Scrivi un articolo su questo Blog (Log In)
Nikon Club Italia Canon Club Italia Sony Alpha Community Fuji Club Italia REGISTRATI

Nota bene: l'accesso ai forum in elenco va effettuato con le stesse credenziali (email e password) in quanto fanno parte dello stesso Network


Articoli marcati con tag ‘andare’

Una fotocamera da quasi 2 metri

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it Una fotocamera da quasi 2 metri

La maggior parte dei fotografi scatta 35mm, ma come si fa a resistere al medio o grande formato?

Il fotografo Darren Samuelson ha deciso di andare oltre. In sei mesi ha costruito un fotocamera enorme che quando è completamente estesa arriva quasi a 2 metri. Se qualcuno si dovesse chiedere che genere di pellicole utilizza la risposta è molto curiosa. Lastre per raggi X con i quali si ottengono dei negativi da circa 35×91cm. Se il costo è piuttosto basso lo sviluppo non è molto semplice.

Nel video qui sopra potete vedere un’uscita fotografica ed il particolare risultato finale.

Via | DIYPhotography

Una fotocamera da quasi 2 metri é stato pubblicato su Clickblog.it alle 12:00 di giovedì 19 maggio 2011.

 Una fotocamera da quasi 2 metri
 Una fotocamera da quasi 2 metri

 Una fotocamera da quasi 2 metri  Una fotocamera da quasi 2 metri

 Una fotocamera da quasi 2 metri

Tags: , , , , , ,

Pezzi di strada (II)

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it Pezzi di strada (II)
82606c5bc10fcbc590161a717a545d98 Pezzi di strada (II)
I. Calabrese, On the road

Ognuno segue la propria strada”, “andare sulla cattiva strada”. Una cosa che io penso da tempo è che non esistono “le strade”, anzi non esiste niente, a parte “la strada”. La strada di McCarthy lo descrive pienamente: ci sono i buoni,i cattivi, i cadaveri e i cannibali, ma sono tutti lì, nello stesso nulla: però alcuni cercano solo di sopravvivere, altri di vivere (vi ho incuriosito abbastanza?).
There is not way to happiness, happiness is the way” pare dicesse il Dalai Lama, bhe magari non è sempre e solo felicità, ma è un buon punto di vista. Io amo camminare, sia l’atto fisico che come metafora: mi piace pensare alle suole delle scarpe che si consumano, diventando parte del suolo e passandomi un po’ di quella terra. Mi piace pensare che “non puoi attraversare lo stesso fiume due volte” e che quindi a ogni passaggio cresci e cambi. Ricordo pezzi di strada percorsi da sola, con la testa affollata di pensieri, gli occhi pieni di lacrime, il cuore gonfio di astio; altri che correvano più veloci di me e io dovevo fermarmi a capire, osservare, fotografare; altri ancora che urlavano speranze, grandi speranze. L’importante è non fermarsi e andare andare andare.


1c6778e3341363c4f692c622c7567350 Pezzi di strada (II)
J. Mueller, The Road to Loneliness

3c441be767dceb49d3e62a0d6448c617 Pezzi di strada (II)
P. Pouliquin, On the road again
302aebe83307e945423f951e33f17efc Pezzi di strada (II)
F. Verdickt, dalla serie Totem II
05e21678608149bf0dc143eeb8fa2135 Pezzi di strada (II)
A. Mola, 6

2d426 2825144264345807491 8028532721945682258?l=aboutaphoto.blogspot Pezzi di strada (II)

Autore Articolo: Anna Mole
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

mercoledì, 26 gennaio 2011
listen it it La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

cf00cfcf4898957be4ecda98ce930bc0 La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

In passato Nikon ha fatto capire di voler progettare da sola tutti i suoi sensori. Al momento solo i sensori delle ammiraglie sono esclusiva Nikon gli altri dovrebbero essere dei normali sensori Sony.

