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Articoli marcati con tag ‘andrea’

…ESSERE O APPARIRE?… nuovo concorso fotografico a premi, proclamazione vincitore

giovedì, 8 settembre 2011
listen it it ...ESSERE O APPARIRE?... nuovo concorso fotografico a premi, proclamazione vincitore

post 1 1261432338 ...ESSERE O APPARIRE?... nuovo concorso fotografico a premi, proclamazione vincitore

…ESSERE O APPARIRE?…

inizio contest: 14 Maggio 2011 ore 00.01
fine contest: 30 Luglio 2011 23.59

Il premio per questo concorso è offerto da Massimiliano Uccelletti (MaXu).

post 2731 1295943877 ...ESSERE O APPARIRE?... nuovo concorso fotografico a premi, proclamazione vincitore

PROCLAMAZIONE VINCITORE

In base alle votazioni della giuria (composta “esclusivamente” dallo Staff del Nikon Club Community), votazione che, come da regolamento del concorso in oggetto è incontestabile e inappellabile,

VINCE vigato andrea:

gallery 42407 133 299974 ...ESSERE O APPARIRE?... nuovo concorso fotografico a premi, proclamazione vincitore

apparizioni
Inviata da: vighi il: Jun 9 2011, 06:30 PM
Dimensione File: 368.35k · Dimensione: 1024×731
Corpo Macchina: D300s

PREMIO: TRE ANNI DI ABBONAMENTO AI SUOI VIDEOCORSI ONLINE

Sono attualmente già presenti quasi 100 videocorsi e nuovi ne vengono aggiunti al ritmo di uno ogni 4/5 giorni

altri classificati:

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classifica generale: http://www.nikonclubitalia.com/forum/esser…l&skinid=30

Complimenti a tutti per le foto inserite e per la massiccia partecipazione.

Ci risentiamo al prossimo contest.

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Vincitore della FUJI FINEPIX AX250 SILVER del mese di Maggio 2011, Vince: streghetta

giovedì, 9 giugno 2011
listen it it Vincitore della FUJI FINEPIX AX250 SILVER del mese di Maggio 2011, Vince: streghetta

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gallery 31585 4 167987 Vincitore della FUJI FINEPIX AX250 SILVER del mese di Maggio 2011, Vince: streghetta

Andrea
Inviata da: streghetta il: Apr 14 2011, 07:59 PM
Visite: 35 · Commenti: 0
Dimensione File: 170.2k · Dimensione: 897×671
Descrizione Immagine
La manina di Andrea, un nuovo scoprioncino!!

Vince il concorso perpetuo per il mese di Maggio 2011 e riceve in premio come previsto una FUJI FINEPIX AX250 SILVER:

post 3 1286275191 Vincitore della FUJI FINEPIX AX250 SILVER del mese di Maggio 2011, Vince: streghetta

Finepix AX250 è dotata di ottica Fujinon 5x e sensore CCD da 14 Megapixel. Il sensore ad alta risoluzione e l’elevata qualità dell’ottica sono combinati con le impostazioni di high sensitivity (fino a ISO 3200) per garantire in ogni condizione immagini definite e pulite, ideali per la stampa e per l’ingrandimento digitale, senza compromessi rispetto alla qualità. La Digital Image Stabilization è stata adottata per ottenere immagini più nitide con un ridotto effetto “mosso” dando a tutti la possibilità di cogliere ogni occasione senza errori. Video HD e fotografie FULL HD in formato 16:9 per riprodurle su un televisore HD ready* (o sul PC di casa) e rimanere a bocca aperta, guardando le vostre fotografie prendere vita in tutto il loro splendore.
In più funzioni avanzate di scatto come la tecnologia di riconoscimento dei volti e la nuova funzione Picture Search (Ricerca immagine) che consente di trovare le fotografie in modo facile e veloce, è possibile cercare le immagini secondo la modalità “Scene Modes” con cui è stata scattata la fotografia: ad esempio, selezionando “Ritratti”, sarà possibile visualizzare tutte le fotografie scattate con quella modalità, o “Macro” per visualizzare i relativi scatti.

Poche e semplici regole per partecipare a questo concorso “perpetuo”…..

Partecipare è semplice, basta inserire i propri scatti all’interno delle sezioni tematiche della nostra galleria al seguente link:

http://www.fujiclubitalia.com/website/ipforum/gallery.html

Ogni settimana viene selezionata una foto e inserita tra le foto della settimana nella opportuna sezione e nella Home Page in evidenza.

Il mese successivo sarà selezionata tra le foto della settimana del mese precedente il vincitore a cui andrà spedita a casa una FUJI FINEPIX AX250 SILVER.

La foto utilizzata per il contest deve essere “nuova”, cioè mai postata su questo portale.

Fuji Club Italia non può in alcun modo essere ritenuto responsabile di eventuali contestazioni riguardanti la paternità e l’autorizzazione alla pubblicazione; esse sono a totale carico dell’utente che ha inviato le immagini e che dichiara altresi’ di esserne Autore e detentore dei relativi Diritti di Pubblicazione.

Il limite massimo per un allegato è 400 KB, foto di maggiori dimensioni non verranno accettate dal sistema.

Le dimensioni delle foto, dovranno essere di lato maggiore non piu’ lungo di 900 pixel.

E’ severamente vietato postare foto porno o pedopornografiche…

NB NON VALGONO LE FOTO INSERITE NEGLI ALBUM PERSONALI E SUL FORUM PER LA SELEZIONE DELLA FOTO DELLA SETTIMANA E SUCCESSIVAMENTE DELLA FOTO VINCITRICE.


Questo concorso non ha scadenza e si rinnova tacitamente mese per mese, quindi più foto inserite nelle gallerie tematiche e maggiore sarà la probabilità di essere selezionato come foto vincitrice, vi preghiamo però di inserire immagini di qualità e non solo per “fare numero” , poichè appunto la selezione avviene tra le migliori foto postate nel mese precedente tra le foto della settimana.

NOTA BENE: il vincitore (che sarà contattato pubblicamente a mezzo comunicazione ufficiale su queste pagine e privatamente alla sua mail personale) avrà tempo 15 giorni (a partira dalla data di pubblicazione di questo topic) per comunicare il proprio indirizzo postale per ricevere il premio (attaverso un MP al sottoscritto oppure alla mail domiad@hotmail.com), superati perderà ogni diritto allo stesso e il premio sarà rimesso in gioco per il prossimo contest a premi.

