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Articoli marcati con tag ‘africa’

Progetto Einstein per aiutare i bambini profughi

giovedì, 15 luglio 2010
listen it it Progetto Einstein per aiutare i bambini profughi

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Il Progetto Einstein è nato come un corso fotografico per i giovani di un campo profughi in Bangladesh. Il nome è stato scelto da uno dei partecipanti perché “nonostante Einstein fosse un profugo è riuscito a fare grandi cose”.

Ora il progetto si è espanso in altri stati come Sud Africa, Thailandia, Haiti e Guatemala e cerca di insegnare ai giovani in condizioni difficili l’arte e le tecniche per immortalare la propria terra. Alla fine del corso i lavori realizzati sono mostrati sia alla comunità locale sia a quella globale attraverso internet.

Lo scopo è quello di fornire a giovani una voce con cui farsi sentire per quanto riguarda i temi dell’educazione, diritti e sviluppo.

Via | BoingBoing

Progetto Einstein per aiutare i bambini profughi é stato pubblicato su clickblog alle 15:00 di martedì 13 luglio 2010.

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La povertà bianca in Sud Africa

giovedì, 15 luglio 2010
listen it it La povertà bianca in Sud Africa

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Quando si parla di povertà in Africa di solito si immagina un gruppo di persone di colore che sono state poco fortunate nella vita.

In Sud Africa il fotografo della Reuters, Finbarr O’Reilly, ha scattato una lunga serie di foto in una dei campi che raccoglie un grande numero di bianchi. Un fenomeno che è aumentato negli ultimi 15 anni anche se la maggior parte dei bianchi del paese continua ad avere un tenore di vita medio alto. Una galleria da guardare assolutamente.

Via | BigPicture

La povertà bianca in Sud Africa é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di sabato 10 luglio 2010.

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La macchia gialla, Witness Journal

martedì, 1 giugno 2010
listen it it La macchia gialla, Witness Journal

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Kumbha Mela di Jean Claude Manfredi e Stefano Morelli
Il Kumbha Mela è un pellegrinaggio Hindù di massa incentrato su bagni rituali nei fiumi indiani. Si celebra di volta in volta in un luogo differente a seconda della posizione di Giove e del Sole, in una delle quattro città indiane considerate le più sacre del paese: Haidwar in Uttarakhand, Allahabad in Uttar Pradesh, Ujjain, nel Madya Pradesh e Nasik, in Maharashtra. Tutte queste città si trovano sul Gange, su qualche altro fiume importante o alla confluenza tra diversi corsi d’acqua sacri.

L’esodo degli afgani di Matt Corner
Ormai da diversi anni Patrasso si è trasformata in un purgatorio per migliaia di profughi afgani che scappano dal loro paese e cercano di raggiungere clandestinamente in Europa continentale. I traghetti che collegano la città costiera greca a Bari e Ancona, sono l’unica strada possibile.

Guardiani del dolore di Marcello Russo
I VV.F sono stati e rimangono la spina dorsale degli interventi di carattere tecnico e emergenziale che sono stati attivati a seguito del terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila. 211.102 interventi a partire da quel tragico 6 aprile 2009. Loro sono ancora li anche a riflettori spenti. Non da tutti.

Askatasuna di Inheritance (Diambra Mariani e Valentina Merzi)
Anche a San Sebastian, come in ogni “barrio” delle città basche, c’è una Herriko Taberna: luogo di incontro, riunione e attività organizzate da e per i sostenitori della causa separatista. Uno dei tratti distintivi delle Herriko Tabernas consiste nei grandi salvadanai posti al centro del bancone destinati alla raccolta fondi per il finanziamento delle attività e per il supporto alle famiglie dei “presos” che proprio in questi luoghi spesso si incontrano.

