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Articoli marcati con tag ‘15 anni’

Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993 – 2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont

lunedì, 18 ottobre 2010
listen it it Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993   2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont

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Dopo innumerevoli sguardi e reportage sull’Afghanistan, tanti quanti possono essere i modi di guardare e vivere un paese così controverso, Afghanistan: the Perils of Freedom 1993-2009, ospitato all’Australian Centre for Photography di Sydney fino al 20 novembre, consente di approfondire anche quello di Stephen Dupont.

In mostra 15 anni di vite, volti e avventure afghane, raccontati dal fotoreporter australiano attraverso scatti, video ed estratti del suo diario, raccolti nel corso di un viaggio iniziato ben prima dell’11 settembre, e bel lungi dall’essere terminato.

Un lungo viaggio accompagnato da estratti di diario e libri artigianali, costellato da testimonianze e filmati video, scandito da fotografie che mostrano il volto dei campi profughi quanto quello delle braccia armate in prima linea, le conseguenze delle guerre quanto quelle di conflitti mai sanati, in un paese che deve convivere con Talebani e forze armate statunitensi.

Stephen Dupont Gallery
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Foto intense come lo sguardo di Ahmad Shah Massoud, leader e speranza di pace per il popolo afgano ucciso due giorni prima dell’11 settembre, il burqa gonfiato dal vento come un fiore nel deserto dei campi per rifugiati, dei ritratti anonimi di Axe Me Biggie, or Mr Take My Picture, realizzati lungo le strade di Kabul con la fedele Polaroid.

Axe Me Biggie, or Mr Take My Picture from Stephen Dupont on Vimeo.

Polaroid che continua ad usare, fino a quando la sua scorta di pellicole non sarà esaurita, fedele più alla pellicola che al digitale, con i Marines americani in Afghanistan come nel resto del mondo, a Jakarta, Mumbai, o tra le gang di Papua Nuova Guinea.

Stephen Dupont per le sue fotografie ha ricevuto tanti premi e riconoscimenti, che contemplano il W. Eugene Smith Grant 2007 per il progetto afgano in progress, e il recente Gardner Photography 2010 dell’Harvard’s Peabody Museum of Archaeology & Ethnology per i ritratti polaroid scattati in Papua Nuova Guinea, ma sono certa che a questo punto avete anche capito perché. In ogni caso vi lascio con questo video ‘illuminante’.

Generation AK Teaser from Stephen Dupont on Vimeo.

Afghanistan: The Perils Of Freedom 1993 – 2009: scatti, video e diari di Stephen Dupont é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di lunedì 18 ottobre 2010.

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America by Car: on the road con Lee Friedlander

sabato, 16 ottobre 2010
listen it it America by Car: on the road con Lee Friedlander

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Ancora un viaggio on the road lungo le strade americane, da sfogliare on line nel libro edito da D.A.P. & Fraenkel nel 2010, o sbirciare negli scatti in mostra al Whitney Museum di New York fino al 28 novembre.

America by car di Lee Friedlander, regala scorci e prospettive dinamiche del paesaggio, incorniciato dai finestrini di un auto e riflesso sugli specchietti retrovisori.

Un paesaggio sospeso nello sguardo errante del viaggiatore, ancorato ad insegne di ogni genere e forma, motel, chiese, monumenti, e in tutto quello che ‘arreda’ il paesaggio lungo la strada dei 50 stati del paese, attraversati dal fotografo negli ultimi 15 anni, su automobili a noleggio in compagnia della sua Hasselblad Superwide.

Nel video il libro da sfogliare, tanti scorci da guardare, paesaggi da contemplare, pagina dopo pagina, una foto dopo l’altra, e una gran voglia di mettersi in macchina per lasciar vagare sguardo e immaginazione. Per la colonna sonora fate voi, da quella pescata a caso da una stazione radiofonica alla compilation scelta accuratamente … va bene tutto.

America by Car: on the road con Lee Friedlander é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di sabato 16 ottobre 2010.