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model sharing mestre (ve)

martedì, 16 novembre 2010
listen it it model sharing mestre (ve)

Titolo Evento: model sharing mestre (ve)
Autore: nikonandy
Data Evento: 28 Novembre 2010 fine 12-December 10 (Evento Continuativo)

MODEL SHARING E WORK SHOP
ciao a tutti
il giorno 28 novembre 2010 si terra un work shop di
GOTHIK E DARK , con la modella LADY SNAKE
dalle ore 09:30 alle ore 13:30 quota di partecipazione 120€

il giorno 12 dicembre 2010 si terra un model sharing di
GLAMOUR E NUDO ARTISTICO, con la modella NATALY
dalle ore 09:30 alle ore 13:30 quota di partecipazione 50€
gli eventi si terranno presso lo studio fotografico: STUDIO FOTO PIXEL
di favaro veneto mestre (VE)

chi fosse interessato a maggiori info mi contatti alla mail rigon74@gmail.com
ciao andrea

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

venerdì, 5 novembre 2010
listen it it COME DEVO VIVERE FOTOGRAFIE DI ORITH YOUDOVICH

Dialoghi visivi con il cinema
di Michelangelo Antonioni

A CURA DI PUNTO DI SVISTA
Inaugurazione
sabato 20 novembre 2010, ore 18.00

A Seguire l’incontro con l’autrice, ore 19.00.

INTERVENGONO:
Sandro Bernardi, Docente di Storia e Critica del Cinema, Università di Firenze
Valentina Trisolino, Storica della Fotografia, curatrice

MODERA:
Maurizio G. De Bonis, direttore CultFrame – Arti Visive e presidente di Punto di Svista

Da diversi anni Orith Youdovich dirige il proprio sguardo creativo sul mondo in un continuo processo di analisi del rapporto tra sguardo soggettivo e paesaggio. Nell’ambito di questa ricerca l’autrice ha individuato nella condizione di crisi esistenziale soggettiva e nel decadimento della relazione interiore tra individuo e società, i due elementi di sofferenza della realtà sociale. Il paesaggio diviene così non solo contenitore ovvio di questo disagio ma anche vero e proprio personaggio della rappresentazione della crisi individuale e della conseguente deriva collettiva. Era dunque inevitabile che, effettuando questo suo percorso autonomo, Orith Youdovich incontrasse l’opera filmica e la poetica di Michelangelo Antonioni, cineasta dalla chiara impostazione visuale che con assoluta determinazione affrontò le questioni relative alla psicologia umana, all’incomunicabiltà, alla devastante crisi dei rapporti interpersonali.

Come devo vivere è un’esperienza visiva composta da trenta immagini fotografiche di diverso formato che rappresentano l’incontro, sia a livello tematico che espressivo, tra la visione dolorosa, quanto rigorosa, di Orith Youdovich e la lucida e tragica analisi dell’universo umano effettuata da Michelangelo Antonioni.
Il paesaggio diviene in Come devo vivere luogo “altro” della riflessione sull’esistenza, spazio psicologico e apertura severa, dunque priva di qualsiasi tendenza estetizzante, verso quell’abisso straniante che caratterizza la relazione tra individuo e mondo, abisso che la moderna società dei consumi ha totalmente rimosso.

Orith Youdovich, nata a Tel Aviv, vive e lavora a Roma. Diplomata in Fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma (ISF,1992). Ha esposto in varie mostre personali: “Interno-Esterno” (Roma); “Mistery Train” (Roma); “Il Pigneto” (Roma); “Cortili e chiostri – angoli di vita nascosti della città” (Roma) e in mostre collettive: “Moravia – sulle orme dello scrittore in Ciociaria” (Sarajevo, Latina); “I centri storici della Calabria” (Scalea – CS); Immagini sul tema dell’incontro di culture diverse nei paesi della Calabria (Roma). Ha vinto il primo premio della sezione bianco e nero al concorso “Chia – Passato e presente” (1993). Da diversi anni ha abbandonato il reportage sociale per dedicarsi alla fotografia di tipo concettuale. Nell’ambito di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma ha curato la mostra “Fotografia Israeliana Contemporanea”, allestita presso il Museo Andersen della Galleria d’Arte Moderna di Roma (2005), e ha co-curato la mostra “Cronache del quotidiano. David Perlov – Fotografie e Film” presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e Palazzo delle Esposizioni (2008). Ha co-curato le mostre “Terra sospesa – Fotografie di Alfredo Covino” presso Officine Fotografiche (2009) e “Testamento geometrico – Fotografie di Andrea Papi” (FotoLeggendo 2010). Ha curato il libro “Fotografia Israeliana Contemporanea” edito da FPM Edizioni (2005). Giornalista, nel 2000 ha co-fondato la testata giornalistica online CultFrame – Arti Visive di cui è caporedattore. Dal 2009 è direttore responsabile della testata giornalistica Punto di Svista – Arti visive in Italia, organo dell’Associazione culturale Punto di Svista.

INFORMAZIONI TECNICHE:

Inaugurazione: Sabato, 20 novembre 2010, ore 18:00
La mostra di Orith Youdovich prosegue:

Dal 20 novembre al 10 dicembre 2010
Giorni: Dal lunedì al venerdì
Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20
Presso:
Officine Fotografiche, via G. Libetta, 1 00154 – Roma
Tel. + 39 06 512 5019
Ingresso libero
CONTATTI:
Punto di Svista – www.puntodisvista.net
Email: puntodisvista@gmail.com
Officine Fotografiche – www.officinefotografiche.org

Comunicazione e Ufficio Stampa Officine Fotografiche
Renata De Renzo
Mobile: +39.3804356552
Email: press@officinefotografiche.org

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come devo vivere

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Workshop di glamour a Roma il 21/11/2010 – Ripercorrendo le geometrie di G. Knop

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Workshop di glamour a Roma il 21/11/2010   Ripercorrendo le geometrie di G. Knop

Ripercorrendo le geometrie di G. Knop, un Workshop indoor sul glamour rurale

L’evento è rivolto a tutti i fotoamatori ed appassionati di fotografia, è richiesta la massima serietà da parte dei partecipanti ed è richiesta la maggiore età.

Max Giorgetta e Andrea Scardigli

Organizzano Workshop a – Roma Loc. La Storta

Progetto: Ripercorrendo le geometrie di G. Knop

Domenica 21 Novembre 2010
L’evento consisterà in 2 sessioni di scatto dedicati allo shooting estemporaneo in un contesto ambientato in una villa rurale con 1 modella professionista e sotto la guida di 2 fotografi esperti
Il progetto prevede tre location con la modella e rispettivi cambi di trucco, lingerie ed accessori.
Inizio lavori alle ore 9,00 con Elizabh Simonato, modella professionista, che poserà per voi, nel contesto scenografico dei locali stile rustico con pianoforte a coda il tutto illuminato con luce continua a 3200° K, potenza complessiva 8000w, e fine lavori alle 17,00 per chi vuole finire velocemente oppure alle 18,00 per chi vorrà restare per completare i lavori della giornata.

