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L’AFI ad Arles 2008

Anche quest’anno l’Archivio Fotografico Italiano sarà presente ad Arles (Francia), nella settimana di apertura dei prestigiosi Rencontres de la Photographie, dal 9 al 14 luglio 2008, presentando tre mostre.

Tra le poche presenze italiche nel contesto francese, proporrà 3 mostre alle quali Claudio Argentiero e Umberto Armiraglio stanno lavorando da tempo, predisponendo una serie di proposte capaci di evidenziare i propositi dell’AFI e di valorizzare gli autori inseriti nella collezione.

Tutte le immagini sono stampate con materiali professionali EPSON fine-art, e confluiranno nella collezione AFI. EPSON Italia è sponsor tecnologico di tutte le iniziative organizzate dall’Archivio Fotografico Italiano.

La mostra dal titolo: Immagini da una collezione d’Autore, è il frutto di una accurata selezione di lavori, di eccellente livello qualitativo, facenti parte dell’archivio AFI. I fotografi scelti per l’importante appuntamento, provengono da significative esperienze professionali. Questi i fotografi noti e affermati, che rappresenteranno indiscutibilmente la fotografia italiana, con l’aggiunta di una serie di immagini storiche.

Francesco Cito, tra i più prestigiosi fotoreporter italiani, già premiato al World Press Photo, ha pubblicato ampi servizi sulle più importanti testate a livello internazionale. Nato a Napoli nel 1949, Francesco Cito è arrivato relativamente tardi alla fotografia, iniziando a fotografare professionalmente dal 1975. Un interesse però venuto da lontano, da quando - ragazzo - sfogliava Epoca e si appassionava alle avventure di Walter Bonatti. Erano i tempi d’oro del fotogiornalismo in Italia. Attraverso quelle foto, quelle storie sognava l’avventura. Un fotografo eclettico, come si definisce, testimone degli eventi in molti luoghi caldi, come Afghanistan, Libano, Palestina, Arabia Saudita, Iran, Bosnia, Kossovo. Ha fotografato Napoli, il Palio, la Sardegna, il Trentino, realizzato lavori sulla mafia e sulla camorra, come sulla pesca dei tonni e sui matrimoni. Nel 1995 si è aggiudicato il terzo premio per il reportage del World Press Photo con “Matrimoni napoletani” e nel 1996 il primo premio per il reportage con “Siena, il Palio”. Sue immagini sono apparse su Epoca, Il Venerdì di Repubblica, Panorama, Sette, Corriere della Sera, Specchio della Stampa, Sunday Times Magazine, Observer Magazine, Stern, Bunte, Zeit Magazine, Figaro Magazine, Paris Match, Life.

Gianfranco Moroldo, icona del fotogiornalismo italiano, anch’esso premiato al Word Press Photo (1969), fin dagli anni ’50 si occupa di reportage, iniziando a collaborare con il prestigioso settimanale l’Europeo, in modo continuativo fino al 1993, firmando numerose copertine e interessandosi dei principali conflitti di rilevanza internazionale per oltre 40 anni. Dal 1965 al ’75 è stato più volte in Vietnam, in coppia con Oriana Fallaci, poi in Iran, in Etiopia, in India, Pakistan, Libano, Giordania, Eritrea, documentando le più recenti guerre in Jugoslavia e Somalia. In Italia, tra l’altro, ha seguito i terremoti in Sicila e in Friuli, e l’alluvione di Firenze.

Si spegne nel 2001, lasciando un vastissimo patrimonio di immagini, oggetto di studio e rivalutazione.

Nino Leto, dal 1979 ad oggi ha viaggiato fotografando i fronti di guerra piu’ caldi. Ha collaborato con l’agenzia Farabola; fino all’84 ha lavorato per la Rizzoli editore, poi Epoca e Famiglia Cristiana. In Iran ha seguito la rivoluzione e la presa del potere di Khomeini, unico fotografo italiano nel paese. Ha fotografato il conflitto libanese, la guerra in Salvador, gli scontri in Nicaragua. In Africa ha viaggiato per tutti gli stati e in particolar modo ha fotografato la presa di Kinshasa in Congo, e ancora la tragedia del Ruanda. Ha seguito per dieci anni i conflitti nei Balcani dove ha seguito l’evolversi degli scontri e lo sfaldarsi della Jugoslavia. In questi ultimi anni e’ stato diverse volte in Irak dove ha fotografato i bambini, gli uomini e le donne prima stremati dall’embargo e poi dalla guerra, firmando con le sue immagini copertine e servizi su importanti testate del settore.

