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La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri a favore della ILO 169

martedì, 22 settembre 2009
La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà, senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)”
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità, assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensiva”
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agire”
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 ”
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.”
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.”
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. ”

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Nuova spedizione in solitaria in diretta su Facebook

mercoledì, 19 agosto 2009

pushkar-01flickr Saranno in più di 1000 (incluse alcune tv e radio private) a seguire su Facebook in diretta
la prossima avventura di Raffaella Milandri,
viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto.
Dopo Australia, Alaska, Tibet, Nepal, la meta ora è il Botswana ,
in Africa. Partenza domenica 23 agosto.
"Pochissimi viaggiatori hanno affrontato quelle zone in solitaria
(Okavango, Kalahari, Limpopo) e molto probabilmente sono l'unica donna"
dice Raffaella Milandri.
Abbiamo chiesto come è la preparazione per un viaggio in solitaria, ecco i dettagli.
Mappe e guide alla mano, Raffaella Milandri ha valutato un percorso di massima,
temperatura e condizioni climatiche, condizioni delle strade, eventuali pericoli,
equipaggiamento e mezzi di trasporto.  Solito check up dei vaccini con la aggiunta
di quello per la febbre gialla e profilassi antimalarica , sotto il consiglio dell’utilissimo
Centro Medicina del Viaggiatore offerto dal SSN. Ha prenotato solo il volo e noleggiato un fuoristrada con GPS,
contattato l’Ambasciata Italiana competente per le emergenze. In valigia: borsa di medicinali ampia e generosa, repellente per insetti ed energetici a rilascio immediato. Kit di pronto soccorso.
” Il mio bagaglio più importante è costituito da tre cose:
il sorriso, un profilo basso e il mio sesto senso ” dice la Milandri.
"Il mio viaggio, oltre ad essere una spedizione in fuoristrada di 5000 km,
ha anche il fine di raccogliere immagini e testimonianze a fini umanitari.
La fotografia è per me soprattutto uno strumento sociale, che
evidenzi realtà distrutte da una globalizzazione avida di denaro e povera di Progresso.
La fotografia è anche uno strumento di aiuto economico e umanitario:
ringrazio la ANFFAS Onlus di Varese che, chiedendomi alcune foto in dono
per una mostra fotografica con asta di beneficenza che si terrà ad ottobre,
mi ha dato modo di contribuire in modo fattivo alla loro causa. ”
La Milandri ha già al suo attivo una mostra sul lavoro minorile in India,
e una su Nepal e Tibet,  con asta di beneficenza, in favore di un centro di anziani nepalesi
senzatetto.
Al rientro dal viaggio la viaggiatrice annuncerà una mostra  su
alcune tematiche sociali  e umanitarie.
“Per scaramanzia ne parliamo quando torno”
Il link all'evento su Facebook per seguire il suo viaggio è
http://www.facebook.com/editevent.php?picture&eid=118743176361#/event.php?eid=118743176361


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CONTRO L’AIDS… TAGLIA CORTO!

sabato, 4 luglio 2009

cvmComunità Volontari per il Mondo

in collaborazione con

ADP – ASPeM – CELIM Milano – CISV – CMSR – CPS – MOCI -OSVIC -

Volontari nel Mondo FOCSIV
promuove

Concorso Nazionale

di video art rivolto ad artisti under 30

CONTRO L’AIDS… TAGLIA CORTO!
LA SCADENZA E‘ PROROGATA AL 20 LUGLIO
La scadenza delle iscrizioni al Concorso nazionale di Video Art Contro l’AIDS… Taglia Corto! è stata prorogata al 20 luglio. Fino a tale data i giovani tra i 18 e i 30 anni potranno inviare i propri video.

Il concorso è stato promosso con l’intento di far riflettere i giovani sull’HIV e sull’AIDS, e sulle conseguenze drammatiche che questa malattia ha non solo nel sud del mondo ma anche in quello occidentale.