Location Villa San Nicola: a Roma – Loc. La Storta – sito:http://www.villasannicola.it
Per chi volese possibilità di pernottare in loco, c/o B&B a partire da 40

maggiori info e foto della location e modella: www.maxgiorgetta.it/workshopd.htm
2 sessione di scatto di 3 ore
Il Make-up e air stylist: sarà curato da MUA professionista, Roberta Carella.
Programma:

dalle 9,00 alle 9,15: Arrivo partecipanti, registrazione e presentazione e fasi preliminari, raggrupamento fotografi

dalle 9,15 alle 10,00: sarà possibile fotografare durante il Make-up inoltre daremo nozioni sulla gestione della luce in interno, per capire, interpretare e portare a proprio vantaggio i continui cambiamenti della luce …e delle ombre, introduzione alle location e modalità di scatto;

dalle ore 10,00 alle 13,00 – 1° sessione shooting Glamour, lingerie, portrait, topless e durante lo shooting affronteremo il tema dal punto di vista interpretativo mettendo la tecnica al servizio della creatività, verranno allestiti 2 set fotografici;

dalle 13,00 alle 14,00 Buffet – e cambio makeup

dalle ore 14,00 alle 17,00 – 2° sessione shooting Glamour, lingerie, portrait, topless e durante lo shooting affronteremo il tema dal punto di vista interpretativo mettendo la tecnica al servizio della creatività, con altri 2 set fotografici ;

a seguire debriefing della giornata

dalle 17,15 alle 18,00 lezione di fotoritocco con Photoshop cs5- verrà dimostrato come intervenire sulle immagini in post produzione – docente Max Giorgetta

alle 18,00 fine lavori e saluti

Costo: € 150,00 una sessione e 220,00 due sessioni

Obbligo versamento del 50% alla prenotazione, per essere sicuri del posto, non saranno effettuate prenotazioni senza acconto. Le modalità del versamento vi verranno comunicate all’atto della prenotazione.

Per garantire la massima serietà non saranno ammessi accompagnatori o visitatori.
L’organizzazione si riserva il diritto di variazioni a causa di problematiche tecniche, o non da noi dipendenti. I partecipanti saranno a numero chiuso, max 10 fotografi a sessione saranno formati 2 gruppi di 5 e seguiti da 1 docente.

Viene rilasciata liberatoria per scopi non commerciali

Per prenotazioni e info:info@maxgiorgetta.it oppure 388 5873872 Max

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Visioni musicali

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Visioni musicali

Titolo Evento: Visioni musicali
Autore: Roberto Arleo
Data Evento: 1 Ottobre 2010 (Evento singolo giornaliero)

Visioni musicali è il titolo della mostra fotografica collettiva in cui i quindici fotografi raccontano e interpretano il tema della musica, ognuno in modo personale e unico.
La mostra, promossa dall’associazione culturale Prospettiva 8 e allestita da Roberta Bertini, verrà inaugurata il primo ottobre presso la Biblioteca Comunale Guglielmo Marconi di Roma e chiuderà i battenti il prossimo 13 ottobre.

[img]http://picasaweb.google.it/lh/photo/7iUu9kLhvcOHfwWlEgJQ5g?feat=directlink[/img]

Gli artisti/fotografi protagonisti della mostra sono: Maria Andreano, Roberto Arleo, Paolo Bramati, Giovanna Caiati, Carla Carinci, Romina Ceccani, Sara Dal Pont, Valentina Desideri, Francesca Filomia, Fabio Ghidini, Daniele Giovannoni, Luigi Orrù, Edoardo Papargiriou, Corine Veysselier, Giorgia Vincenti.

Un progetto che ha coinvolto 15 fotografi in una esposizione di foto-racconto-arte di alta valenza poetica.
La mostra attraverso le immagini che interpretano il tema della musica, mira a finanziare, tramite la vendita del catalogo, l’acquisto di una tac 64 multistrato da devolvere all’Ospedale del Bambino Gesù di Roma.
Per il vernissage sono previste le esibizioni del violinista Pierluigi Pietroniro, del chitarrista jazz Romualdo Panebianco e della danzatrice del ventre Alma de Flores.

dal 1 ottobre 2010 al 13 ottobre 2010
Visioni musicali
a cura di Prospettiva8
Autori: Maria Andreano, Roberto Arleo, Paolo Bramati, Giovanna Caiati, Carla Carinci, Romina Ceccani, Sara Dal Pont, Valentina Desideri, Francesca Filomia, Fabio Ghidini, Daniele Giovannoni, Luigi Orrù, Edoardo Papargiriou, Corine Veysselier, Giorgia Vincenti
Biblioteca Comunale Guglielmo Marconi
Via Gerolamo Cardano, 135 – 00146 Roma
Orario: lunedì ore 15.00-19.00; dal martedì al venerdì ore 9.00-19.00; sabato ore 9.00- 13.00
Ingresso: gratuito
Genere: fotografia
Info: Associazione culturale Prospettiva 8 info@prospettivaotto.it

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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Four Lines Scandinavia Polaroid Project

lunedì, 27 settembre 2010
listen it it Four Lines Scandinavia Polaroid Project

db1d649d77198b0a782a145aef34b6b1 Four Lines Scandinavia Polaroid Project

4 fotografi
24 giorni
9000km
100 ore di guida
3 macchine fotografiche perse
108 animali incontrati
2 navi inseguite
18 letti cambiati
0 bidet incrociati

… non di bollettino di ‘guerra’ si tratta, tranquilli, ma di alcuni ingredienti del reportage di viaggio “on the road” intrapreso da quattro impavidi giovani fotografi italiani ‘armati di Polaroid’ partiti all’esplorazione della Scandinavia, da Amburgo, a Horsens, passando per Kristansand, Floro, fino all’isola di Öland, l’isola dei mulini”.

A questo aggiungete, 200 pacchi di pellicole Polaroid e circa 1800 scatti, quattro punti di vista differenti, da Anna Morosini a Elena Vaninetti, da Gabriele Chiapparini ad Andrea Colombo, più quelli dei fotografi ‘locali’ come Ines incontrati lungo la strada, in un caleidoscopio di fiordi, villaggi e piccole città, ma anche il Circolo Polare Artico e le isole Lofoten, insieme a tante scoperte, incontri ed emozioni, ed avrete una prima idea dell’impresa.

