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PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

mercoledì, 11 novembre 2009

mostra pilatsro-milano

Conoscere per fotografare. Fotografare per conoscere. È di certo questa prima frase a costituire il filo conduttore del lavoro a più mani esposto, frutto di un lungo lavoro che si è sviluppato dal workshop di sociale condotto dal fotografo Giulio Di Meo. Il corso è stato frequentato da una decina di persone di varie età e con esperienze fotografiche eterogenee tra loro. Durante le lezioni si è sviluppata un’ampia panoramica approfondita da momenti di dibattito su cosa si intenda reportage e la sociale.
Giulio Di Meo ha voluto trasmettere ai suoi allievi il concetto di “ sociale” interpretando la come necessità di una sensibilità, di un’etica, di un impegno particolare. Una che lui stesso afferma come “desiderosa di farsi carico delle lotte, della rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza; una impregnata da un’intensa umanità.” La “ sociale” quindi vuole essere una sorta di ricerca antropologica dove il fotografo viene immerso nel contesto che lo circonda, dovendosi inserire in tale realtà senza creare ulteriori difficoltà. Il contesto questa volta è stato il Pilastro, quartiere della periferia bolognese sorto negli sessanta con la costruzione di numerosi condomini di edilizia pubblica. E qui vivono tante persone che dal sud sono arrivate a Bologna nell’epoca del boom economico per cercare un lavoro. Oggi si mescolano a queste persone molti stranieri, protagonisti di esperienze simili, ma ogni volta uniche e singolari. Si amalgamano così vite diverse che creano un melting pot di culture e usanze provenienti da differenti luoghi del mondo. Ogni persona è lo specchio di percorsi differenti e condivide ora un presente comune. La vita si tocca, si vede e si percepisce nella quotidianità delle strade e dei parchi. Come il prato del parco Pasolini è punto di incontro di molti ragazzi che si incontrano qui, così dietro il “virgolone”, enorme edificio costituita da molti appartamenti e diversi piani, gli anziani lavorano gli orti comunali, riposano e giocano a carte seduti sulle panchine. “Pilastro” significa anche tenacia, costanza, fatica, e naturalmente credere nei propri mezzi e nell’energia che si respira quando ci si mette in gioco. Qui la palestra di Boxe e Muay Thai riunisce i giovani che passano i loro pomeriggi sognando di diventare dei campioni. Il Pilastro è anche sport, quello vero, che parte dal basso e nasce dalla passione. Una passione che unisce. Ed ecco le persone che ci hanno permesso di rappresentare qualche istante della loro vita. Queste fotografie vogliono gettare uno sguardo sulla realtà del Pilastro e. svelare cosa significhi farne parte. Vogliono aiutare a leggere oltre i confini di un quartiere che erroneamente viene etichettato come periferico, degradato e come luogo di disagio sociale. In questo racconto potreste scoprire una realtà diversa, non inquinata da pregiudizi e luoghi comuni. Una realtà che ci ha affascinato e sorpreso. Provateci, forse ne rimarrete colpiti.

