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Articoli marcati con tag ‘alberi’

Una foto che non sembra tale

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it Una foto che non sembra tale

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In copertina potete vedere un’immagine un po’ particolare. A prima vista per i colori, i dettagli e le tonalità sembra un normale dipinto.

In realtà si tratta di una fotografia che ritrae alcuni alberi di Acacia erioloba in quel breve periodo in cui perdono le foglie. Lo scatto è stato realizzato nel parco nazionale di Namib-Naukluft nel deserto del Namib.

Il fotografo è Frans Lanting ed il fatto che viene definita come foto dal National Geographic fuga ogni dubbio.

Via | PetaPixel

Una foto che non sembra tale é stato pubblicato su Clickblog.it alle 09:00 di giovedì 19 maggio 2011.

 Una foto che non sembra tale
 Una foto che non sembra tale

 Una foto che non sembra tale  Una foto che non sembra tale

 Una foto che non sembra tale

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AmoK Exif Sorter

domenica, 16 gennaio 2011
listen it it AmoK Exif Sorter

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AmoK Exif Sorter è un programma per rinominare le vostre foto in base ai metadati, Exif o Iptc, contenuti nei file delle vostre foto.

Tra queste informazioni ci sono la data e l’orario dello scatto, la posizione geografica (se la fotocamera è dotata di ricevitore GPS), l’apertura, il tempo di esposizione, la dimensione dell’immagine, il modello della fotocamera e molto altro ancora.

Oltre a dare ai file il nome che più preferite può anche organizzare un intero albero di cartelle per tenere tutto ordinato. Per semplificare il lavoro viene offerta un’anteprima del nuovo nome del file prima di iniziare le operazioni vere e proprie.

AmoK Exif Sorter è scritto in Java e quindi può funzionare su quasi tutti i sistemi operativi.

Se per le vostre foto utilizzate un filesystem che è dotato di supporto per evitare la duplicazione dei dati potete anche dire al programma di copiare i file in differenti alberi di directory in modo da poter accedere all’immagine da percorsi differenti certi di salvare sul disco una sola copia dei dati. Per esempio potete sfruttare Single-instance storage su NTFS di Microsoft oppure altri filesystem come ZFS e BTRFS disponibili per sistemi di tipo Unix.

Via | LifeHacker

AmoK Exif Sorter é stato pubblicato su clickblog alle 13:30 di giovedì 13 gennaio 2011.

 AmoK Exif Sorter
 AmoK Exif Sorter

 AmoK Exif Sorter  AmoK Exif Sorter

 AmoK Exif Sorter

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Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano

c5c727e8a8d81380d15bcc2b9b39c128 Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano

Una ‘passeggiata’ può essere solo una passeggiata o il ritratto di dettagli che rivelano ambienti, cultura, atmosfere ed emozioni. A volte è un fatto di prospettiva, sempre di percezione, nel caso di Frank Horvat di “istanti privilegiati” che lo emozionano conciliando la luce con l’umore, e trasformano in fotografie sorprendenti anche lenzuola sfatte o una tavola apparecchiata.

Un fotografo che nella sua lunga carriera ha cercato e trovato emozioni ovunque, ritraendo cappelli di Givenchy e alberi, le sculture di Degas e il sapore del Gran Tour di Goethe in Sicilia, la folla della Gare Saint-Lazare e l’interno di celebri locali parigini, la silhouette di Coco Chanel con cane, e una finestra aperta sulle brume di Cotignac, dove abita.

Dopo la precedente esposizione di “Due serie di fotografie a mezzo secolo di distanza”, sarà ancora Lugano, dove il fotografo frequentò il Liceo durante la guerra, ad ospitare una retrospettiva di Frank Horvat e la sua eclettica produzione fotografica della quale trovate un assaggio in questa gallery.

