Scrivi un articolo su questo Blog (Log In)
Nikon Club Italia Canon Club Italia Sony Alpha Community Fuji Club Italia REGISTRATI

Nota bene: l'accesso ai forum in elenco va effettuato con le stesse credenziali (email e password) in quanto fanno parte dello stesso Network


Articoli marcati con tag ‘americani’

ON THE ROAD

mercoledì, 16 marzo 2011
listen it it ON THE ROAD

Titolo Evento: ON THE ROAD
Autore: susanna h.
Data Evento: 24 Marzo 2011 (Evento singolo giornaliero)

ON THE ROAD
…quando si viaggia anche solo con la fantasia, tutto può accadere!

Artisti: Massimo Arduini, Christian Costa, Chiara Mu, Alice Schivardi, Chiara Tommasi
Curatrice: Susanna Horvatovicova
Inaugurazione della rassegna video: 24.03.2011 – ore 19:00
Fino al: 18.04.2011
Galerie Umakart, Lidická 40, Brno (Repubblica Ceca)
http://umakart.org/

ON THE ROAD è una rassegna video di cinque autori italiani dedicata all’esperienza del viaggio in luoghi che si possono raggiungere anche solo con la fantasia. La rassegna è stata concepita dalla curatrice Susanna Horvatovicova come un viaggio nel tempo e nello spazio, nelle strade della propria cittá oppure alla ricerca di spazi puramente immaginati.

Nel video di Massimo Arduini la strada si trasforma in un’immagine astratta che richiama i quadri di Mondrian, mentre a ritmo di danza due ballerini disegnano e poi cancellano le tracce del proprio passaggio.
L’artista Chiara Mu riprende invece se stessa nel video, mentre tocca, lecca e calpesta con sensualità le antiche vie di Roma ed i suoi monumenti storici. L’artista ricerca un contatto diretto ed esclusivo con la propria cittá attraverso forme di comunicazione non convenzionali.
Christian Costa osserva con occhio critico e riflessivo diverse zone di Napoli annotando con una serie di video alcuni aspetti della sua realtá sociale e delle sue contraddizioni.
Alice Schivardi compie un percorso a ritroso nel tempo con un breve video di un minuto.
L´artista documenta e riprende con sguardo ironico i ricordi e le reazioni della nonna all’arrivo, non lontano, degli Americani in Italia.
Chiara Tommasi si tuffa invece provocatoriamente nell’esplorazione e nella contemplazione del pianeta Venere che diventa l´immagine e la metafora di un viaggio nella propria libido.

VIDEO:

Massimo Arduini, Tangos, 12 min., Roma 2010
Christian Costa, Neapolis Est #002-Port, 1 min., dal ciclo di 12 video, Napoli 2010
Chiara Mu, History is Mine!, 6´31 min, Roma 2006
Alice Schivardi, Come gli Americani.. / As Americans.., 1 min., Italia 2008
Chiara Tommasi, European Venus Express, 5 min., Roma 2008

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993 – 2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont

lunedì, 18 ottobre 2010
listen it it Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993   2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont

ecdfeddfc05cc1713eb71f108b0f195a Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993   2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont

Dopo innumerevoli sguardi e reportage sull’Afghanistan, tanti quanti possono essere i modi di guardare e vivere un paese così controverso, Afghanistan: the Perils of Freedom 1993-2009, ospitato all’Australian Centre for Photography di Sydney fino al 20 novembre, consente di approfondire anche quello di Stephen Dupont.

In mostra 15 anni di vite, volti e avventure afghane, raccontati dal fotoreporter australiano attraverso scatti, video ed estratti del suo diario, raccolti nel corso di un viaggio iniziato ben prima dell’11 settembre, e bel lungi dall’essere terminato.

Un lungo viaggio accompagnato da estratti di diario e libri artigianali, costellato da testimonianze e filmati video, scandito da fotografie che mostrano il volto dei campi profughi quanto quello delle braccia armate in prima linea, le conseguenze delle guerre quanto quelle di conflitti mai sanati, in un paese che deve convivere con Talebani e forze armate statunitensi.

