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martedì, 18 gennaio 2011

Per la capacità di coprire, esaltare e trasfigurare ogni cosa, la neve in città continua ad essere uno spettacolo emozionante, anche per i newyorkesi che la vedono cadere ogni anno su grattacieli e parchi.
La coltre e i riflessi conservati in questa foto arrivano dagli anni trenta, e dal Central Park che guarda a quel Savoy-Plaza Hotel immortalato da Samuel Herman Gottscho il 12 febbraio del 1933.
Un bel viaggio nel tempo, da oggi a ieri, dal Central Park invernale fotografato da Joseph O. Holmes a quello che riflette il Winter Palace conservato nell’incredibile archivio iconografico di Shorpy, dove a tornare insieme alla neve è anche la sensazione di trovarsi in una dimensione più onirica che reale.
Una bellissima fotografia fuori dal tempo che è possibile acquistare on line in diversi formati, o con una copia di “Homer & Langley: A Novel” di E.L. Doctorow, visto che ne impreziosire la copertina.
Foto | ShorpyArt
Foto | Amazon
La New York del 1933 di Samuel Herman Gottscho é stato pubblicato su clickblog alle 08:00 di martedì 18 gennaio 2011.



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lunedì, 11 ottobre 2010

Da sempre parlare di fotografia contemporanea richiede un lessico dello sguardo adeguatamente aperto alla sperimentazione, contaminazione e manipolazione di forme e linguaggi diversi, del resto alla base di quello fotografico sin dalle origini.
Arte concettuale, cultura pop, fotografia, pubblicità e industria cinematografica si trovano da così tanto tempo a condividere e scambiare tecniche, soggetti e suggestioni, sulle pagine di una rivista, le pareti di una galleria o quelle di uno schermo, da arrivare anche a modificare i termini della riflessione tra fotografia e immagine.
Una riflessione alla quale il MoMA di New York è sensibile da tempo e continua a dedicare attenzione con la collettiva New Photography 2010 e il contributo iconografico di un gruppo di artisti che usano la fotografia come ingrediente di un linguaggio e un immaginario contemporaneo complesso e articolato.
Se è vero che nell’epoca della riproducibilità tecnica dopo l’Arte Pop di Andy Warhol non ha più senso parlare di originale, e Richard Prince già negli anni settanta ri-fotografava le immagini pubblicitarie per i suoi collage, un ulteriore spunto alla riflessione arriva dai protagonisti della mostra organizzata da Roxana Marcoci, Curatore del Dipartimento di Fotografia, e ospitata nella Edward Steichen Photography Galleries del MoMA, fino al 10 gennaio 2011.
Tra citazioni, recuperi, libere interpretazioni e l’uso di foto altrui, la riflessione beneficia delle riproduzioni concettuali e commerciali di Roe Ethridge, dalla immagini fisse in movimento di Elad Lassry (che evocano il flusso narrativo al contrario delle fotografie de La Jetée di Marker), dai lavori commerciali di Amanda Ross-Ho realizzati spesso con fotografie prese da Amazon, o dalle narrazioni filmiche di Alex Prager e del debutto di Despair del quale abbiamo già parlato.
New Photography 2010: Roe Ethridge, Elad Lassry, Alex Prager, Amanda Ross-Ho al MoMA é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 11 ottobre 2010.
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venerdì, 6 agosto 2010

La mano dell’uomo di Sebastião Salgado è la mano che raccoglie, scava, costruisce,è il simbolo di culture, lavori ed esistenze raccontate dall’obiettivo e dallo sguardo del grande fotografo brasiliano in più di trenta reportage in giro per il mondo.
Sono mani di uomini, donne e bambini, che raccolgono tè nelle piantagioni del Ruanda e canna da zucchero a Cuba e in Brasile, mani che costruiscono l’Eurotunnel e canali d’irrigazione del Rajasthan. Sono le mani che scendono nelle miniere d’oro della Serra Pelada in Brasile e in quella di zolfo in Indonesia, che si temprano nelle acciaierie in Kazakhstan e in mare, nella tonnara siciliana.
La mano dell’uomo di Sebastião Salgado rimane una preziosa indagine antropologica, consacrata nel 1993 con una mostra ed un libro edito in Italia da Contrasto, che dopo aver fatto il giro del mondo, resterà in mostra con oltre sessanta fotografie in bianco e nero a Palazzo Pardi di Colonnella (TE).
Sebastia?o Salgado La mano dell’uomo

Una mostra ancora più preziosa alla luce di un’epoca in cui macchine e tecnologia prendono il posto delle mani, curata da Amazonas Images, la struttura autonoma fondata dallo stesso Salgado, e organizzata dal Comune di Colonnella in collaborazione con Contrasto, visitabile fino al 31 agosto 2010.
In questa piccola gallery:
1_La raccoltà del te vicino a Cyangugu, Rwanda, 1991
2_Un gruppo di pescatori partono al mattino presto per la mattanza, Trapani, Sicilia, 1991
3_Una famiglia partecipa, come da tradizione, alla costruzione del canale, Rajasthan, India, 1989
4_le immagini esposte a Palazzo Pardi di Colonnella
5_la locandina della mostra affiancata dalla copertina del libro edito da contrasto
La Mano dell’Uomo di Sebastião Salgado é stato pubblicato su clickblog alle 11:27 di venerdì 06 agosto 2010.
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mercoledì, 6 gennaio 2010
pubblicato da Derfy in: Fotocamere Nikon Rumors

NikonRumors ha notato come siano spuntati online riferimenti a batterie e borse compatibili con la Nikon D900.
Inoltre Amazon ha comprato degli annunci sponsorizzati su google per questa fantomatica reflex. Un segno che l’azienda potrebbe anche sapere qualcosa e si prepari per l’annuncio.
Una fonte afferma che arriverà presto una reflex seguita da due fissi e due zoom.
Via | NikonRumors
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martedì, 15 gennaio 2008
di Pietro Izzo
Libri e Rete, un binomio consolidato nella cultura digitale degli ultimi 15 anni. Dal mercato “lungo†di Amazon alle reti sociali di aNobii e LibraryThing, fino al marketplace digitale dei manoscritti
.
A pensarci bene, erano diversi anni che tutto puntava in questa direzione. Certo, negli Stati Uniti se ne sono accorti molto prima, mentre per noi in Europa c’è voluto ancora qualche anno. Il sistema editoriale è profondamente cambiato negli anni grazie ad Internet, soprattutto per via del fenomeno – ultimamente molto citato – della coda lunga dei mercati online. Volendo esprimere in due parole il concetto di coda lunga, si potrebbe dire così: in un sistema di distribuzione on line, i prodotti “di nicchia†possono vendere tutti insieme molto più di quei pochi prodotti “di punta†che la distribuzione tradizionale insiste a proporre al pubblico. Possono, e in genere lo fanno. È proprio Amazon a dimostrare, dati alla mano, che il modello funziona.
(continua…)
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