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ESCURSIONE DELL’ACCADEMIA FOTOGRAFICA ITALIANA AL LAGO DI VICO

sabato, 24 gennaio 2009
listen it it ESCURSIONE DELLACCADEMIA FOTOGRAFICA ITALIANA AL LAGO DI VICO

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ESCURSIONE DELL’ACCADEMIA FOTOGRAFICA ITALIANA AL LAGO DI VICO

La Romania salva la Bulgaria: ed è pace. Il caso di Ruse, futuro quartier generale di Bucarest
di Barbara Conti

CONCORSO FOTOGRAFICO COGLI L’AUTUNNO

Aeroporto e infrastrutture di Raimondo Chiricozzi

UN BOSCO PER KIOTO 2008: La premiazione. Le foto

Tuscia in Jazz Winter

Nuovo comitato della “DANTE” a Rio De Janeiro di Pierpaolo Conti

Mi Cuba nelle migliori librerie

TARQUINIA SITO UNESCO

MOSTRA OPERE DI MARIO LUZZATO

LA QUESTIONE IMMORALE di Giuseppe Mannino

Insieme contro le morti sul lavoro Viterbo Con Amore di Marco Giulianelli

Letterina a Gesù Bambino di Raido

WORKSHOP DI IMPROVVISAZIONE

Premio POESIA BIGLIOLO

MOSTRA PIETRO SARANDREA

MINORI SUL NET PIÙ SICURI DAI PEDOFILI MA NON DAI PUBBLICITARI

di Barbara Conti

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TUTTI I NUMERI DELLA RIVISTA GRANDANGOLO ON LINE FORMATO CARTACEO

NELLA GALLERIA IMMAGINI LE MANIFESTAZIONI E LE OPERE DI ARTISTI

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Ugo Mulas

mercoledì, 20 febbraio 2008
listen it it Ugo Mulas

Ugo Mulas (Pozzolengo, 28 agosto 1928 – Milano, 2 marzo 1973) è stato un fotografo italiano.

Dopo il Liceo Classico frequentato a Desenzano del Garda si trasferì a Milano. La sua formazione fu inizialmente orientata verso gli studi giuridici presto abbandonati per iscriversi ai corsi di Belle Arti dell’Accademia di Brera.

Dal 1954 iniziò a interessarsi di fotografia e a praticarla da professionista. Al riguardo scrisse di sé:
Collabora a Wikiquote « Non sono stato neanche un dilettante fotografo: la prima foto che ho fatta, l’ho subito venduta. Ero uno studente, bivaccavo quasi sempre in quella specie di caffè che era allora il Jamaica, una latteria dove si riunivano dei pittori. Qualcuno m’ha prestato una vecchia macchina e mi ha detto: – Un centesimo e undici al sole, un venticinquesimo cinque-sei all’ombra – E io, con un’enorme diffidenza, ho preso in mano questa macchina. »

Mulas eseguì dunque i suoi primi scatti proprio in quel bar Giamaica, nei pressi dell’Accademia di Brera, che era luogo di incontro di giovani artisti e intellettuali:
Collabora a Wikiquote « Ricordo la gioia che mi diede il vedere le mie prime fotografie riuscite: scoprivo in quelle immagini cose che non avevo previsto, e che vi erano entrate proprio in virtù del meccanismo, della macchina, dell’ottica, della chimica. E questo mi ha dato anche una sensazione di potenza. Capita, dopo un poco di tempo, che si dimentica quanto si deve alla macchina; ti sembra che tutto succeda per opera tua, e finisci col chiedere all’apparecchio di trasmetterti tutto il suo potere senza preoccuparti dello scopo, purché ti garantisca il successo. »

Di questo primo periodo sono l’interesse per il cinema neorealista e la serie delle fotografie scattate alla periferia milanese, immagini di desolazione, di solitudine e comunque di emarginazione che, lungi da una atteggiamento “di maniera” rispondevano a una precisa esigenza che Mulas così descrive:
Collabora a Wikiquote « La mia idea non è quella di un libro, ma di un archivio fotografico della città di Milano. Ho pensato a Milano perché è una città che conosco poco, conosco alcune case, qualche museo, le stazioni, qualche ristorante… Ma della città vorrei fotografare soprattutto quello che non si conosce, cioè gli interni, le case, quello che non si vede o non si vuole vedere…. »