Stephen Dupont Gallery
6a3b90a9f31390d54843265f9ce39ea9 Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993   2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont 5d564c7bc8c96e6f2fc3e29bd469825f Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993   2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont ececb1c00cb517c12bf3d766f739f5ef Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993   2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont 6f2b9f271a08243cf14f31f98fc28e84 Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993   2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont

Foto intense come lo sguardo di Ahmad Shah Massoud, leader e speranza di pace per il popolo afgano ucciso due giorni prima dell’11 settembre, il burqa gonfiato dal vento come un fiore nel deserto dei campi per rifugiati, dei ritratti anonimi di Axe Me Biggie, or Mr Take My Picture, realizzati lungo le strade di Kabul con la fedele Polaroid.

Axe Me Biggie, or Mr Take My Picture from Stephen Dupont on Vimeo.

Polaroid che continua ad usare, fino a quando la sua scorta di pellicole non sarà esaurita, fedele più alla pellicola che al digitale, con i Marines americani in Afghanistan come nel resto del mondo, a Jakarta, Mumbai, o tra le gang di Papua Nuova Guinea.

Stephen Dupont per le sue fotografie ha ricevuto tanti premi e riconoscimenti, che contemplano il W. Eugene Smith Grant 2007 per il progetto afgano in progress, e il recente Gardner Photography 2010 dell’Harvard’s Peabody Museum of Archaeology & Ethnology per i ritratti polaroid scattati in Papua Nuova Guinea, ma sono certa che a questo punto avete anche capito perché. In ogni caso vi lascio con questo video ‘illuminante’.

Generation AK Teaser from Stephen Dupont on Vimeo.

Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993 – 2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 18 ottobre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison

lunedì, 27 settembre 2010
listen it it Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison

213b7a4bdd315c7dc770eecc4f8050a2 Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison

La voglia di volare, di arrivare dove non possiamo, di scoprire e dominare quello che non è alla nostra portata, alimenta da anni l’estro di fabbricanti di sogni e piccole utopie come Robert & Shana ParkeHarrison.

Cucendo opere fotografiche capaci di spingersi al limite del razionale, in una dimensione onirica e surreale dove tutto sembra possibile e liricamente auspicabile, la coppia di fotografi americani con The Architect’s Brother ha messo a punto una poetica seducente dei tentativi umani di dominare la natura.

Una poetica arricchita da ingegnosi espedienti in mostra con Beginnings alla Catherine Edelman Gallery di Chicago, fino al 30 ottobre, che potete sbirciare nella Preview shows tutta da sfogliare del catalogo Blurb.

Beginnings
be3624f8377030acb9bad62347ec2bda Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison 32ca4de9940179569f570ebaf55b6bfe Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison 5ce5db5e45c35ed1592789b3b09e807c Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison bc616903135ad8323601e1b14378d07e Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison

67b4903e5307ca672e34365629bd9c61 Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison 0086c0072775e27ea7ee45dd53395534 Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison b2e6e87922de43d94f8ed35228359c6d Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison 43787054de13995c109b6c9ab409cd12 Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison

Beginnings di Robert & Shana ParkeHarrison é stato pubblicato su clickblog alle 11:25 di giovedì 23 settembre 2010.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni adottata nella tribù dei Crow: ora è Raffaella Black Eagle, sorella adottiva di Barack Obama

domenica, 12 settembre 2010
listen it it Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni adottata nella tribù dei Crow:  ora è Raffaella Black Eagle, sorella adottiva di Barack Obama

Tornata dal suo ultimo viaggio in solitaria e fuoristrada in Montana,
incentrato sulla visita alle riserve indiane,
Raffaella Milandri, fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni,
è stata adottata come sorella da Cedric Black Eagle, il Presidente della Nazione della Tribù dei Crow.
Dice la Milandri: “Sono fiera di essere ora  Raffaella Black Eagle.Poichè il padre di Cedric ha adottato Barack Obama,
simbolicamente ora sono sorella anche del  Presidente americano.”
Anche il popolo di Facebook che segue in diretta i suoi viaggi è andato in visibilio.
Qui il link dove, durante la firma del Tribal Law and Order Act, che va a migliorare
il sistema di giustizia nella riserve indiane, il Presidente Obama racconta anche della
sua adozione come Barack Black Eagle.