Lo scopo è rendere i ragazzi protagonisti della lotta globale contro la malattia, attraverso la realizzazione dei video, privilegiando temi quali:

la diffusione dell’HIV/AIDS nelle diverse regioni del mondo,
le cause (povertà, sottosviluppo) che rendono l’HIV/AIDS una questione sociale,
l’educazione sanitaria,
la prevenzione e l’accesso universale alle cure soprattutto per i giovani,
accesso all’informazione come strumento di conoscenza e prevenzione alla malattia,
l’adozione di stili di vita consapevoli per ridurre i rischi di contagio.
L’obiettivo è permettere a giovani ed adulti di conoscere le reali dimensioni dell’AIDS, di abbattere i pregiudizi che ruotano ancora intorno alla malattia, e di stimolare una presa di coscienza che spinga a valorizzare la salute e la vita come beni assoluti.

Le opere dovranno essere spedite in busta chiusa a CVM entro il 20 luglio rigorosamente in formato DVD.

Il concorso è una delle attività di “Per un futuro senza AIDS”, un progetto che è frutto di un’aggregazione della Federazione Volontari nel Mondo FOCSIV e che si realizza con il contributo del Ministero Affari Esteri DGCS, ufficio VII e il Patrocinio del Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Direzione Generale.

La manifestazione è organizzata dalla Comunità Volontari per il Mondo (CVM), in collaborazione con Amici dei Popoli (ADP), Associazione Solidarietà Paesi Emergenti (ASPeM), Centro Laici Italiani per le Missioni (CeLIM Milano), Comunità Impegno Servizio Volontariato (CISV), Centro Mondialità Sviluppo Reciproco (CMSR), Comunità Promozione Sviluppo (CPS), Movimento per la Cooperazione Internazionale (MOCI) e Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano (OSVIC).
Il regolamento completo è in allegato a questo comunicato

Info

Comunità Volontari per il Mondo

Piazza Santa Maria 4 – 60121 Ancona

Tel/Fax 071 202074

Email cvm@cvm.an.it

Web http://www.cvm.an.it

Ufficio Stampa Dario Ciferri

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Ci risiamo…AAA Vecchie macchine fotografiche digitali cercasi… per l’Angola e l’Abruzzo

domenica, 28 giugno 2009

dscf0209ok2Salve,
siamo Marco e Serafina dalla Toscana e siamo di nuovo a disturbare per la ricerca di macchine fotografiche digitali anche usate.

Dopo le belle esperienze vissute nel 2007 in Cambogia e nel 2008 in Perù siamo pronti a rimetterci in viaggio

In Cambogia e più precisamente a Siaonoukville grazie alla Fondazione Aiutare i Bambini (www.aiutareibambini.it) avevamo tenuto un corso di fotografia presso il Centro per ragazzi di strada di M’Lop Tapang (di seguito ci sono i link per scaricare le foto scattate dai ragazzi durante il corso) mentre in Perù abbiamo organizzato un corso di fotografia per due gruppi di ragazzi a Tambo de Mora (Provincia di Chincha, Dipartimento di Ica) un delle zone più colpite dal terremoto del 15 agosto 2007.

Ora siamo quasi pronti per partire alla volta dell’Angola, paese sconvolto da 27 anni di guerra civile che hanno seminato caos, povertà, morte e tanti orfani e ora tigre d’Africa con un impetuoso e diseguale sviluppo economico.

A cavallo di luglio ed agosto organizzeremo due corsi di fotografia, il primo a Ganda, una cittadina a circa 200 km da Benguela, seconda città del Paese, presso il Progetto di reinserimento socio-infantile (PISI), finalizzato all’assistenza degli orfani di guerra e dei bambini soldato e sostenuto dalla Fondazione Aiutare i Bambini.

http://www.aiutareibambini.it/component/progetti/view/160-adozione-a-distanza-dei-bambini-di-ganda

(continua…)