Kurmancî di Luigi Mastromarino
Curdi, un popolo senza terra, una cultura relegata ai margini della società turca, una comunità oggetto di pratiche razziste. Soggetti ad una discriminazione sistematica, privati di servizi essenziali come la sanità e la scuola, soggetti ad una sorta di ghettizzazione su base linguistica, che prevede addirittura il divieto di registrare all’anagrafe i bambini con nomi di ascendenza curda e lo scioglimento cadenzato di tutte le formazioni politiche democratiche di ispirazione curda che cercano di aprire la strada al dialogo per la risoluzione del conflitto.

Le città nella città di Yara Nardi
Immagini e sensazioni di un viaggio a Gerusalemme, la “città santa” simbolo della contesa arabo israeliana. Un viaggio che inevitabilmente diventa un percorso a tappe in nome delle differenze: religiose, sociali e politiche.

Tenuta Santa Barbara di Antonio Faccilongo
Bracciano (Roma) 10 Luglio 2009 – Relived Horses è una Onlus nata su ideazione, stimolo e progetto dell’ex fantino Jacqueline Freda che ha creato a Bracciano in provincia di Roma, il primo centro di recupero e ricollocamento per cavalli da corsa “a fine carriera”, un modo per evitare a questi animali la soppressione.

Sahara Marathon 2010 di Massimo Valicchia
Campi profughi Saharawi – 22 Febbraio 2010 Una maratona nel mezzo del Sahara organizzata per ricordare al mondo la tragedia del Saharawi, l’ultima nazione africana a non aver conseguito del tutto l’indipendenza. Una prova sportiva unica non solo per la natura dei luoghi che attraversa ma anche e soprattutto per il messaggio che porta con sé.

Via | WitnessJournal

La macchia gialla, Witness Journal é stato pubblicato su clickblog alle 10:23 di martedì 01 giugno 2010.

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“PENTH-MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti

lunedì, 24 maggio 2010
listen it it “PENTH MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti

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Quando hai tutto ma ti sembra di aver perduto le cose importanti, è il momento di guardare altrove, lontano, o forse solo con più attenzione quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, alla quotidianità che non mente mai sulla nostra natura, sui bisogni imprescindibili che ci fanno percorrere tutti i giorni la strada giusta o quella sbagliata.

Questo bisogno di arricchire il proprio sguardo di quotidianità e punti di vista diversi può condurre ovunque, dal marciapiede sotto casa al villaggio aborigeno, ma puntare lo sguardo sul profondo legame che abbiamo con la terra, il territorio e quelle pratiche millenarie che hanno attraversato le soglie del tempo e resistito alle derive del progresso, ha il potere di mostrare l’essenziale, quello di cui abbiamo sempre avuto bisogno e dovremmo riscoprire o non dimenticare.

Un legame che la sensibilità di alcuni fotografi individua meglio di altri, e alle volte finisce per caratterizzarne lo sguardo e gli obiettivi, come nel caso dell’ingegnere e fotografo trentino Christian Cristoforetti, Mountain Forum Global Prize 2007 “ICIMOD”, che collaborando con istituti di ricerca etnografica e sociale e case editrici nazionali ed internazionali, ha ritratto tradizioni artigianali ed esistenze profondamente legate alla terra e ai suoi frutti, ha seguito le tracce dei grandi greggi transumanti dell’arco alpino, e raccontato la quotidianità dell’Africa rurale nel progetto in progress “PENTH-MI. Piazza della parola”.

PENTH-MI
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Dopo un ampio lavoro di indagine condotto tra i pastori “nomadi” dell’arco alpino nel quadro del progetto Alpinet Gheep, raccolto nel volume edito da Giunti “PASTORI NELLE ALPI. Storia e testimonianze” e in mostra al 57° Trento Film Festival, Christian Cristoforetti è partito per l’Africa, con l’obiettivo di condividere con il mondo intero le immagini, i ritmi e i rituali di un paese profondamente legato alla madre terra, sicuramente in antitesi con quello occidentale, ma forse proprio per questo da salvaguardare.

