Circle Line 3 in mostra a partire da mercoledì 20 settembre
Arthemisia / 14 settembre 2006
Comune di Senigallia

Circle Line #3
in mostra a partire da mercoledì 20 settembre
fino al 30 settembre 2006
Andrea Anastasio, Francesco Arena, Marc Bauer, Elisabetta Benassi, Carlo Benvenuto, Enzo Cucchi, Domenico Mangano
Scirocca
Marmo, ferro, rete, fumo.
RAM Rotonda a Mare di Senigallia
Lungomare 60019 Senigallia (Ancona)
Tre progetti alla RAM Rotonda a Mare di Senigallia
a cura di Marcello Smarrelli
dal 29 luglio al 30 settembre 2006
Lungomare 60019 Senigallia (Ancona)
Tutti i giorni ore 20.00 – 24.00
Informazioni Tel. 071 6629328
La Rotonda a Mare di Senigallia riapre completamente restaurata e con un grande mosaico dell’artista Enzo Cucchi all’ingresso del pontile. Si è dotata anche di una sigla, RAM, che cavalca la consuetudine - divenuta tradizionale per i luoghi dell’arte contemporanea - di coniare un acronimo che diventi anche il simbolo visivo del luogo, come il MET o il MOMA di New York o i più nostrani MACRO e MAXXI di Roma e i neonati MADRE e PAN di Napoli o il MAMBO di Bologna.
I tre progetti espositivi a cura di Marcello Smarrelli, raggruppati sotto il titolo Circle Line, che saranno presentati durante l’estate 2006, avranno in comune proprio l’idea del gioco sia individuale che di gruppo, ma anche il tema del viaggio, dell’acqua, delle forme circolari, dell’eterno ritorno. Sono pensieri che girano su loro stessi, nati dall’ossessione per il cerchio, dall’idea di perfezione delle cose rotonde. Opere nate per essere in movimento, che per la loro stessa natura continuano a girare e a mettere in moto meccanismi di riflessione sempre diversi e sorprendenti. Come la Circle Line, una delle linee più famose della Metropolitana di Londra, questi progetti seguono traiettorie circolari, che non trovano mai un punto d’arrivo, un capolinea. Per questa idea di infinito, di perdita delle coordinate, di sensazione di girare a vuoto, la Circle Line, diventata uno dei simboli di Londra, è stata scelta come metafora contemporanea da associare alla particolare architettura della Rotonda.
DAL 20 SETTEMBRE 2006:
Scirocca è una scultura a più mani che deve il suo titolo al vento caldo di Castellammare - un paesino affacciato sull’Adriatico ai confini tra Marche e Abruzzo - dove questa specie di Golem è stato modellato nella creta prima della sua trasposizione nel marmo.
Fa parte di un progetto più ampio nato dal sodalizio di Enzo Cucchi e Marcello Smarrelli, è
il prodotto di un modus operandi sperimentato per la prima volta nel 2003 alla Rotonda a Mare di Senigallia con Mosche da Bar/Barflies in cui era stata realizzata un’opera collettiva di Enzo Cucchi, Christophe Brunnquell, Johanna Grawünder e Domenico Mangano.
L’idea di produrre un lavoro a più mani è poi proseguita in due recenti mostre Intramoenia/Extra Art a Castel del Monte e Il gioco è fatto a Ravello, su invito di Achille Bonito Oliva, curatore dei due progetti espositivi.
Il gruppo di artisti che ha realizzato l’opera è composto, oltre che da Enzo Cucchi, da Andrea Anastasio, Francesco Arena, Marc Bauer, Elisabetta Benassi, Carlo Benvenuto, Domenico Mangano. Questa scultura gioca con il sistema tradizionale dell’arte, non si sa bene a chi attribuirla, che valore economico darle, a che tipo di giudizio critico sottoporla. È un simulacro, un ibrido curioso denominato, a seconda dei casi, come una Santa o una Mummia. Un feticcio composto da parti eterogenee, ognuna portatrice di un linguaggio artistico diverso, ma tutte fuse tra loro fino a trasformarsi in un corpo unico. Un mostro semantico, un feticcio generato dalla comunicazione, un idolo informe nato dalla fusione di pensieri morbosi. Un cadavre exquise che, come quelli inventati dai surrealisti, nasce dalla volontà di sperimentare le vie traverse della casualità e dell’automatismo, senza scostarsi troppo dalla sua identità, quella di essere un gioco tra amici che si ritrovano seduti intorno al tavolino di un bar.
La scultura in marmi di diverso colore è preziosa e sorprendente come un’opera barocca, il fumo che a tratti ne fuoriesce contribuisce a darne l’immagine di una divinità ctonia e a tratti demoniaca. L’opera nasce con il desiderio di farla viaggiare il più possibile, di farle realizzare un tour delle città di mare, come fosse una statua sacra, dotata di speciali poteri taumaturgici.
in allegato:
comunicato stampa
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