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Codice dell’Editoria e delle Comunicazioni. Audiovisivi. Telecomunicazioni. Internet. Pubblicità. Diritto d’autore

sabato, 30 maggio 2009

CODICE DELL’EDITORIA E DELLE COMUNICAZIONI. AUDIOVISIVI. TELECOMUNICAZIONI. INTERNET. PUBBLICITÀ. DIRITTO D’AUTORE
Autore: Paolo Stella. Hanno collaborato: Elena Novellini, Stefano Micheli, Piergiorgio Sposato
Editore: Led
Collana: Materiali
Pagine: 956
Formato: 14,5 x 21 cm
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-7916-370-5
Prezzo (di copertina): 45,00 Euro

PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/licoeditoria.htm

(continua…)

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AL RIENTRO DAL TIBET LA MOSTRA FOTOGRAFICA “IMAGINE” CON ASTA DI BENEFICENZA

venerdì, 29 maggio 2009

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri,
di San Benedetto del Tronto, partecipa al Festival della Pace con la
mostra “Imagine”, che si tiene dal 29 maggio al 7 giugno presso l’Hotel Calabresi in Piazza Giorgini a San Benedetto del Tronto, ingresso libero.
La mostra ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli
tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini.
La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata,
in una tensione carica di dignità , aspettando che il mondo reagisca in
maniera determinante.
Il 2 giugno alle ore 19.00 si terrà una asta di beneficenza delle foto ,
con battitore d’eccezione l’Assessore Paolo Canducci.
Il ricavato dell’asta andrà interamente devoluto dal Comune di San
Benedetto del Tronto al
SOCIAL WELFARE CENTRE BRIDDHASHRAM, che si trova a Pashupati, in Nepal.
E’ un centro che accoglie 245 anziani nepalesi, senza famiglia, o
abbandonati.
Il centro vive con aiuti e donazioni e parziale sostegno statale .
Associazioni di volontariato
internazionali mandano ragazzi e ragazze ad accudire gli anziani.
Le condizioni di questi anziani , documentate da Raffaella Milandri,
sono quanto mai precarie e miserevoli. Il centro si trova in un
complesso di templi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco:
all’interno di esso gli anziani possono pregare,
ma il sostegno della religione va rafforzato con aiuti umanitari
sostanziosi.
Ad esempio, non hanno una cucina ma solo fuoco di legna e pentoloni.
“Mi hanno profondamente toccato il cuore con i loro sorrisi disarmanti e
il loro bisogno di contatto umano, oltrechè di beni di prima necessità .
Grazie al Comune di San Benedetto, e ai partecipanti all’asta,
conto di infondere in loro nuovi sorrisi e conforto.”

IL RIENTRO DAL TIBET
“Ogni volta che parto, metto in cantiere la possibilità di perdere
tutto: bagaglio e salute.
I rischi sono sempre molti. Ma il furto del mio portafoglio (con soldi,
carta di credito e bancomat) a Lhasa mi ha colto alla sprovvista.
Non tutto il male viene per nuocere : ho scoperto tutto il calore
della generosità tibetana,
e l’immediatezza della generosità degli italiani su Facebook (che
seguivano il mio diario dal Tibet in diretta) .
La mia guida tibetana mi ha restituito la mancia che gli avevo dato, i
gestori tibetani dell’albergo mi
hanno offerto vitto e alloggio gratis. Decine di persone su Facebook si
sono mobilitate pronte a spedirmi
soldi , bonifici, aiuti. Una bella esperienza, grazie ancora a tutti,
dal profondo del mio cuore”
“Nel frattempo quando sono tornata in Nepal da Lhasa, era caduto il
governo nepalese e mi sono trovata
tra manifestazioni, scioperi, blocchi dei maoisti. In bocca al lupo ai
nepalesi per risolvere i loro problemi davvero gravosi.”

