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Articoli marcati con tag ‘amica’

Lisbona. Rifare paesaggi

martedì, 1 giugno 2010
listen it it Lisbona. Rifare paesaggi

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Seminario internazionale di progettazione

LISBONA, 20 – 30 LUGLIO 2010

Dopo più di un decennio di politiche urbane incerte che hanno favorito uno sviluppo immobiliare disarticolato, causa dell’occupazione edilizia di più dell’80% del suolo comunale e un preoccupante decremento demografico, Lisbona intende proporsi come la capitale dell’area metropolitana più estesa e dinamica della Penisola Iberica, facendo leva su una immagine profondamente legata alla storia dei suoi spazi pubblici, i suoi parchi e i suoi giardini ma impiegando anche i più avanzati modelli dell’architettura del paesaggio contemporaneo. Lo spostamento dell’aeroporto internazionale e l’arrivo dell’alta velocità, la realizzazione del terzo ponte sull’estuario del Tago e la liberazione di aree demaniali, tra cui oltre il 50% di 19 chilometri lineari di attrezzature portuali che hanno precluso nell’epoca industriale il rapporto tra la città e il fiume: tra le capitali europee Lisbona sembra disporre di maggiori opportunità di crescita anche grazie ad una amministrazione che intende incentivare la progettazione urbana come strumento di coinvolgimento dei privati in operazioni di riqualificazione utili alla collettività.

ATTIVITA’/ PROGRAMMA
Il seminario sarà strutturato in quattro fasi: conoscenza del territorio e più specificatamente dell’area di progetto; approfondimento degli aspetti tecnici e teorici della problematica in questione; laboratorio di progettazione in gruppi di studio e discussioni generali; esposizione dei lavori e comunicazione dei risultati al pubblico. Le attività dei laboratori si svolgeranno prevalentemente presso le strutture delle locali istituzioni coinvolte. Lingue ufficiali del seminario: italiano e portoghese.

ISCRIZIONI
Il seminario è destinato principalmente a neolaureati e studenti in architettura ma proposto anche a tecnici e professionisti come momento di aggiornamento professionale. Il seminario di 100 ore fa parte del programma di Formazione Continua della UPC di Barcellona. La sua frequenza prevede il conseguimento di 10 crediti ECTS spendibili anche all’interno del programma del Master in Architettura del Paesaggio della UPC di Barcellona che ACMA organizza a partire dal 2009 a Milano. Le iscrizioni verranno raccolte fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto.

Per informazioni e iscrizioni:

ACMA Centro di Architettura
via Conte Rosso 34 – Zona Ventura, 20134 Milano
Tel. +39 02.70639293 Fax.+39 02.70639761
acma@acmaweb.com | www.acmaweb.com

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"MARIO GIACOMELLI 99 FOTO" a Cinecittà 2 Arte Contemporanea di Roma

giovedì, 13 maggio 2010
listen it it "MARIO GIACOMELLI 99 FOTO" a Cinecittà 2 Arte Contemporanea di Roma

Dopo la retrospettiva del 2001 al Palazzo delle Esposizioni, Roma torna ad ospitare una panoramica di immagini inedite ed originali realizzate da Mario Giacomelli dal 1954 al 2000, provenienti da un’unica collezione privata.

Con “MARIO GIACOMELLI 99 FOTO” si potranno ammirare da vicino le foto delle serie che hanno contribuito ad accrescere la notorietà del grande fotografo italiano, da “Scanno” (1957-1959) acquistata dal MOMA di New York nel 1963, a “Io non ho mani che mi accarezzino il volto” (1961-1963), da “La buona terra” o (1964-66) a “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” (1966-68), insieme alle foto dei cicli “Presa di coscienza sulla natura” (1977-1979), “Carolin Branson” (1971-73), “A Silvia” (1987-88), “Questo ricordo lo vorrei raccontare” (1998-2000), tra le altre.

La mostra offre l’occasione di contemplare 99 fantastiche fotografie per l’anima, tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle ore 11.00 alle ore 19.30, ad ingresso libero, da oggi al 25 luglio 2010, negli spazi di Cinecittàdue Arte Contemporanea, nel Centro Commerciale Cinecittadue di Viale Palmiro Togliatti, 2. Assolutamente da non perdere.

MARIO GIACOMELLI 99 FOTO
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L’esposizione è anche accompagnata da un testo scritto da Marco Lodoli, e dal video “MARIO GIACOMELLI LA MIA VITA INTERA”, a cura di Simona Guerra, consulente degli Archivi Fotografici, già autrice di due libri su Mario Giacomelli.