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Mentre una parte del mondo muore per far vivere a pochi un vita effimera, e l’Africa si impoverisce a causa di politiche economiche e sociali votate al profitto di paesi che contraccambiano con briciole e rifiuti, PENTH-MI, in lingua wolof (o Uolof) “piazza della parola” e nome della storica radio che nel corso degli anni settanta ha dato voce ai contadini del sud del Senegal, si propone di mostrare da una prospettiva diversa modelli di esistenza alternativi a quelli occidentali.

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Nel progetto rivolto alle comunità senegalesi che orbitano attorno al villaggio di Burukundà, nella fascia semi-desertica del Sahel, dove i villaggi rurali sorgono attorno al pozzo comune dell’acqua, e la comunità di agricoltori, pastori, pescatori, lavoratori stagionali e piccoli artigiani di popolazioni indigene provvede ad ogni bisogno, lontana anni luce da asfalto, illuminazione, criminalità e discriminazione, la fotografia in bianco e nero di Christian Cristoforetti, scelta per riproporre toni e atmosfere dei villaggi rurali africani di oggi come nelle immagini di inizio secolo, mostra le emozioni e i ritmi della quotidianità, rafforzata da interviste, leggende, proverbi e canzoni locali, nel tentativo di salvaguardarne una cultura tradizionale esclusivamente orale.

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Un grande progetto con l’obiettivo di “distribuire farmaci e vestiario di prima necessità, favorire la scolarizzazione di base, sviluppare un percorso di mediazione culturale, avviare un progetto di indipendenza alimentare che punta sullo sviluppo dell’allevamento e dell’agricoltura sostenibile, la realizzazione un nuovo pozzo comunitario per i villaggi, la costruzione di un piccolo magazzino per lo stoccaggio dei prodotti comuni dell’agricoltura, e la fornitura di bestiame e sementi per sanare la situazione di insufficienza alimentare, che interessa l’intera regione sin dalla siccità degli anni Settanta”.

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Un progetto in progress che beneficia del sostegno dell’associazione rurale Box Suxali Sunu Gox, partner locale del progetto “KOM – KOM”, promosso dalla Onlus di volontariato “La Savana”, che opera in Senegal con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, Assessorato alla Solidarietà Internazionale e alla Convivenza.

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Una selezione di immagini del reportage di “PENTH-MI”, è stata recentemente esposta nell’ambito della manifestazione di arte e giornalismo “Rintracciarti CARTA BIANCA: il diritto di sapere, il dovere di informare”, presso il Palazzo della Ragione di Mantova.

Dal 3 al 18 giugno, il Festival ECONOMIA di Trento ospiterà 37 stampe fine art (Epson Professional bianco nero, 50×70 cm) montate su lastra composita di alluminio (dibond) e 7 gigantografie su tela pittorica (180×180 cm) del reportage di Christian Cristoforetti negli spazi di palazzo Saracini Cresseri, ma le immagini itineranti a caccia di spazi pronti ad accoglierle e occhi desiderosi di guardare, potrebbero anche essere presto raccolte in un libro.

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Le fotografie raccontano l’arrivo nel villaggio di Burukundà e i ritmi della comunità nei giorni immediatamente successivi, e in un certo senso sono anche un omaggio a Mamadou, presidente della onlus “La Savana”, un tempo pastore peul del sud del Senegal, che la siccità ha spinto ad affrontare un viaggio clandestino attraverso l’Algeria, la Libia, la Grecia e infine l’Italia, e dopo quasi quaranta anni può far ritorno al suo villaggio portando con se un fotografo (Christian Cristoforetti), tanti progetti e un nuovo pozzo …

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CORPI MACCHINA:
Nikon D2X e D200

OBIETTIVI:
Nikon 10.5/2.8; 12-24/4; 18-200/3.5 – 5.6 VRII; 50/1.2; 300/2.8

LAMPEGGIATORI:
Flash Nikon SB900 e SB600

“PENTH-MI. Piazza della parola” di Christian Cristoforetti é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 24 maggio 2010.

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BeetleCam

martedì, 20 aprile 2010
listen it it BeetleCam

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William Burrard-Lucas e suo fratello Matthew si sono avvicinati alla fotografia naturalistica degli animali selvaggi in modo molto particolare.