Frank Horvat
e5f9d50fcdb5f84f40b419bfd63673ac Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano a0f913712befb37514cc151f94d98220 Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano d1887994314f610fd287a3d6a2f97ccf Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano 7cd79d7f99c574131bcdfb7f8c12d382 Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano

Dal 24 febbraio al 5 maggio 2011 la Galleria Photographica FineArt farà un’eccezione alla consuetudine di mettere a confronto gli artisti emergenti con i grandi maestri della fotografia mondiale, dedicando una retrospettiva al fotografo che formatosi in contesti culturali differenti, dall’Italia alla Francia, dalla Svizzera all’India, ha continuato a sperimentare, dai reportage per l’agenzia Magnum, ed i servizi di moda per Elle e Vogue, alla realtà del quotidiano, dalla pellicola al digitale.

Frank Horvat: la personale alla Photographica FineArt di Lugano é stato pubblicato su clickblog alle 12:38 di lunedì 20 dicembre 2010.

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Incendi in Israele

martedì, 7 dicembre 2010
listen it it Incendi in Israele

6eb08d269017a41ea634185665ae3783 Incendi in Israele

In Israele sono riusciti a domare alcuni indendi che per quattro giorni hanno bruciato boschi ed alcune case vicino ad Haifa.

Questo incendio è stato il peggio della storia dello stato ebraico ed ha distrutto circa 4 milioni di alberi su una superficie che supera i 4000 ettari. Per domare le fiamme sono stati impiegati anche 30 aerei e personale a terra proveniente da più 16 diversi stati. Sono morte almeno 42 persone e per precauzione ne sono state evacuate più di 17000.

Le autorità hanno arrestato due sospetti che potrebbero essere i responsabili di questo disastro. Come sempre BigPicture ha raccolto le foto che documentano questa vicenda.

Via | BigPicture

Incendi in Israele é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di martedì 07 dicembre 2010.

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Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests

martedì, 19 ottobre 2010
listen it it Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests

164aaa8da8320ebf0c53240e4cb6157f Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests

Anche se non siete alla ricerca del respiro silenzioso delle foreste, o in sintonia spirituale con l’anima della natura più profonda, sono certa che lo spettacolo contemplato da Silent Respiration of Forests di Takeshi Shikama non vi lascerà indifferenti.

Una fitta vegetazione della quale si può quasi sentire scorrere la forza della linfa insieme al concerto di suoni vicini e lontani, mentre l’occhio si perde nel groviglio di forme e sfumature senza inizio o fine, e l’olfatto come la pelle al contatto, sono alla mercé di un fresco afflato che li avviluppa come un abbraccio oscuro e viscerale.

Sensazioni ed emozioni che emergono delle nebbie del foresta, dalla sinuosità dei tronchi d’alberi e delle intricate radici, che rotolano via come gocce di rugiada su una foglia di loto .. e rendono ogni foto un viaggio emozionante, in mostra alla Corden Potts Gallery di San Francisco, dal 2 novembre al 31 dicembre.

Silent Respiration of Forests
333609c0ee6403ac4ab09736ce67efba Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests 30dd4de493f3200b5dc62902556d56d9 Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests 4e1648191f8738f41c5bae8e8617986e Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests e83248868dde23d5c58bed47819bbc86 Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests

Silent Respiration of Forests

An endless stretch
Of tree columns overlapping one another,
Ever so rhythmic to the eye.
There pervades a deep silence.
Yet, listening carefully to the surging, undulating sea of trees,
A slight murmur can be heard.
Beckoned by this voice,
I step inside this unknown world,
Wondering to myself:
Is this really the entrance to a blissful paradise?
Between the cluster of trees, I catch a glimpse of a huge tree.
As if magnetized,
Step by step, I find myself approaching this tree,
Tilting its enormous trunk at a slight angle,
Wearing a lofty air befitting the lord of the forest…
Suddenly,
I sensed a voice from deep within the curtain of silence
Warning me not to go any further,
And I stopped.
The depth of the forest was filled with an uncanny air
For something seemed to be lurking there.

Takeshi Shikama

Takeshi Shikama: Silent Respiration of Forests é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di martedì 19 ottobre 2010.