http://www.youreporter.it/video_STOP_AI_CRIMINI_NELLE_RISERVE_INDIANE_1

Dice la Milandri : “L’adozione da parte dei Crow è stata molto commovente;
è uno dei loro rituali , ma è un privilegio riservato a pochi. Il mio impegno è e
sempre sarà affiancare i Crow, e tutti i popoli indigeni, nella lotta per i diritti umani e per la giustizia.”
La Milandri ha visitato i popoli dei nativi americani
Crow, Blackfeet e Salish e Kootenai, e anche l’ufficio del Governatore del Montana.
Per raccogliere dati e testimonianze sulla situazione dei nativi americani nelle riserve,
oggi. ” Vi sono nelle riserve indiane molte problematiche che si trascinano da decine di anni:
la disoccupazione, che arriva al tasso del 70%, l’alcolismo, e molte terre all’interno delle riserve che
sono state cedute tanti anni fa a non-indiani, creando alle volte un monopolio sfavorevole alle risorse
turistiche e del territorio. I governi tribali stanno cercando di  riacquistare queste terre,
ma ora il prezzo di queste terre che dovrebbero essere loro di diritto è esorbitante” aggiunge la fotografa umanitaria.
In Canada, invece, nelle riserve indiane non è permesso vivere a persone che non siano
membri riconosciuti delle tribù aventi diritto.
Il quotidiano più popolare del Montana, il Great Falls Tribune, ha dedicato alla viaggiatrice solitaria un
articolo speciale. ( visibile anche on line al link http://www.greatfallstribune.com/apps/pbcs.dll/article?AID=20109050308)
In modo del tutto autonomo e a scopo umanitario, la viaggiatrice porta
avanti una campagna di sensibilizzazione e di denuncia e ha avuto
contatti anche con il CERD(Commissariato per l’Eliminazione delle Discriminazioni razziali)
dell’ONU grazie al materiale raccolto.
Dice Raffaella Milandri:
“Sono a chiedere supporto e visibilità per la mia
campagna per i diritti umani dei popoli indigeni.
Sto anche divulgando alcune mie produzioni multimediali
(sui Boscimani del Kalahari e sugli Adivasi dell’Orissa), in modo
gratuito, per poter fare opera di sensibilizzazione. Con raccolta di
testimonianze e di denuncia per discriminazione dei diritti umani.”
Pochi giorni fa, la fotografa ha donato ben 140 sue foto per una iniziativa
internazionale a supporto di Save the Children,
curata dalla associazione Quarta Dimensione.

0d084b68417a6626fff6269c4d05db26 Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni adottata nella tribù dei Crow:  ora è Raffaella Black Eagle, sorella adottiva di Barack Obama

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

World Press Photo 2010, qualche immagine dell’inaugurazione

martedì, 11 maggio 2010
listen it it World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione

afad958c3b0b781a55cc6e84ec6c7ae6 World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione

Consueto bagno di folla ieri alla Galleria Sozzani in Corso Como 10 per l’inaugurazione della mostra del World Press Photo 2010. Tra “vip” del mondo della fotografia e dell’editoria milanese, addetti ai lavori, giovani e curiosi c’ero anche io e ho colto l’occasione per scattare qualche foto che rendesse l’idea del notevole afflusso registrato (le trovate dopo il salto).

Come capita spesso, proprio per via dell’affollamento, le inaugurazioni non sono il momento migliore per godersi una esposizione; questo per dire che se non siete riusciti a presenziare ieri non disperate, anzi. Io stesso credo che tornerò uno dei prossimi giorni per godermi le immagini con maggiore tranquillità. Qualche impressione sulla mostra sono comunque riuscito a ricavarla. Il World Press Photo è, come sempre, garanzia di grande qualità e anche questa edizione non si smentisce.