Nella gallery:

1 Mario Giacomelli,
dalla serie “Scanno”, (1957-1959)
gelatin silver print, cm. 10 x 15
© Simone Giacomelli

2 Mario Giacomelli,
dalla serie “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, (1961 – 1963)
gelatin silver print, cm. 24,9 x 19,7
© Simone Giacomelli

3 Mario Giacomelli,
dalla serie “La buona terra”, (1964 – 1965)
gelatin silver print, cm. 28 x 39
© Simone Giacomelli

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World Press Photo 2010, qualche immagine dell’inaugurazione

martedì, 11 maggio 2010
listen it it World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione

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Consueto bagno di folla ieri alla Galleria Sozzani in Corso Como 10 per l’inaugurazione della mostra del World Press Photo 2010. Tra “vip” del mondo della fotografia e dell’editoria milanese, addetti ai lavori, giovani e curiosi c’ero anche io e ho colto l’occasione per scattare qualche foto che rendesse l’idea del notevole afflusso registrato (le trovate dopo il salto).

Come capita spesso, proprio per via dell’affollamento, le inaugurazioni non sono il momento migliore per godersi una esposizione; questo per dire che se non siete riusciti a presenziare ieri non disperate, anzi. Io stesso credo che tornerò uno dei prossimi giorni per godermi le immagini con maggiore tranquillità. Qualche impressione sulla mostra sono comunque riuscito a ricavarla. Il World Press Photo è, come sempre, garanzia di grande qualità e anche questa edizione non si smentisce.

Una panoramica per immagini a 360 gradi dei nostri tempi e dell’anno appena trascorso: dalla guerra in Afghanistan al fenomeno Obama, dal dramma dei veterani americani alle sommosse nei paesi in via di sviluppo, dalla situazione iraniana alla causa animalista, ma non solo; c’è spazio anche per la fotografia etnografica, il ritratto e il “colore” legato alla cultura, alla musica, allo sport. La qualità è quindi molto alta e l’allestimento le rende onore.

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Per l’occasione, Galleria Sozzani ha sostituito il tradizionale bianco dei muri con pannelli di diversi colori, in linea con le tematiche e i cromatismi delle immagini che presentano. Una scelta che dà una sensazione di maggiore ampiezza agli spazi, non certo estesissimi, della galleria e che aiuta l’osservatore nella delineazione di un ideale percorso tra le immagini. Alcune foto sono molto crude ma la mostra è assolutamente per tutti (purché armati di una certa consapevolezza che il mondo non è il paese dei balocchi) tanto che ieri erano presenti anche alcuni bambini in compagnia dei loro genitori.

E proprio di un padre é stata la frase più bella che mi sono portato via dal World Press Photo ieri pomeriggio: “vedi – spiegava al figlio di fronte alla foto di una sommossa – quei signori sono molto arrabbiati uno con l’altro. Tu dovrai stare molto attento che qui non capiti mai”.

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Eadweard Muybridge in mostra alla Tate Britain in autunno

lunedì, 3 maggio 2010
listen it it Eadweard Muybridge in mostra alla Tate Britain in autunno

0a3a0c7ca85a6d19311aba6f065257a3 Eadweard Muybridge in mostra alla Tate Britain in autunno

Eadweard Muybridge è stato un pioniere della fotografia, soprattutto della fotodinamica. Alle sue ricerche, condotte nella seconda metà dell’800, sui soggetti in movimento la storia della fotografia deve ancora moltissimo. Persino l’anatomia gli è in parte debitrice visto che è solo grazie ai suoi studi fotografici sui cavalli al galoppo che si è scoperto che per un brevissimo istante tutte e quattro le zampe del cavallo non toccano il suolo durante la corsa.

Eppure, anche per via di una storia personale piuttosto travagliata e dell’aver lavorato e vissuto perlopiù negli Stati Uniti, il suo paese d’origine, l’Inghilterra, non gli aveva mai dedicato una mostra davvero completa. Rimedierà nel prossimo autunno la Tate Britain con un’esibizione dei suoi lavori che si promette monumentale e pressoché completa. Oltre 150 i lavori esposti, molti dei quali mai visti in precedenza dal pubblico europeo.

