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Renato D’Agostin – “Metropolis”

sabato, 14 marzo 2009
listen it it Renato DAgostin   Metropolis

adc984222aeffced371d5652eb2e91d9 Renato DAgostin   Metropolis

Renato D’Agostin – “Metropolis”

Inaugurazione: giovedì 12 marzo 2009 dalle ore 18.00 alle ore 21.00

Periodo: 13 marzo 2009 – 19 aprile 2009

Sedi: VISION QUEST, Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova

Tel.: +39 339 7534993, +39 010 265629

Orario: dal mercoledì al sabato ore 15.30 – 19.30

e su appuntamento (tel. +39 3397534993)

Sito web: www.visionquest.it

Informazioni e-mail: info@visionquest.it

In collaborazione con MC2 Gallery

VISION QUEST Contemporary Photography è lieta di presentare la mostra personale di Renato D’Agostin “Metropolis”

(continua…)

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Vision Quest Contemporay Photography presenta “Metropolis” di Renato D’Agostin

giovedì, 5 marzo 2009
listen it it Vision Quest Contemporay Photography presenta Metropolis di Renato DAgostin

b5c447e536f62ee5205c3880dc51f1a6 Vision Quest Contemporay Photography presenta Metropolis di Renato DAgostin

 Il vortice frenetico che avviluppa normalmente le nostre esistenze impedisce l’attenzione di soffermarsi sul mondo in cui viviamo causando un pericoloso deficit di riflessioni indispensabili per una vita serena e costruttiva.
Atomi di cosmo impazzito, rimbalziamo senza una ragione plausibile perdendo di vista la bellezza di quei particolare che quotidianamente  si presentano innanzi ai nostri occhi e con i quali potremmo arricchire il tesoro dell’anima. Fino a quando qualcuno, con calma e purezza, questo compito lo svolge in nostra vece regalandoci immagini che riportano i sensi in quella realtà spesso inafferrabile.
Renato D’Agostin è il demiurgo di questa apparentemente nuova esistenza e, con il silenzio della fotografia, recupera la nostra attenzione ammantandola di pace e serenità. Infatti, non è soltanto la bellezza di queste opere a stupirci: con la stessa intensità, il messaggio in esse contenuto, diventa immediatamente un invito a riprendere l’autentico controllo dell’esistenza. Scatti che da un’anima provengono e a tante altre si rivolgono, arricchendole con il garbo, la raffinatezza e l’esperienza e l’esperienza che, nonostante la giovane età, il nostro artista ha già accumulato riscuotendo successo e gratificazioni degne di chi, oltre che con la testa, lavora con il cuore.
Fabrizio Boggiano

“Anestetizzato dal tempo che mi rende costantemente cosciente del momento reale delle cose, ascolto il silenzio che mi porta lontano dalle forme come scontate cornici degli oggetti, dai momenti come scontati attimi di una successione reale, dalla sintonia degli elementi che caratterizzano tutto ciò che mi circonda. Attimi di silenzio lineare e costante mi spingono ad indagare su qualcosa che ho visto altre volte, in altre prospettive, ma non ancora in quella, non ancora da quel punto di vista che mi emoziona, che suscita stupore per il non conosciuto, non vissuto, o non visto.
Escludo elementi che possano datare le due dimensioni dell’immagine, che possano far riferimento a quel luogo e momento, comprendendone altri che ne sintetizzano la forma.
Percezioni provenienti dalla strada e rielaborate in termini di spazio, forma, tonalità.
Percezioni dal mondo dove la realtà oggettiva, fisica dei luoghi perde i suoi contorni allineandosi ad all’altro mondo dai contorni sfocati dove vi è la ricerca di uno spazio immaginario, dove corpi mossi meccanicamente oscillano o ruotano, descrivendo figure per via cinetica.
E tutto rimane ovattato nello stesso silenzio.”
Renato D’Agostin

Renato D’Agostin nasce nel 1983 a San Donà di Piave (Ve) e inizia la carriera di fotografo a Venezia nel 2001. L’atmosfera della città alimenta e accresce la sua curiosità nel catturare situazioni al limite del reale. Con lo stesso occhio fotografico nel 2002 compie un viaggio attraverso le capitali dell’Europa occidentale e rimane affascinato dalla città di Parigi. Tornato in Italia frequenta l’Istituto Italiano di Fotografia a Milano e inizia a collaborare con lo studio di produzione Maison Sabbatini. Nel 2005 frequenta il corso di Fine Print all’International Center of Photography di New York e nel 2006 è assistente di Ralph Gibson. Nel 2007 Renato D’Agostin presenta Metropolis alla Leica Gallery di New York. In Metropolis le cognizioni spaziali e temporali della città si trasfigurano, liberando immagini surreali e oniriche legate alle viscere emotive del nostro inconscio collettivo, spazio che Renato ha saputo cogliere e indagare con estrema acutezza. La purezza dei particolari sottolinea con forza aspetti che sfuggono alla visione comune, dimostrando come il bello risieda ovunque; anche nei luoghi inaspettati. Questa è la sua prima personale in Italia.