Espongono: Roberto Brandoli, Filippo Carnevali, Lorenzo Ciancaglini, Sabrina Flocco, Laura Luppi, Enrico Migotto, Eleonora Minler, Nicola Sacco, Alessia Scarpa, Alberto Sola e Emanuele Vesentini.
Ecuador
Il sostegno alle comunità locali – cibo, ambiente e salute
Ucodep è impegnata dal 1995 in Ecuador, nell’area andina di Cotacachi (provincia di Imbabura) nella realizzazione di interventi di miglioramento dell’alimentazione e della produzione agricola delle comunità indigene. Nel 2002 si è iniziato a lavorare anche nella regione amazzonica nord orientale del paese al confine con la Colombia, la provincia di Sucumbios, dove si estende l’importante riserva naturale del Cuyabeno, nel settore della difesa dell’ambiente e della tutela della salute.
L’intervento di Ucodep in Ecuador è strettamente legato all’attività agricola e alla conservazione del patrimonio naturalistico della Foresta Amazzonica. Nel corso degli ultimi decenni il settore agricolo ha diminuito la propria redditività e la popolazione rurale ha dovuto fronteggiare l’aumento della povertà, l’impoverimento del suolo, il peggioramento delle condizioni ambientali e la riduzione della possibilità di accedere a servizi primari quali educazione e sanità. Inoltre, nella provincia di Sucumbios si è registrata una crescita dell’attività di estrazione del petrolio con gravi conseguenze ambientali. Sebbene esista un regime democratico fin dal 1979, il contesto socio economico dell’Ecuador è caratterizzato da instabilità politica cronica, da fratture interne al paese e forti influenze regionali nei partiti. Dal punto di vista ambientale l’Ecuador presenta un’immensa ricchezza naturale, una grande biodiversità e numerose risorse idrogeologiche e minerarie, tutto ciò minacciato dai cambiamenti climatici e dal crescente sfruttamento delle risorse energetiche, soprattutto del petrolio.
Tenuto conto di tutto ciò, Ucodep è intervenuta in Ecuador con sostegno all’agricoltura e alle comunità locali per lo sviluppo rurale e valorizzazione delle risorse del territorio, di tutela dell’ambiente e della biodiversità locale e di lotta alla povertà.
Nella regione Andina di Cotacachi vivono numerose comunità di Indios (circa il 60% della popolazione residente nella zona) che, tradizionalmente, si dedicano all’agricoltura di sussistenza. Tuttavia, in seguito alla riforma agraria introdotta negli ’60 dal governo militare, tali popolazioni si sono trovate costrette a coltivare terreni sempre più ridotti e in posizioni sfavorevoli, con il conseguente progressivo impoverimento dei campi e la riduzione delle varietà prodotte e della qualità dei prodotti. La conseguenza di tutto ciò è stato l’indebolimento del settore agricolo, la scarsa differenziazione alimentare e l’insorgere di malattie legate alla malnutrizione, l’emigrazione dalla campagna alla città, l’abbandono dei figli per ragioni lavorative e quindi la riduzione della frequenza scolastica.
L’area della Riserva del Cuyabeno presenta un altissimo valore naturalistico, floristico e faunistico. A causa della difficoltà di accesso a questa zona l’accesso ai servizi di base, tra i quali l’uso di acqua potabile e l’assistenza medica, è molto limitato. Lo sfruttamento delle risorse naturali, per molti degli abitanti della zona, rappresenta l’unica possibilità di reddito. Gli interventi di Ucodep si concentrano quindi in queste due zone con un approccio che mira, quindi, allo sviluppo agricolo nel rispetto delle risorse locali, della valorizzazione delle stesse, della difesa dell’ambiente e del rafforzamento dei piccoli produttori locali. Ucodep si dedica anche al supporto all’educazione primaria e alla tutela della salute locale, in un’ottica integrata di sviluppo locale.
Attualmente l’intervento di Ucodep in Ecuador è realizzato tramite gli uffici di Cotacachi e Lago Agrio. La fotografica Ecuador: Colori e Volti, organizzata dai volontari Ucodep di Milano, vuole ripercorrere appunto l’esperienza di 15 di Ucodep in Ecuador attraverso la natura, le persone e i colori che caratterizzano questo affascinante e variegato Paese. Il gruppo dei volontari Ucodep di Milano organizza e propone attività a sostegno dei progetti di Ucodep in Ecuador.
Per saperne di più di Ucodep e delle attività dei gruppo di Milano:
gtmilano@ucodep.org – www.ucodep.org
credits : Andrea Cianferoni, Ilaria Lazzarini, Demostenes Uscamayta Ayvar/Ucodep ©

Dal 13 al 28 Novembre 2009

Centro Sociale Barrio’s
via Barona, ang. via Boffalora, Milano
Per Info: tel.0289159255 – fax0289158280 – barrios@comunitanuova.it – www.barrios.it

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La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri a favore della ILO 169

martedì, 22 settembre 2009
La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La mano di Raffaella e di una donna boscimane

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà, senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)”
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una sul lavoro minorile in India e di una con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità, assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensiva”
Continua la Milandri:
“Ho raccolto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agire”
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’ alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 ”
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’ è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’ nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.”
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.”
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. ”