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Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

venerdì, 1 ottobre 2010
listen it it Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

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Scuola di Fotografia naturalistica e reportage www.photofarm.it

moz screenshot Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Organizza per il mese di Ottobre 2 corsi di fotografia in natura alla scoperta dei colori autunnali dei nostri boschi e uno esclusivo in grotta in Liguria.

Seguono i corsi e i link su programmi, costi e altre infomazioni.

Dal 23 al 24 Ottobre 2010 Workshop Parco Naturale dell’Aveto

 Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Nel Parco dell’Aveto alla scoperta dei segni lasciati dai ghiacciai. Quassù in questo angolo di entroterra ligure troviamo laghi dall’aspetto alpino attorniati da una ricca varietà di piante che colorano questo parco di tonalità molto calde. Il bosco di faggio è casa per molti animali, non è difficile osservare molti rapaci e anfibi. Le facili escursioni ci porteranno alla scoperta dell’Agoraie e il Monte Aiona, conosciuto per le sue particolari rocce. Un ambiente molto vario che passa dal bosco di latifoglie ai pascoli in quota da dove si può nelle belle giornate osservare buona parte dell’appennino Ligure. Il programma del corso prevede facili camminate per realizzare immagini di paesaggio il primo giorno e anfibi, funghi e sottobosco il secondo.

Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Christian Patrick Ricci

Quota di partecipazione: 240 euro
Supp.Singola: 50,00 euro
Quota di partecipazione Accompagnatore: 160,00 euro

INFO e ISCRIZIONIDETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – GALLERY

Dal 30 al 31 Ottobre 2010 Workshop in grotta

 Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Siamo da sempre abituati a pensare alla fotografia in esterno, al più subacquea, ma esiste anche una fotografia degli inferi della terra. Le grotte possono sembrare un posto ostile e buio, ma anche qui la natura è riuscita a intervenire, con microrganismi, sopratutto alghe, piccoli insetti, ragni e vertebrati. Molti abitanti delle grotte presentano adattamenti assai marcati: la riduzione degli occhi, lo sviluppo di altri organi sensibili e la depigmentazione. All’ingresso delle grotte, troviamo invece, animali che vivono all’esterno come i pipistrelli. Esplorare questo mondo non è facile; ecco perchè abbiamo scelto un luogo messo in sicurezza, aperto al pubblico e gestito dalle guide. Un’occasione per imparare le tecniche di ripresa senza le difficoltà della speleologia, quindi con calma e senza la necessaria, esperienza che richiederebbero cunicoli e caverne in grotte non attrezzate. La grotta di Valdemino a Borgio Verezzi (in Liguria) è conosciuta come la grotta più colorata d’Italia, un paesaggio sotto il paesaggio terrestre, una cattedrale fiabesca costruita dal lento processo delle piogge e non da fiumi sotterranei. Un’itinerario di 800m con 30m di dislivello verso il basso, un‘atmosfera irreale, a volte nebbiosa, 16°c di temperatura e il 90% di umidità. Quest’ultime rientrano tra le difficoltà tecniche che verranno risolte nell’ambito del nostro corso, in aggiunta a quelle compositive e alla complessa illuminazione dei contorti paesaggi sotterranei.
Il nostro corso prevede due uscite mattutine di 4h dentro le grotte, riservato esclusivamente al nostro gruppo fotografico. Il pomeriggio, dopo la pausa pranzo, si  prevedono percorsi in auto o a piedi della parte superiore, lungo i paesaggi a macchia mediterranea della costa ligure. Fino a sera avremo modo di visitare i borghi medioevali, di cui è ricca questa regione. Nel dopocena del primo giorno si prevede la visione degli scatti effettuati in grotta la mattina, per risolvere gli errori e ripetere la sessione il giorno successivo.

Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Fabio Liverani

Quota di partecipazione: 290 euro
Supp.Singola: 90,00 euro
Quota di partecipazione Accompagnatore: 170,00 euro

INFO e ISCRIZIONIDETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – PRENOTA (MAIL)

Dal 5 al 7 Novembre 2010 Workshop Foreste Casentinesi

 Corsi di fotografia naturalistica in autunno by Photofarm

Una foresta magica. Un santuario di alberi come il faggio, l’abete bianco, l’acero. Un luogo dal sapore antico, preservato nei secoli. Le foreste Casentinesi conosciute per la loro bellezza nei secoli, già Dante le citava nei suoi scritti, un fascino millenario di cui ancora oggi possiamo godere. L’autunno è il mese più opportuno per vivere l’atmosfera della foresta, le piante caducifoglie, si colorano con tinte pastello, il giallo, rosso, marrone. Per il fotografo non c’è momento migliore per dedicarsi alla realizzazione di immagini di paesaggio, in autunno oltre al colore, il clima cambia spesso e regala interessanti fenomeni come le nebbie che se osservate nella foresta portano la nostra mente a pensare ai folletti e gli gnomi.

Fotografi docenti:
Con Mirko Sotgiu e Fabio Liverani

Quota di partecipazione: 350,00 euro
Supp.Singola: 20,00 euro
Rid. 3° e 4° letto: 10,00 euro

INFO e ISCRIZIONIDETTAGLI PROGRAMMA (PDF) – GALLERY

Per altre informazioni visita il nostro sito.

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Fotografia naturalistica by Photofarm, corsi e workshop.

martedì, 3 agosto 2010
listen it it Fotografia naturalistica by Photofarm, corsi e workshop.

Le prossime iniziative PhotoFarm, corsi dalle Alpi, fino al mare senza dimenticarci delle grotte. Fotografia a 360° in natura, con programmi didattici e viaggi organizzati ad hoc per chi ha l’esigenza di fotografare, viaggiare e non solo imparare.

Calendario Workshop

 Fotografia naturalistica by Photofarm, corsi e workshop.

Dal 11 al 12 Settembre 2010 – Trekking fotografico nel Parco dello Stelvio

I caldi colori settembrini della Val Zebrù e la Valle dei Forni, le luci dell’autunno che arriva precoce a queste quote. Un luogo suggestivo, dove si potranno fotografare paesaggi verticali di ampio respiro come i ghiacciai dello Stelvio e la ricca fauna del parco.

 Fotografia naturalistica by Photofarm, corsi e workshop.

Dal 9 al 10 Ottobre 2010 – Workshop reportage Cinque Terre

Lungo la costa fra le insenature dei contrafforti l’uomo ha trovato rifugio, insediandosi in quelli che ora sono dei gradevoli borghi marinari, Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso. Questo sarà il tema del workshop, il fotografo naturalista oltre che di sola natura si occupa anche di raccontare il rapporto fra l’uomo e l’ambiente, qui nelle Cinque Terre assuefatto alle difficoltà, è stato sempre in lotta, una sfida d’amore con il proprio territorio.

 Fotografia naturalistica by Photofarm, corsi e workshop.

Dal 23 al 24 Ottobre 2010 Workshop Parco dell\’Aveto

Workshop nel Parco Regionale della Val D’Aveto in Liguria. Un weekend fotografico immersi nel caldo foliage dell’appennino ligure con monti che arrivano fino a 1800m a cavallo fra pianura Padana e mare.

 Fotografia naturalistica by Photofarm, corsi e workshop.

Dal 30 al 31 Ottobre 2010 Workshop in grotta

Un ambiente di cattedrali fiabesche costruite dall’acqua nelle grotte più colorate d’Italia. Per due giorni entreremo in grotta aperte esclusivamente per il nostro corso. Tecniche di illuminazione e composizione in un ambiente surreale.

 Fotografia naturalistica by Photofarm, corsi e workshop.

Dal 5 al 7 Novembre 2010 Workshop Foreste Casentinesi

Workshop fotografico in una foresta magica. Un santuario di alberi come il faggio, l’abete bianco, l’acero. Un luogo dal sapore antico, preservato nei secoli.