Chipworks ha smontato pezzo per pezzo una Nikon D7000 ed ha scoperto che il sensore di questa reflex è il Sony IMX071, come potete vedere dalle foto di copertina. Scoperta che spiega ampiamente i risultati simili ottenuti dalla D7000 e dalla Sony A580 su DxOmark.

Ora non resta che vedere se qualcuno ha il coraggio di smontare una D3X o D3s per vedere se quanto affermato dall’azienda corrisponda a verità icon wink La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony . Se siete curiosi di vedere com’è fatta una D7000 all’interno non vi resta che andare a vedere la galleria su Chipworks.

Via | ChipWorks

La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 26 gennaio 2011.

 La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony
 La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

 La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony  La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

 La Nikon D7000 utilizza un sensore Sony

Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Pentax nel micro quattro terzi?

martedì, 25 gennaio 2011
listen it it Pentax nel micro quattro terzi?

801d15b9781ad966eb1cda2cb2f1af26 Pentax nel micro quattro terzi?

43Rumors ha pubblicato una serie di indiscrezioni che potrebbero far presupporre una sempre più stretta collaborazione fra Pentax e Tokina.

Quest’ultima starebbe sviluppando, anche, due nuovi obiettivi per il sistema micro quattro terzi: un 17mm f/2.0 ed un 8-16mm f/3,5-4,5. Qualcuno ha iniziato ad ipotizzare il possibile ingresso di Pentax nel consorzio micro quattro terzi.

Sebbene non ci siano prove oggettive l’idea è tutt’altro che strampalata. Le ipotesi di fronte a Pentax per un sistema evil sono in pratica solo 3:

  • Prendere accordi con Samsung per il suo NX
  • Entrare nel Micro quattro terzi
  • Scegliere di andare da sola

Possiamo molto probabilmente escludere la terza perché difficilmente l’azienda ha le risorse economiche per sostenere tutte le eventuali spese. Con Samsung i rapporti non sono più quelli di una volta ed è difficile prevedere un riavvicinamento. L’ultima opzione a disposizione sarebbe il micro quattro terzi che è già un consorzio e per il quale non sarebbe difficile aprirsi ad un nuovo ingresso. Cosa ne pensate?

Via | 43Rumors

Pentax nel micro quattro terzi? é stato pubblicato su clickblog alle 16:59 di lunedì 24 gennaio 2011.

 Pentax nel micro quattro terzi?
 Pentax nel micro quattro terzi?

 Pentax nel micro quattro terzi?  Pentax nel micro quattro terzi?

 Pentax nel micro quattro terzi?

Tags: , , , , , , , , , ,

X-Pire, immagini a tempo determinato

mercoledì, 19 gennaio 2011
listen it it X Pire, immagini a tempo determinato

ed749548d67924f4c307fa9dfa9e6790 X Pire, immagini a tempo determinatoX-Pire, un’azienda tedesca, ha deciso di introdurre le immagini a tempo determinato per chi non vuole che le proprie foto siano in rete per troppo tempo.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di particolare imbarazzo per foto che avrebbero dovuto essere private, ma sono diventate pubbliche. Soprattutto a causa delle molte reti sociali attraverso cui si condividono queste immagini.

Il funzionamento di X-Pire è molto semplice. Il programma assegna una chiave elettronica ad ogni immagini ed assegna un tempo di scadenza. Se il server rileva che è stata superata questa data blocca la visualizzazione dell’immagine. Ovviamente nessuno può impedire a qualcuno di fare uno screenshot o salvare in altri modi l’immagine finché è ancora visibile.

L’azienda pensa che ci possa essere un business interessante, soprattutto fra quei molti utenti passivi che buttano in rete un sacco di dati personali e poi se ne dimenticano. X-Pire guadagnerà dalle sottoscrizione che possono andare dai 6,99€ per 3 mesi ai 23,99€ all’anno.