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Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

lunedì, 19 aprile 2010
listen it it Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

19489a06186f115a5991422558cd0d10 Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture alla Dickerson Gallery

Pensare all’Australia senza evocare la spiaggia ed il fragore delle onde giganti amate dai surfisti è praticamente impossibile, per questo le Dickerson Gallery di Melbourne e Sydney hanno deciso di dedicare una panoramica storica all’inconfondibile Australian beach culture, affiancando due fotografi con due punti di vista molto diversi sull’argomento.

Da una parte le fotografie in bianco e nero di Max Dupain, che hanno contribuito ad identificare le spiaggia come un tratto distintivo della cultura australiana, quando negli anni ‘30 e ‘40, signore e signori frequentavano ancora il bagnasciuga con costumi castigati o addirittura vestiti.

Dall’altra la sub-cultura da spiaggia degli anni ‘60 e ‘70 ed i surfisti che hanno fatto la storia di questo stile di vita, fotografati dal surfista e fotografo australiano John Witzig, da un punto di vista decisamente inedito per quei tempi.

Max Dupain
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Un bel viaggio nell’evoluzione dell’identità australiana debitrice alla cultura della spiaggia, ospitato con Max Dupain & John Witzig 50 years of Australian beach culture, dal 31 Marzo al 17 aprile 2010 alla galleria Dickerson Gallery di Melbourne, e dal 28 aprile al 15 maggio 2010 alla Dickerson Gallery di Sydney.

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PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

mercoledì, 11 novembre 2009
listen it it PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

mostra pilatsro milano3 1023x723 PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

Conoscere per fotografare. Fotografare per conoscere. È di certo questa prima frase a costituire il filo conduttore del lavoro a più mani esposto, mostra frutto di un lungo lavoro che si è sviluppato dal workshop di fotografia sociale condotto dal fotografo Giulio Di Meo. Il corso è stato frequentato da una decina di persone di varie età e con esperienze fotografiche eterogenee tra loro. Durante le lezioni si è sviluppata un’ampia panoramica approfondita da momenti di dibattito su cosa si intenda reportage e la fotografia sociale.
Giulio Di Meo ha voluto trasmettere ai suoi allievi il concetto di “fotografia sociale” interpretando la fotografia come necessità di una sensibilità, di un’etica, di un impegno particolare. Una fotografia che lui stesso afferma come “desiderosa di farsi carico delle lotte, della rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza; una fotografia impregnata da un’intensa umanità.” La “fotografia sociale” quindi vuole essere una sorta di ricerca antropologica dove il fotografo viene immerso nel contesto che lo circonda, dovendosi inserire in tale realtà senza creare ulteriori difficoltà. Il contesto questa volta è stato il Pilastro, quartiere della periferia bolognese sorto negli anni sessanta con la costruzione di numerosi condomini di edilizia pubblica. E qui vivono tante persone che dal sud Italia sono arrivate a Bologna nell’epoca del boom economico per cercare un lavoro. Oggi si mescolano a queste persone molti stranieri, protagonisti di esperienze simili, ma ogni volta uniche e singolari. Si amalgamano così vite diverse che creano un melting pot di culture e usanze provenienti da differenti luoghi del mondo. Ogni persona è lo specchio di percorsi differenti e condivide ora un presente comune. La vita si tocca, si vede e si percepisce nella quotidianità delle strade e dei parchi. Come il prato del parco Pasolini è punto di incontro di molti ragazzi che si incontrano qui, così dietro il “virgolone”, enorme edificio costituita da molti appartamenti e diversi piani, gli anziani lavorano gli orti comunali, riposano e giocano a carte seduti sulle panchine. “Pilastro” significa anche tenacia, costanza, fatica, e naturalmente credere nei propri mezzi e nell’energia che si respira quando ci si mette in gioco. Qui la palestra di Boxe e Muay Thai riunisce i giovani che passano i loro pomeriggi sognando di diventare dei campioni. Il Pilastro è anche sport, quello vero, che parte dal basso e nasce dalla passione. Una passione che unisce. Ed ecco le persone che ci hanno permesso di rappresentare qualche istante della loro vita. Queste fotografie vogliono gettare uno sguardo sulla realtà del Pilastro e. svelare cosa significhi farne parte. Vogliono aiutare a leggere oltre i confini di un quartiere che erroneamente viene etichettato come periferico, degradato e come luogo di disagio sociale. In questo racconto potreste scoprire una realtà diversa, non inquinata da pregiudizi e luoghi comuni. Una realtà che ci ha affascinato e sorpreso. Provateci, forse ne rimarrete colpiti.