Le immagini milanesi confluirono anni dopo nella mostra intitolata appunto “Un Archivio per Milano”, tenutasi nel capoluogo lombardo nel mese di ottobre del 2000, presso la Galleria Carla Sozzani.
Collaborazione con Strehler e influenza di Brecht e Frank [modifica]

L’attività professionale lo condusse presto alla collaborazione con Giorgio Strehler che lo volle come fotografo di scena al Piccolo Teatro di Milano. Qui realizzò le fotocronache di molti spettacoli teatrali (L’opera da tre soldi e Schweyk nella seconda guerra mondiale) e ritrasse alcuni dei principali attori italiani dell’epoca: Tino Carraro, Tino Buazzelli e Milly, tra gli altri. Le sue foto sono ospitate sui volumi pubblicati dall’editore bolognese Cappelli che di quegli spettacoli contengono le sceneggiature complete, arricchite di apparato critico, bibliografico e naturalmente iconografico. Durante l’attività al Piccolo, ebbe occasione di conoscere e ritrarre lo stesso Bertold Brecht che promuoveva la cosiddetta “poetica dello straniamento” che Mulas fece propria e cercò di applicare alla sua attività di fotografo.

La partecipazione di artisti e pubblico alle vicende rappresentate, secondo Brecht, doveva escludere quel coinvolgimento emotivo caratteristico del teatro “borghese”; egli cercava invece di favorire lo sviluppo di una mentalità scientifica e oggettiva che guidasse tutti i partecipanti, attori e pubblico appunto, ad assumere un atteggiamento critico e distaccato che evitasse l’immedesimazione nei personaggi in modo da vivere ogni avvenimento messo in scena come nuovo e “sorprendente”.

Molti anni dopo, così Mulas spiegò quel suo momento e ne rivelò i limiti:
Collabora a Wikiquote « … volevo essere impersonale, volevo essere uno che arriva sul posto e lascia che la macchina registri … Oggi mi rendo conto che le fotografie … sono una presa di coscienza e non una registrazione, una presa di coscienza come lo è qualsiasi autentica operazione conoscitiva »

Nel 1958 scoprì l’opera del fotografo Robert Frank, autore del libro Gli americani rimanendo affascinato dalla semplicità del linguaggio fotografico che questi utilizzava.
Collabora a Wikiquote « Nel libro di Frank – scrive Mulas – vedevo … per la prima volta un fotografo che non utilizzava nessun trucco, che faceva delle fotografie che sembravano di un dilettante, tanto erano semplici tecnicamente. Ci ho messo alcuni anni a capire … il senso dell’opera di Frank: questo non abusare per confondere il gioco della realtà, delle cose, della vita; il fatto che la macchina fotografica lavori direttamente sulla vita, usando la pelle della gente »

Da fotoreporter sempre più noto e apprezzato, nel corso degli anni Cinquanta realizzò servizi in numerosi paesi europei, per conto di riviste e periodici: “L’Illustrazione Italiana”, “Domus”, “La Rivista Pirelli”, “Settimo Giorno”, tra le altre.

Alla Biennale di Venezia e al Festival di Spoleto [modifica]

Dal 1954, insieme all’amico fotoreporter Mario Dondero, iniziò a frequentare la Biennale di Venezia della quale divenne ben presto il fotografo ufficiale: partecipò così a tutte le edizioni fino al 1972, documentando in ogni aspetto la storia e lo spirito di quella manifestazione. A partire dal 1962 prese a frequentare anche Spoleto, per l’annuale ricorrenza del Festival dei Due Mondi.

In questo ambiente maturò in lui la vocazione di “fotografo degli artisti”. Come si trova scritto nella presentazione della mostra “Archivio per Milano”, si devono a Mulas i ritratti di
Collabora a Wikiquote « artisti, scrittori, giornalisti, critici d’arte, architetti, designers ripresi in ritratti/simbolo nei loro studi e durante eventi culturali. Ritratti con connotazioni precise di mestiere che denotano la grande abilità di trasmettere attraverso un’immagine il significato e il ruolo del personaggio. E che saranno l’ABC per fotografi ritrattisti di generazioni a venire »

Nel corso degli anni documentò con estrema lucidità metodi di lavoro, tecniche, abitudini, rituali posti in essere durante il processo di creazione dell’opera d’arte.
I viaggi negli Stati Uniti [modifica]

Alla Biennale del 1964 conobbe il critico Alan Salomon e il gallerista Leo Castelli, grazie ai quali entrò in contatto con i principali esponenti della pop art e dell’arte newyorkese, portatori delle più avanzate istanze dell’arte contemporanea.