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corsi e workshop di fotografia

sabato, 5 settembre 2009

Dalla Lettura delle alla progettazione di un Portfolio

Seminario a cura di Sandro Iovine

Direttore della rivista Il fotografo

Saper leggere un’immagine fotografica è ancor più importante della capacità di realizzare una tecnicamente corretta. Gli aspetti tecnici infatti si possono agevolmente acquisire con un po’ di pratica o addirittura affidandosi agli automatismi. Diverso il discorso della progettualità che conduce allo scatto e soprattutto alla fase di selezione, vero momento in cui il fotografo amatore, o professionista che sia, deve mettere a frutto la sua capacità di riconoscere gli scatti significativi da quelli non funzionali all’espressione delle sue idee. Saper analizzare con un metodo le fotografieche realizziamo e quelle degli altri ci conduce ad un continuo perfezionamento del nostro modus operandi e il saper ragionare in forma preventiva consente di ottenere contenuti leggibili in modo chiaro da chiunque, per la progettazione di un portfolio.

E’ prevista la visione dei lavori dei partecipanti, con commento critico.

Quota di partecipazione a titolo di rimborso spese euro 50,00

Il seminario si terrà una domenica pomeriggio di ottobre 2009, full immersion.

La data sarà comunicata agli iscritti entro la metà del mese di settembre 2009.

. Lettura Periodica dei Portfolio

Selezione Fotografi Emergenti Rassegna 2010

Tra le finalità prioritarie dell’A.F.I., vi è quella di promuovere la giovane , selezionando autori, under 35, da proporre in una rassegna annuale dal titolo: “ Fotografi Emergenti Italiani ”.

A tale scopo, nel periodo settembre-dicembre 2009, saranno programmati una serie di’incontri di lettura dei portfolio, con l’intento di scegliere i lavori più meritevoli da presentare nel 2010 alla villa Pomini.

I colloqui si terranno su appuntamento, prenotando la propria lettura con gli esperti A.F.I., telefonando o scrivendo ai riferimenti sotto riportati.

Per informazioni e iscrizioni:

Corso di Paesaggio: tel. 347 5902640 e-mail: claudio.argentiero@alice.it

Corso Base: tel. 340 2603726 (ore 13/14 – 18/21) e-mail: fiorenzopellegatta@tiscali.it

Corso Base Digitale: tel. 348 4045892 e-mail: fabio_preda@yahoo.it

Corso Ritratto e Glamour: tel. 347 5902640 e-mail: claudio.argentiero@alice.it

Seminario con Sandro Iovine: tel. 347 5902640 e-mail: claudio.argentiero@alice.it

Lettura periodica Portfolio: tel. 347 5902640 e-mail: claudio.argentiero@alice.it

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Copenhagen Fashion Week nella capitale danese, ora la mostra Vintage prosegue nella galleria dell’Istituto Italiano di Cultura della città

giovedì, 20 agosto 2009

Presentata durante il Copenhagen Fashion Week nella capitale danese, ora la Vintage prosegue nella galleria dell’Istituto Italiano di Cultura della città. Sono di moda degli ‘80 e ‘90 tratte da servizi editoriali o pubblicitari. La stessa è stata presentata con successo a Varsavia e San Francisco.-”Quando fotografa una persona, e per la gran parte si tratta di donne, e spesso di fanciulle, si instaura fra di loro un rapporto che nulla ha più a vedere con la professione, un rapporto fatto di passionalità, di ammirazione reciproca, dove la modella sembra aprirgli le braccia per affidargli con affetto e fiducia la propria immagine e, ancora di più, l’esplorazione del proprio subconscio e la responsabilità di mostrarlo. Dalle traspare sempre un’atmosfera intima ed un segreto tra Franceschi e i suoi soggetti, anche quando non sono persone, ma paesaggi, case……
Da queste di Vintage traspare il suo carattere, la sua passione per il cinema, per la simbologia. Nulla delle sue composizioni è dovuto al caso, i riferimenti sono sempre evidenti ed ancor di più lo sono quelli al cinema ed in particolare alla stagione del bianco e nero dove luci ed ombre recitavano assieme gli attori…”-locandina-vintage

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L’Album di Maggie Taylor

sabato, 1 agosto 2009

pubblicato da Cut-tv in: Mostre e gallerie Photobucket

Maggie Taylor_Girl in a Bee Dress_2004

Signorine vestite di api, avviluppate alla vegetazione, perfettamente a loro agio tra le nuvole, uomini letteralmente ‘piantati’ in un prato e tanti altri personaggi poetici e surreali, popolano l’Album di realizzate dalla fotografa americana Maggie Taylor.

