Francesco Neri – Fotografie #1....
Espone al DO Francesco Neri, giovane fotografo faentino che ci accompagna in questo secondo appuntamento di “Artisti per il DO” dedicato alla fotografia.
Preview aperta a tutti per la Notte Bianca, sabato 24 novembre , in occasione del MEI – Meeting Etichette indipendenti. Inizio ore 21.30.
orario: Sabato 24 novembre, dalle 21:30, durante la Notte Bianca;
DOmeniche 25 novembre e 2 dicembre, dalle 16 alle 22, nell’orario di apertura del DO.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: ingresso libero
vernissage: 24 novembre 2007. ore 16.00
autori: Francesco Neri
genere: fotografia, personale
Biografia
Francesco Neri, classe 1982, si diploma nel 2001 in grafica pubblicitaria.
Si avvicina alla fotografia qualche anno dopo e al termine del 2005 si trasferisce a Parigi dove compie uno stage presso l’agenzia “Magnum Photosâ€. Nello stesso anno viene segnalato al concorso “Iceberg ´05†di Bologna nel settore fotografia d’arte e comincia a seguire i corsi di fotografia tenuti da Guido Guidi all´Accademia di Belle Arti di Ravenna.
Nel 2006 vince il concorso “RAM ‘06†indetto dal Comune di Ravenna e rivolto ad artisti delle province di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena.
Durante l’anno accademico ’07 frequenta i corsi di Guidi anche presso l’istituto “IUAV†di Venezia.
Attualmente vive e lavora in Italia dedicandosi completamente alla ricerca fotografica.
Fotografie #1 – testo critico di Marco Bernini
Francesco Neri propone al DO la mostra Fotografie #1.
“La verità è che il modo scientifico di guardare un fatto
non è il modo di guardarlo come un miracoloâ€
L. Wittgenstein
“Per me il significato essenziale del silenzio
è la rinuncia a qualsiasi intenzioneâ€
J. Cage
Lo strumento fotografico, per il suo rapporto di immediatezza con il reale, crea da sempre non pochi problemi di interpretazione. Le domande più comuni sono che tipo di apporto può fornire il fotografo nel recensire una realtà già pronta, dadaisticamente ready made, che tipo di limiti compositivi deve imporsi perché la registrazione non sia alterazione. Di limiti, Francesco Neri, se ne impone su più versanti. Dalla parte della realizzazione di ciò che verrà esposto, vi è la precisa scelta di stampare le lastre semplicemente a contatto, evitando molto spesso ingrandimenti volti a spettacolarizzare e aumentare di volume (acustico, visivo, emotivo) i soggetti.
Nella composizione poi, vi è la motivata volontà di concentrare lo sguardo riducendone l’estensione, dimostrando come la visione si moltiplichi e complichi proprio quando sembra esserci poco da guardare: i soggetti, una volta chiusi e isolati, quasi muscolarmente catturati nella restrizione focale, iniziano a muoversi dentro la gabbia visiva, si rivelano, svelano il fianco. Infine il limite, non facile, riguarda la posizione autoriale. Nel tentativo di ridursi, conformemente ad alcune delle più forti linee della teoria conoscitiva del Novecento, a grado zero della visione, Neri cerca, nelle sue partite di caccia, un potente silenziatore che lasci il soggetto libero di mostrarsi e dimostrarsi in modo autonomo.
Non c’è mai, neanche nei ritratti dove la tentazione è massima, una spinta all’introspezione. Minima introspezione, massima esposizione. Al centro, il percorso infedele che la luce compie per la sua cattura attraverso l’obiettivo: il luogo oscuro dell’incontro. Chi guarda deve percorrere a ritroso quello spazio, per finire, come Alice, oltre la cavità del tronco, oltre lo specchio nel mondo disimpalcato dove linee, colori e materia giocano il loro privato e inusuale dialogo. L’ultimo limite è nel titolo, di una neutralità che non è chiave di lettura, quanto diafano chiavistello di apertura.




Ritorna alla Home Page di Nikon News