Guidato e incoraggiato proprio da Castelli e Salomon, Mulas viaggiò negli Stati Uniti tra il 1964 e il 1967. Qui conobbe tra gli altri Jasper Johns, Frank Stella, George Segal, Roy Lichtenstein e, soprattutto, Andy Warhol del quale scrisse:
Collabora a Wikiquote « È sicuramente riuscito a mettere in crisi le mie idee sulla fotografia, quello che pensavo del cinema, e in fondo i miei rapporti con la pittura »

Scenografie teatrali del 1969 [modifica]

Nel 1969 realizzò ancora foto di scena con gli allestimenti scenografici di

* The Turn of the Screw (Il giro di vite), opera di Benjamin Britten dal romanzo di Henry James, per la regia di Virginio Puecher, alla Piccola Scala di Milano;
* Woyzeck, opera di Alban Berg dal dramma di Georg Büchner, per la regia di Virginio Puecher, al Teatro comunale di Bologna.

Le verifiche [modifica]

All’inizio degli anni Settanta, già gravemente malato, iniziò uno dei suoi più importanti lavori che lo porterà a realizzare la serie di quattordici fotografie, poi pubblicate con il titolo Le Verifiche, lavoro di riflessione sulla sua vita e sul suo lavoro di fotografo. Si tratta di un lavoro che influenzerà profondamente il lavoro di molti fotografi successivi.

Così Mulas introdusse questa operazione:
Collabora a Wikiquote « Nel 1970 ho cominciato a fare delle foto che hanno per tema la fotografia stessa, una specie di analisi dell’operazione fotografica per individuarne gli elementi costitutivi e il loro valore in sé. Per esempio, che cosa è la superficie sensibile? Che cosa significa usare il teleobiettivo o un grandangolo? Perché un certo formato? Perché ingrandire? Che legame corre tra una foto e la sua didascalia? ecc. Sono i temi, in fondo, di ogni manuale di fotografia, ma visti dalla parte opposta, cioè da vent’anni di pratica, mentre i manuali sono fatti, e letti, di solito, per il debutto. Può darsi che alla base di queste mie divagazioni ci sia quel bisogno di chiarire il proprio gioco, così tipico degli autodidatti, che essendo partiti al buio, vogliono mettere tutto in chiaro, e conservano rispetto al mestiere conquistato giorno dopo giorno, un certo candore e molto entusiasmo. Ho chiamato questa serie di foto Verifiche, perché il loro scopo era quello di farmi toccare con mano il senso delle operazioni che per anni ho ripetuto cento volte al giorno, senza mai fermarmi una volta a considerarle in se stesse, sganciate dal loro aspetto utilitaristico. »

Indice delle Verifiche

* Le verifiche 1971-1972
o 1. Omaggio a Niepce
o 2. L’operazione fotografica. Autoritratto per Lee Friedlander
o 3 – Il tempo fotografico, a J. Kounellis
o 4, L’uso della fotografia. Ai fratelli Alinari
o 5. L’ingrandimento. II cielo per Nini
o 6. L’ingrandimento Dalla mia finestra ricordando la finestra di Gras.
o 7. Il laboratorio. Una mano sviluppa, l’altra fissa. – A Sir John Frederick William Herschel
o 8. Gli obiettivi. A Davide Mosconi, fotografo
o 9. Il sole, il diaframma, il tempo di prova
o 10 – Il Formato
o 11. L’ottica e lo spazio. Ad A. Pomodoro. Foto non fatta.
o 12. La didascalia. A Man Ray
o 13. Autoritratto con Nini
o 14 Fine delle verifiche. Per Marcel Duchamp

Gli artisti fotografati da Mulas [modifica]

È enorme l’elenco degli artisti, pittori, scultori letterati e scrittori ma anche galleristi e uomini di cultura in genere che Ugo Mulas ritrasse nella sua ventennale attività di fotografo. I suoi scatti si trovano oggi sparsi all’interno di una imponente serie di volumi, molti dei quali nati dalla diretta collaborazione tra artista e fotografo, a testimonianza dello speciale rapporto che Mulas sapeva stabilire con i personaggi che ritraeva.

