Lo sguardo di Marc Stanes non è solo rivolto al Sud Africa, a leader come Nelson Mandela che continua a ritrarre come fotografo ufficiale della Mandela Rhodes Foundation, e osservatore di realtà che contribuisce a sostenere con gli introiti del proprio lavoro.
Lo sguardo e l’obiettivo dell’acclamato fotografo che si divide tra Londra e Cape Town, è rivolto in modo esteso ad ogni forme di vita e paesaggio, come quelli floreali raccolti nel nuovo libro ‘In Still Light’ disponibile da settembre, in concomitanza con l’esibizione di quelli umani di Naked Sculpture alla londinese Cooper Park Walk Gallery, dal 15 settembre al 2 ottobre 2010.
La mostra offrirà una panoramica suggestiva su linee, forme e paesaggi di corpi, nudi maschili e femminili, singoli, in gruppo, fusi .. ispirati dallo studio delle forme scultoree romane, della pittura rinascimentale e dell’iconografia tardo-bizantina. Panorami vivi e vitali che ne sostengono altri, poiché il 5% della vendita di ogni scatto di grande formato stampato su gelatina d’argento (in cinque copie) andrà alla South African AIDS Charity Positive Heroes.
Come ogni anno ecco arrivare il carnevale che è una delle feste più colorate degli stati che hanno una maggioranza Cristiana.
Le celebrazioni e le sfilate si sono diversificate in base al paese di appartenenza, ,a di solito resta comune per tutti la voglia di esagerare con i colori e dell’uso di maschere che una volta servivano a scavalcare le rigide imposizioni sociali.
Dall’Italia ai Caraibi ed al Sud America un turbine di colori per il Carnevale. Hanno calcolato che circa 730000 persone si sono recate a Rio de Janeiro per assistere alla sfilata più famosa del mondo.
Conoscere per fotografare. Fotografare per conoscere. È di certo questa prima frase a costituire il filo conduttore del lavoro a più mani esposto, mostra frutto di un lungo lavoro che si è sviluppato dal workshop di fotografia sociale condotto dal fotografo Giulio Di Meo. Il corso è stato frequentato da una decina di persone di varie età e con esperienze fotografiche eterogenee tra loro. Durante le lezioni si è sviluppata un’ampia panoramica approfondita da momenti di dibattito su cosa si intenda reportage e la fotografia sociale.
Giulio Di Meo ha voluto trasmettere ai suoi allievi il concetto di “fotografia sociale” interpretando la fotografia come necessità di una sensibilità, di un’etica, di un impegno particolare. Una fotografia che lui stesso afferma come “desiderosa di farsi carico delle lotte, della rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza; una fotografia impregnata da un’intensa umanità.” La “fotografia sociale” quindi vuole essere una sorta di ricerca antropologica dove il fotografo viene immerso nel contesto che lo circonda, dovendosi inserire in tale realtà senza creare ulteriori difficoltà. Il contesto questa volta è stato il Pilastro, quartiere della periferia bolognese sorto negli anni sessanta con la costruzione di numerosi condomini di edilizia pubblica. E qui vivono tante persone che dal sud Italia sono arrivate a Bologna nell’epoca del boom economico per cercare un lavoro. Oggi si mescolano a queste persone molti stranieri, protagonisti di esperienze simili, ma ogni volta uniche e singolari. Si amalgamano così vite diverse che creano un melting pot di culture e usanze provenienti da differenti luoghi del mondo. Ogni persona è lo specchio di percorsi differenti e condivide ora un presente comune. La vita si tocca, si vede e si percepisce nella quotidianità delle strade e dei parchi. Come il prato del parco Pasolini è punto di incontro di molti ragazzi che si incontrano qui, così dietro il “virgolone”, enorme edificio costituita da molti appartamenti e diversi piani, gli anziani lavorano gli orti comunali, riposano e giocano a carte seduti sulle panchine. “Pilastro” significa anche tenacia, costanza, fatica, e naturalmente credere nei propri mezzi e nell’energia che si respira quando ci si mette in gioco. Qui la palestra di Boxe e Muay Thai riunisce i giovani che passano i loro pomeriggi sognando di diventare dei campioni. Il Pilastro è anche sport, quello vero, che parte dal basso e nasce dalla passione. Una passione che unisce. Ed ecco le persone che ci hanno permesso di rappresentare qualche istante della loro vita. Queste fotografie vogliono gettare uno sguardo sulla realtà del Pilastro e. svelare cosa significhi farne parte. Vogliono aiutare a leggere oltre i confini di un quartiere che erroneamente viene etichettato come periferico, degradato e come luogo di disagio sociale. In questo racconto potreste scoprire una realtà diversa, non inquinata da pregiudizi e luoghi comuni. Una realtà che ci ha affascinato e sorpreso. Provateci, forse ne rimarrete colpiti.
