Così, la parola centrale è ambiguità , che poi caratterizza l’intera produzione artistica di Di Giampietro e che si riflette anche nell’uso del naso da pagliaccio su ciascun ritratto; lungi dall’essere un elemento ironico, il naso fa pensare a film come Arancia Meccanica e in genere a un’anima oscura nascosta dietro la maschera. E’ l’espressione della paura; non solo quella nei confronti del pagliaccio, che Di Giampietro ha sin da bambino, ma quella che viene messa in gioco nel confronto con l’altro.
Lo scatto è molto veloce. Sono snapshot che non danno il tempo alla persona ritratta di impostarsi per la situazione, facendo quindi emergere la vera personalità dei soggetti. La ‘sorpresa’ è molto importante per il lavoro di Di Giampietro; è l’elemento fuori controllo, impossibile da ricreare nello scatto costruito. Se a volte disturba l’immagine, allo stesso tempo rende lo scatto più interessante, più vero.
Alessandro di Giampietro è nato a Pescara nel 1972, vive e lavora a Milano
This entry was posted
on mercoledì, settembre 16th, 2009 at 7:24 pm and is filed under Mostra Fotografica.
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
You can leave a response, or trackback from your own site.