Espongono: Roberto Brandoli, Filippo Carnevali, Lorenzo Ciancaglini, Sabrina Flocco, Laura Luppi, Enrico Migotto, Eleonora Minler, Nicola Sacco, Alessia Scarpa, Alberto Sola e Emanuele Vesentini.
Ecuador
Il sostegno alle comunità locali – cibo, ambiente e salute
Ucodep è impegnata dal 1995 in Ecuador, nell’area andina di Cotacachi (provincia di Imbabura) nella realizzazione di interventi di miglioramento dell’alimentazione e della produzione agricola delle comunità indigene. Nel 2002 si è iniziato a lavorare anche nella regione amazzonica nord orientale del paese al confine con la Colombia, la provincia di Sucumbios, dove si estende l’importante riserva naturale del Cuyabeno, nel settore della difesa dell’ambiente e della tutela della salute.
L’intervento di Ucodep in Ecuador è strettamente legato all’attività agricola e alla conservazione del patrimonio naturalistico della Foresta Amazzonica. Nel corso degli ultimi decenni il settore agricolo ha diminuito la propria redditività e la popolazione rurale ha dovuto fronteggiare l’aumento della povertà, l’impoverimento del suolo, il peggioramento delle condizioni ambientali e la riduzione della possibilità di accedere a servizi primari quali educazione e sanità. Inoltre, nella provincia di Sucumbios si è registrata una crescita dell’attività di estrazione del petrolio con gravi conseguenze ambientali. Sebbene esista un regime democratico fin dal 1979, il contesto socio economico dell’Ecuador è caratterizzato da instabilità politica cronica, da fratture interne al paese e forti influenze regionali nei partiti. Dal punto di vista ambientale l’Ecuador presenta un’immensa ricchezza naturale, una grande biodiversità e numerose risorse idrogeologiche e minerarie, tutto ciò minacciato dai cambiamenti climatici e dal crescente sfruttamento delle risorse energetiche, soprattutto del petrolio.
Tenuto conto di tutto ciò, Ucodep è intervenuta in Ecuador con sostegno all’agricoltura e alle comunità locali per lo sviluppo rurale e valorizzazione delle risorse del territorio, di tutela dell’ambiente e della biodiversità locale e di lotta alla povertà.
Nella regione Andina di Cotacachi vivono numerose comunità di Indios (circa il 60% della popolazione residente nella zona) che, tradizionalmente, si dedicano all’agricoltura di sussistenza. Tuttavia, in seguito alla riforma agraria introdotta negli anni ’60 dal governo militare, tali popolazioni si sono trovate costrette a coltivare terreni sempre più ridotti e in posizioni sfavorevoli, con il conseguente progressivo impoverimento dei campi e la riduzione delle varietà prodotte e della qualità dei prodotti. La conseguenza di tutto ciò è stato l’indebolimento del settore agricolo, la scarsa differenziazione alimentare e l’insorgere di malattie legate alla malnutrizione, l’emigrazione dalla campagna alla città, l’abbandono dei figli per ragioni lavorative e quindi la riduzione della frequenza scolastica.
L’area della Riserva del Cuyabeno presenta un altissimo valore naturalistico, floristico e faunistico. A causa della difficoltà di accesso a questa zona l’accesso ai servizi di base, tra i quali l’uso di acqua potabile e l’assistenza medica, è molto limitato. Lo sfruttamento delle risorse naturali, per molti degli abitanti della zona, rappresenta l’unica possibilità di reddito. Gli interventi di Ucodep si concentrano quindi in queste due zone con un approccio che mira, quindi, allo sviluppo agricolo nel rispetto delle risorse locali, della valorizzazione delle stesse, della difesa dell’ambiente e del rafforzamento dei piccoli produttori locali. Ucodep si dedica anche al supporto all’educazione primaria e alla tutela della salute locale, in un’ottica integrata di sviluppo locale.
Attualmente l’intervento di Ucodep in Ecuador è realizzato tramite gli uffici di Cotacachi e Lago Agrio. La mostra fotografica Ecuador: Colori e Volti, organizzata dai volontari Ucodep di Milano, vuole ripercorrere appunto l’esperienza di 15 anni di Ucodep in Ecuador attraverso la natura, le persone e i colori che caratterizzano questo affascinante e variegato Paese. Il gruppo dei volontari Ucodep di Milano organizza e propone attività a sostegno dei progetti di Ucodep in Ecuador.
Per saperne di più di Ucodep e delle attività dei gruppo di Milano:
gtmilano@ucodep.org – www.ucodep.org
credits foto: Andrea Cianferoni, Ilaria Lazzarini, Demostenes Uscamayta Ayvar/Ucodep ©