Un progetto avventuroso, forse anche una guida anticonvenzionale, che culminerà con la Mostra Ufficiale Four Lines alla Fabrica Features di Bologna, il prossimo 8 ottobre 2010, e quattro del viaggio condiviso per ciascun percorso individuale, scatti formato polaroid come quelli della gallery accompagnati da testi emozionati e descrittivi ..

Four Lines Scandinavia Polaroid Project
101ec0b82bf12d864084d530a9d4d7ac Four Lines Scandinavia Polaroid Project 1d03f3d0da3c498b4e85aaaa67ab42dc Four Lines Scandinavia Polaroid Project e1ce42dac44a84c1c79336b159f09f39 Four Lines Scandinavia Polaroid Project 9cc7d2c61fbbdf3cd7b5c12c0ba0e02b Four Lines Scandinavia Polaroid Project

Gabriele
Day 6 R.I.P. SX-70 (a destra nella prima immagine)
La mia sx-70 e? caduta nell’acqua del mare.
Sicuramente non poteva scegliere un luogo migliore per
morire. Trattengo le lacrime. Riposa in pace.

Ma anche alcune selezioni video del viaggio come quello a seguire.

Four Lines Scandinavia Polaroid Project é stato pubblicato su clickblog alle 13:37 di venerdì 24 settembre 2010.

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Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam

mercoledì, 28 aprile 2010
listen it it Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam

90bdb7a021353791d9c2e83d8de112a7 Laptopogram, Clickblog intervista Aditya MandayamAditya Mandayam abita a Fabrica, programmatore, matematico e prima ha lavorato anche come lucidatore di bare.

Sta diventando molto famoso in rete grazie ali suoi Laptopogram. In pratica realizza delle stampe fotografiche partendo da foto mostrate sullo schermo del proprio computer. Abbiamo avuto l’opportunità di fargli un’intervista che vi proponiamo in esclusiva (nel seguito del post un aggiornamento esteso, in inglese).

Come ti è venuto in mente l’idea del laptopogram?
Sono molto pigro ed ero sdraiato al sole quando mi è venuta quest’idea.

Puoi spiegarci come funziona il sistema?
La carta fotografica è sensibile ad ogni tipo di luce. Il tempo ed il tipo di luce che colpisce la carta determina il tipo di immagine.

Un laptopogram si realizza tenendo la carta fotografica contro il monitor ed accendendo lo schermo per qualche secondo. Dopo si sviluppa la stampa nella maniera classica.

Ovviamente non è necessario un portatile. Potete usare una televisione o, per esempio, un iPhone. Qualsiasi tipo di schermo.

a1b75f81872e636a7d674fea51c3f87c Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam8f75e8340bbaa1869cabae2ede102509 Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam59f2daaad62cca89ac37e30853011d7f Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayamde6b7c92c929db12837e113907a6d4d7 Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam

Quali sono i vantaggi di un laptopogram?
Questa tecnica permette di fare velocemente delle stampe a partire da qualsiasi immagine digitale: foto, grafica o persino filmati.

Inoltre il tempo per realizzare una stampa è poco.

E viene bene.

Come provare a realizzare un laptopogram in casa (regolazioni monitor, tempi di esposizione, ecc..)?
Il minimo che vi serve sono i reagenti chimici, la carta fotografica ed una stanza buia.

Tutto il resto è variabile.

Ha usato una padella del mio forno per lo sviluppo, una lampadina rossa della mia bicicletta per vedere al buio ed a volte utilizzo il caffè per fare stampe.

Quali consigli daresti per chi ha voglia di provare a realizzare un laptopogram?
Arachide + coriandolo = good.

Come prevedi di migliorare la tecnica del laptogram?
Con la pratica.

Risposte in inglese.

How did the idea came to you?
I’m terribly lazy and was lying down in the sun and the idea just came into my head.

Can you explain how the system works?
Photopaper is sensitive to any kind of light. The amount and quality of light, and the time for which you shine light on the paper determine the image.

Laptograms are made by taking a sheet of photo paper, pressing it against the monitor of a computer, and turning on the screen for a little while. After exposing you develop the print in a standard manner.

You dont need a laptop, of course. You can use a television, or an iPhone for example. You can use any kind of screen.

What are the advantages of a laptopogram?
This technique allows me to quickly make prints from any digital image: either photo, or graphics, even movies.

Plus the time period to make a print is smaller.

And it looks good.

How can somebody do a laptopogram at home (screen, calibration, exposure time, etc)?
The minimum you will need is chemicals (for developing and fixing) and photopaper and a dark space.

Everything else is variable.

I used a tray from my forno for developer, red light from my bicicletta for seeing in the dark, sometimes I use coffee to make prints.

What advice would you give to those who want to try out a laptopogram?
Arachide + coriandolo = good.

How do you plan to improve the technique of laptogram?
By practice.

UPDATE: EXTENDED INTERVIEW FOLLOWS

1. What is your history as a photographer?

I remember taking one photo when I was eight or nine. I was in the lounge of our home and my mother sat in front of the fireplace. This photo is perhaps from the same period as well. I found the scratched up negative two years ago when I went home.

A few years ago I stopped making darkroom prints. I scanned all my negatives on drumbeds and emailed myself the files. Laptopograms are the exact inverse; I take photos digitally and print them analogue. Its good to start again.

I started digital photography fairly recently. I now use my camera as a notebook of sorts, taking photos of everything. I put CHDK on it. Now my thoughts are distorted by this camera. Its like having memory you can grep.

2 – Can you tell you more about your previous experiments?

I like thinking of certain kinds of photography-as-performances.

Once I made casein prints and put them on little pieces of bread. The negatives had been developed with mint. Someone told me horse urine was the best toner but I didn’t find any horses in Helsinki so I used my own. I then walked around offering these foto-biscotti to people. Some people ate them. Some saw them for a little while, and then ate
them. Potassium bichromate is not good for you. Please don’t eat it.

At the PKBB in Jakarta I found an old Xerox machine. Now Bahasa Indonesia is quite fun; ‘foto’ means ‘photo’ ‘kopi’ is ‘coffee’, and ’susu’ is ‘milk’. ‘fotokopi’ is ‘photocopy’ and ‘kopisusu’ is ‘coffee with milk’.

My performance was called ‘fotokopisusu’. I developed some negatives in caffenol (which is coffee with washing soda) and made casein prints (casein extracted from milk). The audience was given the use of the Xerox machine. Some people made photocopies of the kopisusu prints. Some took my prints and left xeroxes behind.

In school I did a piece called ‘Aha! Oho!’ by asking people to imagine photographs. I would do this by placing an imaginary camera at a certain spot and asking people what they thought of the results. Sometimes I’d place the camera right atop our heads or in my shoe. Sometimes behind imaginary walls or in my mouth. I remember talking to Valentino Braitenberg about imaginary cameras and it was most jolly. He gave me those glasses you see in the picture. They have polarised lenses.