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5 cose che non sapevate di Nikon

lunedì, 19 luglio 2010
listen it it 5 cose che non sapevate di Nikon

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1. Prima del 1988 il nome dell’azienda non era Nikon.
Prima del 1988 il nome dell’azienda era Nippon Kogaku K.K. Qualcuno pensa che il nome sia cambiato prima, ma la transizione ufficiale è avvenuta solo il 1° aprile 1988 anche se il trademark Nikon era utilizzato a partire dalla metà degli anni ‘40.

La leggenda narra che tutto fu deciso quando l’allora presidente Shigetada Fukuoka si incontrò con il presidente della repubblica primo ministro francese Jacques Chirac. Quest’ultimo sentendo il nome Nippon Kogaku Kogyo rimase un po’ perplesso e solo quando Fukuoka pronunciò la parola Nikon il presidente capì chi aveva di fronte.

2. Nikon creò la prima fotocamera nel 1948
L’azienda fu fondata dall’unione di 3 aziende che si occupavano di ottiche nel 1917, ma la prima fotocamera arrivò solo nel 1948. Fino ad allora vennero prodotti solo obiettivo sotto il marchio Nikkor, binocoli e microscopi.

Il primo modello, Nikon I, fu prodotto troppo velocemente per soddisfare la domanda e la solidità del prodotto ne subì le conseguenze. I modelli successivi corressero queste problematiche.

3. Nikon produsse obiettivi per Canon
Le prime fotocamere Canon erano dei cloni delle Leica, ma l’azienda non aveva ancora esperienza nella produzione di obiettivi.

Quando lanciarono sul mercato la rangefinder Hansa contattarono la Nippon Kogaku Kogyo, un affidabile azienda di obiettivi. La Hansa venne venduta con un Nikkor 50mm f/3.5 lens.

4. La Nikon F al momento del lancio costava 3 stipendi mensili
Nonostante i prezzi attuali possano sembrare alti al momento del lancio la Nikon F, la prima reflex Nikon, costava 67.000 Yen, 3 stipendi mensili di un impiegato governativo all’epoca. Riuscirono a venderne oltre un milione in 15 anni.

La baionetta F è ancora utilizzata oggi nelle reflex dell’azienda. Un attacco rivoluzionario rispetto alle dimensioni delle telemetro in commercio all’epoca.

5. La prima reflex digitale è stata sviluppata in 2 anni
La Nikon D1 è stata sviluppata in soli due anni di lavoro.

Il presidente Nikon nel 1997 chiede ai suoi ingegneri di realizzare una reflex digitale. Questi risposero che sarebbero serviti probabilmente 4 anni di lavoro, ma sicuramente almeno 3. Ne vennero concessi solo due. Nel 1999 venne presentata la Nikon D1 che nonostante il prezzo di 5.500$ vendette oltre 100.000 corpi macchina in un solo anno.

Foto | Joe Shlabotnik
Via | NikonHQ

5 cose che non sapevate di Nikon é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di lunedì 19 luglio 2010.

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La povertà bianca in Sud Africa

giovedì, 15 luglio 2010
listen it it La povertà bianca in Sud Africa

b172d9f20d7dad579b444cf86cd88414 La povertà bianca in Sud Africa

Quando si parla di povertà in Africa di solito si immagina un gruppo di persone di colore che sono state poco fortunate nella vita.

In Sud Africa il fotografo della Reuters, Finbarr O’Reilly, ha scattato una lunga serie di foto in una dei campi che raccoglie un grande numero di bianchi. Un fenomeno che è aumentato negli ultimi 15 anni anche se la maggior parte dei bianchi del paese continua ad avere un tenore di vita medio alto. Una galleria da guardare assolutamente.

Via | BigPicture

La povertà bianca in Sud Africa é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di sabato 10 luglio 2010.

