Provo a raccontarvi una pomeridiana passeggiata fotografica ancora in compagnia di Vincenzo, appassionato canonista della mia città. Nonostante le foto non siano memorabili, ho pensato di farne ugualmente un piccolo topic da inserire in questa sezione, la mia preferita, quella in cui mi è più congeniale scrivere e descrivere le mie prime esperienze da fotoamatore.
Ci incontriamo alle 15 a pochi metri da casa mia. La giornata non è delle migliori, anzi, a sentire l’opinione di Vincenzo è decisamente delle peggiori. Cielo densamente velato di grigio, quasi a portar pioggia, e vento a tratti molto forte ma non freddo (quando soffia lo scirocco, dalle nostre parti, viene direttamente dall’Africa…).
Comincio il giro montando il 35-70mm. Ci dirigiamo verso il centro storico: un po’ si sale e un po’ si scende, e l’f/2.8 incomincia a far sentire la sua mole sulla mia piccola reflex. Scatti svogliati, per la verità, o forse poco ispirati: una macro mancata per il forte vento, qualche scorcio architettonico potenzialmente valido ma che alla fine non offre una composizione che mi soddisfi. Poi entriamo nella mia vecchia scuola elementare, più precisamente all’interno del suo vasto cortile fatto di ampi spazi e vegetazione fitta che lo fa somigliare ad una villa comunale in miniatura.
Appena varcata l’entrata mi volto e… un salto indietro nei ricordi di infanzia guida quasi involontariamente l’obiettivo della mia D40: quante volte avrò visto quella scena, magari per mano ai miei genitori venuti a prendermi dopo il suono dell’ultima campana? Sì, certo, quel cancello era più vecchio e scassato allora, e quelle scritte sui muri non c’erano affatto; ma quel salice in primo piano e l’albero più distante erano sempre lì, così come era sempre incastonato sulle antiche mura della città quell’edifico un po’ cadente dal corto balconcino e dalla finestrella colorata in cui pensavo ci si affacciassero i sette nani di Biancaneve… Cosa riesce a fare l’immaginazione di un bambino!