Considerata una delle pietre miliari della digitale contemporanea, Maggie Taylor sceglie i soggetti delle sue stampe, scansiona vecchie istantanee o disegni, le lavora, manipola e compone con Photoshop, dotandole di una dimensione quasi onirica, molto surreale e di uno spessore che fa davvero la differenza.

Maggie Taylor e il suo singolare linguaggio fotografico, hanno fatto un bel viaggio nel Paese delle Meraviglie di Carrol (scrittore, matematico e fotografo anche lui) e “Almost Alice”, che potete sfogliare sul suo sito, sembra perfetto per entrare in una dimensione incantevole.

Maggie Taylor Album
Maggie Taylor_Southern Gothic_2001 Maggie Taylor_Cloud sisters_2008 Maggie Taylor_Garden_2005 Maggie Taylor_The Herald_2006_Almost Alice

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“Sognare di Donne”

sabato, 25 luglio 2009

La Galleria Fotografica

“Luigi Ghirri”

di Caltagirone (CT)

Inaugura

Sabato 5 Settembre 2009 ore 18,30

Una fotografica di

MIGNON

turetta_marco_new-york_2003

“Sognare di Donne”
Fotografie di:
Fatima Abbadi
Ferdinando Fasolo
Roberta Lotto
Mauro Minotto
Giorgio Pandolfo
Giampaolo Romagnosi
Angelo Tassitano
Marco Turetta
Giovanni Umicini
Intervengono:

Francesco Pignataro
Sindaco del comune di Caltagirone

Giuseppe Pappalardo
Storico e critico della

Sebastiano Favitta e Attilio Gerbino
Curatori mostre della Galleria Fotografica “Luigi Ghirri”

Presentazione e Libro fotografico “Mignon – Sognare di Donne”
(POLYORAMA EDITORE – GENTE DI )

Dal 5 Settembre al 4 Ottobre 2009

(continua…)

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[invito] 25 luglio: mostra Schiavocampo al Civico Museo Parisi-Valle Maccagno

sabato, 25 luglio 2009
[in caso di problemi con la visualizzazione dell'invito cliccate qui]
Invito al vernissage della mostra Paolo Schiavocampo al Civico Museo Parisi Valle di Maccagno
invito inaugurazione sabato 25 luglio ore 18.00

PAOLO SCHIAVOCAMPO – ANGELI AL CONFINO

Il calendario di attività del Museo Civico di Maccagno, dopo alcune mostre tematiche e collettive, riprende il percorso espositivo monografico rivolto a personalità artistiche del nostro e nel territorio dedicando una personale a Paolo Schiavocampo.

Nato nel 1924 a Palermo, Schiavocampo dapprima studia Architettura a Roma e a Milano, poi, preferito l’indirizzo d’, si forma all’Accademia di Venezia, alla Scuola di Pittura di Guido Cadorin, e, allievo di Manzù, all’Accademia di Brera a Milano. L’esordio risale al 1950 a Roma alla Nazionale della Giovane Pittura Italiana. Inizia da allora un percorso lungo e intenso in campo internazionale e istituzionale con lunghi soggiorni all’estero a New York nel 1964 e in Germania a fine ‘90. Il percorso in pittura evolve dall’adesione poetica al Realismo Esistenziale degli ‘50 sino all’espressione informale, nell’assenza figurativa e nell’immediatezza di gesto e segno. Al sodalizio artistico con Salvatore Scarpitta e Giuseppe Spagnulo, coniuga anche una forte partecipazione intellettuale al fermento innovatore degli ‘60 e ‘70, maturando sempre più i caratteri di una personalità nitida che, dagli ‘80 si rende isolata nella riservatezza del lavoro.