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PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

mercoledì, 11 novembre 2009
listen it it PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

mostra pilatsro milano3 1023x723 PILASTRO SOCIALE Mostra collettiva del workshop di Giulio Di Meo

Conoscere per fotografare. Fotografare per conoscere. È di certo questa prima frase a costituire il filo conduttore del lavoro a più mani esposto, mostra frutto di un lungo lavoro che si è sviluppato dal workshop di fotografia sociale condotto dal fotografo Giulio Di Meo. Il corso è stato frequentato da una decina di persone di varie età e con esperienze fotografiche eterogenee tra loro. Durante le lezioni si è sviluppata un’ampia panoramica approfondita da momenti di dibattito su cosa si intenda reportage e la fotografia sociale.
Giulio Di Meo ha voluto trasmettere ai suoi allievi il concetto di “fotografia sociale” interpretando la fotografia come necessità di una sensibilità, di un’etica, di un impegno particolare. Una fotografia che lui stesso afferma come “desiderosa di farsi carico delle lotte, della rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza; una fotografia impregnata da un’intensa umanità.” La “fotografia sociale” quindi vuole essere una sorta di ricerca antropologica dove il fotografo viene immerso nel contesto che lo circonda, dovendosi inserire in tale realtà senza creare ulteriori difficoltà. Il contesto questa volta è stato il Pilastro, quartiere della periferia bolognese sorto negli anni sessanta con la costruzione di numerosi condomini di edilizia pubblica. E qui vivono tante persone che dal sud Italia sono arrivate a Bologna nell’epoca del boom economico per cercare un lavoro. Oggi si mescolano a queste persone molti stranieri, protagonisti di esperienze simili, ma ogni volta uniche e singolari. Si amalgamano così vite diverse che creano un melting pot di culture e usanze provenienti da differenti luoghi del mondo. Ogni persona è lo specchio di percorsi differenti e condivide ora un presente comune. La vita si tocca, si vede e si percepisce nella quotidianità delle strade e dei parchi. Come il prato del parco Pasolini è punto di incontro di molti ragazzi che si incontrano qui, così dietro il “virgolone”, enorme edificio costituita da molti appartamenti e diversi piani, gli anziani lavorano gli orti comunali, riposano e giocano a carte seduti sulle panchine. “Pilastro” significa anche tenacia, costanza, fatica, e naturalmente credere nei propri mezzi e nell’energia che si respira quando ci si mette in gioco. Qui la palestra di Boxe e Muay Thai riunisce i giovani che passano i loro pomeriggi sognando di diventare dei campioni. Il Pilastro è anche sport, quello vero, che parte dal basso e nasce dalla passione. Una passione che unisce. Ed ecco le persone che ci hanno permesso di rappresentare qualche istante della loro vita. Queste fotografie vogliono gettare uno sguardo sulla realtà del Pilastro e. svelare cosa significhi farne parte. Vogliono aiutare a leggere oltre i confini di un quartiere che erroneamente viene etichettato come periferico, degradato e come luogo di disagio sociale. In questo racconto potreste scoprire una realtà diversa, non inquinata da pregiudizi e luoghi comuni. Una realtà che ci ha affascinato e sorpreso. Provateci, forse ne rimarrete colpiti.