Per informazioni clicca QUI oppure http://www.photofarm.it

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UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

domenica, 22 novembre 2009
listen it it  UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

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18 aprile 2009 – opening CASE DI CARTONE di Marissa Morelli e Max Rommel + ENCICLOPEDIA DEI FIORI DA GIARDINO di Andrea Mastrovito

lunedì, 13 aprile 2009
listen it it 18 aprile 2009   opening CASE DI CARTONE di Marissa Morelli e Max Rommel + ENCICLOPEDIA DEI FIORI DA GIARDINO di Andrea Mastrovito

18 aprile 2009 – opening CASE DI CARTONE di Marissa Morelli e Max Rommel + ENCICLOPEDIA DEI FIORI DA GIARDINO di Andrea Mastrovito
con preghiera di pubblicazione

63f9331c7cd52e958deff9768e0baa68 18 aprile 2009   opening CASE DI CARTONE di Marissa Morelli e Max Rommel + ENCICLOPEDIA DEI FIORI DA GIARDINO di Andrea Mastrovito
Sabato 18 aprile 2009
apertura straordinaria dalle 12.00 alle 22.00

opening alla presenza degli artisti alle 19.00

primo piano

Marissa Morelli e Max Rommel
Case di cartone
un progetto WOM/workingonmemory; montaggio video e suono: CLaVie

dal 19 aprile al 15 maggio 2009

Il 9 ottobre 1963 si stacca dalla costa del monte Toc in Friuli, una frana lunga 3 chilometri, da oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e terra. La frana arriva a valle, generando una scossa sismica e riempiendo il bacino artificiale. L’impatto con l’acqua causa due ondate: la prima si schianta contro la montagna, la seconda, scavalca la diga e, precipitando verso la valle, travolge Longarone e altri paesi limitrofi, causando la completa distruzione della città e la morte di quasi 2000 persone.
La comunità riprende subito a ricostruire il tessuto sociale distrutto, ma viene deciso di costruire anche alcuni paesi ex novo. Vengono così progettati da zero il comune di Vajont e altri centri più piccoli, come in provincia di Belluno, dove gli abitanti sfollati si insediano. Anche in provincia di Pordenone, a Claut, tra le montagne friulane, in seguito a quel disastro, vengono costruiti 50 alloggi prefabbricati per la sistemazione provvisoria delle famiglie “sfrattate” dal disastro. Il villaggio viene collocato poco fuori dall’abitato, su una radura pianeggiante e soleggiata. Alcune di quelle famiglie continueranno ad abitare in quelle case prefabbricate, per oltre 40 anni.
Marissa Morelli e Max Rommel hanno documentato, tra il 2005 e il 2008, ciò che rimaneva del villaggio confinato fuori Claut (PN). Le strutture precarie adibite ad abitazione hanno continuato ad esistere molto più a lungo di quanto era stato programmato, sfidando le leggi del tempo, trasformando il paesaggio, creando una memoria di quartiere, tracciando ed allargando confini. Nell’estate del 2008 il villaggio è stato demolito.
Il lavoro mostra ciò che rimane dell’identità di quei luoghi e della memoria privata e collettiva degli abitanti ed è stato raccolto in una prima mostra e in un libro (Case di cartone, Spilimbergo Fotografia 2008, a cura di Antonio Giusa e Case di cartone/Cardboard houses, Forum ed., Udine, 2008). Ad ASSAB ONE viene presentato un allestimento inedito che comprende due serie di fotografie, circa venticinque C-print, dodici digital print e due video.

