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paesaggi africani

Articoli marcati con tag ‘africa’

Viaggio fotografico in Etiopia: 10-25 aprile 2012

lunedì, 5 dicembre 2011
listen it it Viaggio fotografico in Etiopia: 10 25 aprile 2012

08980455c2a187000be7951183443cc9 Viaggio fotografico in Etiopia: 10 25 aprile 2012Programma_Etiopia_workshop

Buongiorno, in allegato .pdf il programma del workshop fotografico in Etiopia che ho organizzato per aprile 2012, avvalendomi della direzione tecnica di una titolatissima agenzia romana, la Sistina Travel e di quella organizzativa sul posto affidata al più noto e serio tour operator locale, la Greenland. Si tratta di un viaggio assolutamente straordinario, per la bellezza delle sue mete naturalistiche, ma anche perché offre l’occasione di incontrare alcuni degli affascinanti popoli tribali che vivono in questo angolo del Continente Nero. L’Etiopia è, indubbiamente, l’Africa vera, e, dal punto di vista umano e fotografico, un’esperienza assolutamente irripetibile e coinvolgente. Il tour dura due settimane e si incentra sulla visita al Nechisar National Park e all’Omo National Park, sulle cui montagne vive l’etnia Surma. Ma offre motivi di grande interesse anche durante gli spostamenti, altrettanto interessanti ed emozionanti, che mostrano uno spaccato assolutamente realistico della vita delle persone in questo grande paese africano. Tutti i dettagli del viaggio, i prezzi e le modalità di iscrizione (che sono aperte) nel pdf.
A presto… in Africa!
Roberto

www.robertonistri.com

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Potpourri di agosto è online

martedì, 13 settembre 2011
listen it it Potpourri di agosto è online

“… e ad ogni epoca siamo sempre bambini”

 

ff960eaf705f73c4aa92db91755785c4 Potpourri di agosto è online

 

Potpourri di agosto è online

 

In questo numero:

Homo sapiens, Africa tra noi e gli ultimi, Kosovo verso un nuovo viaggio, l’unicità dello sguardo, guerra mondiale ieri e oggi, ricordi d’infanzia in polaroid, castelli medievali di Sicilia, illustrazioni e sempre tanta fotografia. Buona visione!

 

Sfoglialo online

www.potpourrimensile.com/it/mensile-online.html

 

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“… and we are children in every age”

 

Potpourri of August is online

 

In this issue:

Homo sapiens, Africa between us and last people, Kosovo toward a new journey, uniqueness of the glance, world war past and present, polaroid childhood memories, medieval castles in Sicily, illustrations and always plenty of photography. Enjoy!

 

Browse online

http://www.potpourrimensile.com/en/monthly.html

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Workshop fotografico in Dancalia (Etiopia)

domenica, 22 maggio 2011
listen it it Workshop fotografico in Dancalia (Etiopia)

Workshop fotografico in Dancalia con il fotografo Marcello Libra.