Espongono: Roberto Brandoli, Filippo Carnevali, Lorenzo Ciancaglini, Sabrina Flocco, Laura Luppi, Enrico Migotto, Eleonora Minler, Nicola Sacco, Alessia Scarpa, Alberto Sola e Emanuele Vesentini.
Ecuador
Il sostegno alle comunità locali – cibo, ambiente e salute
Ucodep è impegnata dal 1995 in Ecuador, nell’area andina di Cotacachi (provincia di Imbabura) nella realizzazione di interventi di miglioramento dell’alimentazione e della produzione agricola delle comunità indigene. Nel 2002 si è iniziato a lavorare anche nella regione amazzonica nord orientale del paese al confine con la Colombia, la provincia di Sucumbios, dove si estende l’importante riserva naturale del Cuyabeno, nel settore della difesa dell’ambiente e della tutela della salute.
L’intervento di Ucodep in Ecuador è strettamente legato all’attività agricola e alla conservazione del patrimonio naturalistico della Foresta Amazzonica. Nel corso degli ultimi decenni il settore agricolo ha diminuito la propria redditività e la popolazione rurale ha dovuto fronteggiare l’aumento della povertà, l’impoverimento del suolo, il peggioramento delle condizioni ambientali e la riduzione della possibilità di accedere a servizi primari quali educazione e sanità. Inoltre, nella provincia di Sucumbios si è registrata una crescita dell’attività di estrazione del petrolio con gravi conseguenze ambientali. Sebbene esista un regime democratico fin dal 1979, il contesto socio economico dell’Ecuador è caratterizzato da instabilità politica cronica, da fratture interne al paese e forti influenze regionali nei partiti. Dal punto di vista ambientale l’Ecuador presenta un’immensa ricchezza naturale, una grande biodiversità e numerose risorse idrogeologiche e minerarie, tutto ciò minacciato dai cambiamenti climatici e dal crescente sfruttamento delle risorse energetiche, soprattutto del petrolio.
Tenuto conto di tutto ciò, Ucodep è intervenuta in Ecuador con sostegno all’agricoltura e alle comunità locali per lo sviluppo rurale e valorizzazione delle risorse del territorio, di tutela dell’ambiente e della biodiversità locale e di lotta alla povertà.
Nella regione Andina di Cotacachi vivono numerose comunità di Indios (circa il 60% della popolazione residente nella zona) che, tradizionalmente, si dedicano all’agricoltura di sussistenza. Tuttavia, in seguito alla riforma agraria introdotta negli anni ’60 dal governo militare, tali popolazioni si sono trovate costrette a coltivare terreni sempre più ridotti e in posizioni sfavorevoli, con il conseguente progressivo impoverimento dei campi e la riduzione delle varietà prodotte e della qualità dei prodotti. La conseguenza di tutto ciò è stato l’indebolimento del settore agricolo, la scarsa differenziazione alimentare e l’insorgere di malattie legate alla malnutrizione, l’emigrazione dalla campagna alla città, l’abbandono dei figli per ragioni lavorative e quindi la riduzione della frequenza scolastica.
L’area della Riserva del Cuyabeno presenta un altissimo valore naturalistico, floristico e faunistico. A causa della difficoltà di accesso a questa zona l’accesso ai servizi di base, tra i quali l’uso di acqua potabile e l’assistenza medica, è molto limitato. Lo sfruttamento delle risorse naturali, per molti degli abitanti della zona, rappresenta l’unica possibilità di reddito. Gli interventi di Ucodep si concentrano quindi in queste due zone con un approccio che mira, quindi, allo sviluppo agricolo nel rispetto delle risorse locali, della valorizzazione delle stesse, della difesa dell’ambiente e del rafforzamento dei piccoli produttori locali. Ucodep si dedica anche al supporto all’educazione primaria e alla tutela della salute locale, in un’ottica integrata di sviluppo locale.
Attualmente l’intervento di Ucodep in Ecuador è realizzato tramite gli uffici di Cotacachi e Lago Agrio. La mostra fotografica Ecuador: Colori e Volti, organizzata dai volontari Ucodep di Milano, vuole ripercorrere appunto l’esperienza di 15 anni di Ucodep in Ecuador attraverso la natura, le persone e i colori che caratterizzano questo affascinante e variegato Paese. Il gruppo dei volontari Ucodep di Milano organizza e propone attività a sostegno dei progetti di Ucodep in Ecuador.
Per saperne di più di Ucodep e delle attività dei gruppo di Milano:
gtmilano@ucodep.org – www.ucodep.org
credits foto: Andrea Cianferoni, Ilaria Lazzarini, Demostenes Uscamayta Ayvar/Ucodep ©

Dal 13 al 28 Novembre 2009

Centro Sociale Barrio’s
via Barona, ang. via Boffalora, Milano
Per Info: tel.0289159255 – fax0289158280 – barrios@comunitanuova.it – www.barrios.it