L’AUTRICE
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San
Benedetto del Tronto,
indaga tra popoli e culture con estrema curiosità , ritraendo momenti
carichi di intenso significato emozionale.
«Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano
che mi permette un temporaneo ma completo abbandono al modo di vivere
dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa
incontaminata nella loro cultura e respirarne l’essenza. Io mi
assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica,
perchè mi vedano come una di loro – non come un forestiero – adatto
sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.»
“La mia è street photography, pura fotografia di strada.
Nessuna posa, né situazione creata o artificiale: ritraggo le persone e le situazioni così come sono, magari appostandomi per ore fino a far parte del paesaggio locale. Quando viaggio ho talvolta dei colpi di fulmine : alcune persone che incontro mi diventano personaggi. E’ un innamoramento vero e proprio, il sorriso, lo sguardo, il modo di fare. Mi apposto e cerco di avvicinarmi con discrezione per poter fare una foto e sapere la loro storia.
L’autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha
all’attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa,
Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui
suoi viaggi.

Per comunicazioni e contatti 335 6126630
email info@europrinters.it

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Concorso Nazionale: CONTRO L’AIDS. TAGLIA CORTO!

venerdì, 15 maggio 2009

Comunità Volontari per il Mondo

in collaborazione con

ADP – ASPeM – CELIM Milano – CISV – CMSR – CPS – MOCI -OSVIC -

Volontari nel Mondo FOCSIV

promuove

Concorso Nazionale

di video art rivolto ad artisti under 30

CONTRO L’AIDS… TAGLIA CORTO!

La Comunità Volontari per il Mondo (CVM) promuove il Concorso Nazionale di video art Contro l’AIDS… taglia corto! La manifestazione è organizzata in collaborazione con Amici dei Popoli (ADP), Associazione Solidarietà Paesi Emergenti (ASPeM), Centro Laici Italiani per le Missioni (CeLIM Milano), Comunità Impegno Servizio Volontariato (CISV), Centro Mondialità Sviluppo Reciproco (CMSR), Comunità Promozione Sviluppo (CPS), Movimento per la Cooperazione Internazionale (MOCI) e Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano (OSVIC).

Il concorso si rivolge a giovani artisti (o gruppi) tra i 18 e 30 anni che hanno fatto del video il proprio strumento di espressione privilegiato

Le opere dovranno essere spedite in busta chiusa a CVM entro il 30 giugno rigorosamente in formato DVD.

(continua…)

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CODICE DELL’EDITORIA E DELLE COMUNICAZIONI. AUDIOVISIVI. TELECOMUNICAZIONI. INTERNET. PUBBLICITÀ. DIRITTO D’AUTORE

domenica, 29 marzo 2009

CODICE DELL’EDITORIA E DELLE COMUNICAZIONI. AUDIOVISIVI. TELECOMUNICAZIONI. INTERNET. PUBBLICITÀ. DIRITTO D’AUTORE
Autore: Paolo Stella. Hanno collaborato: Elena Novellini, Stefano Micheli, Piergiorgio Sposato
Editore: Led
Collana: Materiali
Pagine: 956
Formato: 14,5 x 21 cm
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-7916-370-5
Prezzo (di copertina): 45,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/licoeditoria.htm
Il volume si pone l’obiettivo di raccogliere la normativa essenziale del variegato mondo delle comunicazioni nel quale, per effetto dell’incessante sviluppo delle nuove tecnologie, diviene sempre più difficile tracciare confini tra i vari settori. Questo codice è destinato essenzialmente alle esigenze professionali degli operatori del settore e alle esigenze della didattica universitaria nel settore del diritto delle comunicazioni, costituendo un rapido strumento di consultazione. La ricchezza della documentazione raccolta, non compromette la facilità di ricerca e di lettura. Il criterio di selezione del materiale normativo riprodotto, consiste nell’essenzialità dello stesso ovvero nella contiguità alla normativa fondamentale con l’obiettivo di specificarne o svilupparne il senso. Il codice si apre con il testo della Costituzione della Repubblica Italiana e con la raccolta delle norme internazionali fondamentali. La prima parte del volume è dedicata alla stampa, alla disciplina delle imprese editrici e alle provvidenze per il settore editoriale. La seconda parte raccoglie la normativa nazionale e comunitaria in materia di telecomunicazioni, Internet e commercio elettronico, mentre la terza parte si occupa del settore audiovisivo. La quarta parte è dedicata alla Comunicazione pubblica. Sono raccolte inoltre le norme relative al funzionamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. La settima parte del volume è dedicata al settore pubblicitario mentre l’ottava al diritto d’autore. L’appendice fiscale raccoglie la legislazione, la giurisprudenza e la prassi tributaria maggiormente significativa in materia di comunicazioni. Completano il volume, facilitandone la consultazione, un indice cronologico e un indice analitico.