Schiavocampo è protagonista e testimone dell’evoluzione artistica italiana, in particolare in ambito lombardo, nella seconda metà del XX Secolo. Dalla tematica sociale intesa in lettura realistica ed esistenziale, nel corso del , ha maturato in pittura una visione poetica dell’isolamento intellettuale, della solitudine della ragione dinnanzi alla roboanza delle cose, attingendo frequentemente al mondo classico e ai primordi della filosofia. La scultura, in parallelo, palesa attinenze al principio architettonico e sviluppa costantemente il concetto di aggregazione, dialogo e confronto collettivo, nel modello civile di agorà. L’opera, anche se risolta in dimensioni contenute, reca evidente in sé l’ideale di grande sviluppo, di opera civica, piazza o spazio d’incontro. In tale prospettiva si è realizzata buona parte del lavoro di Schiavocampo, approdato alla committenza di grandi monumenti. Personalità ricca e composita, dedita alla letteratura e alla musica, attraverso lunghi di insegnamento ha inciso nella maturazione delle più giovani generazioni e ancora oggi rappresenta un punto di riferimento nel corso dell’ e del pensiero artistico nel nostro .


A cura di Claudio Rizzi, con coordinamento Ad Acta e Patrocinio di Regione Lombardia e Provincia di Varese, la propone al pubblico una selezione di opere dipinte, circa quaranta, partendo da alcune citazioni degli ‘80 per proseguire poi nella coerenza di continuità degli ultimi . Un catalogo appositamente edito da Silvia Editrice, dotato di ampi apparati e completa documentazione delle opere esposte, illustra la figura e l’opera dell’artista.

MaccagnoPatrocinio Regione LombardiaPatrocinio Provincia di Varese


INAUGURAZIONE:
Sabato 25 luglio 2009 ore 18
Maccagno (VA)
Civico Museo Parisi-Valle
Via Leopoldo Giampaolo, 1

Apertura al pubblico:
26 luglio – 20 settembre 2009
Orari:
giovedì, venerdì, sabato,
domenica e festivi 10-12 / 15-19

Clicca qui per scaricare
il COMUNICATO STAMPA.

Paolo Schiavocampo Paolo Schiavocampo Paolo Schiavocampo Paolo Schiavocampo
Vergine in trono, 2007 Renana, 2008 s.t., 2007 Scudo, 2007
Ulteriori informazioni:
Civico Museo Parisi-Valle – Maccagno – Tel. 0332/561202 – fax: 0332/562507

www.museoparisivalle.itinfo@museoparisivalle.it
www.claudiorizzi.comwww.arteadacta.comadacta@tiscali.it

mappa per raggiungere Civico Museo Parisi-Valle Maccagno
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Sono aperte le iscrizioni ai CORSI DEAPHOTO STAGIONE 2009-2010 con inzio Settembre-Ottobre 2009

sabato, 4 luglio 2009
corsi-09-10-copia1
Sono aperte le iscrizioni ai CORSI DEAPHOTO STAGIONE 2009-2010 con inzio Settembre-Ottobre 2009
(iscrizioni ad esaurimento dei posti disponibili – dettagli nei link)
LINK INFO

Informazioni e iscrizioni:
Tel 0550517721 – Cell. 3388572459
www.deaphoto.itdeaphoto@tin.it
Allegato: Brochure dei Corsi 2009-2010
Cordiali saluti.
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CONTRO L’AIDS… TAGLIA CORTO!

sabato, 4 luglio 2009

cvmComunità Volontari per il Mondo

in collaborazione con

ADP – ASPeM – CELIM Milano – CISV – CMSR – CPS – MOCI -OSVIC -

Volontari nel Mondo FOCSIV
promuove

Concorso Nazionale

di video rivolto ad artisti under 30

CONTRO L’AIDS… TAGLIA CORTO!
LA SCADENZA E‘ PROROGATA AL 20 LUGLIO
La scadenza delle iscrizioni al Concorso nazionale di Video Contro l’AIDS… Taglia Corto! è stata prorogata al 20 luglio. Fino a tale data i giovani tra i 18 e i 30 potranno inviare i propri video.

Il concorso è stato promosso con l’intento di far riflettere i giovani sull’HIV e sull’AIDS, e sulle conseguenze drammatiche che questa malattia ha non solo nel sud del mondo ma anche in quello occidentale.