Via | X-Pire

X-Pire, immagini a tempo determinato é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di martedì 18 gennaio 2011.

 X Pire, immagini a tempo determinato
 X Pire, immagini a tempo determinato

 X Pire, immagini a tempo determinato  X Pire, immagini a tempo determinato

 X Pire, immagini a tempo determinato

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Le migliori foto del 2010 secondo BigPicture, terza parte

venerdì, 17 dicembre 2010
listen it it Le migliori foto del 2010 secondo BigPicture, terza parte

a4598fc961cd558c9d4b40ad7fdc9ada Le migliori foto del 2010 secondo BigPicture, terza parte

BigPicture ha pubblicato la terza ed ultima parte della sua antologia delle più belle e significative immagini del 2010.

In questa seria si parte con Assange, con la sventura capitata ai minatori cileni, ma l’avvenimento più importante è la liberazione, dopo 7 anni di prigionia, dell’attivista Aung San Suu Kyi. Una foto racconta degli scontri fra le forze dell’ordine e la popolazione locale di Terzigno.

Con queste immagini si conclude la raccolta di BigPicture, ma potete andare a guardare le due precedenti parti: parte1 e parte2.

Le migliori foto del 2010 secondo BigPicture, terza parte é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di venerdì 17 dicembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

The Language of Water di John Grant

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it The Language of Water di John Grant

The Language of Water from John Grant on Vimeo.

Vernice, olio, inchiostro, tutto quello che viene in contatto con l’acqua senza mescolarsi con essa, genera paesaggi liquidi e forme meravigliose da guardare, intriganti da identificare, ipnotiche da contemplare.

È quello che è successo con l’ultimo esperimento di John Grant, fotografo americano appassionato di metafore ‘distillate’ da paesaggi botanici e naturali.

La colonna sonora che sfiora le corde dell’anima insieme a quelle del violino, il montaggio sincopato di mondi mutevoli e misteriosi, rendono The Language of Water di John Grant qualcosa da guardare, ancora, e ancora, per andare alla scoperta di immagini ed emozioni sempre nuove.

The Language of Water di John Grant é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di giovedì 02 dicembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

San Nikon

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it San Nikon

9e198de3298ff13d1b622563543594ff San Nikon

Quante volte avete visto una piccola guerra di religione fra i “credenti” di due diversi marchi?

Sempre troppo spesso. A volte, però, c’è lo spazio per giocare un po’ con questi atteggiamenti come quando ho visto la foto della piccola chiesetta dedicata a San Nikon che potete vedere in copertina. Si trova nell’isola di Rodi ed è dedicata a Nikon “the Metanoite” (????? ? ??????????), un monaco e santo greco ortodosso morto nel 998.

Se vi capita da quelle parte potrebbe essere divertente andare a cercare quella piccola chiesetta anche per visitare un po’ di più le bellezza dell’entroterra.

Via | FreeBlog

San Nikon é stato pubblicato su clickblog alle 10:30 di martedì 30 novembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Scatti illuminati con iPad, una provocazione

sabato, 20 novembre 2010
listen it it Scatti illuminati con iPad, una provocazione

In passato, nella sezione Fai da te, abbiamo parlato di metodi originali per illuminare i vostri scatti, ma Jesse Rosten è andato decisamente oltre utilizzando ben 9 iPad, prestati da amici, come potete vedere nel video qui sopra.

Ovviamente non si vuole propagandare che sia più comodo utilizzare questo approccio, ma si tratta di un curioso esercizio di stile. Scegliere una fonte di luce fra quel che abbiamo a disposizione ed adattarci ad essa mettendo alla prova la nostra creatività fotografica.

Chissà se vedremo qualcuno in futuro cimentarsi a scattare con 81 iPod Touch.