Una panoramica per immagini a 360 gradi dei nostri tempi e dell’anno appena trascorso: dalla guerra in Afghanistan al fenomeno Obama, dal dramma dei veterani americani alle sommosse nei paesi in via di sviluppo, dalla situazione iraniana alla causa animalista, ma non solo; c’è spazio anche per la fotografia etnografica, il ritratto e il “colore” legato alla cultura, alla musica, allo sport. La qualità è quindi molto alta e l’allestimento le rende onore.

22f9d6c575b1d2d61fa93d7a6e1d3656 World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazioneac5514168cfaa1923d181c0d23abbeec World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione2359d549920d7f0fd3b74ec4e76e874d World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazionee691ab709aa6364f39695b76d5088066 World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione

Per l’occasione, Galleria Sozzani ha sostituito il tradizionale bianco dei muri con pannelli di diversi colori, in linea con le tematiche e i cromatismi delle immagini che presentano. Una scelta che dà una sensazione di maggiore ampiezza agli spazi, non certo estesissimi, della galleria e che aiuta l’osservatore nella delineazione di un ideale percorso tra le immagini. Alcune foto sono molto crude ma la mostra è assolutamente per tutti (purché armati di una certa consapevolezza che il mondo non è il paese dei balocchi) tanto che ieri erano presenti anche alcuni bambini in compagnia dei loro genitori.

E proprio di un padre é stata la frase più bella che mi sono portato via dal World Press Photo ieri pomeriggio: “vedi – spiegava al figlio di fronte alla foto di una sommossa – quei signori sono molto arrabbiati uno con l’altro. Tu dovrai stare molto attento che qui non capiti mai”.

d673528299ea2f1091594b57d6dbf99e World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione

999880653b202babbc96eeca181267b7 World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione6333353d3ab50c28d3b2989b66c41a6c World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazioneb2ad0dd9f2761d60c8eb98714c6b38b3 World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazioneefef4da6340e429b2dd8f022e4587be7 World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazioneec3713c141894804a5822aa9acc6b9d6 World Press Photo 2010, qualche immagine dellinaugurazione

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

"Man Ray – Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano

venerdì, 23 aprile 2010
listen it it "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano

431b409838f66c8452ed9f520a5d1bf3 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano

Per gli amanti delle immagini senza tempo e delle sorprendenti ‘similitudini delle distanze’, la Fondazione Marconi di Milano ospita le opere e i “punti di vista” di due poliedrici artisti americani con la mostra “Man Ray-Mapplethorpe”.

L’esposizione realizzata in concomitanza con la mostra “Robert Mapplethorpe. La perfezione della forma” (fino al 13 giugno al Museo d’Arte di Lugano), espone fotografie, dipinti e oggetti di Man Ray realizzati tra i primi anni ’20 e i primi anni ’70, insieme ad una selezione di 25 lavori realizzati dal 1975 al 1986 da Robert Mapplethorpe.

Tante opere distanti eppure vicine, da Woman in Bondage di Man Ray al ritratto di Lisa Lyon, atletica musa e collaboratrice di Mapplethorpe, da La chevelure a Jennifer Jakobson, dalle Fleurs solarizzate di Man Ray del 1931 alle Calla Lilies di Mapplethorpe del 1983 …

Man Ray-Mapplethorpe
1c586b32528684c102674bee2fd60b52 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano 53dd35ac9d29b76c341a8899b65495b8 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano c69ec7789c5c4b3b4036c1764db713a6 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano 7156c5bc2b7000fb7e5835be78a9c5f3 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano

… da Target di Man Ray al nudo Ken, Lydia, Tyler di Mapplethorpe … In questa gallery alcune delle immagini esposte: All Man Ray works © Man Ray Trust. Used by permission. All Mapplethorpe works © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.