Elenco alfabetico di alcuni degli artisti ritratti da Ugo Mulas: Karen Blixen, Bertold Brecht, Tino Buazzelli, Alberto Burri, John Cage, Alexander Calder, Eugenio Carmi, Carlo Carrà, Tino Carraro, Enrico Castellani, Alik Cavaliere, Marc Chagall, John Chamberlain, Christo, Pietro Consagra, Giorgio De Chirico, Eduardo De Filippo, Jim Dine, Marcel Duchamp, Max Ernst, Lucio Fontana, Lee Friedlander, Alberto Giacometti, Richard Hamilton, Jasper Johns, Jannis Kounellis, Roy Lichtenstein, Fausto Melotti, Milly, Joan Mirò, Eugenio Montale, Marianne Moore, Barnett Newman, Claes Oldenburg, Pier Paolo Pasolini, Michelangelo Pistoletto, Jackson Pollock, Arnaldo Pomodoro, Salvatore Quasimodo, Robert Rauschenberg, James Rosenquist, George Segal, Gino Severini, David Smith, Frank Stella, Totò, Giuseppe Ungaretti, Veruschka, Luchino Visconti, Andy Warhol, Tom Wesselmann.

Bibliografia [modifica]

* Bertolt Brecht e Kurt Weill, L’opera da tre soldi, uno spettacolo del Piccolo Teatro di Milano, regia di Giorgio Strehler, fotocronaca di Ugo Mulas, a cura di Giorgio Guazzotti, Bologna, Cappelli, 1961; (contiene anche il testo del copione: Die Dreigroschenoper; trad. di E. Gaipa);
* Bertolt Brecht, Schweyk nella seconda guerra mondiale, uno spettacolo del Piccolo Teatro di Milano, regia di Giorgio Strehler; fotocronaca di Ugo e Mario Mulas; a cura di Gigi Lunari, Raffaele Orlando, Bologna, L. Cappelli, 1962; contiene anche il testo del copione: Schweyk im zweiten Weltkrieg, trad. E. Gaipa, G. Lunari;
* Invito a Venezia: 125 fotografie in nero e 38 a colori, introduzione di Peggy Guggenheim; testo di Michelangelo Muraro; fotografie di Ugo Mulas, Milano, U. Mursia e C., 1962;
* Pier Antonio Quarantotti Gambini, Sotto il cielo di Russia, fotografie di Ugo Mulas, Torino, Einaudi, 1963;
* Ugo Mulas, New York, arte e persone, fotografie di Ugo Mulas, testo di Alan Salomon, design di Michele Provinciali, Milano, Longanesi, 1967; New York, Holt Reinhart & Wiston, 1967; Barcellona, Lumen, 1967;
* Alik Cavaliere, testo di Guido Ballo, Torino, Fratelli Pozzo, Galleria Schwarz, 1967;
* Fontana, con poesie di Nanni Balestrini, Milano, Achille Mauri, 1968;
* Allegria di Ungaretti, tre poesie inedite, una prosa rara e dodici fotografie di Ugo Mulas, a cura di Annalisa Cima, Milano, All’insegna del pesce d’oro, 1969, Edizione numerata;
* Annalisa Cima, Con Marianne Moore, dodici fotografie di Ugo Mulas, Milano, All’insegna del pesce d’oro, 1968, Ed. di 1000 esemplari numerati;
* Ugo Mulas, Calder, fotografie di Ugo Mulas, introduzione di H. H. Arnason, commenti di Alexander Calder, traduzione di L. Lovisetti Fuà, Milano, Silvana editoriale d’arte, 1971;
* Fausto Melotti, Lo spazio inquieto, con 48 fotografie di Ugo Mulas e uno scritto di Italo Calvino, a cura di Paolo Fossati, Torino, Einaudi, 1971;
* Lucio Fontana, Disegni e opere grafiche, collezione Teresita Fontana, Venezia, 10 giugno – 10 luglio 1972, disegno F.Brook, foto Ugo Mulas, [Venezia, s.n., 1972];
* Ugo Mulas, La fotografia, a cura di Paolo Fossati, Torino, Einaudi, 1973, e successive edizioni;
* Fotografare l’Arte, immagini di Ugo Mulas, opere di Pietro Consagra. Introduzione di Umberto Eco, Milano, Fratelli Fabbri Editore, 1972;