Sono andati in Tanzania ed anziché posizionare la reflex vicino a corsi d’acqua per scattare quanto qualche animale passa davanti all’obiettivo hanno montato una Canon 400D su un auto radiocomandata, la BeetleCam.

Per ammorbidire le ombre del sole africano sono stati montati due flash ai lati della reflex come potete vedere dalla foto di copertina. Con questo sistema si sono potuti avvicinare e fotografare gli animali da un’angolatura completamente diversa.

Purtroppo per loro la voglia di fotografare una leonessa è stata fatale per la povera reflex. Le foto successive sono state scattate utilizzando una Canon 1D mark III e tenendosi a distanza dai felini.

Via | DPS

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UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

domenica, 22 novembre 2009
listen it it  UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

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Maurizio Marcato – “NAMIBIA: ONE AFRICAN PHOTOWAY”

sabato, 5 settembre 2009
listen it it Maurizio Marcato   NAMIBIA: ONE AFRICAN PHOTOWAY

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Maurizio Marcato - “NAMIBIA: ONE AFRICAN PHOTOWAY”

03 – 26 / 09 / 2009

Opening:  03 / 09 / 2009

h. 19.00

Giovedì 3  Settembre  2009  wavephotogallery inaugura alle ore 19,00 presso la sua sede di via Trieste 32/a,  la mostra del fotografo  Maurizio Marcato:  ”NAMIBIA: ONE AFRICAN PHOTOWAY”.

Maurizio Marcato presenta il suo nuovo progetto “NAMIBIA: One African Photoway”. Una mostra fotografica suggestiva e coinvolgente, un reportage di viaggio realizzato in collaborazione con il consolato della Namibia in Italia, grazie al quale è stato  realizzato un libro dallo stesso titolo. Un omaggio ad una terra affascinante, misteriosa e magica.

Namibia, un paese affascinante, dagli scorci mozzafiato, dai contrasti accesi, è raccontato attraverso l’obiettivo del fotografo Maurizio Marcato. Immagini suggestive ed emozionanti che diverranno un libro, un vero racconto di viaggio che vuole trasmettere al grande pubblico la magia di questo meraviglioso luogo nel cuore dell’Africa.

L’evento è in collaborazione con il Consolato della Namibia in Italia e il Mima International Image Distric di Verona.

Per ulteriori informazioni:

Ilenia Zane -  Ufficio stampa


WAVE PHOTOGALLERY
Via Trieste 32,a
25121 Brescia
Tel. +39 030 2943711
info@wavephotogallery.com
www.wavephotogallery.com

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Nuova spedizione in solitaria in diretta su Facebook

mercoledì, 19 agosto 2009
listen it it Nuova spedizione in solitaria in diretta su Facebook