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Gianluca Moretti – Un sogno chiamato Venezia

domenica, 12 ottobre 2008
listen it it Gianluca Moretti   Un sogno chiamato Venezia

MokaWeb il portale del tempo libero annuncia
la pubblicazione in rete del portfolio di:
Gianluca Moretti

19199847bee634916ca3c48cbb35b110 Gianluca Moretti   Un sogno chiamato Venezia
“Un sogno chiamato Venezia”
Nasce a Rimini il 07/07/1968 e già all’età di 12 anni rivela una predisposizione naturale all’arte e alla pittura. Qualche anno dopo scoprirà casualmente il mondo fotografico trasferendo così la sua dote artistica dalla pittura alla fotografia. Inizia a fotografare con una vecchia fotocamera biottica di fabbricazione russa, apprendendo in fretta le basi della tecnica fotografica: totale controllo manuale dei tempi d’esposizione e dei diaframmi in base alla sensibilità della pellicola usata e delle condizioni di luce. A 15 anni acquista la sua prima reflex, una macchina fotografica professionale, una Nikon f3 hp, in possesso solo ai fotografi professionisti, realizzando così un grande investimento…
Gianluca Moretti
clicca qui per vedere le foto

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Editori di se stessi: il fenomeno Lulu – fonte ApogeOnline

martedì, 15 gennaio 2008
listen it it Editori di se stessi: il fenomeno Lulu   fonte ApogeOnline

d66bd731bfd3d34ace0c0c7198173960 Editori di se stessi: il fenomeno Lulu   fonte ApogeOnlinedi Pietro Izzo

Libri e Rete, un binomio consolidato nella cultura digitale degli ultimi 15 anni. Dal mercato “lungo” di Amazon alle reti sociali di aNobii e LibraryThing, fino al marketplace digitale dei manoscritti

.

A pensarci bene, erano diversi anni che tutto puntava in questa direzione. Certo, negli Stati Uniti se ne sono accorti molto prima, mentre per noi in Europa c’è voluto ancora qualche anno. Il sistema editoriale è profondamente cambiato negli anni grazie ad Internet, soprattutto per via del fenomeno – ultimamente molto citato – della coda lunga dei mercati online. Volendo esprimere in due parole il concetto di coda lunga, si potrebbe dire così: in un sistema di distribuzione on line, i prodotti “di nicchia” possono vendere tutti insieme molto più di quei pochi prodotti “di punta” che la distribuzione tradizionale insiste a proporre al pubblico. Possono, e in genere lo fanno. È proprio Amazon a dimostrare, dati alla mano, che il modello funziona.

(continua…)

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MiCamera – photography and lens–based arts

lunedì, 11 dicembre 2006
listen it it MiCamera – photography and lens–based arts

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MiCamera – photography and lens–based arts

La più fornita libreria fotografica in Italia cambia sede e inaugura un nuovo ampio spazio espositivo dedicato esclusivamente alla fotografia e all’arte contemporanea che privilegia l’utilizzo del medium fotografico. Con una programmazione che prevede l’esposizione di progetti inediti e artisti di primo piano a livello internazionale, MiCamera si pone come una delle realtà più importanti nel mondo dell’arte contemporanea in Italia, con uno spazio polivalente dove oltre a visitare le esposizioni e fruire della libreria specializzata sarà possibile partecipare alle numerose iniziative.

Camille Solyagua – Il mistero delle piccole cose

Per Camille Solyagua, il mistero delle piccole cose è una fonte infinita di rivelazione e ispirazione.

Artista americana pubblicata più volte dal prestigioso editore Nazraeli Press, esposta in tutto il mondo e presente in importanti collezioni pubbliche e private, presenta da MiCamera, per la prima volta in Italia, una trentina di opere appartenenti a serie diverse e realizzate nel corso di quasi 15 anni di carriera. L’esposizione è accompagnata dalla monografia ‘Collections 96-02’, uscito nell’ottobre 2006.

(continua…)

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