piano terra

Andrea Mastrovito
Enciclopedia dei fiori da giardino
in collaborazione con Galleria 1000 eVENTI nell’ambito della mostra 5 + 1: FROM A BIG CRASH TO A NEW DEAL (per informazioni http://www.1000eventigallery.it)

dal 19 al 30 aprile 2009

Andrea Mastrovito torna ad esporre negli spazi dell’ex Gea Grafiche Editoriali Ambrosiane, a cinque anni di distanza dalla sua partecipazione alla mostra Assab One 2004, in cui aveva presentato un’installazione ambientale in cui silohuettes cartacee invadevano lo spazio, come fuggite da un libro pop-up gigante e inseguite dai protagonisti del racconto I Musicanti di Brema dei fratelli Grimm.
Con Enciclopedia dei fiori da giardino, l’artista prende di nuovo spunto dai libri – e quindi dai materiali prodotti dai macchinari dell’ex stabilimento industriale – ma capovolge il meccanismo di produzione della carta, facendo rifiorire migliaia di fiori e piante da giardino da centinaia di libri disposti al suolo. Enciclopedia dei fiori da giardino è infatti una grande installazione composta da 500 volumi dell’omonimo dizionario, pubblicato nel 2008 da Mondadori. Ogni volume è diviso in tre parti, ritagliato e presentato al pubblico adagiato al suolo, aperto in corrispondenza delle pagine che l’artista e una schiera di assistenti hanno parzialmente ritagliato e sollevato in modo da ottenere l’effetto visivo di una vera e propria aiuola di carta fiorita.
Il lavoro prende spunto dalle riflessioni di Magritte e Kosuth sulla natura degli oggetti che ci circondano e sulla loro immagine, su come questa immagine viene percepita dall’osservatore e quanto dell’oggetto originario fa davvero parte della sua riproduzione. I fiori, stampati sulle pagine dei libri illustrati, tornano a fiorire dalle pagine, simulando l’immagine che rappresentano e da cui sono stati ricavati: un libro è fatto di carta, la carta è ottenuta dal legno degli alberi. E, come ricorda Mastrovito citando Sergio Endrigo,“per fare un albero, ci vuole un fiore…”.
Il progetto è itinerante e dopo la sua prima presentazione negli spazi di ASSAB ONE verrà esposto in più sedi pubbliche in Italia e all’estero.

Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00 e su appuntamento

In allegato: il comunicato stampa delle due mostre e due immagini a bassa risoluzione:

case_di_cartone.jpg = Marissa Morelli e Max Rommel, Case di cartone, C-print, 2005-2008

andrea_mastrovito.jpg = Andrea Mastrovito, Enciclopedia dei fiori da giardino, 2009

Sono disponibili immagini ad alta risoluzione



ASSAB ONE associazione promozione arte contemporanea
Via Assab, 1 – 20132  Milano
tel +39 02 2828546 – mob +39 348 2925085 – fax +39 02 26111752
info@assab-one.org
http://www.assab-one.org
Per accedere ad Assab One è richiesta l’adesione all’associazione omonima. Contributo per la tessera, valida un anno: 5 euro

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Marche Centro d’Arte – Sabrina Muzi

domenica, 22 marzo 2009
listen it it Marche Centro dArte   Sabrina Muzi

Galleria Marconi presenta
Marche Centro d’Arte

con
Sabrina Muzi

818d864abbf25a2b0e26e12a3bab6ef8 Marche Centro dArte   Sabrina Muzi
a cura di
Claudio Libero Pisano

L’inaugurazione si terrà domenica 29 marzo alle 18:00
La mostra termina il 26 aprile
La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica

Domenica 29 marzo alle 18.00 la Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta la personale di Sabrina Muzi a cura di Claudio Libero Pisano, dopo il successo dell’esposizione di Marco Bernacchia e Francesca Gentili.
La mostra conclude il ciclo Marche Centro d’Arte ed è il quinto appuntamento della rassegna Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi.
Con la personale di Sabrina Muzi si conclude Marche Centro d’Arte. Lo scopo della rassegna è mostrare la vivacità delle produzioni artistiche presenti nella regione, una regione in cui convivono pluralità e singolarità, a partire dallo stesso nome. Ogni artista ha una sua peculiarità, e un suo percorso di ricerca, ha una voce che unendosi alle altre del territorio, dà vita a un mosaico ricco, vivo e vivace.

(continua…)

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