96f9d79db1e61ef126e598bd5f1cc6f2 Nuova spedizione in solitaria in diretta su Facebook Saranno in più di 1000 (incluse alcune tv e radio private) a seguire su Facebook in diretta
la prossima avventura di Raffaella Milandri,
viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto.
Dopo Australia, Alaska, Tibet, Nepal, la meta ora è il Botswana ,
in Africa. Partenza domenica 23 agosto.
"Pochissimi viaggiatori hanno affrontato quelle zone in solitaria
(Okavango, Kalahari, Limpopo) e molto probabilmente sono l'unica donna"
dice Raffaella Milandri.
Abbiamo chiesto come è la preparazione per un viaggio in solitaria, ecco i dettagli.
Mappe e guide alla mano, Raffaella Milandri ha valutato un percorso di massima,
temperatura e condizioni climatiche, condizioni delle strade, eventuali pericoli,
equipaggiamento e mezzi di trasporto.  Solito check up dei vaccini con la aggiunta
di quello per la febbre gialla e profilassi antimalarica , sotto il consiglio dell’utilissimo
Centro Medicina del Viaggiatore offerto dal SSN. Ha prenotato solo il volo e noleggiato un fuoristrada con GPS,
contattato l’Ambasciata Italiana competente per le emergenze. In valigia: borsa di medicinali ampia e generosa, repellente per insetti ed energetici a rilascio immediato. Kit di pronto soccorso.
” Il mio bagaglio più importante è costituito da tre cose:
il sorriso, un profilo basso e il mio sesto senso ” dice la Milandri.
"Il mio viaggio, oltre ad essere una spedizione in fuoristrada di 5000 km,
ha anche il fine di raccogliere immagini e testimonianze a fini umanitari.
La fotografia è per me soprattutto uno strumento sociale, che
evidenzi realtà distrutte da una globalizzazione avida di denaro e povera di Progresso.
La fotografia è anche uno strumento di aiuto economico e umanitario:
ringrazio la ANFFAS Onlus di Varese che, chiedendomi alcune foto in dono
per una mostra fotografica con asta di beneficenza che si terrà ad ottobre,
mi ha dato modo di contribuire in modo fattivo alla loro causa. ”
La Milandri ha già al suo attivo una mostra sul lavoro minorile in India,
e una su Nepal e Tibet,  con asta di beneficenza, in favore di un centro di anziani nepalesi
senzatetto.
Al rientro dal viaggio la viaggiatrice annuncerà una mostra  su
alcune tematiche sociali  e umanitarie.
“Per scaramanzia ne parliamo quando torno”
Il link all'evento su Facebook per seguire il suo viaggio è
http://www.facebook.com/editevent.php?picture&eid=118743176361#/event.php?eid=118743176361


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wavephotogallery: prossime inaugurazioni

sabato, 25 luglio 2009
listen it it wavephotogallery: prossime inaugurazioni

PROSSIME INAUGURAZIONI:

Maurizio Marcato

NAMIBIA: One African Photoway

03 – 26 Settembre/September 2009

Opening: 03 Settembre/September 2009 h. 19.00

Un Paese affascinante, dagli scorci mozzafiato, dai contrasti accesi, raccontato attraverso l’obiettivo del fotografo Maurizio Marcato. Immagini suggestive ed emozionanti che diverranno un libro, un vero racconto di viaggio che, patrocinato dal Consolato della Namibia in Italia, vuole trasmettere al grande pubblico la magia di questo meraviglioso luogo nel cuore dell’Africa.

A charming Country, with breathtaking glimpses and light contrasts, told through the camera lens of the photographer Maurizio Marcato. Suggestive and exciting images that will become a book, a trip story that, supported by the Consulate of Namibia in Italy, aims to communicate to the audience the magic of this wonderful place,

located in the middle of Africa.

Cheyco Leidmann

THE CHEYCO LEIDMANN CODE

“SYZYGY”

03 Ottobre/October – 21 Novembre/November 2009

Opening: 03 Ottobre/October 2009 h. 18.00

Cheyco Leidmann è conosciuto per la forza delle sue immagini, per l’esuberanza e per la qualità del suo lavoro. Le sue fotografie mostrano i misteri che ci circondano rendendo pubblici gli eccessi e le contraddizioni del mondo.

Negli anni ’80, grazie alla pubblicazione “Foxy Lady”, divenuta poi libro di culto, l’opera di Leidmann diventa immediatamente riconoscibile per un nuovo stile fotografico all’avanguardia.

I colori surreali, la provocazione e l’impudenza diventano la sua firma.

A “Foxy Lady” seguono sette volumi monografici.

Oggi il suo lavoro colpisce ancora l’osservatore, anche se Cheyco Leidmann ci appare diverso da come lo conoscevamo: le sue immagini hanno sostituito una certa ironia iniziale con un senso di “suspense inquietante”.

La sua nuova pubblicazione TOXYTT esplora il contesto sociale. Attraverso immagini costruite, l’autore affronta il tema della pazzia, della violenza, dell’oscenità, della rabbia, del sesso e della furia in tutti i loro aspetti, dal reale al surreale. Immagini che appaiono talvolta “sublimi”, ma sempre conturbanti.