Dal 24 Dicembre 2011 al 03 Gennaio 2012

Il viaggio.
Questo viaggio fotografico parte dalla città di Makalè, che raggiungiamo in volo, per raggiungere il villaggio di Ahmed Ela. Qui ci troviamo già ai margini della piana del sale, completamente immersi in questo paesaggio incredibile. Ci inoltriamo nella regione della Dancalia in direzione del monte Assale e del lago “mobile” di Karoum. Faremo un trekking di mezz’ora per giungere alla collina di Dallol dove sorgenti calde, cumuli di zolfo, vasche acide, sali e geyser creano un panorama indescrivibile. Faremo campo presso il vulcano Erta Ale che con la sua caldera di lava a cielo aperto costituisce un soggetto fotografico unico.
In questo susseguirsi di paesaggi naturali sorprendenti sarete accompagnati dal fotografo Marcello Libra. Con Marcello questo viaggio assumerà un valore formativo di alto livello: effettuerete una spedizione fotografica in uno dei territori naturali più caratteristici dell’Africa avendo un professionista a vostra disposizione.
Il fotografo Marcello Libra
Marcello Libra è nato nel 1959 a Vercelli, dove vive tuttora. Ha lavorato dal 2002 al 2009 per la White Star Edizioni come Photo Editor e inviato speciale. La sua specializzazione è la fotografia naturalistica e ha realizzato servizi in Europa, Africa, Asia, America ed Antartico. Negli ultimi anni ha scoperto la fotografia aerea. E’ collaboratore fisso della rivista Oasis. Le foto di Marcello Libra, sono state pubblicate su numerose riviste nazionali ed estere – Oasis, Asferico, Piemonte Parchi, Natur Foto (Germania), Animan (svizzera), Le Figaro (Francia), Naturae magazine – ed utilizzate per copertine e calendari. Egli ha pubblicato nove libri e con le sue foto ha contribuito alla realizzazione di molti altri con le case editrici White Star, National Geographic, Pubblinova Edizioni Negri e Input Edizioni.

Per visionare il programma dettagliato e per ricevere altre informazioni visitate il nostro sito:

http://www.desartica.com/index.php?view=details&id=60%3ADancalia&option=com_eventlist&Itemid=225&lang=it

Contatti:

www.desartica.com

pier@desartica.org

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Giornata mondiale della Libertà di stampa, vent’anni dopo la Dichiarazione di Windhoek

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

f7e404ed14d89f54aa26ccd78b1e46a3 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di WindhoekOggi è il 3 maggio 2011, ventesimo World Press Freedom Day: è la giornata mondiale della libertà di stampa. Perché si festeggia proprio oggi? Perché risale al 3 maggio 1991 la Dichiarazione di Windhoek – la trovate sul sito Unesco – una carta destinata a delineare il futuro degli stati africani in tema di libertà di stampa.

A leggerla cosa ci troviamo? Troviamo molti punti ancora attuali: se pensate che tutto ciò fu pensato per l’Africa del 1991, un continente a pezzi forse ancora più di quanto lo è oggi, fa un discreto effetto notare come alcuni dei punti del manifesto siano perfettamente applicabili anche all’Italia del 2011, e non solo.

Naturalmente nella Dichiarazione di Windhoek manca qualcosa senza cui non leggereste questo post: internet. Le libertà digitali, le infinite possibilità che la rete offre alla libertà di espressione e di stampa erano chiaramente impensabili vent’anni fa in Europa, figuriamoci in Africa: proviamo ad approfondire dopo il salto.

Il primo punto riprende la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: sostiene che la presenza di una stampa libera, indipendente e pluralistica sia essenziale allo sviluppo e al mantenimento della democrazia di una nazione – oltre che allo sviluppo economico.

Il secondo punto spiega cosa si intenda per stampa libera: una stampa indipendente da controllo governativo, politico, economico. Ecco: già a questo punto, qualche riflessione sull’Italia del 2011 inizierei a farla. Ma è al terzo punto della Dichiarazione che si descrive un Paese che conosciamo abbastanza bene: quello in cui viviamo.

Traduco “per stampa pluralistica, intendiamo la fine dei monopoli di ogni tipo, e l’affermazione del maggior numero possibile di quotidiani, magazine, e periodici che riflettano il raggio più ampio possibile di opinioni della comunità”. Ecco: sentire “fine dei monopoli” e pensare al sistema televisivo italiano…

Fa pensare un po’. Di fatto quello italiano non è un monopolio in senso stretto, ma non definirei esattamente Rai e Mediaset come concorrenti. È un amichevole oligopolio quello che si spartiscono, molto, molto amichevole. Ricordiamoci sempre: Dichiarazione Windhoek, Namibia 1991. Questo post: Milano, Italia 2011.