Via | JesseRosten

Scatti illuminati con iPad, una provocazione é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di sabato 20 novembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Google Maps sfrutta la Kite aerial photography

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Google Maps sfrutta la Kite aerial photography

502b371de9359e24247936e4e5e678d1 Google Maps sfrutta la Kite aerial photography

Karen e Frank Taylor sono una coppia sposata con figli che nel 2002 comprò una barca ed intraprese un viaggio dal North Carolina alle coste dell’America Centrale. Un anno in mare visitando posti magnifici. Quell’avventura li segnò tanto da decidere di ripetere l’esperienza non appena i figli fossero partiti per motivi di studio.

Il loro nuovo viaggio è iniziato il 14 novembre 2009 a bordo di un catamarano che hanno acquistato vendendo casa, auto e tutte le loro proprietà. La durata prevista questa volta è di ben 5 anni con l’idea di girare attorno al mondo.

Quel che veramente è interessante è il fatto che Google sia uno dei partner di questa viaggio che prende il nome di Spedizione Tahina. Tutti i contenuti generati dalla coppia saranno utilizzati da Big G all’interno dei propri prodotti.

496d65f6579f85ed61b5ba1dde25b0bf Google Maps sfrutta la Kite aerial photography8e0f04c1253c71954a37fa1e0340186f Google Maps sfrutta la Kite aerial photographyb28c5473dd4419994266628656a3b2e9 Google Maps sfrutta la Kite aerial photographyc5525417f398a128f749f959f89de635 Google Maps sfrutta la Kite aerial photography

Tra questi contenuti sono anche presenti delle foto scattate utilizzando la tecnica della kite aerial photography, nella quale la fotocamera viene trasportata in aria con vari sistemi e mantenuta all’altezza desiderata per scattare fotografie in automatico a distanza di qualche secondo o manualmente attraverso un controllo remoto.

Recentemente Google ha inglobato questo tipo di foto scattate a Manihi, Polinesia francese, all’interno di Google Maps. Grazie a queste immagini il dettaglio che si ottiene è decisamente superiore a quello che garantiscono i satelliti.

Come potete vedere in galleria la copertura non è completa perché il sole che stava tramontando, pali e cavi sospesi rendevano le operazioni particolarmente complicate. L’idea di poter andare a scandagliare certe aree del mondo con questo dettaglio è molto interessante.

In futuro vedremo degli omini con la casacca di Google che scattano foto dall’alto con la Kite aerial photography nelle principali località turistiche del mondo? Non si può dire, ma conoscendo l’azienda non si può escludere nulla. Per il momento però potremo consolarci seguendo il viaggio di questa eccentrica coppia.

Via | Cnet

Google Maps sfrutta la Kite aerial photography é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di mercoledì 13 ottobre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

Appello da Niyamgiri

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Un fotografo fa scattare un allarme terrorismo

giovedì, 15 luglio 2010
listen it it Un fotografo fa scattare un allarme terrorismo

f6aedcbf9d4ab0a3a375161865ac72e3 Un fotografo fa scattare un allarme terrorismoIl fotogiornalista Peter Davies, 64 anni, stava tornando a casa in Gran Bretagna dopo una vacanza in Francia con la sua compagna quando alcuni agenti di polizia lo hanno bloccato e gli hanno intimato di seguirlo.

Gli ufficiali hanno controllato la sua auto con un contatore geiger pensando che fosse un potenziale terrorista. Il motivo di questo interesse particolare è stato l’aver fatto scattare al suo passaggio un “allarme radioattività”. Peter, purtroppo, sta curando un tumore alla tiroide con un isotopo radioattivo.

Gli ufficiali lo hanno lasciato andare solo quando ha potuto dimostrare, con una lettera dell’ospedale, il trattamento a cui diceva di essere sottoposto. Per una volta in Gran Bretagna un fotografo non viene fermato ingiustamente come accade sempre troppo spesso ultimamente.

Via | AmateurPhotographer

Un fotografo fa scattare un allarme terrorismo é stato pubblicato su clickblog alle 08:30 di domenica 11 luglio 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,