Inaugurazione giovedì 12 marzo dalle 18.00 alle 21.00
dal 13 marzo al 19 marzo 2009,  dal mercoledì al sabato  15.30 - 19.30 e su appuntamento
VISION QUEST Contemporary Photography
Piazza Invrea 4r, 16123 Genova
Tel. 010 265629 – 3397534993  
www.visionquest.it    info@visionquest.it

 

 

 

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WORKSHOP DI GIULIO DI MEO

mercoledì, 18 febbraio 2009
listen it it WORKSHOP DI GIULIO DI MEO

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Workshop di reportage fotografico Saharawi
di Giulio di Meo
Fotografia sociale. In un certo senso è strano rafforzare con il termine “sociale” uno strumento che in ogni caso racconta il mondo ai suoi abitanti. La fotografia è necessariamente sociale, anche se di strade per raccontare quello che succede intorno a noi ce ne sono diverse e purtroppo oggi se ne sceglie quasi sempre una banale, piena di clichè e di immagini che non ci fanno più stringere il cuore. Sarebbe bello se la fotografia potesse risvegliare la nostra indignazione e al tempo stesso restituire dignità a coloro che vivono ai margini di questa stessa società. Non è facile, ma ci si può riuscire. E’ questa quella che io amo definire la mia fotografia, ed è solo questa che cerco di insegnare durante i miei workshop. Vorrei semplicemente fornire uno strumento attraverso il quale ridare sollievo ai volti delle persone che incontro: si tratta di catturare in degli istanti sentimenti di lotta, rabbia, indignazione ma anche d’amore, passione, speranza…..Fotografare con uno spirito impregnato di intensa umanità è a mio avviso il solo modo per comprendere le storie delle persone che si incontrano per le strade del mondo, catturarle e restituirle dignitosamente agli occhi di chi non piange più quando si imbatte in una immagine che dovrebbe emozionare.

I Saharawi
Sarà a tutti gli effetti un viaggio attraverso il quale cercheremo di conoscere e raccontare la difficile realtà in cui sono costretti i Saharawi. L’odissea di questo popolo inizia nel 1975, quando il Marocco, nonostante il parere contrario delle Nazioni Unite e della Corte Internazionale di Giustizia, invade il Sahara Occidentale ex spagnolo. I primi campi profughi, ancora in territorio Sahariano, vengono bombardati con napalm e fosforo bianco, nell’indifferenza quasi totale dei governi e dell’opinione pubblica internazionale, come da miglior tradizione dei conflitti africani. Questo spinge la popolazione saharawi a chiedere ospitalità all’Algeria, e solo sotto la sua ala protettrice comincia a riorganizzarsi. Vengono costruiti i campi profughi dove tuttora vivono più di 300000 persone nonostante le terribili condizioni ambientali. I prodotti che i Saharawi ne ricavano sono appena sufficienti ad integrare l’alimentazione dei bambini e degli anziani, ma la sopravvivenza di questo popolo è strettamente legata all’invio di aiuti umanitari da parte delle nazioni europee. Le scuole e gli ospedali costruiti in pieno deserto Algerino testimoniano la determinazione e la voglia di vivere dei saharawi ed allo stesso tempo garantiscono un livello di istruzione che stupisce se si considerano le enormi difficoltà logistiche ed economiche con cui questo popolo deve quotidianamente misurarsi.

Programma e costo
Il corso prevede la permanenza nei campi profughi della Wilaya di El Ayoun. Gli studenti saranno ospiti presso le famiglie saharawi, in modo da conoscere da vicino le condizioni e le tradizioni di questo popolo. Il primo giorno, dopo la sistemazione e le presentazioni, verranno visionati i portfoli dei vari studenti e successivamente illustrate le tecniche e i consigli utili per introdurci nel mondo della fotografia sociale. Ogni giorno si andrà in giro per i campi profughi, tuffandosi in pieno deserto, nella quotidianità di questo splendido popolo; entreremo nelle loro tende, ascolteremo le loro storie, assaporeremo l’aroma dei loro buonissimi thè pronti ad imprimere su sali sensibili le nostre/loro emozioni. Dedicheremo poi le serate all’editing del lavoro svolto, discutendo e confrontando le varie fotografie. Da qui selezioneremo insieme le immagini che diventeranno alla fine il frutto del nostro viaggio. Ogni studente, comunque, alla fine del corso dovrà raccontare con un gruppo d’immagini la sua personale esperienza. Sarà inoltre realizzata una presentazione video con i migliori scatti dei partecipanti. Al rientro in Italia, i migliori scatti saranno utilizzati per comporre una mostra fotografica che sarà promossa all’interno del circuito Arci.

