Seconda uscita macro e canonica levataccia alle 5:30. E’ stupendo alzarsi quando è ancora buio e vedere il sorgere del sole sulla linea dell’orizzonte marino… a meno che le nuvole non siano lì giusto per coprirti lo spettacolo…
Così è stato stamattina, ma non ne ho fatto un dramma. Dopo tutto le macro col cielo velato restituiscono meglio colori e sfumature; e oggi i dettagli avranno la loro importanza: è giornata di orchidee! Son fiorite da almeno due settimane e ho atteso il giusto momento perché fossero ben distese e turgide. Le mie primavere iniziano così ormai da molti anni: con le Ophrys e i loro meravigliosi colori. Oggi è la prima volta che le fotografo con una reflex e con un vero obiettivo macro…
Quando arrivo sul piccolo prato sabbioso che ospita un discreto numero di orchidee, il sole è ancora dietro le nuvole: c’è vento fastidiosissimo e sarà davvero dura! Piazzo il treppiedi e mi stendo completamente a terra a pancia in giù per inquadrare e scattare. Non posso chiudere più di tanto il diaframma, perché ho bisogno di tempi sufficienti a che i soggetti non vengano mossi per il vento teso da nord.
La scarsa profondità di campo imposta al mio 60mm f/2.8, alla fine, si dimostra la migliore soluzione per uno sfocato che rende le prime foto molto suggestive.