0f179854e17d7d6aa97b97177233918d "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano 76d8a7c784afc81e5babc2042be9ec9a "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano 319a6c94e7ebb461b63967160acf2f77 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano cd64eed7648af617d6c0ca008230b2cb "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano

Una mostra imperdibile ospitata dalla Fondazione Marconi – Galleria d’Arte in Via Tadino 15 (Zona Porta Venezia), fino al 22 maggio 2010 ad ingresso gratuito, accompagnata da un catalogo bilingue (it./ingl.) edito da Fondazione Marconi – De Lettera, con testo di Bruno Corà:

42dfd852066a4265d1cd51ec9c5c206c "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano ea1ce35345a350666c7c7fc605796863 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano d314617a7457694b1f6636329fd770b5 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano 20bea206199ffa7e921561db90c0d449 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano

“Ci sono diverse e giustificate ragioni per proporre una mostra di fotografie di Man Ray e Robert Mapplethorpe: anzitutto, poiché entrambi, con le loro opere fotografiche hanno concepito e formulato qualità linguistiche inedite ponendo altri modi di vedere e di fare, che hanno dotato l’immaginazione e l’arte di nuove libertà. …”

efc058aae1d364c37f0ae21048585b4f "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano 3941b8b35b53d4bd232051c0bdb1d885 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano 5a691edf53507e42a6a06beec7290420 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano 2ef46a85299276c277d0b875674698f4 "Man Ray   Mapplethorpe" in mostra alla Fondazione Marconi di Milano

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Orso polare scappa con un treppiedi

lunedì, 19 aprile 2010
listen it it Orso polare scappa con un treppiedi

eff3a9baf2a5e5ae7c22d82357a78612 Orso polare scappa con un treppiedi

Peter Haworth stava facendo delle foto con un gruppo di americani su un’isola al largo dell’Alaska ed erano presenti alcuni orsi polari.

Uno di questi ad un certo punto ha iniziato a correre verso i fotografi e quando si è avvicinato troppo si sono nascosti in un camion. Alcuni di loro hanno lasciato sul ghiaccio i loro treppiedi ed è proprio uno di questi che ha attirato l’attenzione dell’orso.

Lo ha preso, morsicato, saltato sopra e solo dopo lo ha offerto come dono ad un altro orso. Dopo un po’ hanno preso entrambi interesse in quello strano aggeggio non commestibile e se ne sono andati. La testa a sfera è stata pesantemente danneggiata, mentre le gambe hanno resistito meglio all’aggressione.

Curioso come l’orso sia riuscito a scegliere proprio il più costoso dei modelli rimasti sul ghiaccio.

Via | Telegraph

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

domenica, 22 novembre 2009
listen it it  UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

1IMG 9922 300x200  UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Simboli e segreti nei giardini di Firenze. Storie, aneddoti, personaggi

domenica, 7 giugno 2009
listen it it Simboli e segreti nei giardini di Firenze. Storie, aneddoti, personaggi

SIMBOLI E SEGRETI NEI GIARDINI DI FIRENZE. STORIE, ANEDDOTI, PERSONAGGI
Autore: Paola Maresca
Editore: Angelo Pontecorboli
Formato: 14×20 cm
Pagine: 136
Illustrato
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-88461-69-4
Prezzo (di copertina): 13,80 Euro

PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lbsegrefirenze.htm

(continua…)

