche
presentazione editoriale
Get the Picture, di John G. Morris, Contrasto edizioni
26 ottobre ore 18.30
Interviene l’autore
10b Photography
Noor, Solutions
Inaugurazione 4 novembre ore 19.00
7 novembre – 16 dicembre
www.fotoleggendo.it

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sabato, 29 gennaio 2011

Nell’immagine che potete vedere qui sopra si intravede una Canon 7D durante l’Australian Open.
Come si nota, questa reflex non è utilizzata per scattare delle foto, ma per realizzare un video degli eventi. Un risultato importante per le reflex video che sono comparse sul mercato meno di 3 anni fa ed hanno occupato molte nicchie di mercato grazie al loro buon rapporto fra prezzo e qualità finale.
È probabile che vedremo estendersi molto l’uso delle reflex in questi campi nei prossimi anni, anche grazie ai prossimi modelli che avranno qualità video sempre più spinte.
Via | PetaPixel
Canon 7D all’Australian Open é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di venerdì 28 gennaio 2011.



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venerdì, 21 gennaio 2011

Cosa fareste con una vecchia nave della marina statunitense nata durante la seconda guerra mondiale?
A parte qualche servizio fotografico a bordo un bestione (159 metri) di questo genere rappresenta un grosso corpo inquinante che va smaltito. Il governo degli Stati Uniti ha deciso di bonificarla, eliminando tutti i possibili componenti inquinanti e l’ha poi fatta affondare, quasi due anni fa, al largo delle sue coste.
Non si tratta del primo vascello affondato in questo modo e lo scopo è quello di promuovere lo sviluppo di una barriera corallina per offrire un rifugio ad alcune specie di pesci. Il National Geographic ha mandato una spedizione a controllare la formazione della barriera e non si può non rimanere impressionati da come la natura marina è riuscita a trasformare un semplice ammasso di ruggine in una vera e propria opera d’arte.
Via | NationalGeographic
Barriere coralline artificiali é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di giovedì 20 gennaio 2011.



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lunedì, 17 gennaio 2011

Secondo una recente indiscrezioni Sony sarebbe pronta a portare sul mercato una nuova evil con 3 sensori.
Ognuno avrebbe una risoluzione di 6 megapixel e combinando la sensibilità si potrebbe arrivare a 819.200 iso. Un numero decisamente fuori scala se pensiamo i limiti che c’erano solo pochi anni fa. Questo modello avrebbe una baionetta Alpha, messa a fuoco contrasto di fase ed un formato APS-C 1,5x. Qualche modello sarebbe già in prova presso fotografi fidati.
Normalmente davanti al sensore, che di per sé è monocromatico, è presente una griglia Bayer che consente di distinguere una delle 3 componenti fondamentali della luce rendendo il fotodiodo in questione cieco alle altre due componenti. Sony avrebbe portato in questa nuova fotocamera quanto già visto con la sua tecnologia 3ClearVid o con il Foveon di Sigma. Un sensore che è in grado di catturare tutte e 3 le componenti di luce in ogni fotodiodo riuscendo così a catturare meglio ogni singola sfumatura di colore.
La data di arrivo ipotizzata è aprile 2011 vedremo se si scopriranno altri dettagli entro tale scadenza.
Via | PhotoRumors
Sony, una evil con 3 sensori? é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di lunedì 17 gennaio 2011.



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mercoledì, 15 dicembre 2010

Due uomini d’affari appollaiati su provvidenziali trespoli che spuntano dal marciapiede nel tentativo di sbirciare oltre la folla di una parata, aprono la gallery di oggi dedicata alla strade di New York attraversate da Paul McDonough negli anni ‘70.
Strade che pullulano di ciechi e Hari Krishna, impiegati e suonatori, ragazze in shorts bianchi e signore in pelliccia, coppie che si baciano all’uscita della metropolitana o prendono solo un caffè a Central Park, vetrine animate e sorprendenti incontri, raccolte in Paul McDonough: New York Photographs 1968 – 1978.
Un libro a cura di Susan Kismaric, arricchito da un saggio che nasce da diverse conversazioni con lo scrittore e poeta Alberto Mobilio, edito lo scorso novembre, in concomitanza con la mostra ospitata alla Sasha Wolf Gallery di Chelsea fino all’8 gennaio 2011 .. in sostanza un concentrato della sorprendente varietà offerta dalla strada, quarant’anni fa come oggi, che invito a esplorare e sfogliare.
Paul McDonough New York Photography 1968 – 1978