I would like to repeat these performances someday.

Here are two other pieces i did: here on Vimeo. The latter involves a rather lovely pianola roll given to me by Andy Cameron.

3. What are the techniques you enjoyed the most and appreciated in master’s works.

The Ungaro-Serbian photographer Andrea Palasti showed me Moholy-Nagy’s device. I liked it. The interwar period was good.

I make prints in my bathroom. And since my laptop is my lightsource I had internet in my darkroom. It was new.

4. What is the philosophy behind Laptograms, is ther anything behind it or is it just an impromptu discovery? Similarities and genealogic links with the history of photo printing?

Memory is funny. I usually have a backlog of film to be developed in a bag. Its all mixed. I developed some photos last week that I took two years ago. Its funny seeing old film that you shot. It triggers all these memories and sensations. Sometimes you do not remember taking this photo and this alters your memory of the past. Sometimes you go ‘Ah! so.’ Its like dental floss.

Early photography is interesting. You see it being used as an anthropometric tool, as an instrument. It becomes artistic later on.

A laptopogram is a mnemonic, as some photos are. It is a sign to remember the quotidian.

5. Where do you see Laptograms evolving in a year? Is there any specific subject where they might find anatural habitat and offer unique experience to the enthusiast?

Hmm. Laptopograms with Polaroid film is top on my list. You dont need any chemicals. You simply need a dark space.

Laptopograms of websites, of computer interfaces, of email inboxes, of internet porn – of these spaces we inhabit for eight hours a day.

Perhaps prints from movies; by playing cinema instead of displaying a static image.

I got hold of an iPhone yesterday. Its fun to use it like a stamp. Its a perverted scanner.

There are some websites which describe the shell script I used as a ‘virtual shutter’ or a ’shutter’. This is a flawed analogy. The script simply turns on the monitor. It is a timer. The nature of this technique is to ‘fold down’ the negative and the light source into a single object.

6. What were your feelings while watching this phenomenon grow like wildfire on the web in 36 hours?

Bemusement. Fabrizio Urettini and Alexandre Saumier-Demers were with me while this happened and we laughed.

7. What are you doing now?

I’m doing a series of prints for Fabrica. They are prints of the desktop screenshots of resident Fabricanti. I wrote to some of them and asked them to email me screenshots. Some responded immediately; some were shy; some rearranged things on their desktop; some said it was unfair because their desktops were not cool. It’s
been fun.

I might do something with Fabrizio’s gallery XYZ. A public darkroom perhaps,a circus sideshow.

8. Anything else?

Some people thought arachide+coriandolo=good was a chemical formula for developer. I meant to say that I like peanuts with coriander, its tasty.

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FACCIA A FACCIA

venerdì, 23 aprile 2010
listen it it FACCIA A FACCIA

79931659b73266eac7d70da6497fffbe FACCIA A FACCIA

È esperienza comune muoversi in luoghi apparentemente conosciuti perché attraversati nei nostri spostamenti quotidiani ma sui quali raramente soffermiamo l’attenzione, dei quali difficilmente cogliamo i tratti distintivi, gli elementi specifici che li compongono. Soprattutto se, tralasciando riferimenti impegnativi come i clichés visivi del centro storico veneziano o luoghi dotati di una forte connotazione culturale, la nostra attenzione viene riportata verso quelle parti di territorio meno conosciute, apparentemente banali e che generalmente consideriamo scarsamente degne di essere osservate e, tanto meno, rappresentate.

È ciò che può accadere trovandosi di fronte ad alcune parti del territorio di Mestre, luoghi spesso periferici, marginali e, proprio in virtù di queste caratteristiche, instabili e soggetti a continue trasformazioni.

Eppure è proprio a partire da luoghi di questo tipo che diviene meglio possibile ridonare capacità di attenzione al nostro sguardo distratto, accecato dal susseguirsi di immagini stereotipe che pervadono il nostro quotidiano. Perché questi luoghi si prestano a divenire oggetto elettivo per esercizi di una grammatica del vedere, come quella di fotografare un oggetto da più punti di vista e in maniera sistematica, come insegnava Italo Zannier. Questo metodo analitico, riproposto nell’ottica di una più complessa descrizione di quella che Roland Barthes definiva l’”intrattabile realtà”, è quello seguito da Guido Guidi nei suoi laboratori di fotografia, nei quali gli studenti erano chiamati a misurarsi con temi presi a prestito da alcuni giochi linguistici di Bruno Munari: faccia a faccia, faccia a vista, occhio al palo, ora che ti vedo…

Potremo vedere i lavori realizzati nell’ambito dell’ultimo laboratorio svolto presso la facoltà di Design e Arti dell’Università Iuav di Venezia nella mostra che il Centro Culturale Candiani ospiterà dal 2 al 30 maggio 2010. La mostra Faccia a faccia, pensata come esperienza didattica conclusiva del corso, documenta la volontà di insistere sull’impossibilità del fotografo di sfuggire al soggetto e anche su quella dello spettatore di sfuggire al facingness tra l’opera (la fotografia ) e chi la guarda: l’opera ci guarda.

L’approccio proposto da Guido Guidi è stato quello di portare gli studenti ai limiti del linguaggio fotografico, per esplorare le qualità del reale senza cadere nelle rappresentazioni consolidate e rassicuranti che si fermano all’apparenza delle cose. Il lavoro è stato orientato verso lo sviluppo di un progetto visivo svolto a partire da scambi continui sui diversi modi possibili di vedere e mettere in immagine, andando oltre un uso della fotografia inteso unicamente come strumento tecnico di documentazione del reale ed evidenziando invece come esso sia un mezzo in grado di contribuire alla costruzione estetica del paesaggio contemporaneo e di offrire elementi e direzioni utili alla descrizione del mondo che ci circonda.

La scelta delle fotografie a la messa in sequenza hanno completato un processo di apprendimento teso a ravvivare le nostre percezioni rese opache dalle consuetudini e a riscoprire l’ethos della fotografia: quello di educarci, come avrebbe detto Moholy-Nagy, a una visione intensiva.