Lo scopo è rendere i ragazzi protagonisti della lotta globale contro la malattia, attraverso la realizzazione dei video, privilegiando temi quali:

la diffusione dell’HIV/AIDS nelle diverse regioni del mondo,
le cause (povertà, sottosviluppo) che rendono l’HIV/AIDS una questione sociale,
l’educazione sanitaria,
la prevenzione e l’accesso universale alle cure soprattutto per i giovani,
accesso all’informazione come strumento di conoscenza e prevenzione alla malattia,
l’adozione di stili di vita consapevoli per ridurre i rischi di contagio.
L’obiettivo è permettere a giovani ed adulti di conoscere le reali dimensioni dell’AIDS, di abbattere i pregiudizi che ruotano ancora intorno alla malattia, e di stimolare una presa di coscienza che spinga a valorizzare la salute e la vita come beni assoluti.

Le opere dovranno essere spedite in busta chiusa a CVM entro il 20 luglio rigorosamente in formato DVD.

Il concorso è una delle attività di “Per un futuro senza AIDS”, un progetto che è frutto di un’aggregazione della Federazione Volontari nel Mondo FOCSIV e che si realizza con il contributo del Ministero Affari Esteri DGCS, ufficio VII e il Patrocinio del Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Direzione Generale.

La manifestazione è organizzata dalla Comunità Volontari per il Mondo (CVM), in collaborazione con Amici dei Popoli (ADP), Associazione Solidarietà Paesi Emergenti (ASPeM), Centro Laici Italiani per le Missioni (CeLIM Milano), Comunità Impegno Servizio Volontariato (CISV), Centro Mondialità Sviluppo Reciproco (CMSR), Comunità Promozione Sviluppo (CPS), Movimento per la Cooperazione Internazionale (MOCI) e Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano (OSVIC).
Il regolamento completo è in allegato a questo comunicato

Info

Comunità Volontari per il Mondo

Piazza Santa Maria 4 – 60121 Ancona

Tel/Fax 071 202074

Email cvm@cvm.an.it

Web http://www.cvm.an.it

Ufficio Stampa Dario Ciferri

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La Firenze storica sara’ il fulcro di questa edizione del Premio IoRacconto

sabato, 4 luglio 2009
Brevi scritti, poesia e in bianco e nero per il premio IoRacconto 2009 e l’ prossimo la sezione musica!
La Firenze storica sara’ il fulcro di questa edizione del Premio IoRacconto, evento dell’ scorso che sta crescendo per l’interesse che ha scatenato: il Palagio di Parte Guelfa ospitera’ la fotografica.
Donatella Bellucci e’ la Coordinatrice del Premio Letterario IoRacconto, storie di nuovi talenti talenti scoperti in città: intento semplice, ma molto coinvolgente, come dimostra il successo che sta ottenendo.
Dice il nostro diretur Giancarlo Passarella…Mi sto occupando della visibilita’ giornalistica del Premio IoRacconto 2009, ma la maggior parte delle adesioni arrivano per il tam tam tra gli autori: quelli che si sono trovati bene l’ scorso, ritentano con nuovi progetti e poi passano la notizia agli amici che hanno nel cassetto idee, poesie, scritti, . Mi immagino cosa succedera’ l’ prossimo, se viene aperta anche la sezione musicale…
Ricordiamo che si ha fino al 30 Settembre 2009 per iscriversi gratuitamente e che la premiazione di ogni sezione del premio avverra’ nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio il 21 Novembre 2009: quindi il centro storico di Firenze e’ il parterre dove quest’ questo premio vi attende … da Palazzo Vecchio al Palagio di Parte Guelfa!
Anche quest’ puoi far vedere chi sei. IORACCONTO – Storie di nuovi talenti scoperti in città ti aspetta. Il grande successo della stagione precedente, oltre 1.000 copie vendute del libro, fa da trampolino per la nuova edizione, da quest’ Nazionale e allargata a Racconti, Poesia e in bianco e nero.
Seconda edizione Premio Nazionale IoRacconto – Firenze.
Ogni sezione si divide in categoria junior (fino a 18 non compiuti)
e categoria senior (dai 18 compiuti in poi).
* narrativa (sempre racconti brevi a tema libero max 5 pagine formato A5),
* poesia (max 40 versi metrica e tema liberi)
* in bianco e nero (max 4 stampe in b/n). Ogni autore può partecipare a una o più sezioni del premio.
Per ulteriori notizie, leggere l’articolo http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=16160&sz=5
Email address: info@giancarlopassarella.com
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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