Paul McDonough: New York Photography 1968 – 1978 é stato pubblicato su clickblog alle 10:30 di mercoledì 15 dicembre 2010.
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domenica, 12 settembre 2010
Tornata dal suo ultimo viaggio in solitaria e fuoristrada in Montana,
incentrato sulla visita alle riserve indiane,
Raffaella Milandri, fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni,
è stata adottata come sorella da Cedric Black Eagle, il Presidente della Nazione della Tribù dei Crow.
Dice la Milandri: “Sono fiera di essere ora Raffaella Black Eagle.Poichè il padre di Cedric ha adottato Barack Obama,
simbolicamente ora sono sorella anche del Presidente americano.”
Anche il popolo di Facebook che segue in diretta i suoi viaggi è andato in visibilio.
Qui il link dove, durante la firma del Tribal Law and Order Act, che va a migliorare
il sistema di giustizia nella riserve indiane, il Presidente Obama racconta anche della
sua adozione come Barack Black Eagle.
http://www.youreporter.it/video_STOP_AI_CRIMINI_NELLE_RISERVE_INDIANE_1
Dice la Milandri : “L’adozione da parte dei Crow è stata molto commovente;
è uno dei loro rituali , ma è un privilegio riservato a pochi. Il mio impegno è e
sempre sarà affiancare i Crow, e tutti i popoli indigeni, nella lotta per i diritti umani e per la giustizia.”
La Milandri ha visitato i popoli dei nativi americani
Crow, Blackfeet e Salish e Kootenai, e anche l’ufficio del Governatore del Montana.
Per raccogliere dati e testimonianze sulla situazione dei nativi americani nelle riserve,
oggi. ” Vi sono nelle riserve indiane molte problematiche che si trascinano da decine di anni:
la disoccupazione, che arriva al tasso del 70%, l’alcolismo, e molte terre all’interno delle riserve che
sono state cedute tanti anni fa a non-indiani, creando alle volte un monopolio sfavorevole alle risorse
turistiche e del territorio. I governi tribali stanno cercando di riacquistare queste terre,
ma ora il prezzo di queste terre che dovrebbero essere loro di diritto è esorbitante” aggiunge la fotografa umanitaria.
In Canada, invece, nelle riserve indiane non è permesso vivere a persone che non siano
membri riconosciuti delle tribù aventi diritto.
Il quotidiano più popolare del Montana, il Great Falls Tribune, ha dedicato alla viaggiatrice solitaria un
articolo speciale. ( visibile anche on line al link http://www.greatfallstribune.com/apps/pbcs.dll/article?AID=20109050308)
In modo del tutto autonomo e a scopo umanitario, la viaggiatrice porta
avanti una campagna di sensibilizzazione e di denuncia e ha avuto
contatti anche con il CERD(Commissariato per l’Eliminazione delle Discriminazioni razziali)
dell’ONU grazie al materiale raccolto.
Dice Raffaella Milandri:
“Sono a chiedere supporto e visibilità per la mia
campagna per i diritti umani dei popoli indigeni.
Sto anche divulgando alcune mie produzioni multimediali
(sui Boscimani del Kalahari e sugli Adivasi dell’Orissa), in modo
gratuito, per poter fare opera di sensibilizzazione. Con raccolta di
testimonianze e di denuncia per discriminazione dei diritti umani.”
Pochi giorni fa, la fotografa ha donato ben 140 sue foto per una iniziativa
internazionale a supporto di Save the Children,
curata dalla associazione Quarta Dimensione.