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

invito mostra trento

domenica, 26 aprile 2009
listen it it invito mostra trento

c8157a7b1d2197522b28d51d41ae3093 invito mostra trento

“Ostinati e contrari”
Mostra fotografica di Giulio Di Meo

Palazzo della Regione Trentino-Alto Adige
Piazza Dante 16
Trento

Una Cuba lontana dagli stereotipi del sigaro di Fidel Castro, del basco con la stella del Che, del mojito di Hemingway e delle jineteros. Una Cuba più viva e più vera, intima e contraddittoria quella raccontata da Giulio Di Meo, fotografo free-lance, casertano residente a Bologna. Di Meo racconta un isola impegnata in un viaggio de andreiano, lo fa attraverso i volti della gente comune che naviga distante dalle “parole celebrative del nulla” del potere locale e straniero. Un popolo alla ricerca “ostinata” di un futuro migliore, un popolo che ostinatamente sopravvive con pacata e gioiosa umanità. Un popolo “contrario”, che non si è piegato al dominio americano, non ha svenduto la sua anima. Un popolo “resistente”, alle tante ingiustizie, ai vecchi e nuovi inganni, alle innumerevoli contraddizioni di un sistema troppo spesso inchiodato su se stesso. Un popolo che si ostina a navigare contro millenarie paure. Quelli cubani sono la prima parte di un progetto molto più vasto – “Riflessi Antagonisti”-, che riguarderà diversi paesi sudamericani. “Il titolo nasce dalla constatazione che la situazione sudamericana è la conseguenza, il riflesso, appunto, della politica di sfruttamento attuata prima dai colonizzatori europei e successivamente dai governi e dalle lobby economiche statunitensi”. Paesi con ampie zone al limite del sottosviluppo costantemente depredati delle proprie risorse naturali. In Sudamerica il 30% della popolazione è costretto a vivere con meno di un dollaro al giorno. Ho deciso di iniziare il mio progetto da Cuba come luogo simbolo di un continente che ha sempre cercato di ribellarsi.”. Cuba è un paese sottoposto da oltre 25 anni ad embargo da parte degli U.S.A., quindi sicuramente la condizione economica cubana ha subito notevoli “riflessi” e conseguenze. Nonostante quest’infamia dell’embargo, Cuba ha raggiunto importanti traguardi sociali: ha la media di vita più alta del continente (oltre 70 anni) e la più bassa mortalità infantile (9 per mille), la più alta alfabetizzazione dell’America Latina (96%, in Italia abbiamo il 98%). All’uscita dell’aeroporto dell’Avana c’è un cartello che dice “Oggi 200 milioni di bambini nel mondo dormono per strada, nessuno è cubano”. È propaganda politica, ma è un dato inconfutabile. Questa è la Cuba immortalata da Di Meo, una Cuba terra, come direbbe De Andrè, di “servi disobbedienti alle leggi del branco”, ma ormai anche isola insofferente al rosario di astuzie e meschinità recitato dalla maggioranza. Foto con un unico dovere, quello di registrare questi volti, queste gocce di umanità, queste anime “che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti”, come un’anomalia, come una distrazione……
Orari: 10.00-13.00; 15.00-19.00
Sabati e domeniche: chiuso.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ellen Auerbach

mercoledì, 20 febbraio 2008
listen it it Ellen Auerbach

Ellen Auerbach (nata Rosenberg Auerbach) (Karlsruhe, 20 Maggio 1906 – New York, 30 giugno 2004) è stata una fotografa tedesca.
Conosciuta a livello internazionale ancora con il suo nome di nascita fino agli anni ’30, grazie alla sua opera realizzata insieme con l’artista Grete Stern, con la quale allestì a Berlino lo studio fotografico ringl + pit (dai nomi usati per chiamarle da bambine). Il suo lavoro apportò anche significative innovazioni nell’ambito delle fotoritratto e della pubblicità. Influenzò numerosi fotografi europei ed americani.

Riferimenti bibliografici [modifica]

  • Ammann, Auerbach, Eskildsen, Schubert: Ellen Auerbach, Berlin, Tel Aviv, London, New York (1998) ISBN 3791319728
  • Katharina Sykora: Doppelspiele. Die fotografische Zusammenarbeit von Ellen Auerbach und Grete Stern, in: Renate Berger (Hg.): Liebe Macht Kunst, Künstlerpaare im 20. Jahrhundert (2000) ISBN 341208400X
  • Ingelmann, Inka Graeve: Ellen Auerbach. Das dritte Auge. Leben und Werk. München (2006). ISBN 3829602235 / 9783829602235

Collegamenti esterni [modifica]

Tags: , , , , , , , , ,