Progetto “Deserto Rosa”
Una parte della quota sarà utilizzata per la realizzazione del progetto “Deserto Rosa”, che prevede la creazione di un laboratorio di fotografia digitale che sarà donato alla Scuola Olof Palme della Wilaya di El Ayoun. Il fotografo Giulio Di Meo terrà inoltre, un Corso di fotografia digitale per le donne e le ragazze saharawi. Le attrezzature indispensabili per la realizzazione del laboratorio di fotografia digitale sono: un computer portatile, 2 macchine fotografiche digitali, una stampante a sublimazione, carta e ricambi di cartucce.

Periodo: 4-11 Aprile 2009

Info: www.attivarci.it www.giuliodimeo.it

campidilavoro@arci.it info@giuliodimeo.it

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ROBERTO FLOREANI Gerarchie Spirituali (Passaggio in Ticino)

mercoledì, 28 maggio 2008
listen it it ROBERTO FLOREANI Gerarchie Spirituali (Passaggio in Ticino)

FOLINI ARTE CONTEMPORANEA

Galleria: Folini Arte Contemporanea – Via Livio 1 – CH – 6830 Chiasso

Mostra personale titolo: ROBERTO FLOREANI Gerarchie Spirituali (Passaggio in Ticino)

Catalogo: Roberto Floreani – bilingue (italiano inglese)

Testi: intervista di Domenico D’Oora all’artista

Inaugurazione: sabato 31 maggio 2008, ore 18.00

Periodo: 31 maggio 2008 – 12 luglio 2008

Orari di apertura: da martedì a venerdì h. 14.00 – 18.30, sabato 10 – 12.00; 14.00 – 18.30 o su appuntamento.

Gerarchie Sprituali (Passaggio in Ticino) è un progetto di diciotto opere, anche di grande formato, che l’artista ha concepito prendendo spunto dalla ricerca filosofica di Rudolf Steiner (1861-1925), fondatore dell’Antroposofia e teorico della conoscenza soprasensibile. Già nel 2005 Floreani aveva indagato sullo “spirituale nell’arte” con il progetto Ottantuno e oggi ripropone questo tema focalizzandolo sulla centralità dell’uomo nel processo del divenire. E’ quindi un pensiero forte che alimenta la ricerca pittorica dell’artista, considerato oggi uno dei più convincenti e maturi astrattisti della sua generazione, che accentua con questa mostra la portata introspettiva dell’opera e la sua resa pittorica complessiva. Probabilmente la novità più evidente di queste opere, che presentano già un’evoluzione rispetto a quelle concepite per il progetto espositivo del 2007, è la marcata presenza di colori brillanti che accendono le conosciute gamme cromatiche “basse” dell’artista. Non è solo l’evidenza di ampie bande arancioni, già sperimentate negli ultimi anni, ma l’aggiunta di superfici quadrettate rosate e di opere quasi monocrome giocate su colori malva e rossastri, di nuove combinazioni nelle Flags, vera novità della ricerca nel 2006-2007 e pure presenti in mostra, per evidenziare lo sviluppo del lavoro dell’artista. Ma l’evoluzione non riguarda solo l’aspetto cromatico, ma anche la geometria del supporto materico che presenta una nuova texture a scacchi (la serie Finale di Partita) che si combina poi con i tradizionali Concentrici (presentati per la prima volta nella personale al Museo Revoltella di Trieste nel 2003). L’aspetto pittorico che forse appare più correlato a questa ricerca introspettiva è quello legato ai tempi lunghi e minuziosi della stratificazione, alle superfici rosate che sembrano vibrare dall’interno, una sorta di colore-non colore ricavato facendo assorbire ad una superficie bianca, attraverso un procedimento quasi alchemico, componenti cromatiche delle basi sottostanti trattate in precedenza. Il risultato finale sembra quasi alimentare un baluginìo, procurare una luce interna all’opera. Un altro aspetto rilevante delle opere esposte è il contrasto delle consuete basi giocate su gamme cromatiche complementari di grigi, marroni e nocciola, assolutamente omogenee tra loro, e le bande o gli scacchi realizzati con stratificazioni di arancioni di diversa natura e intensità, che virano dal rossastro al giallo, accentuando dall’interno queste aree fortemente energizzanti. La stessa struttura materica dell’opera appare perfezionata nella sua complessità di stratificazioni che si avvalgono oggi di nuove combinazioni particolarmente convincenti e risolte, che giovano anche alla trasparenza e chiarezza di lettura dell’opera nel suo insieme.

Correda la mostra un catalogo bilingue (italiano-inglese) della collana della galleria con una premessa dell’artista e un testo-intervista con Domenico D’Oora.

Folini Arte Contemporanea – Via Livio 1, CH – 6830 Chiasso, tel. +41 (0)91 683 01 88

www.foliniarte.net info@foliniarte.net

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