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lunedì, 16 agosto 2010
La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.
Appello da Niyamgiri
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martedì, 20 luglio 2010

Del folgoratore d’immagini e del suo inventore Julius von Bismarck avevamo già parlato due anni fa quando mostrò al mondo la sua invenzione.
Si tratta di un dispositivo in grado di proiettare immagini che restano invisibili all’occhio umano, ma restano impresse nelle foto poiché durano il tempo di un flash. Per i dettagli tecnici potete leggere come funziona il folgoratore d’immagini.
Due anni fa c’era il pericolo che la sua invenzione fosse sfruttata da pubblicitari senza scrupoli, ma sembra che Julius dopo aver ottenuto il brevetto abbia resistito alla valanga di soldi che gli avevano promesso.
Non dice l’ammontare dell’offerta, ma immaginiamo cifre elevate. Pensate ad un pubblicitario che monta qualche folgoratore per fare pubblicità nelle zone turistiche delle città.
La visione di Julius è molto chiara come si evince dalle sue parole:
“Le immagini sono più difficili da mettere in discussione delle parole. Una qualità sfruttata da media, politici, militari, governi per influenzare le persone in maniera invisibile, ma tremendamente efficace. Il compito dell’arte è incrinare l’apparenza, non fare pubblicità”
In copertina potete ammirare una delle sue “folgorate” più riuscite realizzata durante uno dei discorsi preelettorali di Obama dove ha stampigliato il leggio con una croce. Probabilmente i fotografi presenti lo avranno maledetto un po’ per il lavoro di cancellazione della croce.
Via | IlFattoQuotidiano
Il folgoratore d’immagini, cosa è cambiato in questi due anni? é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di sabato 17 luglio 2010.
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giovedì, 1 luglio 2010

Oggi è il 60° anniversario dell’inizio del conflitto fra le due Coree, una delle pagine più buie della guerra fredda che ci ha portati ad un passo dalla guerra atomica.
Tre anni di guerra culminati non con una pace, ma con un armistizio che mantiene i due stati in assetto di guerra costante pronti a ribattere le mosse dell’avversario. Una guerra dimenticata.
Per capire meglio quali furono gli eventi principali di questa guerra vi lascio alla Wikipedia, mentre su BigPicture potete sfogliare una galleria con più di quaranta foto che raccontano le vicende di quei tristi giorni.
Via | BigPicture
La Guerra di Corea, 60 anni fa é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di venerdì 25 giugno 2010.
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mercoledì, 2 giugno 2010

La Sigma SD15 è stata bloccata… ancora!
Per chi non se lo ricorda è una fotocamera annunciata da Sigma più due anni fa e che fra un stop ed una ripartenza deve ancora arrivare in vendita. In questi due anni, in pratica, è diventata non concorrenziale con l’offerta moderna rimanendo nelle fabbriche dell’azienda.
Dovrebbe arrivare definitivamente a fine giugno, ma probabilmente Sigma farebbe meglio ad aggiornare sensore ed elettronica e chiamarla SD16. L’attuale SD15 è dotata ancora del sensore Foveon X3 da 14 megapixel presente sulla Sigma SD14.
Via | PhotographyBay
Sigma SD15, la storia infinita é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di domenica 30 maggio 2010.
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mercoledì, 19 maggio 2010

Trenta anni fa, il 18 maggio 1980 alle 8:32 un terremoto fa franare il fianco nord del vulcano Monte Sant’Elena e contemporaneamente avviene un’esplosione carica di cenere incandescente che abbatte 550 km quadrati di foresta ed oscura il cielo nel raggio di 200km.
Un’eruzione esplosiva e particolarmente potente che venne sentita anche a centinaia di chilometri di distanza. BigPicture ci propone una galleria che può far capire meglio la potenza che si nasconde sotto i nostri piedi e che può diventare particolarmente pericolosa in vulcani esplosivi come il Monte Sant’Elena.
Via | BigPicture
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martedì, 11 maggio 2010

La descrizione di questa fotografia è “la riapertura del ponte South Fork dopo l’inondazione nel novembre 1940 o 1941″.
Non notate niente di strano, qualcosa che stona in quell’ambiente? Sulla destra è presente un uomo che indossa una maglietta con una stampa, degli occhiali da sole ed una fotocamera compatta.
In rete ha suscitato un po’ di discussioni perché qualcuno pensava veramente si trattasse della prova definitiva dei viaggi nel tempo.
In realtà spulciando nella storia tutto quanto indossato dall’uomo con un look così moderno era già presente 70 anni fa. Una circostanza piuttosto curiosa di cui ci si è resi conto solo recentemente.
Via | Forgetomori
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