(continua…)

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WORKSHOP DI GIULIO DI MEO

mercoledì, 18 febbraio 2009

sahara-livre-00
Workshop di reportage fotografico Saharawi
di Giulio di Meo
Fotografia sociale. In un certo senso è strano rafforzare con il termine “sociale” uno strumento che in ogni caso racconta il mondo ai suoi abitanti. La fotografia è necessariamente sociale, anche se di strade per raccontare quello che succede intorno a noi ce ne sono diverse e purtroppo oggi se ne sceglie quasi sempre una banale, piena di clichè e di immagini che non ci fanno più stringere il cuore. Sarebbe bello se la fotografia potesse risvegliare la nostra indignazione e al tempo stesso restituire dignità a coloro che vivono ai margini di questa stessa società. Non è facile, ma ci si può riuscire. E’ questa quella che io amo definire la mia fotografia, ed è solo questa che cerco di insegnare durante i miei workshop. Vorrei semplicemente fornire uno strumento attraverso il quale ridare sollievo ai volti delle persone che incontro: si tratta di catturare in degli istanti sentimenti di lotta, rabbia, indignazione ma anche d’amore, passione, speranza…..Fotografare con uno spirito impregnato di intensa umanità è a mio avviso il solo modo per comprendere le storie delle persone che si incontrano per le strade del mondo, catturarle e restituirle dignitosamente agli occhi di chi non piange più quando si imbatte in una immagine che dovrebbe emozionare.

I Saharawi
Sarà a tutti gli effetti un viaggio attraverso il quale cercheremo di conoscere e raccontare la difficile realtà in cui sono costretti i Saharawi. L’odissea di questo popolo inizia nel 1975, quando il Marocco, nonostante il parere contrario delle Nazioni Unite e della Corte Internazionale di Giustizia, invade il Sahara Occidentale ex spagnolo. I primi campi profughi, ancora in territorio Sahariano, vengono bombardati con napalm e fosforo bianco, nell’indifferenza quasi totale dei governi e dell’opinione pubblica internazionale, come da miglior tradizione dei conflitti africani. Questo spinge la popolazione saharawi a chiedere ospitalità all’Algeria, e solo sotto la sua ala protettrice comincia a riorganizzarsi. Vengono costruiti i campi profughi dove tuttora vivono più di 300000 persone nonostante le terribili condizioni ambientali. I prodotti che i Saharawi ne ricavano sono appena sufficienti ad integrare l’alimentazione dei bambini e degli anziani, ma la sopravvivenza di questo popolo è strettamente legata all’invio di aiuti umanitari da parte delle nazioni europee. Le scuole e gli ospedali costruiti in pieno deserto Algerino testimoniano la determinazione e la voglia di vivere dei saharawi ed allo stesso tempo garantiscono un livello di istruzione che stupisce se si considerano le enormi difficoltà logistiche ed economiche con cui questo popolo deve quotidianamente misurarsi.

Programma e costo
Il corso prevede la permanenza nei campi profughi della Wilaya di El Ayoun. Gli studenti saranno ospiti presso le famiglie saharawi, in modo da conoscere da vicino le condizioni e le tradizioni di questo popolo. Il primo giorno, dopo la sistemazione e le presentazioni, verranno visionati i portfoli dei vari studenti e successivamente illustrate le tecniche e i consigli utili per introdurci nel mondo della fotografia sociale. Ogni giorno si andrà in giro per i campi profughi, tuffandosi in pieno deserto, nella quotidianità di questo splendido popolo; entreremo nelle loro tende, ascolteremo le loro storie, assaporeremo l’aroma dei loro buonissimi thè pronti ad imprimere su sali sensibili le nostre/loro emozioni. Dedicheremo poi le serate all’editing del lavoro svolto, discutendo e confrontando le varie fotografie. Da qui selezioneremo insieme le immagini che diventeranno alla fine il frutto del nostro viaggio. Ogni studente, comunque, alla fine del corso dovrà raccontare con un gruppo d’immagini la sua personale esperienza. Sarà inoltre realizzata una presentazione video con i migliori scatti dei partecipanti. Al rientro in Italia, i migliori scatti saranno utilizzati per comporre una mostra fotografica che sarà promossa all’interno del circuito Arci.

