“I Campi del dolore “
Officine Fotografiche Ass. Culturale
dal 27 Gennaio al 10 Febbraio 2007
“I Campi del dolore “
Immagini dai campi di Dacau,Mauthausen, Auschwitz
Foto di Emilio D’Itri
Con Il Patrocinio dell’ A.N.E.D. Ass. Nazionale Ex Deportati
Con il Patrocinio del Comune di Roma - Municipio XI
“I campi del dolore” è un racconto per immagini realizzato nei
campi di sterminio di Dacau, Mauthausen, Auschwitz nell’estate 2005
in occasione dei 60 anni dalla liberazione dei Campi
Il motivo di questo viaggio è da ricercare sicuramente nel mio
desiderio di affrontare una delle pagine più crudeli della storia
recente. Da sempre attraverso i racconti, le immagini dei film e le
testimonianze ho sentito la voglia di comprendere, di capire, e
soprattutto di non far dimenticare, attraverso le immagini, quello
che 60 anni fa veniva alla luce. Difficile spiegare le sensazioni che
ho provato nell’attraversare i Lager, sicuramente un senso di
smarrimento, di incredulità, un pensiero forte e la domanda: come
può l’uomo che si reputa uomo aver organizzato una simile macchina
di morte? E’ stato un peregrinare muto, in silenzio con gli occhi a
fissare tutto quello mi circondava, mentre dentro di me mille domande
trovavano spazio e le risposte le cercavo osservando, toccando con
mano, respirando i profumi, ascoltando il rumore del vento tra le
foglie e cercando per un momento di essere vittima e testimone di
quegli anni. Ho provato ad ascoltare le grida di dolore, ad
immaginare le mani tremanti delle vittime dei campi, i loro passi
incerti, i loro sguardi persi nel vuoto attraverso finestre che
affacciavano nel nulla, e ho cercato di dare vita a queste sensazioni
fotografando gli oggetti, le mura graffiate, gli alberi, le baracche,
i letti, che ora non sono solo elementi, ma testimoni e compagni
della loro morte.“I campi del dolore”, così, vuole essere un
grido per non far dimenticare rivolto a quegli uomini che oggi
pensano che tutto è passato e alle generazioni future; vuole essere
un tributo a quelle popolazioni, prima fra tutte quella Ebraica, che
hanno pagato con il sangue la follia dell’essere umano; e vuole
anche essere una preghiera per il riaffermarsi della vita, perché
tutto questo non accada mai più.
Che uomo è quello che non ha più un’anima da mostrare, che uomo
è, l’uomo che si è macchiato della presunzione di cancellare
l’anima altrui.
Emilio D’Itri
Desidero ringraziare
La Direzione del Museo di Auschwitz
Officine Fotografiche Ass. Culturale
Via Casale de Merode 17° - Roma
Dal 27 Gennaio al 10 Febbraio 2007
Dal Lun al Ven 16:30 – 19:30 Sabato 10:00 13:00
Ingresso Libero
INFO:www.officnefotografiche.org – of@officinefotografioche.org

