MARCO BONANNI: CATTURARE LA LUCE....
Una delle personalità più originali e significative della fotografia contemporanea.
MARCO BONANNI: CATTURARE LA LUCE
Il risultato finale sono fotografie liriche e rigorose con luci ambigue e misteriose, che ci suggeriscono ora spazi siderali e domini celesti inesplorati, ora luoghi della conoscenza dove ogni rivelazione è chiara e possibile, ora improbabili locations dal forte impatto poetico ed evocativo per fantasmi sospesi sull’orlo di un enigma senza  soluzione.
Nel Cristianesimo le tenebre simboleggiano il peccato e la luce la Verità , mentre nella filosofia cinese l’ombra e la luce, yin e yang, sono considerate come energie primarie ed opposte che governano   con la loro alternanza polare i ritmi dell’universo. Nelle fotografie di Marco Bonanni – che si è affermato in questi ultimi dieci anni come una delle forze più originali e significative della fotografia contemporanea – la luce e l’ombra, limiti sia della nostra facoltà visiva che di ogni forma di rappresentazione, appaiono come forze antagoniste che presiedono al ritmo compositivo di ogni suo scatto, alla modulazione tonale dei colori, all’evidenza plastica dei volumi dando corpo e peso alle immagini.
Tutto il suo percorso rimane fedele nella sostanza a quelli che sono i principi di base della camera oscura, considerando la fotografia come il risultato di un procedimento fisico e chimico che permette di eternare angoli dell’esistente o attimi di vita, senza mai cercare il facile risultato del fotoritocco, usato per correggere toni, luci, sfumature, gamme cromatiche ed imperfezioni, o dell’integrazione con il mondo del digitale con le sue infinite possibilità .
Dopo le serie di fotografie con relative mostre-evento dedicate a “I ponti sul Tevere a Romaâ€, “Gli Angeli della Passioneâ€, “Angoli misteriosi di Romaâ€, “Le statue parlanti†troviamo in quest’ultima serie di fotografie di Marco Bonanni il desiderio di “Catturare la luceâ€, la ricerca di rendere visibile ciò che le ultime istanze della scienza e dell’ottica hanno relegato definitivamente nel mondo dell’invisibile. Infatti l’occhio, ladro inesperto, riesce a restituirci nemmeno il dieci per cento del reale intreccio della realtà materiale, dato che vede solo ciò che è refrattario alla luce, per combinazioni o sottrazioni di colori, spettri ed energia emessa.
Marco Bonanni capta il percorso che fa la luce o le luci mischiando con sapienza tecnica sovraesposizioni e saturazioni, catturando traiettorie, scie ed aloni altrimenti invisibili e lasciando che la luce, nella casualità del suo movimento e da vari punti di osservazione, pitturi se stessa sulla pellicola fotografica. Il risultato è quello di un singolo fotogramma, che per assurdo contiene lo svolgersi di un‘azione nel tempo, una scena che in se stessa ha un inizio ed una fine, un “hic et nunc†in cui viene compresso il vissuto dei fotoni in movimento, in cui la cattura delle particole di luce ci dà la misura della lentezza della nostra percezione sensoriale.
Con una competenza matura e partecipe Marco Bonanni da forze contrarie, dal dualismo tra luce ed ombra, assenza e presenza, a fuoco e fuori fuoco, stabilità e movimento dell’obiettivo e della macchina fotografica fa nascere nuove sinergie ed il risultato finale sono fotografie liriche e rigorose con luci ambigue e misteriose, che ci suggeriscono ora spazi siderali e domini celesti inesplorati, ora luoghi della conoscenza dove ogni rivelazione è chiara e possibile, ora improbabili locations dal forte impatto poetico ed evocativo per fantasmi sospesi sull’orlo di un enigma senza  soluzione.
ANNA IOZZINO
( storico delle Arti Visive)





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