* Ugo Mulas, immagini e testi, con una nota critica di Arturo Carlo Quintavalle, precede: Conversazioni con Ugo Mulas, Parma, Istituto di storia dell’arte, Università di Parma, 1973, (Catalogo di una mostra tenuta a Parma);
* Ugo Mulas, “Le verifiche” e la storia delle Biennali, Magazzini del Sale alle Zattere (Saloni), 16 ottobre-15 novembre, Venezia, La Biennale, 1974;
* Arnaldo Pomodoro, Libro per le sculture di Arnaldo Pomodoro, immagini di Ugo Mulas, conversazione con Francesco Leonetti, interventi di Guido Ballo, Alberto Boatto, Gillo Dorfles, presentazione di Sam Hunter, Milano, G. Mazzotta, 1974, e successive edizioni;
* Alberto Sughi, La cena, con scritti di Giorgio Amendola e altri, foto introduttive di Ugo Mulas, Roma, Editori Riuniti, 1976;
* Vedere Milano, fotografie di Ugo Mulas e altri, Milano, Comune di Milano, 1978,
* Paolo Barozzi, Voglio essere una macchina, (la fotografia in Andy Warhol), quattro fotografie di Ugo Mulas, Milano, All’insegna del pesce d’oro, 1979, Ed. di 1000 esemplari numerati;
* Ugo Mulas, Alexander Calder a Sache e a Roxbury 1961-1965, testo di Giulio Carlo Argan, Rimini, Galleria dell’Immagine, Palazzo gambalunga, 24 aprile-29 maggio 1982, Rimini, Comune, Assessorato alla cultura, 1982, Catalogo della Mostra;
* Bruno Munari, Da lontano era un’isola, foto di Ugo Mulas a pag.28,34,37, Torino, Einaudi, 1984;
* Ugo e gli scultori: fotografie di Ugo Mulas dal 1960 al 1970, febbraio 1988, Roma, L’isola, 1988, Mostra tenuta a Roma;
* Ugo Mulas, a cura di Germano Celant, Milano, F. Motta, 1989, Catalogo della Mostra tenuta a Milano nel 1989-90; New York, Rizzoli, 1990; e anche Milano, Motta, 1993, Mostra tenuta a Milano e a Roma nel 1993;
* Ugo Mulas fotografo, 1928-1973, Musee Rath Geneve, Kusthaus Zurich, Geneve, Musee d’art et d’histoire, 1984, Edizione di 2000 esemplari, Mostra tenuta a Ginevra, 1984 e Zurigo, 1985;
* Giovanni Carandente, Una Città piena di sculture Spoleto 1992, Fotografie di Ugo Mulas, Perugia, Electa Editori Umbri, 1992;
* David Smith in Italy, fotografie di Ugo Mulas, Milano, Charta, 1995, Catalogo della Mostra tenuta a Milano nel 1995;
* Ugo Mulas, Vent’anni di Biennale, 1954-1972, testi di Tommaso Trini, la scelta delle immagini e stata curata da Antonia Mulas, Milano, A. Mondadori, 1998;
* Lucio Fontana, a cura di Enrico Crispolti, Olivier Meessen, fotografie di Ugo Mulas, Saint Paul de Vence, Galerie Pascal Retelet, 2000, Pubblicato in occasione della Mostra tenuta a Saint Paul de Vence nel 2000;
* Jamaica. Il caffe degli artisti visto attraverso l’obiettivo dei suoi fotografi, immagini di Ugo Mulas e altri. Catalogo della Mostra, Milano, Maingraf, 2001;
* Maestri di Brera: fotografie di Uliano Lucas, Ugo Mulas, Jacqueline Vodoz; ritratti a olio su tela di Federica Berner alle Giubbe rosse, opere dei Maestri di Brera a La rinascente, Firenze, Piazza della Repubblica, dal 18 settembre al 3 ottobre, catalogo a cura di Rolando Bellini, Firenze, Tip. Giuntina, 2003;
* Ugo Mulas, dentro la fotografia, Nuoro, MAN, Museo d’Arte Provincia di Nuoro, 2004, Mostra tenuta a Nuoro, 2004;