Dal 13 al 28 Novembre 2009

Centro Sociale Barrio’s
via Barona, ang. via Boffalora, Milano
Per Info: tel.0289159255 – fax0289158280 – barrios@comunitanuova.it – www.barrios.it

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Berlino: città senza confini – workshop di reportage con Marco Vacca

venerdì, 2 ottobre 2009
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In occasione del 20 anniversario della caduta del muro di Berlino phlibero propone un’indagine fotografica sui luoghi simbolo dell’unificazione tra Germania Est ed Ovest: Checkpoint Charlie,  Alexanderplatz, il quartiere Mitte, Potsdamer Platz. Uno sguardo al passato per cogliere il senso della trasformazione avvenuta in questi vent’anni e aprire un finestra sul presente.

Il workshop si svolgerà a cavallo del Festival of Freedom culmine di un anno di eventi commemorativi http://www.mauerfall09.de/en/home  tra cui la grande mostra in Potsdammerplatz Peaceful Revolution 1989/90  (700 fotografie e documenti che per ricordare le proteste della primavera dell’89 organizzate dagli attivisti per i diritti civili, che portarono alla caduta del muro di Berlino il 9 novembre ’89 e alla riunificazione della Germania nell’autunno del ’90) e Perspectives – 20 Years of Changing Berlin (un info box itinerante che focalizza l’attenzione sui luoghi emblematici dei cambiamenti della capitale dalla caduta del muro).

Il 9 novembre nel contesto del Festival si svolgerà Domino Action, l’abbattimento di un simbolico muro, di 2 km sito tra il Palazzo del Reichstag e Potsdamer Plaz, composto da oltre 1000 tessere del domino alte 2,5 metri l’una e decorate da giovani berlinesi.

In questa frizzante atmosfera di festa e di commemorazione, sotto l’esperta guida di Marco Vacca i partecipanti avranno modo di sviluppare un progetto fotografico sulla mutazione del simbolo di un cambiamento epocale per tutto il Vecchio Continente.

Berlino raccontata attraverso i suoi protagonisti: la città, la sua gente, la Storia.

L’impianto generale del workshop è basato sulla proiezione e discussione quotidiana del materiale prodotto da ogni studente per la verifica e la comprensione delle regole di composizione e narrative della fotografia. 

Verranno svolte esercitazioni necessarie allo sviluppo della capacità di editing fotografico fondamentali per la comprensione e l’omogeneità del lavoro.  

Vista la struttura dinamica delle lezioni e degli argomenti è richiesto l’uso di apparecchiatura fotografica digitale ed è caldamente consigliato l’uso di un pc portatile.

Marco Vacca è nato a Roma, è laureato in Filosofia e Storia e vive a Milano

Fotoreporter dal 1990 dopo aver lavorato in altri ambiti della fotografia professionale, ha prodotto storie su Israele, Iraq, Medio oriente, Rwanda, Kosovo, Sud Sudan, Darfur, Ciad, 9/11, Ghana, Japan, Dubai e molto altro ancora.

Ha al suo attivo una ricerca sulla passione degli italiani per il fitness da cui sono scaturiti una mostra ed un libro dal titolo Body in Italy. Ha pubblicato Refugees: un lavoro sulla condizione delle popolazioni del Darfur esposto ai musei del Vittoriano a Roma e successivamente in diverse altre città d’Italia.

Nel 1999 il suo lavoro sulla carestia in Sud Sudan è stato premiato nel WORLD PRESS PHOTO.

E’ presidente di Fotografia&Informazione, un’associazione nata per lo sviluppo e la diffusione della cultura foto giornalistica in Italia.

Dal 6 al 10 novembre 2009 – max 12 partecipanti – costo € 460.

Il costo non include le spese di pernottamento, i pasti, i trasporti e il viaggio.

È consigliabile formalizzare l’iscrizione quanto prima per poter usufruire di tariffe vantaggiose su voli aerei e pernottamento.