Ed è un oligopolio particolarmente problematico in quanto è tramite la televisione che la maggior parte degli italiani riceve informazioni e si forma un’opinione – Sartori aveva tratteggiato perfettamente in Homo Videns questa tendenza – Più della carta stampata, più naturalmente del web, territorio ancora relativamente libero. Libero davvero? Il web? Libero, più o meno.

Certo, la situazione italiana non è sicuramente quella che ci ha raccontato ieri Eleonora Bianchini – reduce dall’incontro MediEncounter ad Alicante – dove si sono ritrovati gli attivisti del Mediterraneo protagonisti delle rivoluzioni in Libia, Tunisia o Egitto. Rispetto a loro dovremmo stappare champagne: rispetto ad altri Paese europei, decisamente no.

Quanto si desideri chiudere un po’ il rubinetto della libertà sulla rete è evidente: pensate al Decreto Pisanu, per esempio. Decaduto? Magari: come potete leggere per esempio in questo pezzo di Guido Scorza su Wired del 31 gennaio 2011. Un decreto che potete immaginare così: come se ogni volta che salite in macchina, qualcuno vi controllasse la patente. L’impressione è che la tentazione di un giro di vite anche sul web sia forte.

Ma anche che quello stesso web conti ancora poco, e che sia più interessante mantenere il pallino del gioco in un altro campo, più facilmente gestibile: quel campo è la tv. Perché la carta stampata conta, sì – parlo dell’Italia – ma la partita del consenso vero si gioca in un altro campo, quello catodico. La bandierina meglio tenerla ancora lì.

Sono i dati usciti da Freedom House a metà aprile scorso – qui il pdf integrale – quelli in cui si descrive l’Italia come libera sul web – ecco il pdf – mentre la stessa organizzazione ci descriveva nel 2010 come “partly free” – qui pdf integrale 2010 – per quanto riguarda la libertà di stampa “tradizionale” a confermarlo indirettamente.

Una classifica quest’ultima nella quale ci troviamo in maniera imbarazzante indietro, ultimi tra i Paesi dell’area Euro insieme alla Turchia: per un quadro più completo, Fabio Chiusi scrisse questo ottimo post a riguardo. Buon 3 maggio a tutti.

Giornata mondiale della Libertà di stampa, vent’anni dopo la Dichiarazione di Windhoek é stato pubblicato su Clickblog.it alle 11:26 di martedì 03 maggio 2011.

 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek
 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek  Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

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Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux

domenica, 10 aprile 2011
listen it it Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux

TERRE DES LIONS by Laurent Baheux WILDLIFE IN… di pseudololo

Laurent Baheux non è il primo fotografo conquistato dall’Africa e dai ritmi della natura selvaggia minacciata dall’uomo, ma è tra quelli che con il proprio lavoro contribuisce a sostenere iniziative e organizzazioni impegnate a preservarla.

Sostegno fornito alla conservazione della biodiversità, e alla protezione di quel regno animale protagonista incontrastato dei suoi intensi scatti in bianco e nero, e di quella Terre des Lions, raccolta anche in una edizione tutta da sfogliare edita da Altus.

Nella slide video e nella gallery potete fare un piccolo viaggio nel cuore del continente bianco/nero del fotografo francese, insieme a leoni, elefanti, leopardi, bufali, zebre, giraffe, ippopotami, iene, scimmie … che non devono scomparire …

Laurent Baheux
de55300945dc0d6d3181ae91aa76b4a8 Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux 0f5956821a7cd6b13a48f1022133446a Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux cc8edf306f796bde1df3da597a6e11a4 Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux d69e30bff32170550286755192e70cff Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux

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Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux é stato pubblicato su clickblog alle 09:09 di sabato 09 aprile 2011.

 Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux
 Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux

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 Nella Terra dei Leoni con Laurent Baheux

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FNUR evento: 21 dicembre, ingresso libero

venerdì, 17 dicembre 2010
listen it it FNUR evento: 21 dicembre, ingresso libero

Titolo Evento: FNUR evento: 21 dicembre, ingresso libero
Autore: Roberto Nistri
Data Evento: 21 Dicembre 2010 (Evento singolo giornaliero)

Locandina evento FNUR 21 dicembre 2010

FNUR evento
“Last Shot. Africa capitolo 1”, proiezione fotografica di Marco Pieroni & “Landscapes”, le migliori foto di paesaggio dei soci FNUR.

Martedì 21 dicembre, Università La Sapienza, Roma, Facoltà di Geologia, aula di Geochimica.
Apertura mostra ore 18. Proiezione ore 18,45.
Ingresso libero.
Per tutte le informazioni: www.fnur.it, info@fnur.it.

Cordiali saluti.

FNUR (Fotografi Naturalisti Università di Roma)

Clicca qui per visualizzare l’evento sul calendario

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Taylor Wessing Photographic Portrait Prize 2010

martedì, 16 novembre 2010
listen it it Taylor Wessing Photographic Portrait Prize 2010

de093f8a9598b283d1df15d83e6834d5 Taylor Wessing Photographic Portrait Prize 2010

La caccia, l’intimità spudoratamente casuale ed esplicita, l’obesità infantile, la prostituzione, si sono aggiudicati i primi premi dell’ultima edizione del Taylor Wessing Photographic Portrait Prize, ma sono dolo alcune delle suggestioni presenti nelle 60 fotografie del tour espositivo organizzato dal National Portrait Gallery.

Il Taylor Wessing Photographic Portrait Prize 2010 è andato a Huntress and Buck di David Cancelliere, e alla giovane amazzone americana a caccia in Sudafrica con bottino di Antilope al seguito, mentre il secondo premio lo ha ‘guadagnato’ il momento intimo condiviso da Panayiotis Lamprou con Portrait of my British wife, il nudo integrale che state guardando nella versione ‘epurata’, senza vagina, resti di pranzo, riferimenti alla casualità del contesto, e invita a riflettere sui confini tra arte, voyeurismo e pornografia, o se preferite tra quello che è lecito e proibito.

Il prestigioso premio ha riconosciuto un terzo posto alle gemelle tossicodipendenti (da farmaci per l’insonnia?) e prostitute Tic Tac and Tootsie (twin sisters Carroll and Shelly McKean) di Jeffrey Stockbridge, e il quarto all’obesità infantile ritratta da Abbie Trayler-Smith, mentre il primo premio della sezione Elle 2010 è andato a Chiara Shilland con il ritratto di Merel. A vincere sembrano quindi essere le provocazioni di ogni genere ..

Taylor Wessing Photographic Portrait Prize 2010 é stato pubblicato su clickblog alle 11:11 di giovedì 11 novembre 2010.

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Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

lunedì, 18 ottobre 2010
listen it it Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

b658ff1b761366946b50def1834d7935 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Appagando contemporaneamente le mie passioni per l’Africa, gli studi antropologici, la fotografia e le pubblicazioni fotografiche, oggi dedico una segnalazione ad Angela Fisher e Carol Beckwith, che da oltre trenta anni vivono a stretto contatto con le etnie indigene africane cercando di preservarne rituali e memorie che rischiano di scomparire.

Dopo tante foto e pubblicazioni straordinarie dedicate a quei riti e quelle tradizioni tribali millenarie, che la loro fondazione African Ceremonies Inc è impegnata a sostenere con i proventi di vendite e iniziative, alla pregevole collezione si aggiunge una nuova pubblicazione sui Dinka del Sudan Meridionale.

Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan, arricchire peraltro lo scaffale della Modernbook Editions, con immagini e i rituali di un popolo straordinario che ha prosperato con l’allevamento e il commercio di bestiame, fino a quando la guerra civile del Sudan ne ha messo a rischio usi e costumi. Immagini entusiasmanti in mostra alla Modernbook Gallery di San Francisco fino al 27 novembre, che grazie a loro potete sbirciare in questa gallery.

Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan
7402cceccbe50908cdd1c4ff5bfe3575 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan c6abee5a00047ab440cd53b21700c042 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan a30e8dcbbc1b6dbe1fc756a6b38e999e Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan af7684bc4e07930863c877ca53ac037d Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Nelle immagini, un popolo con un profondo legame fisico e spirituale con la terra e gli animali, e una devozione per le loro mucche dalle grandi corna addirittura leggendaria.

Una tribù di pastori che per anni ha proliferato in un territorio esteso tra il Nilo Bianco e gli affluenti Bahr el Ghazal a occidente e il Sobat a oriente, fra i distretti di Wau e Bor, dormendo e vivendo in mezzo alla mandria, dando ai bambini il nome dell’animale preferito dal genitore, e soffiano nella vagina delle mucche per favorirne la fertilità.

Un popolo infinitamente bello, se mi concedete l’espressione, proprio in virtù dei suoi colori e tradizioni, e quella pelle tanto nera come l’ebano quanto ‘bianca’, da guadagnarsi il termine di “ghostly” (fantasma) tra i primi esploratori, perché cosparsa della cenere bianca di sterco bovino per preservarla da morsi di insetti e malaria (la stessa con la quale si puliscono i denti), suggestivamente in linea con termini come “jieng” e “mony-jang”, ovvero “men of men”, con i quali i Dinka si fanno chiamare. Il fatto che sia altissimi, flessuosi e belli come dei, ovviamente contribuisce.

eb89f0e5e4c1fd851b809493e3faca07 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 2e7626c83c43f4059b4acae2832054b7 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 50d37ae79bcb7e3a193efe73f341aa80 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan bf7b168126b6161cf27324e652321c21 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

Il libro edito da Rizzoli Usa nello scorso settembre, con i resoconti delle due fotografe e l’introduzione di Francis Deng, attuale consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite sulla prevenzione del genocidio, e le copie da collezione disponibili da ottobre in cofanetti impreziositi da una stampa a scelta tra le cinque contemplate (nell’ultima immagine della gallery), sono un po’ costosi, ma se pensate che il ricavato andrà a sostenere queste stesse comunità e le preziose tradizioni che rischiano di perdere, i prezzi in rapporto a quelli di questo genere di pubblicazioni appaiono irrisori, oltre che ben spesi.

e59b3683505d1bfa1fa51f0a16f6c14d Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan e66d509e3dfd2b72fdedf0da09eb5e1d Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 3b2898432321312d0ef836c59c319957 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan 30defa3d1cd23301c3dcf81e45b95079 Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan

 

Angela Fisher & Carol Beckwith: Dinka Legendary Cattle Keepers of Sudan é stato pubblicato su clickblog alle 13:10 di lunedì 18 ottobre 2010.

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Blanco – Vision of Blindness di Stefano De Luigi a Fotoleggendo 2010

martedì, 12 ottobre 2010
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348f366925086043d0ff15f36ff62b30 Blanco   Vision of Blindness di Stefano De Luigi a Fotoleggendo 2010

Avete mai guardato qualcuno negli occhi per vederlo? Anche se spesso guardare non significa vedere, immaginate per un attimo di non poter disporre degli occhi e dello sguardo per esplorare lo spazio, e ancora di più l’intangibile che lo attraversa e riempie.

Un universo poco visibile, profondamente nero e oscuro per molti, bianco per il protagonista del romanzo “Cecità” di José Saramago, Blanco per il reportage di Stefano De Luigi, che in collaborazione con la ONG Christoffel Blindenmission International in 5 anni ha fotografato i centri oftalmici e le scuole per ciechi di 16 paesi in 4 diversi continenti.

Blanco – Visions of blindness raccoglie immagini di ragazzi senza bulbi oculari e bambine alle prese con le prime ombre dopo un trapianto di cornea, di occhi che non vedono, di mani che sentono e corpi che percepiscono lo spazio che li circonda, in Asia come in Africa, nell’Europa Orientale come in Sudamerica.