Collegamenti esterni [modifica]

* Sito ufficiale di Ugo Mulas
* Pagina di Terrarossa su Mulas e Fontana
* Ugo Mulas in “Nadir magazine, fotografia su web”
* Carmelo Amore, Le verifiche di Ugo Mulas (1970-72). Discorsi fotografici sulla fotografia
* Ugo Mulas in Wikiartpedia

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Tomaso Filippi

mercoledì, 20 febbraio 2008
listen it it Tomaso Filippi
acefa07b20ed80d514caef8568c3d2ed Tomaso Filippi « Come avranno inteso dopo 25 anni ed un mese ch’io ero operatore e direttore dello Stabilimento Naja, sono venuto nella determinazione di lasciare la casa per varie ragioni, una delle quali perché il nuovo erede non se ne intende affatto della pertita. Avendo per un’epoca così lunga lavorato sepre con massimo amore, non è il caso di cambio la mia professione, per cui ò stabilito di organizzarmi per poter senza pretesa d’uno stabilimento lavorare per commissioni da per me [...] »
(Tomaso Filippi, lettera autografa ai Fratelli Alinari, 20 febbraio 1895)

Tomaso Filippi (Venezia, 26 marzo 1882 – Venezia, 21 gennaio 1948) è stato un fotografo italiano.

È figlio di Antonio Filippi e Angela Marangoni.La famiglia originaria della val Zoldana si stabilì Venezia a partire dalla metà del Settecento.

In giovane età Tomaso inizia a prestare lavoro presso la tipografia paterna, ereditata dal nonno e specializzata nella stampa di testi sacri greci (Tipografia San Giorgio) sviluppando la sua propensione per le arti figurative che lo porterà ad iscriversi fin dal 1867 alla Règia Accademia di Belle Arti di Venezia.

(continua…)

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RAVENNA – Giovedì inaugura la mostra di Miodrag Rogan

lunedì, 11 febbraio 2008
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RAVENNA – Giovedì 14 febbraio alle ore 17 nella Sala Espositiva di Palazzo A.Rasponi in via M. D’Azeglio, 2 sarà inaugurata la mostra “Ogledalo vremena” – “Specchio del tempo” dello scultore serbo Miodrag Rogan.

Miograd Rogan laureato all’Accademia delle Belle Arti di Belgrado fa parte dell’Associazione delle Arti visive della Serbia.

Le sue opere realizzate in ferro battuto, argento e ferro uniscono alla grande qualità tecnica significato artistico molto elevato.

Ha esposto negli anni passati in Germania, Francia Italia e Usa dove una delle sue opere, un orologio in argento battuto, si trova ora alla Casa Bianca.

Con questa iniziativa Ravenna ospita l’artista serbo con le sue particolari opere e ricambia l’ospitalità ricevuta a Belgrado nel novembre 2006 in occasione dell’allestimento della mostra fotografica “Muoio ma non muoio” del fotografo Giampiero Corelli nella centrale sala espositiva del Centro culturale Studentesco.

La mostra, già inaugurata a Belgrado nel prestigioso Centro delle Belle Arti Guarnerius ebbe come ospite la principessa Jelisaveta Karadjevie della dinastia regnante di Serbia e del Presidente dell’Associazione di Astronomia “Rudjer Boskovie” tra le prime note in Europa.

L’accoglienza dei belgradesi si mostrò in quell’occasione molto interessata, testimoniata anche dal  forte rilievo sulla stampa e dalla vivace partecipazione all’inaugurazione di molti giovani e intellettuali della città.