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FACCIA A FACCIA

Lavori realizzati dagli studenti del Laboratorio di Fotografia
Facoltà di Design e Arti – Università IUAV di Venezia
Guido Guidi

Ideazione mostra di

Guido Guidi

Mostra a cura di

Andrea Pertoldeo

Mariano Andreani

Luisa Siotto

Iniziativa realizzata in collaborazione con

Università IUAV di Venezia e Galleria Contemporaneo

Centro Culturale Candiani

sala Paolo Costantini terzo piano

dal 2 al 30 maggio 2010

Inaugurazione:

venerdì 30 aprile, ore 18.00

orario:

da lunedì a venerdì 15.30 – 19.30

sabato e festivi 10.00 – 12.30 e 15.30 – 19.30

chiuso il 1° maggio

ingresso libero

Info

Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7 – Mestre
t. +39 041 2386126
candiani@comune.venezia.it

www.centroculturalecandiani.it

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PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

mercoledì, 11 novembre 2009
listen it it PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

mostra pilatsro milano3 1023x723 PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

Conoscere per fotografare. Fotografare per conoscere. È di certo questa prima frase a costituire il filo conduttore del lavoro a più mani esposto, mostra frutto di un lungo lavoro che si è sviluppato dal workshop di fotografia sociale condotto dal fotografo Giulio Di Meo. Il corso è stato frequentato da una decina di persone di varie età e con esperienze fotografiche eterogenee tra loro. Durante le lezioni si è sviluppata un’ampia panoramica approfondita da momenti di dibattito su cosa si intenda reportage e la fotografia sociale.
Giulio Di Meo ha voluto trasmettere ai suoi allievi il concetto di “fotografia sociale” interpretando la fotografia come necessità di una sensibilità, di un’etica, di un impegno particolare. Una fotografia che lui stesso afferma come “desiderosa di farsi carico delle lotte, della rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza; una fotografia impregnata da un’intensa umanità.” La “fotografia sociale” quindi vuole essere una sorta di ricerca antropologica dove il fotografo viene immerso nel contesto che lo circonda, dovendosi inserire in tale realtà senza creare ulteriori difficoltà. Il contesto questa volta è stato il Pilastro, quartiere della periferia bolognese sorto negli anni sessanta con la costruzione di numerosi condomini di edilizia pubblica. E qui vivono tante persone che dal sud Italia sono arrivate a Bologna nell’epoca del boom economico per cercare un lavoro. Oggi si mescolano a queste persone molti stranieri, protagonisti di esperienze simili, ma ogni volta uniche e singolari. Si amalgamano così vite diverse che creano un melting pot di culture e usanze provenienti da differenti luoghi del mondo. Ogni persona è lo specchio di percorsi differenti e condivide ora un presente comune. La vita si tocca, si vede e si percepisce nella quotidianità delle strade e dei parchi. Come il prato del parco Pasolini è punto di incontro di molti ragazzi che si incontrano qui, così dietro il “virgolone”, enorme edificio costituita da molti appartamenti e diversi piani, gli anziani lavorano gli orti comunali, riposano e giocano a carte seduti sulle panchine. “Pilastro” significa anche tenacia, costanza, fatica, e naturalmente credere nei propri mezzi e nell’energia che si respira quando ci si mette in gioco. Qui la palestra di Boxe e Muay Thai riunisce i giovani che passano i loro pomeriggi sognando di diventare dei campioni. Il Pilastro è anche sport, quello vero, che parte dal basso e nasce dalla passione. Una passione che unisce. Ed ecco le persone che ci hanno permesso di rappresentare qualche istante della loro vita. Queste fotografie vogliono gettare uno sguardo sulla realtà del Pilastro e. svelare cosa significhi farne parte. Vogliono aiutare a leggere oltre i confini di un quartiere che erroneamente viene etichettato come periferico, degradato e come luogo di disagio sociale. In questo racconto potreste scoprire una realtà diversa, non inquinata da pregiudizi e luoghi comuni. Una realtà che ci ha affascinato e sorpreso. Provateci, forse ne rimarrete colpiti.

Espongono: Roberto Brandoli, Filippo Carnevali, Lorenzo Ciancaglini, Sabrina Flocco, Laura Luppi, Enrico Migotto, Eleonora Minler, Nicola Sacco, Alessia Scarpa, Alberto Sola e Emanuele Vesentini.
Ecuador
Il sostegno alle comunità locali – cibo, ambiente e salute
Ucodep è impegnata dal 1995 in Ecuador, nell’area andina di Cotacachi (provincia di Imbabura) nella realizzazione di interventi di miglioramento dell’alimentazione e della produzione agricola delle comunità indigene. Nel 2002 si è iniziato a lavorare anche nella regione amazzonica nord orientale del paese al confine con la Colombia, la provincia di Sucumbios, dove si estende l’importante riserva naturale del Cuyabeno, nel settore della difesa dell’ambiente e della tutela della salute.
L’intervento di Ucodep in Ecuador è strettamente legato all’attività agricola e alla conservazione del patrimonio naturalistico della Foresta Amazzonica. Nel corso degli ultimi decenni il settore agricolo ha diminuito la propria redditività e la popolazione rurale ha dovuto fronteggiare l’aumento della povertà, l’impoverimento del suolo, il peggioramento delle condizioni ambientali e la riduzione della possibilità di accedere a servizi primari quali educazione e sanità. Inoltre, nella provincia di Sucumbios si è registrata una crescita dell’attività di estrazione del petrolio con gravi conseguenze ambientali. Sebbene esista un regime democratico fin dal 1979, il contesto socio economico dell’Ecuador è caratterizzato da instabilità politica cronica, da fratture interne al paese e forti influenze regionali nei partiti. Dal punto di vista ambientale l’Ecuador presenta un’immensa ricchezza naturale, una grande biodiversità e numerose risorse idrogeologiche e minerarie, tutto ciò minacciato dai cambiamenti climatici e dal crescente sfruttamento delle risorse energetiche, soprattutto del petrolio.
Tenuto conto di tutto ciò, Ucodep è intervenuta in Ecuador con sostegno all’agricoltura e alle comunità locali per lo sviluppo rurale e valorizzazione delle risorse del territorio, di tutela dell’ambiente e della biodiversità locale e di lotta alla povertà.
Nella regione Andina di Cotacachi vivono numerose comunità di Indios (circa il 60% della popolazione residente nella zona) che, tradizionalmente, si dedicano all’agricoltura di sussistenza. Tuttavia, in seguito alla riforma agraria introdotta negli anni ’60 dal governo militare, tali popolazioni si sono trovate costrette a coltivare terreni sempre più ridotti e in posizioni sfavorevoli, con il conseguente progressivo impoverimento dei campi e la riduzione delle varietà prodotte e della qualità dei prodotti. La conseguenza di tutto ciò è stato l’indebolimento del settore agricolo, la scarsa differenziazione alimentare e l’insorgere di malattie legate alla malnutrizione, l’emigrazione dalla campagna alla città, l’abbandono dei figli per ragioni lavorative e quindi la riduzione della frequenza scolastica.
L’area della Riserva del Cuyabeno presenta un altissimo valore naturalistico, floristico e faunistico. A causa della difficoltà di accesso a questa zona l’accesso ai servizi di base, tra i quali l’uso di acqua potabile e l’assistenza medica, è molto limitato. Lo sfruttamento delle risorse naturali, per molti degli abitanti della zona, rappresenta l’unica possibilità di reddito. Gli interventi di Ucodep si concentrano quindi in queste due zone con un approccio che mira, quindi, allo sviluppo agricolo nel rispetto delle risorse locali, della valorizzazione delle stesse, della difesa dell’ambiente e del rafforzamento dei piccoli produttori locali. Ucodep si dedica anche al supporto all’educazione primaria e alla tutela della salute locale, in un’ottica integrata di sviluppo locale.
Attualmente l’intervento di Ucodep in Ecuador è realizzato tramite gli uffici di Cotacachi e Lago Agrio. La mostra fotografica Ecuador: Colori e Volti, organizzata dai volontari Ucodep di Milano, vuole ripercorrere appunto l’esperienza di 15 anni di Ucodep in Ecuador attraverso la natura, le persone e i colori che caratterizzano questo affascinante e variegato Paese. Il gruppo dei volontari Ucodep di Milano organizza e propone attività a sostegno dei progetti di Ucodep in Ecuador.
Per saperne di più di Ucodep e delle attività dei gruppo di Milano:
gtmilano@ucodep.org – www.ucodep.org
credits foto: Andrea Cianferoni, Ilaria Lazzarini, Demostenes Uscamayta Ayvar/Ucodep ©