Lezioni tecniche e pernottamento (a partire da 12 € a notte) presso l’ostello Pfefferbett – http://www.pfefferbett.de/en/

Linee aeree:

www.airberlin.com da Milano – Roma – Venezia – Napoli – Catania – Lamezia Terme

www.lufthansa.it da Torino – Milano

www.ryanair.com da Bergamo

www.easyjet.com da Milano – Roma – Venezia

 

Per info: phlibero a.p.s. -  corsi@phlibero.itwww.phlibero.it – 011 19505351 -  via Principessa Clotilde, 85 – Torino

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WEEK-END AL MUSEO/QUARTO APPUNTAMENTO: sabato 25 (Ca’ Pesaro) e domenica 26 luglio 2009 (Museo Fortuny)

sabato, 25 luglio 2009
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WEEK-END AL MUSEO/ GIUGNO – DICEMBRE 2009

Tempo libero tra arte e natura

QUARTO APPUNTAMENTO

I MATINÉE: LE MOSTRE (ore 11)

Sabato 25 luglio, Ca’ Pesaro, Bernardì Roig – Shadows Must Dance

Domenica 26 luglio, Palazzo Fortuny, In-finitum

Ancora due matinèe dedicati alle mostre, nell’ambito della rassegna Week-end al museo, organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia. Sabato 25 luglio, dalle ore 11, è prevista la visita alla mostra allestita al primo piano di Ca’ Pesaro, Bernardì Roig – Shadows Must Dance, mentre domenica 26, sempre con lo stesso orario, appuntamento al Museo Fortuny con una nuova visita alla mostra Infinitum.
Di seguito le descrizioni dettagliate:

Sabato 25 luglio, Ca’ Pesaro, Bernardì Roig – Shadows Must Dance

Progetto concepito da Bernardí Roig, uno degli esponenti più importanti dell’attuale scena artistica spagnola, per Ca’ Pesaro: 15 sue opere – principalmente sculture, ma anche installazioni, disegni e video – messe in relazione con gli spazi e i capolavori del museo. Un dialogo attivo tra immagini del presente e del passato, che genera una trama di significati inediti e una nuova dinamica emozionale making shadows dance again.

Docente: Silvio Fuso

Domenica 26 luglio, Palazzo Fortuny, IN-FINITUM

In-finitum esplora la categoria dell’Infinito nelle sue diverse accezioni, dal non-finito all’illimitato, con un approccio multidisciplinare in cui arte, scienza e filosofia di ere e civiltà diverse si incontrano e si confrontano.

Molti sono gli artisti che si sono misurati con il tema dell’infinito, interpretandolo secondo concetti e rappresentazioni proprie alla cultura di appartenenza. In mostra sono presenti, tra le altre, opere di Francis Bacon, Joseph Beuys, Pierre Bonnard, Alexander Calder, Antonio Canova, Gérard Gasiorowski, Alberto Giacometti, Francesco Hayez, Anish Kapoor, Anselm Kiefer, Yves Klein, Francesco Lo Savio, Piero Manzoni, Mario Merz, Joan Miró, George Romney, Pablo Picasso, Auguste Rodin, Medardo Rosso, Diego Velasquez e molti altri, ma molteplici, quasi infiniti, sono gli stimoli, gli accostamenti, le interazioni con esiti diversi del pensiero e del fare artistico di tutti i tempi e i continenti. L’esperienza proposta seguirà le linee guida dell’esposizione che suggeriscono una lettura multidisciplinare del concetto di infinito inteso come percorso di conoscenza e viaggio spirituale.
Docenti: Caterina De March e Vittorio Pajusco

Le attività di Week-end al museo si suddividono come sempre in corsi e matinée: più impegnativi i corsi, che si svolgono in due giorni (sabato dalle 11 alle 17 e domenica dalle 10 alle 14), e offrono un primo approccio a tecniche artistiche diverse, più rapidi ma non meno stimolanti i matinée (sabato e domenica mattina) che, in due ore, offrono itinerari esclusivi anche in aree non aperte al pubblico, o visite guidate a particolari aspetti delle collezioni o alle mostre temporanee.
Come partecipare

Prenotazioni (obbligatorie) e informazioni: Fondazione Musei Civici di Venezia, Ufficio Attività educative, tel 0415236830 – 0412715911, dal lunedì al venerdì h. 9.00 /14.00 oppure education.musei@comune.venezia.it – Posti limitati

Costi

Corsi: 50 euro (compreso spuntino del sabato nelle caffetterie dei musei)

Matinée 15 euro per i due itinerari previsti ciascun week-end.

Info su modalità di pagamento: education.musei@comune.venezia.it; www.museiciviciveneziani.it

In allegato due immagini delle mostre al Museo Fortuny e a Ca’ Pesaro.