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Siena, una mostra dedicata a “Quando l’Himalaya era più lontano delle stelle”

lunedì, 11 febbraio 2008
listen it it Siena, una mostra dedicata a Quando lHimalaya era più lontano delle stelle

c11083a68c89c3e5a2ea5967ff206671 Siena, una mostra dedicata a Quando lHimalaya era più lontano delle stelleDal 13 febbraio al 30 giugno all´Accademia dei Fisiocritici. L´esposizione corredata da un ciclo di conferenze, la prima di Massimo Mazzoni dell’Università di Firenze

¨Quando l’Himalaya era più lontano delle stelle. Spedizioni scientifiche d´altri tempi¨ è la mostra che si aprirà il 13 febbraio all´Accademia dei Fisiocritici di Siena. Aperta a ingresso libero fino al 30 giugno, l´esposizione potrà essere visitata tutti i giorni tranne giovedì pomeriggio, sabato e festivi, dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18. Nel 1913 una decina di esploratori e scienziati, quasi tutti toscani, parte alla volta del lontano Tibet. Felice decisione è quella di includere nel progetto anche l´uso della macchina fotografica, che permette di documentare anche con immagini gli aspetti etnici e antropologici. È su tale pregevole documentazione fotografica ritrovata nell´Osservatorio Astrofisico di Arcetri che soprattutto si basa la mostra allestita all´Accademia dei Fisiocritici. Quasi un secolo dopo le grandi lastre in vetro conservano ancora il fascino di un reportage fotografico d´altri tempi in cui simili avventure non avevano meno incognite di una moderna missione spaziale. Esposti, oltre alle foto complete di didascalie e di brani tratti dalle avvincenti relazioni di De Filippi e Dainelli, anche alcuni libri e strumenti scientifici dell´epoca. Correlato alla mostra, un ciclo di conferenze divulgative di autorevoli esperti che presentano questa spedizione e, in generale, l´attività di ricerca italiana in Asia centrale. Nella prima, in programma il 13 febbraio alle ore 17 in occasione dell´inaugurazione, Massimo Mazzoni del dipartimento di Astronomia e Scienza dello Spazio dell´Università di Firenze parlerà di ¨Cronache di una esplorazione di inizio secolo nel Karakorum¨. Il calendario delle conferenze è consultabile sul sito www.accademiafisiocritici.it La mostra ¨Quando l’Himalaya era più lontano delle stelle. Spedizioni scientifiche d´altri tempi¨ è organizzata dall´Accademia dei Fisiocritici in collaborazione con l´archivio storico dell´Osservatorio Astrofisico di Arretri, l´Istituto Nazionale di Astrofisica, il dipartimento di Astronomia e Scienza dello Spazio dell´Università degli Studi di Firenze e il dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell´Università degli Studi di Siena.

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FOTOGRAFIA: A SAN MINIATO SCATTI SULLO SPETTACOLO

sabato, 24 novembre 2007
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San Miniato (Pi), 8 nov. – (Adnkronos/Adnkronos Cultura) – Un ciclo di incontri sulla fotografia di scena, tre mostre fotografiche (una sul teatro in carcere, una sul trasformista Archimede Castellani e una sul capocomico Ermete Zacconi negli scatti di Mario Nunes Vais) e un concorso: e’ la quarta edizione di “Occhi di scena”, dal 10 novembre al 16 dicembre a San Miniato, con la direzione artistica di Massimo Agus e Cosimo Chiarelli.

(continua…)

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Notazioni sulla fotografia

domenica, 22 ottobre 2006
listen it it Notazioni sulla fotografia

http://www.gfsnet.ws
Notazioni sulla fotografia

Questo mese e nei mesi a venire proponiamo una serie di articoli e interviste ‘storiche’
realizzate da Emilio De Tullio  … dal 1986 ad oggi.

L’articolo appena pubblicato riguarda Man Ray e la sua arte realizzato
nel 1989.

Articolo su Man Ray

http://www.gfsnet.ws/articoli/art_manray.cfm

(continua…)

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Nova Milanese-Iseo un gemellaggio artistico in ricordo del Maestro Viviani

domenica, 15 ottobre 2006
listen it it Nova Milanese Iseo un gemellaggio artistico in ricordo del Maestro Viviani

LIBERA ACCADEMIA DI PITTURA V. VIVIANI
NOVA MILANESE – 1952-2006
www.liberaaccademiapittura.com
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NEWS – COMUNICATO STAMPA

Nova Milanese-Iseo un gemellaggio artistico in ricordo del Maestro Viviani
8-22 OTTOBRE 2006

(continua…)

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