Il suo lavoro ha vinto numerosi premi, tra cui il New York Creative Directors Club Gold Award.

Cheyco Leidmann vive e lavora tra Parigi e gli Stati Uniti ed è aiutato, nel suo lavoro, dalla sua collaboratrice creativa Ypsitylla von Nazareth.

Cheyco Leidmann’s trademark name as a visual artist, stands for the strength and power of the images and the quality and vigour of his work. Leidmann’s work revels in excess and contradiction; it explores the mysteries that surround him.

In the 1980s, with the publication of his worldwide cult bestseller, *Foxy Lady,* Leidmann established an immediately recognizable new visual style of cutting edge expressionism.

He marked the universe of photography with his hyper real colours, his impudence, and his provocations.

Seven monographs followed.

Today his work incites the viewer more than ever, but he has replaced his tongue-in-cheek playfulness with the hard edges of anguish and expectancy.

His newest publication *TOXYTT* are primarily staged visuals which explore their social context. Each composition, each image has an urgent appeal: to witness a world of insanity, violence, obsession, rage, sex and fury in all their aspects between fantasy and surrealism. The results are sometimes sublime, always disturbing.

His work has garnered several prestigious awards, amongst them the New York Creative Directors Club Gold Award.

Cheyco Leidmann lives and works between Paris and the USA.

Leidmann is accompanied by his creative collaborator Ypsitylla von Nazareth.

INFO e MATERIALI STAMPA:

Press contact Ilenia Zane Tel. 030/ 29 43 711

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Ci risiamo…AAA Vecchie macchine fotografiche digitali cercasi… per l’Angola e l’Abruzzo

domenica, 28 giugno 2009
listen it it Ci risiamo...AAA Vecchie macchine fotografiche digitali cercasi... per lAngola e lAbruzzo

28fe76e8c8b25847c92032f506c361f0 Ci risiamo...AAA Vecchie macchine fotografiche digitali cercasi... per lAngola e lAbruzzoSalve,
siamo Marco e Serafina dalla Toscana e siamo di nuovo a disturbare per la ricerca di macchine fotografiche digitali anche usate.

Dopo le belle esperienze vissute nel 2007 in Cambogia e nel 2008 in Perù siamo pronti a rimetterci in viaggio

In Cambogia e più precisamente a Siaonoukville grazie alla Fondazione Aiutare i Bambini (www.aiutareibambini.it) avevamo tenuto un corso di fotografia presso il Centro per ragazzi di strada di M’Lop Tapang (di seguito ci sono i link per scaricare le foto scattate dai ragazzi durante il corso) mentre in Perù abbiamo organizzato un corso di fotografia per due gruppi di ragazzi a Tambo de Mora (Provincia di Chincha, Dipartimento di Ica) un delle zone più colpite dal terremoto del 15 agosto 2007.

Ora siamo quasi pronti per partire alla volta dell’Angola, paese sconvolto da 27 anni di guerra civile che hanno seminato caos, povertà, morte e tanti orfani e ora tigre d’Africa con un impetuoso e diseguale sviluppo economico.

A cavallo di luglio ed agosto organizzeremo due corsi di fotografia, il primo a Ganda, una cittadina a circa 200 km da Benguela, seconda città del Paese, presso il Progetto di reinserimento socio-infantile (PISI), finalizzato all’assistenza degli orfani di guerra e dei bambini soldato e sostenuto dalla Fondazione Aiutare i Bambini.

http://www.aiutareibambini.it/component/progetti/view/160-adozione-a-distanza-dei-bambini-di-ganda

(continua…)

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invito Mario Cravo Neto “Mystic Tales”

sabato, 23 maggio 2009
listen it it invito Mario Cravo Neto Mystic Tales

Siamo lieti di annunciare la mostra antologica “Sandy Skoglund. The Artificial Mirror”

Palazzo Giovanelli, Santa Croce  1681/ Venezia in concomitanza con la 53° Biennale di Venezia, 5 giugno – 13 settembre 2009