Virgilio Carnisio, raffinato fotografo milanese, ha pubblicato 24 libri di successo, presentati da alcuni tra i più autorevoli critici, scrittori e giornalisti. E’ nello stesso tempo testimone e interprete della nostra epoca, e memoria storica di una città, Milano, dai molti volti, che le sue immagini propongono in chiave poetica con reminiscenza, in un bianco e nero intenso e vigoroso. Autore capace di porre sullo stesso piano professione e passione, rivolgendo il suo interesse al classico reportage in b/n, collabora attivamente con giornali e riviste. Sue immagini fanno parte di importanti collezioni.

Duccio Nacci, stimato fotografo toscano, interprete poetico della sua terra, ha ricevuto importanti riconoscimenti. Pubblicato su riviste e volumi fotografici, è autore di due libri di successo sulla Toscana. Si è specializzato nella fotografia di paesaggio, architettura e arte. E’ titolare di un Atelier fotografico in San Gimignano, dove propone le sue opere in vendita. La sua continua ricerca, lo porta a sperimentare nuove possibilità espressive, con uno stile sempre più riconoscibile, apprezzabile, consapevole e maturo.

Isabel Lima, fotografa brasiliana, ma italiana d’adozione, è specializzata nella fotografia di ritratto. Si afferma nel panorama italiano per diverse ricerche tradotte in mostre, pubblicazioni e installazioni, ognuna delle quali espressione di un percorso visivo di indubbio interesse artsitico, inteso come progressiva evoluzione dei progetti personali. Sue immagini sono state pubblicate ampiamente su riviste e libri, e fanno parte di rilevanti raccolte d’arte.

Ritratti di fine ‘800, realizzati presso un importante atelier del noto fotografo Menotti-Paracchi di Busto Arsizio (VA). Una importante quantità di lastre di vetro, che l’AFI sta rivalutando e catalogando, con tecnologie EPSON, creando un rilevante archivio della memoria. Le immagini scelte tengono conto della qualità e della rappresentatività scenografica architettata dall’autore, grazie alla quale è possibile apprezzare le diverse tipologie sociali dei soggetti, e il costume dell’epoca, offrendo una opportunità culturale e di conoscenza dentro la storia della fotografia.

L’esposizione si terrà presso la Salle du Club des Jumelages d’Arles in Place de la Rèpublique

La seconda mostra, dal titolo: Genti di terre d’acqua – Volti della civiltà contadina, di Claudio Argentiero e Umberto Armiraglio, della quale verrà stampato un corposo libro, è il frutto di una collaborazione con l’Assessorato all’Ecomuseo delle Terre d’Acqua della Provincia di Vercelli, che pubblicherà il volume in occasione di un importante manifestazione nel prossimo mese di settembre a Vercelli. Un lavoro inedito, suddiviso in due capitoli: Argentiero ha fotografato famiglie di agricoltori che si tramandano di generazione in generazione l’attività agricola. Un album di ritratti che formano un mosaico rappresentativo della cultura, della fertile operatività e della fisionomia del territorio piemontese. Armiraglio ha rivolto la sua ricerca alle mondine di un tempo, con un duplice intento: quello di mostrare la singola persona nella sua individualità specifica, e quella di proporre una metodica esposizione di figure che testimoniano un’epoca. Entrambi gli autori propongono attraverso i “volti delle genti delle terre d’acqua”, una riflessione sulla realtà sociale e lavorativa di un territorio dalla forte connotazione agricola, che conserva tradizioni, genuinità e culture, perse altrove.

La terza mostra, di Claudio Argentiero e Fiorenzo Pellegatta, dal titolo: Fete de Gardians – 20^ Reine d’Arles 2008, è composta da una selezione di immagini scattate il 1° maggio 2008 nella cittadina francese, in occasione della Elezione della 20^ Regina d’Arles. Una manifestazione particolarmente sentita in tutto il territorio, alla quale partecipa di un folto pubblico, proveniente dall’intera regione, e di un numero rilevante di donne in costume provenzale e dei Gardians a cavallo. Le immagini, volutamente in b/n, propongono attraverso dettagli e ritratti ambientati, una interpretazione dell’evento, con particolare attenzione agli sguardi, ai costumi e ai dettagli delle “regine”, lasciando scorgere angoli e architetture di Arles.

Le esposizioni si terranno presso la Mairie d’Arles (Municipio) in Place de la Rèpublique

Per informazioni:

Claudio Argentiero T. 347-5902640 / e-mail: argentfoto@libero..it

www.archiviofotografico.org

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