Dal 13 al 28 Novembre 2009

Centro Sociale Barrio’s
via Barona, ang. via Boffalora, Milano
Per Info: tel.0289159255 – fax0289158280 – barrios@comunitanuova.it – www.barrios.it

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Premio Primavera 2009 Spring Award

lunedì, 13 luglio 2009
listen it it Premio Primavera 2009 Spring Award
ec59f331acda8eb95ce888d709f94961 Premio Primavera 2009 Spring AwardAl Premio Primavera 2009 Spring Award sono pervenute:
148 Opere di 81 Autori da 14 Paesi
China – Croatia – Cuba – Czech Republic – Denmark – Germany – Indonesia
Italia – Netherlands – Poland – Portugal – Romania – Spagna – Switzerland
Riunione Giuria – On Line Internet: dal 26 al 30 giugno 2009
On Line Internet – Jury: 26th to the 30th of june 2009
Giuria – Jury Members:
Carlo Durano – Grosseto – Italia
Luciano Pestarino – La Lucila – Argentina
Ly Hoang Long – Dalat City – Vietnam
Piksin Thé – Amsterdam – Netherlands
Rui Palha – Lisbon – Portugal
Salih Güler – Ankara – Turkey
Cf Controluce Group – Italia

Autori Premiati ~ Spring Award 2009:
Aldo Palin, Udine – Italia
Andrea Orioli, Campegine (RE) – Italia
Bernd Mai, Dortmund – Germany
Cesare De Stefanis, Roma – Italia
Daniel R.Tantano, Surabaya-East Java – Indonesia
Dario Mariantoni, Rieti – Italia
Denis Giusti, Lugagnano (VR) – Italia
Gianfranco Cappuccini, Alessandria – Italia
Giulio Montini, Casnate (CO) – Italia
Jeannette Mueller, Casnate Con Bernate (CO) – Italia
Lucian Olteanu, Bucharest – Romania
Massimo Pelagagge, Massa Marittima – Italia
Michal Adamski, Poznan – Poland
Mirto Fontana, Soprabolzano/Renon – Italia
Tang Danise, Hong Kong – China
Wilfried Hinz, Belp/Bern – Switzerland

Autori Ammessi ~ Authors Admitted:
Andrea Nuvoloni, Verona – Italia
Angelo Guagliata, Palermo – Italia
Antonio Contin, Castrovillari (CS) – Italia
Antonio Raspa, Termoli (CB) – Italia
Barbara Corvino, Savona – Italia
Berna De Vos, Amsterdam – Netherlands
Bernd Mai, Dortmund – Germany
Carlos Pimentel, Covilhã – Portugal
Claudio Bettinelli, Brembilla (BG) – Italia
Daniel R.Tantano, Surabaya-East Java – Indonesia
Dario Mariantoni, Rieti – Italia
David Pons, Valencia – Spagna
Davide Forigo, Giaveno – Italia
Denis Giusti, Lugagnano (VR) – Italia
Donatella Viel, Sospirolo (BL) – Italia
Emilian Chirila, Brasov – Romania
Erland Pillegaard, Copenhagen (NV) – Denmark
Fiorenzo Rondi, Alzano Lombardo (BG) – Italia
Francesca Codogno, Pordenone – Italia
Franco Marchi, Sesto Fiorentino (FI) – Italia
Gaetano Molteni, Bosisio Parini (LC) – Italia
Gianclaudio Curia, Cosenza – Italia
Gianfranco Cappuccini, Alessandria – Italia
Giulio Montini, Casnate (CO) – Italia
Jeannette Mueller, Casnate Con Bernate (CO) – Italia
José de Waal-Paternotte, Amsterdam – Netherlands
Ksenija Spanec, Zagreb – Croatia
Luc ten Klooster, Eys – Netherlands
Marco Battistutta, Udine – Italia
Massimo Pelagagge, Massa Marittima – Italia
Mirella Vecchi, Pavia – Italia
Nicola Destefano, Baldissero Torinese – Italia
Paolo Aufieri, Cameri – Italia
Raniero Massoli-Novelli, Roma – Italia
Roberto Zuccalà, Roma – Italia
Stefano Consolaro, Pordenone – Italia
William Del Re, Roma – Italia
Yolanda Geldof, Heiloo – Netherlands


dal Premio Estate 2005 al Premio Primavera 2009 sono pervenute
2.074 Opere di 420 Autori provenienti da 35 Paesi:

Argentina – Australia – Bolivia – Brasil – Bulgaria – Canada – Chile – China
Croatia – Cuba – Czech Republic – Denmark – Germany – Greece
Indonesia – Israel – Italia – Latvia – Lithuania – Lussemburgo
Mexico – Netherlands – Poland – Portugal – Romania – Russia
Slovenia – Spagna – Switzerland – Turkey – Ungheria
United Kingdom – USA – Ukraine – Vietnam