SCOPE BASEL JUNE 8-14 09 BOOTH  C114, SANDY SKOGLUND E MICHAL MACKU

PaciArte contemporary

Via C. Cattaneo 20/b

25121 Brescia – Italy

Tel. Fax  +39 030 2906352

info@paciarte.com

www.paciarte.com

martedì – sabato 10-13 / 15.30-19.30

Tuesday-Saturday 10/1p.m. – 3.30 p.m./

MARIO CRAVO NETO “ MYSTIC TALES”

Opening 28 maggio- 28th may 2009

h.19/21.00 – h.7.00/9.00 p.m

PaciArte contemporary Invita la SV alla mostra:

Mario Cravo Neto

Mystic Tales- Mistici racconti

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MOSTRA                                 MARIO CRAVO NETO –  MYSTIC TALES- Mistici racconti

ARTISTA                                 MARIO CRAVO NETO

INAUGURAZIONE                    Giovedì 28 Maggio 2009 ore 19.00/21.00

PERIODO                                28 Maggio – 27 Settembre 2009

CATALOGO                            Edizioni PaciArte , testo critico a cura di Giuliana Scimé

SEDE                                       via C.Cattaneo 20/b – 25121 Brescia – Italy

Tel/Fax +39 0302906352

info@paciarte.com

www.paciarte.com

ORARI                                     Martedì-Sabato 10/13 – 15.30/19.30

PaciArte contemporary presenta uno dei maggiori artisti Brasiliani di fama internazionale: Mario Cravo Neto.

La sua fotografia attraverso l’eleganza delle linee e la raffinatezza del bianco e nero ci trasporta in una dimensione sospesa ed ovattata, dove i corpi e gli oggetti assumono un aspetto intimo e mistico, trasmettendo un senso di pace.

Le sue opere, realizzate attraverso un chiaroscuro dai toni scurissimi ed un bianco candido, si rivelano con la luce come fossero bassorilievi, in una serie di ritratti che mostrano una faccia del Brasile e le sue tradizioni.

Attraverso corpi che ci ricordano le radici africane di Bahia, una sensualità intrinseca ed un misticismo che richiama il rapporto tra l’uomo e la natura.

La mostra ripercorrerà gli ultimi venti anni del suo lavoro, attraverso le opere più significative, tra le quali ad esempio: Eduardo with dagger, Voodoo Child, Sacrifice II….

All’inaugurazione verrà presentato il catalogo con testo critico a cura di Giuliana Scimé.

Miriam Tognazzi

Immagine in alto:Sacrifice II,1989

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Concorso Nazionale: CONTRO L’AIDS. TAGLIA CORTO!

venerdì, 15 maggio 2009
listen it it Concorso Nazionale: CONTRO LAIDS. TAGLIA CORTO!

Comunità Volontari per il Mondo

in collaborazione con

ADP – ASPeM – CELIM Milano – CISV – CMSR – CPS – MOCI -OSVIC -

Volontari nel Mondo FOCSIV

promuove

Concorso Nazionale

di video art rivolto ad artisti under 30

CONTRO L’AIDS… TAGLIA CORTO!

La Comunità Volontari per il Mondo (CVM) promuove il Concorso Nazionale di video art Contro l’AIDS… taglia corto! La manifestazione è organizzata in collaborazione con Amici dei Popoli (ADP), Associazione Solidarietà Paesi Emergenti (ASPeM), Centro Laici Italiani per le Missioni (CeLIM Milano), Comunità Impegno Servizio Volontariato (CISV), Centro Mondialità Sviluppo Reciproco (CMSR), Comunità Promozione Sviluppo (CPS), Movimento per la Cooperazione Internazionale (MOCI) e Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano (OSVIC).

Il concorso si rivolge a giovani artisti (o gruppi) tra i 18 e 30 anni che hanno fatto del video il proprio strumento di espressione privilegiato

Le opere dovranno essere spedite in busta chiusa a CVM entro il 30 giugno rigorosamente in formato DVD.

(continua…)

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