Progetto “Deserto Rosa”
Una parte della quota sarà utilizzata per la realizzazione del progetto “Deserto Rosa”, che prevede la creazione di un laboratorio di fotografia digitale che sarà donato alla Scuola Olof Palme della Wilaya di El Ayoun. Il fotografo Giulio Di Meo terrà inoltre, un Corso di fotografia digitale per le donne e le ragazze saharawi. Le attrezzature indispensabili per la realizzazione del laboratorio di fotografia digitale sono: un computer portatile, 2 macchine fotografiche digitali, una stampante a sublimazione, carta e ricambi di cartucce.

Periodo: 4-11 Aprile 2009

Info: www.attivarci.it www.giuliodimeo.it

campidilavoro@arci.it info@giuliodimeo.it

wwwgiuliodimeoit

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Carne in scatola – fotografie di Anita Calà (28 febbraio – 13 marzo 2009)

lunedì, 16 febbraio 2009
carne in scatola - di anita calà

carne in scatola - di anita calÃ

Anita Calà – Carne in scatola
a cura di Anita Belardi
dal 28 febbraio al 13 marzo 2009

Officine Fotografiche
via Casale de Merode 17/a
00146 Roma

Sabato 28 febbraio, ore 18.30, incontro d’autore

In apertura della quarta edizione della rassegna Obbiettivo Donna, l’appuntamento annuale dedicato interamente alle donne fotografo, Officine Fotografiche presenta l’ultimo lavoro fotografico di Anita Calà, Carne in scatola, a cura di Anita Belardi.
Anita Calà lavora da sempre con il corpo femminile, che disegna, dipinge, fotografa o scolpisce, intrappolato, “impossibilitato al cambiamento”. In Carne in scatola, come afferma la curatrice: “La bellezza ideale ricercata dall’arte nel corpo di donna è qui equivocata da membra e arti che si articolano senza un ordine, nudi deformati dallo spazio sottraente che li costringe alla mancanza di gradevolezza estetica, perfezione e sensualità. Mancanza di spazio per il corpo, mancanza di speranza per il soggetto e lo spettatore che a disagio cercano entrambi di respirare profondamente per uscire dalla condizione di claustrofobia.”

Anita Calà nasce il 6 agosto 1971 a Roma, dove tuttora vive e lavora.
Ha lavorato come costumista per più di quindici anni per il cinema, la televisione ed il teatro. Coltiva da sempre la vena artistica attraverso la pittura, la fotografia e la scultura, ma soltanto dal 2005 si dedica completamente all’arte figurativa, concentrandosi esclusivamente sulla sua crescita come artista. Usa spesso lo pseudonimo di testarossa.

ingresso gratuito con orario:
dal lunedì al venerdì 16.00 – 19.30
sabato 10.00 – 13.00

Obbiettivo Donna è ideato e prodotto da
Officine Fotografiche Ass.ne Culturale
Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
www.officinefotografiche.org; of@officinefotografiche.org

Con il patrocinio di
Regione Lazio; Provincia di Roma; Assessorato alle Politiche Culturali e Pari Opportunità del Municipio XI del Comune di Roma

Media partner
Noi Donne; DonnaTv; Il Paese delle donne

Per informazioni
www.obbiettivodonna.net; press@offinefotografiche.org
tel. 06 5125019 (sede); cell. 348 8928921 (Marina Rivera)

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