GLI ALTRI APPUNTAMENTI:

I MATINÉE (sabato e domenica, ore 11)

Il mito di Venezia a Palazzo Ducale: 12 e 13 settembre

Le mostre: 3 ottobre, Bernardì Roig – Shadows Must Dance; 4 ottobre, Museo Correr – Futurismo 100

Percorsi settecenteschi: 17 (Casa di Carlo Goldoni) e 18 ottobre (Ca’ Rezzonico)

Nei depositi del museo: 19 (Palazzo Mocenigo) e 20 dicembre (Museo di Storia Naturale)

I CORSI (sabato, ore 11 /17; domenica, ore 10 /14)

Palazzo Mocenigo – Il monogramma: laboratorio di pittura e ricamo: 19 e 20 settembre; 10 e 11 ottobre
Ca’ Pesaro – La stampa a matrice a rilevo. La tecnica della xilografia: 26 e 27 settembre; 12 e 13 dicembre

Museo Correr – Il libro d’artista: 24 e 25 ottobre; 28 e 29 novembre;
Ca’ Rezzonico – L’arcadia ritrovata: 7 e 8 novembre

Palazzo Mocenigo – Tessuti annodati. I tappeti Gabbeh

14 e 15 novembre

Fondazione Musei Civici di Venezia, Comunicazione e Ufficio Stampa: Monica da Cortà Fumei, Riccardo Bon, Piero Calore, Silvia Negretti, Alessandro Paolinelli, Sofia Rinaldi tel. +39 0412747607/08/14/18 fax /04; mkt.musei@comune.venezia.it; pressmusei@comune.venezia.it – www.museiciviciveneziani.it

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SCRITTURE DI LUCE – APPUNTAMENTI CON GLI AUTORI E I FOTOGRAFI

domenica, 22 marzo 2009
listen it it SCRITTURE DI LUCE     APPUNTAMENTI CON GLI AUTORI E I FOTOGRAFI

DEAPHOTO EXPO / LA FELTRINELLI EVENTI FIRENZE
BRUNO MONDADORI / CONTRASTO

da694314e61d5974779784d055c6bd64 SCRITTURE DI LUCE     APPUNTAMENTI CON GLI AUTORI E I FOTOGRAFI

SCRITTURE DI LUCE  -  APPUNTAMENTI CON GLI AUTORI E I FOTOGRAFI
Presentano: Sandro Bini e Michelangelo Chiaramida (Associazione Culturale Deaphoto)

Sabato 21 Marzo ore 17:30
la Feltrinelli | International – Via Cavour 12r / FIRENZE

(continua…)

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Domenica 8 marzo 2009 arrivano, anche a Roma, i Workshop di scrittura targati Bel-Ami Edizioni.

domenica, 22 febbraio 2009
listen it it Domenica 8 marzo 2009 arrivano, anche a Roma, i Workshop di scrittura targati Bel Ami Edizioni.

Corsi di scrittura creativa

Domenica 8 marzo 2009 arrivano, anche a Roma, i Workshop di scrittura targati Bel-Ami Edizioni.

La Bel-Ami Edizioni è una casa editrice giovane e dinamica che affianca a un’attività editoriale intraprendente, un’ampia offerta formativa articolata in corsi di editoria e di scrittura creativa. I corsi, già avviati con successo a Pescara, prendono il via l’otto Marzo anche a Roma presso la Libreria Il Mattone – Via Giacomo Bresadola, 12/14 – Roma 00171 (zona Prenestina – Via Tor de’ Schiavi).

Tra lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, si alternano  “in cattedra” quattro docenti d’eccezione: la poetessa Bibiana La Rovere (8 marzo 2009 -  Workshop di scrittura poetica), il giornalista e scrittore Paolo Roversi, nuovo golden boy del giallo italiano (14 marzo 2009 – Workshop di scrittura creativa), Aldo Putignano, docente universitario coordinatore del progetto Homo Scrivens (18-19 aprile 2009 – Il piacere della scrittura), e la noirista Luisa Gasbarri (9-10 maggio 2009 – La scrittura fictional).

Il primo dei corsi, il Workshop di scrittura poetica a cura della poetessa Bibiana La Rovere, affianca alla trattazione teorica la pratica della composizione e prevede  un intervento del poeta, critico e saggista,  Plinio Perilli (costo 95,00€ + IVA).

Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Area Formazione della Bel-Ami Edizioni all’indirizzo e-mail formazione@baedizioni.it o visitare il sito www.baedizioni.it.