Blanco Vision of Blindness
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Immagini che ricordano a noi ‘ciechi per scelta’ tutto quello possiamo e non vogliamo vedere, insignite dall’Eugene Smith Fellowship Grant nel 2007, e raccolte nel volume Blanco come la copertina, edito da Trolley Books, con testi di Philippe Dagen, Giovanna Calvenzi ed estratti del Nobel per la letteratura José Saramag.

Immagini dalla forte valenza simbolica in mostra nello scorso aprile/maggio 2010 nella galleria della celebre agenzia VII di New York che rappresenta il fotografo, e da oggi 14 ottobre nella Giornata Mondiale della Vista, anche alla 10b Photography di Roma, dove saranno visitabili fino al 30 novembre, come uno dei preziosi frammenti di vite e mondi itineranti di fotoleggendo 2010.

Ricordo a tutti gli interessati che il fotografo sarà presente in galleria anche venerdì 15 ottobre alle 18.00 per un incontro, libero e gratuito con aperitivo, di presentazione del workshop Classici & outsider del fotogiornalismo e del viaggio attraverso la storia del reportage e dei suoi interpreti principali che De Luigi terrà in galleria sabato 16 e domenica 17 ottobre dalle 10.30 alle 18.30.

Blanco – Vision of Blindness di Stefano De Luigi a Fotoleggendo 2010 é stato pubblicato su clickblog alle 09:30 di martedì 12 ottobre 2010.

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"Naked Sculpture" & "In Still Light": i paesaggi vitali di Marc Stanes

mercoledì, 25 agosto 2010
listen it it "Naked Sculpture" & "In Still Light": i paesaggi vitali di Marc Stanes

e614e28eb2a1271a13aa9cb0d0f0bcf1 "Naked Sculpture" & "In Still Light": i paesaggi vitali di Marc Stanes

Lo sguardo di Marc Stanes non è solo rivolto al Sud Africa, a leader come Nelson Mandela che continua a ritrarre come fotografo ufficiale della Mandela Rhodes Foundation, e osservatore di realtà che contribuisce a sostenere con gli introiti del proprio lavoro.

Lo sguardo e l’obiettivo dell’acclamato fotografo che si divide tra Londra e Cape Town, è rivolto in modo esteso ad ogni forme di vita e paesaggio, come quelli floreali raccolti nel nuovo libro ‘In Still Light’ disponibile da settembre, in concomitanza con l’esibizione di quelli umani di Naked Sculpture alla londinese Cooper Park Walk Gallery, dal 15 settembre al 2 ottobre 2010.

La mostra offrirà una panoramica suggestiva su linee, forme e paesaggi di corpi, nudi maschili e femminili, singoli, in gruppo, fusi .. ispirati dallo studio delle forme scultoree romane, della pittura rinascimentale e dell’iconografia tardo-bizantina. Panorami vivi e vitali che ne sostengono altri, poiché il 5% della vendita di ogni scatto di grande formato stampato su gelatina d’argento (in cinque copie) andrà alla South African AIDS Charity Positive Heroes.

Naked Sculpture
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“Naked Sculpture” & “In Still Light”: i paesaggi vitali di Marc Stanes é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di venerdì 20 agosto 2010.

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"Sena" l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski

giovedì, 19 agosto 2010
listen it it "Sena" lAfrica in Bianco & Nero di Devin Tepleski

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Uomini e donne, vecchi e bambini, famiglie ed esistenze intere immerse in acque bianche e lattiginose, quasi primordiali, come quelle del fiume sacro e vitale che sta per inondare le loro terre costringendoli a migrare per fare spazio ad una diga idroelettrica.

“Sena” (Dove? In lingua Nafaanra) di Devin Tepleski, in mostra fino al 4 settembre (prorogata) nella nuova sede della canadese Lúz Gallery, ritrae il popolo del Ghena che nel 2011 a causa della nuova diga perderà la propria terra, insieme a quel panorama economico e spirituale che li accompagna da secoli.