Titolo: Memorie del Grand Tour nelle fotografie delle collezioni Alinari Testi di: V. Jolivet Editore: Fratelli Alinari Prefazione di: C. H. Favrod Pagine: 158 Fotografie: 168 fotografie in quadricromia
Rilegato in tela con sovracoperta Formato: 28×24 cm Codice ISBN: 88-7292-500-2 Prezzo (di copertina): 45,00 Euro
Con l’invenzione della fotografia le vedute dei monumenti si moltiplicano molto velocemente ed i siti archeologici italiani, frequentati da due secoli dai viaggiatori del “Grand Tourâ€, diventano motivo di predilezione dei fotografi, in particolare dei Fratelli Alinari.
Il volume ripercorre alcune fra le tappe principali del “Grand Tourâ€: dal nord al sud dell’Italia, da Susa a Segesta, fa scoprire al lettore l’immenso anfiteatro di Verona, Roma, mille volte glorificata, tra Palatino, Foro, Colosseo, Villa Adriana, il Tempio della Sibilla di Tivoli, le vestigia di Ercolano e soprattutto Pompei, che svela la sua immensità , i suoi interni decorati e anche i suoi morti, fissati nell’eternità , ma anche Paestum ed i suoi templi immersi nella solitudine o i siti della Sicilia ancora più selvaggi. Immagini singolari, portatrici allo stesso tempo di informazioni ed emozioni, tra lo scenario antico “autentico†ed il quadro pittoresco del XIX secolo, che sono le prime rappresentazioni di questi luoghi, che oggi percorriamo da turisti agiati, guide e macchine fotografiche alla mano, assai raramente da soli.
Gentile Collega,
sono lieto di segnalarti la quarta edizione della manifestazione “Arrivano i Guru”, che quest’anno porta con se delle interessanti novità .
In primo luogo, l’evento, che si terrà a Roma ad Ottobre 2008, vede per la prima volta in assoluto, la presenza in Italia di Martin Evening, massimo esperto di digital imaging, nonchè autore di innumerevoli libri di successo su Photoshop, venduti in tutto il mondo.
Vista l’unicità dell’evento, quest’anno l’organizzazione ha ideato un “Tour” di 8 tappe, in altrettante città italiane, la cui partecipazione è TOTALMENTE GRATUITA.
Durante i vari incontri gli Adobe Guru Marianna Santoni, Claudio Marconato, Tiziano Fruet, ed il sottoscritto, intratterranno i partecipanti con 5 ore di seminari di approfondimento su vari temi, dalla fotografia digitale, al design ed al Web design.
Oltre a segnalarti quindi questa opportunità , ti chiedo, ove possibile, la cortesia di pubblicare nel tuo blog questa notizia, che ricopre un ruolo rilevante anche per il fatto che ben 3 tappe avranno luogo al Sud (Napoli, Bari, Catania), notoriamente “snobbato” da eventi di grande rilevanza.
Il sito Web ufficiale è questo: <<http://www.arrivanoiguru.com>>