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Mostra: “Ostinati e contari” di Giulio Di meo

mercoledì, 11 febbraio 2009
listen it it                 Mostra: “Ostinati e contari” di Giulio Di meo

86a9ca9f85f55ccac9ee06652527b2f4                 Mostra: “Ostinati e contari” di Giulio Di meoMostra fotografica di giulio di meo

“Ostinati e contari”

Una Cuba lontana da sigari e mojito,

da Castro e Hemingway.

All’ interno di un progetto più ampio che interessa tutto il Sudamerica,”Riflessi Antagonisti”, Giulio di Meo nel 2003 è a Cuba. Qui “riflettere” è stato innanzi tutto “piegare”. Il continente americano è composto da due masse legate da un istmo, se si ritagliasse un foglio di carta secondo il contorno e lo si piegasse secondo l’asse orizzontale si otterrebbe ciò che avviene a partire dal secolo scorso: sotto l’aspetto fisico sovrapposizione imperfetta , il nord schiaccia il sud, dal punto di vista metaforico si sviscererebbe il significato consequenziale del termine; la situazione cubana è anzitutto riflesso, conseguenza della politica prima europea poi statunitense,tra colonizzazione e capitalismo duro.
Cuba è un percorso portato avanti all ‘interno di una miscela di nazionalismo e comunismo,
in cui l ‘embargo è stato strumento di propaganda di regime e delegittimazione della democrazia,
un ‘ isola in cui il governo importa frutta tropicale (per i ristoranti turistici) dalle serre del Canada, un territorio che non rimane al buio solo grazie al petrolio barattato con Chavez.
I meccanismi di funzionamento mediatici comportano che contesti come quello cubano, legati indissolubilmente al mondo occidentale per storia e presente pur essendo altro da esso,costituiscano nella mentalità comune delle realtà latenti, teatro di conflitti intrinseci alla loro stessa natura, rimangono nella penombra per poi essere rispolverati nei titoli dei giornali, al centro della scena per un argomento ,un aspetto di politica o attualità.
Si torna ora a parlare di Guantanamo, di diritti umani e valori in una realtà dilaniata dalle contraddizioni,è fondamentale ma non è abbastanza.
Un’ estrapolazione da un punto di vista esterno porta il fruitore ad una ricezione quasi panoramica, che come tale perde il particolare, porta al fragore della notizia che si estingue in un paio di mesi.
Il contrario di un lavoro portato avanti da dentro,che sviscera il nocciolo partendo dal dettaglio, che sa creare un rapporto quanto procedere in silenzio,con discrezione e riflessione.
In un articolo pubblicato sulla stampa locale Castro sottolinea di aver avuto in questi due anni di convalescenza il privilegio di poter osservare con calma gli avvenimenti per così tanto tempo,”ricevo informazioni e rifletto sui fatti”.
Riflette. Viene da chiedersi quale sarebbe il suo reportage.

Gaia Squarci

14 Febbraio - 1 Marzo 2009

Galleria Piccolo Formato, Via Marsala 20/a, Bologna

Info: www.piccoloformato.it                       www.giuliodimeo.it

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Crossing Borders al Fotocineclub Sambenedettese

mercoledì, 21 gennaio 2009
listen it it Crossing Borders al Fotocineclub Sambenedettese

80d20a47bdfd85f483bdd3f0793d7905 Crossing Borders al Fotocineclub SambenedetteseIncontri con l’Autore al Fotocineclub Sambenedettese: Raffaella Milandri

Venerdì 23 gennaio 2009 alle 21,30 si terrà  al Fotocineclub “Crossing borders”,
proiezione di foto di Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa.
Le foto saranno un interessante estratto di 4 reportages: Alaska, India, Nepal e Giappone.
“Ogni foto è un’emozione, e da questi Paesi così diversi ho riportato sensazioni completamente diverse:
la forza della Natura in Alaska, la condizione dell’uomo in India,
l’influenza della politica  in Nepal e la unicità della cultura giapponese
Attraverso le foto , questo vuole essere un invito ad una empatia reale e profonda con questi popoli e Paesi
così distanti da noi. ”
Prosegue l’artista: ” Ho dovuto annullare il viaggio in Nagaland . La regione è considerata
a rischio e non rilasciano i permessi necessari a viaggiatori soli e indipendenti”
Figuriamoci ad una donna sola-
hanno commentato spocchiosamente
alcuni suoi corrispondenti indiani.

“Sto valutando  il Tibet, sto chiedendo i permessi necessari.
Una amica, monaca tibetana , Kunsang, mi ha invitato nel suo monastero.”
7e4a5d04b8f9f287ba1b749635abd743 Crossing Borders al Fotocineclub Sambenedettese

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