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PALLADIO E/A VENEZIA

sabato, 4 luglio 2009
listen it it PALLADIO E/A VENEZIA

VERNICE STAMPA

VENERDI’ 3 LUGLIO 2009

DALLE 11 ALLE 14

Saranno presenti i curatori

PALLADIO E/A VENEZIA

Venezia, Museo Correr, secondo piano

4 luglio 2009 – 10 gennaio 2010

La mostra si realizza nell’ambito delle iniziative promosse e finanziate dalla Regione Veneto, coordinate dal Comitato Regionale per le celebrazioni del cinquecentenario palladiano. Organizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana, ripercorre i passi di Palladio a Venezia nei suoi non sempre univoci rapporti con il mondo veneziano, con la sua classe di governo, con gli intellettuali, gli ecclesiastici, gli ordini religiosi, le organizzazioni assistenziali e devozionali, gli editori. Presenta oltre 300 opere – tra edizioni a stampa, manoscritti, documenti e disegni – attraverso le quali si indagano l’ambiente veneziano di Palladio e la sua attività in città (da un lato l’opera teorica, dall’altro i lavori progettati, realizzati, scomparsi). Particolare rilievo è attribuito al peso degli interventi palladiani nel ridisegno della scena urbana più peculiare e simbolica di Venezia, il Bacino di San Marco, attraverso le facciata di San Giorgio Maggiore e, sull’isola della Giudecca, della Chiesa votiva del Redentore e del complesso delle Zitelle, con un risultato di straordinaria forza innovatrice.

Grazie alla collaborazione con l’Università IUAV di Venezia – Sistema dei Laboratori, una sezione della mostra presenta nuovi rilievi fotogrammetrici che consentono di confrontare per la prima volta tra loro le diverse facciate palladiane, mettendo a disposizione, in maniera multimediale, un’importante raccolta di dati tecnici, storici e scientifici che consentono di confrontare e visualizzare informazioni fino a oggi non disponibili, oltre a documentare com’è cambiato nel tempo il modo di vedere e di rappresentare l’opera di Palladio.

La curatela scientifica della mostra è di Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli, Andrea Bellieni.

Catalogo Fondazione Musei Civici di Venezia.

Nonostante all’apparenza si sia detto e mostrato tutto, biblioteche e archivi racchiudono ancora notizie, informazioni, suggestioni, suggerimenti e dati oggettivi per la miglior ricostruzione dell’attività e della personalità di Andrea Palladio, del suo ambiente e delle sue frequentazioni, dei suoi drammi e dei suoi trionfi, dei suoi dubbi, delle sue crisi, delle sue incertezze, anche nelle insidiose avventure veneziane.

Proprio una ricchissima selezione di materiali provenienti dalla Biblioteca Correr, dalla Marciana, dalla Querini Stampalia di Venezia, dalla Bertoliana di Vicenza e dalla Biblioteca Civica di Treviso, costituisce il corpus della mostra, articolata in sei sezioni. In esse si documenta il rapporto di Palladio con la città lagunare, che si stabilisce fin dagli anni ‘50 tramite alcune figure di aristocratici colti e illuminati – soprattutto i fratelli Marcantonio e Daniele Barbaro – partecipi delle più alte sfere politiche e di governo della Serenissima. Questi patrocineranno, più o meno apertamente, tutte le sue imprese architettoniche veneziane. Palladio però, pur apprezzato e attivissimo in terraferma per ville patrizie, riuscirà a realizzare in città soprattutto edifici religiosi, trovando invece evidente resistenza per proposte residenziali e urbanistiche.

La mostra sottolinea inoltre il ruolo di fine intellettuale di Palladio, che pubblica a Venezia opere di carattere filologico e archeologico, oltre al fortunato trattato I Quattro Libri dell’Architettura del 1570. Pur inserito in un ambiente di altissimo profilo culturale, sociale e politico, egli non prenderà mai residenza a Venezia e non ne diverrà mai “cittadino”: forse per un’inconciliabilità profonda tra i suoi legami con la nobiltà di terraferma berica e i poteri forti di Venezia; forse per la sua scarsa attitudine al compromesso e un rigore che poteva apparire incontrollabile. O forse semplicemente perché Andrea amava sperimentare più di quanto un gruppo di governo pur colto e di grande qualità potesse e volesse permettersi di rischiare.

Su tutto questo, con attenzione, con rigore e con significative novità, indaga la mostra veneziana.

IMMAGINI per la stampa disponibili su www.museiciviciveneziani.it

Fondazione Musei Civici di Venezia, Ufficio Marketing, Comunicazione e Ufficio Stampa: Monica da Cortà Fumei, Riccardo Bon, Piero Calore, Silvia Negretti, Alessandro Paolinelli, Sofia Rinaldi

tel. +39 0412747607/08/14/18 fax /04; mkt.musei@comune.venezia.it; pressmusei@comune.venezia.it - www.museiciviciveneziani.it


PALLADIO E/A VENEZIA

Venezia, Museo Correr, secondo piano

4 luglio 2009- 10 gennaio 2010

INFORMAZIONI GENERALI

Sede: Museo Correr, Piazza San Marco, Venezia

Inaugurazione: venerdì 3 luglio 2009

Apertura al pubblico: 4 luglio 2009 – 10 gennaio 2010

Orario: 10/19 (biglietteria 10/18) fino al 31 ottobre; dal 1 novembre 10/17 (biglietteria 10/16)

BIGLIETTI

Ingresso con il biglietto del museo

Fino al 31 ottobre SAN MARCO PLUS
I MUSEI DI PIAZZA SAN MARCO + 1 dei Musei Civici Veneziani a scelta
Intero
13,00 euro

Ridotto 7,50 euro

ragazzi da 6 a 14 anni; studenti* dai 15 ai 29 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi o studenti (min. 10); cittadini ultrasessantacinquenni; personale* del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; titolari di Carta Rolling Venice; soci FAI

dal 1 novembre

I MUSEI DI PIAZZA SAN MARCO
Intero
12,00 euro

Ridotto 6,50 euro

Offerta Famiglie

Per Musei di Piazza San Marco e Museum Pass Musei Civici Veneziani
Per famiglie composte da due adulti e almeno un bambino: 1 biglietto intero e gli altri ridotti

Speciale pomeridiano
Valido solo il giorno di emissione, con ingresso ai Musei di Piazza San Marco dalle 13.00 alle 16.00.
Acquistabile solo su prenotazione con veniceconnected.com

Gratuito
residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici* che accompagnino gruppi; 2 gratuità ogni 25 biglietti (gruppi non scolastici) previa prenotazione; gli insegnanti che accompagnino i loro gruppi scolastici; membri I.C.O.M.

*è richiesto un documento

INFORMAZIONI

www.museiciviciveneziani.it

call center 0415209070

mkt.musei@comune.venezia.it

PRENOTAZIONI

www.museiciviciveneziani.it

call center 0415209070

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