....e mi riferisco ai miei che ormai inariditi e privati delle loro funzioni originarie sono stati, fin ora, solo capaci di guardare ma non di vedere.
Ma credo di essere guarito.Mi sono spesso prodigato,nel mio piccolo, per tentare di aiutare i meno fortunati ma di ritorno dal Kenya sono sicuro che non riuscirò mai più a guardare il mondo con gli stessi occhi.
Si perchè ora riesco a "vedere" quanto noi tutti siamo affannati nella ricerca di quel qualcosa in più che può darci un'illusione di soddisfazione, persi in un tempo sempre uguale che scandisce le nostre giornate ormai standardizzate.
Vedo la nostra incapacità di godere di quanto abbiamo, e abbiamo tanto secondo me, accecati dalla incessante voglia di possedere ancora....e ancora....e ancora....trascurando i traguardi ormai raggiunti.
Ogni gesto è consuetudine, ogni emozione è conosciuta, ogni attimo è scritto e questo ci impedisce di godere di quanto ci circonda.
Non sono un santone ne un predicatore, ma questa breve premessa era necessaria secondo me per introdurre la seguente domanda:
Qualcuno di voi ha il "coraggio" di "vedere" in questo sguardo tutto l'amore per la vita che io stesso ho potuto constatare e toccare con mano, la voglia di crescere godendo momento dopo momento di quel poco (pochissimo) che ogni nuovo giorno ci regala e con una dignità a molti sconosciuta?
O, come alcuni hanno detto vedendo lo scatto, traspare solo tristezza e rassegnazione?
Ogni commento è gradito
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