Un popolo dell’Africa nera immerso in un bianco abbagliante come la disgregazione del loro spazio vitale, un popolo che l’artista canadese ha inquadrato nel suo ampio progetto di laurea antropologica, con lo scopo di mettere in evidenza le proporzioni dell’impatto umano di tali cambiamenti, e di raccogliere fondi per sostenere la sopravvivenza di questi popoli.

L’acquisto di ogni bellissima stampa in edizione limitata, andrà quindi a sostenere i progetti di microfinanza locale e le iniziative educative così importanti per il sostentamento della comunità.

“Sena” l’Africa in Bianco & Nero di Devin Tepleski é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 19 agosto 2010.

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Witness Journal

giovedì, 12 agosto 2010
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Questo numero di WitnessJournal è dedicato a molti temi. Si parte con le fabbriche di mattoni nel Malawi fino al microcredito nato in Italia con la curiosità dei conigli di una rotonda di Parigi.

Un sogno di fango – I mattoni del Malawi di Stefano Pesarelli
Le fabbriche di mattoni di fango sono una delle poche realtà di imprenditoria su base familiare in Malawi. Un lavoro pesante che coinvolge piccole comunità ma che rischia di costar caro in termini ambientali, aggravando ulteriormente il bilancio della crescente deforestazione.

Genova 24 ore di Peppino Longobardo
Un viaggio dentro Genova per raccontare con immagini l’immigrazione africana nell’arco di un giorno, 24 ore, attraverso una delle città più belle e difficili d’Italia. Tra carrugi tanto stretti che due persone non ci passano, reticoli, labirinti senza sole né orientamento. Girare, fermarsi, chiedere, parlare e nel caso correre.
Un reportage sull’immigrazione africana, formata perlopiù da persone che lavorano e riescono a vivere con serenità la città nei momenti di pausa.

Kapil e la Fabbrica dei Sogni di Jacob Balzani
La storia di un progetto di microcredito nato quasi spontaneamente dall’intuizione di un semplice cittadino e che oggi, dopo anni di successi rischia di scomparire per motivi “legali”.

Per studiare, dallo Shandong alla Toscana di Juri Ciani
Uno sguardo ravvicinato sulla comunità di studenti cinesi che hanno scelto le università italiane per completare la propria formazione. Un fenomeno “migratorio” poco conosciuto ma decisamente interessante anche perché profondamente diverso da quelli che finiscono spesso nelle prime pagine dei giornali.

Milano Clown Festival di Emanuele Cristallo
Fellini disse che il circo è come una mongolfiera: la sera prima non c’è e la mattina è la davanti a casa tua! Così, improvvisamente, una mattina del 2006, è partita la prima edizione del Milano Clown Festival.

Cuba espera di Francesco Chiorazzi
Una serie di scatti di Francesco Chiorazzi sulla quotidianità di Cuba. Tra attese di cambiamento del dopo Fidel, fiducia nello spirito della rivoluzione e contraddizioni economiche dovute alla doppia economia, quella reale e quella legata al turismo.

Les lapins de la Port Maillot di Stefano Borghi
Alle porte di Parigi, c’è un isola miracolosa: le Galapagos della capitale. Una rotonda che serve da arca di Noè a una folta colonia di conigli, che nel tempo ha trasformato il terrapieno centrale in un gigantesco terrario.

Pesca al Cianciolo di Francesco Tiralongo
Portopalo, Sicilia, siamo ospiti del “Fratelli Di Mercurio” un magnifico peschereccio allestito per la pesca al ‘cianciolo’, una grande rete di circuizione utilizzata per catturare il pesce azzurro, una rete maestosa che una volta calata in mare forma uno sbarramento invalicabile dalla superficie fino alla profondità di 50 metri

Via | WitnessJournal

Witness Journal é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di giovedì 12 agosto 2010.

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